TAVOLA

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Intorno alla cucina: Zuppa di verze

RIMINI - Notizie il taccuino della tavola - mer 24 feb 2010

 

Non può mancare nella biblioteca di nessun appassionato di cucina locale l'ultima fatica dello scrittore Graziano Pozzetto: Le minestre romagnole di ieri e di oggi (Panozzo Editore). In questa monumentale raccolta di primi piatti sono andato a scovare una zuppa di stagione dimenticata e buonissima, quella di verze. Mettete le verze tagliate in una pentola, a freddo, assieme a acqua, un po' di cipolla, una patata per addensare, sale. Cuocete per un'ora, dice la ricetta, ma può bastare la metà. Preparate a parte un soffritto con pancetta, cipolla e conserva di pomodoro. Versate nella pentola delle verze e fate cuocere per un'altra ventina di minuti. Servite con pane secco spezzettato, un filo d'olio extravergine, una grattata di parmigiano e una macinata di pepe nero. 

 

Le Occare, un viaggio nel tempo e nella pianura

RUNCO DI PORTOMAGGIORE - FERRARA - Notizie il taccuino della tavola - mer 24 feb 2010
di Michele Marziani

Questa non è la recensione di un ristorante, ma la suggestione di un luogo. Che parte da un ricordo, quello di una delle cene più semplici (e golose) gustate negli ultimi tempi. Autunno 2009. Cibo frugale, a tavola con i proprietari: uova al tegame, di morbidezza perfetta, avvolte da una nuvola odorosa di tartufo bianco pregiato, il pane ferrarese fatto in casa (il più buono che abbia mai mangiato), una bottiglia di Barbaresco del 1999. Non servono grandi cose, ma cose grandi per fare la felicità a tavola. E i commensali non sono certo secondari, Giovanni e Cristina, proprietari delle Occare, dimora con cucina nella campagna ferrarese, a Runco di Portomaggiore, sono ospiti attenti, delicati e colti come pochi se ne incontrano in giro per l'Italia. Li ho conosciuti scrivendo il romanzo La signora del caviale. Nel libro si parla anche del mitico caviale del Po che Cristina stava cercando di riportare agli antichi splendori (e le sperimentazioni fanno ben sperare). Cristina, che di cognome fa Maresi, è riminese e questo ha reso l'incontro ancor più interessante: non tutti i riminesi che si occupano di ospitalità in giro per il mondo ripropongono lo stereotipo della pensione mariuccia. 

Ecco il consorzio che tutela il nostro olio

RIMINI - Notizie il taccuino della tavola - mer 24 feb 2010
di Redazione

Lunedì 22 febbraio, in occasione di “OroGiallo 2010”, presso lo stand di “OrgOlio” a Rimini Fiera è stato presentato il Consorzio di Tutela dell’olio extravergine d’oliva D.O.P. “Colline di Romagna” costituitosi il 16 febbraio 2010, promosso dall’Associazione Frantoiani Oleari dell’Emilia Romagna e dall’Associazione Regionale Produttori Olivicoli, con il contributo e la partecipazione della Provincia di Rimini e la collaborazione della Regione Emilia-Romagna e di CNA Alimentare di Rimini. Il Consorzio, costituito in questa fase iniziale da nove aziende, sei produttori e tre frantoiani-imbottigliatori, è pensato come una realtà aperta a tutti i protagonisti della filiera della D.O.P., ed ha lo scopo di valorizzare e tutelare la produzione di olio extravergine d’oliva con la Denominazione di Origine Protetta “Colline di Romagna”, approvata dall’Unione Europea nel 2003. Alla conferenza stampa sono intervenuti Jamil Sadegholvaad, Assessore alle attività produttive e all’agricoltura della Provincia di Rimini, Alberto Ventura, funzionario dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Maurizio Temeroli, Segretario della Camera di Commercio di Rimini, Paolo Paganelli del Consorzio di tutela. Patrizia Cecchi, direttore Business Unit 1, ha portato il saluto di Rimini Fiera.

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