AUTORE Ohanyan Narine

mer 14 gen 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Assessore Piccioni può fare un bilancio anche parziale sullo stato di integrazione raggiunto dai cittadini immigrati nella provincia di Rimini?

I cittadini non italiani immigrati ufficialmente presenti nella provincia di Rimini sono pari a circa 23.000, ovvero il 7,6% del totale dei residenti. Coloro che hanno un lavoro e hanno risolto il problema abitativo vivono una situazione di buona integrazione sociale e culturale, anche grazie alla rete organizzativa dei servizi attivati dagli Enti locali e dal volontariato.

mer 08 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Ho parlato con una giovane donna moldava che aspetta un bambino e le ho chiesto un po’ della sua storia e quali sono le sue aspettative per il futuro lontano dal proprio paese e con un bambino che sta per nascere.
In Moldavia che cosa facevi?
“Dopo aver terminato gli studi della scuola secondaria, ho frequentato l’università e mi sono laureata in giornalismo. Dopo l’università ho fatto uno stage presso la tv moldava. Il progetto era basato sull’intervistare le persone su vari argomenti. Ricordo bene l’entusiasmo con il quale intervistavamo le persone sulla festa di “Merziscior”. “Merziscior” è un’antichissima tradizione moldava, che festeggia l’arrivo della primavera. Di solito questa festa si svolge nel mese di marzo.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

 

 “Sono arrivata in Italia con la speranza costruirmi una la vita. L’Italia è un paese europeo dove c’è di tutto, c’è la libertà e la possibilità di emancipazione. Con il mio fidanzato abbiamo deciso di cercare un lavoro e costruire una famiglia. Vogliamo avere dei figli e per questo occorrono i soldi. L’anno scorso dopo tante ricerche ho trovato lavoro in un albergo, ho lavorato sodo quasi quattro mesi senza nemmeno un giorno di riposo. Alla fine della stagione non mi ha pagato nemmeno un centesimo. Ogni mese aspettavo che mi pagasse, lui mi diceva che pagherà alla fine. Alla fine ha chiuso l’albergo e io sono rimasta con le mani vuote. Lo chiamavo sempre e chiedevo la paga. La risposta era: “Dopo”. E così dopo aver lavorato tanto mi sentivo umiliata a chiedere la somma che mi spettava. Mi sono rivolta ai sindacati, là mi rispondevano che non si fa niente, anzi meglio non fare niente, perché sono clandestina, altrimenti mi avrebbero dato il foglio via”.

mer 30 giu 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

"Appena ho saputo che nella rivista cittadina Chiamami Città c'è un inserto dove scrivono stranieri in diverse lingue, ho deciso rivolgermi a loro per esprimere le parole di gratitudine ai medici dell'ospedale di Rimini", - cosi è cominciato la nostra conversazione con una signora ucraina. Mi ha raccontato un po' di sé e perché ha voluto rivolgersi alle pagine del quindicinale.
"Ho deciso di fare questo lungo viaggio in Italia per poter aiutare la mia famiglia. A casa ho lasciato mio figlio e i nipoti. Sono arrivata qua a primavera dell'anno scorso. L'Italia mi è sembrata un giardino fiorente. Qua mi hanno piacevolmente stupito le persone che mi aiutavano volentieri. Mi stupiva anche il modo di vivere che è diverso dal mio. Ho trovato un lavoro presso una famiglia italiana. Grazie alla loro pazienza e comprensione ho imparato la lingua e tutto quello che per me era nuovo.

