AUTORE Cicchetti Stefano

mer 25 giu 2008 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il 28 marzo scorso erano scaduti i termini per la presentazione delle proposte partecipanti a due avvisi pubblici di project financing lanciati dal comune di Rimini. Si tratta di realizzare un "sistema di parcheggi e relativa riqualificazione del lungomare Murri rispettivamente nei tratti piazzale Boscovich - piazzale Kennedy e piazzale Kennedy - piazza Martelli".

mer 03 dic 2008 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il prossimo Natale quattro famiglie di Rimini dovranno di nuovo guardarsi negli occhi e di nuovo chiedersi perché. Quattro ragazzi malediranno se stessi e la più maledetta delle notti. Un uomo dalle carni straziate sarà meno solo, lui che in cambio della solitudine aveva voluto rinunciare a tutto.

mer 03 dic 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

mer 19 nov 2008 - Notizia di Riccione - scritto da Cicchetti Stefano

[Genitori e ragazzi delle medie il 19 al Creme Caramel] Le medie di Riccione vanno in gelateria per parlare di bullismo. Il 19 novembre al Creme Caramel (Viale Ceccarini 191), si svolgerà l’incontro con i genitori sul tema “Il ruolo delle regole e delle affettività nell’educazione dei figli”,...

mer 19 nov 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[La consegna del premio il 19 dicembre] Il Sigismondo d’Oro 2008 andrà alla Caritas Diocesana e a Maria Luisa Zennari, insegnante di italiano e latino che ha formato generazioni di riminesi. La cerimonia è prevista per il 19 dicembre nella sala dell’Arengo intorno alle 17. "Conferire il massimo...

mer 19 nov 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Alcuni lettori segnalano dubbi sui nuovi vista-red, i semafori che filmano chi passa con il rosso. In particolare, in via Pascoli, direzione mare-monte, sono posizionati due semafori, uno sulla destra presso la linea bianca e uno sulla sinistra, molto più avanzato. Cosa succede a chi, magari...

mer 19 nov 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[Inaugurazione il 22 in Fiera con Michela Brambilla] Sarà Michela Brambilla, sottosegretario al turismo, ad inaugurare il 58° SIA GUEST - Salone Internazionale dell’Accoglienza, organizzato da Rimini Fiera col patrocinio di Federalberghi e AIPI Associazione Italiana Progettisti d’Interni dal 22...

mer 19 nov 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{Un compleanno importante per il nostro giornale} Le iniziative per celebrare la ricorrenza] Come la dobbiamo chiamare questa città? Orrenda, intollerante, violenta al punto di bruciare un senzatetto? O aperta, piccola eppure grande, generosa, umanissima, come hanno dimostrato proprio le...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Cicchetti Stefano

[{Storia e leggenda del vescovo di Tours} L’enorme popolarità nacque nelle campagne che lui evangelizzò schierandosi sempre dalla parte degli oppressi] L’11 novembre non ricorda la data della morte di San Martino, né quella della sua canonizzazione. Fu invece quello il giorno della sua...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Cicchetti Stefano

[{Perché l’estate di San Martino si chiama così?} “…e la neve disparve, e gli uccelli cantarono…”] {«L'estate di san Martino, tre giorni e un pocolino » «A San Martino, si veste il grande e il piccino» } Quando in autunno, dopo i primi freddi e le brume, capita qualche giorno di bel...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Cicchetti Stefano

[{Martino è patrono e dà il nome a migliaia di centri abitati in tutto il mondo} Tantissime le feste popolari dell’11 novembre] San Martino è di gran lunga il Santo più popolare del mondo, onorato non solo dai cattolici, ma anche da ortodossi e copti. Nella “sua” Francia vi sono ben...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Cicchetti Stefano

[{Le nostre parole} Ecco perché lo slogan dell’assessore Cangini è compreso in mezzo mondo] Il nostro lettore di Santarcangelo S.G. ci scrive: “Questa estate abbiano ospitato un nostro amico proveniente da Zanzibar, che parlava solo swahili e inglese. Quando nei discorsi in famiglia mi...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{Ci sarà anche Jeremy Rifkin} Alla Fiera un imponente programma di manifestazioni su ambiente, clima ed energie] Dal 5 all’8 novembre Rimini è al centro del mondo: un mondo dove lo sviluppo sia sostenibile, salvaguardi l’ambiente e pianifichi il futuro in modo intelligente. Alla nuova Fiera...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Dal 3 novembre anche a Rimini sono entrati in funzione i Vista – Red, semafori con telecamera che incastrano chi passa con il rosso. Gli impianti sorvegliano quattro incroci: via Roma - viale Tripoli, viale Pascoli – via Ugo Bassi, viale Rimembranze – viale Marradi, via della Repubblica – via...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{L’Italia, uno dei Paesi più divertenti del mondo} Ma la recessione non si ferma con gli illusionismi] Dunque il battello di salvataggio per l’Alitalia è pieno di falle e non è affatto scontato che il baraccone resti a galla. Dunque i rifiuti della Campania sono ancora per le strade, salvo...

mer 22 ott 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{I figli degli immigrati in classi separate} Per fortuna a Rimini c’è chi pratica quella vera] In Italia si può fare tutto. Si può fare l’apartheid e chiamarlo integrazione e ci sarà subito qualcuno a spiegarci che chi obietta sbaglia, ha i paraocchi ideologici, le discriminazioni si fanno...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Borgo S. Andrea - scritto da Cicchetti Stefano

[Uno dei simboli della Romagna in una ricerca di Arnaldo Della Rosa] Cos’è la {cavéja}? Perché è diventata un simbolo della Romagna? Che significati magici aveva? Le risposte a queste domande sono tutte in un delizioso librettino di Arnaldo Della Rosa, “La cavéja nella cultura e tradizione...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Taccuino - scritto da Cicchetti Stefano

E’ finita con un pareggio (2 – 2) la disfida tra i due rossi emiliano romagnoli per antonomasia, Sangiovese e Lambrusco, con la stampa italiana e straniera a fare da giuria. Si è svolta il 4 ottobre, come sempre a Forlimpopoli a Casa Artusi. Nel dettaglio, gli italiani avevano dato la loro...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[Tecnargilla, Enada Roma, SIB Forum, Sun, TTG e altro ancora..] Un inizio d’autunno davvero intenso per la Fiera di Rimini. Chiuso il 4 ottobre Tecnargilla, il salone internazionale delle tecnologie per la ceramica e il laterizio, dall’8 al 10 è la volta di Enada, la Mostra Internazionale degli...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

I consiglieri comunali di Rimini Coccia e Pazzaglia si sono autosospesi dal gruppo consiliare del PD. Nemmeno l’ultimo incontro con il sindaco Ravaioli è servito per comporre un dissenso ormai evidente da tempo. 
Le divergenze riguardano soprattutto le politiche urbanistiche: “Da anni si...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[Limitazioni al traffico dal primo ottobre Polemiche sull’utilità degli stop] Dal primo ottobre sono tornate in vigore le limitazioni al traffico nel territorio comunale di Rimini. Tra le novità di quest’anno, lo stop riguarda anche le auto non a norma di proprietà del Comune stesso; poi nuovi...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{Vista la crisi internazionale delle banche forse avevamo paura degli stranieri sbagliati} Italiani xenofobi? A parole no, nei fatti…] Noi Italiani siamo razzisti o no? La risposta è all’italiana. Ma non come la intende il Professor De Rita sul Corriere della Sera, sostenendo più o meno che...

mer 10 set 2008 - Notizia di Zenta ad Zìtà - scritto da Cicchetti Stefano

[{Le nostre parole} Come può condurre lontano il semplice trastullo dei bambini] Le parole conducono sempre ai viaggi più imprevisti. Si evolvono, si trasmettono da luogo a luogo seguendo logiche diverse, che a loro volta spesso si intrecciano confondendo le piste. Succede anche e...

mer 10 set 2008 - Notizia di Sport - scritto da Cicchetti Stefano

[Fra i premiati il figlio di Sara Simeoni ed Erminio Azzaro] Dal 4 al 7 settembre si è svolta a Riccione l'undicesima edizione del Gran Premio nazionale di atletica leggera Csi. In tre giorni sul campo di atletica del Centro Sportivo “Italo Nicoletti' sono stati assegnati più di 140 titoli. In...

mer 10 set 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Dal 13 al 21 settembre la Fiera di Rimini ospiterà Mondo Natura, 15° Salone Internazionale del camper, caravan, campeggio e turismo all’aria aperta. La manifestazione riminese già da molti anni è nettamente al secondo posto in Europa, dopo quella di Dusserldorf. E’ dunque un appuntamento obbligato...

mer 10 set 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Il premio Made in Rimini 2008 è andato a Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera. Il riconoscimento è stato consegnato il 3 settembre scorso dal presidente della Provincia Ferdinando Fabbri durante una cerimonia al Grand Hotel (nella foto). Fabbri ha ricordato che Cagnoni è alla guida di quella...

mer 10 set 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{Le tante ipocrisie sull’istruzione} Se destra e sinistra fanno a gara nei tagli alla scuola] “Du gust is mei che uan”. La gigantesca ovvietà espressa nello spot Maxibon, che nel 1994 fece la fortuna di Stefano Accorsi, ha trovato una sonora smentita ai più alti livelli istituzionali. Non...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Benessere - scritto da Cicchetti Stefano

Impugnata davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale che disciplina l’esercizio di pratiche ed attività bionaturali e l’esercizio delle attività dei centri benessere in Emilia Romagna. La l.r. n 2/08 entrata in vigore lo scorso 5 marzo rischia dunque di essere bocciata al pari di...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Storia Borgo S. Giuliano - scritto da Cicchetti Stefano

Il culto di Sant’Eufemia, legato all’importante concilio di Calcedonia, si diffuse in tutto il mondo cristiano. Non poteva mancare dunque a Rimini, dove le era dedicato un monastero femminile. Sorgeva nell’attuale piazzale Gramsci fino alla soppressione nel 1805. Divenne poi la caserma...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Storia Borgo S. Giuliano - scritto da Cicchetti Stefano

L’isola di Lussino è la terra istriana più vicina a Rimini via mare. Il suo centro più antico è Ossero, fondata dai romani e sede episcopale fin dal VI secolo. L’isola conobbe poi una grave decadenza, da cui risorse per merito di Gaudenzio (o Gaudenzo) che ne fu vescovo dal 1030 al 1042. Proclamato...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Storia Borgo S. Giuliano - scritto da Cicchetti Stefano

[{Rimini e Rovigno unite dai loro patroni} Le incredibili analogie fra la storia di Giuliano e quella di Eufemia] Prima l’ostilità fra Italia e Austria, poi la guerra fredda e la cortina di ferro che passava proprio di qui: di recente le sponde dell’Adriatico sono state molto distanti. Solo...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Borgo S. Giuliano - scritto da Cicchetti Stefano

[{LE NOSTRE PAROLE} {Sguillare} è una dei pochi vocaboli dialettali che si stanno salvando dalla scomparsa delle parlate regionali] Ci sono parole dialettali che stanno passando indenni l’ondata di italianizzazione a reti unificate dovuta all’avvento della televisione. Uno di questi termini è...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Giovedì 21 agosto il sindaco di Rimini Alberto Ravaioli ha consegnato i diplomi di Cavaliereal Merito della Repubblica Italiana a quattro concittadini: Giuseppe Berardi, Fabrizio Dominici, Mario Lugli, Filippo Trapanese. Le onorificenze sono state conferite dal Presidente della Repubblica su...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

L'Enel dovrà risarcire due agricoltori di Rimini che soffrivano di emicranie a causa dell’elettrodotto Enel Forlì-Fano che passa presso i loro terreni. Questa la decisione della Corte di Cassazione, a conferma di una sentenza del 1999 emessa dal Pretore di Rimini. Una sentenza storica, quella della...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{Fra sogni di grandezza e incubi da turistofobia} C’è qualche differenza fra uno stabilimento petrolchimico e uno balneare] Si può sognare in grande e si può sognare in piccolo, ma sempre sogni sono. E cioè non bazzecole, ma l’anima profonda dell’umanità. Dietro ad ogni sogno c’è una visione...

mer 06 ago 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Un passo avanti verso la ricostruzione del teatro di Rimini. La direzione regionale dei Beni Culturali e il comune di Rimini hanno firmato il 28 luglio il protocollo per “l’utilizzo del progetto di restituzione filologica e tipologica del teatro Amintore Galli”. Con questo atto, l’ente regionale...

mer 06 ago 2008 - Notizia di Storia Borgo Storia Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Rimini non fu mai attaccata direttamente dai pirati, ma non mancarono incursioni nei dintorni. Soprattutto Cattolica fu spesso vittima di razzie e rapimenti. Non l’oro e l’argento erano infatti i “tesori” dei pirati, ma gli uomini. Troppo ben difesi i patrimoni dei signori e delle cattedrali,...

mer 06 ago 2008 - Notizia di Storia Borgo Storia Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Le nostre torri “saracene” della nostra costa in realtà avvistarono ben pochi pirati musulmani. Quelle costruite nel 1673 erano in tutto sei: a nord di Rimini, a Bellaria e alla “Pedriera”; a sud la torre della Trinità (alla foce del Marano), quella delle Fontanelle, alle foci del Conca e del...

mer 17 dic 2008 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Dice un bimbo al padre: "Babbo, quando hai finito di lavorare puoi andare dal sindaco a dirgli se mette le lucine di Natale anche nel parco?". Dice una bimba alla mamma: "Mami, perché se noi siano poveri come dite sempre te e il babbo non chiediamo i soldi alla gente come quel signore sul marciapiede?".

mer 17 dic 2008 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

mer 17 dic 2008 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

mer 14 gen 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Proviamo a pronunciare 1.670,6 miliardi di euro. Non bastasse, proviamo a tradurre in vecchie lire, per arrivare a 3 milioni 234.732 e rotti miliardi. A tanto è giunto, secondo il dato della Banca d'Italia, il debito pubblico italiano. Più o meno, il baratro di cinque anni fa. Eppure, sempre secondo la stessa fonte, le entrate tributarie sono aumentate in un anno del 2,8 per cento, toccando 344 miliardi di euro. L'unica notizia onfortante per i conti dello Stato è che il rendimento dei bot ha toccato minimi storici, scendendo all'1,84 per cento.

mer 14 gen 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

mer 06 ago 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Liliano Faenza era nato nel 1922. Nonostante la laurea in filosofia, lavorò sempre, e con orgoglio, nelle Ferrovie dello Stato. Fra le sue tante opere, la stesura di ‘La mia Rimini' assieme a Federico Fellini, di cui era amico personale. Fra le commedie dialettali, la celeberrima “Stal mami” del...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Benessere - scritto da Cicchetti Stefano

[{Prevenzione di alcol e droga} Il progetto dell’Ausl “Circolando”] Continua anche quest’estate il progetto del Servizio Dipendenze Patologiche dell’A.Usl, "Circolando". Il progetto si propone di contenere i rischi legati all'uso di alcol e droghe e si realizza attraverso un info-point...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Borgo S. Giovanni - scritto da Cicchetti Stefano

[{Le nostre parole} Roberto Filippi porta il suo soprannome da oltre trent’anni Ma chi glielo affibbiò ignorava di segnare un destino] Quando i soprannomi sono davvero azzeccati, non c’è anagrafe che tenga. E' stato così per Roberto Filippi, che nessuno a Rimini (e non solo) conosce se non...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

CNA.COM, Confcommercio e Confesercenti hanno apprezzato l’impegno che il governo nazionale ha assunto accogliendo l’ordine del Giorno degli onorevoli Pizzolante, Pini e Baldelli sulle limitazioni alla somministrazione di alcolici dopo le due di notte. Ora le associazioni ne attendono l’attuazione,...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Carta d’identità elettroniche? Per ora restano quelle di carta, che anzi si vedono raddoppiare la validità. Un decreto legge (n.112 del 24 giugno) stabilisce infatti che il documento d’ora in poi durerà 10 anni anziché gli attuali 5. La proroga vale per tutte le carte valide alla data del 26...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{Quando la politica è allegria} L’economia va a rotoli? Le tasse non calano? Le paghe precipitano? Non resta che prendersela con Mameli] Che spettacolo a Laguna Seca! Grande, grandissimo quello offerto da Valentino Rossi e Casey Stoner. Ma ce n’è stato anche un altro, piccolo piccolo ma...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Cicchetti Stefano

Ha atteso la bella età di 84 anni per mettere in mostra la sua passione segreta. Ora Flavio Nicolini si è deciso a svelare anche questo aspetto della sua arte, finora conosciuta per le sceneggiature di film (“deserto rosso” di Antonioni, “I giorni contati” di Elio Petri), gli sceneggiati Rai (“Sul...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Benessere - scritto da Cicchetti Stefano

Giovedì 10 luglio 2008 in Piazza Cavour alle ore 14.30, prenderà ufficialmente il via il “Bike Sharing” a Rimini. Un’iniziativa di mobilità alternativa - la bicicletta “a noleggio” attraverso un sistema gestito elettronicamente - inedito per il territorio provinciale. A salutarne l’avvio saranno...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Associazioni di categoria di Rimini soddisfatte per la reintroduzione dell’apprendistato stagionale e del lavoro a chiamata: “Una risposta concreta alle esigenze del turismo”. I provvedimenti erano stati richiesti a gran voce dai rappresentanti di albergatori, commercianti e artigiani della...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Rimini è una città turistica. Se il turismo è un’industria, il suo prodotto è la città, con tutto quel che ha da offrire. La nostra città per decenni ha voluto definirsi “capitale delle vacanze”. Senza la presunzione di esserlo per davvero, ma per cercare almeno di non scivolare nella periferia di...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{Il project financing presentato da Ge.cos e disegnato da Norman Foster} Un grattacielo in piazzale Kennedy, un anello di verde e uno spettacolare pontile lungo 400 metri] Una torre di cento metri dalle linee sinuose. Uno spettacolare pontile che si lancia nel mare. E una pineta che risorge....

mer 09 lug 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Sospensione del Trc e terza corsia A 14 “non prioritaria”. L’annuncio è di Sergio Pizzolante (Pdl), segretario della commissione trasporti della Camera. Sul metrò, l’onorevole fa sapere che vanno trovate soluzioni “meno invasive”. Il consigliere regionale Marco Lombardi invita a spostare il...

