AUTORE Marziani Michele

mer 25 giu 2008 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Si conclude il 29 giugno la Festa Artusiana. Nove giornate ricche di degustazioni, appuntamenti, spettacoli e dibattiti intorno al cibo che fanno di Forlimpopoli una piccola capitale del cibo. Al poeta contadino americano Wendel Berry va il Premio Artusi, mentre lo scrittore Piero Meldini è stato insignito del Premio Marietta ad honorem

mer 03 dic 2008 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Oggi la strada, tantissima, fatta dal vino romagnolo si misura anche nei bicchieri con meno pretese di nome o blasone. Sono i vini sinceri, quelli semplici, che stanno godendo di più delle cure sempre maggiori che i produttori destinano alle uva, sia in vigna, sia in cantina. Così scopriamo la grande piacevolezza e la beva pronta del Sangiovese di Romagna Superiore Torre del Poggio, piccola azienda storica della Valconca. Non ricordiamo (o non troviamo?) l'annata in etichetta, ma presumiamo il 2007. Lo assaggiamo in un pranzo dove accompagna, gagliardo, vellutato, giustamente tannico, un tipica tavolata romagnola. È rosso semplice, pulito, profumato di more e viole, che dà allegria, arrossa le gote, fa alzare alta la risata. La versione moderna, riuscita, del vino di un tempo.

mer 03 dic 2008 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La ricetta è grandiosa nella sua semplicità. Roba di alta cucina "copiata" dal piatto che Luca Mei serve nel suo ristorante Farini13 nel centro di Rimini. Per ogni commensale occorre un barattolo di quelli a chiusura ermetica con la guarnizione di gomma che si usa per i sottoli (e che fa anche molta scenografia, quindi è una preparazione adatta anche a cene importanti), dentro si mette un filo di olio extravergine d'oliva qualche vongola molto grossa (se non si trova vanno bene anche le veraci), tre o quattro fasolari e dei canolicchi. Due spicchi d'aglio interi e un po' di prezzemolo. Senza chiudere il barattolo si mette in forno a 100 gradi per pochi minuti, il tempo che si aprano i molluschi, poi si aggiunge olio extravergine d'oliva delle colline riminesi, appena franto, a crudo. Si chiude ermeticamente e si porta in tavola. Ogni commensale aprirà il vasetto e verrà investito da una nuvola d'olio e di mare. Un viaggio olfattivo. Poi via con le mandibole. E scarpetta finale obbligatoria.

mer 03 dic 2008 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

'è un nuovo locale "stellato" dalla Guida Michelin nei dintorni di Rimini: la Taverna Righi di San Marino ottiene, nell'edizione 2009, l'ambita stella. Una sola, perché due o tre stelle da queste parti non si sono mai viste. Ma una è già un grande prestigio che premia una cucina tenace come quella dello chef Luigi Sartini. Così i ristoranti stellati della zona arrivano a tre, aggiungendosi la Taverna Righi a Liuzzi di Cattolica e al pirotecnico Guido a Miramare. Tutti locali che sicuramente meritano il prestigioso riconoscimento. Al pari però di altri che inspiegabilmente non lo ottengono mai. È il caso del ristorante il Povero Diavolo (tel. 0541 675060) di Torriana. So di essere di parte, per la passione che mi ha sempre affascinato in quel locale, a dire che la loro è la stella più luminosa del firmamento gastronomico riminese, ma so, allo stesso modo, di essere imparziale nel dire che il Povero Diavolo meriterebbe l'ambito riconoscimento al pari degli altri. Soprattutto quest'anno in cui il giovane chef, anzi il cuoco, Pier Giorgio Parini ha dimostrato, sta dimostrando, nel piatto, cose veramente egregie, saporite alchimie tra creatività e territorio, tra tradizione e visione gastronomica. 

mer 19 nov 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{L'unica borsa che ha tenuto nel 2008 è stata quella del tartufo: il bianco pregiato oscilla dai 2.000 ai 3.000 euro al chilo e non conosce crisi. Una magia gastronomica senza prezzo} A Mondaino lo festeggiano con due giornate che chiudono la stagione ] "Mangiatemi e adorate il Signore",...

mer 19 nov 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Resistete a tutto, come Oscar Wilde, tranne che alle tentazioni? Anch'io. E quindi non ho potuto fare a meno di realizzare questo piatto in poco tempo, quello che avevo a disposizione. Non sarà buono, anzi non è buono, come con la polenta fatta nel paiolo, ma con quella a presa rapida è comunque di...

mer 19 nov 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Da quando le mode e gli americani hanno messo piede nelle terre del Chianti è sempre più raro trovare un Chianti che toscaneggi un po', che sappia d'antico, che esalti il Sangiovese e il territorio. Si trovano solo vini imponenti, eleganti certo, ma tutti uguali. Ecco allora che questo Chianti...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

L'economia vacilla, la borsa si schianta e i giornali fanno a gara per dare consigli spesso inutili su come tirare la cinghia. Insomma, la povertà è di gran moda. Bene, andiamo controcorrente: questo risotto vi costerà una fortuna, ma avrà un sapore antico, unico, incredibile. Preparate del brodo...

mer 05 nov 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Rose e Fiori è Sangiovese rosato, almeno negli intenti. In realtà all'occhio questo 2007 tende verso la ciliegia ma con note granate. Vino curioso allo sguardo, un cerasuolo contadino, verrebbe da pensare. Al naso è così, come dal nome, rose e fiori e frutti a bacca rossa perché il Sangiovese mica...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{Ogni tanto si riaccende il dibattito: ma a Rimini si mangia bene o male? } I giornali ci sguazzano, riempiono le pagine, intervistano i critici e i ristoratori si offendono] Se mi si chiede dove mangiare il pesce a Rimini rispondo con due o tre nomi di cui sono certo. Su tutti Dallo Zio,...

mer 22 ott 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Eccole sui banchi del mercato le prime zucche. Ed ecco una ricetta facilissima e molto gustosa per goderne in tavola. In una padella fate andare uno spicchio d'aglio schiacciato in poco olio extravergine d'oliva. Unite poi un battuto di un paio d'etti di guanciale di maiale (squisito quello di Mora...

mer 22 ott 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Feudo d'Ugni, è il nome di un pezzo di montagna, terra di ognuno, d'ugni, ovvero di tutti, di tutti quelli che la coltivavano. A due passi dal parco nazionale della Majella, a San Valentino in Abruzzo Citeriore. Qui si trova la microcantina di Cristiana Galasso, assieme a metà delle vigne, l'altra...

mer 08 ott 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

In bottiglia si trovano, con grande fatica, due annate di Salvino, la 2004 e la 2005. È rosso toscano prodotto nel Chianti più Chianti che ci sia, il Podere Erbolo, a due passi da Vertine, a Gaiole in Chianti. Uvaggio del Chianti di una volta, da vigne antiche: Sangiovese, Canaiolo, Colorino...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Ecco un dessert semplice e goloso del quale esistono diverse versioni: una per ogni frutto di stagione. Preparate una specie di sciroppo, mescolando sul fuoco due dita d'acqua, quattro o cinque cucchiai di zucchero e un bicchierino di rum invecchiato. Prendete poi una bella tavoletta del cioccolato...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[È strano trovarsi nelle colline intorno a Termoli a sentirsi raccontare le meraviglie gastronomiche di un territorio quasi ignoto da uno che è nato nel Borgo San Giuliano e rivendica con forza le proprie radici. Un viaggio nel sapori] Riminese al cento per cento, dice. Molisano nella stessa...

mer 24 set 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

Stanno scomparendo sotto i nostri occhi le antiche varietà di frutta, quelle che non trovano posto al supermercato, che non hanno colori da Biancaneve e dimensioni da palestrati. Guardava lontano il poeta Tonino Guerra quando quasi vent'anni fa ha inventato a Pennabilli l’Orto dei frutti...

mer 24 set 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

La palamita è un pesce azzurro della famiglia dei tonni. Un tonnetto in miniatura. Nella maggior parte dei casi è grande poco più di un chilo. La carne è ottima, saporita, il prezzo sul mercato decisamente abbordabile. La stagione migliore per trovarlo sui banchi dei pescatori è proprio questa....

mer 24 set 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Magari si può non essere d'accordo con i giudizi, un po' sempre i soliti, appiattiti sul quelli delle guide nazionali, ma il volume "La Romagna da bere" è l'unica pubblicazione capace di offrire una panoramica della produzione vinicola di qualità della regione. Il libro è realizzato (assieme al...

mer 10 set 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

L'idea l'ho "rubata" alla mia amica Sigrid Verbert. Quando ho letto la ricetta sul suo sito di cucina (www.cavolettodibruxelles.it) mi sono illuminato e sono corso ai fornelli, apportando qualche variazione casalinga. Leccornia di stagione semplicissima da fare. Prendete un pezzetto di gambuccio di...

mer 10 set 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Il Lugana è bianco che nasce a sud del lago di Garda, su terreno argilloso, in una piccola porzione di territorio a ridosso di Sirmione, prodotto con uve autoctone che in zona vengono chiamate Turbiana. Vino da pesce, fresco e goloso, è diventato assai famoso negli ultimi anni ed è facile trovarlo...

mer 10 set 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{In giro per l'Italia si scopre che sapori indimenticabili si possono trovare a una manciata di chilometri dalle tante mete turistiche dove prima o poi capita a tutti di passare} Due indirizzi sicuri: la Trattoria Pegaso nel Bresciano e la Trattoria dei Mosti in Liguria] Sono in giro per...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Stanno nella memoria dell'infanzia le farfalline, pasta volante e colorata per l'estate. Prendete della zucchine, tagliatele a dadini piccoli, se sono grosse togliete la parte centrale, quella coi semi. Fatele cuocere un paio di minuti con olio extravergine d'oliva e uno spicchio d'aglio....

mar 26 ago 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Pietroneno Capitani è autore ed editore, insieme, del volume "Bussavamo con i piedi", un viaggio nella mezzadria ascolana del Dopoguerra. Lui voleva raccontare la storia della sua famiglia e delle migliaia di contadini marchigiani emigrati verso Romagna e Toscana. Ne è risultata una fotografia...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{A Meleto di Saludecio, a due passi da Mondaino e Montegridolfo, un piccolo ristorante piacevole, accogliente, fresco e curato, attento ai sapori dell'orto e della terra} Un bell'esempio per la cucina delle colline a sud di Rimini, dove spesso ci sono ottimi prodotti, ma locali poco...

mer 06 ago 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[Tra gelaterie storiche, nuovi luoghi del gusto e gli ormai notissimo bio-gemelli Francesco e Fabrizio Ceccarelli ecco gli indirizzi sicuri per rinfrescare l'estate cittadina] Parliamo di gelati. Corrado Assenza, pasticciere siciliano in quel di Noto, per me tra i migliori in Italia, uomo di...

mer 06 ago 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

È una variante golosa di un piatto noto e facile da fare. Il problema è trovare il pollo ruspante, ma comunque ci si può accontentare di uno allevato con buone granaglie. Prendetelo e fatelo a pezzi. In una terrina lo condite con il succo e la buccia grattugiata di due o tre limoni, due cucchiai di...

mer 06 ago 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Viene dalla Toscana, dalla Maremma, l'esempio di come si possa fare un vino di tradizione, agricolo e territoriale, a base di uve Sangiovese, addirittura biologico, capace di lasciare a bocca aperta. Stupiti. Un vino antico, rosso ma non cupo, fresco di ciliegia e di autunno al naso, “sporco” a...

mer 17 dic 2008 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Verranno da fuori a salvare i nostri sapori perché da fuori li sanno apprezzare. Così la trattoria della Marianna (tel. 0541 22530), luogo storico del Borgo San Giuliano a Rimini è stato rilevato ormai da un po' di tempo da Giuliano Canzian, chef e patròn di altri ristoranti del centro storico: Dallo Zio e l'Osteria de Borg. Bene, Giuliano non è riminese, viene dal Piemonte, da Domodossola, nelle sue cucine ci sono addetti di tutti i colori della pelle, di tutti i mondi, di tutte le zone d'Italia. Eppure qui, dalla Marianna, si può mangiare, la più riminese delle cucine di mare.

mer 17 dic 2008 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

mer 17 dic 2008 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

mer 23 lug 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Lo Tzatziki è una salsa greca. Si usa per accompagnare le carni. A me però piace messa lì, in una ciotola, dove inzuppare un pezzo di pane di tanto in tanto. Si fa tutto a freddo con una delle più ghiotte verdure di stagione: i cetrioli. Prendete un paio di cetrioli, grattugiateli, salateli e...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{Il programma delle tre serate a Torriana dal 23 al 25 luglio} Grandi prodotti, cuochi di grido, vini eccellenti, buona musica e qualche libro] Delle feste mangerecce in collina “Scorticata, la collina dei piaceri” è senz'altro la più colta, la meno chiassosa, la più piacevole per chi non...

mer 23 lug 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Visto che i vini in etichetta devono avere nome e cognome, questo ce l'ha lunghissimo: “Colli Piacentini Doc Metodo Classico Pinot Grigio Vendemmia Susanna Pas Dosé Rosé 2004”. Tradotto si tratta di uno spumante, di quelli seri, vinificato in bottiglia come si fa con lo Champagne, ma “pas dosé”,...

mer 09 lug 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Per me questo stupefacente Alture 2007 è il bianco dell'estate: un Sauvignon vinificato in purezza nel cuore della Maremma toscana, ad un'altitudine di seicento metri intorno a Pitigliano, la Piccola Gerusalemme scavata nel tufo, nota per le comunità ebraiche e per i golosi dolci kasher che si...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Il grande scrittore di cibi e di vini Luigi Veronelli tuonava, giustamente, contro i romagnoli che non valorizzano le loro pesche succose. Dateli a colazione ai bambini questi dolcetti gustosi. Con un frustino elettrico montate un etto di burro a temperatura ambiente (il burro è meglio dei grassi...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Marziani Michele

“Riminizzare”, secondo il “Dizionario ragionato della lingua italiana” di Angelo Gianni e Luciano Satta, significa costruire dove capita, allegramente, abbondando col cemento. A Rimini, ovviamente, questa parola non piace. Ma è vera, basta guardarsi intorno. Ovvio quindi che di fronte a nuove idee...

mer 14 gen 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Lungo la banchina del porto di Cervia colpiscono le barche da pesca: tutte piccole, da equipaggi di due o tre persone, ordinate in fila indiana nei giorni di festa. A terra, ad ogni barca, corrisponde una vetrina con lavello dove i pescatori puliscono il pesce davanti agli occhi dei passanti, lo lavano, lo pesano, lo vendono anche.

mer 14 gen 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

mer 25 giu 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Con buona pace di mezza Italia che produce ottimi bianchi, il Friuli ha un posto d'onore nell'immaginario degli appassionati. Ovviamente non basta il territorio a fare buoni i vini, occorrono scelte di qualità e amore per il proprio lavoro. Ma per emergere serve un guizzo, un'impronta che dia...

commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 25 giu 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Le zucchine sono, finalmente!, quelle di stagione, di campo, di terra, coi fiori belli e la polpa croccante. Acquistate due o tre mazzetti di fiori con attaccate le piccole zucchine. In una terrina tagliate le zucchine a fettine sottili, i fiori a pezzettoni dopo aver tolto i pistilli, aggiungete...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[Si conclude il 29 giugno la Festa Artusiana. Nove giornate ricche di degustazioni, appuntamenti, spettacoli e dibattiti intorno al cibo che fanno di Forlimpopoli una piccola capitale del cibo. Al poeta contadino americano Wendel Berry va il Premio Artusi, mentre lo scrittore Piero Meldini è stato...

mer 11 giu 2008 - Notizia di Ristoranti - scritto da Marziani Michele

[Quello nei dintorni di San Martino in Venti è un autentico agriturismo dove i buoni sapori della natura salvano anche le ingenuità della cucina. Ma non sempre il pubblico comprende il valore di cibi freschi, stagionali e prodotti con cura...] Arriviamo a sera quando si cominciano a portare...

mer 11 giu 2008 - Notizia di Ristoranti - scritto da Marziani Michele

[L'appuntamento da non perdere] Frusaglia è un luogo dell'immaginario, un paese sul confine tra Marche e Romagna, raccontato nei libri di Fabio Tombari, scrittore geniale, tanto amato negli anni Trenta del Novecento, quanto dimenticato, quasi sepolto, dai contemporanei. Eppure il suo paese fatto...

mer 28 mag 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Mentre tutti parlano di grandi vini del territorio e si inventano chissaquale stravaganza acchiappacitrulli, la Romagna del vino buono ha da tempo un nome e cognome: Convito di Romagna, otto aziende ( Tre Monti, Stefano Ferrucci, Fattoria Zerbina, Calonga, Poderi Morini, Drei Donà - La Palazza, San...

mer 28 mag 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

La frutta di stagione è sempre la migliore. Quella di fine stagione è poi la più dolce e gustosa. Salutiamo allora le fragole pronte a lasciare il posto alle ciliegie con questa ghiottoneria per grandi e piccini, ottima per la merenda, indispensabile contro la malinconia. Scegliete fragole non...

mer 28 mag 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{Dal 30 maggio al 2 giugno} La collina di San Patrignano ospita Squisito! la più importante manifestazione enogastronomica del territorio Un'occasione senza se e senza ma...] Squisito!, la manifestazione enogastronomica organizzata dalla comunità di San Patrignano compie cinque anni....

mer 28 gen 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

mer 28 gen 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Non tutte le rivoluzioni sono tumultuose e popolari. Quella in atto nella ristorazione del centro storico di Rimini è una rivoluzione silenziosa, ma assolutamente autentica: là dove era diventato difficile mangiare come si deve, sfuggendo al greve imperativo della tagliatella, oggi nascono nuovi locali e cucine giovani. Luoghi del cibo messi in piedi da professionisti motivati ma soprattutto innamorati, territoriali, attenti, curiosi.

