BENESSERE:
BERTINORO COSÌ È RINATA LA FRATTA
Autore: Luca Ioli
Le terme del futuro
Intervista a Gian Marco Rossi, che ha rilanciato il Grand Hotel del complesso di Bertinoro
Fratta di Bertinoro. A due passi dalla riviera, meno di 40 minuti da Rimini. Colline, natura, incominci a rilassarti quando le strade si addolciscono in curve tranquille ed il traffico si dirada. E’ qui che con una riuscita operazione pubblico-privato ha ripreso vita uno dei complessi più antichi ed importanti del termalismo italiano, il Grand Hotel Terme della Fratta. Ne parliamo con il Presidente della società di gestione, Gian Marco Rossi. Avete riaperto il Grand Hotel a maggio 2007 dopo 5 anni di restauro, com’è andata? “E’ una bella storia a lieto fine. Lo stabilimento era passato dall’INPS alla regione e poi al comune. Ci fu una prima, fallimentare, esperienza di gestione, con una struttura antica (bagni in comune, camerate da dieci posti) e bisognosa di ristrutturazione. Io alle acque di Fratta ci ho sempre creduto, così quando il Comune di Bertinoro ha cercato il rilancio ci siamo fatti avanti. Tre anni di messa a punto del progetto e due anni di restauro, ed ecco il risultato. Una società mista, dove l’Amministrazione ha messo l’immobile e noi investimenti, idee e gestione. E la cosa funziona”. Sette tipi di acque: salse, salsobromoiodiche, sulfuree, salsosulfuree, ferruginose, magnesiache, arsenicali. Una situazione particolarissima… “Molto particolare, non ha paragoni a livello europeo, per trovarla occorre andare negli Stati Uniti, dove c’è una località con undici tipi di acque. E’ la tipologia del terreno collinare che favorisce questa situazione. L’acqua penetra nel terreno friabile acquista determinate caratteristiche secondo lo strato che incontra. Quindi succede che pozzi a sei metri di distanza abbiano caratteristiche diversissime. Grazie a ciò possiamo offrire tanti tipi di trattamenti”. Il vostro gruppo comprende anche Terme Roseo di Bagno di Romagna, la gestione del centro benessere Circolo di Montecitorio, i collegamenti con l’Ente spaziale europeo per il reintegro degli astronauti dopo una missione…. “Il gruppo si muove osservando la filosofia del nuovo termalismo. Che è: più benessere, meno sanitario. Questo senza sminuire l’aspetto curativo, che resta importante. Ma pensiamo che i risultati migliori delle terme siano nella prevenzione. Stiamo tornando al concetto termale dell’antica Roma, quando lo stabilimento era un luogo di incontro e di svago. Solo di recente era diventato un presidio sanitario, ma ora si sta tornando alle origini. D’altro canto negli ultimi 30 anni sono cambiate anche le esigenze di cura. Prima le terme servivano per curare patologie artritiche e reumatiche, ora guariscono da ansia e stress”. In che direzione sta andando il settore? “E’ vero che la situazione nazionale è ancorata alla mentalità di quando c’era l’USL che pagava tutto. Ma è anche vero che Toscana ed alcune località dell’Emilia Romagna stanno ‘tirando’ nella direzione giusta, è solo questione di tempo. E cioè affrontare il mercato cercando di intercettare un target 25 – 50 anni, dinamico, con buona propensione di spesa, spesso straniero”. Il Grand Hotel Terme della Fratta è aperto tutto l’anno? “Sì, così come il Terme Roseo di Bagno di Romagna. E’ una scelta strategica del gruppo. A Fratta siamo aperti ininterrottamente dalle 7,30 alle 22,30. Pausa pranzo compresa, lei non crederà quanta gente ci viene a trovare dalle tredici alle quindici. Occorre impegnarsi ed essere flessibili, ma la scelta paga. Così impostato, anche il Terme Roseo di Bagno di Romagna è sempre in crescita, quando le altre strutture simili sono stabili”. Progetti futuri? “Il Grand Hotel della Fratta ha diciassette ettari di parco stupendo: vi svilupperemo percorsi-avventura per adulti e per bambini, in collaborazione con esperti del settore. Prevediamo di mettere 800 metri di tiro-lesi (i percorsi che agganciandoti ad una corda tesa passi da un albero all’altro ndr) perché il dislivello è importante e questo tipo di gioco è perfetto. Non è solo un modo per attrarre i giovani, ma anche le multinazionali inseriscono questo tipo di attività (impegnativa fisicamente nei livelli alti ndr) nei loro percorsi di formazione dei loro manager, che dopo la parte teorica mettono alla prova sè stessi. Abbiamo già contratti firmati di questo tipo. Abbiamo anche rilevato la discoteca la Bussola per farne un luogo di musica diversa sette giorni su sette, così come apriremo il caffè Terme nella piazza centrale con l’attrazione di un fontana danzante. Insomma non si può mai stare fermi, occorre sempre innovarsi e diversificare l’offerta”.
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