mer 09 lug 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{Prendere le impronte ai bambini Rom} Prendersela con gli ultimi è sempre il modo più sicuro per guadagnare applausi e voti] Sono sicuro di scrivere cose che ben pochi condivideranno. Ne sono sicuro perchè parlerò di zingari. Quando il più recente sondaggio (Eurobarometro sulla...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Il prefetto di Rimini Vittorio Saladino ha richiesto a comuni e Provincia un'intesa per pagare vitto e alloggio degli agenti (tra cui 47 finanzieri) che arriveranno per i rinforzi estivi, ma anche la biada per i cavalli di due poliziotti “montati”: totale, circa 58mila euro. Polemiche furibonde,...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Sospensione del Trc e terza corsia A 14 “non prioritaria”. L’annuncio è di Sergio Pizzolante (Pdl), segretario della commissione trasporti della Camera. Sul metrò, l’onorevole fa sapere che vanno trovate soluzioni “meno invasive”. Il consigliere regionale Marco Lombardi invita a spostare il...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

Passo avanti per la ricostruzione del teatro. La giunta comunale di Rimini ha approvato una convenzione con la Sovrintendenza che in pratica rende esecutivo il progetto Cervellati-Garzillo-Azzolina. La ricostruzione costerà 20 milioni di euro. Si conta di approvare il progetto definitivo entro fine...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{I progetti per Marina Centro} E nei bar si discute di “onde” e Kursaal] Il 28 marzo scorso erano scaduti i termini per la presentazione delle proposte partecipanti a due avvisi pubblici di project financing lanciati dal comune di Rimini. Si tratta di realizzare un “sistema di parcheggi e...

mer 11 giu 2008 - Notizia di Sport - scritto da Cicchetti Stefano

[{Vela } ‘Frizzantina 6 Una Diva’ vince la tredicesima edizione della regata] ‘Frizzantina 6 Una Diva’ ha vinto la 13a edizione della Rimini-Tremiti-Rimini, rientrando nel porto di Rimini alle 14.44 del 3 giugno dopo 72 ore e 44 minuti di navigazione. Il 13 metri ravennate, con Stefano...

mer 11 giu 2008 - Notizia di Prima Pagina - scritto da Cicchetti Stefano

[{ Il sonno della ragione e della memoria} Le chiusure generano povertà e solitudine] Sabato scorso mi trovavo al porto per qualche lavoro alla barchetta. Ero quindi conciato di conseguenza: tuta millebuchi, imbrattato di vernice antivegetativa fino ai capelli e fradicio della pioggia...

mer 28 gen 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

I blocchi del traffico servono o non servono, ma dal momento che ci sono come fare ad andare in centro di giovedì? I Riminesi dal 15 gennaio scorso hanno a disposizione un servizio di navette gratuite. Che al loro esordio hanno viaggiato praticamente vuote su entrambe le linee apprestate: la prima linea, con autobus, partiva ogni 10 minuti, 7.05 alle 19.35, dalla nuova Fiera a piazza Malatesta. La seconda linea, con il trenino, andava da via Fantoni (vecchia Fiera) all'Arco d'Augusto. 

mer 28 gen 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Il 26 gennaio sono stati inaugurati i nuovi uffici della Questura in via Bonsi; ospiteranno tutti i servizi amministrativi (passaporti, armi, autorizzazioni, relazioni con il pubblico) e soprattutto l'immigrazione. Basta dunque con le lunghe code degli stranieri all'addiaccio in corso d'Augusto.

mer 28 gen 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

La Murri: più che una storia, una telenovela. Ma nel 2011 per la ultra-ventennale vicenda del recupero dell'ex colonia di Bellariva potrebbe arrivare la parola fine. Con un nuovo inizio: quello di un un'area completamente riqualificata, con servizi, luoghi d'incontro e di cultura, in grado di vivere non solo d'estate ma per tutto l'anno.
Il progetto definitivo di "Rimini & Rimini", come si chiamerà il complesso, è stato presentato il 20 gennaio dalla Valdadige Costruzioni spa. L'ingegner Antonio Benzi, che ne è presidente, ha parlato di un investimento di 60 milioni: di questi tempi, una vera sfida controcorrente.

mer 11 feb 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Chiamami Junior è la nuova iniziativa del nostro giornale che lanciamo da questo numero. Un inserto dei più piccoli: non dedicato a loro, ma uno spazio che i bambini stessi possono gestire insieme ai loro insegnanti. Il progetto viene realizzato in collaborazione con la Provincia di Rimini. L’inserto, quattro pagine, sarà distribuito in tutte le scuole elementari di Rimini e utilizzato da oltre 5 mila alunni, dalla seconda alla quinta classe. A realizzare le prime uscite – la seconda è programmata per aprile – sono due classi quinte della “Ferrari” e alcune delle seconde, terze, quarte e quinte delle “Toti”. Già al primo sguardo, il lettore si renderà conto del grande dono di questi bambini: a noi come giornale, ma anche a tutta la città. Ci regalano la loro freschezza, la ricchezza delle loro diverse origini, la curiosità di chi sta imparando, la gioia di chi gioca insieme. Guardando i loro disegni, leggendo i loro scritti, vediamo che “integrazione” non è solo una parola, ma è già una realtà dei fatti. E avviene con la naturalezza che solo i più piccoli conoscono.

mer 11 feb 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Da sabato 14 a martedì 17 febbraio Rimini Fiera organizza la 39a Mostra Internazionale dell´Alimentazione, dedicata agli alimenti e alle tendenze per il fuori casa e alla grande distribuzione; mercato – solo quello dell´extradomestico - stimato da Nomisma nel rapporto 2008 per Rimini Fiera in 65,7 miliardi di euro.

Il Ministro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca Zaia, è stato invitato all’inaugurazione.

Il taglio del nastro alle 12 presso la Hall Sud. 
A precedere, alle 10.30 in sala Diotallevi  la presentazione dell´indagine promossa da Rimini Fiera e realizzata dal Centro Studi FIPE su “I consumi alimentari degli italiani. Modelli, luoghi, prodotti tra recessione e prospettive di sviluppo”.

mer 11 feb 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

mer 25 feb 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Siccome "squadra che vince non si cambia", la sicurezza continua ad essere il miglior strumento per comandare. Uno strumento, appunto, e non un problema da risolvere. Lo ha spiegato con disarmante sincerità lo stesso Berlusconi, nel presentare il decreto "anti-stupri": "Il governo può usare la decretazione d'urgenza a seguito del clamore suscitato dai recenti episodi che tutti conoscete. Anche se rispetto al 2006- 07 i casi di stupro sono diminuiti del 10%, anche grazie al pattugliamento più diffuso e all'utilizzo dei militari". E chi ha suscitato il "clamore", dimenticandosi il calo dei reati, se non i media? E chi controlla la massima parte dei media in Italia? 

mer 25 feb 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Il cantiere per la terza corsia dell’A 14 si dovrebbe aprire entro il 2010; il governo dovrà confermare 103 milioni di euro mentre gli altri 80 necessari dovranno essere sostenuti dagli enti locali.


Lo ha annunciato il 18 febbraio scorso l'assessore provinciale alla Mobilità, Alberto Rossini, aggiungendo che ”molte situazioni critiche verranno risolte proprio con l’avvio dei lavori sull’A14: le rotatorie sulla Ss16 a Rimini in via Covignano e in via della Fiera e la variante sulla S.P. Montescudo; a Riccione le rotatorie in via Veneto e in viale Udine; a Coriano presso Raibano il cavalcavia di via Venezia; a Misano il rifacimento di via del Carro e dell’intersezione con la strada provinciale per Tavoleto; a San Giovanni e a Cattolica in via Ordoncione e via Luciona”.

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mer 25 feb 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

“Come 95 anni! Io sono del ’15, badi bene”. Non si lascia mica fregare Pasquina Aluigi, trent’anni nella piazzetta con la sua bottega di carne di maiale. E’ trisnonna, fa ancora la sfoglia, la piada e i cappelletti. E ricorda tutto della sua vita lunga, ma dura, dedicata solo al lavoro e alla famiglia. Gli Aluigi erano commercianti di suini a Cerasolo. Il marito di Pasquina, dopo averle dato due figli, nel ’39 dovette indossare la divisa. “Fu spedito in Jugoslavia. L’ultima lettera ci arrivò nel ’43, diceva che lo mandavano in Russia”. Da allora nessuno ne seppe più nulla: disperso.

mer 06 mag 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ogni anno la Banca d’Italia sforna i suoi rapporti sulla ricchezza degli italiani. E ogni volta, da almeno vent’anni a questa parte, il rapporto ripete monotonamente le stesse cose. E cioè: «La distribuzione della ricchezza è mutata a vantaggio delle famiglie dei lavoratori autonomi e in parte dei dirigenti e dei pensionati, a scapito di quelle degli operai e degli impiegati». Più precisamente, la metà della ricchezza nazionale è nelle mani del 10 per cento delle famiglie. Inoltre, le famiglie che detengono queste ricchezze sono sempre le medesime, poiché l’Italia è uno dei paesi più immobili del mondo. Ancor più che le differenze sociali, contano le barriere che separano le classi: e sono invalicabili. Deteniamo saldamente il record mondiale dei figli d’arte, avvocati figli di avvocati, medici figli di medici, giornalisti figli di giornalisti, baroni universitari figli di baroni. Inoltre, è sempre Bankitalia che parla, «la rete di protezione sociale italiana è debole e in momenti di crisi economica pesa la mancanza di strumenti di sostegno al reddito». Il che fa parte delle barriere di cui sopra. Perché il particolarismo interessa tutte le classi sociali, anche le più basse, ciascuna dedita a difendere strenuamente il proprio orticello. E così, se da una parte il fiorire degli ordini professionali non ha altra funzione che impedire la libera concorrenza, dall’altro i sindacati italiani non hanno saputo ottenere di meglio che la cassa integrazione. E cioè uno strumento che protegge solo i dipendenti della grande industria, quelli appunto più sindacalizzati.

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mer 11 mar 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Come ogni anno, in occasione dll’8 marzo il Comune di Rimini ha premiato 10 imprenditrici di successo. Sono: Silvana Baldacci, Luciana Cancellieri, Maria Grazia Conti, Marina Giordano, Annamaria Magnani, Enrica Sebastiani, Annamaria Sacanna, Meri Monadi, Rossella Fareco, Adele Polverelli. Inoltre, sono andati riconoscimenti anche a due imprenditrici dell’Alta Val Marecchia: Benedtta Pandolfi e Donatella Cedrini. Il premio, organizzato da CNA e Confartigianato, è stato consegnato nella Sala degli Archi del municipio dall’assessore alle Pari Opportunità Karen Visani. Le imprenditrici cui sono andati i riconoscimenti appartengono tutte ai settori dell’acconciatura e dell’estetica, nell’ambito dei quali quest’anno si era deciso di scegliere le più meritevoli.

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mer 11 mar 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Per una volta lasciamo da parte la questione se il Trc, il metrò di costa, sia cosa buona e giusta oppure inutile e dannosa: le discussioni durano da più di dieci anni, che diventerebbero più di trenta mettendoci pure la mitica monorotaia del piano De Carlo. Restiamo invece alle ultime: il governo squilla le trombe per annunciare che il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha dato il via libera a un piano “straordinario” di opere pubbliche per un valore di 17,8 miliardi di euro. Dentro ci sono anche 630 milioni per la metrotranvia di Bologna, la metropolitana di Napoli e, appunto, il nostro Trc, per il quale si sbloccano 43 dei 90 milioni necessari: si conferma cioè il piano finanziario da tempo delineato, il quale prevede l’esborso degli altri 53 milioni da parte della Regione e dei comuni di Rimini e Riccione.

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mer 11 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Da mercoledì 11 a sabato 14 marzo Rimini Fiera organizza la prima edizione di Technodomus, Salone delle tecnologie per la lavorazione del legno e componenti per l´edilizia. Obiettivo di Technodomus che si articolerà su sei padiglioni (circa 25.000 mq e 140 aziende), è di rivolgersi all’intera filiera del legno, con un´attenzione particolare ai moderni impieghi nel settore edilizio, nell´architettura ecosostenibile e nel comparto del mobile.


Ci si rivolge dunque a serramentisti, mobilieri, distributori, artigiani, carpentieri e progettisti, con l´adesione di aziende leader, come Biesse, Cefla Finishing e Scm.

mer 11 mar 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Rimini e la pesca: un binomio che ci appare del tutto naturale. Eppure non è sempre stato così. In realtà, il prosperare dell’industria ittica nella nostra città è stato un fenomeno relativamente recente. Le ricerche di Maria Lucia De Nicolò permettono ora di ricostruire le vicende di un mondo solo apparentemente sempre uguale a se stesso.
Apprezzatissimo dagli antichi romani, il pesce non lo fu altrettanto nel medio evo, poiché ritenuto alimento di poca sostanza e di “umore freddo”, quindi perfino nocivo. La svolta giunse solo a metà ‘500. Da un lato, il Concilio di Trento (1545 – 1563) conferì rigore ai digiuni “di magro”, che fra quaresima, venerdì e vigilie andavano osservati per quasi un terzo dell’anno.

mer 11 mar 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Il vino di lusso, quello tassato più pesantemente, a Venezia era classificato “XXX”. Ed era il vino da mar, quello che trasportato per mare – quindi l’unico commerciato a grande distanza – invece di guastarsi addirittura migliorava. Il vino di Rimini rientrava proprio in questa categoria insieme a pochi altri, e da tempo immemorabile. Già Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) esaltava i nostri vina navigata, che per secoli furono la nostra principale voce di esportazione. Un prodotto di pregio assoluto, una sorta di Brunello dell’antichità, per il quale i mercanti di ogni nazione erano disposti a sborsare le cifre più alte. Per Rimini, un vanto e una fonte certa di benessere.

mer 11 mar 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Un commercio a Rimini del tutto dimenticato fu quello delle ferrarecce (minerali di ferro) e del rame. Il traffico era attivo già nel basso medio evo, per raggiungere il culmine fra ‘500 e ‘600. Grossi mercanti, per lo più di origine lombarda (i Pavoni, Provasi, Pastoni), si erano stabiliti qui instaurando un vero monopolio, anche come armatori che gestivano il trasporto da Trieste, dove il carico giungeva dalle miniere asburgiche della Carinzia. Un trasporto però di contrabbando, duramente represso dai Veneziani che pretendevano il dazio su ogni naviglio.

mer 25 mar 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Domenica scorsa l’Italia in Miniatura ha inaugurato la sua stagione offrendo l’ingresso libero a tutti i residenti della provincia di Rimini. Una volta di più, è stata un’occasione preziosa per conoscere il nostro Paese. Non solo per visitare le magnifiche riproduzioni dei monumenti, oltre alle tante attrazioni di un parco che ha fatto scuola in tutto il mondo. Ma soprattutto perché, se l’Italia a Viserbella è in miniatura, gli italiani che vi si recano sono a grandezza reale. Con tutti i pregi ed i difetti del caso. Ecco innanzi tutto l’ingorgo epocale che paralizza la statale 16. Le auto parcheggiate sulle aiuole spartitraffico, a sbarrare i passi carrai, a pencolare sui cigli dei fossati, a precludere ogni via d’uscita a chi è arrivato prima.

mer 25 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

La “secessione” della Valmarecchia il 30 marzo approda in Parlamento, con la discussione della proposta di legge firmata da Sergio Pizzolante (FI-Pdl) e Gianluca Pini (Lega Nord).

A Novafeltria nei giorni scorsi il Vicepresidente della Commissione Affari costituzionali, On. Roberto Zaccaria (Pd) ha spiegato che “è stato il Governo di centro sinistra a volere questa possibilità e la riforma del Titolo V della Costituzione. Coerentemente, siamo favorevoli al passaggio del sette comuni
dell’Alta Valmarecchia. Sostegno anche da parte dei parlamentari del Pd Elisa Marchioni e Massimo
Vannucci. Quest’ultimo ha chiarito la propria posizione personale: al referendum si era espresso infatti per il ‘no’; ma davanti
ad un “sì” all’84% ha annunciato che non potrà esprimere un voto contrario.

mer 25 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

La settima edizione di My Special Car Show, il Salone dell'Auto Speciale e Sportiva, torna a Rimini Fiera dal 27 al 29 marzo 2009.

