AUTORE Ioli Luca

dom 23 ott 2005 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

Due considerazioni sull'impresa della Coop7 a Rieti. La prima è che quella partita non è stata falsa. D'accordo, era morto in settimana Sojorner, mito indimenticabile del basket reatino, ma non per questo una squadra gioca male; meglio ricordare che le due compagini erano affiancate a quota 4.

mer 03 dic 2008 - Notizia di Sport - scritto da Ioli Luca

mer 05 nov 2008 - Notizia di Sport - scritto da Ioli Luca

[{BASKET LEGADUE} Crabs a fondo contro un Banco Sardegna non irresistibile] Non sono buone notizie quelle che arrivano dallo sport riminese. Incominciano con il grido di dolore della Cocif sempre troppo sola sul fronte calcio. Non pervenuti i soliti noti: Cassa di Risparmio, SCM, Valentini,...

mer 22 ott 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Ioli Luca

[{Paolo Staccoli e la sua attività a Cattolica} “Ho iniziato a produrre il fondente nel garage di casa quando tutti volevano solo i gusti al latte”] Paolo Staccoli ci accoglie nella sua pasticceria nel centro a Cattolica. Ma il termine “pasticceria” é riduttivo: qui si incrociano cioccolata,...

mer 22 ott 2008 - Notizia di Sport - scritto da Ioli Luca

[{BASKET LEGADUE} Pavia disintegrata, domenica si va a Varese] Rimini vince e convince. Non convince invece Pavia, ma qui si incrociano i meriti dei riminesi ed i demeriti dei lombardi. I Crabs hanno vinto una gara importante mostrando grande determinazione in difesa. L’intensità dei...

mer 22 ott 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Ioli Luca

Addio a Guido Fraternali, detto Guidone, che se ne è andato dopo una breve e crudele malattia. Io ero un bimbo che andava a vedere il basket alla sala Mostre e lui era già lì. E’ stato arbitro, accompagnatore, addetto agli arbitri e mi ha anche dato lezioni di matematica in trasferta il sabato...

mer 24 set 2008 - Notizia di Sport - scritto da Ioli Luca

[{BASKET LEGADUE I nuovi Crabs verso il campionato} Vecchiato promette una squadra a trazione anteriore] “Vi daremo entusiasmo”: German Scarone è il nuovo testimonial della campagna abbonamenti dei Crabs che si concluderà giovedì 2 ottobre. Le novità sono i tre settori in cui è diviso il...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Sport - scritto da Ioli Luca

[{Intervista al coach “Cedro” Galli} “Andremo in velocità e usando i cambi, ma prima di tutto ci metteremo il cuore”] I Crabs, targati Coopsette anche per la stagione 2008/9, si sono radunati lunedì 18 agosto per le visite mediche di rito e per incominciare la nuova sfida all’insegna delle...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Sport - scritto da Ioli Luca

[Sulla spiaggia riminese dal 1990] Dal 1990 Giocaestate anima la spiaggia riminese. Al vertice dell’iniziativa c’è sempre lei, Gabriella Bubani, che organizza l’evento in collaborazione con l’Assessorato al Turismo del Comune di Rimini e con la sponsorizzazione di ben 50 bagnini, che investono...

mer 17 dic 2008 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

La cura Sacco c'è e si vede.
Tre vittorie filate dopo il quasi-blitz di Soresina di cui due lontano dalle mura amiche: così i Crabs si ritrovano lontani dal fanalino di coda, a due punti sia dalla zona retrocessione che dalla quella play off. Tutti ci avremmo messo la firma, quando il coach pesarese è subentrato in corsa a Cedro Galli sei turni fa. Ci potevano tranquillamente stare anche due punti in più e non dimentichiamo che su sei, il buon Giancarlo ne ha giocate in casa solo due.

mer 17 dic 2008 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Usare la crisi difendendo i propri prodotti per ripartire immediatamente. Questa in sintesi la filosofia illustrata dal Presidente Cagnoni durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno.
I numeri di Riminifiera danno l'immagine di un'azienda sotto controllo, che si appresta ad affrontare un periodo difficile non sottraendosi alle responsabilità di volano economico del territorio.

mer 23 lug 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Ioli Luca

Da non perdere il giro dell’isola in barca, perché la parte nord vista dal mare è di una bellezza mozzafiato. Se andate all’isola di Linosa (un ora di navigazione da Lampedusa) sono soldi ben spesi perché l’isola è bella, le zone vulcaniche dove fare il bagno sono emozionanti e durante la...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Ioli Luca

[Tutto quello che c’è da sapere sulla novità dell’estate Grazie al volo diretto da Rimini basta un’ora e mezzo per arrivare in uno dei paradisi del Mediterraneo] L’aeroporto di Rimini ha allestito una serie di rotte per le località di vacanze di tutto rispetto. Oltre ai voli di collegamento...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Benessere - scritto da Ioli Luca

[{Intervista a Giovanni Panciroli di Coopsette, presidente di Riminiterme} “Faremo di Rimini una delle capitali del Mediterraneo”] Nella bagarre tutta riminese – nel bene e nel male - sui progetti sul lungomare, incontriamo Giovanni Panciroli, che oltre a seguire per conto di Coopsette il...

mer 14 gen 2009 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

Proprio una bella prova quella dei Crabs di sabato sera contro l'Harem Scafati.
E' vero che i campani sono stati orfani della loro bocca da fuoco Davis, veramente poco incisivo nonostante i 16 punti iscritti a referto. Ma contro una compagine ospite mai doma, i riminesi hanno condotto una gara autorevole, sempre avanti e con la capacità di controllare i ritorni di fiamma degli avversari.

mer 28 mag 2008 - Notizia di Benessere - scritto da Ioli Luca

[{Le terme del futuro} Intervista a Gian Marco Rossi, che ha rilanciato il Grand Hotel del complesso di Bertinoro] Fratta di Bertinoro. A due passi dalla riviera, meno di 40 minuti da Rimini. Colline, natura, incominci a rilassarti quando le strade si addolciscono in curve tranquille ed il...

mer 28 mag 2008 - Notizia di Benessere - scritto da Ioli Luca

[{Le terme del futuro} Intervista a Gian Marco Rossi, che ha rilanciato il Grand Hotel del complesso di Bertinoro] Fratta di Bertinoro. A due passi dalla riviera, meno di 40 minuti da Rimini. Colline, natura, incominci a rilassarti quando le strade si addolciscono in curve tranquille ed il...

mer 11 feb 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Corrado Sberlati è morto il 2 febbraio scorso; aveva 71 anni. Le esequie si sono svolte due giorni dopo al Santuario Madonna di Casale, a San Vito. Una folla che ha voluto salutare per l’ultima volta l’imprenditore di successo, ma soprattutto l’uomo che ha fatto grande il basket riminese. Al nome di Sberlati resteranno infatti per sempre legati i più grandi successi fin qui raccolti dalla compagine biancorossa. Corrado Sberlati aveva creato dal nulla la Marr, colosso delle carni e poi della ristorazione con la catena di fast-food Italy&Italy, la prima nel nostro Paese. Nel 1983, mentre la guidava assieme a Luigi Cremonini, entra nella Basket Rimini.

mer 22 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Biglietto diretto, coincidenze già confezionate e via. Da Rimini si potranno raggiungere praticamente tutti gli scali del mondo e per tutto l’anno. Grazie all’alleanza stretta fra l’aeroporto “Fellini” e Air Dolomiti, che comporta la partnership con Lufthansa e Austrain Lines. Funziona così: si parte da Miramare per Monaco o Vienna; da lì, voli per i cinque continenti con tutte le destinazioni più importanti: New York come San Paolo del Brasile, Dubai come Tokyo. Il tutto mentre l’accordo con San Marino farà di Rimini uno scalo internazionale anche dal punto di vista ufficiale, anche se nei fatti lo è già. Ed entreranno i nuovi investimenti della repubblica del Titano, che aumenterà la sua quota societaria. Anche l’Enac punta sullo scalo riminese, facendo arrivare “milioni di euro” (forse 4), come ha annunciato il membro del cda Pierluigi Musghi.

mer 22 apr 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

L’Osteria del Mare in Piazza ha cambiato gestione.

Ci siamo andati con curiosità. Era una sera infrasettimanale, ma ciò nonostante il locale era affollato.

L’impostazione è sempre quella, il locale è caldo, con molti tavoli e le tovagliette gialle di paglia come una volta. L’unico neo la tv che imperversava con Striscia la Notizia, ma fortunatamente il volume era molto basso.

Il nuovo gestore Luciano Villa ci ha accolto bene, dandoci un menù chiaro sia nella composizione che nei prezzi; rispetto alla precedente gestione il pesce fresco è molto più presente.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Dopo il successo inaspettato del volo Rimini - Lampedusa Holding Turismo, partner di Rimini Airport nell’operazione, raddoppia aprendo il collegamento con Pantelleria. Ne parliamo con Dario Riccobono Amministratore Delegato dell’agenzia che coordina voli ed offerte alberghiere.

Perché Holding Turismo ha scelto l’aeroporto di Rimini come una delle basi di partenza per la Sicilia?

“Il rapporto con Rimini è nato dopo la nostra esperienza bolognese. Nonostante i due voli da Bologna per le isole mediterranee andassero bene, noi riuscivamo ad intercettare una grossa fetta del mercato emiliano ma restava fuori tutta l’area Romagnola e delle Marche, un mercato per noi interessantissimo. Ecco perché abbiamo scelto Rimini ed impostato l’esperienza del volo per Lampedusa che è stato un successo. E’ vero che grazie al rapporto con Rimini Airport abbiamo cercato di incentivare questa gradevolezza in tutti i modi, penso ad esempio all’opportunità di pagare 20 euro il parcheggio settimanale della vettura presso il parking dello scalo, ma la verità è che il mercato ha risposto positivamente”.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Le due destinazioni hanno le caratteristiche del mare e dell’ambiente mediterraneo. Lampedusa fa parte delle isole Pelagie è insieme a Linosa la parte più a sud d’Italia ma il viaggio aereo è abbastanza agevole, un’ora e mezzo per ritrovarvi a 100 km dall’Africa ed a 200 km dalla Sicilia! L’isola è piatta e questo permette di avere molte spiagge nella zona sud ovvero quella più bassa mentre quella verso nord è alta con visioni mozzafiato. Lampedusa è stata risparmiata dal mattone selvaggio, il paese è nella parte sud orientale dell’isola il resto è incontaminato, roccioso a parte la zona occidentale che presenta della vegetazione mediterranea.

mer 20 mag 2009 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

Chicco Ravaglia è scomparso da dieci anni, il 23 dicembre del 1999, ma la sua memoria è ancora viva in chi l’ha visto crescere e giocare, dai campetti di periferia al grande palcoscenico della serie A. Chicco Ravaglia era un play 23enne quando un brutto incidente stradale se l’è portato via e oggi, anno dopo anno, a Miramare si svolge un torneo di basket dedicato a lui, con le migliori realtà cestistiche del territorio ad affrontarsi. Giovedì 14 e venerdì 15 si è svolta la sesta edizione del torneo, un “Memorial Ravaglia” tra i migliori degli ultimi tempi per qualità, livello tecnico e incertezza delle partite decisive (giocavano i nati nel 1994). Nel corso della prima giornata si sono svolte le semifinali, con le facili affermazioni delle corazzate Ibr/Angels Santarcangelo e Crabs Rimini ’95 rispettivamente su Riccione (104-22) e Miramare basket (112-36).

mer 20 mag 2009 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

L’8 aprile di 25 anni fa a Rimini accadeva il più leggendario degli eventi che la storia sportiva ricordi, un evento da affiancarsi alle telecronache di Mario Ferri da Las Vegas per l’incontro Righetti Spinks o ai festeggiamenti sul lungomare per la serie B del calcio di 4 anni fa. Ma nessun evento è stato più incredibile di quello dei 18 pullman che presero la strada di Vigevano per portare 800 tifosi (più le macchine ed il resto, chi scrive c’era ed i riminesi superavano il migliaio) a partecipare alla storica promozione in A1. Gli anni, la forza, l’ardore agonistico passano ma le emozioni rimangono, così come gli affetti per chi sudava sul campo e sulle tribune per arrivare alla vittoria, ognuno mettendone del suo fossero muscoli e polmoni, fossero ugole e voce.

mer 20 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Grazie all’accordo tra Myair e l’aeroporto di Rimini Parigi, Amsterdam e Bucarest sono più vicine. A partire dall’8 maggio sono iniziati i collegamenti con l’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi, Baneasa di Bucarest e Schipool di Amsterdam, quest’ultimo con inizio voli il 30 maggio. L’aeroporto Federico Fellini si dimostra ancora una volta un polo strategico, l’ampio bacino di utenza che gravita attorno allo scalo permette di sviluppare fortemente il mercato low cost. Myair ha scelto Rimini ed il suo aeroporto e questo apre nuovi orizzonti al Presidente Masini ed ai suoi collaboratori. Myair.com nasce nel 2004, l’obiettivo è di diventare il vettore low cost di riferimento in Italia. Eliminazione dei biglietti tradizionali a favore di un codice di prenotazione virtuale, razionalizzazione delle risorse, ampia gamma di opportunità questo ha permesso di offrire ai passeggeri un servizio di qualità che non penalizza né la sicurezza né il comfort dei passeggeri. Con 320 dipendenti ed una flotta di 11 velivoli (6 Airbus A320, 4 Bombardier CRJ 900 e un Saab con un ulteriore ampliamento entro il 2012 di altri 15 Bombardier CRJ 1000, acquisiti nel settembre 2006 attraverso un’operazione da 600 milioni di euro) Myair si avvia a diventare la prima compagnia italiana nel settore lowcost Fra i presupposti su cui la compagnia aerea sviluppa la propria attività vi sono la massima efficienza e affidabilità della flotta e la qualità del servizio, pur nella autentica filosofia low cost. 

