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CULTURA E TEATRO:
RIMINI - VI STUPIREMO CON EFFETTI CULTURALI
Autore: Lorella Barlaam

L’assessore Pivato e il direttore della Biblioteca Di Bella parlano della decima edizione

Il sorprendente successo del Festival del Mondo Antico

Dal 12 al 15 giugno si svolgerà a Rimini la decima edizione di Antico/Presente, dal 2005 “Festival del mondo antico”, dove le culture delle origini incontrano la sensibilità dei contemporanei. Un’occasione unica per accostarsi alla parola degli antichi, e comprendere meglio il nostro tempo. Ne parliamo con Stefano Pivato, Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, e col prof. Marcello Di Bella, direttore della Biblioteca Gambalunga.

Professor Di Bella, quali saranno le novità di questa edizione?
“Il programma è anche quest’anno molto ricco, 135 gli appuntamenti in calendario, dalla medicina romana al mito, dai temi più squisitamente archeologici ai giochi storici per i bambini. Dialogheremo con altre mostre e con esperienze culturali trasversali, saranno tenuti commenti magistrali di grande livello e presentazioni di novità editoriali. Al Museo degli Sguardi, ad esempio, sarà presentata la riedizione di un libro di Mircea Eliade sullo Yoga.”

Quali le parole chiave, le tematiche del Festival 2008?
“Non c’è un ‘titolo’ che faccia da filo conduttore, ma un collegare i tanti fili di un periodo storico che va dal sesto secolo a.C. al quinto d.C., in cui in Occidente e in Oriente si sviluppano culture e intrecciano rapporti, con il nostro tempo. Il Festival raccoglie quello che emerge, è una rassegna del modo in cui viene recepito il passato nel suo rapporto con il presente, un luogo in cui si scambiano novità, si presentano libri, ricerche. E’ un momento in cui le istituzioni della città lavorano insieme per la valorizzazione del mondo antico nel suo rapporto con il presente.”

Assessore Pivato, come risponde Rimini alla proposta del ”Festival del mondo antico”?
“La nostra politica culturale negli ultimi anni ha cercato il recupero di strutture, idonee ad ospitare eventi, che avessero anche un valore per la città. Il restauro della Domus è costato circa otto miliardi delle vecchie lire, per intenderci quello che può costare una mostra di livello nazionale. Ma una singola mostra, anche se crea un grosso movimento di pubblico, una volta terminata non lascia niente alla città. Bisogna avere il coraggio di investire invece in cose che restano. Si raggiunge ugualmente un grande pubblico, e la città recupera un ‘contenitore’ legato alla sua storia e identità. Il Festival fa parte di un ‘circolo virtuoso’ attorno a contenitori straordinari come la Domus, l’Anfiteatro, il Museo Archeologico. L’esperimento di ‘Antico/Presente’ è iniziato dieci anni fa a partire dalla rivalutazione dell’Anfiteatro, e tre anni fa la manifestazione è cresciuta, in concomitanza con l’allestimento del Museo Archeologico e la preparazione del recupero della Domus. La scommessa di creare una sensibilità culturale diversa nel pubblico riminese è riuscita pienamente, se si pensa a come è stata accolta la Domus rinnovata. Rimini può rivendicare un suo ruolo di città d’arte: la barriera tra pubblico della città e pubblico dei turisti balneari è destinata a cadere. La Domus e il Festival contribuiscono a rivalorizzare il centro storico.”

Quali sono le ricadute sul territorio, a breve e lunga scadenza?
“C’è una crescita complessiva in qualità e quantità di domanda e offerta culturale. Bisogna considerare anche il dato sociologico della crisi dei modelli associativi tradizionali, che ha portato all’aggregazione intorno ad altri momenti, tra cui il volontariato e la cultura in primis. La gente partecipa sempre più numerosa ad incontri come quelli proposti dal Festival o dalle ‘Meditazioni riminesi’, anche la Sagra Malatestiana ha triplicato il pubblico. Fare cose di qualità, diverse, alla fine paga.”

Il “Festival del mondo antico” è stato recentemente argomento di “Dentro l’evento. Anatomia di una manifestazione culturale”. Quali sono state le conclusioni?

Stefano Pivato: “La Domus, il Festival creano un effetto di ‘straniamento’. Le persone pensano di trovare a Rimini il divertimentificio, invece incontrano proposte innovative, di nicchia, che possono intercettare un flusso turistico più culturale. La scommessa è questa. L’incontro è stato un tentativo di capire questo nuovo pubblico, e le potenzialità della città.”

Marcello Di Bella: “L’incontro aveva lo scopo di presentare la positiva esperienza dell’edizione precedente. Il festival intorno a particolari discipline sta diventando un tipo di evento molto diffuso: penso a quello della letteratura, a Mantova. Ma l’unico ‘del mondo antico’ è questo. E’ una nicchia corposa, che interessa un pubblico vasto.”




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