ARTICOLI CHE PARLANO DI BORGO_SANTANDREA

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Costantini Claudio

Il regalo di Natale che aspettavano al Borgo Sant'Andrea, ovvero la messa in funzione dei parcheggi in via Cignani e Melozzo da Forlì, arriverà, ma dopo le feste: così, assicurano in Comune. Il ritardo è dovuto solo, cosa tragicamente normale in Italia, a questioni burocratiche. Si deve solo perfezionare un passaggio di proprietà. Una volta attuato, l'Amministrazione non metterà altri indugi alla realizzazione e anche alla "messa a verde" di alcune piccole aree lungo la strada, compreso lo spartitraffico. Fortunatamente non si dovrà aspettare l'inizio lavori delle due palazzine adiacenti il parcheggio. Per quello di Via Melozzo, solo in ottobre è stata completata la bonifica dell'area: nel capannone ora demolito vi era dell'amianto. Anche questa area di sosta sarà completata in parallelo con l'altra poco distante. 

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

In Piazza Cavour a Rimini, a partire dalle ore 10, il Babbo Natale dell’Istituto Oncologico Romagnolo attende tutti i bambini per conoscere i desideri di ciascuno. Ma, come da tradizione, i doni desiderati dovranno essere scritti su una letterina, da leggere a Babbo Natale e consegnare nella ‘casetta’ cassetta delle lettere, Babbo Natale consegnerà dolcetti e caramelle a tutti.

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

Il Natale in vetrina: Gio-re-ca e I Profili di Venere, Macelleria del Borgo, Living sport, e Di Valentina sono riusciti a catturare l'anima della festività più amata dell'anno. Il 14 dicembre si è conclusa la prima edizione del concorso a premi l'"Oscar della vetrina", organizzato da CNA.COM in collaborazione con l'associazione "Facciamo centro", che riunisce i quattro borghi "storici" di Rimini. Dedicato alle vetrine più originali allestite nel periodo natalizio, ha messo in palio ricchi premi e offerto a tutti i partecipanti la possibilità di frequentare un corso gratuito di vetrinistica presso l'Ecipar, l'ente di formazione di CNA. Un'iniziativa che ha offerto ai negozianti di Rimini e alla loro creatività l'occasione di valorizzare l'identità dei luoghi storici della città. 

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

Solo la pioggia ha limitato il flusso di cittadini che in questi giorni si sono recati al Centro Storico. "In un momento di crisi come questo, è senz'altro positivo e di buon auspicio - sottolinea Antonio Cuccolo del Coordinamento dei Borghi e Centro Storico per CNA.COM - vedere tanta gente in un'area così vitale per la città che solo qualche anno fa stava perdendo la sua attrattiva. Non solo il Centro, ma anche i borghi hanno visto un numero crescente di visitatori. Un obiettivo, quello di riportare i cittadini in città, che noi del coordinamento ci siamo sempre posti e che ora stiamo, almeno in parte, raggiungendo. Vi è stato un importante lavoro di squadra degli associati spesso in sinergia con l'Amministrazione comunale, e naturalmente con le Associazioni di Categoria, per promuovere progetti e interventi indispensabili alla città. Se ora vi sono quattro trenini che portano al Centro i cittadini, le luminarie in tutte le aree urbane e si parla di parcheggi, di accessibilità, di credito alle piccole imprese, di promozioni coordinate, di innovazione per vincere la concorrenza, lo si deve anche al lavoro di quelle persone, cittadini ed imprenditori che nei Borghi e nel Centro Storico si sono attivate per il loro rilancio e di un'Amministrazione che ha saputo ascoltare e dare risposte". 