mer 15 lug 2009 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

All’alba del terzo millennio, nell’epoca della comunicazione globale, di internet e dei cellulari, un messaggio ci viene lasciato in una bottiglia. Sì, come i naufraghi settecenteschi, come i pirati delle favolose favole di Salgari, questo mezzo di comunicazione arcaico fa da sfondo ad uno dei drammi del nostro tempo. Di quelli che allontaniamo con fastidio al solo apparire, di quelli che releghiamo volentieri alla guardia di finanza, alla polizia ed ai carabinieri: l’arrivo dei barconi di clandestini nel nostro paese. La bottiglia è stata ritrovata dal personale della Associazione “Area Marina Protetta” di Lampedusa, un’associazione che si occupa della gestione dei parchi marini dell’isola. Ragazzi in gamba che ti fanno vedere delfini, tartarughe marine e ti accompagnano a fare snorkeling. Insomma ti fanno vedere la vita. Ma ogni tanto si imbattono nella morte. Quella morte che ai giorni nostri sembra impossibile, un barcone stracarico che si inabissa, uomini, donne, bambini che vanno giù nel mare scuro e freddo. Un dramma che fortunatamente nell’epoca dei rientri forzati non entra più nella contabilità delle competenze italiane. 

mer 09 set 2009 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

Correva l’anno 1984. Ci si sente sempre giovani dentro, i figli sono l’unica cartina di tornasole del tempo che passa. Poi una mattina ti arriva una telefonata dall’amico Nicola Gambetti e ti dice: “Guarda che abbiamo messo su un comitato, riuniamo la squadra mitica, la Marr 1983/84 e festeggiamo i venticinque anni da quella memorabile impresa!”. Venticinque anni sono passati da quell’anno incredibile. Dai 18 pullmann che raggiunsero Vigevano per la partita decisiva. Dal tiro libero con la Fortitudo Bologna che ancora ora la gente mi ricorda per la strada (per fortuna che è entrato!!), dall’incredibile impresa di Siena che girò il campionato alla prima di ritorno davanti alle telecamere della Rai (mica c’era Sky), da quelle domeniche dove un gruppo di professionisti ma anche di brave persone che ce la mettevano sempre tutta si caricarono sulle spalle i 5 mila del Flaminio e li portarono tutti in Legauno (“In A-uno si va!!!”: l’urlo che si alzava quando si capiva che si era vinta anche quella partita).

mer 07 ott 2009 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

Il basket riminese si appresta a vivere una svolta epocale: il cambio al vertice dei Crabs dal padre padrone Adriano Braschi al vincentissimo ed ultra cestista Alberto Bucci. Mentre scriviamo siamo tutti in attesa del bonifico che va a ripianare parte dei debiti contratti dalla Basket Rimini Srl (la seconda tranche seguirà a breve), quanto richiesto dalla vecchia proprietà per il subentro della nuova, dopo di ché l'assemblea dei soci metterà la parola fine alla maggioranza detenuta dalla public company Rimini Sport Srl nella maggiore società del basket riminese. Una avventura che inizia sotto i migliori auspici, con una società bene avviata nel campionato (ma Bucci non esclude un rinforzo in corso d'opera, soprattutto se coach Sacco troverà l'amalgama giusta per un gruppo di buone potenzialità) e con una proprietà che ha voglia di fare bene affidandosi ad un uomo di grande esperienza e capacità che conosce il basket come pochi altri in Italia: Bucci è una delle figure di spicco del basket nazionale insieme a Dan Peterson, Dino Meneghin e Valerio Bianchini. Proprio Bucci è intervenuto con parole di elogio per l'iniziativa Marr superstar, 25° anniversario che ha riesumato una passione evidentemente mai sopita per quella squadra d'altri tempi. Ne parliamo con Teto Gambetti (il suo vero nome, mai usato è Adalberto) Presidente del Comitato che ha organizzato l'impresa.

mer 07 ott 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' un piacere ritornare al Ristorante Matilda, in primo luogo per le sicurezze che sono quelle di sempre: servizio efficiente, tavoli ben distanziati, menù chiaro ed un buon rapporto qualità prezzo. Inoltre lo spazio è aperto durante l'estate e questo ci mette di buon umore.
Poi la scelta, che va dalla pizza (ottima, bassa e grande, la più grande che ci sia capitata di mangiare) per proseguire con i primi sino ad arrivare ai menù etnici spagnoli e messicani.
Quello messicano è spettacolare e ne vale sempre la pena, soprattutto in un ristorante che ti permette di cenare "piccante" senza coinvolgere i figli piccoli che si possono orientare sulla pizza.

mer 02 dic 2009 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

"Hic sunt leones" la frase scelta dai familiari di Carlo Caragiulo per ricordarlo sul suo santino.
Quasi a testimoniare una vita vissuta intensamente, delimitata da tre capisaldi: il basket, la Roma ed il lavoro.
C'era tanta gente la mattina di sabato 28 ai suoi funerali. La chiesa di San Girolamo non riusciva a contenere tutti quelli che erano venuti a dargli un saluto, a ricordarlo. Mi sono accorto che ognuno aveva un aneddoto, spesso ironico, ma mai banale sul suo rapporto con Carlo.
E' certo che lo sport è stato un elemento importante della sua vita. Quello giocato, il basket, e quello guardato, il calcio e la Roma.
Ed è incredibile che nonostante le vicissitudini della vita Carlo non abbia mai voluto abbandonare queste grandi passioni.

mer 10 feb 2010 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

In questi quattro mesi intorno al Basket Rimini se ne sono sentite e viste di tutti i colori. Nell’ordine: è stata allestita in settembre con i soldi della Public Company una compagine di tutto rispetto che vince sette delle prime otto partite; è qui che parte l’annuncio dell’acquisto della società da parte di un gruppo di aziende facente capo a Luca Bergamini e sponsorizzato da Riviera Solare che dovrebbe coinvolgere Alberto Bucci come presidente e Riccardo Morandotti nello staff dirigenziale. Il passaggio di proprietà dovrebbe avvenire il 28 ottobre 2009 ed è garantito da un contratto, due assegni (uno da 400 mila euro e l’altro da 165 mila euro) e da un contratto di sponsorizzazione da 300 mila euro di Riviera Solare che si installa con il suo marchio sulle maglie della società. Il 28 ottobre non però succede nulla. Poi è un susseguirsi di continui ritardi nel passaggio di proprietà sino all’epilogo del 2 febbraio, quando il Presidente Braschi comunica che gli assegni sono scoperti: è stato tutto un bluff.

mer 24 feb 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Ioli Luca

Irrompe nel sonnacchioso mondo culturale riminese il dissesto della Fondazione Fellini (220 mila euro di deficit nel 2009 e 582 mila di debiti pregressi, ma la cifra continua a ballare) con le dimissioni del vicepresidente Giuseppe Chicchi. C'è un dato interessante: nessuno si è chiesto la percentuale di perdita sul fatturato. Già questo la dice lunga sulla difficoltà ad inquadrare il problema. Poi, una girandola di opinioni più o meno altisonanti che parlano dei necessari investimenti. Ma con quali soldi? Per tutti, è ovvio, è il pubblico che deve investire di più. Proviamo a dipanare la matassa delle responsabilità: i sindaci revisori precedenti si sono dimessi, i nuovi non hanno controfirmato il bilancio. Qui esiste una responsabilità precisa del consiglio d'amministrazione, che ha pieni poteri dovendo votare i documenti contabili. Se li ha approvati si è preso le sue responsabilità e per questo motivo va azzerato. Questo è compito dell'assemblea dei soci. Il direttore Vittorio Boarini ha svolto un lavoro prezioso nel recupero del materiale del Maestro e nella impostazione filologica della Associazione Fondazione Fellini. Ma a Boarini non si può chiedere di stare chinato sui conti, né una visione manageriale del progetto. 

mer 24 mar 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Non è vero che in questo mondo non ci sono buone notizie.
Una di quelle veramente buone è che ha riaperto il ristorante Pacini di Montebello. Da giugno scorso Paolo Pacini a Marinella hanno deciso di riprendere la storia che durava dal 1962 e che si era bruscamente interrotta nel dicembre 2007.
La chiusura del ristorante Pacini aveva lasciato un vuoto in una delle più belle scampagnate fuori porta della nostra zona. Infatti era un cult prendere la macchina, salire per la Marecchiese, deviare verso Torriana, superarla per continuare sino al castello di Montebello 
Ci si sente come antichi armigeri mentre si scruta la valle con le anse del fiume. Da lì partono escursioni interessanti, per i più allenati sino a Madonna di Saiano per un giro di trekking seguendo antichi e ardui sentieri, per i meno facinorosi la passeggiata per la pineta sottostante la rocca con la possibilità di incontrare capre e istrici.
Immancabile la visita al castello di Azzurrina dove fare ingrandire gli occhi ai più piccini con la storia del fantasma della bambina dai capelli turchini.

gio 08 apr 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Alla vigilia di Technodomus, uno dei nuovi prodotti sulla filiera delle macchine per il legno proviamo a capirne di più, e dell'evento e del momento delicato per il settore, con Simone Castelli, Direttore Business unit 2 di Rimini Fiera. Ne ricaviamo una determinazione ed energia che ci fa ben sperare per il futuro.

Dal comparto delle macchine del legno, il più importante a livello territoriale, alla proiezione internazionale come si colloca Technodomus?

Si colloca mettendosi al servizio di un distretto leader in Italia e nel mondo, ritagliando su misura per le imprese una rassegna fieristica dinamica e competitiva, fortemente orientata all’internazionalità. Il progetto fieristico di Technodomus ha avuto un debutto straordinario nel 2009, oserei dire quasi inaspettato. Durante l’anno abbiamo lavorato molto per crescere e la vetrina che abbiamo preparato per l’inaugurazione del 20 aprile parla chiaro: le aziende passano da 140 a 300, l’esposizione sale da 25.000 a 42.000 mq, abbiamo aggiunto due padiglioni ai sei del 2009 e aperto un secondo ingresso. Sul fronte internazionale aspettiamo 1500 buyers, moltissimi dei quali da oltreoceano e si tratta di visitatori che pianificano rarissime visite in Europa durante l’anno. Di questi tempi sono incrementi eccezionali.

gio 08 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Nel quartiere di Miramare tra una serie di tristi scelte super standardizzate di ristoranti/pizzerie senza anima, potete trovare alcuni approdi felici. Il ristorante Guido, sulla spiaggia di fronte a viale Oliveti, è per noi l’indirizzo più interessante della città. Invece in via Marconi, all’antipodo di Guido per forma ma non per qualità, è Pizza Italia, covo della cucina verace napoletana. Qui tutto è partenopeo, dalle immagini di Maradona e Massimo Ranieri sui muri sino alla pizza e ai panzarotti; per non parlare della pizza fritta, specialità della casa. Ma quello che vogliamo segnalare è il ristorante Uomini di Mare, in viale Oliveti all’altezza del numero 82. Uomini di Mare un'anima ce l’ha e lo si nota subito quando entrate. L’arredamento è marinaro, caldo, i tavoli sono distanziati e d’estate si può mangiare anche fuori, ma non è decisivo perché la vetrata viene completamente aperta. Siete a Miramare ma potreste essere a Miami. Il menù è di pesce, di pizza e di carne. Il solito all inclusive da posto turistico, direte voi; invece qui c’è una logica che è bello scoprire.

mer 21 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' un periodo di buone notizie per i miei lettori. L'ultima è che Maurizio Castelli, sempre con sua moglie Patrizia ai fornelli, è tornato in pista. Li avevo visitati l'ultima volta all'Osteria di Santa Colomba (nome glorioso della ristorazione riminese) in quel di Montecolombo, poi Maurizio aveva lasciato il locale al socio, il tricolore che accompagna le imprese culinarie del nostro era stato ammainato ed io ero restato con la nostalgia degli strozzapreti al piccione, le fiorentine e la sfilza dei chianti da chiedere perché, è persino inutile dirlo, l'Osteria di Santa Colomba senza Maurizio Castelli non vale. Poi dopo una lunga gestazione mi arriva la buona novella: finalmente apre l'Osteria di San Maurizio in Via della Pace a Coriano. Ci arrivo una sera infrasettimanale, salgo verso il centro di Coriano, supero la caserma dei carabinieri e subito dopo la chiesa a destra si vede l'insegna. Mi ritrovo davanti ad una vecchia casa colonica sapientemente ristrutturata con il tricolore inalberato sull'entrata!

