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OPINIONI:
RIMINI E BERLUSCONI HA LA STRADA SPIANATA
Autore: Giampaolo Proni

A sinistra si è fatto di tutto per perdere: apposta?
Ed ora rischiamo di consegnare ad un uomo solo poteri immensi



E' proprio vero: chi gli dei vogliono perdere, lo accecano.
E' dal 1994 che la sinistra italiana predica che Berlusconi è una specie di dittatore, un Mussolini televisivo. Intellettuali eminenti dichiararono che sarebbero emigrati se avesse vinto le elezioni. Nelle librerie c'erano appositi reparti dedicati ai libri contro Berlusconi. Esistevano i comitati BO.BI “boicotta il biscione”, ci sono miriadi di siti web contro il Cavaliere, tra essi www.nonglieloconsento.it, definito “sito di resistenza antiberlusconiana”. Nessuno è emigrato, i libri pian piano si sono ridotti, molti siti sono scomparsi.
E ora, dopo 14 anni la sinistra, certamente con il contributo decisivo dello stesso Silvio Berlusconi, è molto vicina a consegnare a questo signore un potere che nessuno in Italia ha mai avuto.
La causa è l'insipienza dei suoi dirigenti, inamovibili ma incapaci di costruire governi stabili, nonostante abbiano fatto e approvato una riforma della Costituzione nel 2001, che ha superato il referendum. E' poco credibile oggi appellarsi ancora a una riforma elettorale, quando si è avuta la possibilità di lavorare sulla Costituzione.
Dopo la caduta di Prodi si andrà probabilmente alle elezioni. Di fatto lo stesso Prodi ha fatto in modo da rendere questo esito più certo, dando l'ultimo decisivo aiuto a Berlusconi. Anche perché la fine della legislatura è oggi l'obiettivo migliore per la casta: in questo modo dovrebbe evitare il referendum, che avrebbe esiti disastrosi per i partiti piccoli, con l'8% di sbarramento al Senato. Berlusconi gli farebbe poi, sperano, una legge elettorale per eliminarlo del tutto. Nessuno lo dice, ma fare una legge per cancellare i partiti piccoli con i voti dei partiti piccoli è impossibile, e farla senza i loro voti è ugualmente impossibile. Intanto Baccini ne ha appena fatto un altro.
Detto questo, con qualsiasi legge, la campagna elettorale nell'attuale clima italiano si presenta come la più propizia a Berlusconi dal 1994.

1. Le inchieste giudiziarie e i processi contro di lui sono stati così tanti, e le conseguenze così poche, che agli occhi dell'opinione pubblica (e probabilmente anche oggettivamente, a meno di accuse così gravi da portare alla carcerazione, e poi e poi...) il Cavaliere è ora praticamente inattaccabile.
2. Per la seconda volta la sinistra, dopo averlo giurato e spergiurato, non ha fatto la legge sul conflitto di interessi. A questo punto il sospetto è che, più che conflitti, ci siano convergenze di interessi...
3. Per la seconda volta non è stata approvata la riforma del sistema radiotelevisivo, garantendo ancora una campagna elettorale in cui Berlusconi controllerà tre reti tv più varie testate cartacee. Anche in questo caso, è difficile capire e molto facile fare come Andreotti, che pecca ma pensa male.
4. La delusione verso la classe politica nel suo complesso, il distacco, il vero e proprio disprezzo, hanno raggiunto livelli altissimi tra gli elettori. E' vero che Berlusconi oggi è un politico, ma lo è meno di ogni altro in quanto era (e in parte resta, proprio per il conflitto di interessi) un imprenditore, e in campagna elettorale ne farà un cavallo di battaglia. Potrà giocare la carta della diversità con maggiore successo.
5. La sua posizione con gli alleati, in vista di elezioni, si è immediatamente rafforzata: Bossi e Fini si sono affrettati a dichiarare che resta il leader della coalizione. Questo consentirà a Berlusconi di procedere nella fondazione del nuovo partito, e soprattutto gli permetterà di portare (come ha già fatto) alla ribalta personaggi nuovi (vedi Brambilla, e altri che ha già pronti) che presenterà come anti-casta, ma soprattutto di prendersi delle libertà contro la casta senza che nessuno possa dire niente. Questo gli porterebbe altri voti. E i politici che si difendessero apparirebbero in malafede. Oggi ha dunque l'opportunità per presentarsi ancora più forte nei confronti dei suoi alleati, puntando a una percentuale veramente schiacciante per la sua formazione politica, con una campagna altamente personalizzata, strategia nella quale eccelle.
6. Infine, e le prime avvisaglie si sono sentite dopo due minuti che Prodi era caduto, la destra potrà dire “Abbiamo governato per cinque anni, voi no”. Ed è vero.

In sintesi, la campagna elettorale si presenta per Berlusconi talmente liscia che dovrà usare molta prudenza (che non è tra le sue virtù più eminenti), ma questa volta davvero si rischia di dargli in mano un potere che potrebbe rivelarsi eccessivo, e la responsabilità della sinistra è talmente evidente da essere, ripeto, più che imbarazzante. Sospetta.





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