ARTICOLI CHE PARLANO DI BERLINO
Da una parte la soddisfazione per aver raggiunto a quasi 33 anni la sua prima partecipazione ad un Campionato Mondiale outdoor. Dall’altra l’enorme delusione per non vedere saltare al suo fianco il gemello Nicola, escluso dell’ultima ora dalle convocazioni. E’ un Giulio Ciotti dalle opposte emozioni quello che abbiamo intervistato alla vigilia dei Mondiali di atletica, in programma a Berlino dal 15 al 23 agosto.
Il saltatore in alto riccionese, fresco di 2,31 al recente meeting di Formia che gli è valso il biglietto per Berlino, commenta così le convocazioni che lo vedranno difendere da solo i colori italiani sulla pedana dell’alto: “Purtroppo sarò l’unico saltatore azzurro in pedana. Mio fratello Nicola è molto amareggiato e sorpreso, aveva ottenuto la misura di 2,30 che lo poneva al 18° posto mondiale ed era pronto a partire, avendo tutte le carte in regola per partecipare. Una decisione discutibile, ma è inutile far polemiche”.
Il riminese Davide Gemmani è uno degli attori più promettenti del cast di "Diaz. Non pulire questo sangue", la pellicola Fandango di Daniele Vicari che, a dieci anni dal G8 di Genova, racconta l'irruzione della polizia alla scuola Diaz - luogo in cui molti manifestanti dormivano - che ha visto il massacro di un numero imprecisato di giovani e l'arresto di 93 persone, fra i quali anche giornalisti italiani e stranieri. Il film ha conquistato il Festival di Berlino aggiudicandosi l'Audience Award per il miglior film di Finzione di Panorama 2012 e uscirà ad aprile nelle nostre sale.
A Davide abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza.
"Il mio ruolo è quello del direttore di un noto quotidiano bolognese e le mie scene sono state girate in coppia con il bravissimo Elio Germano, che interpreta un giornalista tendenzialmente di destra presente all'interno della Diaz e selvaggiamente pestato durante la nota irruzione. Le scene a cui ho partecipato sono state girate, come quasi tutto il film, a Bucarest. Nei giorni della mia permanenza sul set ho avuto modo di frequentare il regista, Daniele Vicari, che da dieci anni raccoglie meticolosamente materiale sui fatti del G8 di Genova, tanto da averne abbastanza per dieci film. Nonostante questo non è stato facile trovare i fondi per realizzarlo. A riprese già iniziate Daniele mi diceva che ancora non avevano trovato una distribuzione e che anche la RAI aveva negato la sua partecipazione, il che è estremamente rischioso per la divulgazione di un film, dato che in genere la distribuzione e i diritti televisivi vengono concordati ben prima dell'inizio della lavorazione. Questo è sintomatico di quanto sia molto difficile ancora oggi, a distanza di dieci anni, storicizzare e raccontare quegli eventi".
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