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SANTARCANGELO:
SANTARCANGELO CAROVANE DI SGRADITI OSPITI
Autore: Daniela Succi

Anche da noi i nomadi sono un problema e qualcuno ha iniziato a limitare l’ingresso ai parcheggi


Si fa molto per rendere la propria cittadina appetibile sotto l’aspetto, redditizio, del turismo. Si fa molto per fare fuoriuscire un’immagine sgombra da ogni sospettosa ombra di perdita del controllo. Fa piacere vedere che dopo tanto lavorare il ritorno di immagine è sopra ogni rosea aspettativa. Santarcangelo piace; piace tanto che arrivano davvero tutti (i nomadi). Camper, carovane fatiscenti con al seguito lussuosissime autovetture, roulottes che hanno l’aspetto meno poetico ma altrettanto lercio di quella appartenente al felliniano Zampanò. Fenomeno in forte crescita, almeno così sembra, senza dati alla mano. Moltissimi arrivano dalla Romania (forse andare in Romagna li fa sentire più a casa?) e comunque il bacino dell’Europa dell’est ci propone un vasto campionario di vacanzieri da tutto esaurito alle fontanine pubbliche (l’acqua serve per bere, e per che altro?). Questa estate ormai agli sgoccioli rimane per molti residenti come quella dell’emergenza (idrica? Non solo! Di convivenza forzata con chi in estate non ha il bagno per lavarsi). Mi è capitato personalmente di chiedere a due donne nomadi molto agitate, all’interno di un ipermercato, a causa di uno sconto di due euro che non veniva loro elargito, dove abitassero. La risposta è stata: “Siamo in vacanza a Santarcangelo, in un parcheggio”. Evidentemente i parcheggi clementini, nel tamtam dei nomadi, sono dotati di 3 e forse anche 4 stelle. Aree stellate ma inesorabilmente, una dopo l’altra, difese con sbarre che limitino l’accesso.
Roberto Bugli della ditta Butos Zucchero si è trovato pian piano in prima linea, fino a che ha deciso di passare al contrattacco. A primavera si è recato in Comune a esporre la sua idea e successivamente ha coinvolto altre 14 aziende: un accordo, in cui gli imprenditori autogestiscono i parcheggi con l’ausilio di barriere e fittoni, per rendere vita dura agli indesiderati. “Noi abbiamo risolto tutti i problemi – conferma Roberto Bugli – non avendo più accesso, non si possono fermare e così sono andati da altre parti; noi non troviamo più escrementi in terra e siamo a posto”. Il parcheggio è in mano agli imprenditori per una sorta di autogestione, fermo restando che torna fruibile a tutti in occasione di eventi importanti, come ad esempio la fiera di San Martino. Rimangono dunque parcheggi pubblici, ma con l’impossibilità di ospitare mezzi più grossi di un’auto. Probabilmente pian piano nel parco pubblico adiacente al parcheggio Francolini torneranno a giocare i bambini, coloro che a suo tempo avevano disertato in favore di un parco senza bottiglie rotte e nefandezze varie all’arrivo degli scivoli (o peggio ancora, celati dall’erba).
Nelle ultime settimane si notava un movimento al mattino e al calar del sole, pare che la vacanza itinerante vada per la maggiore: campo vicino allo stadio per la notte (ora sbarrato anche quello) e zona artigianale per il giorno e allora percorrendo le strade alle suddette ore si incrociavano carovane sudaticce che migrano mollemente, è vacanza no? Domenico Pronti conosce bene queste persone per un duplice motivo: li ha come vicini di casa sulle vie che portano alle sue concessionarie e inoltre li “deve” annoverare tra i suoi clienti. “Ogni tanto vengono a comprare – conferma Pronti, dell’omonimo autosalone – cerco di non averli come clienti, ma sono molto insistenti; cercano macchine di un certo livello e vogliono pagare in contanti, ma io non voglio quei soldi e allora li accompagno in banca dove viene fatto loro un assegno circolare per pagarmi”.



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