OPINIONI:
RIMINI - IL DOTTOR SORRISO BATTUTO DAI CONIGLIETTI
Autore: Lia Celi
Ridere fa bene ai malati e un poliambulatorio riminese ha azzeccato una gag geniale
Che il riso faccia buon sangue è il principio della gelotologia, ossia l'applicazione della risata nella cura e nella prevenzione delle malattie. Purtroppo non è una scienza esatta, e non solo perché i suoi risultati non sempre sono scientificamente misurabili. Anche i suoi mezzi sfuggono all'indagine scientifica, e la formula della comicità, a differenza di quella della relatività, non è stata ancora fissata, anche se sospetto che, quando succederà, si scopriranno interessanti analogie fra le due leggi. Perché il riso è intriso di relatività. Un clown in una corsia d'ospedale fa sempre ridere i pazienti? Relativamente: c'è gente che ha un terrore irrazionale dei clown, e clown agghiaccianti tipo quello con la voce chioccia e i denti gialli che intorno a Pasqua offriva palloncini all'angolo di via Soardi. Mandarlo in una corsia di piccoli malati sarebbe puro sadismo, altro che gelotologia. Del resto, quando vedi un clown ti aspetti che ti faccia ridere, e addio effetto spiazzamento, fondamentale per quelle belle risatone che fanno impennare la produzione di endorfina così utile per il sistema immunitario. Al contrario, un noto poliambulatorio privato riminese offre uno straordinario esempio di gelotologia applicata, tanto più efficace perché inatteso e realizzato con mezzi semplicissimi. Appiccicato sul lato interno della porta d'ingresso c'è un biglietto scritto a penna che, in un italiano volenteroso, recita:«Avviso importante: si pregano i signori clienti di portare via dal giardino un solo coniglio a testa. Firmato il custode». Bene, chi legge il biglietto uscendo dal poliambulatorio, magari con il referto di un'analisi delicata chiuso in una busta, dopo qualche istante di perplessità non può fare a meno di ridere di cuore, ed esce sghignazzando. Sono certa che se ripetesse le analisi appena fatte, gli esiti sarebbero già più favorevoli. Magari non sa, a differenza degli aficionados del poliambulatorio, che da tempo il giardino sul retro è colonizzato da un clan di graziosissimi conigli nani, che saltellano fra i ciuffi d'erba come in un vecchio cartone disneyano e, a differenza dei pagliacci, sono un'arma infallibile per rallegrare i bambini, specie quando devono affrontare cose spiacevoli come un prelievo del sangue. Ma quel biglietto, che evoca immagini di adulti impegnati, fra una visita e un elettrocardiogramma, ad arraffare coniglietti, magari col metodo dal Gatto con gli Stivali (un sacco con dentro carote e granaglie, lasciato aperto in luogo strategico), è l'ultima cosa che ci si aspetterebbe di trovare sulla soglia di un luogo così serio e professionale, e suscita comunque un'immediata e salutare ilarità. Sembra impossibile che un'esperienza che sposa così positivamente la gelotologia alla pet-therapy sia nata per caso, solo grazie alla prolificità di qualche coniglietto abbandonato (da un prestigiatore fallito? chissà) e allo zelo di un custode. Forse i responsabili del poliambulatorio non vogliono pubblicizzarla, per non insospettire i paladini della medicina tradizionale, secondo cui il paziente ha più bisogno di saggi consigli che di buffi conigli. http://www.liaceli.com/
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