mer 11 feb 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

mer 11 feb 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

mer 25 feb 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

C'è un tesoro nelle pinete a due passi dal mare, tra le dune sabbiose dei litorali a nord tra Ravenna e la provincia di Ferrara: il bianchetto, il tartufo di pineta, il Tuber borchii dal profumo agliato che va consumato freschissimo, possibilmente accompagnando i tortellini o i passatelli annegati nel brodo bollente. È un tartufo di colore bianco, economico (rispetto ai suoi fratelli che costano ormai come i diamanti...), abbondante. Si trova in grande quantità tra dicembre ed aprile tanto da poter essere considerato l'unico tartufo "popolare" che coinvolge i cavatori, di solito solitari ed ombrosi, in grandi passeggiate coi cani, tutti insieme, tra un bicchiere di vino e un sfottò.

mer 25 feb 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

mer 11 mar 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Del sale colpiscono sempre l'assenza o l'abbondanza, mai il sapore. Il cibo è insipido oppure sapido, addirittura salato, immangiabile. Bruciore e arsura per le labbra. Ma nulla si dice e si sa della dolcezza e dei profumi del sale, dei colori dei cristalli che non sempre sono bianchi, anzi a volte rosa, a volte neri, blu, cobalto, trasparenti, luccicanti... A Cervia, a una manciata di chilometri a nord di Rimini, il sale dolce di salina si è ritagliato nuova fama.

mer 25 mar 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

A me piace la pizza. L’informalità della pizza, la semplicità dei gesti, la praticità di un pasto completo e veloce, buono a tutte le età, da consumare in compagnia senza troppi fronzoli. E, da appassionato di vino (e di paradossi), mi piace anche l’abbinamento pizza e birra, perché mi porta in un mondo diverso da quello che frequento sempre. Bere il vino con la pizza si può e ci sta anche bene, ma è un’operazione che richiede impegno e la pizza è il disimpegno per eccellenza. Dopo tanti, forse troppi, anni che scrivo di cibi, vini, ristoranti et similia, mi è difficile uscire a cena e non essere in qualche modo riconosciuto. Ho costruito questo lavoro sul mangiare in incognito, sul passare come un cliente normale, sul non presentarmi mai. Vent’anni fa ci riuscivo, oggi riesco al massimo ad arrivare in incognito, nel senso che faccio prenotare con altri nomi, ma poi mi riconoscono ovunque, mi spostano subito di tavolo dandomi i posti migliori, con me, come dice Giampaolo Proni quando andiamo a cena insieme, si mangia sempre meglio. Insomma, credo che un’epoca vada chiusa. Quella delle recensioni di ristoranti. Continuerò a scrivere di cibo, come di tante altre cose della vita, ma non racconterò più dei locali, di come si mangia, di come si sta da clienti. Anche su queste pagine parlerò di altre cose, comunque golose.

mer 14 mag 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Difficilmente troverete nei banchi del mercato il cartellino con su scritto “smeriglio”. Più facilmente la polpa di questo grosso squalo che solca anche l'Adriatico vi verrà proposta come “vitello di mare”. Un po' perché il colore ricorda la polpa di vitello, un po' perché così, forse, si vende...

mer 14 mag 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

L'abbiamo acquistata quasi per scherzo questa bottiglia di BelBlanc Villa Boni 2004, spumante metodo classico, cioè spumantizzato come lo Champagne, prodotto sulle colline a ridosso del Frignano, ai piedi dell'Appennino modenese. E invece, lei, la bottiglia, non scherzava affatto. E i soli undici...

mer 14 mag 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{Un progetto intelligente e ambizioso}] [Dare ad alberghi, ristoranti, mense aziendali e luoghi della ristorazione la possibilità di utilizzare i prodotto locali] Accorciare le distanze può essere un modo intelligente per salvare i buoni sapori, i prodotti eccellenti, minacciati dal mercato...

mer 30 apr 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Il teatro Galli ancora non c'è, né dov'era e com'era, né dove sarà e come sarà. Però Ricky Agostini è fiducioso e la sua enoteca, aperta da meno di un anno, si chiama Enoteca del Teatro (tel. 0541 718880) e sta proprio in piazza Malatesta, a Rimini, dietro a quello che un giorno, forse, chissà,...

mer 30 apr 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

Difficilmente troverete nei banchi del mercato il cartellino con su scritto “smeriglio”. Più facilmente la polpa di questo grosso squalo che solca anche l'Adriatico vi verrà proposta come “vitello di mare”. Un po' perché il colore ricorda la polpa di vitello, un po' perché così, forse, si vende...

mer 30 apr 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[{Nei ristoranti e nelle trattorie del Riminese è più facile trovare il pane fatto in casa che la piadina. La colpa? Dell'abuso di quella precotta, confezionata, solo da scaldare...}] Alta, bassa, con lo strutto, con l'olio, con un pizzico di bicarbonato, col latte, larga, stretta, romagnola,...

mer 16 apr 2008 - Notizia di La buona bottiglia - scritto da Marziani Michele

Che c'azzecca un grande spumante con le Marche? Confesso di averlo pensato al primo incontro con il brut Ubaldo Rosi prodotto dall'azienda Colonnara di Cupramontana, famosa per i suoi Verdicchio. A propormi l'assaggio erano però Andrea Rignoli e Davide Marino, anime del ristorante la Canonica di...

mer 16 apr 2008 - Notizia di Mezz'ora in cucina - scritto da Marziani Michele

I liscari o barbe di frate o agretti che dir si voglia sono quelle erbette filiformi primaverili, dal sapore particolarissimo, che riempiono i banchi del mercato e si portano a casa con una manciata di centesimi. La ricetta degli spaghetti con i liscari, veramente golosa, l'ho trovata sul blog...

mer 16 apr 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Marziani Michele

[Nel centro storico di Rimini dove si sono susseguiti alcuni importanti locali cittadini oggi c'è un nuovo ristorante che vuole guardare lontano] Farini 13 è il nome di un ristorante che sta al numero 13 di via Farini a Rimini. Vicino al Museo della città e alla Domus del chirurgo, l'attrazione...

mer 25 mar 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Intorno al mio libro "Lungo il Po. Viaggio controcorrente alla scoperta di sapori, genti e leggende del Grande Fiume", Fabrizio Monacelli, chef dell'Osteria dei Frati (tel. 0541 949649) di Roncofreddo, ha inventato un menu, assolutamente innovativo, intorno ai pesci d'acqua dolce, a sapori veramente dimenticati. Così, giovedì 2 aprile, alle 20,30, all'osteria sulle colline tra Rimini e Cesena, ci sarà una presentazione del libro (botta e risposta tra me e il critico Paolo Vachino) e una cena che vedrà susseguirsi il lucioperca (pesce dalle carni prelibate, ottimo anche crudo) in mattonella con pomodoro e Vodka, l'anguilla tiepida in carpione all'aspretto di lamponi, una curiosa treccia di spaghetti fatti a mani al ragù di carpa affumicata, il pesce siluro (sì, proprio lui, il gigante che ha invaso il Po e impazza nelle cucine di Vienna e Budapest) croccante con melanzana marinata alla Coca cola e bordetto ponzu. Chiusura con la schiuma di zuppa inglese al bicchiere. Accompagnano i vini friulani Vie di Romans. Un viaggio cultural gastronomico tra il nuovo e l'antico. Costo 50 euro, vini e libro compresi. 

 

mer 25 mar 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

In questo semplice risotto c'è la campagna che sente la primavera. Occorre un misto di erbe  da cuocere, compresi gli spinaci e, gran meraviglia, pure l'ortica. Evitate le erbe amare. Non servono ore di bollitura, basta che comincino a intenerirsi, con un po' di sale. Allora le si passa al frullatore, acqua compresa e se ne ottiene un brodo denso e verde nel quale si cuoce il riso, Baldo meglio ancora che Carnaroli, senza tostarlo prima, con l'aggiunta di un filo d'olio buono, extravergine d'oliva. Niente aglio, nè cipolla, devono sentirsi le erbe. A cottura molto al dente già così e una meraviglia. Ma se avete ospiti preparate una zuppetta frullando una scatola (sì, scatola, avete letto bene) di fagioli cannellini, acqua compresa, asciugando poi sul fuoco con olio extravergine e pochissimo concentrato di pomodoro. Mettete la cremina ottenuta sul fondo del piatto e ponete sopra il risotto, al centro. 

 

mer 08 apr 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Per capire un salame, un prosciutto, anche una semplice salsiccia bisogna averli visti ancora maiale. Non si scappa: la carne buona, la carne suina buona, è frutto di un maiale felice. Magari agli animalisti fa storcere il naso, ma è inscindibile il rapporto che c'è tra i maialini, il lattonzoli di Mora romagnola che vediamo girare nella stalla di Fausto Zavoli (tel. 0541 858041) a Saludecio e i suoi salumi. Tornare alla terra, è l'unico modo per capire cosa si mangia. I supermercati hanno disgiunto le uova dalle galline, i pomodori dagli orti, i salami dai maiali... Allora se si sale un pomeriggio sulle colline alla ricerca dei maiali neri, dei grufolatori di Romagna, della Mora che sembrava quasi estinta con quei dodici esemplari rimasti al mondo meno di trent'anni fa...

mer 08 apr 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ne abbiamo pubblicate in questi anni di ricette da fare in meno di mezz'ora. Più di cento. Possiamo anche permetterci adesso di passare un po' più di tempo in cucina, magari intorno a qualche piatto dal profumo intenso della tradizione come le tagliatelle al ragù. Le tagliatelle se non le sapete fare compratevele. Ma il ragù no, metteteci del vostro, è alchimia dei fornelli. In un tegame mettete un cucchiaio di ottimo strutto (se non è ottimo, preferite l'olio extravergine d'oliva) e fate rosolare un trito di cipolla, sedano e carota. Aggiungete due bicchieri di Sangiovese. Evaporate. A parte, in una padella, rosolate la carne macinata.

mer 08 apr 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Se da appassionati di vino siete tornati un po' a pezzi dalla sbornia di proposte del Vinitaly, ecco una piccola rassegna di quelle che rimettono al mondo: Gusto Nudo. Fiera di vignaioli indipendenti, che si svolge a Bologna (Vicolo Bolognetti. Info sul sito: www.gustonudo.net) sabato 18 e domenica 19 aprile dalle 15 alle 21. Con 10 euro di entra, muniti di calice, e si possono degustare i vini di cinquanta piccoli produttori provenienti da tutta Italia, spesso introvabili, a volte vere sorprese, orientati verso i vini naturali, biologici, biodinamici, autoctoni, fatti con passione, con attenzione al territorio.

mer 22 apr 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Questo piatto di origini a cavallo tra Lazio e Abruzzo è di una semplicità commovente e al tempo stesso buonissimo. A condizione che si scelgano grandi spaghetti (Setaro, Latini, Mancini, Cavalier Cocco, Martelli... tanto per fare qualche nome) e un ottimo pecorino stagionato (la ricetta originale vorrebbe quello romano). La preparazione è semplicissima: agli spaghetti, scolati molto al dente, si lascia un po' d'acqua di cottura e, in una zuppiera, si aggiunge abbondante pecorino grattugiato. Si mescola finché il formaggio non si scioglie leggermente e si amalgama con la pasta. Poi si macina il pepe, nero, abbondante, sopra ai piatti. Il segreto della riuscita sta nel mescolare spaghetti e pecorino quando la pasta è ancora ben calda.

mer 22 apr 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La Lacrima di Morro d'Alba è un rosso marchigiano molto particolare che si ottiene da uve del vitigno autoctono Lacrima. La zona di produzione è piuttosto piccola e comprende, in tutto o in parte, sei comuni della provincia di Ancona, con al centro Morro d'Alba, da cui il prende il nome. La "Lacrima" pare esistesse già ai tempi di Federico Barbarossa. Nel 1167, quando l'imperatore assediò Ancona, si stabilì a Morro d'Alba dove ebbe occasione di assaggiarlo. È un bel vino da salumi e soprattutto da primi piatti, in particolare la pasta al forno, le lasagne e i cannelloni. Grande bottiglia con ottimo rapporto qualità prezzo è il Rubico dell'azienda agricola Marotti Campi, vino semplice con viole e rosa canina che abbracciano il naso.

mer 06 mag 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Di debiti da pagare, o da dimenticare, in campagna ce n’è sempre. Per questo pare aiutasse il Pagadebit: a saldare, vista l’abbondante vendemmia, o a dimenticare, scolandosene qualche bottiglie. Dei vitigni romagnoli è forse il meno valorizzato, eppure è un bianco autoctono che ha più di qualcosa da dire nel bicchiere: asciutto, sapido e golosamente erbaceo è, nelle versioni più riuscite, compagno non solo di pastasciutte con asparagi o piselli e piadine con squacquerone e rucola, ma di ostriche e frutti di mare crudi. Provatelo, c’è da rimanere a bocca aperta. Tra le bottiglie più interessanti ci sono il Vigna delle Rose 2008 del Podere Vecciano (appena uscito è, nel suo genere, un vero fuoriclasse) e il San Pascasio 2007 dell’azienda Campodelsole di Bertinoro.

 

mer 06 mag 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

D’accordo, la cucina al sale non sarà vera cucina, nel senso che c’è ben poco da fare, ma il risultato, nel piatto, a volte è divino. Di questi tempi sui banchi del mercato arrivano scampi freschi di buona taglia che fanno venire l’acquolina in bocca anche da crudi. Costano e non poco, ma due scampetti di felicità a commensale non si negano a nessuno, magari per una grande occasione. C’è chi consiglia di togliere il carapace, io invece preferisco cuocerlo intero questo astice in miniatura. Prendete una grande padella a fondo piatto, fate un bel piano di un centimetro abbondante di sale grosso, ottimo quello dolce di Cervia, mettete sul fuoco fino a quando il sale non comincia ad essere ben caldo. Allora adagiate gli scampi, girateli nelle varie posizioni, finché non prendono colore, poi, prima di spegnere, irrorate con abbondante olio extravergine d’oliva delle colline riminesi. Sentirete il profumo salire verso il paradiso: è il momento di farsi sotto, sgusciando con le dita, succhiando anche le piccole chele.

mer 06 mag 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Saranno i venti di crisi o la voglia di natura, ma le erbe di campo, le piante spontanee, le erbette aromatiche ritornano nelle minestre, arricchiscono l’insalata, insaporiscono le frittate, impreziosiscono i sughi primaverile e, soprattutto, sono la scusa per belle passeggiate in campagna. Poco importano le bizze della stagione, gli acquazzoni sempre in agguato di una primavera che finalmente fa il proprio mestiere. Nei campi, lungo i bordi dei fossi, in fondo ai calanchi e persino nel giardini pubblici si incontrano persone armate di coltellino e sacchetto di plastica in cerca di  erbette campestri. Ecco, partiamo da qui: dal sacchetto di plastica. Buttatelo via, come dicono gli amici dell’associazione “I radecc” (tel. 0541 773456) di Rimini che ogni anno organizza corsi ed escursioni per centinaia di appassionati. Sostituitelo con un cestino areato, dove il raccolto possa respirare e le vostre erbette arrivino in cucina sane, salve e gustose. Anzi, pulitele subito, sul campo, lavatele appena tornate a casa e se volete farne un contorno fatele bollire in pochissima acqua e non molto a lungo. È  la fine gloriosa del misto di erbe: la piada calda.

mer 20 mag 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Bella variazione sul tema per bambini che non vogliono mangiare le verdure e adulti che hanno voglia di giocare. Prendete un chilo di spinaci (al mercato coperto ci sono un paio di banchi in cui ve li vendono già mondati, una vera comodità). In una pentola fate un soffritto di cipolla tritata e mettete gli spinaci con pochissima acqua. Con il coperchio fateli appassire (3 minuti o poco più), poi salate e pepate. Fate cuocere pochi altri minuti, quindi scolate bene. In una teglia mettete della carta da forno, imburratela (eh sì, gli spinaci chiamano il burro e ogni tanto si può usare), fate quattro nidi con gli spinaci, al centro di ognuno mettete un uovo lasciandolo intero. Infornate a 200° per circa un 10-12 minuti. Tirate fuori. Spolverate di Parmigiano Reggiano. Mettete sotto al grill per altri 3-4 minuti. Un nido a testa, accompagnato da una bella fetta di pane.

mer 20 mag 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Scalpitano i comuni oltre Verucchio, i paesi arroccati lungo la vallata del Marecchia, mordono il freno attendendo l’ultimo voto per diventare riminesi, per cambiare provincia e regione. Riavvicinarsi al mare di casa, al dialetto di sempre. San Leo, Pennabilli, Casteldelci, Novafeltria, Talamello, Maiolo, Sant’Agata Feltria si sentono romagnoli. Almeno in gran parte. Qui da Rimini, li si guarda invece un po’ come i luoghi delle gite fuori porta e l’unificazione, l’ingrandirsi della provincia, non sembra scaldare gli animi, accendere gli entusiasmi. Eppure a portarsi in casa la Valmarecchia c’è da guadagnarci in termini di turismo, di meraviglie naturalistiche, paesaggio, bellezze architettoniche, storia, rocche, castelli... Per non parlare dei giacimenti gastronomici di grande livello. Con l’ingresso di Sant’Agata Feltria la provincia di Rimini, contando Mondaino, potrebbe ambire a uno status nel prestigioso mondo del tartufo. Portandoci in casa Talamello si avrebbe una delle storiche capitali del formaggio di Fossa. Le formaggette miste di pecora e mucca che ancora si trovano tra San Leo e Casteldelci sono l’archeologia di una tradizione casearia tutta romagnola ormai quasi estinta... Basta il voto del Senato e... zac! Un patrimonio gastronomico da valorizzare. Anzi, già valorizzato in alcuni suoi aspetti, primo tra tutti la carne bovina, la bistecca, la mitica fiorentina che in Valmarecchia è di casa, eccome. 

mer 20 mag 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

"Tartufi bianchi, francolini e vin di Ghemme..." leggo da un appunto intorno a Piccolo Mondo Antico, il capolavoro di Antonio Fogazzaro. Qualcuno se lo ricorda? Pochi, eppure è stato un importante scrittore italiano. E del vin Ghemme? Nessuna memoria anche per questo grande, grandissimo, Nebbiolo del Piemonte dell'est, a lungo e giustamente considerato ben più elegante di Barolo e Barbaresco.  Mario Soldati ha scritto pagine memorabili su un vino che mode e mercati hanno fatto dimenticare. Che fare? Procurarsi una buona bottiglia e scoprirne la finezza, il lampone che accarezza il naso, il velluto in bocca.  Rovellotti e Cantalupo i produttori che non tradiscono mai. Dimenticavo: i francolini sono ghiotti uccelletti.

