TACCUINO:
FAENZA IL POLLO BUONO DELLA TRATTORIA DI STRADA CASALE
Autore: Michele Marziani
Lungo la via Faentina, tra Brisighella e Marradi, un piccolo locale è un garbato baluardo dei sapori di confine: dall’olio ai formaggi dell’Appennino agli animali da cortile
Tutte le strade che dalla Romagna salgono verso il crinale e svalicano l’Appennino sono percorsi di confine, sempre in odor di Toscana. Strade simili tra loro, se viste sull’atlante stradale o percorse in fretta, ma così diverse quando le si segue con l’andamento lento del viaggiatore. Così la via Faentina, che da Faenza conduce a Firenze è strada più dolce e intrigante della Marecchiese, dei Madrioli o del Muraglione. Attraversa colline di pinete e vigneti e raggiunge Brisighella, la città dell’olio romagnolo per antonomasia. Parallela alla via Faentina corre la vecchia ferrovia per Firenze e, superata Brisighella, la Toscana si fa sentire forte così come il desiderio di arrivare a Marradi, la patria del marron buono, della dolce castagna famosa nel mondo e di quel poeta grande che fu Dino Campana. Intorno sono boschi ignoti, stradine nelle quali ci si perde per saliscendi appenninici, case in sasso, querce e castagneti che sono anche un grande territorio da tartufo bianco pregiato (ci siamo quasi, tra un mesetto siamo in piena stagione...). Bene, tra Brisighella e Marradi si contano le frazioni e i passaggi a livello della ferrovia che è piccola, antica, commovente e da sola vale un viaggio. Il nostro, di viaggio, ha una tappa obbligata: la Trattoria di Strada Casale (tel. 0546 88054), nell’omonima frazione di Brisighella, prima che la Faentina cominci a inerpicarsi verso la Toscana. È luogo d’accoglienza, semplice e curato, in un angolo sulla strada che sembra una casa, una trattoria d’altri tempi, senza tanti fronzoli, sobria e pure un po’ sbarazzina. Insomma un luogo garbato, dove allungare le gambe e seguire le proposte di un menù che si sa guardare intorno, che raccoglie i funghi dei boschi circostanti, che mette in tavola l’olio buono di Brisighella, che ricerca i migliori formaggi – di mucca, di capra, di pecora – che vengono dall’Appennino e dalla colline. Apriamo allora con i salumi stagionati in casa serviti con il pane casalingo, fragrante, buono (più buono di quello del cestino). Da assaggiare il raviggiolo, formaggio fresco diffuso sulla montagna tra Romagne e Toscana, salvato da pochi, piccoli e testardi produttori sostenuti da Slow Food . Si gusta condito con l’olio morbido e leggermente pungente di Brisighella, sale e pepe nero. Tra i primi abbiamo incontrato la semplicità dei passatelli asciutti con pomodoro e zucchine e il profumo di mare lontano degli spaghetti alla chitarra con fagioli cannellini e sardoncini... Ma quello che stupisce e fa capire qual è il vero valore della Trattoria di Strada Casale, sono le carni, soprattutto quelle degli animali da cortile. Primo tra tutti il pollo, in umido con cipolle e melanzane stufate. Un pollo di quelli che non si trovano più. Beh, personalmente sono convinto da tempo che il pollo sia la frontiera, lo spartiacque: di qua i rari, buonissimi, incredibili galletti allevati a terra con i tempi degli animali, di là gli animali ingrassati nei lager con la luce accesa 24 ore su 24. Bene, qui il pollo è un baluardo del buono, del vero, dell’autentico, del goloso. Concludiamo con le torte di stagione. Adesso è il momento di quella di fichi. Che profumo! Che dolcezza! Scelta dei vini non troppo ampia, ma meditata e con grande attenzione alla Romagna. Il conto è leggero, come i pensieri. Fuori si sente il vento che scende dalla montagna e porta l’odore dell’autunno che arriva.
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