ARTICOLI CHE PARLANO DI CANONE_SPECIALE_RAI

mer 22 feb 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Si può sparare sulla Croce Rossa? Si deve, se è la Croce Rossa a sparare per prima sui feriti. Dunque fuoco a volontà sulla cara vecchia Mamma Rai. Non bastassero le quotidiane polemiche sul perché e il per come del nostro "servizio pubblico", l'azienda si è inventata di rispolverare niente meno che un Regio Decreto del 1938, il n. 246 del 21 febbraio di 74 anni fa, che recita: «Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento».Ergo, nonostante sia quanto meno opinabile che Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re e Imperatore profetizzasse l'avvento di pc e telefonini, devono pagare un apposito canone (pardòn, "tributo") anche i possessori di computer con connessione internet e, a rigore, perfino di iPad. In più nel decreto "Salva Italia" secondo la Rai ci sarebbero anche le indicazioni sull'entità di questo "canone speciale", nonché l'obbligo di inserire nella dichiarazione dei redditi il possesso dell'apparecchio tv. Di qui i bollettini piovuti su esercizi commerciali, imprenditori e liberi professionisti, riportanti cifre da far strabuzzare gli occhi: «da 200 a 6000 euro», secondo Alessio Butti (Pdl). Con effetti paradossali, come quelli che riguardano i medici, in possesso di attrezzatura informatica fornita dalle Ausl e obbligati a farne uso dalla loro stessa funzione. Secondo quelli di Rete Imprese Italia, i primi a denunciare la sgradita sorpresa scrivendo direttamente a Mario Monti, «quella del canone speciale Rai è una richiesta assurda perché vengono "tassati" strumenti come i computer che gli imprenditori utilizzano per lavorare e non certo per guardare i programmi Rai. Tanto più se si considera che il Governo spinge proprio sull'informatizzazione per semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione. In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro onere così pesante e ingiustificato».

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013  - č