My Special Car Show e' il luogo dove regna la passione per l'automobile in tutte le sue declinazioni: dalla personalizzazione estetica e meccanica fino a quella dell'impianto audio, tutti settori rappresentati a Rimini da Aziende che operano sul mercato italiano.

mer 28 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{Rimini Fiera} All’esordio “Spazio” e “Gem World“] Rimini Fiera lancia due nuove manifestazioni. Sono “Spazio” e “Gem World”. “Spazio” è il Salone Italiano del Mobile che si svolgerà dal 29 maggio al 1° giugno. Il nuovo appuntamento, che sarà vetrina per oltre 100 marchi, è organizzata...

mer 28 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{L’aeroporto di Miramare} Bilancio positivo, via i militari e concessione per trent’anni Ora si può parlare di investimenti e trattare con Bologna su altre basi] Chi l’ha dura la vince. Fino a non molti anni fa, l’aeroporto di Miramare, nonostante l’intitolazione a Federico Fellini, non...

mer 28 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{Spostare la ferrovia? Magari}] [Proviamo a fare i conti su quanto costerebbe una soluzione di cui si è parlato anche in campagna elettorale] Quando si dice la fortuna: il nuovo Segretario della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici avrà modo di dar sostanza alla più suggestiva...

mer 14 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{Palacongressi fermo, serrata trattativa con la Torno}] [Milano finanzia la nuova struttura al 70 per cento con il mattone, Roma cementifica per 300 milioni] Il nuovo palacongressi è in questo momento la nota più dolente per Riminfiera. Lavori bloccati, già accumulati tre mesi di ritardo,...

mer 14 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{Il business plan 2008-2012}] [Il presidente Cagnoni scopre le carte in vista della fusione con Bologna Numeri da record e previsioni di crescita oltre il 40 per cento] Fiere: il matrimonio fra Rimini e Bologna “è una strada quasi obbligata. Lo proclama con forza Lorenzo Cagnoni, viserbese,...

mer 14 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{Primi dati di una ricerca dell’Agenzia Mobilità}] [L’80 per cento dei genitori riminesi accompagna i bambini in automobile] L’80 per cento dei genitori accompagna i propri bambini all’asilo in macchina. Di questi, appena il 21 per cento lo fa perché subito dopo deve correre al lavoro. E...

mer 30 apr 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Cicchetti Stefano

[{Fra ordine senza legge e legge senza ordine}] [Abbiamo più agenti di tutti, ma ne vogliamo ancora L’immigrazione è appena iniziata, ma siamo già terrorizzati E nessuno fa niente per i processi più lenti del mondo] Dei rifiuti di Napoli, dopo le elezioni politiche non si parla più....

mer 25 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

La Provincia di Rimini invita Associazioni, Enti, Organizzazioni, Ditte, Aziende, Istituti ed i cittadini tutti a partecipare alla presentazione dei lavori conclusivi del processo di Agenda 21 Locale, in programma venerdì 27 Marzo alle ore 15.30 Sala Marvelli - Via Dario Campana 64 a Rimini

La Provincia nel febbraio e marzo scorsi ha coinvolto tutti gli interessati nell’elaborazione di proposte utili alla predisposizione del Piano di Azione Provinciale per la Promozione del Risparmio Energetico e delle Fonti Rinnovabili PARFER e del Piano di Tutela delle Acque PTA: a tal proposito sono stati istituiti rispettivamente il Forum Energia 2020 e il Forum Acqua.

mer 25 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Il progetto preliminare per la realizzazione di un centro sportivo per il gioco del calcio a Corpolò è stato approvato dalla Giunta comunale di Rimini nella seduta del 17 marzo

Il nuovo campo da calcio sarà lungo 105 metri e largo 65 con fasce di rispetto in erba naturale. Il centro sportivo sarà inoltre dotato di un’area destinata agli allenamenti in terra naturale di dimensioni 40 per 60 metri, dotata anch’essa di fasce di rispetto. Verrà inoltre realizzato un nuovo edificio che ospiterà spogliatoi, servizi igienici e docce per gli atleti, nonché spogliatoi per gli istruttori, personale di servizio e pronto soccorso, una sala riunioni con ufficio, un magazzino e una centrale termica. Il nuovo impianto sarà arricchito dalla piantumazione di essenze arboree e al suo esterno saranno realizzati spazi per la sosta dei veicoli.Il nuovo impianto sportivo di Corpolò, il cui costo ammonta totalmente a 1.414.000 euro, sarà realizzato con il concorso per 1.020.000 euro del soggetto attuatore del piano particolareggiato di iniziativa privata relativo alla zona residenziale di Corpolò a scomputo degli oneri d’urbanizzazione secondaria. Il Comune di Rimini si farà carico delle rimanenti spese per 394.000 euro.

 

mer 08 apr 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Quella scossa di domenica sera in Romagna, poche ore prima della catastrofe che si è abbattuta sull’Abruzzo, ci ha lasciato la sensazione di averla scampata bella. Quasi che la malasorte avesse deviato il suo colpo all’ultimo momento. Ora, di fronte alla tragedia, le iniziative di solidarietà nascono spontanee. Anche Chiamami Città intende fare la sua parte. Per raccogliere fondi destinati alle vittime del sisma, è già attivo un conto corrente presso la Banca Malatestiana, intestato a “Chiamami Città pro terremoto Abruzzo – Ondalibera Srl” IBAN IT 48 T 07090 24210 018010119950.

mer 08 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

L’associazione Albergatori di Rimini si è offerta di ospitare gli sfollati del terremoto in Abruzzo. Dicela presidente Patrizia Rinaldis: “I nostri associati si sono subito mossi, c’e’ stata veramente una rincorsa di solidarietà. Abbiamo ricevuto tantissime telefonate. In questo momento quello che conta veramente e’ dare una mano”. Anche la Caritas diocesana di Rimini ha attivato una raccolta di offerte per interventi nella zona colpita dal terremoto. Da parte sua, l’assessore provinciale alla protezione civile Riziero Santi ha proposto in giunta di aprire un conto corrente, sempre in aiuto delle vittime del sisma.

mer 08 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

L’annuncio è di Gabriele Gatti, Segretario di Stato alla Finanze della Repubblica di San Marino: “L’aeroporto di Rimini diventerà internazionale e San Marino potrà usufruire di quella struttura ad esempio per immatricolare, oppure per avere una sua compagnia di bandiera ed in questo è chiaro che ci sarà un aumento delle quote da parte nostra in Aeradria”. Sarà così esaudito un auspicio di antica data, che era stato ribadito anche di recente dal presidente di Aeradria, Massimo Masini. Il “Fellini” potrà contare su un’iniezione di denaro fresco, che di questi tempi farà davvero comodo, ma soprattutto potrà fare quel salto di qualità che lo porrà in primo piano fra gli scali italiani; di più, in una posizione assolutamente atipica e privilegiata, diventando líaeroporto ufficiale di uno stato sovrano.

mer 22 apr 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Già che della nostra storia ci importa ben poco, quel poco ci piace raccontarcelo in versione taroccata, consolatoria, auto-assolutoria. E così dopo oltre 60 anni siamo all’assurdo. Il 25 aprile, che insieme al 2 giugno è la festa di fondazione di questa nostra repubblica, è ancora un’occasione per dividerci, per litigare, per pescare qualche voto in più all’immancabile turno elettorale primaverile. Cosa è successo da noi durante la guerra? Uno che ne ha scritto molto, raccogliendo e confrontando meticolosamente le notizie, i ricordi, le versioni discordanti, è Antonio Montanari. 

mer 22 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Sabato 4 luglio torna la Notte Rosa, il capodanno dell’estate. Anche quest’anno l’evento si snoderà lungo i 110 chilometri di costa della Riviera adriatica dell’Emilia Romagna, ma avrà il proprio cuore pulsante nei 40 chilometri di Riviera di Rimini.

 

La formula della Notte Rosa è quella delle prime tre edizioni: arredi e scenografie in rosa, spettacoli, concerti, feste sui lungomari e sulla spiaggia, look rosa ovunque (dai capelli, all’abbigliamento, alla tavola), fuochi d’artificio.  In più quest’anno, sarà rilanciato il bagno di notte, con un grande tuffo collettivo nell’Adriatico.

 

mer 22 apr 2009 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Cicchetti Stefano

E’ iniziato il count down per la POLO ON THE BEACH FIDENZA VILLAGE CUP, l’evento che apre ufficialmente l’estate della Riviera in uno scenario esclusivo: la spiaggia dello storico e prestigioso Grand Hotel. Dall’uno al tre maggio 2009, sei squadre scendono in campo per la quinta edizione dell’unico torneo di polo in Europa su sabbia. Questa formula vincente cattura ogni anno l’attenzione di migliaia di spettatori, incuriosendo la stampa nazionale e molti giocatori professionisti. Kermesse che ben rappresenta il mondo del polo e lo stile di vita ad esso associato: stimolante, incomparabile che racchiude tutta l’intensità agonistica degli uomini che, in sella ai loro possenti cavalli, si sfidano per la vittoria a due passi dalla battigia. La cornice del campo da gioco, sarà il villaggio, che accoglierà i team di giocatori, la stampa e gli sponsor. Fitto l’elenco degli ospiti illustri attesi nell’elegante Polo Village, grande attenzione all’esclusività ed all’accoglienza di addetti ai lavori, pubblico, ospiti e media. Sport e agonismo e mondanità. Preziosa cornice, gli eventi, che partiranno dal “Villaggio del Polo”, allestito attorno al campo. La sera si illuminerà con le serate di gala, nei locali più raffinati del territorio. Uno dei punti di forza è il luogo in cui si svolge l’evento. 

mer 22 apr 2009 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Cicchetti Stefano

L’Italia del cibo e del vino di qualità torna a darsi appuntamento a San Patrignano. Da venerdì 1 a lunedì 4 maggio 2009 è in programma la sesta edizione di Squisito! Cuochi, prodotti, ricette, vini. Itinerario nel Buonpaese, la prima e unica manifestazione enogastronomia interamente realizzata all’interno di una comunità di recupero.

I 1500 ragazzi di Sanpa stanno preparando un’edizione particolarmente ghiotta e stimolante che coinvolgerà i “pesi massimi” della cucina italiana e internazionale e gli esordienti più promettenti, le cantine blasonate e le etichette innovative, gli artigiani del cibo e i custodi degli antichi sapori, le grandi firme del giornalismo di settore e, soprattutto, la grande tradizione culinaria nazionale nelle sue migliori espressioni.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Inchiesta “Re nero” secondo atto: polizia e guardia di finanza il 4 maggio hanno arrestato i vertici della Cassa di Risparmio sammarinese e di alcune società finanziarie ad essa collegate. L’accusa è di riciclaggio per oltre 1 miliardo di euro, che sarebbe provento di evasione fiscale, appropriazione indebita e truffe. Gli arrestati sono Gilberto Ghiotti, Mario Fantini e Luca Simoni, rispettivamente presidente, amministratore delegato e direttore generale della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino; Paola Stanzani, amministratore delegato della Delta spa, holding finanziaria della banca, e Gianluca Ghini, direttore della sua controllata Carifin s.a. Solo a Fantini sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre gli altri sono detenuti. Altre 32 persone sono indagate in stato di libertà, mentre sono state effettuate 16 perquisizioni in banche, uffici e abitazioni in tutta la regione e anche a Roma.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Secondo Il Sole 24 Ore, Rimini è la città più cara d’Italia. Il quotidiano economico ha esaminato la spesa media per 20 beni alimentari di prima necessità. I riminesi spenderebbero oltre 4.100 euro all’anno, record nazionale. Le rilevazioni hanno riguardato fra l’altro i prezzi di acqua, pane, pasta, parmigiano, caffé, biscotti. A Rimini, ad esempio, per un chilo di pane si spendono 3,75 euro; nella città più economica, Napoli il pane costa in media 1,94 euro. Nei primi 15 posti ci sono ben sei province della nostra regione. Contrastanti le reazioni alle pubblicazione dei dati: le associazioni dei commercianti non nascondono qualche perplessità sulla loro fondatezza, mentre secondo quelle dei consumatori i prezzi in realtà sarebbero ancora più alti.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

 

Lunedì 18 maggio, al Palasport ‘Flaminio’ di Rimini con inizio alle 20.45, la Nazionale di basket dei politici sfida la Nazionale italiana di basket over 45 per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, e per Eleonora Calesini, la giovane riminese salvata dopo 43 ore sotto le macerie. 

La Nazionale di basket dei politici è nata di recente, e vi aderiscono parlamentari e amministratori di tutti gli schieramenti.
La allena Alberto Bucci, già coach della Nazionale italiana e del team riminese.

 

mer 06 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Chissà se a qualche altro riminese è capitata la disavventura occorsami tanti anni fa. Andò così: studente a Bologna, ospite a cena di amici nessuno dei quali romagnolo,  avevo intravisto che in cucina la pentola sul fornello cominciava ad agitarsi. Ebbi un bel lanciare l’allarme “Vonta! Vonta!”: invece di correre a togliere il coperchio, tutti restarono a guardarmi come se parlassi arabo. E la pentola disastrosamente vontò. In quella circostanza, alla veneranda età di vent’anni, appresi così che “vontare” non esiste come verbo italiano, ma appartiene allo schietto dialetto nostrano. E ancora oggi, se non esco dai confini aviti, mi capita ben di rado sentir dire che la pentola trabocca o che il fiume straripa, tracima o addirittura esonda. D’altra parte, pare che invece pentole e fiumivontino solo a Rimini e dintorni; in Romagna più in su dicono trabuchè o perfino, in Emilia, svaglièr.

VONTARE | RIMINI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Come parla il nostro mare? O meglio, come parlava? Parlava dialetto. Quel dialetto con cui, come diceva il poeta Raffaello Baldini, “non si può dire tutto, ma certe cose si possono dire meglio”. E mèr, parole, luoghi e storie della marineria riminese è un prezioso volume edito dalla Provincia di Rimini dove si recupera quella lingua ormai in estinzione. Curato da Sanzio Balducci, con testimonianze raccolte da Andrea Monaldi e immagini dello Studio Paritani, il libro è formato da un glossario di termini marinareschi e da racconti personali di chi li ha forniti: pescatori di Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria, Gabicce, Cesenatico, Viserbella. Uomini fra i 56 e i 91 anni che hanno passato la vita sul mare, vivendone tutte le trasformazioni, a cominciare dalla scomparsa della navigazione a vela. Nell’elenco dei termini - 202 voci - si possono cogliere anche le differenze fra i dialetti, con alcune cesure evidenti: a nord fra il parlare di Bellaria e quello di Rimini, a sud fra Cattolica e Gabicce. Allegato al volume c’è anche un cd con le registrazioni originali delle interviste ai testimoni. L’opera ha ottenuto il patrocinio e il contributo dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia Romagna; ha collaborato il Museo della Marineria di Cesenatico.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

San Giovanni in Marignano è entrato nel club dei “Borghi più belli d’Italia”, un’associazione nata nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani (ANCI). San Giovanni è il terzo comune della Provincia di Rimini ad entrare nella ristretta cerchia dei luoghi più affascinanti: gli altri sono Montefiore Conca e Montegridolfo. Nella regione Emilia-Romagna compaiono nell’elenco anche Bobbio, Brisighella, Castell’Arquato, Compiano, Dozza, e Vigoleno. Un elenco certamente meritevole di essere ampliato. Solo nella nostra Provincia, difficile non considerare fra i più belli almeno anche Santarcangelo, Verucchio, Torriana, Montescudo, San Clemente, Mondaino. Saludecio. Insomma, diciamolo: è la nostra provincia, almeno nel suo entroterra, ad essere fra le più belle d’Italia.

mer 20 mag 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Se è vero, com’è vero, che tutte le nazioni ricche respingono gli immigrati clandestini, come mai solo noi abbiamo dichiarato guerra all’Onu? Se è vero, com’è vero, che la grandissima maggioranza degli irregolari arriva con visto turistico e poi si dà alla macchia, oppure aveva un permesso di soggiorno che non è stato rinnovato, come mai tutto il clamore deve essere puntato sui disperati dei barconi? Humphrey Bogart direbbe: sono le elezioni, bellezza. Se i soldi per il terremoto dell’Abruzzo non si sa se ci sono, a che servono i consigli dei ministri e i G8 all’Aquila? Se l’emergenza terremoto e la ricostruzione di Umbria e Marche andarono bene, come mai ora che si sta facendo lo stesso e anche un po’ meno si grida al miracolo di efficienza? Elezioni, sempre elezioni. Già in tempi normali il cittadino deve ingoiare polveroni a pranzo e a cena, scoprire le notizie vere in telegiornali lardellati di tonnellate di bufale e diversivi. Ma se poi si deve votare, allora altroché polvere. Sono nuvoloni di fumo, perturbazioni atlantiche, fronti ciclonici dove scorgere la realtà diventa impossibile anche per i più scafati. Eppure la realtà è sotto gli occhi di tutti. E’ nei portafogli, nelle tasche, nei conti in banca. E’ la crisi

mer 03 giu 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Fra Veline, divorzi annunciati e altri ancora più temuti (quelli di Ibrahimovic dall’Inter di e Kakà dal Milan, naturalmente), c’é solo una notizia più oscurata dei rifiuti che sommergono Palermo: il fatto che sabato e domenica si voti per il parlamento europeo

Nonostante esista dal 1979, di questa entità sappiamo ben poco. E da quel poco risulta un luogo di delizie per chi vi entra e di dannazione per i poveri Stati nazionali che ne devono subire i suoi oscuri capricci: sui formaggi, sulle prese elettriche e su mille altre irrilevanti beghe. “L’Europa ci impone…” è una formula ormai cristallizzata, utile di volta in volta ai nostri politici come alibi per ciò che non hanno fatto o come attenuante per quel che hanno combinato. Sia come sia, l’Europa “ ci impone” sempre, neanche ne fossimo una colonia.

Invece, l’Italia fu uno degli stati fondatori della Cee, nel 1957, primo embrione dell’Unione Europea. Nel parlamento europeo ci toccano 73 dei 736 seggi.  Ed ecco una prima leggenda da sfatare: i parlamentari europei non sono una legione sterminata, ma anzi sono molto meno numerosi di quelli italiani, che sfiorano il totale di mille. Un altro argomento utilizzato per denigrare questa istituzione è quella degli stipendi d’oro.

 

mer 20 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Il Centro Pio Manzù va on-line. Dal 15 maggio è attivo il nuovo sito www.piomanzu.org, rinnovato nella grafica (dal noto studio londinese True Design) e nei contenuti.

Dentro vi si trovano quarant’anni di storia. Il Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù è infatti un organismo in status consultivo generale con le Nazioni Unite che opera dal 1969 come Istituto di studi per l’approfondimento dei temi economici e scientifici di interesse cruciale per il futuro dell’umanità.

Suo obiettivo primario è quello di elaborare, su singole problematiche, indagini globali condotte attraverso il contributo di diverse competenze, da mettere a disposizione di quanti del segmento pubblico, privato e non-profit intendano formulare strategie di pronto ed efficace intervento. Il Centro Pio Manzù in questi anni ha dato vita a studi di grande importanza innovativa nel campo della ricerca scientifica e tecnologica.

mer 20 mag 2009 - Notizia di sport - scritto da Cicchetti Stefano

E’ stata davvero una grande energia quella che ha preso corpo nel corso della quarta edizione di Rimini Wellness, dal 14 al 17 maggio, chiusa con un record di partecipazione: 161.518 visitatori (+24,2% sul 2008) e la partecipazione di 350 aziende (erano 330 nel 2008) tra le migliori del settore. "Il successo della formula di Riminiwellness - commenta il presidente di Rimini Fiera, Lorenzo Cagnoni - che con le sue due anime, WPRO e WFUN, coniuga business e divertimento, sposando appuntamenti in fiera ed eventi sulla riviera, in questa edizione ha superato ogni aspettativa. Rimini Fiera ha definitivamente sancito la sua leadership indiscussa su questo mercato e, nuovamente, ha messo in risalto la sua capacità di saper costruire strumenti di promozione tangibili e pienamente efficaci per supportare le aziende anche in una situazione economica difficile come l'attuale".

mer 20 mag 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Cicchetti Stefano

“Gverda che pacon!”. “Nu fa trop e’ pacon”. “L’era in piaza che feva e’ pacon”.  Ecco una parola usatissima nel nostro dialetto, ma che il volgare italo-romagnolo poco utilizza, preferendogli di solito sburone o tutt’al più sbucionePacon fra le mura di Rimini,pacoun nel contado, pacone nelle rare volte in cui viene ancora usato, è infatti il vanesio, lo sbruffone che si pavoneggia, il superbo. 