gio 04 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Allo scioglimento dell'Unione Sovietica, nelle famiglie russe, ucraine o di uno qualsiasi dei paesi che ne facevano parte, regnava un solo argomento. Cosa avrebbero fatto per andare avanti ora che l'Unione era sciolta? Con l'economia ferma, non c'era possibilità di trovare un lavoro e quindi di avere la possibilità di tenere un tenore di vita adeguato al sostentamento di una famiglia e ai suoi bisogni, come lo studio dei figli, il cibo, le bollette. 
L'unica speranza era rappresentata dal chiedere in prestito una somma sufficiente a lasciare il paese per trasferirsi in un'altra nazione dove era più facile trovare un lavoro. In questo modo molte famiglie si dividevano e i genitori andavano all'estero con la speranza di trovare un'occupazione che garantisse ai figli in patria lo studio e una vita normale. In ogni situazione era necessaria fermezza d'animo, coraggio e fortuna. Perché trasferirsi in un paese straniero significa riuscire ad ottenere il permesso di soggiorno, trovare un posto dove vivere, un lavoro per mantenersi e mantenere i propri figli in patria. Alcuni partivano e riuscivano a trovare la loro "America" nel nuovo paese, altri invece fallivano e tornavano in patria, in una situazione ancora più aggravata rispetto alla partenza. Ma la maggior parte degli emigranti riuscivano in una via di mezzo. Trovando un lavoro si sostentavano e aiutavano la famiglia in patria, senza però riuscire a uscire dalla situazione difficile in cui si trovavano non avendo abbastanza da poter tornare a casa. Di recente ho incontrato una signora che vive in Italia dal 1996 e che quest'anno finalmente ha ottenuto un permesso di soggiorno. 

gio 13 gen 2011 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Le persone si spostano e migrano sin dall'alba dei tempi. Migravano da un posto all'altro, formando nuove tribù, popolando nuove terre e difendendole dalle invasioni altrui, creando nuove società.
Dopo la seconda guerra mondiale i confini erano ben marcati e protetti, conseguenza diretta della fine del conflitto. Questo finché le persone non si sono trovate nell'impossibilità di continuare a vivere dignitosamente e hanno iniziato ad emigrare in altri stati dove le condizioni di vita erano migliori, dove vi era più offerta di lavoro e una migliore aspettativa di vita.
Ma una volta arrivati a destinazione, come si trasforma la vita degli emigranti? 
La maggior parte, una volta arrivati a destinazione, riescono, tramite sanatorie e decreti che permettono loro di farlo e superando gli innumerevoli ostacoli che si trovano ad affrontare, a trovare un lavoro e garantirsi una vita dignitosa. Questo comporta il fatto che si possano trovare datori di lavoro che non mantengono la parola data, di regolarizzare il proprio lavoro, che porta poi a dover attendere, pagando alte cifre di denaro, in un clima di tensione continua, la messa in regola. E solo i più fortunati dopo una lunga attesa ottengono finalmente il prezioso permesso. 

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Simili parole si possono incontrare in tutte le Costituzioni del mondo. Le società primitive erano fondate sulla schiavitù. Solo infatti dopo secoli e secoli, alcune società hanno riconosciuto che il lavoratore deve avere diritti e doveri e spetta agli organi dello stato far rispettare sia i diritti sia i doveri. Ma come insegna la storia, sono state necessarie numerose rivoluzioni e innumerevoli anni, secoli, per riformare il modo di lavoro, gli orari e le condizioni, sia sanitarie che di dignità e rispetto, nelle quali il lavoratore svolgeva il proprio impiego. 

Le società odierne hanno organi per la tutela del lavoro, del lavoratore. Organi che tutelano gli orari di lavoro, che seguono ben precisi criteri e impongono dei limiti, quali per esempio il numero di ore oltre il quale si entra nello "straordinario" la cui retribuzione è diversa da quella del normale orario di lavoro. Ma non sempre è così, la realtà si presenta infatti con molte altre facce. Orari di lavoro che superano di molto i limiti imposti dalla legge, retribuzioni di molto inferiori ai minimi sindacali, giorni di riposo totalmente assenti. Queste condizioni rovinano la salute del lavoratore, che dovrebbe essere invece tutelata. Ma non avendo altre possibilità di lavoro, nonostante le condizioni siano insopportabili, i lavoratori continuano a lavorare senza alcun tipo di tutela.
L'unica speranza che si poteva avere era quella che col passare del tempo le condizioni sarebbero migliorate, ma l'entrata nell'Unione Europea di nuovi stati ha di nuovo fermato tutto. Nuovi lavoratori in grado di essere regolari, ma che accettano retribuzioni inferiori alla media, orari più lunghi e senza alcuna pausa. 
Nasce quindi spontanea una domanda: Tutti gli sforzi che l'uomo ha fatto nel corso dei secoli per ottenere prima e far rispettare poi i propri diritti di lavoratore, sono stati vani? Tutti i sacrifici che sono stati fatti per lottare contro lo sfruttamento, contro gli orari estenuanti, le condizioni sanitarie disumane, ci hanno portato a questo?

mer 28 set 2011 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

Ogni volta che, per lavoro, incontro un immigrato che si trova in Italia, gli chiedo di raccontarmi un po' di sè. Un po' per curiosità mia, un po' per poter scrivere le loro storie. Una di queste storie è quella di una signora che lavora come badante. L'ho incontrata mentre aspettava di fare una visita medica ed era molto agitata.