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

Le lunghe vicende di Rimini hanno portato alla scomparsa della maggior parte delle sue antiche chiese. Fra quelle che sono sopravvissute, ce ne sono due che, duramente colpite dalla guerra, sono state ricostruite in forme moderne, celando ad un osservatore distratto e non informato delle cronache locali quanto siano lontane le loro origini. Unico indizio rivelatore, il campanile, che invece in entrambi i casi è rimasto in piedi nono stante i bombardamenti. Sono le chiese di San Nicolò e quella di Sant'Agnese. Quest'ultima è la più antica: è nominata per la prima volta addirittura in un diploma di Ottone III del 6 maggio 996, quale "monasterium sancte Agnetis", mentre da un documento del 1105 apprendiamo che il quartiere intorno alla chiesa aveva quello stesso nome. Una dedicazione, quella alla Vergine romana, che fa pensare ad una fondazione di molto anteriore: non solo la basilica di Roma sorta sulla tomba della martire risale all'epoca costantiniana, ma anche nella vicina Ravenna bizantina il suo culto era molto sentito: S. Agnese è raffigurata nello splendido mosaico della "Teoria delle Vergini e dei Santi" in S. Apollinare Nuovo (VI secolo), mentre le era dedicata anche una basilica, oggi scomparsa. 

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

La storia di Sant'Agnese è narrata in due diverse versioni: una latina che parla di una ragazza dodicenne, mentre quella greca riporta le vicende di una vergine adulta. In ogni caso, Agnese, essendosi rifiutata sacrificare alla dea Vesta (la vergine custode del fuoco sacro), sarebbe stata esposta nuda in un postribolo. Ma Dio le avrebbe fatto crescere i capelli fino a coprirle tutto il corpo, mentre un angelo la velava con una veste bianca. Un giovane che tentò di violentarla cadde morto, ma successivamente fu riportato in vita grazie ad una preghiera di intercessione della vergine stessa. Successivamente provarono a ucciderla gettandola nel fuoco, ma le fiamme si divisero lasciandola illesa. Infine fu giustiziata con il taglio della gola, secondo alcuni; secondo altri, decapitata. 

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

Durante la seconda guerra mondiale le bombe colpirono la navata centrale e l’abside di S. Agnese, facendo crollare il tetto e le volte. Si salvarono solo il campanile e la facciata; ma quest’ultima non fu possibile salvarla, per esigenze di un piano di ricostruzione che prevedeva una rettifica dell’allineamento dei fabbricati di Via Garibaldi. In realtà, come si vede oggi, il riallineamento fu solo parziale, preservando, per esempio, proprio la casa del cardinale. La ricostruzione della chiesa fu affidata all’ingegner Leonardo Trevisol, che realizzò una facciata in cemento a finto travertino molto simile a quella della vicina San Gaudenzo, che però mal si armonizza con quanto la circonda. Invece il vecchio campanile è ormai invisibile dalla strada, nascosto dalle nuove case. La chiesa fu riconsacrata Il 17 ottobre 1953.

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

Il presepe vivente è antica tradizione italiana: San Francesco realizzò la prima presepio rappresentazione a Greccio nel Natale 1223. E' la sacra rappresentazione della Natività con la partecipazione diretta dei fedeli, che interpretano i diversi personaggi dell'evento. E' un gesto di grande valore educativo e comunitario, perchè "parla" in maniera anche emotivamente coinvolgente ai protagonisti e a coloro che partecipano o assistono. Quando il presepio vivente si svolge, come nel nostro caso, in luogo pubblico, diviene anche testimonianza di fede cristiana oltre che di tradizione e di cultura.
Il presepio vivente a San Gaudenzo sarà interpretato da bambini e ragazzi; gli adulti sono coinvolti nella preparazione e nel funzionamento delle strutture e delle attrezzature necessarie.

mer 17 dic 2008 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

A San Giuliano le feste di Natale e fine Anno saranno all’insegna dell’arte della cultura, degli spettacoli e dello shopping. In collaborazione con l’associazione Commercianti Borgo San Giuliano, la Società de Bòrg, le ACLI e la Parrocchia, il Borgo San Giuliano si apre alla città con tre giorni di eventi. Giovedì 18 dicembre seconda edizione de“La chesa adubeda”: verranno premiate le facciate delle case meglio addobbate in occasione delle feste natalizie. Dalle ore 18 i Cantori della Tradizione e Quei d’una volta accompagneranno con musica e coro la giuria per le vie del Borgo.

mer 25 feb 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Costantini Claudio