Poco si è indagato su questo vocabolo. E sarebbe davvero affascinante, se avesse un minimo di fondatezza, un’origine che porta nell’Egitto del primo cristianesimo, fra i monaci della Nitria.

La Nitria è un territorio a sud-est di Alessandria in prossimità del deserto e caratterizzato da vallate e montagne. Là fin dal 330 circa vivevano dei monaci, in grotte o celle, con una organizzazione comunitaria semplice ma rigorosa. Il nemico da combattere costantemente era una sessualità personificata dal "demonio". Una testimonianza su questa comunità si deve al vescovo Palladio (ca. 364 – 431), che nell'Historia Lausica (lausae erano chiamati gli insediamenti monastici) narra: « Un monaco del deserto racconta che per dodici anni fu tentato notte e giorno dal nemico, e vistosi in balia della passione, penso che Dio lo avesse abbandonato, perciò decise di morire anziché vivere nella vergogna della passione carnale. Allora usci dall’eremo in cui viveva e vagò nel deserto fin quando non trovo la tana di una iena: si spogliò e si mise nudo nella tana aspettando di essere divorato. Dopo vari tentativi senti una voce che gli diceva: "vattene, Pacone, lotta; ho fatto in modo che tu fossi dominato dal Nemico, perché non ti insuperbisca pensando di essere forte, ma al contrario riconosciuta la tua debolezza, non confidando troppo nel tuo regime di vita, ricorressi all’aiuto di Dio" ».

mer 03 giu 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Il Sodalitas Social Award è il premio nazionale per le imprese, le associazioni imprenditoriali, i distretti industriali che sono concretamente impegnati in progetti di responsabilità sociale. A Milano il 28 maggio due aziende artigiane riminesi associate a CNA hanno il vinto ex equo il Premio Speciale per il Miglior Progetto con la Scuola. Sono Colorificio MP e di Eurotec - Impianti Elettrici, che hanno ricevuto il riconoscimento insieme a colossi come Enel, Edison, banca Popolare di Milano. Entrambi, grazie al servizio BuonLavoro di CNA Rimini hanno instaurato da anni una serie di rapporti con il mondo della scuola finalizzati alla diffusione della cultura del lavoro e d’impresa.

mer 17 giu 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Sabato scorso, chi verso sera si è trovato a Rimini a metà strada fra lo stadio e il mare ha vissuto una sensazione che solo in questa città si può provare. Da una parte arrivavano le grida e i cori dei tifosi; più che altro anconetani, purtroppo. Dall’altro, la consueta colonna sonora della riviera di notte: musiche e annunci rimbombanti, applausi, risate. Per i cuori dei biancorossi riminesi, uno strazio. Ma forse minore, senza dubbio diverso, rispetto a come si vive una retrocessione calcistica in una “normale” città italiana. Sorridere e far sorridere è il nostro mestiere. A volte, come in questa occasione, il mestiere è crudele. Ti costringe a mandare avanti lo spettacolo anche quando non ne avresti nessuna voglia. Ma ti aiuta anche a collocare le cose in una dimensione differente. E va bene, il dramma è consumato. Ma è un dramma largamente annunciato. Non si può restare in B quando lo stadio non registra il tutto esaurito nemmeno per la “partita della vita”. 

mer 17 giu 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il Senato l’11 giugno scorso ha cancellato lo “strampalato” emendamento - così lo ha definito il sottosegretario Carlo Giovanardi (Pdl) - che eliminava il limite di orario delle 2 di notte al divieto di somministrazione degli alcolici nei locali di pubblico intrattenimento e spettacolo. “Una grande vittoria a cui abbiamo contribuito in modo determinante” dichiarano Asaps (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale) e Aicat (Associazione Italiana Club degli Alcolisti in Trattamento). Alla Camera il divieto era stato eliminato con un emendamento firmato Pini (Lega Nord) e Pizzolante (Pdl), che dava la possibilità ai pubblici esercizi, siano essi bar, ristoranti, pub o discoteche, di somministrare alcolici fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura. Meno soddisfatti gli operatori turistici riminesi: Confcommercio, Confesercenti e CNA.Com tornano a chiedere a gran voce che si elimini “una legge ingiusta e proibizionista”. Secondo l’on. Elisa Marchioni (Pd) “è stato vanificato un percorso di concertazione che aveva visto convergere gli sforzi di diverse parti politiche al fine di trovare, insieme, una buona soluzione condivisa”. Ora la normativa tornerà alla Camera per la quarta lettura.

mer 17 giu 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Aeroflot è tornata a Rimini. Dopo dieci anni, la più grande compagnia russa ha riallacciato i collegamenti con l’aeroporto “Fellini”; le destinazioni in terra russa sono Mosca (Sheremetevo) ed Ekaterinburg, a oriente degli Urali. Aeroflot oggi in realtà si chiama Aria (Aeroflot Russian International Airlines) ed è una delle maggiori compagnie del mondo, sia nel settore passeggeri che nei cargo. Non vedremo però atterrare a Miramare i Tupolev di sovietica memoria, ma moderni Boeing 767 nella nuova livrea argento.

mer 17 giu 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

D’accordo, non siamo la Valle della Loira con i suoi trecento castelli reali. Ma il territorio riminese, almeno se lo si considera in senso lato, può andare vantare alcuni fra i più suggestivi luoghi fortificati medievali che si possono ammirare – diciamolo! - in Europa. Pensiamo a San Leo, luogo celebre e mirabile fin dalla più remota antichità e tuttora set cinematografico fra i più utilizzati. A Gradara, presente addirittura dei sussidiari scolastici per spiegare agli alunni il tipico abitato medievale. O a Montefiore, che già nel Quattrocento meritava di figurare nei capolavori di Giovanni Bellini per la sua mole suggestiva e singolare, mentre servì a Umberto Eco per immaginare l’abbazia descritta ne “Il nome della rosa”E poi Verucchio, Montebello, Mondaino, Saludecio, Montegridolfo, Monte Colombo, Santarcangelo…

mer 01 lug 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Arriva la lettera, intestata “Regione Emilia-Romagna”, che grosso modo recita: lei non ha pagato il bollo per l’anno 2007. Siccome invece il bollo non solo l’ho pagato eccome, ma posso anche dimostrarlo, passo a leggere i possibili passi successivi: raccomandata, invio dei dati tramite internet, etc. Scelgo quello che appare meno oneroso, cioè recarmi di persona in un ufficio Aci. Primo errore: l’ufficio è zeppo di gente e quindi se ne andrà la retribuzione di almeno un’ora di lavoro. Anche perché, maledetta iella, proprio quel giorno non funziona nemmeno il ticket salvafila e non si può fare altro che aspettare il turno sul posto. L’attesa non si rivela però del tutto inutile. Serve a scoprire che praticamente tutti i “clienti” hanno in mano la stessa lettera. Il problema non è però sempre il medesimo: a qualcuno viene contestata una cifra sbagliata, ad altri un ritardo nel pagamento. Istruttive anche le conversazioni fra il cittadino e l’impiegata, fra l’altro svolte in totale assenza di privacy. L’unica addetta allo sportello è un’anziana signora munita di una tale pazienza che al confronto Giobbe finirebbe nel girone degli iracondi. 

mer 01 lug 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

 

ECIPAR CNA, in collaborazione con CNA Giovani imprenditori e CNA Impresa Donna, organizza “Drizza le antenne day!!”, lunedì 15 luglio dalle 18 all’Empty Space (Via Matteotti, 28 - Borgo S. Giuliano di Rimini). Cioè, come trasformare la propria impresa in un’impresa di successo. Si parlerà dunque di “Innovazione e creatività. Come creare un’azienda di successo”  con Marco Ricciotti resp.le Progetto Impresa CNA Rimini; di “Crisi e innovazione: cercare nuove strade nella gestione e nell'accesso al credito” con Roberto Menzioni, consulente di direzione per la gestione d’impresa; di come “Tutelarsi attraverso un buon contratto” con Elio Piersanti Gessaroli, resp.le ufficio legale CNA Rimini. Infine, “Team di vertice: Dritti alla meta!” a cura di Francesco Muzzarelli, senior trainer aziendale area management education

Nella MIAIMPRESA CORNER ciascuno potrà esporre il materiale promozionale della propria azienda.

Per adesioni: Stefania Succitti - Ecipar CNA 0541/760270-272 comunicazione@ecipar-rn.it 


 

mer 15 lug 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Vent’anni fa, di fronte a quel mare color caffelatte, erano molti i riminesi a piangere. Lacrime vere, amare, nel vedere l’Adriatico ridotto in quel modo. Si piangeva per i turisti in fuga, ma non solo. Ancora più dal profondo saliva l’angoscia per quella che appariva una ribellione della natura. Per il senso di colpa di chi da questo mare aveva tratto tutto il benessere possibile, dimenticandosi troppo spesso di restituire qualcosa. Eravamo stati i primi, negli anni ’60, a dotarci di depuratori. Ma da allora la salute delle acque non era più stata esattamente in cima ai nostri pensieri. Ed ecco che dovevamo imparare una nuova parola, “mucillagine”. Da quei giorni drammatici sono successe tante cose. Mentre gli scienziati non hanno saputo dirci gran che sulle cause, gli storici ci hanno assicurato che il fenomeno della “neve di mare”, com’era chiamata nel passato, si era verificato anche in tempi non sospetti d’inquinamento, come in pieno ‘700.

mer 15 lug 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

La settimana scorsa la Scm aveva presentato ai sindacati il proprio piano di ristrutturazione aziendale. La risposta è stata nel presidio dell’azienda, con un gazebo davanti ai cancelli dello stabilimento sulla via Emilia. Dunque fra azienda e sindacati non c’è alcuna intesa. Non sulla cassa intergrazione a rotazione, che la Scm definisce non fattibile. E soprattutto non sul numero degli esuberi strutturali, che l’azienda calcola in 530 unità, rispetto ai 400 previsti inizialmente. La Scm nel suo piano prevede investimenti da 30 milioni di euro in tre anni per rilanciare l’azienda, con il rinnovamento di tutti i comparti aziendali. Dalle stime effettuate da Scm sembra che nell’arco temporale della riorganizzazione, circa 300 lavoratori usciranno dal gruppo, per scadenza del contratto, pensionamenti o turn over. L’impatto sociale a fine periodo, potrebbe ridursi, secondo l’azienda, a circa 80 persone su scala nazionale. Ma le organizzazioni sindacali non ci stanno. E avevano anche annunciato la richiesta d’attivazione di un tavolo regionale, in cui denunciare le presunte irregolarità messe in atto dall’azienda.

 

mer 15 lug 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Nell´epoca del satellite e del Gps, come fare ad orientarsi in mare se gli strumenti dovessero andare in tilt? L'unica salvezza può dipendere dalla conoscenza degli antichi sistemi di orientamento, quelli che per millenni hanno consentito all´uomo di solcare i mari, prima ancora delle invenzioni della bussola e del sestante. Di questi temi affascinanti venerdì 17 luglio alle ore 21 parlerà l´Ammiraglio di Squadra Cristiano Bettini, riminese, per la prima volta in conferenza nel Club Nautico della sua città. La sua sarà una riflessione che sta da tempo stimolando gli addetti ai lavori, non solo verso il recupero delle tecniche e degli strumenti elementari di orientamento, ma anche l’organizzazione di eventi di navigazione ad hoc, per renderle di nuovo operative e conservarne lo studio, la conoscenza e la possibilità di uso semplificato anche ad un futuro sempre più legato all’elettronica.

mer 29 lug 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il condono delle multe stradali è una porcheria. Una bastardata, un’infamia, una schifezza, trovate voi le (peggiori) parole adatte. Non mi importa un accidente di ogni ragione che possa essere addotta per giustificare questo ennesimo colpo di spugna. Non le voglio nemmeno sentire. Sento invece solo una gran rabbia. Forse condivisa da quel 94 per cento che a Rimini le multe invece le ha sempre pagate. Dunque, se la norma passerà alle Camere, avrà avuto ragione quel 6 per cento. Verrà premiato chi ha fatto orecchie da mercante e che in taluni stravaganti paesi, tipo gli Usa, sarebbe filato dritto in galera. Ben magra è poi la soddisfazione di essere qui in tanta numerosa compagnia, mentre in altre parti dello stivale il fesso che fa il suo dovere è una mosca bianca e i furbi che non scuciono ammontano addirittura a due terzi dei multati, con il picco di Reggio Calabria dove sono stati riscossi 91 mila euro su 5,5 milioni. A Roma l’ha fatta franca “solo” la metà; il che spiega l’attivismo a favore del condono da parte del deputato Pdl nonché assessore capitolino Maurizio Leo. Che può dimostrare conti alla mano quanto convenga al suo comune prendere quei denari sporchi, maledetti e subito, piuttosto che affrontare contenziosi enormemente più cari.

ven 07 ago 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Una signora presenta una ricetta in una farmacia di Rimini. La dottoressa dietro il banco gliela deve restituire con queste parole: “Mi dispiace davvero, ma lei è di San Leo e questa prescrizione è valida solo nei territori delle Ausl marchigiane”. E la signora risponde: “Ah già, è vero. Ma ancora per poco!”.

Una scena veramente accaduta, ma che dunque non vedremo più.

Per la gente comune la soluzione di problemi di questo tipo sarà certamente il risultato più tangibile della storica vittoria: il ritorno del Montefeltro in Romagna e dunque nella provincia di Rimini. Là dove lo collocava Dante e dove è sempre rimasto per il senso comune. Per via della storia, della geografia, del dialetto e perfino della piada e delle tagliatelle.

 

ven 07 ago 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Il 30 luglio l’annuncio sui giornali: «50, forse 80 soldati saranno schierati a giorni nei punti “sensibili” della capitale dell’estate”. Il 1 agosto se ne sa di più, sempre a mezzo stampa: «I soldati  saranno in servizio già dal 4 o 5 agosto, e resteranno a Rimini fino a settembre».  Inoltre, «la decisione - spiega Roberto Petri, portavoce del ministro La Russa - è maturata nei giorni scorsi, a causa della recrudescenza dell’abusivismo commerciale a Rimini»; i militari «saranno 40 in tutto» mentre «il ministro ha autorizzato il loro impiego anche per le altre località (in primis Riccione)». Il 5 agosto le truppe non ci sono ancora, ma «il ministro Maroni firma il decreto, a Rimini dovrebbero arrivare, entro la settimana, una trentina di soldati». Per dare la caccia ai venditori abusivi? «La decisione sul loro impegno – fa sapere il vice prefetto Corona – spetta al prefetto e al comitato provinciale per la sicurezza», che è riunito mentre andiamo in stampa. 

ven 07 ago 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Diciamo la verità: con quel suo accento un po’ così, fra il forlivese e il cervese, i riminesi provano tanto orgoglio quanta sorpresa nel leggere le note biografiche di Cino Ricci, “nato a Rimini il 9 settembre del 1934”. Ma insomma, il grande velista è dei nostri oppure no? L’unico modo per togliersi il dubbio è chiederlo all’interessato. Che dichiara una volta per tutte: “Certo che sono riminese. Per l’esattezza sono nato a Miramare, in una villetta che ormai non esiste più. Abitavamo lì perché mio babbo stava costruendo la colonia Novarese. Infatti diversi sindaci di Rimini hanno promesso di invitarmi all’inaugurazione, quando il restauro della colonia sarà finito. Solo che sono vent’anni che me lo dicono, di sindaci ne sono passati parecchi, adesso c’è un cantiere aperto, speriamo che sia la volta buona”.

ven 07 ago 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Chi lo conobbe, di lui disse solo bene. Secondo l’umanista Leonardo Bruni, era “un uomo eccezionale; un uomo di quell’antica stirpe primigenia di cui si è persa la specie”, “eccelle tanto in letteratura e in dottrina, quanto coloro che a tutte le età si dedicarono agli studi; a ciò si aggiunge la modestia, la mansuetudine, la integrità”. Per Antonino, vescovo di Firenze, “era robustissimo e bellissimo di corporatura e di elettissimo consiglio; era anche di grande liberalità, devoto alla cristiana religione e peritissimo nello studio e nelle lettere”. Insomma, avrebbe concluso Carlo Tonini molti secoli dopo, “fu il migliore di tutti i Malatesti”.

ven 07 ago 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Il termine dialettale appare agli snob tanto inelegante quanto il gesto che lo rimuove, che è quello del grattarsi: parliamo dello scadòr, che nel nostro dialetto traduce l’italiano “prurito” in tutte le sue valenze, reali e figurate.

Invece, una volta di più, indagando si scopre una parola antica e nobile, che gli autori più classici non hanno avuto alcuno scrupolo ad utilizzare.

La citazione scritta più antica pare essere quella del poeta trecentesco Antonio Beccari, meglio conosciuto come Maestro Antonio da Ferrara. In una delle sue “Rime” si legge infatti:

“Infin che lo scadore è fresco

e la rogna conciar sì la bisogna”.

mer 26 ago 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Perché non fare arrivare gli immigrati a Lampedusa su un regolare traghetto e a prezzo politico? Perché non fare di quell’isola un porto franco, “magari mettendoci un bel Casinò per attirare i ricchi libici e tunisini”? Perché non pagare direttamente “un buon lavoro in Africa” a chi vorrebbe emigrare?  Diciamo 200 euro al mese, cioè la cifra che costa un detenuto per un solo giorno nelle nostre carceri e che in Africa è un fior di stipendio.