mer 05 mag 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

L'Osteria Le logge è in fondo a Viale Trieste verso il mare, sull'angolo con l''ultima via a sinistra prima di Viale Vespucci.
E' una bella storia questa legata alla famiglia Giacomozzi, che inizia molto lontano nei luoghi e nel tempo. Precisamente in Argentina, con i genitori Mario e Maria, per poi continuare con i figli, Carlo in sala ed Alessandra in cucina.
Così, strada facendo, l'osteria ha preso una fisionomia adatta a tutti i gusti: pizza sottile e buona, antipasti senza sorprese e primi di carne e pesce.
Poi, andando ad approfondire, ti ritrovi in menù un risotto al radicchio, oppure agli asparagi e rucola che non sono proprio due piatti "tranquilli", così come i tagliolini alle vongole, piatto semplice ma non facile.
Ma qualcosa del passato argentino ritorna. Così come se ascoltando un tango di Gardel ti ritrovi a pensare che la musica non ti è nuova, all'Osteria Le logge sono specializzati in carne.

mer 19 mag 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Metti insieme la perizia di Marco Migani per tutto quello che riguarda la lavorazione della carne, la passione di Domenico Chiari nell'allevamento degli animali (Fattorie Fontetto), la capacità di Michele Andruccioli nella gestione dei locali: non può che saltare fuori un gioco pirotecnico.
Dove? A Verucchio alta, dalle parti della rocca, i tre hanno aperto E Mazel; il nome non lascia dubbi, chi è vegetariano è pregato di stare alla larga perché qui parliamo di carne.
E Mazel è nella piazza di Verucchio (non di Villa Verucchio, proprio di Verucchio) dove una volta c'era la macelleria Morolli dello zio di Andruccioli. Poi lo zio ha tirato i remi in barca, la macelleria è stata chiusa per qualche anno sino a che non è stata presa in carico dal nipote, che con i due soci ha ben pensato di farne un luogo di qualità.
Carni locali allevate con metodi biologici, lavorate con attenzione, con altri prodotti in vendita che seguono il filo rosso della produzione locale (per tutti i fichi caramellati squisiti, i vini della Cà Perdicchi, il prosciutto crudo Carpegna ed il prosciutto cotto di qualità San Marino).

mer 19 mag 2010 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Ioli Luca

Potevo pensare molte cose di Marco Valeriani - che conosco già come giornalista, scrittore di fantasmi, addetto stampa - ma mai avrei immaginato di sentire parlare di lui come il Charles Bukowski riminese od il Tinto Brass della Valmarecchia. Quest'ultima definizione è di Massimo Masini, in passato amministratore innovatore al passo con il futuro, ora uno che di situazioni innovative se ne intende.
Sì, Valeriani ha dato alle stampe un minilibro dal titolo intrigante "Notturno nevrotico alla fragola di bosco", dove gli argomenti non sono proprio banali: cibo, sesso, morte.
"Scrivevo su un blog chiamato Inchiostro Verde, poi ho capito che era meglio farlo su mezzi più tradizionali" ci dice l'autore, che incomincia a svelarci i capisaldi della sua letteratura.

mer 16 giu 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Il ristorante "Il pescato del Canevone" è riuscito ad avere un posto all'aperto nel giardino pubblico di fronte al ristorante in via Tonini.
Quindi anche durante l'estate Alberto vi accoglierà con la competenza di sempre sotto i grandi alberi sia a mezzogiorno che alla sera facendovi gustare le prelibatezze di pesce provenienti dal peschereccio "di famiglia" ovvero quello gestito dal padre Adamo in un gran bel giardino.
Insomma un'altra storia a lieto fine, in attesa che si sblocchi la querelle della destinazione della Casa della Pace, che in verità potrebbe essere tenuta un tantino meglio, almeno con più ordine.
Ma noi siamo ottimisti.

mer 14 lug 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Pu troppo oggi sono costretto a darvi una brutta notizia. L'Osteria Da Gambon chiude. Ad onore del vero chiude la gestione che durava dal 1974 cioè quella di Castellani.
La storia dell'Osteria inizia prima della guerra. La mette su tal Zonzini, ma è il secondo gestore quello che parte subito dopo il secondo conflitto mondiale, a dargli il nome che conosciamo tutti, cioè Da Gambon: naturalmente, dal soprannome del proprietario. Il resto è storia recente (si fa per dire) con la gestione che ha retto sino ad oggi.
"Mio figlio non aveva più intenzione di portare avanti l'attività così era giusto passare la mano", ci dice Castellani nel locale semivuoto. Come sempre, un conflitto generazionale. un sacco di gente voleva quel posto e chi ce l'ha non lo tiene. Ci sarà sempre un ristorante-osteria in via Montefeltro, ma Da Gambon scompare per sempre, perché probabilmente anche il nome cambierà.

mer 14 lug 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' interessante la manifestazione che si terrà domenica 18 luglio dalle 17 e 30 in poi nel chiostro della Biblioteca Gambalunghiana. Il vitigno del sangivese è presente in molte regioni (Toscana, Romagna, Emilia, Umbria, Abruzzo) in ognuna delle quali dà origine a nomi e sapori diversi legati alla tipologia del terreno ed alla lavorazione, addirittura in alcune zone della Toscana viene vinificato con il nome sangiovese (ed è raro da trovarsi così) dando origine ad un vino diversissimo dal nostro.

Sangiovese di Romagna contro Morellino di Scansano dunque, rappresentati da produttori dei rispettivi consorzi. Vinca il migliore, intanto vi basti sapere che potrete ascoltare il sommelier Bruno Piccioni che vi accompagnerà per i sentieri più nascosti del Sangiovese per poi consegnarvi ai vini dei due consorzi che saranno degustabili a prezzi competitivi.
Un grazie a Massimo Zangheri del Caffè Commercio ed a Riki Agostini della omonima enoteca per la passione e l'impegno.

mer 28 lug 2010 - Notizia di attualità - scritto da Ioli Luca

Finalmente. Finalmente una guida sui patriarchi del Comune di Rimini. No, non si tratta di una pubblicazione su ragazzi ultra centenari, ma di una guida sugli alberi monumentali e di pregio del Comune di Rimini, perché questo significa in botanica il termine "patriarca".
Il Corpo Provinciale delle Guardie Ecologiche Volontarie di Rimini ha editato una pubblicazione dove vengono segnalati gli alberi ultra centenari del nostro territorio ed addirittura una passeggiata in bicicletta per visitarli. La guida può essere richiesta al gruppo delle guardie ecologiche provinciali, oppure all'Assessorato alle politiche Ambientali del Comune di Rimini.
Tre itinerari che si snodano per il territorio comunale, schede semplici da consultare ed informazioni sugli alberi semplici e fruibili, una prima parte descrittiva ed una seconda con i cenni storici/culturali descrivono 24 piante ultra centenarie.

mer 28 lug 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Attenzione cari lettori: se volete passare una serata vista mare ma nel fresco della collina la terrazza del ristorante Bellavista di Montescudo fa per voi. Io ci sono stato all'una di un giorno torrido e vi assicuro che nonostante la cappa che inglobava la riviera lì c'era la possibilità di stare bene, immaginatevelo la sera con la brezza e la linea delle luci della costa ai vostri piedi. Poi via con tagliatelle al ragù, tagliolini stridoli ed asparagi, gnocchi pomodoro e basilico (perché Mariano segue la stagionalità come ogni buon ristorante) immancabili come secondo il coniglio ai pinoli ed il pollo fritto, contorni da gustare, dolci buoni e sangiovesi con base a Vecciano. Salute!

mer 08 set 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Siamo stati all'Osteria delle storie di Mare una sera di settembre, a cavallo della riapertura della pesca. La serata era piacevole, con la fortuna di avere un tavolo d'angolo sulla terrazza ancora aperta, vista sui pescherecci del porto canale con l'aggiunta di una conversazione piacevole.
Il ristorante è al secondo piano di uno stabile di fronte al mercato all'ingrosso del pesce, i tavoli sono piacevolmente distanziati, il servizio impeccabile anche se ci è arrivato prima il vino e poi dopo qualche minuto l'acqua come se si attivasse il vecchio trucco delle trattorie di Trastevere per fare bere i clienti.
Gianluca Ceredi ci ha accolto con la solita professionalità, ma l'aneddoto che mi convince sulla bontà di questo ristorante viene dopo avere consultato il menù: "La minestra con la seppia e piselli non c'è, non l'ho trovata questa mattina" ci dice Gianluca. Questo è un prodotto che congelato si può trovare facilmente, ma qui si preferisce non averlo in menù. Così come nella rostida appare pesce selezionato: moletti, coda di rospo, sogliole, seppiolini e cappesante rigorosamente nostrane. Quello è stato trovato questa mattina e quello è stato presentato al tavolo è più che sufficiente per consigliare l'Osteria delle Storie di Mare. 

mer 06 ott 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Il peschereccio del Canevone ha ripreso a navigare.
Lo avevamo lasciato con le reti issate per il fermo della pesca, lo ritroviamo più baldanzoso che mai a sfidare le onde per rifornire il ristorante di pesce fresco.
Sì, il Ristorante del Canevone ha riaperto i battenti nella sua consueta cornice autunnale, discreta ed elegante, ma informale. Ed ha riaperto nel migliore dei modi con il collaudato menù scritto sulla lavagna.
Un indirizzo di prestigio, dove l'insalata tiepida ed il crudo si affiancano alle "popolari" cozze alla marinara. Dove il risotto è secondo la tradizione locale, quindi con un filo di rosso. Dove gli strozzapreti sono spesso affiancati ai cannelli ed alle zucchine. Dove la rustìda è quella del nostro mare così come lo è il fritto"di paranza" in cui trovate zanchetti, piccoli sardoni e triglie insieme alle verdure. Perché il fritto di calamari, pure in menù, è presentato a parte.

mer 20 ott 2010 - Notizia di Riccione - scritto da Ioli Luca

Domenica se ne è andato Giorgio Piccioni, patron delle Terme di Riccione. Giorgio era un uomo di grande spirito, positivo, uno che vedeva il bicchiere sempre mezzo pieno. Un uomo vero che diceva le cose in modo diretto, un uomo che aveva fatto della correttezza una bandiera. Se ne va per un tumore a 66 anni troppo giovane per tutto quello che, sono sicuro, aveva ancora in testa di fare. Quando lo andavo a trovare alle terme di Riccione gli dicevo: "Hai l'ufficio più bello della provincia". E lui rispondeva: "E' vero". Aveva una parete di finestre sul mare, d'inverno si vedeva la burrasca, d'estate l'azzurro ti abbagliava gli occhi. Dalla fonte dell'acqua cioca acquistata nel 1978 aveva tirato fuori un impero, mostrando una lungimiranza fuori dal comune ed anticipando tutta la tendenza sul benessere che sarebbe arrivata negli anni '90. Lungimirante e pronto alle sfide con un entusiasmo incredibile anche in questi ultimi tempi di malattia, che non avevano fiaccato la sua voglia di fare. Quando iniziò la sua incredibile vicenda giudiziaria pensai: "È impossibile questa faccenda di Giorgio Piccioni".

mer 17 nov 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Attenzione: questo è un indirizzo sicuro, di grande affidabilità, in una location bella che si presta anche a passeggiate serali, a novembre e solo a novembre aperto venerdì, sabato e domenica.
Stiamo parlando del ristorante Bellavista a Montescudo: d'estate una delle terrazze più belle della Romagna, d'inverno una rivisitazione della cucina locale con qualche sfiziosità ed un prezzo veramente giusto, con la possibilità di riservare anche una sala per i compleanni.
Maria Teresa, con a fianco la fidata Mary, non vi farà mancare nulla di quello che è veramente la Romagna invernale: cappelletti, passatelli, lasagne. E poi crespelle ai funghi e tortelli al tartufo, tutto rigorosamente fatto in casa. Gli antipasti sono più ricercati, dove a fianco dell'erbazzone trovate il cavolo rosso con le mele ed il carpaccio di vitello, mentre fra i secondi non mancano agnello, coniglio e tagliata. Con la stuzzicante presenza del pollo fritto, buonissimo, croccante, poco locale, ma specialità della casa.
"Quest'anno abbiamo aperto ad una novità importante per noi - ci dice il titolare Mariano Pecci - la domenica sera facciamo la piada": già, perché al Bellavista la piada non c'era, ora invece la domenica sera la servono insiemead affettati certificati dell'alto Metauro.

mer 01 dic 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Intervistiamo Luca Mei una mattina di novembre nel suo ristorante Farini 13. Il locale è nella via e numero omonimi, un bell'ambiente che paradossalmente è a buon prezzo, soprattutto a pranzo dove Luca propone piatti unici che sono una bella alternativa al "panino al volo". 
Tre anni e mezzo in questo locale: azienda stabilizzata o ancora in divenire? 
"E' vero che ho clienti affezionati che mi seguono, ma la staticità non è mai un bel modo di affrontare il futuro. Così proprio in questi giorni ho iniziato una sinergia con la Fondazione Fellini per l'esposizione dei disegni tratti dal Libro dei Sogni del maestro. Insomma come vedi andiamo avanti". 
Raccontaci come è cambiata la cucina negli ultimi cinque anni. 
"C'è un forte ritorno alla semplicità. Mi pare che è finita l'epoca degli chef showmen, per fortuna i buoni prodotti e la buona cucina hanno avuto il sopravvento sulla visibilità. Anche l'impostazione del nostro locale segue questa tendenza, deve essere vivibile, semplice nella sua raffinatezza, sembra un controsenso, ma non lo è". 