Mi ha spiegato che aveva fretta di tornare a casa dalla sua assistita, una nonnina anziana, perché doveva preparale da mangiare e attendere l'arrivo del marito dalle terapie e dei figli dal lavoro a cui doveva preparare il pranzo. Finito di lavare i piatti, sarebbero arrivati la figlia e il nipote, che per fortuna avrebbero cucinato per conto loro, lasciando però alla badante i piatti da lavare.
Oltre a preparare il pranzo e la cena, il suo lavoro consisteva nel pulire e sistemare non solo le camere dei due anziani signori ma anche quelle dei figli e l'intera casa. E dato che "la pagavano", il nonnino le faceva sistemare e curare anche l'orto. Poi la sera, dopo averli messi a dormire, si poteva finalmente riposare.
Le ho chiesto allora se non fosse stanca di fare tutto questo per loro e come mai, pur essendo assunta come badante, dovesse occuparsi di tutto il resto, dei compiti della casa e dell'orto che non erano inclusi nel lavoro di badante. Lei altrettanto stupita mi ha risposto che tutte quelle occupazione extra erano il solo modo per garantirsi un contratto di lavoro.
Mi sono sentita bollire dentro dalla rabbia, per le ingiustizie che doveva sopportare la signora. 
Una persona con due lauree in giurisprudenza e in economia, una persona che in Ucraina avrebbe dovuto avere la possibilità di lavorare per vivere. E invece, ha dovuto lasciare la sua famiglia, andare via di casa alla ricerca di un lavoro. 

mer 26 ott 2011 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

The Republic grants all citizens the right to work, and favors the conditions to put this right into effect. Similar words can be found in all of the world's Constitutions. It took revolutions and many years in order to reform the way work is organized, the time schedules and the working conditions: both from a sanitarian point for view, and in terms of dignity and respect of the workers.

Modern societies have institutions to protect workers and their working times. But this is not always the case. Foreigners, and especially domestic workers, are forced to accept working hours which go well beyond law's limits, wages much lower than the minimum, and no days off at all. These conditions damage the worker's health, which should instead be safeguarded. But not having a possibility for choice, even under unbearable conditions, workers stick to their jobs with no welfare whatsoever. 
The only way for hope used to be to wait for conditions to get better, but the admission into the European Union of new states has once again stopped the improvements. New workers with legal permits, but willing to accept longer working hours, for less money, and with no breaks.

mer 09 nov 2011 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

Бешир - тунисец, проживающий в Италии, кажется, целую вечность. Он говорит по итальянски с сильным акцентом, несмотря на то, что живет в Италии много лет, и вжился в каждый аспект итальянской культуры и образа жизни. Но если бы не этот акцент, то его легко можно принять за итальянского крестьянина. На самом деле это простой иммигрант 66-и лет, с потерянными надеждами и мечтами на лучшую жизнь для себя и для своей семьи.
Родился в Тунисе, там вырос и женился, имеет пятерых детей. Видя непригодные для жизни условия страны и для поддержания уровня жизни своей семьи, он решил эмигрировать во Францию. Оттуда он поддерживал свою семью в течение долгих тринадцати  лет, чем очень гордился. Так продолжалось до тех пор, пока ему пришлось вынуждено мигрировать, на этот раз на территорию Италии, в поисках работы. 
После многих лет работы в Италии, он оказался в плохой ситуации. В 1994 году несчастный случай на производстве оставил его инвалидом и он не в состоянии поддерживать свою жизнь и лечение. Через два года, наконец, ему удалось найти работу в литейном цехе. Похоже, что теперь он мог бы реализовать свои мечты. Однако, надежды прерываются  в том же году, после другой серьезной аварии на работе, которая привела к постоянной неподвижности плеча и спины. Его жизнь протекала между больницей и разными медицинскими учреждениями с большими экономическими трудностями.  Ко всему этому добавилось также увольнение с работы.