Paradossi, certo. Che furono lanciati da Pietro Ichino nel suo blog il lontano 21 maggio scorso. Paradossi che però il giuslavorista argomentava in modo molto concreto. Una linea regolare di traghetti per immigrati farebbe crollare il mercato degli scafisti. Chi arriverebbe – e arriverebbe comunque – non dovrebbe rischiare la rischiare vita. Si eviterebbero tragedie come quella dei profughi eritrei – solo la più recente – o come le storie nelle bottiglie ritrovate in mare e riportata dal nostro giornale il mese scorso. Si darebbe vera assistenza a quei disperati che hanno diritto comunque a entrare essendo in possesso dello status di rifugiati: e sono in media la metà di chi arriva. E oggi li respingiamo. La stessa Lampedusa potrebbe guadagnarci, grazie alle esenzioni fiscali dovute ad una sua extra-territorialità di fatto.

 

mer 26 ago 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Già nel 1996, appena tre anni dopo la scomparsa di Federico Fellini, Tullio Kezich doveva constatare che "la sua eredità è stata contesa come la Bosnia". Di anni ne sono passati ancora 13, la guerra in Bosnia è finita, ma quella intorno alle memorie del regista riminese non accenna a placarsi.

L’ultimo capitolo è la richiesta avanzata da Francesca Fabbri, figlia di Maddalena Fellini e nipote di Federico, alla Fondazione intitolata al Maestro: poter disporre della sua biblioteca. I libri che Fellini e Giulietta leggevano si trovano attualmente presso la Fondazione, mentre la Fabbri ritiene facciano parte della sua eredità. Inoltre, il legale della nipote di Fellini ha anche intimato lo sfratto alla Fondazione: la casa di via Oberdan che la ospita è di proprietà della Fabbri. La Fondazione sta però per trasferirsi in un’altra sede predisposta dal Comune. Per tentare di risolvere amichevolmente la disputa, Ugo De Donato della Publiphono si è dichiarato pronto ad acquistare il fondo librario e gli altri cimeli mettendo assieme una cordata di imprenditori, purché quei beni restino presso la Fondazione.

mer 26 ago 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

«Sdrenare: spossare, verbo transitivo: “oh, sta gente oggi m’ha sdrenato”. Dialetto: sdrenè. Si confronti la vocedrenare “prosciugare completamente”.» Così Fabio Foresti in “Quella nostra sancta libertà: lingue, storia e società nella Repubblica di San Marino” (1998).

Il che equivale ovviamente al riminese sdrinè, tuttora ampiamente utilizzato anche dai più giovani nelle italianizzazioni sdrinare, sdrinato. La forma sdrenè pare però più diffusa, comparendo a nord a Russi come a meridione nel Dizionario Urbinate del Tiberi: «Sdrenè: Sderenare o Sdirenare.  Sfiancare.  A forsa da spaché la legna me so sdrenàt.»

mer 09 set 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Dal 12 al 20 settembre si svolgerà a Rimini la 16ma edizione di Mondo Natura, Salone Internazionale del Camper, Caravan, Campeggio e Turismo all'Aria Aperta. La manifestazione è organizzata da Rimini Fiera con il patrocinio di Apc- Anfia, in collaborazione con Promocamp e con il supporto di Assocamp, Confedercampeggio, U.N.R.A.E, Unione Club Amici, Actitalia.

mer 09 set 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Attribuiscono la colpa di tutto esclusivamente agli altri, a forze estranee (congiure, agenti, dominazioni straniere sotto varie forme). Interpretano ogni critica come un attacco malevolo, come un segno di discriminazione, razzismo. I rappresentanti di queste culture considerano la critica come un’offesa personale, come un tentativo deliberato di umiliarli, perfino come un modo di infierire. Invece di sviluppare lo spirito critico, sono impastati di rancori, di complessi, di invidie, di insofferenze, di permalosità, di manie. Ciò li rende culturalmente, strutturalmente incapaci di progredire, di creare in sé una volontà di trasformazione e di sviluppo”-.

A qualcuno fischiano le orecchie? Niente paura. Il brano non parla affatto dell’Italia né dei suoi governanti. Tratta invece dell’Africa. Sono le parole di un vecchio colonialista inglese intervistato dal giornalista polacco Ryszard Kapuscinski (in “Ebano”, Feltrinelli). L’inglese contrappone orgogliosamente la “forza dell’Europa” ai limiti di molte altre culture, quali appunto quelle africane. E dove sta questa forza? “Risiede – spiega il britannico – soprattutto nella sua capacità critica e autocritica, nella sua arte di indagare e analizzare, nelle sue continue ricerche, nella sua inquietudine. La mentalità europea riconosce di avere dei limiti, accetta la sua imperfezione, è scettica, dubbiosa, si pone interrogativi. Le altre culture sono prive di questo spirito critico. Anzi tendono alla boria, a considerare perfetto tutto ciò che è loro, sono acritiche nei propri confronti”.

 

mer 23 set 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ma il tafazzismo non abitava a sinistra? Il gusto di darsele di santa ragione sui cosiddetti non era proprio dei farabutti, moramazzati e marmaglia rossa biecamente gufatrice? Invece si scopre che no, anche la destra ci tiene ad eccellere nell’arte di cui Leopold von Sacher-Masoch fu insuperato cantore. Lo apprendiamo dalle reazioni alla classifica del “Bil - benessere interno lordo” pubblicata dal Sole 24 Ore, che vede la provincia di Forlì-Cesena prima, Ravenna seconda, Rimini ottava. Tanto da far sentenziare al quotidiano della Confindustria: “Scordatevi il Nord operoso che macina ricchezza e incorona Milano regina assoluta del Pil. Quando si parla di «Benessere interno lordo» è tutta un'altra storia. La bussola del «Bil» è puntata verso il triangolo Romagna-Marche-Toscana”. Lo stesso giornale precisa che si tratta di “una sorta di gioco senza pretesa di rigore scientifico”, ma che si basa comunque sui criteri suggeriti dalla commissione presieduta dal premio Nobel Joseph Stiglitz e voluta dal presidente francese Sarkozy, per individuare parametri da affiancare a quelli nudi e crudi del prodotto interno lordo.

mer 07 ott 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Le città antiche non conoscevano il verde pubblico e Rimini non faceva eccezione. Solo nel 1888 nacque il nostro primo parco cittadino, piazza Ferrari. Artefice dell'operazione fu la Cassa di Risparmio, quando costruì la sua nuova sede. All'epoca salutata con grandi elogi - anche in quei tempi non era certo frequente rinunciare ad una lucrosa impresa immobiliare, per di più nel cuore della città, per piantarvi degli alberi - la nascita dei giardini non fu indolore. Per realizzarli fu abbattuto un intero isolato occupato da ex edifici religiosi, alcuni dei quali antichissimi: come il convento delle Celibate, che era stato il palazzo degli Atti, la famiglia di Isotta, e la chiesa di San Tomaso, addirittura di epoca bizantina. Cosa celasse quel riquadro lo si è poi visto con il ritrovamento della Domus del Chirurgo; gli archeologi in quel frangente hanno verificato che i mosaici proseguono anche nella parte non scavata.

 

mer 07 ott 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Anche Alberto Ravaioli, sindaco di Rimini e primario di oncologia, è coinvolto dell’indagine dei Nas di Bologna su di un vasto giro di false ricette per riscuotere i rimborsi. L'indagine dei carabinieri, svolta con la collaborazione delle Ausl di Bologna e Ravenna, è coordinata dalla Procura di Bologna. A Rimini oltre a Ravaioli, che comunque non ha ancora ricevuto alcun avviso di garanzia, sono coinvolti altri 7 medici del suo reparto.

mer 07 ott 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Cicchetti Stefano

Ottobre intensissimo per Rimini Fiera. Dall'8 al 10 si svolgeranno in contemporanea SUN, 27° Salone Internazionale dell'Esterno, e T&T 5ª biennale internazionale prodotti e soluzioni per 
la protezione, l'oscuramento, il risparmio energetico, la sicurezza e l'arredamento. Il week end successivo sarà la volta di  TTG Incontri, dal 16 al 18 ottobre, e TTI Travel Trade Italia, il 16 e 17 ottobre. TTG Incontri è la più importante fiera internazionale del settore turistico in Italia. Si svolge ogni anno a Rimini d è giunta alla 46° edizione. TTI Travel Trade Italia è il principale workshop per promuovere il prodotto turistico Italia a livello internazionale.  Sono attesi quest'anno al workshop 650 tour operator nazionali ed internazionali provenienti da 59 Paesi.

mer 21 ott 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Domenica il Partito Democratico va alle sue primarie per scegliere il segretario. Bersani, Franceschini o Marini: questa la scelta. Ma chiunque sarà il vincitore, dove andrà poi effettivamente il secondo partito italiano, il primo in alcune regioni compresa la nostra, non è chiaro per nessuno.

Si dice che il Pd non funzioni perché è la semplice sommatoria di ex-comunisti ed ex-democristiani. Ma ciò che più fa difetto ai democratici è proprio quello che teneva insieme la Dc e il Pci: la capillare presenza nel “territorio” e un’identità che abbia la forza di una fede. Ciò che pare riuscire oggi solo alla Lega, per quanto in ambiti limitati.

Ciò nonostante, la partecipazione alle vicende non certo felici del Pd è molto alta. Secondo alcuni osservatori, fin troppo alta. Gli italiani, dice questa scuola di pensiero, vogliono seguire adoranti un capo, non sceglierselo da soli. L’immagine di un partito che discute al suo interno viene vista come litigiosa, non come democratica: “Quelle cose lasciamole fare agli americani”.

 

mer 21 ott 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Per il turismo balneare italiano è stata un'estate gelida: le presenze sono diminuite complessivamente del 6,4 per cento, con crolli rovinosi in Sicilia, Sardegna e Liguria. Chi se la cava meglio è la Riviera Romagnola, che riesce a contenere i danni con il 2,7 per cento delle presenze in meno e aumentando gli arrivi dello 0,4 per cento. Questo almeno stando ai dati di Unioncamere, presentati il 17 ottobre scorso al TTG tenutosi alla fiera di Rimini. 

mer 21 ott 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Alla guerra come alla guerra. Non è mai successo che Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, si tiri indietro quando c'è dimostrare sul campo chi è il più bravo. "Questo è il mercato", ripete ad ogni occasione. E lo ha ripetuto il 16 ottobre alla presentazione dell'ultima sfida. Che si chiama Packology, fiera del packaging in programma da martedì 8 a venerdì 11 giugno 2010. 
La sfida in questo caso è a Milano, che ha già Ipack - Ima. E a Bologna, che non se l'è sentita di accogliere la proposta di Ucima, l'Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche, per lanciare una manifestazione concorrente. Rimini invece ci crede al punto di proporsi all'Ucima come partner "perfetto" al 50 per cento. Non solo: ha messo sul piatto un milione di euro per promuovere la nuova esposizione, che avrà una periodicità triennale e occuperà circa la metà dei quartieri: otto padiglioni per un'area di 60.000 mq. Saranno in mostra macchine per il confezionamento, macchine di processo, materiali per imballaggi, tecnologie per l'etichettatura, la codifica e la marcatura, accessori e componenti, tecnologie legate alla logistica, stampa e editoria di settore. 
Packology proporrà la produzione industriale del sistema del packaging che in Italia è fortemente orientato all'export: va all'estero addirittura l'88,5 per cento dei nostri macchinari. Escono soprattutto dagli stabilimenti emiliani, ma anche piemontesi, lombardi, veneti. 

mer 04 nov 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Chiede la nonna: "E domani dove vai di bello?" Risponde il nipotino: "A Fiabilandia!". Inorridisce la nonna: "A Fiabilandia??? Ma domani si va al cimitero!".
Nel dialogo-tipo che si è svolto nelle case riminesi durante lo scorso fine settimana si può scorgere l'immensità dell'abisso culturale che ormai separa le generazioni. Le feste dei Morti dei nostri avi si traducono ormai nel ponte dei Morti (quando casca bene nel calendario) per i genitori d'oggi, e in Halloween per i figlioli.
Come per tutti gli scontri generazionali, le conseguenze sono nefaste. Innanzi tutto, essendo assodato che l'evoluzione del cervello umano è ferma al neolitico, ogni festa continua a pretendere un tributo di follia e di sangue. Di qui l'accanimento nel commettere le idiozie più spettacolari e pericolose, regina delle quali è far scoppiare i botti. Non bastavano la contabilità macabra di capodanno e i dispacci da zone del fronte di ferragosto e degli stadi, d'ora in poi dovremo tenere il conto anche delle vittime immolate a Jack O'Lantern.

HALLOWEEN | RIMINI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 04 nov 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Ricomincia la guerra all'inquinamento. Stop a veicoli a benzina Euro 0, ai diesel Euro 0 ed 1, a ciclomotori e motocicli a due tempi non conformi alla normativa Euro 1) anche se provvisti di bollino blu. Tutto ciò dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 18.30. Martedì 3 novembre sono tornate le limitazioni al traffico, che dal 3 novembre al 4 dicembre si applicano nel territorio del Comune di Rimini a mare della Strada Statale 16. Sono escluse dal divieto inoltre: viale Principe di Piemonte dal confine con Riccione fino alla rotonda di incrocio con Via Cavalieri di Vittorio Veneto; via Cavalieri di Vittorio Veneto fino alla SS.16; via San Salvador dal confine con Bellaria-Igea Marina fino all'incrocio con Via Tolemaide; via Tolemaide fino alla SS. 16. Dall'11 gennaio al 31 marzo, il divieto sarà esteso anche ai diesel euro 2 e tornerà il blocco del giovedì, dalle 8,30 alle 18,30, per tutti i veicoli eccetto quelli elettrici e ibridi, a metano e gpl, gli euro 4 e 5, quelli con filtro antiparticolato, con almeno 3 persone a bordo, in car sharing, e gli esentati per vari motivi.

Info all'Urp 0541 704704 o.www.liberiamolaria.it

mer 18 nov 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Una scuola elementare riminese all'ora dell'uscita. All'esterno staziona una pattuglia mista, un poliziotto di quartiere e due militari in mimetica. I genitori si interrogano: sarà successo qualcosa? Pedofili nei paraggi? Sequestratori in agguato? Ma comunque, tutti concordano, bene! Meglio così. La vista delle divise fa sempre piacere.
Un successo, dunque, per l'operazione Strade Sicure voluta dal ministro Maroni, come del resto decretano i sondaggi: la grande maggioranza degli italiani è assolutamente favorevole all'uso dei militari a fianco delle forze dell'ordine. 
Tutto bene perciò. A patto di non farsi una domanda: a cosa serve, per esempio, presidiare una scuola elementare? Passi per le medie e le superiori, dove i ragazzi vanno da soli. Ma qui nessun bambino può entrare o uscire se non accompagnato dai genitori. E la probabilità che i piccoli e gli stessi adulti corrano qualche rischio è vicinissima allo zero. D'altra parte, è invece certo che i genitori votano, contrariamente agli alunni, e la sensazione di sicurezza generata dalle uniformi può ben perdurare fino al momento dell'urna.

mer 18 nov 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Martedì 17 è partito Piedibus, il progetto per il nuovo anno scolastico promosso dagli Assessorati alla Mobilità della Provincia e del Comune di Rimini e che ha come partner la Polizia municipale, l'Osservatorio Naturalistico Valmarecchia e il CUP.

Il Piedibus, come un vero autobus di linea, viaggia col sole e con la pioggia, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie passeggeri lungo il cammino. Il Piedibus è condotto da due adulti, un "autista" e un "controllore" che chiude la fila.

"Promuovere l'andare a scuola a piedi - dice l'assessore alla mobilità Magrini - è un modo per rendere la città più vivibile, meno inquinata e pericolosa".

mer 18 nov 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Contrariamente a tante nostre parole dialettali dall’origine oscura o controversa, s-ciavìd non nasconde misteri etimologici. E’ infatti L’esatta trasposizione in romagnolo del toscano sciàpido (o anche scìpido), che come il più comune “insipido” discende dal latino: ex-sapidus il primo, in-sapidus il secondo. Sia in che ex escludono, negano ilsapidus, cioè il “sapore”. Stesso percorso per il riminese, e pesarese, sciàp e per lo sciàpu umbro.

S-ciavìd, ma soprattutto sciàp e sciaparèl, sono però usati anche come attributi personali, per dire di individuo non proprio sveglio. Come mai?

Per capirlo bisogna risalire alla comune origine latina e anche più indietro. Infatti sapidus deriva dal verbo sàpere, che significa “aver sapore” ma allo stesso tempo, in senso figurato, “avere senno, “essere saggio”, “intendere”. La stesso ambivalenza secondo alcuni sarebbe già nel greco (per l’etimologo Ottorino Pianigiani sophos è l’uomo “dal naso fino” sia nel senso di buongustaio che di persona scaltra), è certamente in altre lingue italiche come quelle sabelliche, ed è nell’antico tedesco (sebjan significa “gustare” ma anche “comprendere”). Questo accade perché “avere sapore” e “avere senno” sono equivalenti fin dalla radice *SAP, che in sanscrito racchiude entrambi i concetti.

mer 02 dic 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Qualcuno ricorda la Social Card? Si prevedeva - parola del ministro Tremonti - che ne dovessero usufruire un milione e mezzo di bisognosi; ne sono attive 400 mila. O forse meno, e non si sa quanto siano costate, e non si sa quante ne saranno confermate: gli annunci di ministri e vice ministri si contraddicono a vicenda.
E qualcuno sa della riduzione dell'acconto Irpef in scadenza il 30 novembre? Ottima cosa, se non che queste tasse, per via della crisi, gran parte delle imprese contribuenti non le avrebbero comunque dovute pagarle. Il che sa tanto di presa per i fondelli. Le vere riduzioni di tasse "per il momento" non le vedremo, nonostante annunci che si ripetono non da mesi, ma almeno dal fatale 1994.
C'è la crisi, è ovvio. Non si può pretendere la luna. Il deficit è alle stelle. Ma chi, se non i nostri governanti, la luna ce la promettono un giorno sì e l'altro pure? Chi aveva annunciato bonus vacanze, meno iva sul turismo, abolizione dell'Irap e via andare? Chi aveva raccontato che la crisi non avrebbe toccato l'Italia e adesso ci informa che comunque è già passata? E che "ne usciremo meglio degli altri", pur essendovi entrati già zeppi di problemi?

mer 02 dic 2009 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

La Fontana che chiamiamo "della Pigna" è uno dei simboli di Rimini, ma molte cose che la riguardano rimangono misteriose. Tanto per cominciare, non si sa bene quando fu costruita. E non molto si conosce del suo aspetto originario. Ma anche riguardo ai materiali che vi furono utilizzati, alcune certezze del passato sono oggi smentite da analisi più accurate. Le ha effettuate di recente una giovane studiosa riminese, Eleonora Lunedei, che per la sua tesi di laurea per la prima volta ha esaminato in laboratorio le pietre della Fontana.

