RICCIONE:
RICCIONE SCOMPARE LA NUOVA TORRE, SALVIAMO QUELLA VECCHIA
Autore: Beatrice Piva
I ruderi della “Tomba di Sant’Andrea” hanno bisogno di urgenti restauri Il comune di Coriano spera nei privati che costruiranno al posto del dancing
Passando da Sant’Andrea in Besanigo, sulla collina fra Riccione Coriano, qualcuno si sarà domandato che cosa siano quei ruderi che svettano accanto ad un noto ritrovo, che ne ha tratto anche il nome: la Torre Folk. In effetti si tratta proprio di una torre e degli avanzi della cinta muraria settentrionale di una “tomba”, ovvero una fattoria fortificata che fu costruita da Sigismondo Malatesta nel 1430, probabilmente su strutture precedenti. La “tomba”, detta di Sant’Andrea, fu incendiata e distrutta nel 1517 dalle milizie urbinati di Francesco Maria Della Rovere. Per secoli i suoi avanzi sono rimasti sull’altura che guarda il mare, attorniata dal suo villaggio. Finché nel dopoguerra le case si sono rinnovate, ingrandite e moltiplicate. Accanto alle rovine del piccolo castello è nata la Torre Folk, poi Nuova Torre. Dopo molte gloriose stagioni, il locale quest’anno verrà demolito per far posto ad un quartiere residenziale. La vicina torre medioevale non verrà toccata in quanto vincolata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali, come ci conferma l’Architetto Paolo Bascucci Responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Coriano, smentendo alcune notizie apparse sulla stampa. Quel poco che rimane del castello necessita però di urgenti restauri, di cui però la Sovrintendenza non riesce a farsi carico. In attesa di conoscere i progetti dei privati, il comune di Coriano propone di responsabilizzarli nel salvataggio di una delle testimonianze storica che formano l’identità del territorio.
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