LA BUONA BOTTIGLIA:
BAROLO ROCCHE DELL'ANNUNZIATA 2001 PAOLO SCAVINO
Autore: Michele Marziani
“Il Nebbiolo è uva che sa dare grandi vini un po' come il Sangiovese”, la frase suona come un curioso tributo detta da Enrico Scavino di Castiglione Falletto, nelle Langhe piemontesi. Enrico Scavino è uno dei grandi produttori di Barolo, un autentico signore del vino, un signore contadino, di quelli che è nato in vigna e ha imparato a produrre il “re dei vini” dal padre Paolo di cui l'azienda vinicola porta il nome. Così, nel Piemonte occidentale, nella patria dei rossi importanti, ci sentiamo dire quanto vale il Sangiovese: tantissimo. Parliamo di vini, di vigne e di territori attorno a un bicchiere di Barolo Rocche dell'Annunziata 2001, forse il più austero e sapido tra i “cru” dell'azienda. Seppur ancora giovane è un vino di colore rosso granato che dà spettacolo di sé al naso con note fruttate e speziate d'estrema eleganza. Ci si sente, per olfatto o suggestione, il mirtillo, la liquirizia, la menta addirittura. In bocca è imponente, caldo, avvolgente con una lunghissima persistenza nel finale. Enrico Scavino, racconta la storia di vini senza compromessi: “il guadagno è arrivato perché siamo in una terra baciata dalla fortuna e cerchiamo di fare bene il vino”. Chissà che meraviglie avrebbe realizzato col Sangiovese, ci chiediamo col bicchiere in mano.
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