OPINIONI:
RIMINI LA SCIENZA SPIEGA PERCHÉ CI PIACE LA MUSICA
Autore: Marco Pivato
INCO-SCIENZA
Perché ci piace la musica? “Se fosse così facile rispondere non ci avrei scritto un libro!”, scherza Silvia Bencivelli, medico e giornalista scientifica, autrice di un saggio sulle motivazioni biologiche che ci fanno provare piacere per la musica. Per la musica spendiamo quattrini ed energia: concerti, cd, penne Mp3, lezioni di piano, ma non è semplicemente una “droga”, anticamente deve aver rappresentato un vantaggio per la nostra specie. È per questo che oggi siamo in grado di comprenderla, apprezzarla, e inventarla. Ci dà piacere; la creiamo e l’ascoltiamo per diletto e passione, a differenza degli altri animali, come delfini, balene o uccelli, per i quali la musica è soltanto utile (Per esempio come strumento di corteggiamento o di orientamento). A differenza dei passerotti per noi la musica non è indispensabile alla vita. E allora che ci fa nel nostro cervello? Ci fa godere, porta il buon umore, ci aiuta a memorizzare meglio le parole, ci fa sentire soddisfatti dopo un bel assolo. Ma siamo daccapo: il piacere non spiega perché siamo tutti portati dalla nascita a distinguere le note e a canticchiare. La musica non è una torta alla panna, il cui ruolo evolutivo è nullo. Non è nemmeno una droga, che s’approfitta solo dei centri del piacere del cervello per farsi bella! Le melodie, secondo la Bencivelli, potrebbero essere state utili all’uomo nel rapporto con il proprio habitat. Immaginiamo una giornata di qualche migliaio di anni fa: i cacciatori sparsi al lavoro nella foresta si chiamano, segnalano, mandano messaggi a distanza emettendo qualcosa di simile a dei vocalizzi, mentre le mamme, rimaste a custodire il focolare, cullano i bimbi con nenie. Collante sociale? Ansiolitico per bimbi? Mezzo di corteggiamento? La musica potrebbe essere stata vantaggiosa per l’uomo per questi e tanti altri motivi. In attesa che la scienza chiarisca definitivamente, Silvia Bencivelli fa il punto della situazione in Perché ci piace la musica (Sironi editore, pp. 224 13,41€). Una ricerca dettagliata, che sintetizza, integra i maggiori studi sull’argomento e va oltre. Avrà un perché la sua magia? Da che mondo e mondo la musica soggioga e converte. Lo sapeva il pifferaio che ipnotizzava i piccoletti di Hamelin, lo sapeva Orfeo che con la lira incantava gli animali, e anche Sebastian, il granchietto che s’indaffarava a dirigere melense melodie per la Sirenetta e il suo principe. Il mito rammenta, il quotidiano conferma. Tifo da stadio, ninnananne e balli di fine anno infatti non passano mai di moda: viene proprio da pensare che la musica in passato sia stata un raffinatissimo linguaggio che ha permesso all’uomo di imparare vie di comunicazione speciali. “La musica non ha mai cambiato la storia né lo farà mai” risponde sempre Guccini tutte le volte che qualcuno tenta di investirlo di una qualche laurea ad honorem in sciamanesimo, però precisa: “Tuttavia trasferisce informazioni alla gente”. Va bene, la musica non serve a salvare il mondo; del resto se non ce l’ha fatta John Lennon… Una teoria l'aveva anche Frank Zappa: “Informazione non è conoscenza, conoscenza non è saggezza, saggezza non è verità, verità non è bellezza, bellezza non è amore, amore non è musica!”, chiude Zappa… “la musica, semplicemente, è il meglio!”.
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