SPORT:
RIMINI FINE DEL SOGNO
Autore: Matteo Ortalli
BASKET LEGADUE
Play off addio
Caserta lascia i Crabs a bocca asciutta
I play off erano arrivati sul filo di lana, dopo un’infinta rincorsa terminata con la conquista l’ultimo posto disponibile in griglia. Ma la prestazioni più che positive dell’ultimo mese consegnavano tra le mani della Coopsette il ruolo di mina vagante tra le otto candidate a raggiungere Ferrara in Serie A. Dopo appena sei giorni la mina è stata disinnescata da una Pepsi Caserta cinica e capace di mettere in luce la differenza, già evidenziata dal loro secondo posto in campionato e il nono riminese, passeggiando tranquillamente sui Granchi in gara 3 dopo le due sofferte vittorie al Palamaggiò. Come l’anno scorso con Pesaro, quest’anno con l’attenuante del fattore campo sfavorevole (anche perché dopo le due fuori casa la terza si è giocata praticamente in campo neutro…); un 3 a 0 pesante maturato nelle due trasferte casertane dove almeno una vittoria si poteva e doveva portare a casa. In gara 1 a 1’30’’ dalla fine, + 2 e palla in mano, la paura di vincere ha giocato un brutto scherzo ai Crabs che, incassato il parzialone di 10 a 0 sono usciti nel delirio dei 4500 del Palamaggiò. Gara 2 era cominciata sotto i migliori auspici con Rimini vogliosa di reagire e riportare la serie in parità per giocarsi poi le sue possibilità tra le mura amiche. Partenza a razzo e un + 14 palla in mano che aveva messo Caserta in ginocchio. Poi trascinata dal professor Childress la Pepsi mattone su mattone e bomba su bomba (la più vicina da 9 metri) ha accorciato lo svantaggio fino al sorpasso decisivo nell’ultimo quarto con la Coopsette ormai al tappeto A Rimini si doveva tentare il miracolo, o quantomeno provare a vincere le due casalinghe e ritornare nell’inferno casertano a giocarsi tutto. Il miracolo non è avvenuto, ma i granchietti non ci sono andati nemmeno vicino. La stanchezza e la delusione per le occasioni sciupate in terra nemica erano un fardello molto pesante da portarsi in spalla; il peso è diventato insostenibile quando Scarone e compagni si sono trovati a giocare in un Flaminio freddo e in cui dominavo i cori dei 400 arrivati da Caserta. Coach Ticchi è stato chiaro, la squadra non ne aveva più e l’adrenalina che serviva poteva arrivare solo dal pubblico. La Pepsi ha dominato dal primo all’ultimo minuto, per i Crabs un’uscita a testa bassa e tanti punti interrogativi per un futuro più che mai incerto, senza Ticchi e con tanti giocatori in bilico.
Gara 1: Pepsi – Coopsette 77 – 69 Gara 2: Pepsi – Coopsette 82 – 71 Gara 3: Coopsette – Pepsi 80 – 94
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