E non sono mancate le sorprese. Una delle quali conduce a un'affascinante ipotesi: alcuni elementi del monumento avrebbero fatto parte della dote nuziale di Polissena Sforza, seconda moglie di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

 

mer 02 dic 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Un piano di piccoli investimenti diffusi per tenere a bada la crisi. E’ quanto chiederà Lega Coop durante un incontro fissato per l’11 dicembre con gli enti locali. Perché l’economia non va, nemmeno nella nostra provincia dove la recessione pare morda meno che altrove. E Giancarlo Ciaroni, presidente di Lega Coop Rimini, non nasconde la sua preoccupazione sul futuro e avanza delle proposte per affrontare il momento più buio degli ultimi sessant’anni.

Ciaroni, cosa sono i piccoli investimenti diffusi e perché li chiedete?

Perché c’è urgente bisogno di dare ossigeno alla nostra economia che ormai sta davvero boccheggiando. Secondo noi, gli enti locali dovrebbero dare via libera ad una serie di commesse, anche piccole, ma appunto diffuse sul territorio. Non basta che a livello nazionale si sblocchino 8 miliardi di grandi opere: a parte che sull’immediato se ne potrà spendere solo 1 miliardo e mezzo, ciò che occorre è rimettere in moto il tessuto delle imprese locali, che stanno soffrendo di più delle grandi e non godono dei loro vantaggi”.

mer 16 dic 2009 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

La vogliamo chiamare Sindrome di Penelope? Vogliamo citare Pirandello che racconta di Milocca (in "Le sorprese della scienza"), il paese dove si è tanto attenti al progresso che non si progredisce mai? Oppure ci si può consolare consultando la storia patria: a Rimini è andata così sempre, o quasi. Nel quasi, per carità, rientrano parecchi obbiettivi centrati. E non sono di poco conto: università, darsena, nuova fiera, musei, Domus del Chirurgo, per stare al passato più recente. Ma il resto? 
Nel 1972 Rimini conquistò l'onore delle cronache nazionali (Rai - Cronache Italiane, Panorama, L'Espresso, Corriere della Sera, Il Giorno, solo per citare le maggiori testate; Bruno Zevi, Chiara Valentini, Vittorio Emiliani, Franco Berlanda, Sergio Cabassi, fra le firme che ci lodarono) con il progetto della monorotaia fino a Riccione. Qualcuna l'ha vista? Oggi siamo ancora a cincischiare con il metrò di costa.
Il Galli è in rovina dal 1944. Lo stesso Ionesco, pur padre del teatro dell'assurdo, difficilmente avrebbe potuto mettere insieme una trama più surreale di quella che tutt'ora continua ad avvincerci con nuovi colpi di scena.
E la nuova questura? Qui abbiamo invece un'opera completata, che però nessuno più vuole, nessuno ammette di averla voluta, nessuno vuole pagare.

mer 16 dic 2009 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Chi sceglie gli studi tecnici trova lavoro più facilmente. La conferma, l’ennesima, arriva da una ricerca a campione svolta da BuonLavoro CNA sui ragazzi che si sono diplomati all’Itis “Leonardo da Vinci” di Rimini. Ebbene, fra coloro che hanno scelto di non continuare gli studi, a soli due mesi dall’esame di maturità una media del 16 per cento ha già trovato un’occupazione. Percentuale che sale rispettivamente al 32 e al 26 per cento per chi ha seguito gli indirizzi di elettronica e meccanica. Ancora più eclatante il dato a tre anni dal diploma: ben il 93,3 per cento dei periti usciti dall’Itis riminese ha un lavoro.

Numeri che non stupiscono il preside dell’Istituto, Roberto Monacchi: “Questi dati – commenta – sono in linea con quelli nazionali. Il fatto è che nel mercato italiano del lavoro i diplomati in materie tecniche vanno letteralmente a ruba. Di più: rispetto alle esigenze delle imprese, ne mancano addirittura 70-80 mila”. Una carenza dovuta alla storica sottovalutazione, da parte delle famiglie ma non solo, che l’istruzione tecnica ha sempre dovuto scontare nel nostro Paese.

mer 13 gen 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

ll 10 per cento degli italiani possiede il 44 per cento del patrimonio di tutta la
nazione. 
Invece, la metà più povera degli italiani detiene appena il 10 per cento della ricchezza complessiva. Questi i dati diffusi dalla Banca d'Italia nel dicembre scorso; l'istituto centrale ci informa anche che nel 2008 la ricchezza delle famiglie italiane è diminuita del 5 per cento rispetto all'anno prima. Una brusca sterzata, visto che dal 1990 a oggi c'era stata una crescita costante proprio del 5 per cento l'anno. Inoltre, la riduzione della ricchezza non è valsa per tutti: tanto per cambiare, i ricchi sono più ricchi e i poveri più poveri. Così avviene dal 1990, quando Bankitalia ha iniziato questo tipo di rilevazioni, a oggi. Non sono valsi cambi di governo o andamenti internazionali. I ricchi si sono arricchiti con la destra come con la sinistra e la differenza con i poveri è aumentata sia che l'economia fosse in espansione sia durante le crisi più nere. Altra facile deduzione: a pagare per i vari crack sono stati, sono e saranno immancabilmente i più deboli.
A meno che intervenga la politica. Di cosa dovrebbe occuparsi, sennò? Ha bisogno di altri argomenti per convincersi che una distribuzione del reddito più equa è nell'interesse di una nazione nella sua interezza e non "solo" della sua pur grande maggioranza di meno abbienti? Basterebbero le rilevazioni sulla qualità della vita, cui si dedicano ogni fine anno i quotidiani economici. 

mer 27 gen 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Con due articoli su "Il Giornale", Massino Bertarelli ci informa che "Arriva Nine, ma ‘8 e ½' era una barba" e che "Se Fellini ti annoia sei ignorante. E di destra". Quest'ultimo si conclude così: "Mi affido a un lapidario commento a 8 e 1/2 firmato nientepopodimenoche da Alberto Arbasino: «La masturbazione di un genio». Mi dichiaro d'accordo perfino io. Almeno sulla prima parte". 

E con ciò gli Oscar, il box office e l'unanimità della critica mondiale sono sistemati. Ma tutto ciò non ci riguarda. Noi riminesi crediamo di essere gli unici a capire Fellini. E quindi non capiamo come mai il riminese più famoso del secolo scorso possa essere amato - Bertarelli a parte - dai romani e dai milanesi, per non parlare di americani e giapponesi. 
In realtà, noi siamo i meno adatti per apprezzarlo. E così è stato, almeno finché il Maestro era in vita. Adesso sì, Fellini dà il nome a vini e osterie, hotel e pacchetti turistici, a una Fondazione, una piazza, una scuola, un aeroporto. Il valzer di Amarcord è l'inno civico che strappa lacrimoni ad ogni esecuzione. Ma quando di Fellini uscivano i film, molti riminesi scuotevano il capo. Soprattutto proprio di fronte alle opere più autobiografiche: I vitelloni, Otto e 1/2, Roma, Amarcord. Ma come, i vitelloni sul Tirreno?  La piazza di Amarcord modellata su quella di Fano? Quei dialoghi con gli accenti  regionali da stereotipo  - salvo in Roma e 8 e 1/2 - quando lo stesso Fellini non aveva mai smesso l'inconfondibile gnola riminese? La Gradisca un soprannome da alcova, quando la Morri così si chiamava all'anagrafe? Lei minacciò querele, lui non capì: non era contenta di passare alla storia come amante di un'altezza reale? 

 

mer 10 feb 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Calcio e macchine: le più grandi passioni degli italiani. E le più grandi assenti dalla cultura italiana. Non solo i libri, ma neanche i film o le fiction, la pittura o la musica hanno mai prodotto qualcosa di notevole in questi campi; salvo rarissime eccezioni che vanno dai Futuristi a Luciano Ligabue. Dal che qualcuno deduce l'irrimediabile, sdegnoso distacco dei nostri artisti e intellettuali dal mondo che li circonda.
Ma forse si può azzardare un'altra spiegazione, che viene suggerita proprio da quanto ci succede intorno. La passione ce l'abbiamo eccome e rasenta la manìa, ma nessuno di noi, colto o illetterato che sia, è proprio capace di fabbricarci sopra una "cultura".
Prendiamo l'automobile. Ci viviamo praticamente dentro, ma cosa ne sappiamo? Di sicuro, dimostriamo solo vaghe idee sui guai provocati da un suo uso scorretto. Danni in soldi. Morte. Calamità che non si verificano solo in quell'universo a noi ignoto e incomprensibile rappresentato dagli "altri" - pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti come noi, i nostri passeggeri - ma anche a noi stessi e perfino alla nostra adorata vettura. 

mer 10 feb 2010 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Se riguarda noi, implica indulgente compiacimento. Se tocca agli altri, suscita bonaria derisione. Che diventa tenerezza quando colpisce i bambini. E’ il parlóz, ovvero il colpo di sonno; l’equivalente del romanesco, ma oramai nazionale, abbiocco. Se i riminesi, specie dopo un lauto pranzo, is imparluzès, verso Ravenna interviene e’ palùg, da cui il verbo impalughìs. Una di quelle parole intime, famigliari, che non paiono trovare un’adeguata traduzione in italiano.

In realtà l’equivalente c’era e lo riportava anche la Crusca, ma è andato in disuso. Spiega infatti il “Vocabolario Romagnolo-Italiano” di Libero Ercolani (1994): «Impalughìs corrisponde al toscano appalugare (appisolarsi), all'umbro appaliginasse (addormentarsi) e si accosta all'aretino appliginare (vederci male, detto di chi guarda e non riesce a discernere). Il ravennate, del sec. XVII, è à palugar, cominciare a prendere sonno».

mer 10 feb 2010 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

«Fu una vita selvaggia, allegra e guitta, e un'educazione a tutti i trucchi e tutti i funambolismi davanti al pubblico, che magnava le fusaje (i lupini) e poi tirava le cocce (le bucce) sur parcoscenico al lume de certe lampene (lampade) ch' er fumo spargeva da pertutto un odore da bottega de friggitore». Così Ettore Petrolini nel suo libro “Bravo! Grazie!!” dove rievoca gli anni della gavetta.

Anche oggi è così: se parlate con un romano de’ Roma, quando nominerà le fusaje, oltre ad aprirsigli er core, si sentirà in obbligo di tradurre quel termine, tanto lo sente suo. Del resto il lupino è davvero parte fondante nella storia dell’Urbe. Apprezzato in tutto il mediterraneo (nelle piramidi se ne sono ritrovati semi risalenti al 2000 a.C.) a Roma era uno degli ingredienti principali della dieta quotidiana. Se ne facevano soprattutto focacce, insaporite, da chi se o poteva permettere, con il garum, la salsa di interiora di pesce di una prelibatezza per noi incomprensibile.

mer 10 mar 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

L'otto marzo il Comune di Rimini ha festeggiato i 90 anni di Luigi "Titta" Benzi. Il sindaco Ravaioli ha ricevuto in municipio l'avvocato passato alla storia come protagonista dell'Amarcord di Fellini. E proprio del grande regista "Titta" è stato fin dalla giovinezza uno degli amici più intimi. Nato a Rimini l'8 marzo 1920, Luigi Benzi per oltre mezzo secolo è stato uno dei più stimati avvocati penalisti del foro riminese. Il sindaco ha donato a "Titta" Benzi una medaglia con la riproduzione del simbolo zodiacale dei Pesci della Cappella dei Pianeti all'interno del Tempio Malatestiano.

mer 10 mar 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Non ci sono soldi. Non si trovano proprio. Non ci sono soldi per salvare la Rimini Calcio. E' che qui non abbiamo petrolieri, grandi costruttori, grandi industrie. E così dopo quel matto di Vincenzo Bellavista non si trova più nessuno. Del resto non ci sono soldi per rifare lo stadio. E poi non ci sono nemmeno per il Basket Rimini. Sembrava che ci fossero, ma poi sono evaporati. 
Ma non piange mica solo il piatto dello sport. Non ci sono soldi per la Fondazione Fellini. Non per la Sagra Malatestiana e per tutto quel che sa lontanamente di cultura. Del resto c'è la crisi e le imprese devono tirare la cinghia. In questo campo la tiravano anche quando la crisi non c'era, ma che c'entra? Spetta all'ente pubblico sborsare.

mer 24 mar 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Dunque a Cattolica un centinaio di ragazzi fra i 14 e i 21 anni si sono dati appuntamento in piazzale I Maggio. Riccionesi contro cattolichini, si sono presentati armati di cinture, bastoni, mazze, catene, pugni di ferro, coltelli a serramanico. Insomma una disfida in piena regola. E per cosa? Per "sistemare le cose" dopo un litigio fra ragazzine. Le quali erano pronte a far da ala alla rissa incitando i propri "campioni". Non è successo niente solo grazie ai Carabinieri arrivati appena in tempo.
I nostri nonni ci raccontavano che ai loro tempi, di domenica, si andava ai balli di una parrocchia diversa dalla propria e immancabilmente qualcuno tirava fuori il coltello. Il pretesto era sempre una ragazza: un invito troppo esplicito, un complimento greve. Nel migliore dei casi finiva a sassate, con gli "indigeni" a difendere il territorio dagli invasori, i quali naturalmente non aspettavano che un'occasione successiva per vendicare l'onta.
Dunque non è cambiato assolutamente nulla. O meglio, tutto è cambiato ma, sopravvive imperterrita solo la logica caprina dei maschi che fanno a cornate per le femmine, mentre le stesse femmine si esaltano nel ruolo di premio per il vincitore. Dopo un milione di anni il branco umano si comporta esattamente come quelli degli zebù e dei mufloni. 

mer 24 mar 2010 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Secondo Elvino Galluzzi ("Ultme lazagna", Cattolica 1995) garavlè significa Racimolare. Raccogliere. Mettere insieme una certa somma di denaro, o più cose da più parti. Un affare andato bene, meglio del previsto”. Più precisamente, Libero Ercolani nel suo “Vocabolario Romagnolo-Italiano”(Ravenna 1994) specifica: “Garavlér, Racimolare, Raggranellare, Gracimolare”. E ancora meglio, Friedrich Schürr nei suoi studi “Sui nomi dei vini romagnoli” (riportati da La Ludla, periodico dell’Associazione “per la valorizzazione del patrimonio dialettale romagnolo” intitolata proprio allo studioso austriaco) spiega: “Garavlé = racimolare o raccogliere i grappolini o chicchi d’uva dopo la vendemmia, sta in attinenza col piemontese garavela = mucchio di sassi o ciottoli (cf. REW 1673b, caravos) ai quali vengono paragonati i chicchi. Molti termini della viticoltura potrebbero così spiegarsi metaforicamente e sono più o meno comuni in tutta l’Alta Italia”.

mer 24 mar 2010 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Cicchetti Stefano

Viale Tripoli sarà l’arteria principale, l’unica, che porterà i visitatori del nuovo Palazzo dei Congressi fino al mare. Il viale dovrà essere messo in sicurezza con piste ciclabili e indicazioni di svolta nelle vie laterali. Ma anche Marina Lido, primo punto di incontro con la Rimini balneare, avrà bisogno di una sistemazione almeno nella via principale come si sta facendo per il tratto di viale Vespucci fino a Piazzale Kennedy. A Marina Lido si è consapevoli delle occasioni di sviluppo che potrà portare l’apertura del nuovo Centro Congressi e si cerca di predisporre progetti per coglierle. Per questo è opportuno intensificare occasioni di incontri fra le associazioni del commercio, l’amministrazione e la dirigenza del Centro. Ci sono alcuni mesi di tempo ma il tempo spesso non basta. Per restare, però, al contingente, Pasqua è alle porte, ed è necessario -e non si chiede molto - che si facciano quei lavori indispensabili di arredo urbano, di viabilità, di chiusura delle buche, rifacimento dell’asfalto, cura degli spazi a fianco della carreggiata, eliminazione degli avvalli dei marciapiedi, e regolamentazione più accurata del loro uso commerciale. I sottopassaggi di via Tripoli e via Pascoli restano priorità urgenti. Per il secondo si sta lavorando, mentre il primo continua a presentare gravi carenze: inaccessibile per i disabili, impervio per i passeggini, pericoloso per i ciclisti.

gio 08 apr 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Per tre anni non si vota e a Roma, volenti o nolenti, ci si apparecchia a una placida "stagione di riforme". La crisi divora tutto, dai redditi ai posti di lavoro. Solo l'inflazione continua miracolosamente a crescere, trainata dai prezzi di un petrolio di cui neppure Obama può fare a meno. Ma ormai la crisi è come il riscaldamento globale: anche se c'è non ci possiamo fare niente, non facciamolo e occupiamoci d'altro. Del presidenzialismo da fare e delle intercettazioni da non pubblicare, meno quelle di calciopoli.
Ciò succede al centro. Poi c'è la "provincia". Una parola, questa, che ha un senso solo in Francia e in Inghiletrra. Non si adatta a paesi come la Germania e l'Italia, dove non esiste una capitale delle dimensioni e dell'importanza di Parigi e Londra, attorno cui hanno ruotato non solo tutte le città della nazione ma, fino a pochi decenni fa, sterminati imperi. 
Da noi non è così, non lo è mai stato dalla caduta di Roma in poi. Le ultime elezioni regionali hanno fornito l'ennesima prova di quanto conti da noi "la provincia". A Roma, Torino, Venezia, perfino l'Aquila, il capoluogo ha votato per il centrosinistra, il resto per il centrodestra. E dappertutto ha vinto quel "resto" tanto snobbato quanto sconosciuto. La Voghera della casalinga, la Viggiù dei pompieri da caricatura. L'avanzata della Lega ovunque procede dalle periferie, dai paesini di montagna sbigottiti dall'immigrazione. Le Cinque Stelle di Grillo si nutrono delle voci degli inascoltati. 

