LA BUONA BOTTIGLIA:
SANGIOVESE DI ROMAGNA SUPERIORE CALISTO 2004 STEFANO BERTI
Autore: Michele Marziani
Sono armai diverse le aziende vinicole romagnole che producono bottiglie importanti, vini di piglio e stoffa internazionale, interpretate con assoluto rigore e pulizia. Grandi vini a base Sangiovese che possono presentarsi tranquillamente a qualsiasi cena di gala facendo grandi figure. Parliamo di bottiglie come l’Avi di San Patrignano, il Terra di Covignano di San Valentino, il Pruno della Palazza, il Pietramora della Zerbina, il Michelangiolo della Ca’ Longa. Vini sempre importanti e in alcune annate eccellenti. Diciamo i superomagnoli giusto per fare il verso ai supertuscans toscani. Tra tutti, per me, il più buono, goloso, polposo, è questo Calisto 2004, prodotto da Stefano Berti di Ravaldino in Monte, nel Forlivese. Si tratta un Sangiovese di Romagna che sa essere modernissimo, ma non pesante, pedante e ripetitivo. Un vino che se ne sta un anno in barrique e ne esce ricco, non legnoso. Eccolo allora nel bicchiere, rosso scuro, rubino profondo, fitto, concentrato. Al naso è al meglio perché è un susseguirsi di prugna matura, frutta rossa, poca vaniglia e tante spezie rinfrescanti, balsamiche. In bocca è potente, morbido, quasi volesse correre verso il dolce, ma viene frenato da una vena acida che gli dà nerbo, robustezza e la forza di un grande Sangiovese. Chapeu!
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