BELLARIA:
BELLARIA IGEA MARINA NUOVA DARSENA E VECCHIO MATTONE
Autore: Claudio Costantini
Il consiglio comunale ha bloccato l’accordo d’intesa per il porto turistico, ma i lavori continuano
La società Portur ha da alcuni giorni ritirato il permesso per far partire i lavori della darsena di Bellaria e potrà mettere i paletti di delimitazione dell’area appena sarà conclusa la stagione turistica. L’accordo di programma per la Nuova Darsena, come i bellariesi ben sanno, è naufragato in Consiglio Comunale con dieci voti a favore, altrettanto contrari ed una astensione, così Portur dovrà attenersi al vecchio progetto Conti di dieci anni fa. L’area interessata sarà quella all’interno del perimetro delle scogliere e non si estenderà all’entroterra. Il progetto per una darsena da diporto a Bellaria non ha potuto usufruire di una strada con corsie preferenziali. La cittadinanza e le categorie economiche, pur comprendendo l’importanza di un’opera così imponente, hanno espresso più volte preoccupazioni sull’impatto ambientale, sui rischi dell’erosione dell’arenile e forse non tutti i dubbi sono stati fugati. Bellaria vive in buona parte sul turismo e l’utilità della darsena sarà tale solo se si inserirà in maniera sinergica con l’offerta turistica già esistente. E’ anche vero che altre località dell’Adriatico, per non parlare della costa Dalmata, si stanno dotando di porti per il turismo nautico e il rischio della concorrenza è sempre in agguato. L’assessore all’urbanistica di Bellaria, Antonio Bernardi, è sicuro del valore strategico della nuova darsena per l’economia bellariese. Ed è per questo moderatamente ottimista e convinto che si arriverà a comprendere l’utilità dell’opera e di conseguenza ad un accordo programmatico pur con tutte le cautele e studi sull’impatto ambientale. Alcune opere che si dovrebbero avviare secondo il vecchio progetto Conti coincidono con quelle del nuovo progetto e se si inizia da quelle, si potrà forse arrivare in un secondo tempo ad un accordo su una variante... Bernardi tiene poi a sottolineare che sono più di due anni che ci si confronta su questa importante infrastruttura voluta da tutti i partiti e le categorie. Si è discusso e dibattuto anche sul “motore immobiliare” (onnipresente quando si parla di interventi pubblici) che avrebbe permesso di trovare i capitali per il nuovo porto e sulle aree destinate a verde riconvertite all’edificazione. Ma la maggioranza di quelle aree precisa l’Assessore erano già segnate nel Piano regolatore come edificabili, una volta presentato il piano particolareggiato. Ora il paradosso è che anche senza l’accordo di programma, il costruttore può procedere all’edificazione non più strettamente vincolato alle opere di interesse pubblico che con l’accordo avrebbe dovuto realizzare. La darsena ha provocato qualche sconquasso all’interno della giunta. C’è il tempo per ricucire i malintesi e conciliare le prese di posizione troppo rigide. La darsena è un’importante infrastruttura per il futuro di Bellaria che dovrà portare armonia ambientale e opportunità economiche. La politica quindi dovrà fare la sua parte fugando ogni dubbio sulla trasparenza dell’iniziativa e sull’impatto ambientale a cominciare dall’erosione della spiaggia.
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