mer 15 dic 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Il Natale solidale non è una notizia. Nel senso che da molti anni la Caritas Diocesana organizza una serie di iniziative per finanziare progetti nelle zone povere del pianeta.
La fantasia non manca in quel di Villa Verucchio, al punto che si sprecano le tombole, le torte della pace, i mercatini, le recite e le proposte di casa in casa.
Ma l'iniziativa che scalda i cuori oltre il palato è "Cappelletto... solidale... offresi". Dice il volantino che si tratta di pasta fatta a mano con amore. Ed è la soluzione per chi nonostante voglia avere i cappelletti nel menù non sa o non ha tempo di prepararli.
Una task force di azdore si è messa assieme per produrre cappelletti a iosa; il punto di riferimento è il centro ricreativo Le Pozzette (0541671263) dove se ne possono ordinare con un certo anticipo alcuni chili.
Le "ragazze" capitanate da Giuliana, Marisa e Domenica sono un vero commando, meglio dei reparti speciali della Folgore. Con un'organizzazione invidiabile riescono a fare fronte ad una richiesta alimentata da un prodotto a km superzero, con ingredienti supervisionati da chi i cappelletti è abituata a farli per la famiglia e quindi attenta per prima cosa a quello che ci metti dentro.

mer 15 dic 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' proprio il caso di dirlo, ristorante che va, storia che trovi.
Si erano lasciati tempo fa ma continuavano a sentirsi. No, non stiamo parlando di una storia d'amore ma forse d'amicizia sì. Poi messe a posto alcune questioni burocratiche, per Marco Mosconi ed Alessandro Baroni ecco la possibilità di mettersi insieme a gestire la Chiacchiera et voila, la storia ricomincia.
Sì, perché la Chiacchiera ora è aperta tutto l'anno e non solo d'estate, e per completare l'opera è aperta anche a pranzo. Ho scoperto così che Marco Mosconi la voglia di aprire anche d'inverno l'aveva (io credevo fosse un patito dei mari del sud, tipo lavoro d'estate e sverno ai Caraibi!), invece era il locale che si poteva tenere aperto solo d'estate. Così una delle più belle viste sulla riviera non è disponibile solo con la buona stagione, ma anche d'inverno, perché accanto al nucleo centrale c'è una ulteriore sala ricavata dall'isolamento del portico.
Marco ed Alessandro sono pieni di energie e sempre pronti alle novità. Dalla musica dal vivo alle serate gastronomiche a tema, alle presentazioni mensili di una cantina (splendida quella di venerdì scorso dell'azienda agricola La Berta di Brisighella) insomma ce n'è per tutti i gusti ad un prezzo ragionevole, ma con la massima attenzione alla qualità.

gio 13 gen 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Sedersi a chiacchierare di ristorazione con Claudio Carlini nel suo locale in piazzetta San Gregorio è sempre un piacere, in primo luogo perché l'Osteria della Piazzetta è un indirizzo rassicurante, niente fronzoli, molta sostanza e la certezza di trovarci le cose che cerchi senza sorprese. In secondo luogo perché Carlini non è mai banale nei suoi ragionamenti.
Così la vita scorre nel centro di Rimini con le cose di tutti i giorni, i piatti di pesce e di carne, gli avventori trattati come persone di casa e la notizia della giovanissima Anna (maestra di sala del locale) diventata nonna (?!?!) che va a trovare il nipote a Londra. Come si farà ad essere nonna a trent'anni? forse un altro mistero della cucina del locale.
"Nella primavera del 2010 abbiamo toccato il picco più basso - attacca Carlini senza fronzoli - ce lo siamo lasciati alle spalle ed ora notiamo tutti i segni di ripresa anche se continua ad essere dura, ma noi tiriamo avanti con ottimismo".
Tirare avanti significa però essere un personaggio del mercato alle sei della mattina quando Claudio va personalmente a scegliere il pesce migliore oppure cercare la carne da brodo nostrana nel nostro entroterra, poi come faccia a tirare a sera al Vizio fa parte dell'elisir di lunga vita dei due locali.

mer 26 gen 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

"C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi d'antico" mi viene in mente sempre questa poesia del Pascoli quando entro al ristorante Pizzeria Pic Nic.

La poesia ci sta perché entrando nel ristorante trovi la cassa a destra, postazione di Maurizio Bellini il titolare del locale insieme all'intramontabile Berto che invece è arroccato in cucina, ma a sinistra è comparso un pianoforte ed una chitarra, forse viatico per serate sino a tarda notte con artisti e cantanti?
"No erano altri i tempi in cui si faceva tardi con gli artisti che portava dalla discoteca l'Altro Mondo Gilberto Amati, ricordo che il più pazzoide era Rocky Roberts, simpaticissimo interprete della canzone "Stasera mi butto", era indiavolato e da solo faceva reparto riempiendo il locale di allegria. Ora a mezzanotte si chiude, allora la normalità erano le due, di sabato anche le quattro".
Altri tempi davvero perché Maurizio è arrivato da Bologna nel 1965 con le novità di allora che ora sono diventate tradizione, i maccheroncini delizia, i tortellini alla panna ed il goulash con la polenta.

mer 06 apr 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Dopo la dipartita (letteraria per fortuna) di Marziani dal cibo, il taccuino si rinnova. Non troverete più altissimi voli enogastronomici, ma non ci faremo mancare le scoperte, magari risalendo faticosamente sentieri e fiumi (Marziani è un falco, ma gli animali migrano anche a piedi, anzi a zampe). Presenteremo sempre bottiglie di due fasce: la prima 5/7 euro per la pronta beva di ogni sera, la seconda 10/20 euro per una serata con un ospite; dedicheremo anche una puntata speciale a Sassicaia e Baroli, oltre i 60 euro, per quando nasce un figlio o si trova lavoro. Alle classiche ricette subentrerà la Scuola di cucina: partiremo dal semplice per arrivare al complesso e forniremo accorgimenti su come imbandire adeguatamente la tavola. Ospiteremo naturalmente anche pezzi di firme importanti alla scoperta della qualità, dal km zero ai formaggi francesi, insomma la parola d'ordine è curiosità e tutti potrete dire la vostra su tavola@chiamamicitta.net nel caso vi siano piaciuti o meno la ricetta e il ristorante proposti.

mer 06 apr 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

A Londra vi presenteranno degli spaghetti scotti con il ketchup: se non c'é il gatto sotto la tavola ne lascerete lì la metà con la solita frase:"I'm full".
Mia madre soffriggeva il burro e aggiungeva la conserva: con il bene che si può volere alla mamma il sugo era terribile e rovinava le tagliatelle.
Un buon soffritto vuole un battuto di cipolla o aglio; la cipolla può restare più grande, ma non è un obbligo: fate soffriggere per un minuto in olio caldo (attenti che non bruci) poi aggiungete un barattolo di conserva o polpa, riempite il barattolo per un quarto con acqua e versatela nella padella regolando di sale e mescolando. Se il sugo si asciuga velocemente abbassate il fuoco e aggiungete un po' d'acqua, scolate gli spaghetti al dente e fateli saltare in padella.
Infine: parmigiano o pecorino romano in caso di cipolla, con l'aglio invece un pizzico di peperoncino.
I genitori dovrebbero insegnare questa ricetta ai figli: fa figo dire agli amici:"ci facciamo due spaghi!", così non faranno brutta figura!

gio 19 mag 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

In una padella capiente fate soffriggere la cipolla in poco olio, aggiungete guanciale stagionato a tocchetti, come nella ricetta tradizionale, o pancetta affumicata, che ha un suo perché. La quantità è a discrezione, il sapore è comunque garantito. Quando la parte grassa è quasi sciolta aggiungete la conserva, come da tradizione, o Polpa pronta se volete essere più naturali. Io consiglio la Mutti che è la migliore, buona la Valfrutta, da provare la Cirio (tengo o' core Italiano!! e vai con Depardieu!). E se avete quella fatta in casa dalla mamma non esitate a presentarla agli ospiti come un piatto speciale. Pulite poi il barattolo con un mezzo bicchiere d'acqua e aggiungetela al condimento, regolate con pepe e sale e cuocete a fuoco moderato mentre cuoce la pasta, che siano spaghetti o bucatini. Scolateli lievemente al dente e fateli "saltare" nella padella del condimento. Una spolverata di pecorino romano ci sta, no al parmigiano reggiano. Orrore!! Da provare tutte le varianti, con guanciale, pancetta, o con i pomodorini freschi in estate... Abbinate a vino rigorosamente rosso, se del Lazio è meglio, e non scordate il pane giusto per la scarpetta!

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Ioli Luca

Succederà qualcosa nelle antiche latitudini europee dove sono scomparsi salute, sogno, spazio, sensualità, sensibilità, simpatia, tecnica, bellezza?

Parafrasando alcuni motivi dominanti di Claudio Misculin, si deve provare a cercare una via di riscossa in un paese dove innovare significa risparmiare. E dove la coscienza intellettuale è oramai talmente ripiegata su se stessa da non avere un moto di rabbia neppure di fronte allo scempio del più spettacolare sito archeologico del mondo, Pompei. Dove l'incuria, il degrado, l'abbandono, il ladrocinio hanno prevalso sul civile senso di dire "no", con buona pace anche del mondo intellettuale italiano, perché non si vede mobilitazione di fronte a tale scempio tra chi dovrebbe essere più sensibile, ma soltanto un breve risvegliarsi da un sonnolento mondo autoreferenziale, per poi ricadere nell'oblio.
Si pensi, a titolo di paragone, che Machu Picchu in Perù e Tikal in Guatemala sono meglio gestiti; e quelli non sono certo paesi che navigano nell'oro.
A Riprova, uno spettacolo fatto e prodotto nel territorio nazionale nel 2011 fa venti date in Brasile e zero in Italia: grande interesse là annoiato disinteresse qua.
Ne parliamo in parallelo con due imprenditori "illuminati", Alberto Medioli del gruppo SADA, azienda fondata da italiani con capitali italiani, che opera a 360 gradi in Brasile, e Maurizio Focchi, Presidente dell'Associazione degli Industriali di Rimini e titolare di una delle aziende più innovative ed internazionali del territorio riminese.

mer 01 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Quando arriva maggio dopo la povertà dei mesi invernali (anche se oramai la verdura c'è tutto l'anno ma provate a seguirne le stagioni magari con uno di quei calendari che si trovano in giro con indicati i mesi, le figure delle verdure ed i frutti) è tempo di minestrone.

Il minestrone è politicamente corretto perché: vi fa ingurgitare la giusta razione di verdura che oramai viene strombazzata in tutti i giornali, fa felice vostra figlia che vuole fare la dieta, si mangia anche il giorno dopo ed infine se è fatto bene è buono.
Appunto, se è fatto bene perché ricordo con orrore la sbobba di mia zia: acqua bollente, metto dentro le verdure, ci aggiungo i quadretti a cinque minuti dalla fine cottura oppure ancora peggio i rimasugli di tutte le paste rimaste et voilà le minestrone. Poi ci si stupisce se i bambini protestano ed il marito sospira! 
Intanto le verdure: zucchine, bietole, carote, pomodorini per dare il colore, sedano (occhio perché se lo mangiate per due/tre giorni un pò annerisce) e poi aggiungete o togliete quello che vi sembra meglio per trovare il giusto sapore, se avete poco tempo sia al mercato che da Adriano, sublime emporio di verdura e frutta di San Giuliano a fianco della pizzeria da Marco, trovate dei pacchetti di verdure fresche già pronte per l'uso.
Scaldate un litro abbondante di acqua (a seconda della quantità di verdura, se necessario aggiungetela deve essere in brodo il minestrone), quando bolle abbassate e mettetegli un mezzo cucchiaino di brodo vegetale.

mer 01 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Due buone notizie oggi per i miei lettori, la prima è che ha riaperto il la Trattoria Farini di Luca Mei dopo un breve restiling. Non perdetevi il giardino ed il nuovo corso leggermente più informale del precedente con alcuni piatti di pesce da frequentare, uno per tutti la degustazione di antipasti, dieci piccoli piatti simpatici, golosi e "curiosi" perché la curiosità è il filo conduttore del nuovo corso di Luca.

Un posto incantevole la Trattoria Farini, soprattutto il giardino, da passarci una serata o, se siete amanti del mezzogiorno, una pausa pranzo decidete voi.
La seconda notizia è che è tornato lo chef Michele Mazzetti.

mer 15 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Un nostro lettore ci chiede i segreti per una buona pizza fatta in casa. Ecco i consigli di Giovanni Ferrara, titolare della pizzeria Borgo antico in Via Cairoli 47, uno che di pizza se ne intende. "Questa è una ricetta semplice per fare una buona pizza fatta in casa" ci dice Giovanni.

