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SANTARCANGELO:
LA SANTARCANGELO CHE NOI VOGLIAMO
Autore: Daniela Succi

Ecco le richieste dei cittadine emerse dalle consultazioni in vista del nuovo piano strutturale
Tanta attenzione all’ambiente ed ai bisogni sociali



Operazione riuscita. Si trattava di coinvolgere i cittadini e le associazioni nell’immaginare la Santarcangelo del futuro. Facendo esprimere tutti sullo sviluppo ambientale, viario, economico, sociale e culturale.
Come recita il “battesimo” di Agenda 21, avvenuto a Rio de Janeiro nel 1992: “Per uno sviluppo che risponda alle necessità delle generazioni attuali senza però compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.
Dopo circa tre mesi e svariati incontri, Agenda 21 ha concluso la sua prima fase lavorativa, legata ai tre Forum tematici che hanno riguardato il Piano strutturale comunale. Adesione sempre molto alta da parte dei cittadini, domande e osservazioni che hanno ottenuto risposte fino ad arrivare a delineare un indirizzo, ma soprattutto una buona mappa per raggiungerlo.
Tutti i cittadini sono ora invitati a partecipare al proseguimento dei lavori che, attraverso i Forum telematica, daranno forma all’erede del Piano regolatore generale. Si prevede di tirare le somme entro il 2008. Le proposte sono state presentate all’Amministrazione comunale come conclusione della prima fase; occorre poi l’approvazione da parte della Giunta comunale del documento preliminare. In base a quest’ultimo si potranno definire gli obiettivi, tenendo naturalmente conto della pianificazione impostata da Provincia e Regione.
Da aprile e per tutta la primavera sarà il turno della Conferenza di Pianificazione, momento in cui i contenuti del Piano strutturale dovranno essere resi compatibili con gli enti territoriali, con le associazioni economiche e sociali. Tra fine 2008 e inizio 2009 il Consiglio comunale adotterà il Psc e infine si procederà alla redazione del Regolamento Urbanistico ed Edilizio (RUE).
I problemi al vaglio dei gruppi di lavoro sono stati rielaborati e le proposte che ne sono scaturite sono molteplici. Regolamento edilizio che tenga conto dell’impatto ambientale. Recupero dei vecchi edifici in disuso, comprese le archeologie industriali, le quali potrebbero essere adibite a spazio pubblico di carattere culturale e didattico. Mantenere l’altezza degli edifici al massimo 10 metri per preservare il panorama – o, se si vuole, lo skyline - Santarcangelo. Favorire la socialità mediante la creazione di luoghi coperti ad uso invernale. Favorire il ricorso alla bioedilizia e bioarchitettura. Risparmiare energia, ripensando a un diverso sistema di illuminazione del centro storico. Incrementare e ripensare il verde cittadino, evitando la creazione di zone poco fruibili e collegarle mediante piste ciclabili, compreso il proseguimento della ciclabile del Marecchia. Corridoi verdi tra l’Uso e il Marecchia, per consentire lo spostamento della fauna. Istituzione dei parchi fluviali del Marecchia e dell’Uso. Favorire le coltivazioni biologiche o a basso impatto ambientale. Promuovere mobilità alternative all’auto, incrementare il trasporto pubblico specie il collegamento fra capoluogo, aree produttive e frazioni, senza tralasciare i collegamenti di vallata, con una frequenza che venga incontro alle esigenze degli utenti. Chiedere il prolungamento della metropolitana di costa (TRC) fino a Santarcangelo. Realizzare la seconda parte della strada di Gronda, prevedendo un terzo stralcio che prosegua fino a Torriana. Studiare una variante della via Emilia per decongestionare Santa Giustina. Censire l’edilizia colonica e incentivarne la trasformazione in accoglienza turistica.. Adottare sistemi di raccolta e riuso acqua piovana. Installare centraline per monitorare la qualità dell’aria. Aumento della raccolta differenziata, con riutilizzo, mediante la trasformazione in energia e materiale edile. Inserire le frazioni nel calendario degli eventi. Maggiore assistenza agli anziani mediante luoghi che favoriscano la socializzazione.
Questi e molti altri i suggerimenti dei clementini, tutti doverosamente all’insegna di uno stile di vita “biocompatibile”. Una sola domanda: ma se abbiamo tutti quanti un così alto valore civico, come mai non accettiamo la multa che ci viene fatta in cambio del nostro passaggio sul rosso? Forse gli anziani oltre ad accudirli, li vogliamo anche stirare?




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