lun 09 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Young immigrants of second generation have to face the difference between their original cultural and that one of the new country, or the difference between their family way of thinking, deeply linked with the tradition of their country, and the way of life of their peers. How young people, in this difficult age, faced this problems and how Italian society help these youngs? Young Italians know that exist a place for them, where have a support from Rimini's Health Service. The young foreigners know this place, because the service is everybody.
What is "Spazio Giovani"?
It's a service for young in an age between 14-21 years old, where can have information and consulence about psycological and relational themes (gynecological problems, contraception, pregnant), and receive an education about health and sex. 
Who is working there?
Qualified persons: social assistent, psychologist, midwife, gynecologist, health assistant, sociologist and dietist who can talk with you with trust and serenity.
Who is this service for?

lun 09 gen 2012 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

Молодым иммигрантам второго поколения приходится сталкиваться с разницей между родной культурой, и культурой  новой страны, или с разницей между образом мышления в семье, которое очень связано с традициями своей страны, и образом жизни своих сверстников. Эти проблемы, также связаны с  так называемым "трудным" возрастом. Как же их разрешают молодые люди и как им помогает итальянское общество? Молодые итальянцы знают, что есть служба, выделенная для них, они могут обратиться туда и иметь поддержку со стороны службы здравоохранения города Римини. И молодые иностранные люди могут обращаться туда, потому что она открыта для всех.
Что такое «Служба для юношей»? 
Эта служба для юношей / девушек в возрасте от 14-21 лет, чтобы получить информацию и консультации по психологическим вопросам и вопросам взаимоотношений (гинекологические проблемы, контрацепции, беременность). Также  принимаются меры по вопросам здоровья и половому воспитанию.
Кто там работает?

gio 12 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Si parla molto di immigrazione, di integrazione nella società e nel mondo dello studio e del lavoro. I giovani immigrati di seconda generazione devono affrontare la differenza tra la cultura di origine e quella del nuovo paese, oppure la differenza tra il modo di pensare in famiglia, molto legato alla tradizione del loro paese, e il modo di vivere dei loro coetanei, modi spesso contradditori per gli immigrati di nuova generazione. Questi problemi, legati anche ad un'età così detta "difficile", come sono affrontati dai giovani e come li aiuta la società italiana? I giovani italiani sanno che esiste uno spazio dedicato a loro, che possono frequentare e avere un sostegno da parte del servizio sanitario di Rimini. Anche i giovani stranieri conoscono questo spazio, perché il servizio è aperto a tutti. Nei nostri paesi spesso mancano servizi di questo genere ed è importante che i ragazzi sappiano che qui esiste un punto dove possono essere aiutati a capire e conoscere se stessi.
Cos'è lo "Spazio giovani"?
E' un servizio rivolto a ragazzi/e di età compresa tra 14-21 anni per avere informazioni e consulenza su tematiche psicologiche e relazionali (problemi ginecologici, contraccezione, gravidanza), vengono attuati interventi di educazione sanitaria e sessuale.

mer 25 gen 2012 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

Право на здоровье является основным правом во многих странах мира, и для всех людей. Каждый гражданин Италии или иностранец, имеющий итальянский вид на жительство имеет право на медицинскую помощь и на охрану здоровья со стороны общественного здравоохранения . В Италии живут люди, которые по разным причинам не сумели возобновить вид на жительство, а значит и обновить регистрацию в службе здравоохранения, и таким образом иметь лечащего врача. 

Итальянский закон дает возможность людям, не имеющим вида на жительство лечиться и получать срочную помощь по спасению жизни или лечиться от заболеваний, которые могут поставить под угрозу здоровье населения. В Италии открыты амбулатории для иммигрантов, не имеющих вида на жительство, где они проходят регистрацию и могут получить бесплатное медицинское обслуживание, проводимое врачами - добровольцами Местного Медицинского Управления. В Римини, с 1999 года для таких граждан открыта амбулатория «Extra Cee» 
Врачи обследуют всех, кто обращаеся в амбулаторию и не имеет другой возможности лечения. Амбулатория открыта каждую среду (на данный момент временно приостановлена), четверг и пятницу, свободный доступ. Представив действительный паспорт, можно зарегистрироваться в службу здравоохранения. Здесь, для лечения эти граждане получают временную медицинскую карту - "STP", годную для срочного амбулаторного и больничного лечения.

mer 25 gen 2012 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

In the last years the European Community have extended to different countries in the european territory as Romania and Bulgaria. European citizens must have an health card, also knows as TEAM, issued in their country. But not all Bulgarians and Romanians have this card or have the necessary requirements (a contract of employment and residence) to enroll in the National Health Service. For this reason this people can access to health services by presenting a valid ID at the Clinic Extra EEC, to obtain a temporary membership card ENI (non-European writing). 

