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SANTARCANGELO IL TEATRO, LA PIAZZA E LA NOTTE
Autore: Daniela Succi

Dopo gli spettacoli il festival si anima con enogastronomia, videoproiezioni e musica



Il Festival è cambiato, giunge palese questa verità dichiarata già da alcune settimane. Si era intuita la traccia lo scorso anno, viene ribadita la formula proposta tenendo però in maggiore considerazione l’avventore. Non è più solo teatro, così come peraltro non lo è mai stato; probabilmente si è appropriato anche sulla carta di una condizione che aveva ‘di nascita’. Semmai il cambiamento grande, percepito da molti affezionati, è il giro di boa assoluto: alcune forme artistiche si sono evolute, Santarcangelo dei Teatri ha scelto di seguirle lasciando indietro forme comunicative già sviluppate negli anni. Come ha precisato Olivier Bouin, “E’ la XXXVII edizione, si tratta di un festival con una lunga storia alle spalle; è opportuno ogni tanto cambiare, dare rilancio. Come tutti gli organismi aveva bisogno di cambiare forma e progetto”. Il cammino del Festival è giunto a metà del suo percorso ed è ancora presto per tirare le somme. Malgrado questo, il momento si presta a qualche leggera valutazione. La cosa che risalta di più è la ripresa della Bastiglia..(hops, la piazza), su cui si è tornati a discutere e a essere tutti, per qualche giorno, grandi critici teatrali. L’ambiente è meno festaiolo e forse più vip (mi si passi il termine) da leggersi ‘colmo di addetti ai lavori’. Il gradimento appare elevato, lo conferma il numero dei fruitori, i quali ben prima delle 23 come da previsioni organizzative, cominciano ad accomodarsi per assorbire l’aria culturale, che come i bagni al mare fa tanto bene alla salute (mentale). La formula ON¬/OFF garantisce continuità alle situazioni e gli sforzi che sostengono le associazioni culturali del territorio fanno in modo che tale continuità sia garantita e dunque percepita nelle vie del paese. La direzione del Festival si è resa conto lo scorso anno del malumore che si generava con la scomparsa del convivio e ha prontamente fatto “chapeau” di fronte alla giustezza della richiesta. Sì, probabilmente ha avuto ragione Olivier Bouin quando in una recente intervista ha dichiarato che “Festa non è solo evento di massa all’aperto”, occorreva dunque convogliare le tante persone che finita la rappresentazione a nanna proprio non ci vogliono andare: allora la formula del dopo-spettacolo risulta apprezzata. Si mangia (allora è festa), ci sono gli artisti, le videoproiezioni, c’è la musica e l’argomento è culturale: volevamo davvero farne a meno?




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