MICHELE MARZIANI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 03 giu 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

In una città di mare stringe il cuore passeggiare tra i banchi del mercato e vedere gli avventori snobbare vongole e saraghina per acquistare il salmone (grasso, d'allevamento, niente a che vedere con il suo fratello selvaggio che risale i fiumi del nord Europa), spigolette e orate da porzione tirate su a mangime nelle lagune, calamari, seppie e gamberi congelati nell'oceano Indiano, circumnaviganti per tre quarti del mondo e offerti a prezzi che la dicono lunga sul valore di quello che si acquista: poco o nulla. A difendere il pesce locale si passa per retrogradi, per gente che non capisce che il tempo per cucinare è poco (ma gli spaghetti con le vongole non si fanno nello stesso quarto d'ora che si impiega a "piastrare" il salmone?), che il portafogli piange (ma i sardoni si trovano a un euro al chilo...), che è più comodo avere i pesci già porzionati (il che la dice lunga sulla socialità e la convivialità della tavola). Beh, da retrogradi, prima di andare al mercato fate un altro viaggio: culturale. Nei meandri della marineria, nelle notti sbattute dal mare, nell'arrivo in banchina sul molo di Rimini prima che sorga il sole, il sapore di una sigaretta contro vento, gli occhi bruciati da sonno e salsedine.

mer 03 giu 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

A Rimini e dintorni le seppioline le chiamano seppiolini, ma sempre dello stesso mollusco si tratta. Preparate il ripieno con pangrattato, aglio e prezzemolo tritati fini, pepe, sale e olio extravergine d’oliva. Amalgamate bene l’impasto: da solo è una sinfonia di profumi. Pulite le seppioline togliendo l’osso e gli occhi, tagliando la pancia ed eliminando anche la sacca con il liquido nero. Riempiteli con l’impasto e legateli con del semplice filo per cucire in modo che non vadano a perdere il ripieno. Spolverateli appena con l’impasto rimasto, in modo che non si attacchino al ferro rovente e cuoceteli sulla graticola ben calda, meglio sul carbone di legna. Sentite l’inconfondibile aroma che si sparge nell’aria? È il profumo della cucina di tradizione.

mer 03 giu 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Quelle che in mezzo mondo, California in testa, chiamano Zinfandel, altro non sono che uve di Primitivo, vitigno autoctono del Salento, della Puglia tra i due mari. Solo che fino a una quindicina di anni fa i califoniani sapevano trattarle meglio dei viticoltori nostrani. Ora la musica è cambiata e se avete una cantina dove dimenticare una buona bottiglia il Primitivo del Salento è un vino sul quale potete scommettere: diventerà grande, veramente grande. Da giovane è "solo" buono, ottimo, con il suo colore rosso rubino intenso, i corposi profumi di frutta matura accompagnati da note speziate. In bocca offre morbidezza e struttura, tempo, ne siamo certi, anche eleganza. Tra le bottiglie consigliate, il Primitivo 2006 dell'azienda Conti Zecca di Leverano e il meno conosciuto (e più interessante) La Signora 2005  dell'azienda agricola Morella di Manduria.  

mer 17 giu 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Quando l'autore, Pietro Semino, mi ha parlato del suo libro "Vegetaliani a Tavola" (Meravigli editore, 2007, euro 12,40) ho confuso la "r" con la "l" e quindi non ho capito che si trattasse di un compendio di cucina vegana, uno dei pensieri vegetariani più radicali per non dire integralista. Insomma, roba da talebani delle verdure. Con il libro tra le mani, ho avuto la tentazione di gettarlo alle ortiche (ho poca passione per qualsiasi forma di integralismo, alimentare e non). Poi invece ho visto che il volume è consigliato dall'Avi, l'associazione vegetariana nata intorno al pensiero del filosofo Aldo Capitini e ho cominciato a sfogliarlo. Al di là della grafica volutamente infantil-popolare (cartapaglia compresa) è un libro curioso sia per le informazioni sulla cucina vegana e vegetariana, sia per le ricette in alcuni casi, non tutti, in grado di deliziare qualsiasi palato come l'inventata di miglio, la zucca marinata, la delizia di lenticchie e tanti altri piatti, non sempre semplici, ma non usuali, neppure per chi ha pratica con un'alimentazione vegetariana quotidiana.

mer 17 giu 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Chi ama mangiare bene sa che il cibo, la storia di ognuno di noi col cibo, ha radice antica, sta nei ricordi, nei profumi della nonna che cucina il ragù, nel vociare delle donne di casa che preparano la passata, nell'albicocca strappata da un ramo, nel primo cappelletto bitorzoluto fatto a mano la viglia di Natale, in quell'aroma di grigliata portato dal vento nelle vie di San Giuliano, nel bicchiere di vino che lo zio esperto alza al cielo come fosse il calice dell'ultima cena... Non ci sono gourmet nati dalla pausa pranzo fatta con i panini chiusi nel cellophane, nutriti con la pasta scotta delle cucine centralizzate, educati con le tabelle caloriche delle Ausl. A tutti capita di commuoversi a vedere le tagliatelle ai piselli come quelle della zia Marta, ma anche la pasta al sugo che ti ricorda la scuola, la cuoca rubiconda, i primi passi nella vita. Ma non ci sono moti di commozione verso i contenitori, quasi delle casse militari, di pasti caldi delle ditte specializzate, non scende la lacrimuccia a rivedere i padelloni sigillati del cibo che arriva senza sapere neppure chi l'ha cucinato. Se l'indimenticabile critico del film animato Ratatouille fosse stato cresciuto a pasti confezionati in cucine centralizzate per la ristorazione collettiva la storia del piccolo topo chef avrebbe avuto un finale diverso. Un finale di plastica. Molto spesso gli adulti, anche chi amministra una città, dimenticano di essere stati bambini.

mer 01 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

È estate. La voglia di uscire la sera, di fare baracca con gli amici, fa a pugni con i vini importanti che tutti cercano di realizzare anche sulle colline riminesi. Diciamolo, le grandi bottiglie da griglia e da bistecca, meglio si addicono alle serate davanti al camino.

E per adesso? Dove sono finiti i vini beverini? La vocazione a sbicchierare di queste colline? No, non i vinacci, ma i vinelli contadini, magari ripuliti un po', vestiti a nuovo. Introvabili o quasi diremmo. A parte un paio di eccezioni quasi eccezionali: I Caprai, etichetta a base di Sangiovese, del Podere Vecciano nel Corianese che è rosso semplicissimo di grande godimento, compagno ideale di piada e porchetta, e, soprattutto, il Sangiovese, quello senza nomi aggiunti, non superiore, dell'azienda agricola Fiammetta di Croce di Montecolombo. Monumento di piacevolezza senza fronzoli, fresco, profumato, asciutto seppur morbido, da bere con il pesce alla griglia, gli spiedini di sardoncini, la seppia coi piselli...

mer 01 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Nel Dopoguerra c'era la fame e la voglia di sfamarsi in fretta. Alla rinascita hanno contribuito anche gli allevamenti di polli. Questo è un merito che nessuno può togliere a quei capannoni puzzolenti e bui che spesso si incontrano nelle campagne della Romagna. Se ci si sofferma la somiglianza con le casupole dei campi di concentramento nazisti è inquietante. E gli allevamenti di polli sono oggi un'aberrazione vergognosa: migliaia di esemplari ammassati in pochi centimetri quadrati, ingozzati di mangimi, tenuti svegli con luci artificiali, "curati" con un'infinità di antibiotici per garantire un minimo di salubrità ad animali che in quaranta giorni, anche meno, raggiungono il chilo e mezzo di peso e prendono la strada del banco frigo del supermercato. Non c'è niente di peggio che mangiare un pollo d'allevamento.

mer 01 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Non è la prima volta che la potenza narrativa dello scrittore Erri De Luca mi suggerisce sapori da scoprire in cucina. Lapastepatate, scritta così, tutt'attaccata, di Don Gaetano sa talmente di buono nel romanzo "Il giorno prima della felicità" che non potevo non mettermi alla ricerca di una ricetta adeguata. Soffriggete, sì, col profumo di soffritto, un trito di aglio, cipolla, sedano e carota, aggiungete due o tre patate tagliate a cubetti, una decina di pomodorini maturi e acqua a coprire. Fate cuocere per una ventina di minuti, salate, aggiungete abbondante basilico e un po' di prezzemolo. Poi la pasta, gli spaghetti spezzati sono i più buoni. Cuocete aggiungendo acqua se serve, spegnete con la pasta al dente, condite con abbondante parmigiano o caciocavallo da grattugia, mescolate e lasciate riposare per cinque minuti. Poi servite una minestra che sa di Napoli, davvero.

mer 15 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Risaliamo il corso del fiume Marecchia di buon mattino. Seguiamo la via Marecchiese ben oltre il confine regionale (ancora per poco, i sette comuni marchigiani dovrebbero unirsi presto ai riminese, salvo sorprese sempre in agguato), poi cominciamo a inerpicarci in una delle tante stradine che dal fiume salgono sui costoni di collina. Ci aspettano delle reliquie della civiltà contadina: le formaggelle miste di latte di pecora e mucca, il cacio della memoria, delle scampagnate infantili tra San Leo, Maioletto e Casteldelci. C'è una freschezza dimenticata in questi piccoli e odorosi formaggi bianchi, prodotti nella cucina di casa, ad uso personale, quasi in gran segreto. Segreto? Eh, sì, perché la Valmarecchia è rimasto il luogo dei pastori misti, un po' pecore, un po' mucche, a volte qualche capra. La tradizione del passato, di prima che la gente abbandonasse le campagne per aprire un bar al mare o lavorare nelle pensioni per bagnanti. Quando negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, dall'entroterra si sono riversati tutti sulla costa richiamati dal turismo, là nel retrobottega contadino della Romagna sono arrivati, per fortuna, i pastori sardi con le loro greggi. 

mer 15 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Non è la stagione ideale per la mozzarella di bufala che è al meglio alla fine dell'autunno. Ma la voglia di sapori freschi la rende una delle regine della tavola d'estate. Da un po' di tempo acquisto al mercato coperto di Rimini quella del Caseificio De Martino, che trovo molto buona: non ha la Dop perché non è fatta in Campania  ma è realizzata a base di latte di bufala. Per la nostra insalata cuocete dei fagiolini in poca acqua salata per una quindicina di minuti, scolate e lasciate raffreddare. Nel frattempo dissalate un paio d'acciughe sotto sale e scioglietele in un tegame con due cucchiai di olio extravergine d'oliva e un cucchiaino di aceto. Con la salsina ottenuta ricoprire la mozzarella tagliata a fette e lasciate marinare per un'ora. Mescolate i fagiolini e la mozzarella, condite con un po' d'olio e un altro goccio di aceto, salate e lasciate riposare mezz'ora prima di servire. Accompagnate con fette di pane casereccio.

mer 15 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sono molte le iniziative golose dell'estate. Tra queste c'è Ombre Rosse gli aperitivi musicali della domenica sera all'interno di aziende agricole particolarmente suggestive ad ascoltare musica e assaggiare buoni prodotti locali. I prossimi appuntamenti sono il 19 luglio al Buon Pastore (tel. 0541985874)  in quell'angolo suggestivo di collina che è Cà Santino di Montefiore. Parole e musica del cantautore triestino Stefano Schiraldi accompagnano agli ottimi formaggi locali, si mangeranno i  salumi di Fausto Zavoli di Saludecio, il miele Oro del Daino di Mondaino, i vini Torre del Poggio di San Giovanni in Marignano e le golosità del Piccolo Forno Marziali.

Domenica 26 luglio, blues acustico con Mauro Ferrarese accompagnato dall'armonica di Marco Pandolfi a Coriano alla casa vinicola Valle delle Lepri (tel. 0541 656464). Accompagnano la musica i buoni vini di casa, i salumi di Marco Migani (Le Carni, mercato coperto di Rimini) e la pasta del Mio Casale di Monte Colombo. L'organizzazione è della cooperativa Harissa di Rimini, la prenotazione è obbligatoria (tel. 054125830).

mer 29 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Quanto conta la fotografia nel mondo del cibo? Quanto racconta un'immagine? Non ha sapore, non ha odore, ma un'istantanea è un documento di uno stato d'animo, di una cultura, di una fame altrimenti impossibile da descrivere... "Anche l'occhio vuole la sua parte - libri e immagini attorno al cibo" è il titolo di una piccola rassegna curata dalla Biblioteca comunale Antonio Baldini di Santarcangelo all'interno della più golosa manifestazione gastronomica estiva delle colline riminesi: La collina dei piaceri di Torriana che si svolge nelle sere del 29, 30 e 31 luglio.

In via Roma, 30, nel fresco giardino del ristorante il Povero Diavolo, ad ingresso gratuito, ogni sera, alle 21,00, proiezioni di immagini e presentazioni di libri condotte dalla anchorwoman riminese Francesca Magnoni. Nello scrivere queste cose ci può essere un piccolo conflitto di interesse: in tutti i libri di cui si parla c'è il mio zampino in parte dei testi. Visto che coi lettori di questo giornale ci si conosce da 1990, spero di essere perdonato.

 

mer 29 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

A fianco del notissimo premio Bancarella, da quattro anni ce n'è pure uno dedicato alla cucina. Il meccanismo è quello noto del premio letterario: cinque libri conquistano la Selezione Bancarella, poi li votano i librai (e in questo caso anche un manipolo di enogastronomi) e il 27 settembre viene proclamato il vincitore. Bene, quest'anno tra i cinque finalisti c'è "Rane e Ranocchi" dell'imponente e inarrestabile Graziano Pozzetto, archeologo sentimentale della cucina romagnola (e non solo) a cavallo tra Ottocento e Novecento. Edito da Panozzo di Rimini il volume di Pozzetto è un compendio di tutto quello che si sa o si può sapere delle rane in cucina: 240 ricette, memorie, interventi, aneddoti, racconti, passaggi scientifici. In attesa dell'esito della giuria, sta per uscire in libreria la nuova fatica di Pozzetto: "Le paste e le minestre tradizionali romagnole", sempre per i tipi del riminese Panozzo.

mer 29 lug 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Non si finisce mai di imparare. Così l'altro giorno a Costadilà, sulle colline sopra Vittorio Veneto, provincia di Treviso, ho imparato quanto sono buoni i fagioli col radicchio. Roba da far impallidire il famoso formaggio con le pere... Insomma, radicchio e fagioli, piatto semplice d'estate, meraviglia per il palato. Bollite i fagioli freschi (al mercato coperto di Rimini alcuni banchi li vendono anche già sgusciati), passateli con il frullatore a immersione, facendone una cremina e aggiungendo sale, olio extravergine d'oliva e, importante, dell'ottimo aceto di vino rosso. Mescolate la crema ottenuta con radicchietto verde, fresco, appena tagliato. Accompagnate, se piace, con cipollina fresca a parte. I veneti magari storcono il naso, ma nella piada ci sta benissimo. Un buon Prosecco naturale, spumantizzato in bottiglia, è il compagno ideale.

ven 07 ago 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Non si sente più il profumo di pesce arrosto delle grigliate improvvisate dai bagnini sulla spiaggia per intrattenere clienti e amici con sardoncini, spiedini e piadina. È un'immagine, un ricordo olfattivo, che risale agli anni Settanta, ad un'altra idea del turismo, della spiaggia e del mare. In mezzo sono passate le feste all'ingrasso, le tavolate dei comitati turistici, le grandi abbuffate da catering balneare. Insomma, sulla spiaggia si è sempre mangiato. Adesso, per fortuna, chi vuole può anche mangiare molto bene: l'unico ristorante di Rimini che può vantare una stella Michelin è nato da un chiosco sul mare, da Guido, a Miramare, oggi tempio del pesce crudo e di una creatività fresca e misurata. Un luogo accogliente, dove farsi coccolare. Stella Michelin strameritata, da non perdere.

