STORIA BORGO S. GIULIANO:
RIMINI LA PALA DEL VERONESE NELLA CHIESA DI SAN GIULIANO
Autore: Luca Vici
Nel Borgo si conserva una delle ultime tele del grande artista sospeso fra tardo rinascimento e manierismo
Le chiese del centro storico di Rimini conservano al loro interno veri e propri tesori artistici di cui i riminesi, molto frequentemente, non sono a conoscenza. Nel borgo di San Giuliano, la chiesa dedicata all’omonimo santo offre al centro dell’abside la pala di uno fra gli artisti più importanti nell’ambito del ‘500 veneto: Paolo Caliari detto il Veronese. Il pittore nacque a Verona nel 1528 e già nel 1541 alcuni documenti attestano il suo lavoro di garzone nella bottega di Antonio Badile. Con tutta probabilità nel 1546 consegnò la sua prima opera autografa, rappresentante la “Resurrezione della figlia di Giairo” che è andata perduta. E’ negli anni cinquanta del XVI secolo che realizza le opere che lo consacreranno: nel 1560 esegue la decorazione della villa palladiana dei Barbero a Maser (TV), mentre nel 1564 firma il contratto per la realizzazione della pala raffigurante le nozze di Cana, oggi al Louvre. Nel 1566 sposa a Verona Elena Barile, la quale due anni dopo gli darà un figlio, il primo di quattro fratelli. E’ però all’ultima fase del Veronese che si ricollega l’opera riminese, raffigurante il martirio di San Giuliano: fu eseguita probabilmente tra la fine del 1587 ed i primi del 1588. Dunque è da ritenersi una delle ultime opere dell’artista, che morì il 19 aprile 1588 a causa di un’infezione polmonare. La grande tela, incorniciata da una preziosa cornice lignea dorata, è affiancata da altre due opere di un seguace del Veronese, che hanno come soggetti i SS. Giorgio Martire e Lorenzo Giustiniani.
Nel ‘500 furono numerosi i pittori della Serenissima che eseguirono opere per la nostra città
Color di Venezia a Rimini
Il martirio di San Giuliano fu commissionato dalla congregazione veneziana dei canonici Regolari di San Giorgio in Alga, che dal 1486 possedevano l’abbazia riminese. L’opera fu eseguita probabilmente dalla bottega del Veronese sotto la sua supervisione ed in base ad un suo progetto: è ispirata a sue opere precedenti, tra le quali il Martirio di San Giorgio (a Verona,1564) e quello di Santa Giustina (a Padova, 1575). La presenza di pittori veneti a Rimini nel ‘500 dimostra i forti contatti che c’erano tra Venezia e la Romagna: nella chiesa di San Cataldo dei Domenicani di Rimini, demolita nell’800, si trovava infatti una pala del Tintoretto, anch’essa andata distrutta, raffigurante la presentazione della regola domenicana, inviata dall’artista nel 1598. Mentre si trova ancora oggi nella chiesa della Colonnella, la pala di Jacopo Palma il Giovane che raffigura la “Deposizione dalla Croce” (1610 circa). La scuola pittorica veneta era caratterizzata dai colori che prevalevano anche sul disegno, così come inaugurato dal loro capostipite Giorgione con la Tempesta (1505-10). La tela del Veronese mostra una rappresentazione su due parti: quella inferiore raffigura Giuliano nudo che viene portato via dai soldati romani dopo che ha rifiutato di adorare gli idoli davanti al proconsole Marziano ed è stato condannato ad essere rinchiuso in un sacco di serpenti; la parte superiore, invece, mostra la Madonna con il Bambino e angeli, uno dei quali porge la palma del martirio. Nella parte sinistra, inoltre, si scorge l’angolo di un edificio costituito da una colonna vista di scorcio: probabilmente doveva rappresentare il tribunale di Flaviade in Cilicia dove era stata emessa la sentenza che condannava Giuliano. Il dipinto fu restaurato nel 1920, ma per gran parte del ‘900 fu velato da una patina di sporco che lo ha reso poco visibile agli occhi di molti storici dell’arte, che ne hanno in passato criticato la qualità esecutiva di alcune parti. All’inizio degli anni 90’ del XX secolo, tuttavia, un restauro della pellicola pittorica ha restituito i colori originari, dando finalmente luce alle sessantaquattro figure, ai due cavalli, alle tre serpi e al cane presenti nell’opera.
Fonti: Carlo Francesco Marcheselli, Le pitture delle chiese di Rimini 1754 Alessandro Marchi, Storia illustrata di Rimini vol. III Lucano Liuzzi, Piergiorgio Pasini, Paolo Veronese in San Giuliano
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