Rimini come noi tutti sappiamo ha una lunga e antica storia. Epoche si sono stratificate le une sulle altre e così i nomi di quartieri e località. In questi anni con la rinascita dei Borghi, molte parti della città hanno voluto indagare meglio sulla propria storia, spesso dimenticata, sui luoghi di origine, sui nomi e sui toponimi. Al Borgo Sant’Andrea, che già da alcuni anni sta ricercando e ricostruendo la sua storia lontana e più recente, mercoledì 4 febbraio, in occasione della mostra e proiezione del catalogo filmato sulla “loro” Fornace, si è dato vita ad una petizione. Lo scopo è di ridare al luogo, all’incirca dove sorge il nuovo palacongressi, denominato il “Raggio Verde”, il suo antico nome: “Terrirorio della Ghirlandetta”.  Per rimanere in tema anche la strada, ora via della Fiera - si legge sempre nella petizione - dovrebbe diventare “Strada della Ghirlandetta o Isotta” e il laghetto del Peep “Cava della Fornace” com’era in origine. La documentazione storica è ricostruita nel bel libro di Oreste Delucca edito da Luisè “I Poderi della Ghirlandetta, dai Malatesta ai fratelli Davide e Luigi Fabbri” e nel lavoro di Manuela Fabbri sulla storia della “Fornace Fabbri”, prima grande industria della nostra città.

mer 25 feb 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Costantini Claudio

I giovedì senza traffico, le isole pedonali, le macchine poco inquinanti, i parcheggi scambiatori, sono tutti elementi che per ora sfiorano solo un grande problema che tutte le città dovranno prima o poi affrontare: l'inquinamento dell'aria, l'intasamento dei veicoli nelle ristrette aree cittadine e la necessità vitale dello spostamento di persone e merci. Rimini sta per varare - doveva essere pronto per la fine del 2008 - un grande piano urbano della mobilità. "L'Amministrazione - come ha sottolineato Paola Taddei assessore ai lavori pubblici, mobilità e qualità urbana del Comune di Rimini - dà priorità alla mobilità lenta ed al trasporto pubblico locale con l'obiettivo di ridurre i mezzi circolanti ad uso privato. Si possono creare nuove abitudini come quella dell'uso di mezzi alternativi alla macchina nel percorso casa-lavoro, casa-scuola". 

mer 25 feb 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Costantini Claudio
mer 25 feb 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Costantini Claudio
mer 25 feb 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

 

L’ultima pubblicazione di Oreste Delucca - “I poderi della Ghirlandetta a Rimini, dai Malatesta ai fratelli Davide e Luigi Fabbri” - ha permesso di far luce su un’area, in parte occupata dalla Fornace Fabbri nel XIX secolo, poi dalla vecchia fiera ed ora dal nuovo palacongressi.

Fin dal XV secolo il nome Ghirlandetta è stato utilizzato per indicare alternativamente un fondo, una strada, un nucleo di poderi. Dallo studio delle fonti è possibile concludere che fosse localizzata tra la Polverara (via Covignano) e l’Ausa. Una zona particolarmente ambita, sia per la vicinanza alle mura cittadine, sia per la presenza di colture intensive tra cui vigneti, orti e frutteti, anche se non mancavano aree più selvagge, in particolare presso l’Ausa, dove prevaleva la vegetazione spontanea e una di queste fu definita non a caso “tana de la volpe”.

 

mer 25 feb 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

Con la costruzione della strada per San Marino nel 1920, l’area della Ghirlandetta è stata divisa in due diversi poderi, ossia Ghirlandetta Vecchia e Nuova. Le antiche case dei rispettivi poderi sono state distrutte dalle bombe della seconda guerra mondiale, per quanto riguarda la Ghirlandetta Vecchia, mentre l’abitazione della Ghirlandetta Nuova fu distrutta nel 1973 per far spazio al Peep di Via Simonini. Rimane ancora oggi un edificio, già di appartenenza dei Paolotti, poi di Guglielmo Bilancioni, in via della Fiera, presso la chiesa parrocchiale di “Gesù Nostra Riconciliazione”, in cui è ancora visibile un corpo più antico, tra cui le tracce di un’antica loggia murata, oltre a tre pilastrini che emergono dalla parete laterizia.

mer 25 feb 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

Poco è rimasto della Ghirlandetta, tra le aree più stravolte dallo sviluppo edilizio: i casolari distrutti o snaturati; la fornace sostituita dalla fiera, a sua volta scomparsa; è sorto il Peep; un parco cela il corso dell’Ausa.