RIMINI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 21 apr 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ammirando capolavori del rinascimento italiano, l'occhio attento può godersi i particolari degli sfondi. Quelle vedute all'apparenza così realistiche descrivono però un mondo ideale, anche se composto da elementi in gran parte tratti dal vero. E quando c'è un ponte, deve essere quindi il Ponte Perfetto, come ha ricordato Philippe Daverio in Passepartout a proposito di dipinti di Cima da Conegliano. E noi riminesi abbiamo un sobbalzo. Ma sì, ha ragione Daverio, quello è il nostro ponte di Tiberio! E cioè quello che per i genii rinascimentali restava l'insuperabile archetipo di tutti i ponti, l'armonia divina che si fa opera dell'uomo. Questo è il ponte di Rimini nella cultura universale. E per noi? Ancora con i colori dei veneti negli occhi, fa male al cuore attraversare ogni giorno il ponte di Tiberio scansando macchine e motorini. Di breve durata è l'ammirazione per un'opera che dopo duemila anni densi di calamità umane e naturali, riesce ancora a sopportare tutto questo.

mer 21 apr 2010 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Nuova statale 16, ora o mai più. E' questo il messaggio che il presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, vuole lanciare forte e chiaro a tutti quanti. "Per la prima volta dal 1982 - annuncia - abbiamo in mano un progetto definitivo per la nuova statale 16. Non siamo più nel mondo dei sogni e delle ipotesi più o meno fantasiose. Dal 22 marzo sono scattati i 60 giorni entro cui raccoglieremo le controdeduzioni dei cittadini e degli enti. Scaduto quel termine, i ministeri delle Infrastrutture e dell'Ambiente avranno 150 giorni per attivare la conferenza dei servizi. Trascorso anche quel tempo l'opera sarà di fatto cantierabile. E' fondamentale sottolineare che si tratta di un'occasione unica, anche per via di due circostanze favorevoli. La prima: la regione ha finalmente stabilito che la nuova ss16 ha priorità assoluta in fatto di infrastrutture, insieme alla via Emilia a Piacenza. La seconda è che l'Anas proprio ora sta approvando il suo piano di spese per i prossimi cinque anni. Insomma, o prendiamo questo treno, o restiamo fermi per sempre".

mer 21 apr 2010 - Notizia di Centro Storico - scritto da Cicchetti Stefano

Ci sembrano talmente "nostri" che quando dobbiamo nominarli a un forestiero, che magari ospitiamo a tavola, non sappiamo come fare. Come chiamare gli Strigli in italiano? Strigoli? Stridoli? Meglio tacere e farli assaggiare in uno dei mille modi che la nostra cucina propone. E alla fine, soddisfatto il commensale, allora sì domandiamo: "Piaciute quelle erbette? Sono di campo, noi le chiamiamo Strigli". Eppure, qualsiasi sia la provenienza dell'interlocutore, la risposta più probabile sarà: "Davvero? Più o meno li chiamiamo così anche noi". 
Già. Perché questa erba deliziosa cresce in mezza Europa ed è apprezzatissima da tutte le nostre cucine regionali. E' stata chiamata in un'infinità di modi: Bubbolini, Schioppettine, Schioppetti, Verzuli (per la somiglianza con il cavolo cappuccio), Erba del cucco, Crepaterra, Mazzettone, Cavoli della Comare. Solo nel catanese, dove viene colta sulle pendici dell'Etna, cambia nome da località a località in Calicedda, Cannatedda ('cannata' = brocca, per la forma a calice del fiore), Campanedda, Erba pridicatura. 
In Friuli e Trieste, Sclopit, Grisol, Sciopetin. In Piemonte, Cujet, Scrusciet. In Veneto, Scrissoi, Scrissioi, Carletti, Sciopetti, Zimoe e a Vicenza Tajatee de la Madona, Tagliatelle della Madonna. E nella nostra regione streidoul, strig-li, strigul, strìdual, stridul, strìvul, strìgval. 

mer 05 mag 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Salendo le scale della scuola elementare "De Amicis" di Rimini si vedono prue di barche tradizionali romagnole che portano i nomi delle famiglie di pescatori. All'ingresso della scuola "Griffa" campeggia una poesia in dialetto di Tonino Guerra. E' così più o meno dappertutto nella nostra provincia, e non solo. Eppure, è notizia di ieri, il ministero dell'Istruzione "rivendica con forza la necessità di conoscere i dialetti e le tradizioni locali per favorire la conoscenza dei luoghi in cui si vive, delle proprie radici". Ciò nell'annunciare la prossima svolta epocale: nel biennio delle superiori si studierà l'italiano "anche in rapporto con i dialetti". Ancora tutto resta da definire, si tratta solo di una dichiarazione d'intenti inserita nelle linee guida per i nuovi istituti tecnici che partiranno l'anno prossimo. Insomma, l'indicazione ministeriale è quanto resta della "crociata del dialetto", per la quale prese le armi Umberto Bossi nel bel mezzo del ferragosto 2009, seguito di corsa dal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. Il quale, semplificando da par suo, aveva compilato un decreto legislativo che rendeva il dialetto obbligatorio in tutte le scuole, dalle primarie alle superiori. 

mer 19 mag 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ed ecco che tocca vergognarmi. Da interista e da italiano. Non per lo spettacolo indecoroso offerto dalla Lazio, problemi loro. Non per lo striscione di Materazzi, degno di lui e indegno dello sport che lo ha reso una star milionaria. Niente di tutto questo, ci abbiamo fatto il callo. Riesce invece ancora difficile fare l'abitudine a certa politica italiana, per quanto sia tutt'altro che avara di motivi per rivoltarci lo stomaco. Dunque domenica sera succede che il ministro della Difesa Ignazio La Russa esprima il suo disappunto per l'atteggiamento secondo lui troppo combattivo del Siena contro la sua Inter nella partita che assegnava lo scudetto. E subito si becca i primi fischi: una volta tanto che una squadra onora il campo anche se retrocessa... Il giorno dopo arriva la tragica notizia dell'attacco ai nostri soldati in Afghanistan. Il ministro assolve l'obbligo istituzionale di esprimere il cordoglio ufficiale. Finito il compitino alla scappa-e-fuggi, nel pomeriggio arriva una precisazione, ben più approfondita ed evidentemente ponderata con attenzione.

mer 19 mag 2010 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

«Pirullo: termine dialettale romanesco (leggi er Pirùllo) intraducibile direttamente in italiano, la cui etimologia è simile a quella di "birillo". Deriva infatti da pirulum, diminutivo della parola pirum (pera, il frutto). Si usa però comunemente per indicare i proiettili fatti con fogli di carta avvolti a mo' di cono per rudimentali cerbottane, o per indicare persone di poco conto e di scarsa responsabilità o senza obbiettivi e riferimenti sociali concreti. Tra i quaranta termini romaneschi tipici della Garbatella. Termine analogo è la parola pirulo o piruletto, di stessa etimologia, che vale però per le pedine dei giochi da tavolo, o per minuscoli oggetti di cui non se ne capisce la funzione, della grandezza massima di un'unghia».

gio 03 giu 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ragazzi sammarinesi sprangati da ultras del Rimini perché sorpresi al pub con sciarpe del Cesena. Necrofori che piantano in asso al cimitero due famiglie rifiutandosi di eseguire la sepoltura perché l'orario di lavoro sta per scadere. Diciottenne pestato in Viale Ceccarini per non aver pagato la pizza. Ma cosa sta succedendo da queste parti? Non ci siamo sempre cullati nella nostra "diversità"? Noi romagnoli brava gente, burberi ma benevoli, incapaci di azioni che commettono solo agli altri? E' cambiato qualcosa, oppure è sempre stato così ma ce la raccontavamo in modo edulcorato? A leggere le cronache dei secoli andati, violenze e brutalità qui sono sempre state di casa. Però come contraltare al pugnale efferato di Gianciotto, c'era il bacio di Paolo e Francesca, il più celebre della letteratura. Il Passatore era un criminale, però anche "cortese". Mentre nel passato più recente, pareva che il senso di umanità fosse di gran lunga prevalente sui comportamenti più selvaggi. O almeno, sembrava che di fronte ad episodi che purtroppo si sono sempre verificati, scattassero reazioni differenti. Oggi invece pare prevalere l'assuefazione. L'indignazione è sempre più blanda e rituale. La sorpresa, pressoché nulla. 

mer 16 giu 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

NEONATO RAPITO, CACCIA A 2 DONNE ROM SU FIAT VERDE (AGI) - Napoli, 7 giugno - Si cerca una Fiat Punto di colore verde con due donne rom a bordo, che si sarebbe allontanata in direzione Napoli dall’ospedale ‘Umberto Primo’ di Nocera Inferiore, da dove un neonato è stato prelevato da una finta infermiera. Le forze dell’ordine stanno procedendo inoltre alla perquisizione di tutte le auto che escono dall’ospedale e hanno diramato una nota alla Polizia municipale di Napoli, con la segnalazione dell’auto sospetta. (Il Giornale)

Così il lancio d’agenzia. E così di lì a poco, nelle versioni on line di due fra i maggiori giornali italiani: NOCERA, BIMBO RAPITO NEL REPARTO MATERNITÀ CACCIA A 2 DONNE ROM Napoli - Un neonato sparito dall’ospedale. E’ successo nell’ospedale di Nocera Inferiore (Salerno). L’episodio è accaduto intorno alle 14, ma l’allarme è scattato solo un paio d’ore dopo. Una donna vestita di bianco e scambiata per un’infermiera ha avvicinato la mamma del piccolo sostenendo di portarlo al nido. Ora si cerca una Fiat Punto di colore verde con due donne rom a bordo, che si sarebbe allontanata in direzione Napoli dall’ospedale “Umberto Primo”. Le forze dell’ordine stanno procedendo inoltre alla perquisizione di tutte le auto che escono dall’ospedale e hanno diramato una nota alla Polizia municipale di Napoli, con la segnalazione dell’auto sospetta.

 

mer 30 giu 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Sono oltre 460mila i cittadini stranieri residenti in Emilia Romagna, il 10,53% della popolazione totale. 
Quest'anno i dati tengono conto anche dell'ingresso dei sette comuni dell'Alta Valmarecchia nella provincia di Rimini. Ed ecco che balziamo al terzo posto tra le province dove si è registrato l'incremento maggiore tra il 2008 ed il 2009. Da noi gli stranieri sono aumentati del 10,8 per cento.
L'incremento risulta tuttavia in flessione rispetto ai valori registrati negli anni precedenti (+15,2% nel 2009 e 15% nel 2008).
Le comunità più rappresentate a livello regionale sono la marocchina (67.502 residenti, +7,4%), la rumena (60.673, +11,4%), l'albanese (58.735, +7,2%) e l'ucraina (23.710, +17,1%). L'età media è di 31 anni e le donne sono più rappresentate. 
"Siamo di fronte a persone regolari - ha commentato l'assessore alle Politiche sociali e immigrazione della Regione Teresa Marzocchi - che lavorano, con figli che vanno a scuola. 

mer 14 lug 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Con l'esplodere della grande crisi i riminesi, o almeno gli italiani, sono tornati a cercare quei lavori stagionali che ormai stavano diventando esclusivo appannaggio degli stranieri. Così almeno dicono gli addetti ai servizi sociali dei comuni rivieraschi, che vedono sempre più famiglie in difficoltà. E così confermano i sindacati. Ma il lavoro stagionale nel turismo - durissimo, non di rado irregolare - non presenta solo aspetti economici. Soprattutto per i più giovani che ancora vanno a scuola, costituisce da sempre una grandissima opportunità, una delle principali fra quelle che ci differenziano e ci pongono in posizione di vantaggio rispetto ad altre città delle nostre medesime dimensioni, se non più grandi. Non c'è solo, infatti, il lavoro in sé, che altrove non esiste (vedi gran parte del meridione, ma non solo). E non c'è solo la sommetta per cavarsi lo sfizio: per quanto il guadagno sia impiegato in spese apparentemente futili, anche questo è un primo passo per rendersi autonomi dai genitori, per acquisire il concetto stesso di autonomia. Un passo non di poco conto, visto che in Italia mediamente tale indipendenza arriva ormai dopo i trent'anni. Ma soprattutto, si tratta di lavorare nel turismo e nei servizi al turismo. In un settore, cioè, dove in quasi tutte le attività è di fondamentale importanza il rapporto umano.

mer 28 lug 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Dunque: il calcio è il gioco più bello del mondo. E un gioco serve a divertirsi, no? Quindi quello che sta avvenendo a Rimini è il più grande divertimento del mondo. Non fa una piega. Di sillogismo in sillogismo, non si capisce perchè, allora, si vedano in giro tanti tifosi con le facce lunghe, se non in lacrime. 
Ma no! Su con la vita! Noi come al solito siamo fortunati! Privilegiati, addirittura! Dove si è mai vista sparire una società di calcio senza che sia fallita, senza che avesse un centesimo di debiti? E quest'anno ne son fallite venti, mica noccioline.. Gli unici a realizzare questo capolavoro che resterà negli annali siamo noi, perché la Cocif ha voluto lasciare alla grande, col botto, mica un congedo qualsiasi. 
Pensavamo di averle viste tutte? Macchè, era solo l'inizio. Perché prima, quando la suddetta Cocif cercava soci per la sua dispendiosissima permanenza fra i professionisti, gli imprenditori riminesi scappavano a gambe levate. Ma adesso che si tratta di un campionato fra i dilettanti, be' , se ne può discutere. Anzi se ne può addirittura litigare. Ed ecco non risorgere una squadra, ma ben due! Come prometteva la pubblicità di quel famoso detersivo! E quella del gelato: tu gusti is meglio che uan!

mer 06 ott 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani". Lo slogan del capo del governo - uscire dalla crisi senza aumentare le tasse - si rivela ogni giorno di più per quello che è: uno slogan, appunto. Che vale quanto quello, a dire il vero passato un po' nel dimenticatoio, del "meno tasse per tutti". La pressione fiscale secondo l'Istat, è passata dal 42,9% del 2008 al 43,2% del 2009. Guadagniamo così il quinto posto in Europa nella poco invidiabile classifica, raggiungendo la Francia. 
In tempi di crisi e recessione globali, sarebbe stato ben difficile che accadesse il contrario. Però è altrettanto difficile dimenticare anche che la crisi da questo governo è stata prima negata - "fattori psicologici, l'economia reale non ne risentirà" - poi minimizzata - "ne usciremo meglio degli altri" - infine data per morta un tantino prima del tempo - "la ripresa è già iniziata". Ciò nonostante, le promesse continuavano a lenire i mali della fragile psiche degli italiani. Alle imprese: "aboliremo l'Irap", "si pagherà l'Iva solo dopo l'incasso delle fatture". Ai cittadini: "nessuno sarà lasciato solo". "la disoccupazione è sotto la media europea". 

ven 06 ago 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"In qualche modo la sfanghiamo anche stavolta": é questo che più o meno si sente dire in giro per la riviera. La crisi c'è ed è pesantissima. Pesano le carenze vecchie e nuove della nostra offerta turistica. Ma poi ci si guarda intorno e ci si frega le mani. Nelle località di montagna e collina, si vedono solo anziani, quelli che hanno ancora una pensione garantita. I più giovani, chi è in cassa integrazione, chi non viene pagato da mesi, chi il lavoro l'ha perso del tutto, chi semplicemente non ce la fa più a permettersi le vacanze. Le altre destinazioni di mare, un pianto greco. E invece noi, basta un po' di sole e la gente in qualche modo arriva. Magari con i soldi contati, magari si ferma il minimo indispensabile, però arriva. Addirittura si rivedono gli stranieri. Sempre di più dai paesi dell'Est, ma va bene, eccome se va bene. Alla fine di questa estate 2010, non faremo di sicuro i salti di gioia. Ma non ci ritroveremo neppure a terra, nemmeno questa volta. E dovremo ricominciare in attesa di tempi migliori, ben sapendo che certe vendemmie tipo anni ‘70 e ‘80 non le vedremo mai più.

mer 25 ago 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Caro Pupi,
L'Assemblea dei Soci della Fondazione Fellini, che ho avuto l'onore di presiedere l'11 agosto scorso, mi ha affidato il gradito incarico di scriverti i più sentiti ringraziamenti per l'opera da te prestata generosamente alla Fondazione durante i molti anni che ne sei stato il Presidente. (...)
A ciò aggiungo la mia personale stima, la gratitudine per avermi indicato quale tuo successore e il compiacimento per aver suggerito l'amico Ermanno Olmi quale Presidente onorario.
Abbiti un abbraccio affettuoso 

Giuliano Montaldo

C'era perfino questo in cartella alla conferenza stampa delle beffe, quella dove Montaldo doveva essere presentato come nuovo presidente della Fondazione Fellini. Perfino la lettera al predecessore era già stata distribuita ai giornalisti. E poi.. va a finire come abbiamo visto: Montaldo rifiuta l'incarico già accettato, il caos regna sovrano.
Questa estate del 2010 ci consegna così due tracolli che sembrano fatti apposta per simboleggiare il tramonto di un'intera classe dirigente riminese, che comprende la politica come gli imprenditori come le banche. Sul versante "popolare", la vicenda della scomparsa della Rimini Calcio. Sul fronte culturale, la debacle della Fondazione Fellini. Oltre agli aspetti che coniugano il tragico al ridicolo, le due vicende hanno in comune una desolante dimostrazione di incapacità a gestire patrimoni comuni, che sono culturali e sociali, oltre che economici.

