Chi si trova per qualche giorno a Rimini, chi per qualche sera cerca svago e relax, non può trascurare Santarcangelo, l’anima delle nostre terre: il cuore dei nostri nonni e l’immagine della Romagna genuina. E’ sera, l’ora delle passeggiate: bambini e famiglie ravvivano la sua piazza, quella con l’arco, protagonista assoluto in una cornice notturna. Ma anche ragazzi e fidanzati: seduti ai tavolini dei bar o intorno alla fontana accesa.
Immagini semplici, tranquille. Immagini di gente comune che, appena dopo cena, esce di casa e si incontra in piazza Ganganelli: un punto di ritrovo dove chiacchierare, passeggiare e raccontarsi un po’. Qui non ci sono le luci abbaglianti e i rumori assordanti della città: il vocio è insistente, ma amichevole. Un luogo dove puoi guardare senza essere visto. Un’aria gentile fatta della gente di Romagna: una visita da fare per addentrarsi nel cuore della Romagna, nelle sue terre generose. Lontano dal turismo di massa, vicino alle cose di una volta: un caffè, una chiacchiera seduti sui gradini. Poi un gelato ed una passeggiata per il borgo. Si può quindi salire per il paese vecchio: un balcone fiorito, una sedia di paglia intrecciata davanti all’uscio di casa, una corte di gatti pigri e ingrossati dall’ozio. Mille luci di lontano, silenziose: la città vibra, pulsa, ma qui sembra un altro dove. Un luogo di poesie e di ricordi di un’altra vita. Una serata serena, alla ricerca di qualcosa. Una serata da ricordare e da fotografare. In bianco e nero.
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