OPINIONI:
EPPUR, TALVOLTA, SI (S)MUOVE]
Autore: Marco Pivato
Fra sperimentalismo e spiritualità
I fisici dell'Università di Roma La Sapienza hanno ostracizzato il Papa dal loro tempio: annullato l'intervento di Ratzinger all'apertura dell'anno accademico. Chi sono questi scienziati irritati dal Santo Padre? Snob della torre d'avorio oppure paladini della libera conoscenza? E il teologo? Inquisitore medievale o libero rappresentante della dignitosa fetta di società che auspica il dialogo tra fede e scienza? Ai posteri l'ardua sentenza. Ma un bilancio si può già fare: a proposito dell'enorme impatto mediatico che l'evento ha sollevato. Le maggiori personalità della politica, del giornalismo e delle istituzioni vi hanno tappezzato colonne di giornali, sopra le più importanti notizie di cronaca nazionale e internazionale. Paolo Mieli prega, Giuliano Ferrara fa la veglia, Berlusconi s'indigna, Radio Dj e Radio Vaticana se le suonano. Abbiamo chiesto un'opinione al famoso genetista e divulgatore Edoardo Boncinelli, presto a Rimini per discutere di libero arbitrio e destino, all'interno delle “Meditazioni Riminesi” a cura della Biblioteca Gambalunga: “Secondo me l'Italia è diventata una provincia vaticana...”. Il mondo ecclesiastico invece, per voce di Camillo Ruini sostiene che “I giovani e gli scienziati sono fermi al '68”. L'evento è stato un importante luogo di riflessione del rapporto fra scienza e società, aspro ring dai tempi delle dissertazioni sui giri della terra attorno al sole fino agli embrioni. Scienza e Chiesa, un confronto secolare, ma piuttosto archetipo del conflitto infinito e inesauribile fra ragione e spiritualità. Pietra dello scandalo questa volta, peccatore originale, Galileo Galilei, tornato nelle parole del Cardinale Ratzinger del 1990 che l'avrebbero ribollato come ingiusto predicatore. Al tempo Galileo cercò di convincere tutti che secondo ciò che vedeva la terra gira! “Ma io non sono un predicatore”, si giustificava il naturalista, “sono solo un osservatore: i miei occhi me li ha fatti Dio; come potrebbe essere deplorevole quello che vi vedo attraverso?”. Giusto procedere contro Galileo ribadisce cinquecento anni dopo Ratzinger citando il filosofo Paul Feyerabend. Ma soltanto all'interno di una discussione sui limiti fra fede e scienza, per molti versi netti: “La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande”. Queste dunque le parole dell'allora futuro Papa che hanno fatto infuriare gli scienziati romani. Chi esce male dalla vicenda? Scienziati o clericali? Entrambi? Se ne escono malaccio i media “generalisti”, che strumentalizzano un dibattito, scontato, per altri fini: scoop? Attacco alla Sapienza come istituzione? Forse una notizia del genere non sta poi così male in una pagina come questa, dedicata agli...Spettacoli! E anche alla musica, ovviamente. Come commenterebbe Freddy Mercury? “Galileo Galileo/ Galileo Figaro/Magnifico-o-o-o”. Dibattiti del genere fra scienza e fede “non dovrebbero occupare una riga di giornale”, parafraserebbe Guccini. Perché il dibattito per definizione è irrisolvibile, solo a volte...eppur si (s)muove!
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