 

ven 07 ago 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Raccontano le cronache di famiglia che Valentino Bagnariol, il mio nonno materno, avesse delle vigne nei dintorni di Valdobbiadene o comunque nella zona del Prosecco. Le ha vendute. Qualche giorno fa, per presentare un libro, arrivo alla stazione ferroviaria di Vittorio Veneto, il luogo della battaglia della prima guerra mondiale. In quell'occasione l'altro nonno, Tommaso Marziani, l'avevano fatto cavaliere. Il fratello, lo zio Ciccio, della cittadina era capostazione. Un tuffo in passati di ogni genere. Poi salgo all'azienda Costadilà, in cima a questo mondo, dove allevano maialini allo stato brado e fanno Prosecco naturale, fermentato in bottiglia, con i lieviti sul fondo. Potete dare la stura ai ricordi e brindare con ogni bicchiere ad un nonno diverso, immaginare che magari eran queste le vigne di famiglia. È Prosecco antico e moderno questo di Costadilà, ritorno al futuro. Sentore vinoso e fruttato, retrogusto amarognolo, quasi sapido, che chiede di nuovo un bicchiere.

ven 07 ago 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ai bambini facciamo fare corsi di tutto, ma insegniamo sempre meno cose. I nostri figli saranno provetti giocatori di tennis, perfetti conversatori in inglese, suonatori di chitarra, ballerini, velisti, genietti del computer ma non sapranno rifarsi il letto e prepararsi qualcosa da mangiare. Ecco, far da mangiare è attività che piace ai ragazzi, si fa con le mani e occorrono poche cose per grandi risultati. C'è un libro molto bello per avvicinare i bambini (e anche le mamme e i papà) alla cucina: La cucina è un gioco da ragazzi di Anna De Carlo, Fabbri editore. Anna De Carlo è sorella del più famoso scrittore Andrea. Il libro è illustrato da disegni dell'autrice. Da quando ce l'hanno i miei figli preparano spesso i pomodori ripieni. Si prendono dei pomodori tondi e rossi, si taglia la parte superiore, si svuotano mettendo la polpa in una terrina per mescolarla con un po' di tonno sottolio, capperi dissalati, maionese, olio, origano o due foglie di basilico, si riempiono nuovamente i pomodori e si portano in tavola.

mer 26 ago 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

L'ingresso dei sette comuni dell'alta vallata del Marecchia in Emilia Romagna trasforma la provincia di Rimini in uno dei giacimenti culturali e gastronomici più interessanti di quest'angolo d'Italia centrale, terra di confine, Appennino marchignolo, per rubare la definizione allo scrittore Fabio Tombari. Torno su argomenti di cui ho già parlato su queste pagine perché non vorrei che fosse sottovalutata la portata dell'allargamento e, al tempo stesso, la fragilità di un territorio ancora in gran parte rurale, con ritmi infinitamente più lenti della riviera. Scrivo questo pensando non ai castelli, alle sagre, agli eventi, alle attività economiche e alle industrie presenti sul territorio, ma guardando ai campi, agli agricoltori, agli allevatori, agli artigiani del gusto, alle meraviglie gastronomiche che grazie ad una battaglia fatta da altri, dagli abitanti della vallata, abbiamo acquisito in un colpo solo.

mer 26 ago 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Slavato ed asprigno, mi dice un amico frettoloso al primo sorso. Dimenticando così che in Valle d'Aosta lo storico e glorioso Blanc de Morgex, è uno dei pochi che non è stato intaccato dalla filossera, la malattia della vite che rischiò di cancellare la viticoltura europea nel XIX secolo. E poi è vero, il colore del Blanc de Morgex  et de La Salle è giallo paglierino a volte tenue tenue, ma metteteci il naso: profumi delicati di fieno, di fiori alpini. E poi il sapore è sì acidulo, ma secco, di grande freschezza. Una meraviglia che nasce tra gli 800 e i 1300 metri di quota con il Monte Bianco sullo sfondo. Trovatelo un compagno migliore per un semplice minestrone arricchito con gli aromi campestri.

mer 09 set 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Vivo in quella parte di Rimini a ridosso della stazione meravigliosamente multiculturale. Ma il couscous ormai è precotto anche nei negozi halal, cioè con prodotti che anche i musulmani possono mangiare. Ci consoliamo con questo piatto che è un dolce di una semplicità ancestrale. Cuocete il couscous precotto seguendo le semplicissime istruzioni della confezione. Fate cuocere al vapore una confezione intera di uvetta: mettetela su uno scolapasta appoggiato su una pentola d'acqua, coprite lo scolapasta con alluminio per abbreviare il tempo di cottura. Mescolate couscous, uvetta e burro lavorando con il palmo delle mani. Si accompagna a siero di latte o latte cagliato (ma è buono anche con il latte fresco o con lo yogurt), si mangia in Algeria nelle notti del Ramadan. Ha un sapore non solo di altri mondi, magari a noi sconosciuti, ma anche di altri tempi che invece conosciamo e che forse stiamo dimenticando.

mer 09 set 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sto girando l'Italia alla scoperta di buoni sapori e di bravi contadini, di prodotti eccellenti e di uomini e donne che hanno legato la propria vita alla terra. Sto scrivendo in presa diretta, giorno dopo giorno, il secondo volume del viaggio tra i "Sovversivi del gusto", il nome credo che spieghi tutto da solo. Ecco perché parlo di altri luoghi, distanti da Rimini, ma, in realtà neppure tanto perché di riminesi in Trentino ne capitano non pochi. Così chi si trovasse dalle parti di Rovereto (o cercasse idee per organizzarsi un viaggetto) potrebbe cogliere l'occasione per una visita al Mart, il sempre interessante museo di arte moderna e contemporanea, dove in questo momento, fino all'11 ottobre c'è, tra le altre, la mostra "Immaginare New York. Fotografie dalla collezione del MoMA", 140 scatti di gran fascino che raccontano la Grande Mela a partire dai primi del Novecento. Una selezione di immagini e autori che lascia col fiato sospeso e narra un pezzo d'America in modo quasi struggente. 

mer 09 set 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Il Gewurztraminer è un vino bianco veramente appassionante, già a partire dal colore giallo dorato. Dai profumi intensi, aromatici, propri del vitigno, con delicati sentori di erbe aromatiche, fiori d'acacia e rose. In bocca, nonostante la componente aromatica, le migliori bottiglie hanno grande sapidità e freschezza, gusto ricco e pulito. Termeno, il lago di Caldaro e la vallata del fiume Isarco sono le zone dell'Alto Adige dove nascono alcune tra le etichette più interessanti. Si tratta di luoghi di grande fascino naturalistico e architettonico tra boschi, vigneti e paesi costruiti in "stile d’Oltradige" (architettura gotica e tardo rinascimentale). Tra i tanti bravi produttori ho un debole per il Gewurztraminer dell'azienda Brunnenhof del giovane vignaiolo Kurt Rottensteiner, in quel di Mazzon, sponda sinistra dell'Adige, di fronte a Termeno. 

 

mer 23 set 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Tra i vini che si incontrano girando per il mondo ce ne sono alcuni decisamente inattesi come certi rossi di Liguria che nascono da vitigni autoctoni e hanno un'eleganza che ricorda certi vini di Provenza. È il caso dell'uva Granaccia, l'Alicante degli spagnoli, la Grenache dei francesi, il Cannonau dei sardi. In Liguria è rosso profondo, fresco, ruffiano e vitale come un porto di mare, salmastro, incredibilmente mediterraneo, vino che butteresti giù a sorsate lunghe anche coi cartocci d'acciughe, che berresti di fronte al mare, tra le spume degli scogli. Pulito in bocca, profondo nell'anima e nel colore. La miglior bottiglia assaggiata è il  Sciurbì, di Cascina Praiè a Colla Micheri, nel Ponente ligure. 

mer 23 set 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sono ancora in giro per l'Italia a raccogliere le testimonianze dei "Sovversivi del gusto" per riunirle in un libro. Che cosa posso raccontare dal nord a chi sta a Rimini? Beh, di un buon ristorante che è sempre un indirizzo da tenere in tasca. Dove? A Milano dove capita a molti di passare, magari per lavoro, e i locali come si deve sono pochi e normalmente carissimi. Ecco il ristorante Sempione 42 è l'eccezione, e che eccezione, che conferma la regola: ottimo e con un grande rapporto qualità prezzo. Nome e indirizzo sono tutt'uno, corso Sempione, 42, per un ristorante che è una scoperta davvero travolgente. Lontano dai luoghi dall'architettura postmoderna, qui è il legno che dona davvero un calore datato e rassicurante. Ventisei coperti coccolati in sala da Samantha Serafini e deliziati in cucina da Andrea Alfieri. A mezzogiorno c'è la possibilità di mangiare, a Milano, bene, con 15 euro, un miracolo, di salute e di piacevolezza. 

mer 23 set 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

L'Occitania è un territorio transnazionale, una nazione non nazione, dove ancora si parla la langue d'oc, l'occitano provenzale, la lingua romanza che per dire sì, dice oc. Idioma e cultura antichi, dimenticati, osteggiati anche, ma con tanto di Nobel per la letteratura: il poeta Frédéric Mistral, nel 1904. L'Occitania, va dalla val d'Aran in Spagna, passa attraverso la Francia meridionale e arriva fino ad alcune vallate italiane, in Piemonte, in provincia di Cuneo. Qui, in Val Maira, ho assaggiato la öla, vero monumento alla sobrietà: minestrone di patate, porri, fagioli e costine di maiale (si mette tutto in pentola con l'acqua e il sale), cuoce a forno spento, dopo aver sfornato il pane, per almeno una decina di ore, piano piano, mentre il sasso perde calore donandolo alla öla, la pentola di coccio che dà il nome alla zuppa. Si può fare anche sul fuoco, facendo cuocere fino a quando la carne delle costine si disfa e diventa introvabile. 

mer 07 ott 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

È il periodo dei funghi porcini, non sono troppi quest'anno, ma sono buoni, profumati. In tanti anni di ricerca attorno al risotto filosofale, alla perfezione intorno al fungo porcino sono giunto a questa ricette che prevede l'uso sia di boleti freschi sia di quelli secchi. Mettete una manciata di porcini secchi a rinvenire nel latte tiepido per una ventina di minuti. Intanto preparate un buon brodo vegetale, di sole verdure. Poi rosolate in un tegame, in olio extravergine e burro, mezza cipolla tagliata a fette, tostate il riso, rigorosamente Carnaroli e sfumate con un po' di vino bianco. Aggiungete il brodo, un poco alla volta, a mestolate, e i funghi secchi, ormai rinvenuti e sciacquati con l'acqua. Portate il riso verso fine cottura, mescolando. A parte in una padella passate nel burro, per un paio di minuti, dei porcini freschi affettati, con sale, pepe e abbondante prezzemolo tritato. Incorporate al risotto e portate in tavola.

mer 07 ott 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Davanti ai bianchi friulani spesso c'è da togliersi il cappello, ma di fronte a vitigno principe del Carso, alla bacca bianca autoctona condivisa da Italia e Slovenia, a volte è necessario pure l'inchino. Pochi vini bianchi sanno essere così territoriali come la Vitovska che in bocca sembra parlare della pietra del Carso, della terra rossa strappata dal sasso, dei muretti che costeggiano i sentieri e i boschetti di quercia, di queste alture che guardano il mare, l'Adriatico, i castelli di Miramare e Duino. Quella di Benjamin Zidarich, viticoltore di Prepotto, comune di Duino Aurisina, provincia di Trieste, è una Vitovska dal colore giallo dorato, vino naturale, minerale, salino, lunghissimo, rinfrescante. Meraviglia da pesce crudo, da terra di confine.

mer 21 ott 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sì, lo so, lo so, l'estate è finita da un pezzo. Eppure qualche buon sapore di nostalgia può rendere più piacevole la pausa pranzo di mezzogiorno. Per ogni commensale prendete una fetta grande di pane, casereccio, possibilmente siciliano (come tipologia, non serve che sia fatto in Sicilia) ma anche un buon pugliese va bene, qualche pomodorino che ancora viene dal Sud e sa di sole (sfregatelo sul pane), poi acciughe dissalate, buone, carnose, a pezzettoni, abbondanti, capperi lavati dal sale, cipolla rossa tagliata molto sottile, peperoncino frantumato, origano profumatissimo e olio extravergine, meglio se siciliano, da dove proviene il piatto, meglio se di oliva Tonda Iblea. Un bicchiere di vino bianco, per accompagnare, un po' di nostalgia dell'estate e un pranzo mediterraneo è pronto, in cinque minuti.

mer 21 ott 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sono più di diciotto anni che scrivo su questo giornale. Scrittura maggiorenne. È talmente tanto tempo che posso permettermi di immaginare di avere dei lettori fedeli. Ecco, mi perdoneranno gli altri, gli occasionali, quelli che capitano su questa pagina la prima volta se mi concedo qualche confidenza riservata ai lettori da lunga data. Chi mi segue sa che ho smesso di recensire ristoranti, di qualcuno al massimo racconto, come in questo periodo che sono in viaggio per l'Italia. Uno dei motivi per cui non voglio più scrivere di ristoranti è che non ci vado più: mi annoiano i virtuosismi gastronomici, le lamentazioni del periodo di crisi (vengo per mangiare mica per fare il confessore), la qualità delle materie prime che, salvo lodevoli eccezioni, è in caduta libera. Con gli stessi soldi, a casa, cucino pranzi da re con materia prima eccellente. Tra i ristoranti, però, ci sono luoghi che per me sono un vero e proprio rifugio dell'anima, posti dove stai bene a prescindere.

mer 21 ott 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sono stato in provincia di Palermo, a San Giuseppe Jato, Corleone, Portella della Ginestra, a vedere il lavoro della cooperativa Placido Rizzotto, una delle realtà che coltivano le terre confiscate ai boss mafiosi. Forse cercavo degli eroi, ho trovato invece persone che lavorano normalmente, cercando di portare avanti un discorso di legalità in zone dove l'illegalità è stata (e in parte è ancora) sovrana. Tra vari prodotti (pasta, legumi, olio) realizzano anche degli ottimi vini nella cantina Centopassi. Tra tutti mi ha colpito il Cataratto Terre Rosse di Giabbiascio, vino bianco proveniente dalla sabbie rosse dell'Alto Belice, da un vigneto antico dove a passeggiarci dentro sempre di camminare nel film "Salvatore Giuliano" di Francesco Rosi. Siamo a 400 metri d'altitudine, il vino che ne esce è sapido, territoriale, floreale, profondo, siciliano e al tempo stesso freschissimo.

mer 04 nov 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ho concluso il mio giro d'Italia: sessanta giorni esatti, per venti regioni, isole comprese. Ero in viaggio tra i "Sovversivi del gusto", cioè nel Paese rurale e goloso, tra persone che hanno anteposto la propria passione, l'amore per la natura, la cultura del buono, alle gratificazioni del mercato. Gente che alla terra ha dato e sta dando la vita, ricevendo in cambio una consapevolezza del mondo che noi, imbottigliati nel traffico della statale, neppure sappiamo immaginare. Ovviamente in questo viaggio ho mangiato, nel senso che mi sono fermato, per nutrirmi e per piacere, in numerosi ristoranti. Molti, diciamo la metà, erano pieni, macinavano coperti a ritmo serrato mentre altri funzionavano un po' sottotono e alcuni, infine, soffrivano in maniera potente il vento della crisi, il vuoto di clienti. Ho sentito la paura di qualcosa che non si vuole nominare, le confessioni sottovoce su quante migliaia di euro si stanno perdendo ogni mese, il serrare i pugni tentando di andare avanti, aspettando che cambi qualcosa, addirittura che tutto torni come prima. Ecco, per quel poco che capisco, niente tornerà come prima. Il mondo sta cambiando, compreso quello della ristorazione.

mer 04 nov 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ci vuole così poco a fare una zuppa gustosa e incredibilmente poco costosa. Roba che anche i commensali più giovani, magari appena usciti da scuola, spazzolano con voracità, cercando di indovinare gli ingredienti. In una casseruola mettete, a freddo, patate, zucca e una cipolla tagliate a pezzetti, funghi piopparelli (li vendono coltivati, ci si mette un attimo a pulirli e sono assai saporiti), prezzemolo, foglie di carota (sono gustose e danno un bel colorino), poco aglio, sale e una manciata di pepe del Sichuan, se lo avete. Ovviamente le verdure possono variare a seconda del mercato, cercando di giocare però un po' sempre tra il dolce della zucca e l'aromaticità dei funghi, magari aggiungendo qualche fagiolo ed evitando verdure con tendenze amarognole come le zucchine. Accendete il fuoco, fate bollire per un'ora abbondante. Passate con il frullatore a immersione e servite a mestolate bollenti su crostini di pane raffermo tostato.

mer 04 nov 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

In Sardegna, a Serdiana, nel Cagliaritano, ho scoperto un vitigno bianco, anzi dorato, che non conoscevo, neppure per sentito dire: il Nasco. È uva antichissima nell'isola, dalla quale pochi, pochissimi, produttori traggono soprattutto vini da dessert. Maurizio Altea, nella piccola cantina Altea Illotto, con l'Igt Sibiola, lo vinifica secco, con l'aggiunta di un po' di Vermentino. Si chiama Altea Bianco e il risultato è un vino con sfumature oro, di grande struttura, fruttato al naso il primo anno e poi ricco di sentori di muschio, fiori e piante della macchia mediterranea, cisto, mirto, rosmarino. In bocca è lungo, goloso, sapido, marino, di quei vini che pretendono il sorso successivo e ti fanno dimenticare la gradazione non proprio da educande. Chiama il mare, la griglia, il fumo.