Per ricordare chi siamo, i nomi dei luoghi sono importanti e preziosi: per questo condividiamo lo spirito di una petizione nata nel borgo Sant’Andrea, affinché via della Fiera diventi Strada della Ghirlandetta o di Isotta, il nuovo parco accanto al Palacongressi sia il “Territorio della Ghirlandetta”, anziché Raggio Verde, e il lago Mariotti, torni a essere “Cava della Fornace”. 

Anche se nel merito, difficile non osservare che via Isotta esiste già e che pure la fiera è stata - e il palacongressi sarà - segno forte di quei luoghi: anche Via della fiera vecchia o Via del palacongressi non apparirebbero inappropriate.

mer 08 apr 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

Nel pieno rispetto della programmazione prevista, dal 7 aprile, si è riaperta la circolazione stradale in via della Fiera, chiusa al traffico il 7 gennaio scorso per la realizzazione dei lavori relativi al nuovo Palacongressi. La circolazione dei veicoli su via della Fiera dovrà utilizzare una viabilità provvisoria che consentirà di isolare il cantiere per la costruzione del nuovo ponte previsto dal progetto “Raggio Verde”, intervento di riqualificazione che rappresenta il completamento nel Parco Ausa della zona adiacente al nuovo Palacongressi e al nuovo Auditorium. I lavori su via della Fiera proseguiranno nei prossimi giorni per consentire la realizzazione dei marciapiedi e arredi vari prevedendo la chiusura parziale del traffico nei tratti interessati dai lavori in via della Fiera e via Monte Titano.

mer 20 mag 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Costantini Claudio

 

In questi ultimi anni, dopo la batosta dell’apertura quasi in contemporanea di due ipermercati, il piccolo commercio della città ha saputo in qualche modo accettare la sfida puntando sulla qualità, la diversificazione, l’assistenza,  risalendo così pian piano la china. Ora l’apertura di altri due centri di grande distribuzione, coprendo insieme agli altri già esistenti quasi l’intera gamma dei prodotti distribuiti sul territorio, sta preoccupando seriamente gli operatori. Questo si sente in qualche modo abbandonato e penalizzato e non solo a Rimini; la stessa preoccupazione si riscontra in altri comuni della provincia, come a Riccione dove aprirà un’altra grande struttura.

Il Mercatone addirittura raddoppia, mentre, ci assicurano operatori del Borgo che, alla presenza delle tre confederazioni che rappresentano il commercio della provincia, il Comune e la Provincia avevano garantito che  vi sarebbero state nell’area a Nord di Rimini solo trasferimenti di superfici commerciali. Insomma, decine di piccoli esercizi rischiano grosso; insieme a loro, anche i borghi e il centro storico, tagliati ulteriormente fuori dai flussi degli acquirenti.

 

mer 15 lug 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

 

E’ solo un nome in un antico documento di un notaio. Della Tomba di Sant’Andrea non sappiamo altro, né dove fosse esattamente, né che aspetto avesse. La citazione, che risale al 1450, precisa solo che si trovava appunto nel territorio del Borgo S. Andrea “in fondo de Canteriis”: punto e capo, perché di questo fondo non sappiamo niente, se non che i canterii erano i pali delle viti. Quindi, o il fondo in questione era costituito da vigne, com’era piuttosto comune nell’agro riminese, o era posseduto da una famiglia che portava quel nome.

Ma di cosa si trattava? Lo storico Oreste Delucca distingue le tumbae in quattro tipologie: residenze-fortezza, fattorie fortificate costruite al centro di proprietà terriere, case-forti più semplici realizzate a difesa di strutture produttive situate in luoghi isolati, borghi rurali dotati di cinta muraria. Da ciò si può arguire che la Tomba di Sant’Andrea appartenesse alla seconda tipologia. Infatti, il trovarsi ai margini della città e in un luogo non isolato, fa escludere automaticamente la prima e la terza ipotesi, mentre se fosse stata del quarto tipo le dimensioni sarebbero state tali da avere ben più che un’isolata menzione nei documenti.