For EU citizens without health coverage are insured ambulatory care and hospital emergency or essential for disease and injury, and extensive programs of preventive medicine to protect the individual and collective health.
They are guaranteed in particular:
a) social protection of motherhood and of abortion (IVG)
b) protection of children's health
c) vaccinations according to the regulations and interventions in prevention campaigns authorized by the Regions
d) interventions of international prophylaxis
e) The prevention, diagnosis and treatment of infectious diseases and eventual reclamation of its outbreaks

mer 25 gen 2012 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

La "Primavera araba" dell'anno scorso è stata un'esplosione del desiderio di libertà, di rinnovamento e progresso nei paesi arabi, particolarmente da parte dei giovani. Questo movimento ha portato un gran numero di profughi nei paesi europei perché per tutti loro l'Europa è simbolo di democrazia e libertà. Dall'altra parte per i paesi europei si è creato un problema di accoglienza, che in Italia si è trasformato in grande solidarietà, nonostante la crisi economica e politica. Come sono stati accolti tutti i profughi sbarcati a Lampedusa? Il Governo ha deciso di distribuirli per le regioni. Una parte dei profughi sono stati trasferiti in Emilia Romagna e alcuni stati accolti anche a Rimini. Qui sono state create cooperative, che si sono prese carico di aiutare i profughi sistemandoli nelle strutture idonee. Dopo la prima accoglienza occorreva assicurare l'assistenza medica. Tutti i profughi hanno ottenuto un permesso di soggiorno temporaneo per motivi umanitari. Loro vengono curati dai medici volontari dell'Ambulatorio Extra Cee. I profughi sono stati accolti, alloggiati, nutriti e curati, ma per loro si poneva il problema di comunicare, di capire l'italiano. Per questo la Casa della Pace ha organizzato corsi di alfabetizzazione con insegnanti volontari. Inoltre i giovani profughi avranno bisogno di lavorare, per cui dovranno imparare un mestiere. L'ente di formazione Cesvip, "Centro di Sviluppo Piccola e Media Impresa", ha organizzato corsi professionali: "Liberi di formarsi. Formazione per migranti in cerca di futuro", che ha accolto più di 60 ragazzi di varia provenienza e lingua. I corsi serviranno loro per integrarsi nel mondo del lavoro. Abbiamo intervistato la responsabile dei corsi professionali per i profughi del Cesvip, la sig.ra Fulvia Gemmani. 

mer 21 dic 2011 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

Young immigrants of second generation have to face the difference between their original cultural and that one of the new country, or the difference between their family way of thinking, deeply linked with the tradition of their country, and the way of life of their peers. How young people, in this difficult age, faced this problems and how Italian society help these youngs? Young Italians know that exist a place for them, where have a support from Rimini's Health Service. The young foreigners know this place, because the service is everybody.
What is "Spazio Giovani"?
It's a service for young in an age between 14-21 years old, where can have information and consulence about psycological and relational themes (gynecological problems, contraception, pregnant), and receive an education about health and sex. 
Who is working there?
Qualified persons: social assistent, psychologist, midwife, gynecologist, health assistant, sociologist and dietist who can talk with you with trust and serenity.

mer 08 feb 2012 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

În ultimii ani diverse state care se află pe teritoriul european au intrat în Comunitatea Europeană. Din anul 2007 atât România cât și Bulgaria fac parte din Uniunea Europeană. Cetățenii europeni români și bulgari trebuie să fie în posesia unui card sanitar european, așa-numitul TEAM eliberat în țara de origine. Nu toți cetățenii bulgari și români dețin acest card sau nu îndeplinesc condițiile necesare pentru a-l avea (un contract de muncă și reședință). Din acest motiv cetățenii care provin din aceste țări pot beneficia de serviciile sanitare italiene prezentând doar un document de identitate valabil la Ambulatoriul Extra CEE pentru a obține un card temporar (european neînscris). Cetățenilor comunitari care nu beneficiază de asigurarea medicală le sunt garantate, conform art.35 T.U. 286/1998, îngrijirile medicale urgente și esențiale în caz de boală și accidente precum și campaniile de medicină preventivă pentru protecția sănătății individuale și colective. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di - scritto da Ohanyan Narine

