OPINIONI:
RIMINI PIÙ PROFUMI E MENO BALOCCHI
Autore: Lia Celi
Tempi duri per i bimbi riminesi
Ma ormai l’antitesi è superata: anche i cosmetici sono regalati come giocattoli
«Alla tua piccolina non compri mai balocchi, mamma, tu compri soltanto profumi per te!» Quando ero piccola io, «Balocchi e profumi», vecchio hit strappalacrime degli anni Venti, era ancora nella memoria collettiva, tanto da venir parodiato da Paolo Poli nei varietà del sabato sera. Narrava la triste vicenda di una madre insensibile che spendeva tutto in ciprie e colonia Coty per farsi bella con l'amante di turno, negando alla figlioletta l'innocente piacere di un giocattolo nuovo. Finale straziante al capezzale della bambina moribonda, con la mamma pentita che sciorina sul lettino un mare di balocchi, quando, ahimé, è troppo tardi. Se la recessione obbligherà anche le mamme di oggi a scegliere fra balocchi e profumi, per i bambini riminesi potrebbero profilarsi tempi duri. Comprare un balocco in città sta diventando un'impresa, mentre stanno aprendo una dopo l'altra gigantesche profumerie, grandi e sfolgoranti come casinò. Una mamma che viene in centro con tutta l'intenzione di acquistare un giocattolo per suo figlio, prima di scovare un negozio di giocattoli incontra quattro o cinque megastore di profumi e cosmetici, uno più tentatore dell'altro, e, poiché la carne è debole, è facile che i soldi stanziati per la bambola o la macchinina si convertano in un rossetto nuovo o nell'ultima crema anti-age che riempie le rughe e soprattutto svuota le tasche. Sono giocattoli anche quelli, in fondo. Stimolano la fantasia. Perché per credere che un gel verdolino possa eliminare la cellulite ci vuole molta più immaginazione di quella che serve a un bimbo per sentirsi un supereroe con il kit di Spiderman. Anzi, tanto vale regalare al pupo un flacone di gel anticellulite spacciandolo per l'autentico lanciaragnatele di Spiderman: che finisca spalmato sui muri di casa o sulle nostre cosce, l'effetto sulla cellulite è suppergiù lo stesso. Già, a pensarci bene ormai l'antitesi fra balocchi e profumi è obsoleta. L'infanzia si è ridotta sì e no all'età prescolare, dai sei anni in poi non si gioca più, perché fra scuola e corsi pomeridiani non si ha più tempo, e alla fine della giornata, dopo due-tre ore di calcio, nuoto e danza hip-hop c'è più bisogno di un bagnoschiuma che di un giocattolo. Per le femmine, poi, l'avviamento alla seduzione inizia già all'asilo: alle bambine di quattro anni si regalano orrendi set da trucco con ombretti, smalti e gloss brillantati di provenienza e composizione incerta, mentre il peggior lucidalabbra da profumeria è clinicamente testato. Ora, se ci va bene che le nostre figlie si imbellettino come baiadere, almeno diamogli prodotti che di sicuro non rovinano la pelle (il cervello sì, ma pazienza).
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