ARTICOLI CHE PARLANO DI ARMIDO_DELLA_BARTOLA
Armido Della Bartola, il decano dei pittori riminesi, ha chiuso gli occhi. Da poco aveva compiuto 92 anni: fin quasi all'ultimo ha continuato a dipingere. Era nato a San Mauro nel 1919, ma dal ‘31 si era trasferito a Rimini, dove si era innamorato del mare, del suo azzurro riflesso nella luce glauca del cielo. Un pittore il cui talento "originario" si arricchiva della statura dell'uomo attento e partecipe alla vita vera delle persone, della città, polemico e critico quando lo reputava necessario. Ma sempre sfoderando l'arma dell'ironia, magari usando il dialetto come "lingua franca". Figlio di un calzolaio, con cui aveva collaborato nell'artigianato paziente del "fare a mano", e di una contadina della Torre, da cui veniva l'amore per il far crescere, come raccontano le sue viti e ulivi da cui traeva ottimi sangiovese e olio, nobilitando le bottiglie con etichette dipinte da lui. Che poi regalava agli amici: la generosità verso il prossimo è stata uno dei suoi tratti, dalla disponibilità all'ascolto e al racconto, al sostegno a iniziative benefiche. Come l'aver devoluto i ricavi della mostra "Mai più la guerra" all'Ospedale di Rimini. Ma se ne potrebbero citare tante. Nel dopoguerra Della Bartola era stato Capostazione a Savignano, aveva collaborato come disegnatore alla ricostruzione della stazione di Rimini, per poi lavorare per 18 anni alle Officine locomotive. Dipingere, una passione innata, un dàimon che si era rivelato da subito, dal "decorare" col carbone le pareti di una stanza all'asilo, dove le maestre pensavano di averlo messo in castigo. E durante la guerra, ha raccontato, se ne andava sul fiume a dipingere paesaggi.
E' verso il blu gli azzurri il verde del suo mare e dei suoi cieli che Armido della Bartola si è incamminato lunedì 4 aprile, varcando la soglia della sua pittura, che dava corpo attraverso la magia del colore e materiche pennellate a luoghi dell'anima. Nato nel 1919 a San Mauro, trasferitosi a Rimini da bambino, Della Bartola era il decano degli "Artisti riministi", figura di rilievo nel panorama artistico del dopoguerra non solo locale. Nel corso della sua lunga e prolifica attività pittorica Della Bartola è riuscito a cogliere la verità dei nostri paesaggi e stagioni, ricreandoli con mano e sguardo acuti, per testimoniare realtà. Che raccontasse la "disperata vitalità" della Rimini distrutta dalle bombe, il mare d'inverno, la fatica del lavoro, un solo albero, un nudo, sulla tela riusciva a schiudere il sorriso di una vita vissuta fino in fondo, con curiosità di bambino e sapienza d'artista.
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