Invece, alla prima tipologia, quella della tumba come residenza fortezza, fanno riferimento gli insediamenti posti in luoghi isolati oppure al centro di nuclei abitativi non incastellati detti villae, come ad esempio la Tomba di Riccione, o degli Agolanti, o la Tomba de’ Berni, oggi Palazzo Marcosanti.

 

mer 18 nov 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

Borgo Sant'Andrea nel 1871era il più popoloso della città con 1904 abitanti. Ma ormai era detto Borgo Mazzini. E tutt'ora la sua via principale è dedicata d Aurelio Saffi. Come mai?

Perchè quello fu il borgo dei repubblicani e dei garibaldini, quando San Bartolo (San Giovanni) era dei clericali. E già fin dal 1821 si verificarono scontri fra i due quartieri, dalle ragazzate alla vera guerriglia urbana.

Dopo l'unità, a Rimini il foglio dei repubblicani era "Il Nettuno" di Domenico Francolini, (amico anche di Giovanni Pascoli) che passava fra l'altro per "l'uomo più bello di della città". Il giornale predicava la concordia fra le fazioni progressiste per conquistare il municipio. Il cemento dell'alleanza era l'anticlericalismo, con la Chiesa additata a simbolo dell'oscurantismo e della reazione, ma anche della miseria. I repubblicani auspicavano la trasformazione "industriale", che però, nonostante la caduta del suo presunto nemico clericale, ancora non si vedeva.

Anzi già nell'estate del 1874 erano scoppiati in Romagna tumulti "della miseria" e "della fame". Ma la Consociazione repubblicana romagnola produsse un documento prudente. I repubblicani volevano la rottura dell'ordine esistente - "il nostro Dio non è quello dei preti, il nostro popolo non è quello del re" - ma non la lotta di classe, bensì equilibrio e armonia tra le componenti della società.

 

mer 18 nov 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

 

La parrocchia San Gaudenzo propone un approfondimento sull'Enciclica sociale del papa Benedetto XVI "Caritas in veritate" ed invita alla Tavola rotonda che si svolgerà in sala don Pippo (Piazza Mazzini 20) giovedi 26 novembre alle ore 21.

Apriranno la discussione, alla quale tutti possono dare il loro contributo, gli interventi di Iole Piscaglia, Nedo Pivi, Pierpaolo Fabbri. Coordinerà gli interventi il parroco, don Aldo Amati.

 

mer 27 gen 2010 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Bernucci Annamaria

 

Forse i vecchi riminesi lo ricordano ancora, ma certo i più ci passano e magari ci parcheggiano l’auto sopra senza avere la minima idea della sua esistenza. E’ la galleria che da piazza Cavour si allunga verso piazza Malatesta e la circonvallazione a tre metri di profondità: l’antico Praticabile costruito attorno al 1840 in coincidenza con lavori di ristrutturazione delle vecchie condutture dell’acqua che dalla sorgente di via Condotti (l’attuale via Dario Campana) giungevano alle mura urbane (a ridosso delle quali doveva esistere una ‘piscina’ ossia un serbatoio), per proseguire, attraverso via Poletti, con derivazioni in fistole di piombo, alla fontana “della pigna”, all’abbeveratoio e alle fontanine della pescheria.

Insomma una galleria sotterranea, dalla tipica architettura ipogea, in laterizi e volta a botte, alta un metro e ottanta, ancora agibile per almeno una sessantina di metri. Ma il Praticabile ha anche alimentato dicerie e racconti sinistri. Come quello di un suo collegamento con la miriade di grotte tufacee di Covignano, con un’entrata segreta proprio dalla base della Fontana.

 

gio 08 apr 2010 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Vici Luca

 

La vocazione del Borgo Sant’Andrea è sempre stata quella di crocevia dei commerci tra la campagna e la città, in particolare dei prodotti agricoli. Tanto che i commercianti di piazza Giulio Cesare, sentendosi danneggiati da questi “abusivi”, si appellarono al sindaco che l’11 novembre 1890 emanò un divieto per la vendita di pollame, uova, formaggi e di altri generi sulla pubblica strada di San Gaudenzo.

La separazione tra contado e borghi da una parte, centro cittadino dall’altra, era segnata dalle mura malatestiane le quali, persa la loro funzione difensiva, per molti secoli mantennero quella di confine fiscale. I caselli dei dazi furono aboliti solo nel 1973. Fino ad allora chiunque volesse entrare in città per vendere le proprie merci doveva pagare il dazio alla gabella, secondo tariffari rigidamente fissati.