Ingredienti: 
1 litro d'acqua
1,700 g di farina 00
60 g di sale
1/2 cubetto di lievito

mer 15 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

All'Orto in tavola di Novella in piazza Mazzini a Rimini trovate sicuramente frutta e verdura fresca di qualità presentate dalle due titolari,madre e figlia credo, che vi conducono tra carciofi ed asparagi con sicurezza, poi se ci guardate bene di fianco alla cassa c'è una scansia dedicata ai vini, piccola rivincita degli uomini del negozio.
Vini di fascia 6 - 10 euro di qualità, San Patrignano, podere Vecciano, Banfi, Cusumano solo per citare alcune cantine che ricordo, ed il vino che vi presento, il Lambrusco delle Terre Verdiane che io trovo solo qui.
Il lambrusco delle Terre Verdiane è prodotto nella zona di Parma e non in quella di Modena e questo farebbe già accapigliare i nostri lettori emiliani se ne avessimo, ha il gusto ricco e fruttato tipico del lambrusco, però il suo tono abboccato non deborda, il colore è rosso rubino, si presenta in una bella bottiglia ed anche questo non guasta, andrebbe servito a temperatura ambiente dove l'ambiente è quello di cantina quindi moderatamente fresco.
Se d'inverno lo accompagnate al lesso, d'estate con i piatti freddi come salumi, sottoli melone e formaggi ha un suo perché, non esagerate con il freddo ma servito fresco nelle sere d'estate è una delizia.
Salute!

mer 15 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' una bella storia quella della Trattoria Santa Colomba, una storia che vale la pena raccontare.
Una storia di passione per la cucina di un'intera famiglia: Barbara, Federica e Roberto. Una storia che nasce da lontano, addirittura nella Sicilia di cui è originario Roberto.
Una storia fatta di passione e testardaggine, che ha portato i nostri eroi a rilevare definitivamente il locale per poterci dare una impostazione diversa dalla precedente, fatta ancora di buona cucina del territorio ma con incursioni da tutto lo stivale. Iniziando naturalmente dalla Sicilia degli avi, ma questo non sorprende. Invece è più strano trovarsi in menù gli spaghetti cacio e pepe, pare di stare a Porta Portese ed invece sei a Monte Colombo. Mentre al mercoledì, esclusivamente su ordinazione, va in scena la cotoletta alla milanese "vera", ovvero con l'osso e a fianco il risotto allo zafferano; qui entra in campo Barbara e i suoi segreti tragitti per carpire la ricetta ai lumbard.
"C'è stata una cena romana a fine maggio e ne faremo anche una siciliana il 1 luglio- annuncia Roberto, - un nostro amico carissimo è esperto di cucina della capitale e così confrontati oggi, confrontati domani, siamo arrivati ad inserire alcuni piatti tipici del Lazio, ma senza esagerare perché il menù cambia con la stagione".
La Trattoria è sempre in via Bologna a Montecolombo nei locali del vecchio asilo, ma l'aria è decisamente diversa.
La prima grande differenza con il passato sono gli antipasti, semplici e gustosi, che a fianco degli immancabili salumi presentano le acciughe sottolio di Cefara con burro Beppino Arcelli, pomodori secchi, melanzane e olive sott'olio di Pantelleria: insomma cose di qualità e particolari.

mer 29 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

La carbonara non è una ricetta. La carbonara è una religione dove si scontrano due modi di vedere la cucina, due modi di intendere la vita.
Insomma cristiani e musulmani sotto le mura di Gerusaremme, Dio la vuole! Non mi meraviglierei se si raggiungesse un clima da Santa Inquisizione perché la vexata quaestio è: la carbonara vuole l'albume dell'uovo o no?
Vi immagino già sobbalzare sulla sedia, ma andiamo con ordine. Intanto alle origini la carbonara era fatta con i maccheroni. La spiegazione del nome è addebitata a due possibilità: la meno prosaica attiene alla copertura di pepe che va messo sul piatto (deve essere nero come il carbone); l'altra al fatto che è un piatto che si fa con un solo fuoco e quindi alla portata dei carbonari, che facevano il carbone di legna nei boschi dell'Appennino centrale: ancora oggi se si va a funghi ci si imbatte nei terrazzi circolari di pietra che servivano per questo mestiere.
Scegliete voi quello che vi sembra più vero.
Passiamo alla ricetta. Un tuorlo d'uovo per ogni, persona più un ulteriore tuorlo ogni 3-4 persone (insomma se siete in 3 ce ne vogliono 4 di tuorli): metteteli in una terrina, copriteli abbondantemente con metà pecorino e metà parmigiano reggiano grattugiati, poi siate generosi con il pepe ed un goccio, ma solo un goccio, di panna od in alternativa di latte per mantecare meglio. Mantecate il tutto. A parte soffriggete del guanciale in poco olio per qualche minuto. Cocete e scolate gli spaghetti, metteteli in una terrina. Ora attenti all'ordine di immissione: prima la pancetta e mescolate, poi la miscela di uovo e compagnia mentre mescolate, infine prendete qualche spaghetto per pulire la mantecatura, amalgamate bene e servite.

mer 29 giu 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Finalmente esplode l'estate. Caldo, sole, sete, movida e notte fonda. Questo è il momento di ricordarsi della più bella terrazza dei dintorni, quella del ristorante Bellavista a Montescudo.
Se ci andate la sera la riviera sembra un cielo stellato rovesciato, stelle sopra, stelle sotto e brezza.
Se ci andate a mezzogiorno o all'inbrunire quello che vedete sembra arrivi da una poesia di Tonino Guerra perchè "il mare che è una riga lunga e blu" è là in fondo, spesso si perde nella foschia.
Insomma il posto è bellissimo e poi dal Bellavista si mangia bene al giusto prezzo, questo lo sanno tutti.
Quando avete finito rilassatevi, fate due passi per il borgo di Montescudo, ascoltate i vostri passi, il rintocco della campana e l'odore serale dei tigli.
Non è che tutte queste cose se le è inventate Mariano, il sapiente gestore del ristorante, lui dà solo da mangiare il resto è Romagna, per fortuna che ci sono nato.

mer 13 lug 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Rimini Tipica è una mostra mercato, ma assomiglia di più ad uno show room di nuova generazione.
Nasce dalla collaborazione tra CNA Alimentare, CIA, Confartigianato, Legacoop e l'Associazione degli Alberghi Tipici Riminesi, mette in mostra ed in vendita le tipicità della nostra terra, non solo, ve le fa vedere e toccare, vi fa capire i metodi di lavorazione, la competenza e la passione che la nostra gente mette nelle cose.
6 aziende sono ospiti della palazzina Mostre di via Mantova 34 a Rivazzurra tutte e sei protagoniste dell'eccellenza riminese. I vini dell'azienda la Collina dei Poeti di Santarcangelo, l'azienda Le Carni delle macellerie Migani esperto in mora romagnola, il formaggio di fossa dell'azienda Fossa della porta di Sotto di Mondaino, le stampe su tela romagnole dell'Azienda Ruggine, l'azienda Le Terre che è un laboratorio di ceramiche tipiche delle nostre parti ed il Consorzio Terra di San Marino con i suoi prodotti tipici.

mer 13 lug 2011 - Notizia di sport - scritto da Ioli Luca

All'inizio fu la Stella Adriatica. Era il 1974 quando Maurizio Fabbri cercò di dedicare il campo di basket di Regina Pacis a suo padre Serafino Fabbri, mancato da poco.
La geografia cestistica di quel tempo era semplice: il centro storico gravitava sul campo all'aperto delle ACLI in via Dante. Un altro grande centro di attrazione erano i salesiani in via Tripoli dove avrà sede la storica Orsa che darà tanti buoni giocatori alla causa riminese. Il terzo polo era Regina Pacis con la Stella Adriatica e vecchi nomi come Savelli, Righetti ed un tal Giulio soprannominato "Jellini" (Giulio Jellini era il play della nazionale a cui Giulio assomigliava) di cui si è perso il cognome vero.
In questi posti ci si incontrava per giocare su campi rigorosamente in cemento, con leader dei play ground come si direbbe ora e storie di sfide e controsfide. Nomi e soprannomi, Baldelli detto "la mucca", Minelli detto Mino il primo "americano" di Rimini, Massimo Totti che era il più piccolo ma in pratica il vero padrone delle ACLI. Ogni tanto comparivano dall'alto dell'allora serie B Cervellini, Maurizio Ioli, Parmeggiani, Luca Rinaldi, Paolo Macori, Brancaleoni, Giancarlo Torrasi e Tasselli: e allora tutti noi piccoli a sedere, perché giocavano i grandi e se facevi il pataca prendevi pure uno scapaccione.

mer 13 lug 2011 - Notizia di healthness - scritto da Ioli Luca

Altea è un piccolo ed accogliente centro di Naturopatia che si trova presso la residenza Leon Battista Alberti sulla via Flaminia subito dopo la Caserma Giulio Cesare.
Nasce dall'idea di 3 amiche: Adriana Arlotti, Mirka Ottoboni e Valeria Montalti, tutte e tre naturopate laureate all'Istituto di Medicina naturale di Urbino, la più antica scuola di naturopatia d'Italia, medici e farmacisti come docenti e ben 1.632 ore di didattica frontale più tutto il resto.
Ma cosa succede in un centro di naturopatia? 
"Chiunque abbia bisogno di riequilibrare il suo corpo - risponde Adriana Arlotti - in modo psicofisico o dopo una forte assunzione di farmaci o per percorso personale approda da noi, spesso anche su indicazione di medici che hanno piena coscienza che il riequilibrio tramite la naturopatia permette di prevenire patologie importanti" .
Insomma stiamo parlando di prevenzione primaria, l'equilibrio psico-fisico viene raggiunto attraverso l'uso di oligo-elementi, la fitoterapia ed i fiori di Bach.
La dottoressa Adriana Arlotti è specializzata in fitoterapia, oligo-elementi e massaggi. Invece il campo di specializzazione della dottoressa Ottoboni va dal riequilibrio mentale all'uso dei fiori di Bach sino al training autogeno. Diverso è il campo della dottoressa Montalti, che provenendo dalla disciplina del Tai Chi si è concentrata sull'allungamento muscolare e lo stiramento dei meridiani.

mer 31 ago 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Nell'entroterra riminese ci sono per me due posti del cuore. In effetti i posti belli sono molti di più, ma quelli che mi emozionano maggiormente sono Maiolo e Montebello.
Maiolo è di una bellezza unica. La salita ai ruderi della rocca a piedi attraverso il bosco, l'arrivo sul cucuzzolo, la vista su San Leo, le poiane che passano sopra la testa, i racconti sulla lascivia degli abitanti della rocca che ha attirato l'Ira Divina.
E' proprio una bella passeggiata da simil trekking, che parte dalla casa degli scout per arrivare al piano di fronte ai ruderi attaccati da una grande pianta di vitalba (chissà se c'è ancora); quando misero l'illuminazione notturna ci rimasi un po' male, quasi uno sfregio al selvaggio che quel luogo ispira, la sensazione di rispetto/timore che si ha là dove la natura si riappropria dell'opera umana.
Discorso diverso per Montebello; ci si arriva in macchina, ma lasciarsi dietro Torriana, percorrere la strada sulla cresta dei calanchi che dopo alcune strettoie si apre sulla visione del monte e del castello, ti fa sembrare di arrivare in un mondo popolato ancora da cavalieri, monaci, bifolchi e dame.
L'arrivo al paese non è da meno, con la porta sbarrata da una catena (che si abbassa solo per i residenti, 27 in tutto) e con il giro fra le casette con il castello a destra e la chiesa a sinistra.

mer 28 set 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Nasce alla Darsena di Rimini "Oro Rosso", un locale che presenta la cucina, i prodotti tipici e la cultura abruzzesi in Romagna, la prima attività che i 25 imprenditori riuniti nel Consorzio "Orgoglio Aquilano" esportano fuori regione.
Questo locale è figlio anche delle iniziative di solidarietà che la nostra zona ha attivato e alle quali Chiamami Città non si è sottratta.
Inoltre, venerdì 30 settembre nella saletta del primo piano del Ristorante Nettuno, in collaborazione con La Strada Wine Bar, verrà presentata la prima degustazione della stagione 2010/2011 dal titolo "Champagne dans l'eau". Le bollicine francesi di Baron Fuentè saranno cornice ai piatti intriganti dello chef Matteo. Bottiglie di altissima qualità, menù allo stesso livello, prezzo di 45 euro a persona, si può fare, per prenotazioni 0541380800.

mer 28 set 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Non è così semplice cogliere segni di novità nel mondo enogastronomico riminese. Personalmente mi avventuro raramente sulla parte di lungomare tra la rotonda ed il porto, sarà perché non ho più l'età per andarci, oppure al contrario perché rimpiango gli anni ruggenti del triangolo delle Bermude Coconut - Turquase - Barge dell'inizio del terzo millennio, rimpiango le serate passate al Barge con l'amico Luca Paci ad immaginare il futuro ed a bere (troppo). Ricordo che dopo avere abusato di birra e whisky, Luca se ne usciva con un liquore irlandese, l'Irish mist, che sembrava una innocua bevanda dolce, invece era un mix micidiale di whisky e miele: qualche volta sono tornato a casa in taxi abbandonando la macchina lì. Ma che bello! Giovani, donne caricatissime, macchine, movida, quelli erano tempi!