mer 18 nov 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Buona annata, finalmente!, per il tartufo bianco pregiato: i preziosi e profumati funghi ipogei sono ben presenti tra boschi e calanchi e la crisi economica ha un po' contribuito ad abbassare i prezzi. Quest'anno si possono trovare delle inebrianti pepite, magari non troppo grosse, anche attorno ai 1000 euro al chilo, la metà della scorsa stagione. E sulla tavola si può ricreare la magia della grande cucina fatta di poche cose, ma indimenticabili. Ho mangiato un solo tuber magnatum in quest'autunno 2009, vicino a Ferrara a Runco, da amici, nell'agriturismo Le Occare, luogo di grande charme: due uova al tegamino, un tartufo che effondeva effluvi di meraviglia e una bottiglia di Barbaresco della Cantina dei Produttori di Barbaresco, annata 1999. Ecco, questo credo sia mangiare da re. Se non vi piace l'uovo, sono perfette le tagliatelle, se non amate il Barbaresco, puntate sul Brunello o sul Sagrantino di Montefalco. I migliori tartufi, i bianchi dall'afrore inconfondibile, in provincia di Rimini non mancano proprio, specie ora che sono entrati i sette comuni dell'alta valle del Marecchia, portando in dote Sant'Agata Feltria, una delle "Città del Tartufo" italiane con la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato che in ottobre ha visto chiudersi la venticinquesima edizione. 

mer 18 nov 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Può un libro vivere solo su Internet? Pare di sì. E mica vivacchiare, prosperare come un piccolo bestseller. La storia è questa: Sigrid Verbert, origine belga, residenza romana, da qualche anno cura un blog di culto per gli appassionati di cucina: www.cavolettodibruxelles.it

Parliamo di un sito di ricette con migliaia di visitatori ogni giorno. Sarà perché le immagini fanno gola, sarà perché i piatti proposti solo ghiotti, sarà perché lei, Sigrid, è simpatica, ma il successo negli anni è stato crescente. Ora alcune ricette del sito sono raccolte in un bel libro, di carta, fotografico, con immagini intriganti realizzate dall'autrice, edizione curatissima: Il libro del cavolo, Cibele edizioni, appena uscito in libreria. Anzi no, appena uscito in rete, si acquista solo su Internet: www.cibele.it
Ecco, per chi non crede alla rete, il dato parla chiaro: è andato in ristampa dopo una settimana, le prima 1500 sono state bruciate in pochi giorni. Ventotto euro, ben spesi, per un ricettario destinato a diventare un oggetto di culto.

mer 18 nov 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

L'Aglianico è vitigno antico del sud d'Italia. C'era da prima dei romani, è la Vitis Hellenica. A Taurasia si pigiava l'uva già da tempo quando i romani sconfissero definitivamente gli Irpini. E in Irpinia, tra le montagne della provincia di Avellino, il vino a base di Aglianico si chiama Taurasi ed è rosso di eleganza irraggiungibile. A Montemarano, quasi seicento metri d'altitudine, Salvatore Molettieri produce il Taurasi Cinque Querce da vigne in cui si vendemmia tardi, a volte oltre il 20 novembre. Certi anni il giorno prima della neve. Il naso nel bicchiere è una passeggiata in una stampa ottocentesca, in un giardino degli gnomi, tra bacche rosse, grosse fragole, sambuco, lamponi... Vino unico per terrigna meraviglia, da dimenticare in cantina e ritrovare per le grandi occasioni della vita perché l'Aglianico è vino lungo un'esistenza intera e si fa saggio, morbido, profondo con l'età, il tempo, l'esperienza.

mer 16 dic 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

È interessante ragionare intorno alla crisi anche per vedere come gli altri la affrontano. In Svizzera le cose non vanno troppo bene, come nel resto dell'Europa. In più gli svizzeri pare soffrano, economicamente, di essere esterni all'Unione Europea. Però fanno fronte alla crisi sostenendo i consumi interni: cioè comprano svizzero, in modo che le loro aziende si sostengano in attesa di tempi migliori. E lo fanno con coscienza. È il contrario della globalizzazione: si acquistano le cose di casa, si parte così, sostenendo il proprio territorio. Ad applicarlo all'Italia e al settore enogastronomico viene da sorridere: la maggior parte delle persone non sanno né vogliono sapere da dove vengono le cose che mangiano. Ecco, noi invece vogliamo provare ad acquistare cose buone, di stagione, locali. A partire dalle materie prime per organizzare pranzi e cene per le imminenti festività. Bene, il latte si può trovare fresco, buonissimo, crudo, nei diversi distributori che ormai sono a ogni angolo di strada. Una piccola rivoluzione. Formaggi pecorini, di fossa, vaccini freschi come lo squacquerone, ricotte, se ne producono di ottimi, soprattutto in Valconca.

mer 16 dic 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Mi capita tra le mani il bel libretto "Sapori Mitteleuropei - La cucina Triestina" (Maria Pacini Fazzi editore, Lucca, 2005, euro 4,00) di Tatiana Silla. Lo sfoglio e pagina dopo pagina racconta di sapori veneti, friulani, austro-ungarici, turchi, greci, slavi, di tradizione ebraica, che si mescolano di fronte a un mare uguale al nostro, ma visto più a nord, tagliato dalla bora, incastonato in uno dei cuori dell'Europa. Tra i piatti mi colpisce questo baccalà in rosso che si ottiene soffriggendo 2 spicchi d'aglio in olio extravergine, aggiungendo poi 3 filetti d'acciughe dissalate, otto etti di stoccafisso ammollato e tagliato a pezzi (nel Triveneto per baccalà si intende lo stoccafisso, Trieste non sfugge alla regola). Una manciata di prezzemolo, sale, pepe, una sfumata di vino bianco. Infine mezzo chilo di polpa di pomodoro e acqua a coprire il pesce. A fine cottura aggiungete delle patate bollite a parte e servite.

mer 16 dic 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Parlo al telefono con l'addetto stampa della mostra "Rimini – Design in centro storico", mi invita a un gioco, una degustazione, intorno al Franciacorta Satèn di Contadi Castaldi. Mi racconta che c'è un legame tra la cantina bresciana e il design italiano. Ascolto, mi sembra bello il filo che unisce un grande produttore di bollicine e le opere di alcuni designer italiani considerati tra i più noti, esposte al duoMo hotel di Rimini, un posto bellissimo per le sedie che sembrano quelle di un barbiere spaziale e la navetta d'antan, un furgoncino color hippy. Insomma, roba che ti piace appena la vedi perché sa di qualcosa che sa coccolare l'immaginario. Al gioco/degustazione non posso andare, sono altrove, ma mentre ringrazio e abbasso la cornetta mi vengono in mente le bollicine suadenti, diciamo pure ruffiane, del Satèn di Contadi Castaldi, morbidezza non stucchevole, già questo vale un premio tra gli spesso troppo sontuosi Franciacorta, freschezza da compagnia, quella sì che si ricorda. La mostra sul design, curata da Matteo Sormani e Nina Yashar, è aperta fino al 20 dicembre.

mer 13 gen 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Fa freddo, è un inverno piovoso, che immelanconisce. È bello consolarsi bevendo una tazza di brodo, di quello di carne, ben fatto. È una gustosa abitudine preparare il brodo, per la minestra, per i passatelli, per il risotto. È facile, richiede solo tempo d'attesa, si può leggere un libro. In una pentola grande, a freddo, mettete un chilo di manzo, tagli da pochi soldi, che si sfibrino e cedano al brodo tutto il sapore. Nella scelta della qualità, non del taglio, ricordate solo che il brodo racconta, al naso, la vita dell'animale, il pascolo, il fieno o, viceversa, i mangimi e la vita rinchiusa. Poi un pezzo di cappone, oppure mezza gallina, un osso di manzo e riempite d'acqua. Fate bollire, pulite la superficie con la schiumarola. Aggiungete, interi, una cipolla (con i chiodi di garofano infilati, se piacciono), qualche pomodoro, prezzemolo fresco, una costa di sedano con le foglie, due carote, alloro, sale grosso e pepe in grani. Bollite per almeno tre ore. Togliete carne e verdure e filtrate. Sgrassare? Ma non scherziamo.

mer 13 gen 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La folgorazione è stata causale e profonda, non sulla via di Damasco, ma neppure troppo lontano: sulle strade del Maghreb, del Medio Oriente, della cultura berbera, di quella araba, dell'Andalusia, ma anche degli ebrei delle città del nord Africa e dei viaggiatori sulle piste del Senegal e della Mauritania. Tutto in un libro che ha il respiro delleMille e una notte, incontrato per caso, anzi per lavoro: l'editore Guido Tommasi di Milano mi ha affidato l'editing de Le avventure del couscous di Hadjira Mouhoub e Claudine Rabaa. Mi toccava l'ultima pennellata, prima della stampa, all'ottima traduzione di Luca Umidi. Un lavoro bello, interessante, ma quasi di routine. E invece le due autrici mi hanno portano in un mondo che attraversa deserti, profuma di storia, di popolazioni nomadi, di ospitalità sacra, di religiosità colorita, di cibi condivisi, di luoghi fiabeschi, di un sobbalzare del vivere e della storia che sembrano seguisse l'andamento di un cammello tra le dune. Quanto poco sappiamo della vita, della storia, della cultura, dei punti di vista e della cucina degli altri... Lo dico da curioso di tutto, ma probabilmente mai abbastanza. Un libro come Le avventure del couscous è un viaggio in un mondo vicino e lontanissimo. Ho rivisto la Francia, la banlieue parigina, gli immigrati, il Marocco, le case di Amsterdam, ma anche la Sicilia, Trapani, San Vito lo Capo... 

mer 13 gen 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Per l'ultimo dell'anno, in rigorosa compagnia di cotechino e lenticchie, ho bevuto un vino dal nome incredibile: Scurone Sgrassaporco, rosso spumeggiante e scontroso, a base di Lambrusco e Merlot, rifermentato in bottiglia, col fondo e il tappo a corona, prodotto dall'azienda Villaboni di Pazzano di Serramazzoni, Modena. È vino potente da salumi e da merende, spigoloso, inquieto, contadino fino al midollo, erede di una tradizione che a noi piace, di vini di tradizione, per nulla costruiti. Dello stesso stile, ogni bottiglia diversa dall'altra, ricordo con piacere il Surlié! da uve Fortana prodotto dal ferrarese Mirco Mariotti, il Gutturnio Tournesol di Lodovica Lusenti di Ziano Piacentino e l'imponente Casalone, Lambrusco Reggiano di Amilcare Alberici, Boretto, due passi dal Po. Roba dell'altro mondo, anzi, di un'altra Emilia, la più interessante.

 

mer 27 gen 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Nel ricettario PiùRimini, ideato da Rita Bellentani e curato dalla bravissima Lorella Barlaam trovo lo spunto per affrontare il freddo di questi giorni: cotiche e fagioli. Piatto semplice, goloso, sobbollente, tiene caldo e compagnia per il lungo tempo di cottura. Profuma la casa, borbotta di sottofondo e scalda le viscere. Per quattro persone basta lasciare a bagno una notte intera tre etti di fagioli borlotti secchi. Al mattino cambiate l'acqua, bollite i fagioli assieme a cipolla, carote e sedano per almeno un'ora e mezza. Scolateli e tenete in serbo il brodo. A parte lessate le cotiche. Poi in un tegame soffriggete cipolla, sedano e carota, rosolate le cotiche, unite i fagioli, aggiustate di sale e di pepe. Colorate con un po' di passata di pomodoro, allungate col brodo dei fagioli (quello che avanza, e sarà tanto, usatelo un'altra volta per tirare il riso, alla moda vercellese), finite di cuocere lasciando un po' acquoso e via di cucchiaio.

mer 27 gen 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sono ormai quindici anni che lo ripeto, una volta in più non farà male: l'olio extravergine delle colline riminesi, se fatto bene, con tutti i crismi, è uno dei più ghiotti e interessanti d'Italia. Sì, dici bene tu, ribattono i produttori, ma intanto nessuno se lo fila. Certo, c'è un gap di comunicazione da riempire, la meraviglia degli oli liguri e pugliesi era nota sin nell'antica Roma, ci sono almeno duemila anni di silenzio da colmare. È quindi un grandissimo riconoscimento trovare un riminese tra i primi venti olio al mondo: il Borgo del Melograno di Montefiore Conca è il miglior fruttato leggero Dop, secondo Flos Olei 2010, la guida ai migliori extravergine del mondo curata da Marco Oreggia e Laura Marinelli. Un bel colpo, anche perché su venti, gli italiani sono solo otto. Nella guida, ma senza supermenzione, compare anche l'ottimo extravergine "Uliveto del Fattore" dell'azienda Primo Fraternali Grilli di Montegridolfo.

mer 27 gen 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

A voler salvare le tradizioni senza preservare le produzioni si finisce come i ristoratori di Pavia e dintorni che le rane per le fritture “tipiche” le importano dalla Cina o dalla Turchia. A Rimini della piada fatta con la farina del Montana e lo strutto olandese, credo debba interessare poco. Quello che si produce qui è alla base di una dieta territoriale che ha una serie di vantaggi: i prodotti sono controllabili dall’inizio alla fine, i sapori non devono sopportare lunghi viaggi e altrettante manipolazioni. Si combatte anche così la battaglia per l’aria pulita: meno camion che scorrazzano su e giù per l’Italia a portare le pesche di Cesena a Palermo e quelle di Catania a Forlì. Il progetto PiùRimini, sostenuto da Cia (che non è il controspionaggio americano ma la Confederazione Italiana Agricoltori), Cna e Legacoop, è nato nel 2007 con l’intento di fornire prodotti di aziende locali, sapori eccellenti ma anche quotidiani, ai ristoranti e, in generale, alle mense e ai luoghi di ristoro collettivi.

mer 10 feb 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Che noia il come eravamo. Che minestra riscaldata le tradizioni. Che presa per i fondelli le radici. Gli uomini, dice l'antropologo Marco Aime, non hanno radici, hanno piedi e li usano per spostarsi. Da queste mescolanze nascono le meraviglie del cibo, altro che storie. E i piatti sono territoriali, questo sì che è un valore, nella misura in cui sono realizzati con materie prime del posto. Durante un viaggio enogastronomico lungo il fiume Po che ho fatto nel 2007 ho visitato decine di trattorie fluviali di "tradizione" che offrivano i piatti tipici della zona: pesci gatto e rane fritte, filetti di persico reale, anguille, storioni... Tutti animali che non solo nel Po non ci sono più (e se ci fossero nessuno oserebbe mangiarli...) ma che si comprano spesso e volentieri all'estero, magari congelati: la rane in Turchia o in Cina, i persici nel Nord Europa, le anguille in Francia. Allora a che serve il piatto della tradizione? A fare teatro, per i turisti, per i viaggiatori a cui piace sentirsi raccontare la favola di un mondo che non c'è più.

mer 10 feb 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

I piselli si conservano molto bene secchi, meglio che in scatola (tanto più che, leggendo l'etichetta, capita anche di trovare dei piselli in scatola ottenuti reidratando quelli secchi). Si trovano in commercio spezzati e hanno come unico inghippo che bisogna metterli a bagno. Tutta la notte. La mattina poi si sciacquano in acqua fredda. Usiamone 250 grammi per 4 persone. In una pentola con olio extravergine d'oliva e un po' di pancetta o grasso di prosciutto rosolate, dopo averli fatti a pezzi, una cipolla, una carota, una costa di sedano, una patata e due spicchi d'aglio. Mettete poi i piselli e coprite con acqua abbondante. Salate e cuocete per tre quarti d'ora. Aggiungete del cumino e anche un po' di curry. Spegnete e frullate col frullatore a immersione. Servite con crostini di pane.

mer 10 feb 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Basta pochi sorsi e poche cantine perché il pensiero segua le curve della Valpolicella, territorio d'elezione dell'enologia veronese, colline dove nasce l'Amarone, il più imponente dei vini dell'est d'Italia. Struttura da grande tra i grandi, dovuta all'appassimento tradizionale delle uve. In un recente girovagare di colline ho incontrato due piccole meraviglie: l'Amarone Gaso 2004, cru antico dell'azienda San Rustico di Valgatara di Marano e l'Amarone Monte dei Ragni 2003 prodotto a Marega di Fumane. Il primo colpisce per il colore imponente, la ciliegia, le spezie e un velluto in bocca che sa d'antico. Diremmo meraviglia d'altri tempi se non fosse il Monte dei Ragni a condurci in un altro mondo: agricoltura estrema, naturale, senza compromessi, rispetto assoluto dei tempi della vite (e della vita) per un rosso meno imponente del Gaso e forse anche meno elegante, ma prorompente come un tornado di more al naso, il nerbo intenso che chiede di essere domato. A scegliere tra i due non sarei capace.

mer 24 feb 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

Non può mancare nella biblioteca di nessun appassionato di cucina locale l'ultima fatica dello scrittore Graziano Pozzetto: Le minestre romagnole di ieri e di oggi (Panozzo Editore). In questa monumentale raccolta di primi piatti sono andato a scovare una zuppa di stagione dimenticata e buonissima, quella di verze. Mettete le verze tagliate in una pentola, a freddo, assieme a acqua, un po' di cipolla, una patata per addensare, sale. Cuocete per un'ora, dice la ricetta, ma può bastare la metà. Preparate a parte un soffritto con pancetta, cipolla e conserva di pomodoro. Versate nella pentola delle verze e fate cuocere per un'altra ventina di minuti. Servite con pane secco spezzettato, un filo d'olio extravergine, una grattata di parmigiano e una macinata di pepe nero. 

