STORIA BORGO STORIA BORGO MARINA:
RIMINI - IL KURSAAL, VITTIMA DEL PROPRIO LUSSO
Autore: Luca Vici
Risparmiato dalla guerra, distrutto dal dopoguerra in nome della fame e dell'ideologia
Tra gli edifici che rendevano la Rimini di inizio '900 una delle località balneari più prestigiose d'Italia, c'è sicuramente lo Stabilimento dei Bagni che nel 1870 andò a sostituire quello costruito dai fratelli Baldini: venne soprannominato, come usava allora, Kursaal (dal tedesco “sala di cura”) e fu inaugurato nell'anno 1873. Tale edificio, costato al comune un milione di lire, si deve all'architetto Gaetano Urbani, già progettista di molte costruzioni della zona di Marina Centro ancora oggi visibili. Urbani si era ispirato per le forme alla facciata del teatro Galli di Rimini. E infatti, se il teatro era la passerella per la borghesia riminese nel centro della città, nei suoi saloni dorati del Kursaal convergevano la buona società locale ed i bei nomi “forestieri”. Il risultato era una perenne gara in eleganza e stile per conseguire il massimo del prestigio sociale. La competizione avveniva attraverso la partecipazione in pompa magna a mostre, conferenze, concerti e soprattutto ai balli. Feste da "Mille e una notte", “che si protraevano fino alba”, come riportano le cronache dell'epoca. E' singolare che teatro e Kursaal abbiano seguito percorsi simili: il primo, fu danneggiato dalle bombe della guerra e spogliato negli anni dei suoi interni fino a divenire quel che è oggi; il secondo, al contrario, fu risparmiato dalla guerra, ma non dall'amministrazione del dopoguerra. La motivazione ideologica delle demolizione fu il voler colpire un simbolo della borghesia e quindi del regime fascista; quella pratica, di dare un lavoro alla massa di disoccupati che non sapevano come sbarcare il lunario in una città ancora alle prese con le emergenze della ricostruzione. Sul Giornale dell'Emilia, il 9 aprile 1948, venne pubblicata la lettera che un gruppo di cittadini riminesi aveva inviato al Prefetto, quale dimostrazione del fatto che non tutti fossero d'accordo con la demolizione dell'edificio: “I sottoscritti cittadini di Rimini, dolorosamente sorpresi dalla improvvisa decisione della demolizione dello Stabilimento Bagni (Kursaal) di Rimini, decisione già in atto ad opera di una squadra incontrollata di operai che già procede alla demolizione e alla vendita del materiale, si rivolgono alla S. V. Ill.ma affinché col suo alto intervento ponga immediata fine a tale abuso. I sottoscritti si permettono inoltre di far rilevare che, a quanto si dice, nessuna autorità ha autorizzato la demolizione, cosicché tale monumento viene trattato alla stregua di un cumulo di macerie ed, in peggio, col fatto che mentre un qualsiasi cumulo di macerie ha un padrone che lo sorveglia, questo insigne monumento cittadino è alla mercé del primo venuto. Quello che i tedeschi hanno risparmiato e che le bombe non hanno demolito è preda di alcuni individui che lavorano alla demolizione con tutta la tranquillità nonostante il biasimo generale che si leva da ogni parte della città. Voglia la S. V. prontamente intervenire onde mettere fine a tanto scempio”.
Notizie da: Manlio Masini, "Quella brutta faccenda della demolizione del Kursaal” in“Ariminum”, n. 4, Rimini, Luglio/agosto 2003
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