Invece, tornando a oggi, capito per caso da Oberdan con un amico e mi trovo bene. E da lì adocchio il Ristorante Club Nautico e mi dico che ci devo andare. Se non altro per la terrazza su porto canale che ti fa sembrare a Genova con la vista sulle barche della Darsena. 

mer 12 ott 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Quando metto in tavola una bottiglia di Giovanni Gregoletto e armeggio per togliere il tappo, mi passano nella mente tutte le immagini della sua piccola azienda di Miane Premaor, provincia di Treviso, nel cuore della produzione del Prosecco. Perchè Giovanni non si definisce un wine maker evoluto dell'attuale mondo enologico. E' sì un produttore di prosecco, ma lui si definisce "Viticoltore", anzi "Viticoltore da generazioni", e te lo dice con orgoglio. Mi rivedo le sue vigne curate, ordinate come se fossero un giardino. E sento lui che racconta di come e quando le pota, e di come le tratta: senza diserbanti, e si vede perchè sotto i ceppi della vite l'erba non è essiccata, ma rasata. E dice che ormai l'uso del diserbante in vigna è una prassi comune, oltre a essere più comodo e anche più economico, ma poi però il diserbante dopo te lo bevi! 
Da ultimo mi fa vedere la sua ultima creatura, l'ultima vigna messa a dimora, uno spettacolo! Mi complimento con lui per quell'opera d'arte. E allora Giovanni continua e mi dice che per quella collina ha voluto la miglior squadra di piantatori di vigne (Sloveni per altro!!). E che per questo impianto ha dovuto aspettare due anni e mezzo, tanto lunga era la lista di attesa per questi specialisti.

mer 26 ott 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Nel mare magnum del vino potete trovare qualsiasi cosa ed esserne soddisfatti. Dal vino in tetra brik al vino del contadino, dal vino sfuso alle bottiglie da due, cinque, dieci, cinquanta, cento euro. ce n'è per tutti i gusti e per tutte le dimensioni.
Orientarsi e che cosa sapere quando si va a comprare il vino diventa quindi importante. Soprattutto quando si vuole affrontare una maggiore qualità, perché nessuno incomincia ad avvicinarsi al vino sentendo il profumo delle prugne del Wyoming, molto più semplicemente ci si avvicina a bottiglie di "pronta beva" per poi approdare a bottiglie più impegnative.
E' invece praticamente scomparsa l'usanza del bottiglione di vino presente sui tavoli dei nostri padri e nonni, in quel caso il vino era più un integratore alimentare che un elemento enogastronomico. 
Orientarsi significa innanzi tutto capire i prezzi. 
Per chi cerca la poesia nel vino, il Tavernello è inconcepibile. Ma non è così per il mercato. Igienico, sicuro, a buon mercato, facile da richiudere, il contenitore in tetra brik dà affidabilità, è resistente e lo puoi portare dove ti pare senza problemi. Anche per questo il Tavernello è uno dei marchi leader del settore, esportato anche all'estero. A buon mercato? Sicuro. Perché a parte il contenuto, il costo di tappo, capsula, bottiglia, etichetta è più o meno di 45/46 centesimi, cui vanno aggiunti 25 centesimi per cartone ed imbottigliamento. Insomma, non ci abbiamo ancora messo gli ammortamenti, l'uva e la lavorazione in cantina e siamo già a 0,70 centesimi di costo.

mer 26 ott 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' tempo di sagre. Oltre ad inseguire funghi e tartufi in questi casi è possibile anche trovare prodotti tipici di altre regioni. Dai produttori provenienti dal nord ovest dell'Italia trovate toma, bitto e fontina. E non fatevi scappare l'occasione di fare i pizzoccheri. E' una pasta tipica delle alpi, si trova anche al supermercato, Conad nel settore Sapori e Dintorni ne ha un tipo buonissimo.
Per una cena per 4 persone procedete così: prendete un mezzo cavolo verza e 4 patate, tagliatele a pezzettini e bollitele per dieci minuti, aggiungete 250 gr di pizzoccheri ed aggiungeteli a verza e patate per il tempo indicato sulla confezione.
Nel frattempo fate sciogliere 250 gr di burro con aglio e salvia abbondante, togliete l'aglio dopo un minimo di soffrittura.

mer 26 ott 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Attenzione! Risparmiate! Non perdetevi alla festa di San Martino di Santarcangelo la Casa dell'autunno in piazza Marini, dove troverete 45 produttori provenienti da tutta Italia (mentre in piazza Ganganelli troverete quelli romagnoli).
Tigelle e parmigiano del bolognese con la mortadella enorme da tagliare a tocchetti, Toma e Bitto della Val Camonica, formaggi dal Piemonte, carne affumicata dall'Alto Adige, il pane brezel del Sud Tirolo, affettati umbri, tartufi neri e bianchi.
Insomma insieme alle castagne ed alla cagnina potete farvi un giro per l'Italia non facendovi 2.000 km da nord a sud ma i formaggi ed i tartufi, come tutti formaggi e tartufi, costano un occhio da qui il monito: Risparmiate ora per spendere lì!
La casa dell'autunno è un'esperienza di vita!

mer 09 nov 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Invecchiamento e barrique, le due parole magiche legate al vino.
Cerchiamo di capirci qualche cosa partendo dalla barrique, metodo di invecchiamento tanto di moda qualche anno fa. Ora, dopo la sbornia del legno, il procedimento si è avviato (per fortuna) ad un buon momento di maturità.
La barrique è una botte di 225 litri di capienza (228 per la barrique borgognona) normalmente in legno di rovere francese o di Slavonia. Usata per almeno due anni (alcuni produttori si fermano a uno), dà particolari sentori al vino; quello più riconoscibile è il sapore di "legno".
Una botte di barrique costa 700 euro, dura due anni e a fine corsa se sei fortunato la rivendi a 70 euro. Va da sé che il procedimento di invecchiamento aumenta i costi ed il tempo di permanenza in bottiglia: mettete in conto un euro, un euro e mezzo di ulteriori costi.
Ma allora quando trovo prodotti barricati a 4euro e mezzo/cinque euro, come li producono?
Riepilogando: 2,65 euro di costi indiretti, 1,50 di barrique; quello che resta (se resta) è il vino. A  meno che...? 
A meno che il prodotto non sia aromatizzato con polvere legnosa, che è uno scarto della lavorazione delle botti. In quel caso, qualche settimana di lavoro ed il gioco è fatto.
I puristi si ritrarranno con orrore, ma anche il secondo tipo di lavorazione può generare buoni prodotti. L'importante è non pretendere di trovare a certi prezzi bottiglie nate con il vero metodo francese della barrique, quello della botte.

mer 23 nov 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

La nostra piadina ha finalmente completato l'iter per l'IGP e non si è fatta mancare niente, scatenando l'indignazione dei puri e duri che vogliono la vera-piada-solo-quella-dei-chioschi-artigianali, non sapendo che si può sempre essere scavalcati a "sinistra", come si diceva una volta. Quindi insorgo, dicendo che la vera piada sopravvive ancora la domenica sera in quelle case dove la mamma impasta sul tagliere, spiana con il matterello e cuoce sul testo con a fianco un bimbo che la tira per il "zinale" per averne un pezzo. Esattamente come faceva mia mamma tutte le domeniche sera, ma chissà se ci sono ancora bambini che fremono per un pezzo di piada appena cotto dopo tutta questa disponibilità di merendine e dintorni che c'è adesso.
Insomma non si deve camminare guardando indietro, ma appunto andare avanti. E noi ci andiamo con Ivan Rigon, Responsabile dei Progetti speciali di Fresco Piada, che nonostante sforni 25.000 piade al giorno cerca di riprodurre e riproporre quei sapori.
"Sì, nonostante gli alti standard di produzione in due stabilimenti - conferma Rigon - le piade vengono rigorosamente precotte sulla piastra, preparate secondo la ricetta tradizionale con le due varianti, strutto ed olio d'oliva per chi non ne vuole sapere di grassi animali o semplicemente vuole un prodotto più leggero, è una piada bassa ed estesa come vuole la nostra tradizione".

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' un bel vino della zona di Montepulciano con un ottimo rapporto qualità prezzo. Fatto in gran parte con uva prugnolo (85%) insieme a canaiolo, syrah e gemey, viene invecchiato in botti di rovere per un periodo relativamente breve (otto mesi). Ne viene fuori un prodotto di pronta beva, non facile da trovare perchè la produzione è di 25 mila bottiglie all'anno, nonostante le giovane età mantiene il retrogusto tipico dei vini della zona di Montepulciano evitandone la pesantezza. 
Prezzo Euro 6,5. Dove: Enoteca la Canteina de Borg Via Circonvallazione Meridionale 42/B.

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

E' tempo di zucca e riesumo una ricetta gustosissima del mio amico Michele Marziani. Comperate un bel pezzo di zucca e tagliatela a dadini. In una padella fate soffriggere uno spicchio d'aglio in olio extravergine d'oliva (non abbondante), unite poi un battuto di guanciale di maiale e foglie di salvia (abbondate con la salvia, invece).
Quando il guanciale incomincia a rilasciare il grasso, aggiungete la zucca e fate cuocere finché non appassisce.
E' ora di cuocere le tagliatelle in acqua bollente (se non riuscite a farle in casa almeno compratele in un negozio di pasta fresca); quando saranno pronte, saltatele nel sugo aggiungendo un mestolo di acqua di cottura per fare in modo che il piatto rimanga morbido ed umido. Prima di portare in tavola spolverate con parmigiano e pepe nero. Buonissime ed autunnali.

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Signori ha aperto la Lavanderia. Lasciate stare i lenzuoli ed i piumoni, la Lavanderia è il locale aperto nella lavanderia del vecchio Ospedale in via del Cavalieri, venti metri a sinistra dall'incrocio con via Giovanni XXIII. Qualche piatto del giorno, salumi, formaggi e vini del territorio, vista sul lapidario romano (se si riuscirà ad accendere l'intricato sistema di illuminazione), buona scelta di distillati e birre, sabato sera musica e spettacoli (qualche volta anche non di sabato, informatevi!!) d'estate all'aperto, d'inverno indoor. Clima informale ma corretto e competente, il posto giusto per chiudere una serata al cinema o a teatro, oppure per cenare in modo diverso con annessa la possibilità di tirare tardi divertendovi. Un indirizzo del cuore come si dice.

mer 07 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

"Ecco un posto dove devo portare...." Questo pensi entrando alla Trattoria Farini, in via Farini 13.

Il posto è incantevole. Sia d'inverno, con il suo arredo moderno ma accogliente, sia d'estate, con un bel giardino interno incastrato come un gioiello tra le case della Castellaccia, l'antichissimo quartiere ducale dai cui i bizantini dominavano la città tendendo la loro corte.
Luca Mei è lo chef del ristorante con una sua filosofia precisa.
Qui la qualità è alta, i prezzi sono accessibili e non si mangiano le solite cose marinare che spesso vengono presentate in modo informe in tutti i ristoranti della riviera. Luca poi ha sviluppato un percorso proprio in questo senso, andando a cercare la qualità in equilibrio con il prezzo al passo con i tempi da governo Monti. Ne è uscito un lavoro apprezzabile.
Partiamo dai vini. Non c'è carta: vengono proposti vini del territorio ed alcune scoperte nazionali, qualcosa anche dalla Francia; di tutti vengono illustrati i pregi e, soprattutto, i prezzi, per evitare sorprese ai clienti.
Poi partiamo con la selezione di antipasti, che per me da soli valgono la visita la ristorante. Baccalà e ceci, canocchie su letto di patate con bottarga, sgombro con pomodoro, mazzancolle in catalana, triglie in guazzetto e panino con cozze e vongole.

mer 21 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

C'è chi passa la Vigilia ed il Natale rigorosamente in casa, c'è invece chi non vuole saperne di stare in casa, c'è addirittura chi, dicendo che non vuole spignattare durante le feste, compra tutto fatto in rosticceria.
Un poco diverso è il Capodanno, quando in effetti si esce di più, anche se quando si arriva agli anta la tentazione di concedersi una grande tombola in casa tra amici è grande, nascondendosi dietro l'alibi: "Tanto tardi lo faccio tutte le volte che voglio durante l'anno".
Sarà, ma più si va avanti più è dura tirare tardi sino all'alba. Invece capita abbastanza spesso di fare le due, figli permettendo. Basta sapere i posti dove andare.
Ecco a voi una carrellata di possibilità.
Vince il premio Stachanov 2011 la trattoria Gambon, sempre aperta Vigilia, Natale, Santo Stefano e Capodanno. Tre menù fissi con i tradizionali cappelletti e baccalà alla Vigilia; usare Facebook per verificare il menù.
E' seguita a ruota dal Ristorante pizzeria le Logge aperto per tutte le festività con un doppio turno a Capodanno (20 - 22) e la possibilità di mangiare la pizza. Quelli che a mezzanotte devono essere a ballare sono serviti.
Al Pescato del Canevone si cena alla carta in tutti e quattro i giorni "Che cosa so che pesce arriva dal nostro peschereccio!" ci dice decisa Arianna.

mer 21 dic 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Giuliana 0541/679314, Domenica 0541/679349, Marisa 338/4635369. Questo non è un annuncio a luci rosse, bensì una delle più belle iniziative di Natale che dura da dieci anni e durerà ancora quindi tenetela a mente.