 

mer 24 feb 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Questa non è la recensione di un ristorante, ma la suggestione di un luogo. Che parte da un ricordo, quello di una delle cene più semplici (e golose) gustate negli ultimi tempi. Autunno 2009. Cibo frugale, a tavola con i proprietari: uova al tegame, di morbidezza perfetta, avvolte da una nuvola odorosa di tartufo bianco pregiato, il pane ferrarese fatto in casa (il più buono che abbia mai mangiato), una bottiglia di Barbaresco del 1999. Non servono grandi cose, ma cose grandi per fare la felicità a tavola. E i commensali non sono certo secondari, Giovanni e Cristina, proprietari delle Occare, dimora con cucina nella campagna ferrarese, a Runco di Portomaggiore, sono ospiti attenti, delicati e colti come pochi se ne incontrano in giro per l'Italia. Li ho conosciuti scrivendo il romanzo La signora del caviale. Nel libro si parla anche del mitico caviale del Po che Cristina stava cercando di riportare agli antichi splendori (e le sperimentazioni fanno ben sperare). Cristina, che di cognome fa Maresi, è riminese e questo ha reso l'incontro ancor più interessante: non tutti i riminesi che si occupano di ospitalità in giro per il mondo ripropongono lo stereotipo della pensione mariuccia. 

mer 24 feb 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

"Un libro nel bicchiere" è una bella idea di Davide Bigucci, produttore di vino del Podere Vecciano: mettere insieme letteratura e vino, con presentazioni e degustazioni in cantina, chiacchiere con gli autori, possibilità di incontro tra mondi. Serate informali di presentazione di libri al Podere Vecciano di Vecciano di Coriano, organizzate con l'aiuto del critico e poeta Paolo Vachino e della libreria Indipendente/mente Interno 4 di Rimini. Io faccio da cavia martedì 9 marzo, alle ore 21,00 con il mio romanzo La signora del caviale, che narra di una comunità di pescatori di storioni nel basso corso del fiume Po vista attraverso gli occhi del giovane nipote del capostazione del paese. Un intreccio di uomini e storia, all’ombra della seconda guerra mondiale. Di "Un libro nel bicchiere" non c'è un calendario, ci si passerà il testimone tra scrittori. A fianco di ogni serata un bicchiere di vino e qualche prodotto del territorio da assaggiare. È tutto gratis per far conoscere libri, vini e prodotti, ma la cantina è piccola, se non si prenota di rischia di rimanere fuori: 0541 658388.

mer 10 mar 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Non l'avrei acquistata in enoteca la bottiglietta da mezzo litro di SONO 2009 se non avesse avuto la spiegazione dell'oste scritta su un bigliettino: primo Sangiovese di Romagna senza solfiti aggiunti. Ovvero un Sangiovese senza solforosa aggiunta, quindi potenzialmente capace di evitare mal di testa e altri fastidi, una delle nuove frontiere dei vini naturali. Si chiama SONO, che sta per Solfiti No ed è prodotto dall'ottima azienda Tre Monti di Imola, estremo nord del Sangiovese di Romagna. Il formato della bottiglia, 500 ml, è curioso e forse anche pratico in tempi di palloncino e ritiro della patente. Temiamo un vino pastoso, come spesso accade tra i vini molto naturali, tra i tentativi a solfiti zero. In effetti manca un po' di nerbo, ma non di freschezza e di profumi per 13,5 gradi di grande piacere. Finita la bottiglia vien subito voglia di aprirne un'altra.

mer 10 mar 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Così giorno dopo giorno ci tocca scoprire che a San Marino si mangia bene. Imparare che una delle strade intraprese dalla repubblica del Titano per cambiare abito, smettere di essere pensata come un paradiso fiscale, far fronte alla crisi economica, far dimenticare gli scandali finanziari, è quella di valorizzare il territorio, l'agricoltura, i prodotti tradizionali. Lavorando quasi in sordina, passo dopo passo, ma ogni giorno dall'antica terra della libertà arriva un segnale nuovo: la stella Michelin alla Taverna Righi, il ristorante simbolo della buona gastronomia locale, la nascita del consorzio Terre di San Marino per promuovere, bene, i prodotti locali, il Museo della civiltà contadina e delle tradizioni, i laboratori del gusto con i bambini delle scuole impegnati a prepararsi da soli, con le proprie mani, l'impasto per la piadina. Buon ultimo Identità di Libertà, incontro di chef e produttori di gran fama, appena conclusosi, organizzato dal giornalista Paolo Marchi che ogni anno a Milano raduna il meglio del meglio degli chef nazionali ed europei per le giornate di Identità Golose. Quindi profilo alto, cosa alla quale San Marino non ci aveva abituato in passato. 

mer 24 mar 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Il pancotto è roba antica, di quando non si buttava via nulla, men che meno il pane raffermo. Nelle varie versioni dell'Italia centrale, compresa la pappa col pomodoro toscana, il pane lo si immagina morbido, in qualche modo bagnato, non abbrustolito dal fuoco e insaporito dall'orto. Ecco, in questa versione asciutta che viene dal cuore della Campania siamo di fronte a un piatto pungente d'aglio, piccante di peperoncino, forte di fiamma e dolce d'olio extravergine. Fate sentire il bollore alle cime di rapa, poi tagliatele, quindi soffriggete, in pentola antiaderente, aglio abbondante e peperoncino rosso fino a che l'aglio non si fa quasi scuro e si toglie. Mettete le cime, aggiungete altro olio e fatelo bollente, mettete il pane, tagliato a cubetti, insaporitelo, rendetelo abbrustolito, oleoso e piccante. Finite col sale, portate in tavola caldo.

mer 24 mar 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Il primo incontro è stato molti anni fa, in una cantina di antichi proprietari terrieri un po' decaduti, nei dintorni di Oristano. Della campagna, a forza di spezzare eredità, al mio ospite era rimasta solo una vigna, divisa in filari di uve diverse: per ogni filare faceva una botte, ora di rosso, ora di bianco... Tra tutti mi colpì un rosso asciutto, con una nota amabile, profumo intenso, caratteristico. Cos'è? Sa Monica, la Monica. Scoperta inattesa di uva dall'anima sarda, che dà un vino poco conosciuto, ma molto molto piacevole. In purezza può anche stancare il palato, ma in uvaggio, mescolato con altri, tira fuori franchezza ed eleganza: da provare tra le bottiglie che si possono trovare in "continente" l'Altea Rosso dell'azienda Altea Illotto di Serdiana, uvaggio biologico di Monica proveniente da un vigneto di quarant'anni d'età, Carignano e Cannonau.

gio 08 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

 

 

In Piemonte sono i luvertìn, in Lombardia i luartìs o luvertini e in Veneto i bruscandoli. In Romagna li ho sentiti chiamare asparagina, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Comunque si tratta dei germogli di luppolo, facili da trovare, adesso che finalmente è primavera, nelle zone umide e sabbiose. Somigliano un po' all'asparago selvatico che va altrettanto bene, anzi è ancor più gustoso seppur più delicato, per questa semplice frittata delle meraviglie, frutto delle passeggiate domenicali. Lavate i germogli, stufateli nel burro per qualche minuto, quindi fateli raffreddare e poi uniteli alle uova sbattute con un po' di latte, Parmigiano Reggiano grattugiato, sale e una macinata di pepe. Amalgamate bene e cucinate come tutte le frittate, in un filo d'olio extravergine d'oliva. Accompagnate con un Pagadebit di Romagna, sbocconcellando pane toscano a levitazione naturale, qualche scaglia di pecorino e le prime fave fresche. 

 

 

gio 08 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ho sempre usato il cibo per raccontare la vita. Chi mi segue da quando esiste questa rubrica lo sa. Mi sono trovato per caso a scrivere di cose da mangiare agli inizi degli anni Novanta del Novecento, ormai vent'anni fa. Giravo l'Italia per conto di una rivista di pesca sportiva e raccontavo di laghi, fiumi e torrenti, poi giravo la Romagna per raccontarne l'entroterra su una rivista mensile che parlava della regione. In tutto questo viaggiare - perché forse è questo il mio vero mestiere: il viaggiatore - mangiavo, ho sempre mangiato, con la curiosità di chi incontra luoghi, cucine, sapori, prodotti, oli, salumi, formaggi, erbe, ortaggi e vini diversi. All'inizio capivo poco, avevo i ricordi della cucina della nonna paterna, altra viaggiatrice a seguito del nonno capostazione e le lezioni dello zio gourmet ed appassionato di vino. Ma avevo pure il palato del giovane golosastro, affascinato anche dalle schifezze: ebbene sì, ho amato cose orrende come spiluccare il dado da brodo nel frigorifero o rimpinzarmi di maccheroncini panna, prosciutto e piselli.

gio 08 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Aprile è il mese del Vinitaly, la grande kermesse del vino che si tiene a Verona, quest'anno dall'8 al 12 aprile. C'è davvero di tutto: bottiglie, proposte, vini, produttori, industrie, regioni, province, consorzi... Da perdersi senza riuscire spesso a capirci nulla. Attorno al Vinitaly però fioriscono due interessanti iniziative che sono una sorta di assalto al palazzo d'inverno. Una è Vinnatur, rassegna di vini naturali, biologici, biodinamici, terrigni e contadini, con alcuni francesi indimenticabili, oltre a produttori italiani, sloveni e croati, che si svolge nella splendida Villa Favorita a Monticelli di Fara nel Vicentino, l'11 e 12 aprile. L'altra iniziativa è Vino Vino Vino curata dal consorzio Vini Veri e sempre legata al mondo dei vini naturali che si svolge a Verona, all'Area Exp Cerea negli stessi giorni del Vinitaly.

mer 21 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ho riscoperto il pesce lessato come piatto ghiotto e salutare per cena. Piace a tutti se cotto come si deve. Certo, occorre il pinnuto giusto: un rombo, un pesce San Pietro, una trota, una spigola di mare, un bel merluzzo, una mazzola non troppo piccola... Poi serve la pentola adatta, una pesciera che contenga il pesce senza doverlo piegare. A questo punto si prepara quello che i francesi chiamano il court-bouillon, l'acqua di cottura. All'acqua si aggiunge poco sale, sedano, carota, cipolla, prezzemolo, alloro se piace, pepe. Poi vino bianco o aceto di vino bianco, in misura variabile a secondo di quanto vogliamo aromatizzare il pesce. Se avete tempo fate bollire il court-bouillon da solo per una mezz'ora, altrimenti inserite il pesce nel liquido non ancora caldo. Fate bollire senza clamore. Indicativamente, per un pesce di meno di mezzo chilo bastano dieci minuti, per uno da un chilo occorre meno di mezz'ora. Andate ad occhio, in senso letterale: quando l'occhio è bianco e le carni smettono di essere lucenti, il pesce è pronto. A me piace lasciarlo raffreddare nella sua acqua, poi pulirlo e condirlo con olio extravergine d'oliva delle colline riminesi, limone se piace. Patate lesse d'accompagnamento.

mer 21 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sono stato bambino a Rimini. A San Giuliano, né Borgo né Mare, via Borgatti, vicino a via Madonna della Scala. Ho girato in bicicletta per tutta l'infanzia intorno a casa e l'ora la imparavo non dall'orologio, ma dal profumo del pesce arrosto, cucinato sulla carbonella. Sentivo la piada e il pane tra le viuzze del Borgo, dove andavo perché c'erano la chiesa e il catechismo e qui l'odore era l'incenso, il bucato fresco delle cotte di sacrestia, il vino dolciastro e un po' brusco versato nel calice... Di fronte a casa avevo Piloti, quello dei ferrivecchi, e ho imparato quanto sia avvolgente, ma solo se ti avvicini, l'odore della ruggine. O quanto fosse inebriante la carta, negli anni Sessanta e Settanta, quasi stomachevole in un sentire di cellulosa. Ho amato così i giornaletti, dei quali riconoscevi i destinatari sociali dall'odore della carta: più fragrante il Corriere dei Piccoli, più popolare Topolino, intenso e sudaticcio l'Intrepido.

mer 21 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

L'incontro è stato veramente casuale. Sono entrato all'Enoteca del Teatro di Rimini cercando un vino da compagnia, da bere tra amici tagliando un salame, cuocendo una piada. Prima ancora di chiedere ho preso in mano una bottiglia con l'etichetta a grossi pois colorati: Ultimo Atto, 2008. A cena sarei stato con gente di teatro, d'arte, di spettacolo. Il nome della bottiglia era adatto. Poi ho guardato cosa fosse: Sangiovese. Di chi fosse: Villa Trentola, Capocolle di Bertinoro. Di questa azienda conosco e apprezzo altri vini, una garanzia. Così l'ho portato a casa, pensando alla casualità dell'incontro e anche col timore che forse non fosse il compagno ideale per uno spuntino. I Sangiovese di ultima generazione tendono a mostrare troppo muscoli e lustrini per poter accompagnare una merendo popolare. Invece l'Ultimo Atto si è dimostrato vino fresco, piacevolmente aggressivo e al tempo stesso carezzevole, di beva prontissima, figlio di belle colline e di un affinamento in acciaio e non in legno.

mer 05 mag 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

in Italia, alla fine dell'Ottocento, c'erano più di 140 fabbriche di birra. In particolare pilser a bassa fermentazione (cioè con lieviti che cominciano a fermentare al freddo, sul fondo delle vasche). Poi è arrivata l'industria e la tradizione è finita in mano alle multinazionali: sapori standardizzati e birrette pastorizzate. Da qualche anno però c'è un grande ritorno di passione intorno alla birra e sono spuntati decine e decine di microbirrifici in tutta Italia. Alcuni veramente interessanti, altri poco più che una moda. Tra quelli che fanno birre che non si dimenticano c'è La Cotta, nel cuore del Montefeltro, a Ca' Carsuccio di Mercatale di Sassocorvaro. Mezz'ora di strada da Rimini o poco più. La Cotta è un agriturismo che produce birre ad alta fermentazione (cioè con lieviti che fermentano a temperature più alte e salgono a galla nei fermentatori) utilizzando malto e orzo prodotti in azienda, acqua sorgiva e luppolo tedesco e cecoslovacco. Basta un sorso anche della più semplice birra chiara, per capire che questo è un altro mondo. Un mondo che ci piace.

mer 19 mag 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La pasta alla Norma è un preludio d'estate, un grande abbraccio di basilico e melanzane. Questa ricetta è una Norma lontana dalle regole, è il risultato di variazioni che a me piacciono. Tagliate una melanzana a striscioline non troppo sottili e fatela spurgare: mettete le striscioline in uno scolapasta, con sale abbondante e un peso sopra perché aiuti a scolare l'acqua di vegetazione. Serve un'ora. Sciacquate dal sale, strizzate e, se avete tempo, lasciate un poco ad asciugare al sole. Poi rosolate le melanzane in poco olio extravergine d'oliva con uno spicchio d'aglio, aggiungete polpa di pomodoro e non salate. Fate cuocere per una mezz'ora. Spegnete e mettete parecchio basilico fresco spezzato a mano, non mescolate, che senta appena il caldo del sugo appena fatto. Scolate la pasta, io uso i rigatoni, e mettetela nel sugo condendo con abbondante caciocavallo silano leggermente stagionato e grattugiato. Fonderà appena, il formaggio, mentre il basilico sarà un'inno al sole ritrovato. 

mer 19 mag 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Se vi piace il Nebbiolo, il vino fatto con l'uva dai cui nasce il Barolo, il re dei rossi del Nord, e uscite dalle solite proposte, potreste imbattervi in bottiglie inattese prodotte a due passi dalle Langhe piemontesi. Etichette poco note ma di gran pregio e costo giusto che purtroppo arrivano di rado nelle enoteche riminesi. È il caso di certi vini del Roero, zona selvaggia del Piemonte, sponda opposta del fiume Tanaro. Colline che sembrano dirupi rispetto ai declivi langaroli. Qui c'è la zona di Valmaggiore, nel comune di Vezza d'Alba, dove nascono Nebbiolo di un'eleganza antica. Ne abbiamo assaggiati due: l'ottimo ed equilibrato Nebbiolo d'Alba Valmaggiore di Luciano Sandrone, uno dei più noti vignaioli italiani e lo strepitoso Nebbiolo d'Alba Valmaggiore dell'azienda agricola Giacomo Grimaldi di Barolo, condotta dal giovane e intraprendente Ferruccio Grimaldi. Vino di freschezza e meraviglia, rosso di gran stoffa, ottenuto da vigne vecchie in pendenza da cardiopalma. Annata 2007 per entrambi i vini. 

gio 03 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

È il mercato che invoglia a preparare piatti freschi e colorati di verdure. Questo è un'apoteosi dell'orto. Fate un brodo vegetale, ci vuole pochissimo tempo, è inutile usare il dado: carota, cipolla, zucchina, sedano, prezzemolo, un pomodorino, uno spicchio d'aglio, sale, una goccia d'olio extravergine. Basta far bollire mezz'ora. Tenete il brodo caldo e date fuoco alle polveri: nella pentole fate imbiondire in olio extravergine d'oliva della cipolla fresca, aglio, sedano e carota, aggiungete il riso (ottimi il Baldo, il Vialone Nano o il Rosa Marchetti), tostatelo, sfumate con poco vino bianco e aggiungete brodo. Poi una manciata di piselli freschi, qualche fava, piccole zucchine tagliate a julienne, due pomodorini, qualche punta d'asparago tagliata a pezzetti. Portate avanti la cottura, sempre aggiungendo il brodo caldo e mescolando. A due minuti dalla fine aggiungete fiori di zucca freschi, spegnete, spolverate di pepe e prezzemolo. Niente formaggio che non copra i profumi dell'orto.

gio 03 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ho davanti a me una carta geografica aperta e due libri di Fabio Tombari: I ghiottoni e Frusaglia. Tombari è stato scrittore "marchignolo" (la definizione è la sua e sta marchigiano/romagnolo) legato alle atmosfere dei paesi, alle persone stravaganti del mondo rurale, ai sapori genuini, eccessivi, imponenti, narrati con ritmo e maestria da visionario. Sto segnando sulla carta i confini di un libro che scriverò per l'editore Guido Tommasi di Milano. È il terzo volume della serie di viaggi tra la memoria e i sapori dei territori iniziata con Lungo il Po (2008) e I sapori della Terra di Mezzo (appena uscito). Il libro nuovo a cui sto cominciando a lavorare si intitola, almeno nella mia testa, Il paese dei Ghiottoni, sottotitolo: Dal Montefeltro al mare sulle orme di Fabio Tombari. Uscita prevista: giugno 2011. Ecco, si chiederà il lettore perché mai stia qui a raccontargli di una cosa che ancora non esiste. Beh, semplice, perché a percorrerne i contorni, ad immaginare i percorsi del libro ne sento i profumi, i sapori. E questi vorrei condividere. Non solo. Mi piacerebbe che mi arrivassero anche attraverso Chiamami Città segnalazioni di luoghi, percorsi, produttori di cose buone, trattorie dimenticate da poter visitare nel corso di questo tempo. Oltre ai libri e agli scritti di Tombari ho sul tavolo, tra opuscoli, volumi, tomi e libretti, altre due guide eccellenti: La cultura del cibo tra Romagna e Marche di Piero Meldini e La cucina del Montefeltro di Graziano Pozzetto.

gio 03 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Confesso candidamente di essere stato invidioso quando ho saputo dell'uscita del volume Guido, diario di bordo di una famiglia che ama il mare (Edizioni NLF), storia e immagini, belle, del ristorante Guido di Miramare, il tempio del pesce sulla battigia, il bar di spiaggia che ha saputo conquistare la stella Michelin. Da Guido ci vado di rado, sto poco a Rimini ultimamente, ma è un luogo che stimo e apprezzo più di altri. Forse proprio perché è sulla spiaggia e nonostante questo ci si mangia benissimo. Fatto sta che ho pensato che nessuno poteva scrivere quel libro meglio di me. Non era vero, quanto sono presuntuoso a volte, anzi, non avrei potuto far meglio dell'amico Massimo Roscia che ho scoperto autore del volume. Racconta una storia vera di queste spiagge, accompagnata da gustose ricette, da foto storiche e dalle belle immagini di Marco Neri. Un libro da tenere nella libreria dei buoni sapori. 

mer 16 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Che ci vorrà mai a fare una pasta aglio, olio e peperoncino? Ci vogliono gli ingredienti buoni e anche un po' di fantasia. Così in questo inizio d'estate vale la pena di provarne una versione piccante ma freschissima, con tutti gli ingredienti a crudo. 

