ARTICOLI CHE PARLANO DI BIBLIOTERAPIA_COME_CURARSI_(O_AMMALARSI)_CON_I_LIBRI
«Ciò che può guarire» scrive Luca Ferrieri intorno alla Biblioterapia, «è il potere della parola letta, è il dialogo tra testo e lettore, è l'interpretazione infinita che offre continui spunti per far agire omeopaticamente la lettura.» E la possibilità di dare una «risposta narrativa» alle grandi domande sull'esistenza. La terza edizione di "Biblioterapia. Come curarsi (o ammalarsi) coi libri - Le figure del male", ciclo di conversazioni e letture ad alta voce promosso dalla biblioteca Gambalunga di Rimini, verterà sul perché e la natura del male, uno dei temi su cui l'arte e la letteratura si sono interrogati più a fondo e che la contemporaneità rilancia con urgenza. Indagando personaggi e pagine divenuti immagini archetipiche per la nostra cultura, narrati a loro volta da autori che se ne sono occupati a vario titolo nel corso del loro lavoro. A cominciare da Le figure del male, magnifico saggio di Franco Rella, esploratore di percorsi fra filosofia e arte, che aprirà la rassegna il 15 ottobre, con letture di Giorgia Bondi, Matteo Castellucci, Luca Di Gregorio. La psicanalista junghiana Lella Ravasi Bellocchio, il 29 ott., sonderà poi il dolore profondo dell'anima con Il grido di Giobbe. L'enigma del male in analisi. Perché Dio permetta il male è domanda che da Sant'Agostino si ripete costantemente, ed Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, con ...liberaci dal male (5 nov.) raccoglierà «con timore e tremore» l'impossibilità e l'eterno tentativo dell'uomo di dare una risposta. Seguirà, intersecando per la prima volta le Tracce D Nuovo Teatro, l'anteprima nazionale di Per voce e ombra del Teatro Valdoca (9 nov.). Un trio per corpi recitanti e percussioni porterà in scena il tema cardine della Biblioterapia nella figura di Caino, nostro fratello d'ombra, cantato dai versi di Mariangela Gualtieri.
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