SPORT:
RIMINI BIANCOROSSI GIÀ IN VACANZA
Autore: Enzo Pirroni
CALCIO SERIE B 
 Due sconfitte consecutive per un Rimini che ormai non ha più niente da dire
Sul tappeto erboso dello stadio “Menti” di Vicenza, un perfetto green dove gli stessi Tiger Woods ed Henrik Stenson, avrebbero potuto tranquillamente giocare i loro millimetrici patt, il Rimini ha subito la seconda sconfitta consecutiva (dopo quella interna incassata ad opera del derelitto Ravenna), ed ha detto definitivamente addio ai sogni (per altro assai improbabili) di partecipare ai play off. La rincorsa, questa volta, può dirsi conclusa. Restano cinque gare da qui alla fine del torneo e l’obiettivo più realistico rimane quello di conservare il settimo posto. C’è ben poco da dire. Ancora una volta ci troviamo a commentare una sconfitta determinata da due calci piazzati. La difesa intera ha avuto il solito quarto d’ora di obnubilamento ed i veneti al 4’ del secondo tempo con Terranova, al 15’ con Matteini ed al 18’ con Masiello hanno, prima pareggiato il gol del vantaggio iniziale biancorosso, siglato da Pagano al 42’ del primo tempo e quindi chiuso definitivamente l’incontro. Il gol del tre a due, messo a segno da Porchia, sul finire della gara non è servito ad altro se non a regalare qualche spicciolo di speranza agli irriducibili aficionados che dalla città adriatica si erano recati in terra veneta per sostenere i loro sventati o decisamente bolliti, beniamini. Il Vicenza non si presentava, alla vigilia, come uno ostacolo insormontabile (ma non lo era neppure il Ravenna), né durante la partita, gli uomini di Gregucci, hanno mostrato di esserlo, ma è dalla tristissima ed ormai lontana prestazione di Avellino, che il Rimini incassa gol dimostrando di non avere la necessaria concentrazione per restare in partita dal primo minuto al novantesimo. Nelle ultime gare il Rimini viaggia ad una media di oltre due gol incassati a partita. E’ veramente questo il dato statistico che più di ogni altro conclama l’attuale stato di non buona salute in cui versano i “fortunati” giovanotti allenati da von Clausewitz Acori, il quale, molto probabilmente, si appresta a vivere altre esperienze e considera terminata l’avventura appo la corte longianese dell’ex Signore degli Infissi.
Eppure è stato un bel campionato Tuttavia, nonostante il finale di stagione non certo esaltante, mi sento di affermare, che il campionato disputato dal Rimini, in questa stagione 2007-08, è un buon campionato. Eventi avversi (la morte del “patron” Vincenzo Bellavista), la cessione di pedine importanti (Jeda e Valiani), hanno condizionato il rendimento; in più ci metterei la modesta caratura di alcuni nostri giocatori ritenuti, al contrario, fuoriclasse da buona parte della tifoseria cittadina e da ultimo, la resa inferiore alle reali possibilità, offerta da altri. La serie B, si sa, è un banco di prova che non ammette flessioni, un palcoscenico che non accetta l’ostentazione vanitosa del tableu vivant, un luogo privo di misericordia. Forse i giocatori di Acori, proprio per la mentalità del trainer assisiate, hanno anelato di trasfondere nella propria arte pedatoria la fantasmagoria dei giocolieri, degli antipodisti, l’immaginosa arditezza dei trapezisti che quotidianamente rischiano la vita in cambio di un applauso. Ci hanno beato (e non parlo soltanto di quest’anno), ci hanno deliziato facendoci assistere a prestazioni sontuose, ma il vincere un campionato cadetto, richiede ben altre qualità e ben altra duttilità pragmatica di quella mostrata da Leonardo Acori in tutti questi anni. Sabato 3 maggio, sarà la volta della Triestina di Maran a farci visita. Noi, come al solito, attendiamo dai biancorossi una prestazione alta. Da quello che si è visto a Vicenza c’è speranza che questo si verifichi. Auspichiamo soltanto che i momenti di oblio, le dissennatezze inspiegabili che, ultimamente, colgono i nostri difensori, non sopraggiungano e che si possa arrivare al primo giugno riassaporando il ricordo di infiniti momenti di esaltazione e di gioia calcistica che questo tecnico e questi atleti hanno saputo offrirci.
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