TACCUINO:
RIMINI: MOLO22, UN RISTORANTE PER LA CITTÀ MARINARA
Autore: Michele Marziani
A volte una terrazza sul mare, altre volte un “rotonda” con struggente piano bar. Ma il gourmet preferisce le luci meno soffuse per poter godere delle architetture dei piatti...
Quando non è una “rotonda sul mare” è, finalmente, il ristorante che mancava. Quello che si affaccia sull’acqua e dice che Rimini è cittadina marinara, anche se un po’ meno “fighetta” di quel che si può immaginare arrivando dalla nuova darsena. Partiamo subito dai difetti del Molo22 (tel. 0541 29637) così ce li togliamo dai piedi e chi vuole arrabbiarsi lo fa all’inizio e noi possiamo continuare a raccontare di questo luogo. Il primo difetto è la fama che si porta dietro questo locale all’interno della darsena Marina di Rimini a San Giuliano: di posto per ricchi nel quale si spendono un sacco di soldi e non si mangia un granché. Due iatture da sfatare: non è a buon mercato, ma il pesce è di gran livello ed è sufficiente un normale stato di benessere per poterselo permettere. In più si mangia bene, con alcune note decisamente molto positive. Ma di questo si parla dopo. Prima i difetti, abbiamo detto. Ce n’è uno che forse qualcuno considera un pregio: capitano serate in cui sembra una “rotonda sul mare” con pianista di pianobar dotato di voce roca, luci soffuse e altri ammenicoli capaci di mettere a dura prova qualunque gourmet. Noi siamo stati stoici, in servizio permanente effettivo, a gustare piatti splendidi come il carpaccio di capesante e caviale Sevruga con avocado, scarola ed erba cipollina. Insomma, noi si godeva al buoi di buoni piatti e l’erede, anzi il fratellastro, di Fred Bongusto intratteneva gli astanti. Meglio, molto meglio, un’altra sera in cui non cantava nessuno, le luci permettevano di vedere cibi e vino e, fuori, il mare rendeva giustizia ad un luogo davvero unico, sospeso sull’Adriatico. Eccederanno un po’ in salamelecchi senza offrirvi un servizio da ristorante stellato, però sono tutti gentili e competenti. E l’impostazione è quella giusta, a partire dal menù che alla prima pagina offre un’intelligente selezione di oli riminesi con i quali condire una bruschettina che stuzzica l’appetito. Bella scelta, ottimi oli. La mise en place, l’apparecchiatura, è gradevole con tutti i piatti diversi tra loro. Il menù propone sapori di mare anche nel solco della tradizione, con porzioni che, alla faccia della fama di ristorante un po’ snob, sono da kolossal: da qui, con la fame, non se ne va proprio nessuno. Vi coccolano da subito con l’aperitivo e un preantipasto paradisiaco come la seppia cruda con la valeriana. Poi sapori intensi, autentici, come lo spiedo di tonno con un intingolo di fagioli e cipolla. Primi piatti gustosi, che guardano i buoni prodotti della tradizione italiana (spaghetti con la bottarga di muggine) o sapori di casa (il risotto alle mazzancolle che è, nel suo genere, un capolavoro di piacevolezza sul filo della tradizione), gran scelta di crudo, crostacei con verdure in pinzimonio, fritto misto, mistissimo, col meglio dell’Adriatico (senza dubbio) e qualche coda di scampo, gambero e anello di calamaro (che lasciava qualche dubbio). Pane fatto in casa, in diverse tipologie e sapori, carta dei vini sicuramente interessante, con ricarichi molto contenuti e alcune bottiglie, buone, decisamente convenienti. Con 50-70 euro si beve e si mangia bene, anche in virtù delle enormi porzioni. Quando soffia la brezza marina vale la pena di venire al Molo22 per vedere le onde che increspano il mare e augurare buona fortuna ad un ristorante finalmente sul molo. Anche se sul molo dei ricchi.
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