RICCIONE:
RICCIONE DISEGNATA LA NUOVA RICCIONE
Autore: Flavio Semprini
Approvato il nuovo Regolamento Urbano e Edilizio
Con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dell’opposizione, il Consiglio comunale di Riccione ha approvato il nuovo regolamento di edilizia urbana. Certo, non senza polemiche e alzate di scudi preventive. Ora però lo strumento urbanistico c’è e segna la strada dello sviluppo cittadino per i prossimi anni. Vediamo come.
La parte più interessante riguarda gli alberghi. Il nuovo Rue punta ad aumentare gli hotel con più di 100 camere. Oggi Riccione ne conta 5 (su 419). Dovrebbero arrivare a 15. Uguale sviluppo per gli alberghi che superano le 55 stanze. Oggi sono 18, in futuro si vorrebbe fossero almeno un centinaio. Diverso il destino per le pensioncine a una stella che nella Perla Verde sono 87. La speranza è che il numero si riduca ad una trentina e che queste si specializzino nell’offrire un prodotto di nicchia. Altro obiettivo: far crescere il numero dei 4 stelle da 32 a 50. Insomma, il Rue apre la strada a dei cambiamenti che dovrebbero portare Riccione a qualificare la propria offerta turistica alberghiera verso l’alto. Soprattutto se si considerano gli incentivi previsti nelle cosiddette aree di programma. Lì, si prevedono dei bonus che consentiranno consistenti aumenti di cubature. In sintesi: se due hotel si accorpano e diventano uno, possono aumentare la propria superficie del 17,5%. Se sono tre, possono arrivare al 25%. Le aree liberate dagli accorpamenti diventeranno di proprietà pubblica e saranno adibite a giardini, parcheggi, piscine ed altri servizi turistici. Alla trasformazione in hotel sono interessate anche le colonie. In particolare, quelle non vincolate potranno far partire da subito il loro iter, qualora vi siano dei progetti da parte dei privati. Novità anche per le aree artigianali: il Rue permetterà alle ditte di aprire degli “spacci” all’interno delle proprie sedi, purché vendano solo merci prodotte in quello stesso luogo. Inoltre, i capannoni potranno essere frazionati in tre parti, purché siano di almeno 1500 metri quadrati. I negozi dei cosiddetti centri commerciali naturali (vie Ceccarini, Dante, San Martino, C.so Fratelli Cervi, ecc.), potranno ampliarsi al piano superiore. Abitazioni: a monte della ferrovia non potranno scendere al di sotto dei 70 metri quadrati di superficie. L’intento è evitare la creazione di una città dormitorio con spazi adatti solo a single e dove poi, per bisogno, si trovino ad abitare famiglie di quattro o cinque persone. Anche i sottotetti potranno essere utilizzati come unità abitative, se collegati ad un appartamento sottostante.
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