La gabella era una voce molto importante fra le entrate comunali, quanto un’imposizione odiatissima che in tutti i modi si cercava di evitare. E detestati in sommo grado erano i gabellieri, da noi spesso di origine marchigiana, da cui il detto “meglio un morto in casa che un marchigiano sulla porta”. Addirittura, per le ragazze in età da marito il fidanzamento con un daziere era considerato un’infamia, anche e soprattutto presso le classi più umili, che erano le più angariate da tasse che colpivano i consumi primari.

 

mer 16 giu 2010 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Bernucci Annamaria

Il disegno de L'acquedotto fuori di città si deve alla matita e all'acuta osservazione di Severino Bonora (1801-1866) ed è tratta da uno degli album redatti dal bolognese, il n.18, Disegni di Bologna e Rimini, 1837, in occasione di uno dei numerosi viaggi che intraprese tra il 1825 e il 1862, lasciando un ritratto spesso inedito di scorci monumentali delle città visitate in Italia e in Europa.
Se ne contano quattro di sfioratoj, come si evince dalla pianta di Serafino Calindri (1762-1778) per la Parrocchia di S Andrea del Gatto (mappa 42). Agli occhi dei viandanti e dei viaggiatori che entravano in città dal ‘forese' la strada doveva apparire spettacolarmente suggestiva.

mer 12 ott 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Redazione

L'UNITA' D'ITALIA
Perchè un Borgo dedica la sua festa più bella, l'appuntamento biennale più importante all'Unità d'Italia? La risposta potrebbe essere anche: perchè no? Che un borgo, la sua gente, i suoi operatori e i suoi abitanti, ma anche tutti coloro che in qualche modo prendono contatto con la realtà borghigiana, ne parlino è già un fatto eccezionale. Dunque, l'Unità d'Italia è un valore che unisce tutti noi e ben vengano le occasioni per ribadirlo, non solo nelle sedi istituzionali o nelle celebrazioni ufficiali.
Nella Festa, mentre altre migliaia di persone trascorreranno il tempo a passeggiare per le strade e le piazze, assaggeranno le specialità dei nostri gastronomi, assisteranno a spettacoli per grandi e bambini, prenderanno possesso di spazi e atmosfere normalmente occupate da traffico, rumori, situazioni di stress o semplicemente ritmi e funzioni da vita quotidiana, tante altre avranno l'opportunità di vedere interessanti mostre, ascoltare inedite testimonianze, incontrare personaggi e studiosi che ancora di più motiveranno il rispetto e l'amore per i valori fondanti del nostro Risorgimento.

mer 12 ott 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Cicchetti Stefano

Non molti riminesi sanno che le reliquie di San Gaudenzo si trovano per la maggior parte a Ostra Vetere, presso Senigallia. A Rimini è rimasta solo la testa del Patrono, conservata in un reliquiario d'argento. Ma è ancor meno noto che San Gaudenzo non veglia solo su Rimini, ma pure su Garaguso, piccolo ma antichissimo centro di mille abitanti in provincia di Matera, nella diocesi di Tricarico. E che anche là si trovano alcune reliquie del "nostro" Santo. Ma come ci sono finite?
Secondo una tradizione piuttosto oscura, sarebbe stata Teodolinda, regina dei Longobardi fuggiasca a Ravenna, a nascondere il corpo di San Gaudenzo a Senigallia per preservarlo da non meglio precisate incursioni nemiche. Nel XVI secolo, notizie altrettanto confuse riferiscono del trasferimento (o trafugamento?) di queste reliquie a Montalboddo, l'odierna Ostra Vetere. 
Fu nel 1702 che il Cardinal Gaspare di Carpegna fece dono di un "osso sacro crurale" a don Giuseppe Del Mastro di Garaguso. Nel 1794 il vescovo di Tricarico, Fortunato Pinto, donò alla chiesa garagusana anche un braccio di San Gaudenzo. Questo è almeno quanto riferisce Giancarlo Barchiesi, che ha studiato le memorie di Ostra. Sul perché di queste donazioni, nulla emerge. 

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