BENESSERE:
RIMINI L’ARTE DELLA PAROLA E DEL COMPROMESSO
Problemi di coppia
Niente di meglio di un vero dialogo Ma per riuscirci bisogna saper evitare molte trappole
Quando una coppia è in crisi, poche cose hanno più valore di un colloquio svolto sulla stessa lunghezza d'onda. Se i due partner riescono a confrontarsi veramente, provano un sollievo che diventa, se non risolutivo, almeno certamente rasserenante. Il problema è proprio questo: saper confrontarsi effettivamente, dialogare, e non litigare solo per farsi del male. Ed invece, purtroppo, spesso si compiono degli errori che rendono impossibile un vero dialogo. Per esempio, se anche uno solo degli interlocutori è convinto che non c’è più niente da fare, niente cambierà più. Dato questo pregiudizio, la conversazione non sarà più una ricerca in comune, ma un duello in cui l'essenziale è colpire per primi. I membri della coppia diventeranno così attori che recitano un personaggio a ruolo fisso. Le parole di questa recita sono facilmente prevedibili: “le cose non vanno perché tu non sei in grado di capire”, “io sono fatto così e tu non lo accetti”, “sei come tua madre, non è possibile parlare con te”. E poi, a rendere impossibile il dialogo, c’è la paura, la causa scatenante dell'aggressività. Paura di essere sopraffatti. Paura di non riuscire a cavarsela con dignità. Paura di essere meno bravi dell'altro a parlare e di qui la facilità a passare all'insulto oppure a ripiegarsi sul vittimismo (ad esempio mettendosi subito a piangere, cosa che spesso fa saltare i nervi ancora più dell'insulto). Per raggiungere un dialogo veramente costruttivo, alcune regole di comunicazione possono essere utili. Cercare di non andare “fuori tema”, così come si faceva nei compiti in classe di italiano. Spesso, infatti, si intavola un discorso sull’educazione dei figli e, dopo un'ora di lotta verbale, in realtà ci si è solo rinfacciati il cattivo gusto nel vestire, la poca arrendevolezza nel lasciar scegliere lo spettacolo alla TV e questo passando attraverso l'incidente occorso in ferie e non tralasciando la stoccata contro la complicità della suocera. Una vortice senza senso di parole che non è di alcuna utilità a risolvere qualsivoglia problema. Se si è deciso di affrontare una precisa faccenda, non bisogna accettare neppure le provocazioni. È fatale che, nell'urto delle due contrapposizioni, scocchi la scintilla dell'insulto. Non ci si può fermare a raccoglierlo, si farebbe il gioco di chi probabilmente ha tutto l'interesse a depistare il discorso dal problema vero (e scomodo). Quando si cerca una soluzione ad un questione è sempre indispensabile individuare qual’è davvero il problema effettivo. Vale la pena fermarsi il tempo dovuto a chiarirsi i termini della questione. Una volta individuato il problema, spesso è utile non affrontare mai la vertenza tutta in una volta. Ogni questione è scomponibile in tanti gradini separabili, ogni enormità può essere smontata in pezzi più semplici da affrontare. Il “genio” dei mediatori consiste proprio in questo, nel dividere le questioni per risolverle una parte alla volta. Ed infine bisogna avere il coraggio di riconoscere come stanno veramente le cose. Ognuno di noi sa quali sono i punti su cui l'altro non potrà mai cedere e quelli sui quali non potremo cedere noi. Inutile discutere proprio questi punti fermi irrinunciabili. Mai affrontare una battaglia sapendo di non poterla vincere, mai rinunciare al compromesso. In certe guerre infinite non si sa se essere più colpiti dallo stoicismo nel soffrire o dalla incredibile testardaggine nel ritentare. Non è affatto detto che questi punti fermi dell’altro non siano per noi, tutto sommato, in una certa misura accettabili. Giungere ad un compromesso che accontenti parzialmente ognuno non è una sconfitta personale, ma una vittoria della coppia. Dott. Agide Montemaggi Psichiatra – Psicoterapeuta – Sessuologo Tel. 3356803269
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