SANTARCANGELO:
SANTARCANGELO L’ALBA DEL CUCCURUCU’
Autore: Daniela Succi
Un anno fa eravamo ad un passo dall’allarme igienico
In un anno i piccioni sono diminuiti della metà dopo un trattamento sterilizzante ma quelli rimasti si fanno sentire
Ci si rende conto che sta arrivando il mattino grazie al canto del cuccurucù. Purtroppo non si tratta della “Paloma” di Battiato, ma dei piccioni che stanno sui nostri terrazzi e sui nostri davanzali. Applausi a chi ha deciso di contenere la crescita di questi pennuti, ai quali attribuiamo svariati tipi di disagi che arrecano alla popolazione umana, tranne uno: la voce, il richiamo che emerge dal silenzio assoluto dei primi albori. Lo scorso anno, durante i mesi caldi, periodo in cui volentieri si lasciano le finestre aperte per godere della frescura notturna, è stato un vero tormento. Voci insistenti padrone assolute del territorio. Parte uno e gli vanno dietro tutti, si chiamano e si rispondono, anche a distanze notevoli, perché talvolta l’oggetto dei richiami raggiunge appena appena un volume che il nostro udito possa percepire; ma il piccione residente sul nostro tetto sì che lo sente bene e giù a richiamarlo infinite volte. Lui naturalmente non è solo e assieme a tutti gli altri imbastisce un vero e proprio tam tam per una guerra che perdiamo sempre noi, buttati giù dal letto prima del tempo. Di giorno, i vigliacchi, fanno finta di non esserci: sembrano ammutoliti e indifesi, quasi da proteggere. Restano però le inequivocabili tracce della loro presenza; non è un bel vedere, né un bel odorare. Il problema è percepito in quanto tale da tutti. Infatti lo scorso anno l’Amministrazione comunale ha affidato a Hera il censimento della popolazione dei colombi che vivevano in centro. Il risultato parla di una media di 400 piccioni per chilometro quadrato; siamo alla soglia critica, come indicato dall’Istituto nazionale della fauna selvatica. Si è dunque deciso di limitare la proliferazione, rendendo per qualche mese sterili gli esemplari adulti, mediante somministrazione di mangime trattato. La “terapia” è iniziata lo scorso giugno ed è proseguita fino a dicembre, quindi si è proceduto ad un ulteriore censimento, per verificare l’efficacia del trattamento. A febbraio i piccioni residenti erano poco più di 200 unità per chilometro quadrato, il che riporta distanti da pericoli igienico-sanitari. Intanto però, malgrado le finestre ancora rigorosamente chiuse, ma complice il beato silenzio, è ricominciato il ben noto richiamo: cuccurucù. Sarà sì diminuito della metà, ma quelli rimasti, sono ahinoi dotati di ugole portentose. Poniamo speranze sul vice sindaco, il quale dichiara che il Comune continuerà a monitorare la situazione e se necessario, anche alla luce del buon esito dell’intervento adottato, provvederà ad effettuare ulteriori interventi di contenimento.
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