OPINIONI:
RIMINI AVANTI O POPOLO, MA PARLA UNO SOLO
Autore: Nando Piccari
Prime mosse del Pdl: la Moretti zittisce Barone, mentre Renzi pensa ancora che An non si scioglierà
Seguo anch'io con interesse e simpatia la stimolante ventata di aria fresca che il nuovo Vescovo di Rimini sta portando sia nella Chiesa che nella realtà sociale riminese. Non posso fare a meno di registrare la differenza fra il fascino di quel comunicare “a viso aperto e con il cuore in mano” anche cose che talvolta non sento mie, e la petulanza di certi ambienti ecclesiastici che trovano quotidiani motivi per severe sgridate pure a chi cattolico non è; disposti a chiudere un occhio (quello di destra) sull'indissolubilità del matrimonio, ma solo nei confronti di un manipolo di divorziati e concubini “eccellenti” divenuto il grande testimonial della sacralità della famiglia. Discende da questa invasiva voglia di “pensiero unico” anche il “maneggiume alla Ruini” sulle cose della politica italiana, il cui ultimo esempio è stato l'inascoltato appello televisivo di un notabile vaticano a Berlusconi, perché pure Casini fosse scritturato per l'istituenda “Casa del Grande Fratello del Polo per il Partito del Popolo della Libertà”, senza vietargli di portare con sé “il marchio” della sua DC-bonsai. Avete presente quei cagnolini che per attirare l'attenzione del padrone si mettono ad abbaiare come fossero mastini? Ma poi basta un “zitto, a cuccia!”, con l'aggiunta di un biscottino, perché ammansiscano di colpo? Così ha fatto Fini: dopo settimane in TV, a mostrare i denti a Berlusconi, è ben presto tornato a scodinzolargli appresso. Invece Casini, questa volta, è stato capace di non fare altrettanto; per cui il Cavaliere è dovuto passare dal Polo al Popolo della Libertà senza Pier, consolandosi tuttavia con l'ingaggio del redivivo Dini, che con quella sua aria da maggiordomo saprà tirargli a lucido gli ottoni. La prospettiva di finire sotto lo stesso tetto non è però accolta con gioia dalle due anime del centro-destra riminese. La bellicosa Consigliera Moretti (FI) ha infatti così “salutato” il collega Barone (An), che in foto ricorda Ronaldo quando non aveva ancora quell'inquietante moquette sulla testa: “Ne ho piene le scatole di certi personaggi malati di protagonismo ...che perdono ore e ore a parlarsi addosso”; “fra poco Barone dovrà adeguarsi al nuovo Partito della Libertà”. Mentre Sua Trinità Renzi, il gran capo di An, ha dichiarato: “È un sacrificio arrivato a sorpresa...una scelta circostanziata alla scadenza elettorale...An è molto affezionata al suo patrimonio di valori...altrettanto al simbolo”. Dopodiché è ripartito in tutta fretta, perché lui ha un “orario settimanale delle indignazioni” da rispettare. Lunedì, prima ora, “Economia”: si indigna per l'abnorme consumo di carta igienica nei bagni del municipio; seconda ora, “Matematica”: si indigna perché ha personalmente contato che i passeggeri della TRAM, nel 2007, sono stati 61 in meno di quelli dichiarati dall'azienda; e via così, per l'intera settimana. Al punto che a Rimini, ormai, si sente sempre più spesso dire: “non serve chiamare il Gabibbo, tanto c'è già Renzi”. Pare che in questa nostra blasfema provincia non stia suscitando grande entusiasmo neppure la ruiniana beatificazione di Giuliano Ferrara; il quale ha coronato lo scomposto agitarsi contro la legge che ha eliminato la condanna all'aborto clandestino annunciando una sua “lista elettorale per la vita”, detta anche “lista del giro-vita”. C'è da immaginare che se vincerà, dopo quel che è successo a Napoli, le donne potranno intraprendere quella traumatica scelta solo se munite del preventivo nulla-osta della Procura della Repubblica. Per quel che se ne sa, l'unico candidato locale alla “lista per la vita” pare essere un bizzarro giornalista anglo-predappiese che ha trovato asilo presso la redazione di un quotidiano locale. Ma data la frequenza con cui lo si vede in qualche bar del centro con un calice in mano, c'è il dubbio che abbia capito trattarsi di una “lista per la vite”.
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