Per chi vuole rispettare la tradizione dei cappelletti di Natale, ma non riesce proprio a prepararli queste tre donne sono la vostra salvezza.
Cappelletti buoni, fatti come una volta, ad un prezzo solidale per una iniziativa solidale (il finanziamento di iniziative per le missioni in Madagascar e Brasile) è un piacere sia comperarli che mangiarli.
Quello che vi mancherà sarà l'immancabile "tozza" che vi arrivava da piccoli al terzo cappelletto "rubato" dalla tovaglia su cui erano stesi quelli che fabbricava in diretta vostra madre. Per il resto, stesso amore e stessa attenzione agli ingredienti.

mer 25 gen 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Il Caffè Moak ha deciso di essere presente al Sigep all'interno dello stand Pedrali, una delle aziende più importanti del settore HoReCa (Hotellerie-Restaurant-Cafè), ha invece portato l'assaggio delle sue dieci miscele in un fuori salone nel centro di Rimini, più precisamente allo spazio Duomo dove è andata in onda per tre giorni una sezione del settimo concorso internazionale di cortometraggio, il Caffè-Corto Selection.
Incontriamo Annalisa Spadola Direttore Marketing della Moak in un sabato sera tipicamente riminese, nebbioso, freddo e con tanti giovani in giro.
Da dove parte l'idea di abbinare al marchio Moak un festival di cortometraggi ed un concorso internazionale?
"L'idea era ed è quella di fare sposare la scrittura creativa con il caffè. Tramite il connubio caffè - arte cercare di trasmettere l'essenza del caffè illuminista di fine 700 dove la bevanda era un elemento fondamentale per l'incontro delle parole".
Moak decide di non occupare solo spazi legati al business ma anche organizzare un fuori salone nel centro città, caffè come socializzazione oppure marketing puro?
"In occasione del Sigep volevamo creare un momento culturale non solo rivolto ai partecipanti in fiera ma a tutta la cittadinanza. Volevamo lasciare una traccia per Rimini che non fosse solo il meeting con la forza commerciale ma anche evidenziare alcune iniziative che accompagnano ormai da tempo il nostro prodotto" (Annalisa è anche animatrice con Moak da 11 anni di un concorso nazionale di narrativa chiamato Caffè Letterario Moak ndr). 

mer 08 feb 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Il food straniero nel riminese è un mare in tempesta con alcune isole sicure.
La teoria di orridi ristoranti cinesi, tutti con lo stesso menù simil-cantonese, senza una differenziazione che sia una, tutti con lo stesso livello di prezzi ne è la prova.
E pensare che alcune metropoli hanno fatto di tutto questo un grande punto di forza. Londra (ma anche Vienna) ha ristoranti cinesi ed orientali di grande qualità e varietà, e il cibo tradizionale inglese, da Porters vicino a Covent Garden uno dei più belli della città, diventa una delle tante tappe enogastronomiche del tuo viaggio.
E' veramente difficile mangiare bene cantonese (perché questa è la cucina dei nostri ristoranti cinesi) a Rimini. Chi ha notizie diverse me lo faccia sapere.
La cucina indiana a Rimini non ha mai attecchito mentre quella giapponese, interessantissima, muove i primi passi con il Kimiama di Riccione, locale di livello medio alto con una cucina nipponica variegata e con alcune novità interessanti come gli Yakisoba, spaghettone di chitarra alla giapponese, servito asciutto ed insaporito con pesce o carne e verdure varie. Oltre alla ricca cantina di vini, non manca un'ottima selezione di birre giapponesi come la Kirin, l'Asahi e la Sapporo. Una garanzia è il cuoco che è davvero giapponese. Anche se il nostro cuore è rimasto al Wabi Sabi di Pesaro, lei italiana, lui giapponese, un piccolo posto sempre troppo affollato, ma quando prendi la sera giusta divertentissimo. A Rimini in centro c'è il Ristorante Hashi che fa anche cucina fusion, un'esperienza che non ho provato quindi non mi pronuncio, aspetto notizie da chi ci è andato.

mer 22 feb 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Claudio Carlini è un imprenditore che ci mette la faccia oltre al fisico, perché è uno di quelli che alle sei della mattina è al mercato per vedere "quello che c'è" come dice lui.
Qualche volta lo vedi sfrecciare con il suo Ducato pieno di viveri a rifornire o l'Osteria della Piazzetta o l'Osteria del Vizio di cui è titolare. Insomma è uno che le "mani in pasta" ce le mette per davvero.
E' un piacere chiacchierare con lui a 360 gradi seduti in piazzetta, con un'atmosfera di fiducia tra i clienti tipica di chi al ristorante si ritrova non solo per il pranzo ma anche perché ci sta bene.
Claudio, si sente la crisi?
"Sì, c'è un calo del fatturato al quale noi rispondiamo razionalizzando,. Fermo restando che più di tanto non puoi comprimere, perché l'acqua deve bollire e le luci devono essere aperte, tieni due camerieri invece che tre e stai attento anche in cucina. La sfida è di non perdere in qualità del servizio quando c'è il pieno, prima con un po' di personale in più si stava più tranquilli tutto qui".
E la qualità nel piatto?
"Questo è il problema. Il rischio è che per rimanere competitivi si acquistino materie prime di minore qualità. E quando la qualità passa in secondo piano, sono dolori. Questo fenomeno lo percepisci quando ti ritrovi con i colleghi a fare gli acquisti. Se metto in discussione la qualità del servizio e le materie prime la capacità professionale non può fare miracoli".
Ma spesso vediamo aprire nuovi posti..

gio 03 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

In questo periodo nei campi, nelle aiuole, nei fossi, se guardate bene troverete una quantità di finocchio selvatico.
E' una pianta infestante, quindi se lo individuate state sereni, l'anno dopo ci saranno un numero doppio di piantine, da noi è famoso perché va usato nel coniglio in porchetta, piatto "storico" della gastronomia riminese.
Io invece volevo farvi percorrere un'altra strada più intrigante, una strada che vi porta a sud ma i cui ingredienti sono qui. Insomma un modo per fare diventare Rimini Mediterraneo vero, quello dei muri a secco bianchi, del frinire delle cicale e del solleone da isola.
Gli ingredienti sono complessi per un primo piatto. Noi non ci siamo abituati, ma il risultato è sorprendente.
Rimediate il finocchio - che essendo selvatico va raccolto ed è quindi motivo di grande soddisfazione - andate al porto e comprate mezzo chilo di sardoni (ve li tirano nella schiena a massimo 3 euro al kg, anche questo dà l'idea di una cosa nostrana), se non avete tempo di andare al porto comprateli in pescheria!
Pulite i sardoni togliendo la testa e la budella, poi separate la lisca dalla carne operazione lunga ma semplice (basta provarci, la lisca si stacca facilmente).
Mettete a bollire per dieci minuti il finocchio selvatico, scolatelo e tenetevi l'acqua, ammollate un pugno di uva passita per un quarto d'ora, poi tritatela insieme ad una uguale quantità di pinoli.

mer 16 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

"Sono passati 20 anni da quando aprimmo il negozio di 50 mt quadri ma sembra una settimana, questo perché il lavoro non mi pesa, anzi non mi sembra neppure di lavorare nonostante gli impegni, sono un uomo fortunato".
Così esordisce Renzo Agostini. E' una bella storia questa di Terra e Sole un'azienda di 300 mtq con 24 dipendenti, una realtà a livello nazionale che nasce da una passione ed un'esigenza.
La passione per il biologico per tutti, l'esigenza di condividere questa passione tra Renzo e Antonella, all'epoca lui sindacalista edile, lei troppo sola a casa. Così i due decisero di dare uno sbocco al loro interesse per tutto ciò che era naturale e di stare più tempo insieme. Ed eccovi servita la favola di Terra e Sole.
"Iniziammo nel 1979 a fare convegni ed incontri - continua Renzo Agostini - con in testa l'idea di non creare barriere come spesso accadeva a chi si occupava di naturale. Dovevamo portare dentro più persone possibile in questa filosofia, non costruire cancelli, insomma veicolavamo uno stile di vita senza estremismi. Il negozio è stato il secondo passo di questa attività".

mer 30 mag 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

I gesti appartengono ad un sapere antico, sedimentazione di movimenti acquisiti da generazioni passate a contatto con il mare e con i suoi frutti.
Mentre un pescatore esibisce i suoi prodotti sulla barca, quello dietro pulisce le seppie tra sbuffi di nero e membrana scivolosa prontamente lavata in un secchio di acqua marina.
A fianco una cassa di cefali in acqua vivi, in bella mostra un rombo che ancora boccheggia:"35 euro al kg, è un kilo e tre glielo lascio per 38" .
Troppo, il rombo diventa l'oggetto del desideri,o ma chi fa fatica ad arrivare a fine mese 12 euro a persona per un pasto a casa per tre non si possono spendere. Quello allevato in Spagna della Coop costa 14 euro al kg ed è buono, ma non ha il sapore del mare appena lasciato.
"Non è che una volta certi pesci non c'erano, c'erano!" Attacca Claudio Carlini davanti ad un caffè da Spazi in mezzo alle bottiglie in bella mostra che sono come le donne, le vorresti amare tutte ma non è possibile, occorre scegliere.
"E' che quando eravamo piccoli noi, chi si poteva permette spigole, orate e rombi. E allora via con i sardoni, gli sgombri ed il pesce di stagione".
E' vero Claudio però io gli sgombri alla Coop o nei banchi del mercato che dicono la provenienza: "Atlantico orientale" non li compra. 

mer 13 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Non vogliamo inseguire Italia Nostra segnalandovi i giardini più belli dello Stivale, ma semplicemente seguire un filo conduttore dei posti dove cenare all'aperto, dove tirare tardi sotto il cielo stellato, magari accendendosi un mezzo toscano quando la clientela si è diradata.
Lungi da noi analizzare tutti i posti all'aperto; ve ne segnaliamo solo alcuni particolarmente interessanti.
Per iniziare con la scelta più inconfutabile, una delle viste più belle della riviera è senza dubbio al ristorante Bellavista di Montescudo. Ci si siede ad assaggiare le specialità della casa avendo sotto gli occhi lo sfavillio della riviera, così vicina eppure così lontana. Mozzafiato.
Al ristorante la Chiacchiera (d'estate aperto solo alla sera) si ha lo stesso effetto, ma il mare sembra di poterlo toccare, perché è il ristorante è in cima al "Paradiso" di San Fortunato, mentre nella direzione opposta lo sguardo abbraccia l'arco delle colline dei crinali dell'Appennino .
Invece alla trattoria Santa Colomba di Montecolombo, che era una vecchia scuola, i pochi tavoli all'esterno sono quasi sulla strada, ma con il vantaggio che sulla strada non passa praticamente nessuno. Atmosfera rilassata in un altro fra i più belli dei "balconi" sulla riviera, con vista sul verde e le rocche della Valconca.
Scendendo verso Rimini, a Coriano c'è l'osteria di San Maurizio, un bel giardinone all'esterno di una grossa casa colonica. Il posto è appartato, quindi potete gustarvi la fiorentina con le verdure in tutta tranquillità. Poi, ultimamente, Maurizio è diventato meno intransigente e si può arrivare tardi e tirare tardi, naturalmente prenotando.

mer 13 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

I miei amici che vengono da Tunisi dicono che è il kebab migliore di Rimini. Io non ho una competenza così affidabile, ma il kebab di Etfak Fast Food kebab in piazza Clementini di fianco al ristorante Europa, è veramente buono.
Talmente buono che il locale si è allargato e ora non occorre litigarsi i posti seduti.
Lo stile è sempre quello essenziale, con il patron Amir ieratico dietro il bancone che ti dice: "Lo vuoi con tutto? Panino o piadina?", e via con insalata, carne, patatine e salse varie.
Ma essendo i gestori pakistani e osservanti, da bere non troverete alcoolici, neppure birra: quindi tè freddo, acqua o Coca Cola. Si può fare.

mer 13 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Verdicchio di Matelica 2011 Collestefano

Ecco un grande vino che non ripulisce il portafoglio!
Questo Verdicchio, da uve biologiche, è uno splendido compagno per tante cene estive. L'azienda Collestefano solo quest'anno ha introdotto un rosato da uve Sangiovese e Cabernet; sul Verdicchio si sono sempre concentrate le attenzioni dell'azienda di Castelramondo (Mc). Naso ricco di note agrumate e bocca minerale e sapida sono sempre il marchio di fabbrica di un vino, pronto per la beva appena messo in commercio, ma grandioso se "aspettato" per almeno un paio d'anni. Ho sentito degli sgomberi richiedere espressamente questo bianco prima di essere messi sulla gradella... giuro! Vincitore di premi prestigiosi dalle riviste di settore, a dispetto del prezzo. In enoteca a € 8.50.

mer 27 giu 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Siamo tornati all'Osteria delle Storie di Mare con molta apprensione. Le vicende sono note, la vecchia gestione che chiude precipitosamente e malamente, il ristorante che resta serrato, le terrazze sul porto buie e poi la riapertura.

