ARTICOLI CHE PARLANO DI 25_APRILE

mer 22 apr 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Già che della nostra storia ci importa ben poco, quel poco ci piace raccontarcelo in versione taroccata, consolatoria, auto-assolutoria. E così dopo oltre 60 anni siamo all’assurdo. Il 25 aprile, che insieme al 2 giugno è la festa di fondazione di questa nostra repubblica, è ancora un’occasione per dividerci, per litigare, per pescare qualche voto in più all’immancabile turno elettorale primaverile. Cosa è successo da noi durante la guerra? Uno che ne ha scritto molto, raccogliendo e confrontando meticolosamente le notizie, i ricordi, le versioni discordanti, è Antonio Montanari. 

mer 22 apr 2009 - Notizia di cultura - scritto da Schiavoncini Ariodante

 

Per commemorare il 25 aprile 1945, giornata della pace e fine della spaventosa guerra in Europa, vorrei ricordare le tante coraggiose donne che in Italia, e in altri paesi, sono state al fianco dei partigiani.

Donne di ogni età, di ogni ceto sociale, nelle città, nei paesi, sulle colline e montagne, sono state la spina dorsale della resistenza. Senza l’aiuto delle donne i partigiani non avrebbero potuto resistere e svilupparsi.

Donne che sapevano di rischiare la loro vita e quella dei famigliari ma non hanno esitato a portare aiuti di ogni genere, oltre a nascondere e curare i partigiani in difficoltà. Poco si è scritto sulle donne, poco spazio hanno loro riservato gli organi d’informazione, gli scrittori, le televisioni, i registi.

Nella zona dove ho vissuto il periodo partigiano, quando ci fermavamo in qualche stalla, in un fienile, oppure nei capanni in mezzo ai campi le donne non ci hanno mai negato una fetta di polenta e di formaggio. Nelle stalle trovavamo sempre delle coperte sopra i mucchi di paglia e fieno, nelle gelide notti friulane erano un aiuto molto gradito.

 

mer 22 apr 2009 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Succi Daniela

 

Il 25 aprile è festa, una festa importante per tutti noi. Parla della nostra storia, anche se purtroppo coloro che l’hanno vissuta sono sempre meno. Sentire raccontare certi particolari dalla viva voce di un partigiano è differente dal sentirlo raccontare da fonti di terza mano oppure leggerlo sul libro di storia, quando poi si legge.

Festa e non solo riflessione, per un appuntamento che deve essere gioioso e ottimista. Perché il 25 aprile 1945 questo fu: la festa per la fine dell’immane tragedia della guerra.

 

mer 22 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Fra le tante le iniziative per festeggiare il 25 aprile nella nostra provincia si segnala “Libera Rimini”, tre giorni promossi dall’Anpi. Mercoledì 22, alle 17, Patrizia Dogliani, presidente dell’Istituto storico di Forlì-Cesena presenta il suo libro “Il fascismo degli italiani. Una storia sociale”; Sala del Buonarrivo della Provincia di Rimini, corso d’Augusto, 231. Giovedì 23, alle 21, Alberto Pagliaro presenta le sue “Storie Partigiane” a fumetti nella libreria Interno4 - via di Duccio, 26, Rimini. Sabato 25 in piazza Cavour dalle 15.30 artisti di strada, cantanti, giochi e animazioni per i più piccoli, con stand gastronomico dell’osteria Harissa. Alle 20.30 concerto di “Araba Fenice”, alle 21.30 coro della Mondine di Novi di Modena.

mer 21 apr 2010 - Notizia di attualità - scritto da Schiavoncini Ariodante

Il venticinque aprile 1945 è la festa di tutti i cittadini del mondo che esultarono alla fine della tragedia, e delle nuove generazioni che non l'hanno vissuta, ma credono nella possibilità di un mondo in pace. 
Per i cittadini Italiani, è il giorno della fine di una dittatura che ha causato la morte di oltre trecento mila soldati, dalle steppe innevate, ai deserti Africani infuocati. 
La distruzione d'intere città e il massacro di uomini donne e bambini, causate da disumani bombardamenti aerei.
Rimini, città martire, non può dimenticare, lo pretendono i nomi dei suoi caduti, scritti sulle lapidi commemorative, e sulle croci dei cimiteri dove riposano giovani soldati di eserciti stranieri.
Desidero rivolgermi a tutti gli anziani che hanno vissuto la tragedia delle distruzioni d'intere città, i massacri disumani, la fame, i sacrifici, in un periodo dove la vita umana non aveva valore, perchè trasmettano i loro ricordi ai giovani come monito alle facili illusioni di oggi. 

mer 04 apr 2012 - Notizia di opinioni - scritto da Schiavoncini Ariodante

Se esiste una data storica che unisce quasi tutti i cittadini del pianeta, è sicuramente il 25 aprile 1945. 
Significa la fine dei massacri di milioni di militari e civili, la distruzione di città e paesi.
(Non per il Giappone e gli Americani, dove la guerra avrà fine mesi dopo, con la distruzione di due città, e l'uso, per la prima, volta della bomba atomica.)
Le attese non sempre hanno rispecchiato il suo significato ma, chiamarla la data della speranza, penso non sia cosa esagerata.
Ogni cittadino di Rimini, città martire, non può, non deve, dimenticare, non ne ha il diritto per rispetto ai tanti caduti, ai suoi martiri e alle macerie della città distrutta.
Troppo spesso si lanciano offese ai martiri, si cantano inni che inneggiano a un passato drammatico, si sventolano vessilli d'infausta memoria. 
Dubito che quei giovani conoscano il significato di quei simboli. 
Chi voleva insegnarlo non ha potuto, chi poteva non ha voluto. Quelle manifestazioni sono il risultato colpevole dell'indifferenza.
Sono emblemi che grondano sangue di giovani mandati a morire per egemonie di dittatori.
Sono bagnati dalle lacrime versate dalle madri, per la perdita di un loro caro, in ogni luogo del pianeta.
Ci sono eccidi disumani, campi di sterminio a ricordare il disegno mostruoso dell'eliminazione di ebrei, zingari, politici avversi, e di chi non apparteneva alla razza pura.

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