TACCUINO:
RIMINI MIA, CON UN POKER DI FIERE L'ALIMENTAZIONE MOSTRA I MUSCOLI
Autore: Michele Marziani
Dal 23 al 26 febbraio si svolge a Rimini la più grande kermesse professionale food & beverage d'Italia. A Castel Sismondo, in pieno centro, le iniziative “fuori salone” dedicate a tutti i golosi e i curiosi
Poker di fiere intorno al cibo. Nel quartiere fieristico di Rimini il comparto alimentare mostra i muscoli dal 23 al 26 febbraio, con la trentottesima edizione di Mia, la Mostra Internazionale dell'Alimentazione (ovvero alimenti e tendenze per quello che si chiama il “fuori casa” e la grande distribuzione). Affiancate a Mia ci sono: il decimo Pianeta Birra (la mostra delle birre e di tutto quello che sta intorno al bere, ai bar, ai pub, alle pizzerie, dai bicchieri ai liquori, agli arredi); poi la settima edizione dell'Mse, il salone internazionale della pesca che si occupa dell'intera filiera del pesce, da quando entra nelle reti fino alla conservazione (fresco, surgelato, salato, affumicato...), distribuzione, inscatolamento, cottura, presentazione nel piatto, eccetera; infine il debuttante Oro giallo, salone, pure questo internazionale, dell'olio extravergine d'oliva che per la prima volta arriva a Rimini. Fin qui il poker, diremmo d'assi. Ma se tutto questo non bastasse a rappresentare il mondo del food (come viene chiamato il settore cibo nei padiglioni della fiera) si può aggiungere anche la quarta edizione del Food & Beverage Logistics Forum, dove, ovviamente, si parla di soluzioni, modelli e tendenze della logistica. Di cosa? Dell'unico settore che secondo gli esperti di economia pare faccia guadagnare davvero: spostare, immagazzinare, smistare, trasportare, distribuire, eccetera, eccetera, eccetera. Se vi ha spaventato scoprire da Beppe Grillo o da qualche opuscolo No-gobal che una mela cilena arriva più velocemente e a minor costo sulle tavole di Trento di una Melinda della Val Venosta, qui, al Mia potete scoprire che è tutto vero, anzi che, visto da un certo punto di vista, è anche peggio. Tutta la follia alimentare del pianeta, la schizofrenia del gusto, l'incongruenza della logistica, le contraddizioni della sovrapproduzione (e, di riflesso, della fame, che però al Mia non vedete davvero), sono concentrate nel giorni della fiera più grassa e dietetica, più industriale e artigianale, d'Italia. Nel luogo dove il cibo spazzatura che fa ingrassare gli americani convive, e pure pacificamente, con gli alimenti bio per macrobiotici osservanti. al Mia c'è tutto, purché si mangi. Un grande circo, un festival con tanto di concorsi a colpi di mestolo tra rinomati chef, un museo degli orrori, una vetrina di leccornie golose, un ring tra salutismo, gusto e business (con anche esempi di realtà che sanno andare a braccetto, perché sano e buono possono pure riempire il portafogli), un osservatorio delle tendenze, un luogo dove sapere che cosa si mangerà al ristorante, in albergo, nel bar sotto casa, nella mensa aziendale, a scuola, in aereo, dovunque entrerete dicendo “che fame!”. Se siete operatori del settore, anche ai margini del settore, non potete non passare dal Mia, ma entrando, specie se siete degli habitué, sapete già che sarà impossibile uscirne vivi, senza calli ai piedi, senza aver fatto un bagno di sudore, senza venire “invorniti” da ogni genere di convegno, informazione, dibattito, degustazione, proposta commerciale, buono sconto, buono pizza, buono e basta. Alla fine nessuno avrà visto tutto, ma, come all'esposizione universale di Parigi del 1900, saluterà i padiglioni della fiera con lo stesso senso di smarrimento e di grandeur che devono aver provato i nostri bis e trisnonni di fronte alla torre Eiffel. Se invece non esiste un solo motivo per vedervi partecipi a questa grande kermesse (destinata comunque solo agli operatori) allora potete rilassarvi tra i gustosi eventi del fuori salone che sono aperti a tutti: “Arrocati sul gusto” organizzato dalla Provincia e curate dalla Strada dei Vini e dei Sapori a Castel Sismondo (degustazione di vini riminesi, olio extravergine d'oliva prodotti locali, musica jazz, conferenza sullo sviluppo rurale e altro ancora) e Drink Village, ovvero eventi organizzati intorno a Pianeta Birra con tanto di tour in autobus per i pub riminesi.
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