BORGO S. ANDREA:
RIMINI CIAO DON
Autore: Antonio Cuccolo
Borgo Sant’Andrea piange la scomparsa di Mons. Alvaro Della Bartola
Il 29 febbraio saliva alla Casa del Padre Monsignor Alvaro Della Bartola, parroco di San Gaudenzo in Borgo Sant’Andrea. Da tempo ammalato di una grave forma di tumore, il giorno dopo aver compiuto 69 anni don Alvaro lascia un grande vuoto in tutto il Borgo Sant’Andrea. Capace e intelligente, interprete moderno di quella società borghigiana che ha visto nascere anche da suo consiglio il nostro giornale dei borghi, fondatore nel 2002 dell’Associazione “Quei de Borg ad S.Andrea” nata per promuovere e valorizzare il nostro quartiere attraverso una grande festa: tutte intuizioni che si sono realizzate solo grazie alla sua lungimiranza e il suo coraggio. Perfino durante l’ultima Festa del Borgo, nell’ottobre 2007, anche se già ammalato don Alvaro non ha mai fatto mancare il suo appoggio, i suoi consigli. Se non altro per questo, a tutti noi resta il dovere di portare avanti il suo pensiero di grande fratellanza e comunione fra le persone e di rispetto del proprio territorio inteso nel senso più ampio e generoso. Se mi si permette una nota personale, sarà comunque per me pesante la perdita del suo conforto, della sua saggezza, che erano e saranno di riferimento per affrontare la vita di tutti i giorni come le attività nel Borgo.
Insieme tutti i soci di “Quei de Borg ad S.Andrea”, vogliamo dire CIAO DON
Il parroco di tutti
Alvaro della Bartola nacque il 28 febbraio 1939. Entrò giovanissimo nel Seminario di Rimini; completò poi gli studi a Roma, proprio durante i mesi in cui si stavano svolgendo i lavori del Concilio Vaticano II, che poté quindi seguire da vicino. Fu ordinato sacerdote nel 1963; nell’immagine ricordo della prima Messa scrisse: “Signore, fa che nell’amarti e farti amare, io riponga la gioia della mia vita”. Nei 45 anni successivi fu per tutti Don Alvaro: in parrocchia, nella scuola, nelle associazioni ecclesiali. Arrivò a San Gaudenzo nel 1981, accanto a Don Pippo. Con lui lavorò duramente, mentre dava una struttura organica ai centri pastorali. Fra le tante attività, la casa di Ciola, fortemente voluta da Don Alvaro: ed è lì che riposeranno le sue spoglie. Ma anche il Circolo ANSPI, la Sanges, il campo di Don Pippo. Così lo ricordano i famigliari ed i parrocchiani: “Il dolore non lo ha risparmiato: lo ha affrontato con la preghiera e il pensiero rivolto alla sua parrocchia”.
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