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RIMINI - L’ALLEGRO STAKANOVISTA
Autore: Carlotta Frenquellucci

Allievo di Oliviero Toscani, ha creato una linea Brandina ispirata alla figura del bagnino

Intervista a Marco Morosini autore del manifesto della stagione balneare riminese 2008

La galleria degli artisti che hanno illustrato Rimini comprendeva già Milo Manara, Gianluigi Toccafondo, Paolo Echaurren, René Gruau, Jovanotti. Quest’anno vi entra Marco Morosini, pesarese d'origine ma riminese d'adozione: è lui a firmare il manifesto balneare 2008 e a progettare anche il nuovo marchio turistico.
Dopo la pittura, la grafica, il disegno e il fumetto, è dunque il lavoro concettuale e fotografico di Marco Morosini a caratterizzare la campagna di promozione turistica che, come ogni anno, vuole dare un messaggio di benvenuto a Rimini attraverso i manifesti, le cartoline, la pubblicità e i materiali di informazioni turistica realizzati dall’assessorato al Turismo del comune di Rimini.

“Sono un libero pensatore dell’arte”
Morosini ha il suo studio a Pesaro e vive a San Giovanni in Marignano con la compagna e la figlia. E' un artista poliedrico, spazia dalla fotografia al design, dall'architettura al multimedia. Lo colgo in treno di ritorno da Milano; ha un tono vivace ma rassicurante, mi dice di chiamarlo in ufficio non appena sarà rientrato. L'idea che ne traspare ad un primo impatto è quella di un allegro stakanovista.
Dalla sua biografia la sua appare una mente estrosa, a soli 34 anni ha già un'importante formazione alle spalle. Ma lei di cosa si occupa realmente?
"Sono un libero pensatore, mi occupo di arte a 360 gradi. Ho studiato architettura e arredamento alla scuola d'arte a Pesaro poi design all'ISIA di Urbino e ho fatto un corso di tipografia durante l'Erasmus in Germania. Ancora internet non aveva l'impatto di oggi e a Vienna ho avuto modo di approcciarmi a questo strumento nello studio No Frontiere design. Poi ho lavorato per tre anni a Fabrica come grafico e ho avuto un grande maestro come Oliviero Toscani. Poi l'esperienza di New York, insomma ho assorbito tutto ciò che potevo e ora lo proietto in ciò che faccio: la brochure e il manifesto per Rimini, la comunicazione del gruppo Ferrari e Maserati, la linea Brandina che ha esordito con gli occhiali da sole..."
Infatti, forse non tutti sanno che sei anche l'ideatore del brand Brandina. Come è nata e come si è sviluppata l'idea?
"Tutto è nato da un libro che mi è stato commissionato da Electa-Mondadori: DividiRimini. Io sono nato a Pesaro ma sono romagnolo di adozione. L'idea era quella di fare un libro fotografico sulla figura del bagnino. Un personaggio che a volte è stato stereotipato un po' in maniera ironica ma che qui invece volevamo consacrare la figura fondamentale e storica della Romagna e dell’Italia stessa. Così mi sono girato tutto il litorale romagnolo da Cattolica a Milano Marittima e, una volta concluso il libro mi sono messo alla ricerca di un materiale per ricoprire in maniera originale la copertina di cartone. L'idea è caduta subito sul tessuto unico e particolare delle sdraio tipiche della riviera. E qui è nata la folgorazione per questo stupendo e unico tessuto. Così ho iniziato a tentare di lavorarlo e sono nate le prime borse autoprodotte. Poi si è formata la linea, 8 modelli in 10 variazioni cromatiche che portano il nome dei luoghi della riviera."

Perché torna la grande R
Com'è nato, invece, il progetto di quest'anno per la città di Rimini che si rifà ad un manifesto balneare di Adolfo Busi del 1929?
"Ho voluto recuperare immagini che erano nella mia memoria e le ho rivisitate. In particolare mi avevano colpito i colori e le atmosfere del cartellone di Adolfo Busi e le ho rievocate ma con tecniche espressive del tutto innovative. Se gli artisti che mi hanno preceduto si sono avvalsi soprattutto della pittura io ho creato il primo remake fotografico.
Come ha realizzato, a livello pratico, il manifesto?
"Ho realizzato un vero e proprio 'calco' fotografico. Una parte è stata realizzata in studio con una modella, un'altra parte in spiaggia con la ricostruzione del set".
Che ruolo ha Rimini nella tua vita e nelle tue opere?
"Il mio studio è a Pesaro solo per esigenze di struttura e di spazi, Rimini è una città per me importante, legata agli affetti e al calore della sua ospitalità."





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