In questi casi il sottoscritto ha sempre paura di non trovare più l'anima del posto che era, come quando rincontri un amore passato, ma come dice Guccini "le frasi rimanevan dentro a noi".
Quindi ho fatto i due piani a piedi con calma (ricordo che il ristorante è al secondo piano di fronte al mercato del pesce all'ingrosso in via Sinistra del Porto) e, prima lieta sorpresa, siamo stati accolti con molto calore. Accoglienza professionale, ma cordiale ed informale e questo è servito a rompere il ghiaccio.
Arredo del locale invariato. Carta dei vini non enorme ma "giusta", che spazia su tutta Italia con una buona scelta di friulani e i pezzi forti di casa nostra, l'Aulente di San Patrignano e la Rebola di Vecciano. 
Menù chiaro, intrigante sin dagli antipasti, quelli caldi: seppia con i piselli, mazzancolle al vapore, frittatina di schille, insomma non solo cozze e vongole.
L'antipasto freddo era eccellente; branzino al finocchio, tonno con cipolla rossa e mazzancolle alla catalana, oltre all'onnipresente salmone (che io in generale lascerei nelle terre del nord) e un'insalata di polipo unica concessione alla "globalizzazione" enogastronomica locale.
Come primo ho assaggiato dei passatelli asciutti al filetto di sogliola eccellenti, mentre gli strozzapreti zucchine e gamberi sono da rivedere.

mer 11 lug 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Mancava nell'offerta gastronomica riminese e puntualmente è arrivato. A Miramare in Viale Principe di Piemonte 2, ha aperto il ristorante PesceAzzurro, in realtà l'ultimo anello di una catena formata da 4 ristoranti collegati dalla filosofia del nostro pesce "povero". 

Povero si fa per dire, perché in realtà il pesce azzurro da anni è stato sdoganato come un alimento ricco di sostanze positive tra i quali l'omega 3, gli acidi grassi panacea contro il colesterolo "cattivo" e la pressione arteriosa.
Ma il pesce azzurro è anche ricco di vitamine, sali minerali e fosforo quindi, rappresenta un alimento completo e di grande qualità.
Chissà cosa direbbero i nostri nonni. Loro che la saragheina la mangiavano a chili cotta sul "focone" perché era un pesce povero e disponibile, come del resto le poveracce che non a caso si chiamano così, perché raccogliere sulla spiaggia non costava nulla.
Insomma, una volta tanto erano i diseredati a essere trattati meglio dei signori, pur "a loro insaputa". Più o meno come succedeva nei Carabi, dove in passato il pesce veniva dato da mangiare agli schiavi di colore mentre gli spagnoli ricchi si facevano venire la gotta mangiando solo carne.

mer 01 ago 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Il Borgo è quello di San Giovanni. All'inizio fu Nonna Ciadina, ovvero Annunziata, e che 50 anni fa si inventò un negozio di piade, una vera pioniera. Poi, 20 anni fa, continuarono i figli in via Bertola, ora tocca ai nipoti Mauro e Barbara a mandare avanti la Pieda de Borg in via XX settembre. Ma è già pronto il pronipote Giacomo, che scalda i motori alla scuola di specializzazione da cuoco."Ma quando c'è la festa del borgo mettiamo in campo tutta la squadra, nonna, mamma e figlio" ci dice con orgoglio Barbara.
La passione per la piada non è cambiata con il passare delle generazioni. Acqua, sale,farina, strutto e bicarbonato, questi gli ingredienti che sanno tutti; ma in più c'è tutta una serie di piccoli segreti e accorgimenti che i titolari non riveleranno neppure sotto tortura.
44 tipi di cassoni a disposizione del cliente: sono lontani i tempi quando c'era solo il "rosso" ed il "verde", che non erano i soprannomi delle Iene di Quentin Tarantino, ma rappresentavano allora la novità del momento. Però qui il cassone verde viene fatto sempre alla stessa maniera, da aprile ad ottobre rosole, da ottobre ad aprile bietole e spinaci, le rosole macerate, le bietole e gli spinaci cotti con l'aggiunta dell'immancabile aglio.
Fanno bella vista sul banco un cumulo di piade sfogliate; una ghiottoneria che mi ricorda mia madre che quando le faceva mi aggrappavo al suo "zinale" per averne un pezzo in anticipo.

mer 01 ago 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

La notizia non è che Vittorio si è tolto gli anni. La notizia è che da 25 anni ci allieta con risotti e fritto, rustìda e tagliolini allo scoglio, qualche volta con il baccalà.
Si sta sempre bene da Marinelli se ne è accorto anche Gene Gnocchi di recente ospite del ristorante.
Per il 25° anniversario Vittorio si è inventato una vera bazza, in giorni prestabiliti un menù a 25 euro escluso bevande insomma con circa 30 euro cenate vino acqua e caffè compreso.
Tutte le informazioni sul sito www.damarinelli.it ed un grazie di cuore allo chef, sempre all'altezza della situazione, sempre discreto in una parola bravo.
Altri 25 di questi anni Vittorio, brindo alla tua salute.

mer 10 ott 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Siamo capitati al Ristorante Le Logge alla fine di Viale Trieste a 50 metri da Viale Vespucci, in una sera d'ottobre.
Le Logge è proprio un bel posto, l'ambiente è rilassato. E poiché si mangia bene, ci si diverte sempre.
L'ottima pizza accompagnata da un'ampia scelta di tipologie accontenta anche i più piccoli. Abbiamo preso una margherita come antipasto tagliata a spicchi. Niente da dire, pizza sottile ottima.
Quando entro qui penso sempre alla carne, sarà che sono affascinato dalla storia del chimichurri, - il condimento sudamericano per la carne fatto con olio, aceto e 13 spezie rigorosamente top secret - sarà perché i tagli sono sempre accurati così come la cottura, insomma prendo sempre quella strada quando arriva il menù.
Sino a che Alessandra, l'intrigante proprietaria, mi propone un percorso di pesce; sarà per la sorpresa, sarà per la profondità degli occhi neri, mi faccio convincere.
Così dopo la pizza ordino tagliolini allo scoglio e una rustìda di pesce accompagnata da alcuni contorni. Che qui non sono banali: spinaci al burro, verdure alla brace e patate al forno, insomma non la solita insalata.
I tagliolini allo scoglio sono subito una sorpresa: eccellenti. Anche il mio amico Marco che li assaggia con me conferma. Una scelta azzeccata con i gusti equilibrati, senza che la presenza di vongole e cozze prenda il sopravvento sulla delicatezza degli altri ingredienti. Bravi!

mer 24 ott 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Per noi riminesi è sempre difficile percorrere i 54 km per raggiungere Ravenna, sembra incredibile ma nella nostra testa è più facile fare una scampagnata a Bologna che dista quasi il doppio. Sarà anche per il paesaggio che cambia radicalmente: a noi, che quando andiamo in collina non perdiamo mai di vista la "riga longa e blu" di Tonino Guerra, la costa di Ravenna ci disorienta. Fra tramonti nebbiosi e pinete fitte fitte, e quell'acqua che non sai mai se è quella del mare o quella delle valli. Tutte le volte che l'amico Bottaro mi porta sulla Baiona (che è una valle vicino alla pineta di San Vitale) mi viene da pensare: ma st'acqua resta ferma qui? Non va da nessuna parte?" Invece va, passando per canali e chiuse. Insomma il mare è a 15 km eppure non si avverte. Ravenna è una città molto bella, con dintorni naturalisticamente interessanti, un centro storico curato nei dettagli. Insomma, saranno anche glorie lontane, ma non dimentichiamo mai che qui siamo in una delle capitali dell'impero romano, con tutto il rispetto per i nostri Malatesta. Quindi è capitale anche il reato di andare a Ravenna senza vedere almeno il mausoleo di Galla Placidia, quello di Teodorico, e tutte le chiese bizantine che con i loro mosaici hanno addirittura influenzato la pittura di Gustav Klimt, arrivato qua ai primi del 900' da Vienna. Il centro ha ancora uno shopping "di livello, ma a un certo punto arriva ora di cena. Il nostro consiglio è il ristorante "Cappello", in pieno centro, in via IV Novembre (www.albergocappello.it). Siamo vicini alla stazione ed alla Rocca Brancaleone; il locale è ricavato da un antico albergo, la cui memoria si perde nella notte dei tempi, al punto che la tradizione vuole che in questo luogo sia nata Francesca Da Polenta, poi "da Rimini": sì quella dell'inferno di Dante e del libro galeotto.

mer 07 nov 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Siamo stati all'Osteria della Piazzetta ad autunno appena iniziato. Non c'erano tavoli fuori, c'era invece l'accogliente arredamento interno, proprio da "osteria".
Si respira un grande senso di sicurezza quando si viene qui in Osteria: sarà perché la piazzetta è più ovattata della pescheria, sarà perché la clientela del locale è supercollaudata.
E pensare che Claudio Carlini ci ha provato a dare un'impronta più "tonica" al locale, mettendo in prima linea un servizio fatto di bei ragazzi, maglie nere e bicipiti. Ma poi, guardandoci intorno, ci siamo ritrovati nel locale oramai storico e ci siamo messi in relax.
Pronti, via! Dopo avere appena gustato un preambolo di affettati, ci buttiamo sui primi e veniamo stupiti da dei buonissimi tortelli al formaggio di fossa, così come erano ottimi i ravioli pesto e pendolini; da risentire le tagliatelle classiche, ma qualche volta capita.
Di secondo ci sentiamo raccontare un'ampia scelta di filetti: alla brace, al pepe verde, all'aceto balsamico, la tagliata, poi veniamo intrigati dal pesce.
Carlini è uno che alle 5 è al mercato, quello che ti dà è fresco e, se possibile, con un occhio alla tradizione.
Così ci buttiamo su un fritto con zanchetti e pesci di piccola taglia, appetitosissimi, attorniati da spiedini e code di rospo nostrane. Tutto freschissimo.

mer 05 dic 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Sgomberiamo il campo da equivoci, il Quartopiano Suite Restaurant è un locale di alto livello e come impostazione e come prezzo. Lo si nota subito da come è organizzata l'accoglienza e dalla disposizione del servizio. Il posto è bello e gioca con la sensazione inusuale di essere appunto al quarto piano del complesso SGR in via Chiabrer., Inoltre sfata una leggenda metropolitana tutta riminese della "necessità" per un ristorante di dover collocarsi sulla "strada".

Invece non è male salire in ascensore per arrivare al ristorante, un'idea poco da provincia e molto da Europa, che in quel di Rimini mancava.
Lo chef è Silver Succi, che ha avuto come riferimento Gualtiero Marchesi, Mauro Uliassi e il più vicino a noi Gino Angelini. Quindi sappiamo che andiamo incontro ad una cucina elaborata, non banale; anche questo è da mettere in conto quando si affronta una serata.
Insomma, se si viene qui, il bello è proprio fare attenzione a quel che si mangia, perché, fortunatamente, nulla è scontato.
Io ci sono andato di mercoledì, in sala due tavoli di lavoro e cinque coppie, a testimonianza che se si vuole fare bella figura siete nel posto giusto.
I cracker al curry e la crema di carciofi con le vongole che ti portano come overture spinge la mia indolenza su ciò che è buono, vorrei ordinarne otto porzioni con una bottiglia di vino bianco e finirla lì, tanto gustosi sono entrambi. E non abbiamo ancora incominciato.

mer 19 dic 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Ioli Luca

Arianna e Alberto, i titolari del Ristorante "il Pescato del Canevone" hanno rilevato il locale alla fine del 2008. In questi quattro anni hanno fatto un lavoro eccellente, evidenziandosi come la migliore performance della città per quanto riguarda la ristorazione del pesce di questi ultimi anni.
Perfetta la filosofia di partire dal peschereccio di famiglia, per poi addentrarsi in un menù marinaro non convenzionale, che include anche pesci di grossa pezzatura, con una forte attenzione alla cantina e una grande passione per i distillati, il che ricorda l'Osteria da Marinelli di un decennio fa.
Qui hanno lavorato senza fronzoli, convinti della loro qualità senza ostentarla, a differenza di qualche nostrano autocelebrato punto di riferimento (con la complicità di recensori disattenti) trasformatosi poi in manager seriale.
Il risultato è un locale sempre pieno, in controtendenza rispetto alla crisi del settore, dove è impossibile recuperare un tavolo senza prenotazione tra il venerdì e la domenica.
Ci siamo andati sabato sera in seconda serata e il servizio è stato impeccabile, non evidenziando la stanchezza della corsa lunga, attenti a sparecchiare immediatamente i tavoli appena i clienti si alzavano per non fare sentire dei reduci quelli che indugiavano ancora nel ristorante.
Il menù sulla lavagna cambia di continuo; con alcuni evergreen tipo i gustosissimi gratinati.
Avanti allora con il prosciutto di tonno con San Marzano e olive, la verza stufata con il carpaccio di muggine stufato e i sorprendenti carciofi ripieni di muggine.

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