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Quei ragazzi del ‘48

CORPOLO' - Notizie sport - mer 08 mag 2013

All'inizio di tutto è una fotografia. Cinque giovanotti appoggiati alle loro biciclette sono ritratti negli istanti che precedono la partenza. Sul retro della foto si legge: Corpolò 1948. Squadra Allievi C.S.I.
Si era da poco usciti da giorni di travolgimenti, disastri e ci si stava immergendo in un dopoguerra fatto di proclami, affanni e desolate speranze. Per fare zavorra, contrappeso alla precarietà del transito, i giovani dell'epoca, di fronte ad un futuro misterioso, affidavano le loro labili esistenze a barcollanti sogni.
Il ciclismo, più di qualunque altra disciplina sportiva, alimentava un'attività poetica e fantasiosa, venata di partecipazione emotiva e tra improvvise epifanie, meravigliose goffaggini si cercava di percorrere le strade che, con ben altra forza, erano solcate dalle ruote di Bartali, Coppi, Magni, Ortelli. La gioia saltimbanca portava ragazzi d'eteroclita estrazione a cimentarsi nelle corse.
Ma chi erano gli oscuri atleti raffigurati nell'istantanea in bianco e nero? Il primo da sinistra si chiamava Giancarlo Olivieri. Proveniente da una solida famiglia borghese di Corpolò, si mise in luce per le buone doti di velocista. S'impose in diverse competizioni lasciando dietro di sé atleti importanti come Cavina, Giunchi, Armuzzi. Poi, una volta conseguito il diploma di geometra, s'impegnò nella professione.

Vale Rossi riaccende il circus

RIMINI - Notizie sport - mer 24 apr 2013
di Matteo Ortalli

Sono passate solo due gare ma le indicazioni sono chiare: dopo due stagioni non proprio esaltanti sotto il profilo dello spettacolo il mondiale 2013 sembra voler recuperare il tempo perduto e la stagione appena iniziata si preannuncia al top. Certo, inutile nasconderlo, gran parte del merito nel ridare appeal al circo della Gp è di Valentino Rossi che con la Yamaha sembra poter lottare di nuovo per le posizioni di vertice, svegliandosi così dal torpore in cui era caduto, e con lui i suoi milioni di tifosi, nei due anni in Ducati. E' bastata la prima gara in Qatar per capire la forza di Rossi nel riaccendere l'entusiasmo sopito: partenza esaltante, errori, rimonta, sorpassi e un secondo posto come non si vedeva da tempo hanno moltiplicato il numero di spettatori davanti alla tv e scaldato i cuori di tutti gli appassionati. Se il fenomeno di Tavullia avrà il ruolo di dominatore dal punto di vista mediatico, è più difficile che giochi la stessa parte sul piano sportivo, vista la competitività dei suoi avversari. Il nemico numero uno Vale se lo trova nei box, con il compagno di squadra e campione del mondo Lorenzo deciso più che mai a centrare il bis iridato, ma anche le Honda sembrano più che mai in palla e oltre al solito Pedrosa, dopo il pre pensionamento di Stoner, Marquez ha le carte in regola per recitare il doppio ruolo di outsider/leader.

Gino Brocchi, un gentleman per la noble art

RIMINI - Notizie sport - mer 24 apr 2013
di Enzo Pirroni

Il terzo uomo sul ring è l'arbitro. Nel pugilato quella arbitrale è una componente indispensabile per quanto delicata. Sono tramontati i tempi in cui Wyatt Earp, il leggendario sceriffo della sfida all'OK Corral, il 2 dicembre del 1896 fece da arbitro nel famoso incontro tra Tom Sharkey e Bob Fitzimmons. Quella sera a San Francisco, Fitzimmons aveva battuto nettamente Sharkey, ma Wyatt squalificò l'incredulo Bob, reo di aver sferrato un colpo (pugno che soltanto l'arbitro aveva visto), al ventre di Sharkey. Gli spettatori contestarono il verdetto, ma l'ex sceriffo di Tombstone, estratta la "sei colpi", che sempre portava con sé, mise prontamente fine ad ogni protesta.
Oggi, ad un referee si richiede oltre al colpo d'occhio e all'attenzione un alto senso di responsabilità che gli permetta di prevenire qualsiasi violenza e degenerazione. Gino Amati fu certamente il più celebrato e famoso arbitro riminese. Nato nel 1904 salì sul ring per circa trentasette anni, partecipò a ben sei Olimpiadi, arbitrò pugili come Rodriguez, Magnani, Tamburini, Venturi, Proietti, Carnera, Cavicchi, D'Agata, Benvenuti, Burruni, Lopopolo, Rinaldi...

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