Mentre cuocete gli spaghetti, tritate l'aglio, meglio se fresco che ancora si trova, il peperoncino (la quantità dipende da voi e dalla varietà: io mescolo il classico rosso calabrese con i verdi jalapeno messicani, più dolci) e un po' di prezzemolo fresco. Scolate la pasta molto al dente, saltatela in padella con un poco d'acqua di cottura, l'aglio e il peperoncino (se l'avete e non temete, usatelo fresco). Quindi condite con olio crudo extravergine d'oliva, meglio se ricco e profumato, tipo un siciliano da oliva Tonda Iblea e spolverate di prezzemolo. Sarete inavvicinabili a causa dell'aglio, ma molto molto felici.

mer 16 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ho sempre scritto di buoni sapori ma non ho mai detto a nessuno come si fa a raccontare il cibo. E il vino. Il 26 e 27 giugno, all'agriturismo I Muretti, a Monte Colombo, vestirò invece i panni di insegnante e terrò un workshop di scrittura dal titolo "Storie da bere e da mangiare: raccontare attraverso i sapori" organizzato dalla Cia, che non è l'intelligence americana, ma più semplicemente la Confederazione italiana agricoltori. Insomma, salgo in cattedra e parlo di questo mestiere. Onestamente mi auguro di cominciare un percorso destinato a passare il testimone perché non è possibile girare per la città (e non solo per la città) ed essere continuamente identificato per quello che scrive di ristoranti o racconta le ricette. È la potenza dei media e del ruolo, ma anche l'assenza di concorrenza: se c'è da scrivere di salsicce o di aringhe chiamano me, almeno qui a Rimini. Ecco, pian piano vorrei smettere questi panni da guru della gastronomia, che non sono mai stato, e vedere altri seguire i percorsi dei buoni sapori, tenendo alta la bandiera del gusto e del buongusto. 

mer 30 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Ho già parlato più volte dei sette comuni della vallata del fiume Marecchia entrati a far parte del territorio della provincia di Rimini. E spesso ne ho magnificato le produzioni e le tradizioni gastronomiche. Mangiando il gelato in riviera, seduto in un bar in spiaggia, ascoltando le lamentele degli albergatori per la stagione che non decolla, pensavo quanto sia bassa, direi nulla, la percezione di un patrimonio culturale, artistico, ambientale ed umano regalatoci dalla caparbietà della gente della vallata del Marecchia che con una lunga battaglia ha fatto diventare romagnoli i comuni dell'alta valle. Ovvio che essere romagnoli in un mondo che pensa globale è una cosuccia di ben poca importanza, ma è altrettanto ovvio che valorizzare quello che si possiede è un'occasione di arricchimento per un'intera comunità locale. Sapere di avere luoghi, paesaggi, rocche, castelli, chiese, percorsi, frescura e sapori sui quali si può pensare in termini amministrativamente omogenei è già di per sè una ricchezza.

MICHELE MARZIANI | RIMINI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 30 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Non ho mai amato troppo il Cabernet Sauvignon e storco sempre un po' il naso quando mi parlano di Oltrepò Pavese. Ecco mi sono ricreduto di fronte alla stoffa contadina, da tabarro per i giorni di festa, di questo "La Botte N° 18" annata 2006, Cabernet Sauvignon e poca Bonarda prodotto da Cabanon, l'azienda biologica condotta da Elena Mercandelli in quel di Godiasco, provincia di Pavia. Rese bassissime in vigna, uve raccolte al massimo della maturazione, vinificazione in botti di rovere di Slavonia. Fa bene al cuore, fa sangue, lo vedi dal colore... Sorridi e sorseggi, perché è vino da bere, non da star lì a girarci intorno mezz'ora. Al naso senti le confetture della colazione, le erbe di collina e l'uva, nonostante dalla spremitura alla bottiglia passino anni. In bocca ha la dolcezza dei tannini levigati dal tempo e la schiettezza del vino contadino, del vino del fattore. E si fa bere, sotto la pergola, un bicchiere dietro l'altro. 

mer 14 lug 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Se a Rimini ci fosse un'assessorato ai profumi dovrebbe preoccuparsi della griglia a carbonella ormai in via di estinzione. D'accordo, non sarà il massimo della salubrità, ma sprigiona autentiche serenate olfattive che mescolano ricordi e acquolina. Non la carne, ma il pesce era il profumo delle case del Borgo San Giuliano e della Barafonda. 

Ci vuole così poco a ritrovare il piacere della carbonella e a passarci sopra, ad esempio, il pesce azzurro: sardoni, saraghina, sgombri, sugheri... Ora il mercato è un tripudio di sgombri che si portano a casa a quattro soldi.

mer 28 lug 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Le prime edizioni erano degli incontri semiclandestini di amanti della buona tavola e della cultura del mangiar bene intorno a poche cose semplici e indimenticabili: una porchetta affettata in strada, con un bicchiere di vino buono. È nata da un'idea del ristorante Povero Diavolo, addirittura da una festa di compleanno in piazza, la "Collina dei Piaceri" di Torriana, il più goloso e interessante degli eventi enogastronomici dell'estate riminese. Dalla semiclandestinità si è giunti alla decima edizione con folle composte, ma ormai numerose, numerosissime, che anche quest'anno, nelle serate del 28, 29 e 30 luglio, invaderanno le vie di Torriana per gustare alcune delle prelibatezze romagnole, marchigiane, italiane, raccontate dai produttori, cucinate dai bravi cuochi di territorio: il pane locale, il miele della Valmarecchia, le birre artigianali (non manca mai il birrificio Le Baladin di Cuneo), lo strepitoso aceto balsamico tradizionale di Modena di Mariangela Montanari, le pizze della Grotta di Pietracuta, i dolcetto anarchici di Daniele Marziali, i pecorini e le ricotte del Buon Pastore di Montefiore, il prosciutto Sapori di Carpegna, la pasta di Gragnano, i prodotti di Faenza selezionati da Remo Camurani, quelli del Riminese portati da San Patrignano, i dolci del Caffé Sicilia di Noto, le mani sapienti di chef come Igles Corelli, Paolo Teverini, Valentino Mercatilli, Pier Giorgio Parini, i sapori ruspanti di Montebello e Torriana con il ristorante Pacini, l'Osteria del Borgo, La Capannina e Villa Chandon...

mer 28 lug 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Combatto la calura estiva con il fresco gazpacho andaluso. E ogni volta che penso al gazpacho mi viene in mente l'ispettore Pepe Carvalho, personaggio di umanità e cinismo abissali, capace di commuoversi solo davanti al cibo, creatura letteraria dello scrittore spagnolo Mànuel Vasquez Montalbàn. E quando pensandoci mi incupisco un poco, mi soccorre il gazpacho di Donne sull'orlo di una crisi di nervi, il film di Pedro Almodòvar. Allora rido e ridendo faccio ammollare in acqua e aceto un po' di mollica di pane raffermo. Metto in un frullatore dei pomodori rossi, diciamo mezzo chilo (meglio se uno ha tempo di togliere pelle e semi), poi aggiungo un paio di peperoni, uno verde e uno rosso, un cetriolo sbucciato, una cipolla rossa di Tropea, uno spicchio d'aglio e mezzo bicchiere d'olio extravergine d'oliva e sale. Frullo tutto, ché diventi una cremina. Poi strizzo bene il pane, aggiungo, condisco col pepe, due gocce d'aceto e frullo di nuovo. Mettete in frigo, servite come una fresca zuppa su crostini di pane tostato. Oppure bevetelo, allungando con cubetti di ghiaccio. Viva la Spagna, viva l'estate.

mer 28 lug 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

C'è una scuola, se così la vogliamo chiamare, di produttori di Albana di Romagna sulle alture di Brisighella. Il "maestro" è meravigliosamente mefistofelico: Andrea Bragagni con l'Albana Rigogolo 2006. Vino di grandi difetti al naso ma di altrettanto grande attrazione, con una beva indimenticabile. Sulfureo, come certe acque termali, è il vino che vorrei mi offrissero come benvenuto all'inferno. Grandioso nei difetti come nelle meraviglie. 

L'allievo che più ci affascina, l'azienda Fondo San Giuseppe di Stefano Bariani, esce ora per la prima volta con l'Albana Fiorile 2008. 
Fiorile è il secondo mese di primavera nel calendario della Rivoluzione francese. Bianco biodinamico, improntato alla naturalezza estrema, a differenza di quello del maestro colpisce per territorialità e ricordo. Sembra l'Albana della memoria, quello buono dei nonni di campagna. 

ven 06 ago 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La ricetta dovrebbe essere greca, ma nel tempo, in casa, estate dopo estate, ha preso una strada tutta sua. Per cui l'ispirazione è sicuramente greca, ma lo scambio di gusti e culture ha fatto il resto. Quello che posso dire con certezza, visto il gran uso che ne faccio è che si tratta di un'insalata buonissima, estiva, che con una bella fetta di pane toscano risolve da sola il problema di un pasto veloce. 

In una terrina tagliate i cetrioli a fette dopo averli spellati, aggiungete dello yogurt bianco, naturale, parzialmente scremato (quello intero crea una crema troppo importante per un piatto fresco e leggero). Condite con peperoncino fresco, non troppo piccante, tipo il messicano jalapeno di colore verde, aglio, olio extravergine d'oliva, sale e foglie di menta fresca. Mescolate ben bene in modo che si amalgamino gli ingredienti. Passate in frigorifero perché fredda è molto più buona. 

ven 06 ago 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Valmarecchia, Montefeltro, valli del Conca e del Foglia... Le mie fissazioni di questo periodo. Un viaggiare continuo alla ricerca di un territorio, delle sue radici, della storia e della cucina Raccolgo sensazioni, parole, paesaggi grandiosi per condensarli in un libro e sapori maestosi sopravvissuti all'omologazioni, produzioni contadine difese con passione, territori in grado di dare valore aggiunto attraverso i buoni prodotti. Vignaioli, olivicoltori, allevatori, casari, orticoltori, c'è di tutto, addirittura mastri birrai. Ecco, di questa meraviglia quasi niente si specchia nella ristorazione: tolti i pochi grandi nomi di provata fede territoriale, è tutto un pullulare di trattorie "fintoautentico", con la "similmamma" in cucina a condire le tagliatelle con sughi mediocri, a riscaldare conigli malconditi e stantii, addirittura servire in tavola un galletto grigliato completamente carbonizzato, nero... Senza battere ciglio, senza neppure un mi dispiace. 

ven 06 ago 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sul vino contadino, quello fatto in casa, c'è sempre stato un gran dibattito. E la percezione cambia a seconda dei periodi. Quando i vini in bottiglia si fanno un po' troppo costruiti allora il contadino viene visto come un ritorno alla naturalezza. Quando invece le case vinicole riescono a fare etichette di un certo pregio il vino del contadino viene classificato come imbevibile, roba per ubriaconi. Beh, devo dire che negli ultimi anni ho cominciato a incontrare vini fatti in casa, in proprio, che possono dare dei numeri a quelli in bottiglia. Giovani appassionati che trattano i propri vigneti come i loro figli e ottengono dei Sangiovese sinceri, beverini, di buona gradazione (ormai i vinelli sono il ricordo di un altro clima e di un tempo in cui non si diradava mai in vigna). Non sono bottiglie che si trovano in commercio, bisogna farsele regalare, dall'amico, dallo zio, da quel signore che ha la campagna... Però è nata una nuova generazione di vinificatori casalinghi che sta raccontando, al naso e al palato, un territorio e una passione che le cantine stanno un po' dimenticando. Una provocazione? Forse, ma il rosso di Beppe, il papà di Tommaso, il compagno di scuola di mio figlio, è capace di lasciare al palo tante bottiglie con etichetta e pretese. C'è da pensarci, prima di dire, come tutti lamentano, che c'è crisi nel mondo del vino. Forse, aggiungiamo, c'è crisi anche nel "modo" di fare il vino. 

mer 25 ago 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

A partire dal Dopoguerra, dagli anni Cinquanta, uno dei segni di un nuovo benessere alimentare era la possibilità di farsi la salsa di pomodoro da riporre in cantina per l'inverno. Quella di mia nonna Maria Anzivino Marziani, fatta a fine estate nel "fondo" di viale Pascoli, è un sapore per me leggendario. Ho recuperato la ricetta da una cugina e qui la propongo. 

Le dosi sono per un paio di chili di pomodori lunghi, tipo San Marzano, assai maturi che vanno tagliati, privati di un po' di semi e messi in pentola assieme a due carote, quattro o cinque coste di sedano, una cipolla, due spicchi d'aglio, una foglia di alloro, tanto basilico, prezzemolo, pepe nero in grani e uno o due chiodi di garofano. Niente olio o altri grassi, niente sale che è colpevole di inacidire il pomodoro. Fate bollire finche le verdure non si disfano e l'acqua evapora. Passate col passaverdure manuale (per avere la consistenza del ricordo). Mettete nei vasetti: un po' di salsa, qualche foglia di basilico, un po' di salsa, ancora basilico... Sterilizzate mettendo i vasi ben chiusi, a freddo, nell'acqua, protetti da stracci e facendo bollire per un'ora. Dura tutto l'anno a venire e profuma di meraviglia. 

mer 25 ago 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Fino al dieci settembre i musulmani rispettano il Ramadan. Il Digiuno che dura trenta giorni nei quali ogni credente ha l'obbligo di astenersi, dall'alba al tramonto, non solo dal cibo, ma anche dal bere, dal fumare e da ogni attività sessuale. E pure dall'ira. Digiuno e astinenza, proprio come fanno, direi facevano, i buoni cattolici in occasione della Quaresima. Meraviglia delle meraviglie sono concessi i profumi che spesso avvolgono le case dei fedeli. Mi basta chiudere gli occhi e pescare tra i ricordi. Andare non verso l'Africa o il Medio Oriente ma verso case e canali che parlano di Europa del nord. Olanda, Amsterdam, dove gli odori di casa erano incredibilmente i profumi del mondo. Metà del quale quel giorno era a digiuno. Giorno di Ramadan, niente cibo dall'alba al tramonto. E io lì, tanti anni fa, ospite di digiunanti magrebini, indeciso se attendere la sera o uscire alla ricerca di burro ed aringhe.

mer 08 set 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La ricetta viene spontanea sotto la rupe di San Leo dove le more sono succose, mature, immense, occhieggianti dai rovi. Ma questo dolce viene benissimo anche con le ultime pesche, con le mele, con qualsiasi tipo di frutto. Procuratevi della pasta brisé o della pasta sfoglia già pronta (sì, è vero, tutto andrebbe fatto in casa, ma qui il lavoro è improbo...). Imburrate a pennello, col burro fuso, una teglia bassa da crostate, adagiate la pasta, ricoprite il fondo con uno strato abbondante di mandorle tritate (indispensabili per assorbire l'eccesso d'acqua della frutta), poi mettete la frutta: intera se si tratta di more o frutti piccoli, se no a fette. 

In una scodella mescolate 2 uova, 4 o 5 cucchiai di zucchero di canna (meno se usate quello bianco), una bustina di vanillina, un po' di cannella, uno yogurt e mezzo, bianco, intero. Ricoprite la frutta con la crema ottenuta. Cuocete in forno a 200 gradi per una ventina di minuti. 

mer 08 set 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

È tutto un salire e scendere dal monte al mare, uno sbattere di onde, un rumoreggiare dei tanti temporali letti nelle pagine di Frusaglia, mirabile romanzo di Fabio Tombari. Il viaggiare in lungo e il largo sul confine tra Marche e Romagna, tra valle del Conca e del Foglia, tra San Marino e Montefeltro sulle orme di uno scrittore scoperto per caso e diventato ossessione, mi porta in un retrobottega del territorio che a volte neppure si immagina. Dove sei stato? Nel deserto? Mi chiedono gli amici vedendo la sabbia, la polvere sull'auto. No, rispondo tra i calanchi e tra i marosi, alla ricerca di luoghi di memoria e di memorie di luoghi. 