Negli ultimi anni la Comunità Europea si è allargata a diversi paesi che si trovano sul territorio europeo. Nel 2007 sono entrate a far parte anche la Romania e la Bulgaria. Sono cittadini europei che devono avere una tessera sanitaria europea, cosìddetta TEAM, erogata nel loro paese. Però non tutti i cittadini bulgari e rumeni hanno questa tessera o hanno i requisiti necessari (un contratto di lavoro e la residenza) per iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale. Per questo i cittadini di questi ultimi paesi possono accedere ai servizi sanitari anche presentando un documento valido presso l'Ambulatorio Extra Cee, per ottenere una tessera temporanea ENI (europeo non iscritto). Ai cittadini comunitari privi di copertura sanitaria sono assicurate, coerentemente a quanto disposto dall'art. 35 T.U. 286/1998, e sottolineato dalla comunicazione ministeriale in oggetto, le cure ambula-toriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali per malattia ed infortunio, e sono estesi i pro-grammi di medicina preventiva a salvaguardia della salute individuale e collettiva.

mer 21 mar 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Come è nato il centro e quando?
La Casa delle Donne ha riaperto il 5 dicembre 2011 come punto d'informazione e d'ascolto per le donne, dove un'addetta fornisce informazioni sui tanti servizi presenti sul territorio che possono dare una risposta concreta ai problemi e alle necessità quotidiane delle donne: dalla famiglia al lavoro, alla scuola, violenza, problematiche legali. Dall'8 marzo ogni giovedì pomeriggio è presente un'operatrice dell'Associazione di Volontariato contro la violenza "Rompi il silenzio" a disposizione, a titolo gratuito, delle donne in condizioni di disagio.
Chi sono le donne che si rivolgono al Centro?
Le donne che si sono presentate sono in gran parte di nazionalità italiana, residenti a Rimini o nei comuni della provincia, in una fascia di età che va dai 30 ai 65 anni.
Quali sono le principali richieste?
Le problematiche più frequenti sono legate alla ricerca di lavoro, alla richiesta di compilazione di curriculum, a situazioni di mobbing, ma non mancano le richieste di consulenze gratuite di avvocato e psicologo, casi di violenza fisica, psicologica ed economica, richieste di sostegno economico, alloggio, offerta di corsi di avviamento al lavoro gratuiti, richiesta informazioni sui finanziamenti per imprese al femminile, diritti dei consumatori ecc.

mer 11 lug 2012 - Notizia di attualità - scritto da Ohanyan Narine

Ogni giorno per andare a lavorare devo attraversare un incrocio con il semaforo. Non c'è giorno che non mi capiti il rosso. Perciò mi fermo in attesa del verde. Tutti i giorni a quel semaforo incontro una coppia, una ragazza e un ragazzo cieco che stanno lì a chiedere l'elemosina. Qualcuno degli automobilisti fermi in attesa del verde chiude il finestrino, qualcuno gira la testa dall'altra parte, qualcuno reagisce con un cenno della mano "no" e c'è qualcuno che offre qualcosa alla coppia. Anche io a volte cerco di non guardarli, perché non è facile vedere il dolore di una persona con un handicap che chiede l'elemosina. Poi un giorno ho conosciuto la ragazza e ho saputo che sono rumeni. Ho notato che la ragazza ha un bel viso e il sorriso sincero di una persona aperta, dolce e perbene. La ragazza è incinta e ha bisogno di cure per la gravidanza. L'uomo cieco è suo marito. Aspettano un figlio e hanno un grande sogno: lui vorrebbe fare un intervento agli occhi sperando di riacquistare la vista per potere vedere la sua bella moglie e il figlio che nascerà. 
Sono rimasta affascinata dal coraggio della ragazza, da come sono affiatati e da come si vogliono bene, nonostante la situazione. Tutti i giorni camminano al semaforo, avanti e indietro. Lei è la stella-guida e la luce degli occhi di suo marito. Che bella famiglia! Forse molti di noi dovrebbero imparare ad amarsi e ad essere così uniti anche nella difficoltà, prendendo esempio da loro. 

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