Sto scrivendo un libro goloso inseguendo uno scrittore che ha lasciato impronte in ogni angolo, sto cercando un'armonia tra terra e mare che sento sfuggire passo dopo passo perché lungo le strade non più camminate i rovi sono pieni di more che nessuno vede raccoglie e i fichi cadono a terra solitari. A San Leo ritrovo il pane dell'infanzia nell'unica panetteria lungo la strada per il forte, poi rincontro Luigi Ciucci, già sindaco, ora cuoco e fotografo, mestiere e passione. Mi racconta l'America, mi mostra la lapide con le parole di Fabio Tombari cittadino onorario di San Leo. 

mer 08 set 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Sorpresa! Quando erano di moda le uve dei vitigni internazionali non c'era viticoltore riminese che non cedesse alla lusinga almeno del Cabernet-Sauvignon. Oggi che i vitigni autoctoni, antichi, locali, fanno tendenza eccone arrivare un paio anche sulle nostre colline: il rosso Veruccese e la bianca Vernaccina, con tanto di decreto che permette di vitarne i terreni e farne vini che dovrebbero profumare di storia, d'antico. Cosa se ne sa di più? Poco: il Veruccese o Verucchiese è una sorta di Sangiovese, forse, dicono alcuni, il papà o il nonno del Sangiovese, diffuso solo intorno a Verucchio, in grado di dare un vino di pronta beva; la Vernaccina invece è un bianco dal quale, sottovoce, si aspettano risultati interessanti. 

Di questi reperti di archeologia enologica si discute domenica 12 settembre, alla sala consiliare di Verucchio, a partire dalle ore 10,30, in un convegno dedicato al "Progetto vitigni minori". 

mer 22 set 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Il mare regala triglie golose e succulente. Il prezzo cala, vale la pena di goderne adesso. Serve davvero poco. Sono da eviscerare e da squamare ma ci sono pescherie, come quella del Borgo San Giuliano, dove ve le vendono già pronte a un costo di poco superiore a quello del mercato. Prendete una teglia, mettete in fondo della carta da forno, poco olio, le triglie, un trito di aglio, prezzemolo e origano fresco. Mettetene anche nella pancia del pesci se avete tempo. Cospargete di pangrattato. Poco sale. Una spolverata di pepe. Via in forno a 200 gradi. Dieci minuti a forno normale, più cinque minuti col grill che sopra prendano colore. Lasciate intiepidire. Condite con un filo d'extravergine d'oliva. Con succo di limone e menta fresca se vi piace. Mangiate con le dita e benedite l'Adriatico.

mer 22 set 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Nelle scuole dell'obbligo si insegna informatica e nessuno insegna a cucinare ai bambini. Imparare a usare il computer non serve a nulla: il computer è stupido, nel senso che più o meno fa quello che gli si dice di fare, e qualsiasi persona, standoci davanti e dandosi un po' da fare, capisce come tirarci fuori qualcosa. Credo che chiunque abbia un figlio in età scolare e un computer in casa sappia benissimo che i bambini imparano da soli e molto in fretta. Mio figlio che è un ragazzino come tutti gli altri a forza di mettere le mani sul mio Mac lo sapeva usare, bene, ben prima di imparare a leggere e scrivere. Tutti sanno utilizzare il computer. O facilmente posso riuscirci. Nessuno sa più far da mangiare. Si sente dire a destra e a manca che non c'è tempo per cucinare e per leggere: io giro per le città italiane e vedo della gran gente sempre al telefono. Nel tempo in cui si telefona si può leggere e cucinare. Lavoro tanto, tantissimo, tutti i giorni della settimana, ma cucino quasi sempre: a volte bastano dieci minuti per mettere in tavola persone felici di quello che mangeranno, in mezz'ora si fanno grandi manicaretti. Ho messo insieme apposta leggere e cucinare, aggiungerei passeggiare: sono le tre cose che possono riconciliare chiunque col mondo.

mer 22 set 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Cercavo un vinello da pesce arrosto, da bere a garganella, un bicchiere dietro l'altro senza che impastasse le chiacchiere. Per pulire la gola, per dare profumo al mare. Così sono arrivato a quest'azienda Terre Contese, nel Forlivese, Terra del Sole, Castrocaro Terme, valle del fiume Montone, che propone il Dogana21 vendemmia 2008, rosso semplice ma elegante, assemblaggio di uve Alicante, Syrah e Merlot. Tutte viti poco romagnole, ma insediatesi in un passato non proprio recente. Ne esce un rosso di gran beva nonostante la fittezza che lo mostra impenetrabile. Frutti rossi e spezie leggere che non rendono difficile l'incontro, anzi, ne fanno godimento. Le mani tra sgombri e triglie, il calice a sorseggiare, a lenire il fuoco della griglia a dare anche spallate un po' scontrose perché la bocca solo di velluto, a mangiare e bere tra amici, spesso viene a noia. Rosso da pochi euro destinato a fare strada. 

mer 06 ott 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

A me piacciono le polpette, fatte con la carne buona. Sono un piatto festoso, facile e divertente. Io seguo la ricetta della nonna, la mia, ma le varianti sono infinite, dipendono un po' anche da qualche avanzo da finire. 

In una terrina impastate mezzo chilo di carne tritata e un paio d'etti di salsiccia. Aggiungete un uovo, due manciata di formaggio grattugiato, la mollica di un panino precedentemente bagnata nel latte e strizzata, prezzemolo e aglio tritati, un pizzico di noce moscata, sale e pepe. Se l'impasto risultasse troppo molle aggiustate con un po' di farina. Quindi realizzate le polpette, non grosse, un po' appiattite. Infarinatele e fatele cuocere nell'olio extravergine, sfumandole col vino bianco. Si formerà un sughetto goloso. Servitele con il purè di patate.

mer 06 ott 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Un po' di Francia, un po' di musica, un po' d'anarchia per un Chianti Classico talmente di tradizione da non sembrare vero: Poggio ai Mori, prodotto nel Podere San Donatino di Castellina in Chianti da Marie Christine Diaz Ferré, la compagna dell'indimenticato cantautore Lèo Ferré. Nel vino c'è l'impronta anche dei figli, in particolare Mathieu (anche se a me il Poggio ai Mori è arrivato tramite Marie) ma soprattutto c'è il vitigno, c'è il rispetto per la semplicità, c'è un Chianti prodotto da sole uve Sangiovese che passa un anno in acciaio, non vede legno, poi fa sei mesi di bottiglia e arriva in tavola, con l'onestà di un vino da manuale, tipico, di buona beva.

mer 20 ott 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La notizia della nascita della "Settimana del gusto riminese" stupisce anche me. Una ventina di ristoranti del centro di Rimini e dei borghi storici cittadini si uniscono attorno a un progetto: una settimana al mese, l'ultima, per dodici mesi, proporranno un menu non solo di tradizione, ma a chilometro zero, a base di prodotti locali. E a prezzi sostenibili. Ma non basta: chi si siederà a tavola e ordinerà questo menu, si porterà a casa un piatto che raffigura l'icona di Rimini, ovvero il ponte di Tiberio. L'idea è evidentemente ispirata al piatto del "buon ricordo" ma non per questo è una cattiva idea. In più chi andrà a mangiare il menu riminese nella settimana del gusto avrà anche la possibilità di acquistare nei locali, vini, oli e altri prodotti tradizionali del territorio, gli stessi che partecipano alla realizzazione e alla valorizzazione dei piatti. 

mer 20 ott 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Prendo questo piatto dal bel libretto "Le ricette dei monasteri" appena uscito per i tipi di Panozzo Editore. L'autrice, Rita Laghi, indaga tra memoria e ricerca sulla cucina delle monache. Ne escono piatti semplici, odorosi di erbe, di campagna e di silenzio. 

Per questa frittata sbattete quattro uova, aggiungete una ventina ventina di foglie di salvia tritate, una o due manciate di Parmigiano Reggiano grattuggiato, una piccola manciata di pangrattato, un po' di latte, sale e pepe. Sbattete e mescolate per bene, poi mettete la frittata in una teglia e cuocetela in forno a 180° per una ventina di minuti, coprite con carta da forno se tende a bruciacchiarsi prima della fine della cottura. Soffice e profumatissima. Evocativa.

mer 20 ott 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Tutto comincia il giorno che Davide Bigucci decide di far ordine nella cantina del suo Podere Vecciano. Trova tre o quattro bottiglie vecchie di Pagadebit, dimenticate dall'annata 2005. Siccome il bianco riminese, si dice, dura un anno o poco più, Bigucci stappa per rovesciare tutto nel lavandino. Ma poi ci ripensa e prova a versare nel bicchiere. Miracolo! Un bianco di una complessità olfattiva mai visto, quasi una vendemmia tardiva. Lo assaggia. Trasale. Poi incredulo porta due bottiglie a Ricky Agostini dell'Enoteca del Teatro di Rimini. Lui ne apre una e la meraviglia è la stessa: un bianco complesso, piacevolissimo. L'altra bottiglia la apriamo insieme: anche io condivido l'incredulità. Un Pagadebit così longevo? 

gio 04 nov 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

L'imperativo è la stagione. E il mercato abbonda di finocchi, verdure che non tutti amano, spesso perché non sanno valorizzarle. Questa ricetta è elementare ma buonissima. Tagliate i finocchi a striscioline sottili, fate altrettanto con il radicchio rosso trevigiano o, a scelta, con dell'indivia belga. L'importante è giocare con la dolcezza del finocchio e l'amaro dell'altro ortaggio. Mettete in una padella antiaderente con un po' d'olio extravergine d'oliva, fate cuocere a fuoco alto, quasi a sbruciacchiare le verdure, poi salate, abbassate la fiamma e terminate la cottura. Se le verdure sono state tagliate sottili in 15-20 minuti è tutto pronto. Rifinite con semi di papavero. Se stato inventando un cena dal nulla, gli ultimi dieci minuti aggiungete dei wurstel bianchi bavaresi o dei servelade dell'Alto Adige.

gio 04 nov 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

È stagione di due prodotti che sono un gran vanto e una gran meraviglio della provincia di Rimini allargata ai sette comuni dell'alta Valmarecchia: il Tuber magnatum più noto come tartufo bianco pregiato e il formaggio stagionato nelle fosse. Del primo nomea, meraviglia e prezzo sono noti nel mondo, mentre meno risaputo è che il territorio riminese ne è pieno, del migliore, del più profumato. Lo testimoniano due fiere importanti, seppur di portata diversa, quella grandiosa e popolare di Sant'Agata Feltria, giunta ormai alla sedicesima edizione appena conclusasi e quella più giovane, semplice e paesana di Mondaino dal titolo "Fossa, tartufo e Cerere" che si svolgerà nelle domeniche del 21 e del 28 novembre, con numerosi eventi infrasettimanali. Ad accomunare le due manifestazioni non c'è solo la possibilità di acquistare ottimi tartufi bianchi delle colline riminese, ma un simpatico filo rosso che fa sì che la Fiera nazionale del tartufo pregiato di Sant'Agata sia, tra le Marche e la Romagna, la prima tra le iniziative dedicate al prezioso fungo tuberaceo, mentre quella di Mondaino è l'ultima (cosa da non sottovalutare perché i tartufi migliori sono quelli nel cuore della stagione che più o meno si protrae fino a Natale). Quindi, detto con un po' d'orgoglio di campanile, la provincia di Rimini apre e chiude le danze intorno al tartufo. 

gio 04 nov 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Lo spettacolo dei vigneti dell'azienda agricola Valturio del riminese Adriano Galli è di quelli che rinfrancano l'anima: vigne che scalano i dirupi, olivi che contendono lo spazio ai boschi, prati e pascoli. Siamo nel cuore del Montefeltro, sulle alture di Macerata Feltria, quasi 500 metri d'altitudine. I vini sono importanti: il Valturio, Sangiovese in purezza affinato in legno, ottiene riconoscimenti crescenti, non il ultimo i "tre bicchieri" del Gambero Rosso nella guida 2011 a conferma di quelli ottenuti nel 2010. Più semplice, ma non meno entusiasmante è l'Olmo 2009, rosso uvaggio di Montepulciano e Sangiovese. Vino di beva elegante e quotidiana. Piacevole e non scontato. Netto, pulito, goloso, anche brusco, piacevolmente brusco.

mer 17 nov 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Non sai se rimanere incantato dalla storia dei genovesi che inseguendo i coralli nel XVI secolo colonizzano l'isola di Tabarca in Tunisia per poi ripartire, due secoli dopo, alla volta di un'altra isola quella di Carloforte o rimanere abbagliato e ingolosito dalle ricette e dalle immagini che accompagnano il bel volume di Sergio Rossi La cucina dei Tabarchini appena uscito per Sagep Editori di Genova. È storia di mare, di Mediterraneo, di genti liguri, di pirati berberi, di incontro tra cucine, culture e sapori, il tutto raccontato in un volume riccamente illustrato che viaggia tra i coralli, le isole, la storia e la capacità di fondere culture per riproporle nel piatto, nelle ricette a base di tonno, nel cascà e nel cuscus, nella "curiosa vicenda dello scucuzù". Si sente i profumi di Liguria, i passaggi delle isole di Sardegna, il vento dell'Africa del nord in un compendio di sapori e meraviglie.

mer 17 nov 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

Questa è la mia ultima volta sul Taccuino della Tavola. Il mio ultimo articolo intorno al cibo. Dopo aver deciso qualche anno fa di dedicarmi anima e corpo a una scrittura di respiro più lungo, fatta di libri, in particolare romanzi, Chiamami Città era rimasto l'ultimo giornale in cui scrivevo. Altri viaggi in punta di penna mi reclamano e non riesco più a far fronte all'impegno fisso di una collaborazione. Ma soprattutto ho bisogno di stare un po' lontano dal cibo, dal mondo dei sapori, da quel chiacchierare intorno alle padelle che ho cominciato su queste pagine nel 1996 su richiesta di Giuliano Ghirardelli, allora direttore nonché fondatore del giornale. Grazie a lui ho iniziato a parlare di forchette, ristoranti, osti e contadini in tempi in cui a farlo eravamo davvero in pochi. 

Adesso è un mondo che mi va stretto. L'ho capito un giorno a Tradate, provincia di Varese. Presentavo un mio libro dal titolo I sapori della Terra di Mezzo. Mi hanno avvicinato due signori e mi hanno chiesto: per caso lei è parente di quell'altro Marziani, lo scrittore del romanzo Umberto Dei?
Sono io, ho risposto. 

mer 17 nov 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

A Refrontolo, sulle colline di Valdobbiadene dove nasce il Prosecco Lunatico ci sono stato. C'è il Molinetto della Croda, antico mulino ancora funzionante ad acqua per la gioia dei visitatori. Ci sono i boschi e poi ci sono le viti, infinite, a perdita d'occhio. Ricoprono tutto il territorio sterminate distese d'uva destinate alle bollicine del bianco da aperitivo per antonomasia. In mezzo ai grandi nomi c'è la settecentesca Ca' Rizzi, in cima alla collina, con intorno le vigne, poche, quelle di casa, coltivate naturalmente con grande rispetto per l'ambiente che danno vita a un prosecco biologico e gustoso. Scoperto non in Veneto, ma a Ventotene, dove Rodolfo Tonello e Francesca Rizzi, i vignaioli, passano gran parte dell'anno a insegnare ai ragazzini ad amare il mare e a girare in barca a vela. E di questa vita nomade tra le isole ponziane e le colline di Valdobbiadene il Lunatico 2009 porta l'impronta sbarazzina e la beva fresca, cosmopolita, di un vino che non vorresti finisse mai.

mer 23 mar 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Marziani Michele

La storia delle due edizioni di "Sovversivi del gusto", parole e immagini di Michele Marziani e Marco Salzotto, è quella di molti viaggi. Che cominciano nel 2008 a zig zag attraverso l'Italia, e arrivano fino a Parigi, dove il 3 marzo alla Paris Cookbook Fair "Sovversivi del gusto 2" è stato proclamato "Gourmand Best in the World" come miglior libro fotografico enogastronomico del mondo. Ecco il diario di bordo di questa avventura...

Michele, cominciamo dal principio...
«Il primo libro doveva essere pronto per Natale: era possibile solo andando a trovare i Sovversivi e pubblicando racconto e foto su blog, ogni sera. Un massacro, tutto il giorno in giro tra mucche e filari e la sera a scrivere... una volta finito ero contento, ma bastava. Poi ecco altri Sovversivi del Gusto, una nuova edizione... mi ha convinto Marco, a farla, stavolta nei tempi giusti. I Sovversivi sono persone interessanti, avere a che fare con la terra dà loro autenticità. Come me, sono diffidenti verso tutte le forme di certificazione, ma stanno attenti che quello che dicono corrisponda al loro livello produttivo. Una comunità, dove devi essere credibile. Intanto maturava la mia dissociazione dallo scriver di cibo, il sentirmi chiuso in un mondo troppo definito. Ho cominciato nel 1993, da giornalista, con un articolo sull'olio e sembrava una cosa poco seria, dieci anni dopo la situazione si era ribaltata, non c'era pagina dove non si parlasse della "mora romagnola", e tutto un circuito... "Il Gambero Nero" ha segnato per me l'uscita da tutto questo.»

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