 

mer 25 ago 2010 - Notizia di Zeinta de Borg - scritto da Cicchetti Stefano

Allora per noi era così. Non c'era scelta, cosa dovevamo fare? Eppure ci riesce difficile capire quanti, oggi, si trovano stretti nella stessa tenaglia. O partire o fare la fame. O finire in guerra, o in galera per delle idee politiche, o piantare tutto e sperare nella fortuna.
Allora, a metà Ottocento, i primi a dover alzare i tacchi da una patria che ancora non c'era, che anzi si agognava, furono proprio i politici. Con i romagnoli, naturalmente, in prima fila. A sciamare per mezza Europa e "nelle Americhe". Poi la patria alfine si fece, ma i guai non finirono. E a dover partire furono migliaia, milioni. Trenta milioni, durante la storia dell'Italia unita.
Storie del XIX secolo? Macchè. 
Ancora nei primi anni ‘70 del Novecento, gli italiani continuano a varcare le frontiere a legioni e non certo per turismo. Anche qui nel riminese, nel bel mezzo del boom economico, per una ragazza di campagna o dei paesi delle valli "andare a servizio" era la normalità. E se il servizio era presso una famiglia di signori di Bologna, Parma, Milano, Roma, beata quella ragazza! Magari reclutata e provata nei villini delle villeggiature, poi praticamente acquistata dalla famiglia benestante. E pazienza per i "pericoli", le chiacchiere del paese, i legami con la famiglia d'origine ormai spezzati.

mer 25 ago 2010 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

Scrive tale Lara382 nel suo blog: “La caratteristica della gnorgna 
è il misto di malinconia,
 noia, svogliatezza.. ma con la
voglia di fare qualcosa,
 per cambiare uno stato d'animo negativo..
 peggio dei bambini capricciosi 
che spesso fanno quella lagna che dura ore. .
e le mamme li cambiano,
 gli danno il ciuccio, 
cantano le canzoncine,
 girano per casa ballando con loro in braccio,
 diventano matte per farli smettere
 quella gnola che fanno! 
Ecco lagnola è la manifestazione della Gnorgna!”

Dunque la gnorgna sarebbe la versione romagnola dello spleen, o ennui, o saudade che dir si voglia secondo i luoghi e le epoche.

mer 08 set 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"..l'elemento che ha segnato ‘la curiosa fine di Marina Centro' è la mancata isola pedonale..". Li spunto di riflessione arriva da Ugo De Donato, in una lettera al Corriere Romagna. Lo storico patron della Publiphono mette il dito nella piaga: Riccione, Bellaria, Cesenatico hanno riqualificato le loro aree più pregiate cacciando le auto. Rimini no, non ha mai avuto il coraggio di farlo fino in fondo. O meglio, lo ha fatto nel centro storico, non senza strepiti e mal di pancia, tant'è vero che ancora oggi, dopo decenni di Ztl, c'è ancora chi vagheggia di riaprire il Corso al traffico! E le macchine continuano a transitare sul ponte di Tiberio! 
Del resto, anche nella tanto invidiata Riccione, i tifosi del ritorno dei motori in Viale Ceccarini non mancano di sicuro. E non sono mai mancati: resta negli annali l'idea di Attilio Cenni -all'epoca amministratore di spicco del PCI - , che avrebbe voluto riaprire il "salotto" alle auto sì, ma solo alle Ferrari et similia.
A Marina Centro l'isola pedonale è sempre stata precaria, stagionale e a orari limitati. Le ultime ipotesi per liberare la zona mare dal traffico sono state quelle dei project. Ma al di là delle critiche alle archistar e ai loro sogni di grandezza, nessuno di quei progetti prevedeva dove deviare il flusso dei veicoli. Non era loro compito, ma cosa c'è di certo riguardo a queste indispensabili alternative?
C'è il Trc, bersaglio di ogni sorta di critica, prostrato da un iter interminabile, minato alla base dall'evanescenza dei fondi per realizzarlo, ma al quale finora non è ancora stata opposta una diversa idea che sia credibile.

mer 22 set 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

La destra xenofoba entra per la prima volta del parlamento svedese. E chissenefrega della Svezia, diranno in molti. Solo che la Svezia è solo l'ultima casella conquistata da un'avanzata che pare non conoscere soste. Dall'Austria del fu Heider alla Francia anti-Rom di Sarkozy, dall'Olanda al Belgio, dall'Ungheria alla Danimarca, fino alle primarie Usa dove il partito repubblicano sta per essere fagocitato da Sarah Palin, le idee che dilagano sono sempre le stesse: stop all'immigrazione, esaltazione di "valori" quanto mai vaghi e per lo più infondati, autentico odio per chi non li condivide. Il tutto con un linguaggio violento, parossistico, da fede rivelata, chiuso a ogni ragionamento. Lo stesso linguaggio, com'è evidente, utilizzato dai fondamentalisti di ogni credo, a cominciare da quelli islamici.
"Io non sono nessuno!- gridava un ragazzo di una discoteca, infilzato di piercing in ogni dove e stravolto da non si sa che, in un servizio de "Le Iene" - io non sono nessuno, ma gli zingari devono capire che non sono nessuno nemmeno loro!". Tutto qui. La rivalsa degli ultimi su quelli ancora più ultimi. La paura più irrazionale, quindi la più inestirpabile: "Qui girano brutte facce", è il ritornello di chi abita dove gli immigrati sono tanti, anche se in quel quartiere non succede mai niente. La pancia che spegne il cervello. 

mer 22 set 2010 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Tornare al dialetto non sarà facile. Anzi, diciamo pure che l'impresa appare delle più disperate. Ma chi comunque volesse provarci, gli strumenti a disposizione non mancano. Uno dei quali è fresco di stampa: "E' nost dialet" (Il nostro dialetto), è l'ultima fatica di Amos Piccini, edito da Tuttostampa Rimini. Il libro comprende delle "nozioni elementari di grammatica", che tanto elementari non sono, visto che approfondiscono in modo esauriente le particolarità del vernacolo riminese. Segue la parte più corposa, un dizionario italiano-dialetto che comprende quasi un migliaio di vocaboli. Infine, un glossarietto di "vocaboli dialettali caratteristici" alcuni proverbi e 23 poesie dell'autore, in dialetto con traduzione italiana. Nel libro anche le illustrazioni di Caludio Piccini, figlio di Amos.
La passione per il dialetto prese Amos Piccini una quindicina di anni fa, quando pensò di scrivere un libro sulla nostra lingua "per non farla morire anzi tempo". Da allora molte sono stati gli impegni di Piccini in questo campo. Ma la passione per la cultura, locale e non, la coltivava da tempo. Funzionario della SIP, già dal 1948 insieme ad alcuni amici aveva fondato il gruppo teatrale "sipario Aperto" e lo aveva diretto, arrivando a scrivere una quarantina fra commedie e scenette, sia in dialetto che in italiano. 

mer 20 ott 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Giulio Tremonti sa tutto dei frontalieri. Intanto perché è nato a Sondrio, area dove è normale andare a lavorare nella confinante Svizzera. Poi perché nel suo curriculum c'è anche una consulenza per la Repubblica di San Marino, quando ancora il Titano non era in cima alla sua black list. Eppure i problemi di questa persone (a fine 2009 erano 6.275 ) restano in una zona grigia dove pare nessuno si voglia avventurare. I problemi degli italiani che lavorano a San Marino restano un fatto accessorio, una nota a piè di pagina nell'infinito contenzioso fra l'Italia e la mini-repubblica. O, peggio ancora, l'argomento viene agitato solo come arma per menare qualche fendente nella rissa ormai continua fra i due Stati. 
Così, ciclicamente, i sammarinesi assediati minacciano rappresaglie contro gli italiani che lavorano da loro. E dei quali peraltro non possono fare a meno, poiché rappresentano oltre il 40 per cento del settore privato.
E così Tremonti - come si scopre dalla stampa - tiene nel cassetto per un anno l'intesa già siglata sulla doppia imposizione, salvo riesumarla chiedendo che vi sia però inserito il punto che a lui sta veramente a cuore e che con i lavoratori non c'entra nulla: "una clausola sullo scambio automatico delle informazioni fra i due paesi" (Italia Oggi, 22 settembre 2010).

gio 04 nov 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Le associazioni di imprese, le banche e sindacati si stanno incontrando da qualche tempo attorno a un "tavolo per le riforme". Confindustria e Rete Imprese Italia (che mette insieme Confcommercio, CNA, Confartigianato, Confesercenti e Casa Artigiani, per un totale di 2 milioni di imprese) hanno annunciato di aver inviato al governo i documenti messi a punto nell'ultima riunione, che si è svolta mercoledì scorso presso la sede dell'Abi, e di aver chiesto allo stesso tempo un incontro con l'esecutivo. Quattro i punti elaborati dalle parti sociali: ammortizzatori sociali, Mezzogiorno, semplificazione della pubblica amministrazione, ricerca e innovazione. Si chiede fra l'altro una proroga degli ammortizzatori in deroga, ma anche lo sviluppo dei premi di risultato e della contrattazione di secondo livello. Per il Mezzogiorno, una crescita nella legalità e l'istituzione di una cabina di regia per la rimodulazione delle risorse nazionali e comunitarie. Sul tema della semplificazione, che si avanzi nel perseguimento dell'obiettivo comunitario della riduzione del 25%, entro il 2012, degli oneri amministrativi. Quali sono i fatti notevoli di questo documento? Intanto, è la prima volta in assoluto che in Italia l'infinita costellazione delle associazioni che rappresentano le imprese, da sempre divise e frammentate riescono a mettere per iscritto obiettivi e metodi comuni. Quindi, di fronte al ritratto, riproposto ossessivamente, di un Paese irrimediabilmente lacerato, di Italie che fra loro non si parlano, spunta una realtà dove di fronte alle emergenze sui fatti concreti gli accordi sono possibili, eccome.

mer 17 nov 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Nel VI secolo dopo Cristo tutto si decideva al circo. L'impero romano si andava sfaldando, quanto ne restava obbediva a Costantinopoli. Qui il circo era il palcoscenico per ogni grande scelta, ancor più di come era stato a Roma. Non era il circo come lo intendiamo noi, il paragone più vicino è quello con la Formula 1. Queste monumentali strutture ospitavano infatti le corse delle bighe. C'erano anche delle "scuderie", le fationes, con i relativi seguiti di ultras. Le classiche quattro fazioni dei "tifosi" - alba (bianca), prasina (verde), russata (rossa), veneta (azzurra) - divennero una sorta di partiti politici, con diversa rappresentatività e diversa valenza sociale. A Costantinopoli, scomparsi i Rossi fedeli al defunto imperatore Anastasio, erano rimasti solo i Verdi e gli Azzurri. Oltre alle connotazioni politiche le fazioni assunsero perfino quelle di partigianerie religiose: i Verdi sostenevano il Monofisismo, un'eresia che negava la natura umana di Cristo. Gli Azzurri erano il "partito" dei grandi proprietari terrieri e dell'antica nobiltà, mentre fra i Verdi vi erano soprattutto i mercanti e la burocrazia statale. Oltre che le corse e quelli che oggi definiremmo "eventi collaterali" (spettacoli con animali ammaestrati, teatro popolare e balletti anche piuttosto spinti) nel circo si svolgevano l'acclamazione dell'Imperatore, le assemblee popolari, i trionfi dei condottieri, le esecuzioni delle condanne a morte, spesso trasformate in crudeli spettacoli. Ma era anche il luogo dove si verificavano tumulti e sommosse. Nel 532 le fazioni del circo diedero vita alla cosiddetta "rivolta di Nika" (dal grido "Nikā, Nikā": "Vinci! Vinci!").

mer 01 dic 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

I nomi dei luoghi, delle vie e delle piazze. E' la toponomastica. Chi decide questi nomi? Il consiglio comunale su proposta dell'apposita commissione. Ma qualsiasi cittadino può avanzare richieste. Fra i nomi che giacciono al vaglio della commissione, ci sono quelli di Berlinguer, Almirante, Spadolini, La Malfa, Craxi. E poi, i Giusti di Israele Giovanni Palatucci e Osman Carugno. Dal mondo dello sport arrivano Eugenio Pagnini, Alfredo Neri, Mario Roberti, Aroldo Montanari. Qualcuno vorrebbe si ricordassero anche le benemerite Infermiere Volontarie della Croce Rossa. Molto spesso le decisioni sulla toponomastica diventano questioni politiche e in quanto tali regolate: un tanto a me, un tanto a te, e se sono più forte decido io, magari proprio per farti dispetto. A Rimini fu clamoroso il caso di via XX Settembre, un vero e proprio "sfregio" che i nostri passati amministratori liberali e "mangiapreti" vollero perpetrare ai danni dei clericali: la data della presa di Porta Pia, cioè della fine del potere temporale dei Papi, sparata come una cannonata nel cuore di Borgo San Giovanni, da sempre il più fedele alla Santa Sede. E anche oggi sulla toponomastica si combattono dispute cavillose e interminabili. Gli esiti di questi conflitti sono spesso esilaranti. Anche perchè le commissioni a tutto pensano meno che alla funzione che i nomi delle strade dovrebbero avere, cioè facilitare la vita e non complicarla. 

mer 01 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

E’ zudro il pallone che ha perso la sua sfericità. E’ zudra la testa che non contiene molto acume. Ogni riminese lo sa benissimo. Ma come ci siamo inventati questa parola, è nebbia fitta. Intanto parrebbe proprio un termine sbocciato fra Ausa e Marecchia, poiché altrove, anche in Romagna, non se ne rinviene traccia. Tacciono i tanti dizionari dialettali, almeno con noi ricercatori della domenica. Ed è nebbia fitta anche per le sue origini.

Andando per esclusione, difficile che il nostro zudro sia lo stesso della Slovacchia morava, nella regione di Hornacko: lassù il termine sta a indicare le porte decorate a intagli, in cui gli abitanti sono particolarmente abili.

Valicando le Alpi, a San Leonardo del Friuli si trova il cognome Zudri, che però conduce dritto in un vicolo cieco: “cognome – scrivono i dotti locali - che, come fa notare Pavle Merkú, é di derivazione e di significato oscuro; probabilmente si tratta di un cognome portato nelle nostre zone da qualche antico immigrato tedesco e da identificare con i cognomi Cuder, Cuderman presenti nella Gorenjska e nella Primorska”.

mer 15 dic 2010 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Un anno da dimenticare o da ricordare? Nel 2010 a Rimini e dintorni abbiamo avuto: tre banche commissariate, compresa la maggiore; la Fondazione Fellini a un passo dal crack; il palacongressi di Rimini finito e non inaugurato; quello di Riccione sommerso di debiti; il Grand Hotel di Rimini che rischia di divenire stagionale, la Rimini Calcio scomparsa. E poi i soliti "di là da venire" che restano tali: metrò di costa, teatro Galli, stadio di Rimini, Murri e Novarese, darsena di Bellaria, solo per stare alle partite più corpose. L'unica realtà che sembra farcela è quella che fino a poco tempo fa veniva data con un piede nella fossa: Aeradria, ormai passata dalla difesa all'attacco. "Mi hanno dato da allenare l'Atalanta", confessava il presidente Massimo Masini al momento della sua nomina all'aeroporto; ora magari non si starà giocando la Coppa del Mondo come la sua amata Inter, ma di retrocessione non gliene parla più nessuno.
Dunque ce lo buttiamo alle spalle quest'anno disgraziato? Forse è meglio di no Sarà più utile tenerselo bene a mente, questo 2010 così avaro di soddisfazioni. Per imparare una buona volta dagli errori e darsi una mossa per non ripeterli. Aspettare che le cose si risolvano da sé, attendere una miracolistica "ripresa" guidata da altri - "la locomotiva tedesca", "il gigante cinese" o l'ennesimo Uomo della Provvidenza - non ci porta da nessuna parte, né come riminesi né come italiani.

gio 13 gen 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

A Rimini sarà una primavera di elezioni e ne sentiremo ovviamente delle belle. Sentiremo le promesse più roboanti, saranno impegnati i più alti valori. Va bene, è normale. Ma è troppo chiedere di non essere presi in giro? Almeno su qualche tema. Per esempio, l'elezione del sindaco sarà l'ennesimo referendum sul metrò di costa. Ennesimo, perché questo progetto era nei programmi elettorali di Chicchi e Ravaioli, che ricevuto l'assenso delle urne per tre volte. Ormai il Trc ha i finanziamenti statali. Giunti a questo punto, cosa vogliamo fare? I comuni vogliono davvero andare avanti e quindi mettere i loro "soldi veri"? Presi da dove, con i bilanci che corrono? E chi si oppone al Trc, può spiegare una volta per tutte se e come i soldi dello stato potranno essere recuperati e per fare cosa, e in che tempi? Le corsie preferenziali per i filobus? Il potenziamento della linea ferroviaria? Il suo interramento? Il suo spostamento? La mini-mono-rotaia? Perché, almeno su questo saremo tutti d'accordo, una soluzione per la mobilità andrà pur trovata. E non entro i prossimi 15 anni. Capodanno. Dunque "il carrozzone" Rai a qualcosa serve. Vedi cosa sta succedendo a Cervia, dove si piange un fine anno deserto imputato proprio alla mancanza di grandi eventi. Vedi invece i 400 hotel aperti nel riminese e l'incredibile, e pacifica, folla della notte di San Silvestro. Incredibile per noi riminesi, ormai abituati a dirci: "Io qui in vacanza non ci verrei mai". 

gio 13 gen 2011 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Cicchetti Stefano

"Una parola nata fra Ausa e Marecchia". Questa la frase che ha colpito un nostro lettore, Serafino Donati. La parola in questione era "zudro", o meglio zudre, nel nostro dialetto, di cui avevamo provato a occuparci sul numero 651 di Chiamami Città. L'articolo, preso atto che l'origine del termine risultava sconosciuto, terminava con appello a chi ne sapesse qualcosa. E Serafino Donati una sua idea se l'è fatta. Se non altro perchè è nato è cresciuto proprio fra Ausa e Marecchia. Il che non significa genericamente a Rimini, ma proprio nella zona dove Ausa e Marecchia hanno finito per confluire, dopo la costruzione del deviatore che conduce il torrente al fiume e che attraversa i Paduli.

"La nostra casa - ricorda il signor Donati, che è gentilmente venuto in redazione a raccontare la sua storia - era presso il bar Filon. Che esisteva anche allora, nel dopoguerra, ma era la classica osteria, con tanto di rivendita di alimentari. E fra gli ortaggi sui banchi, facevano bella mostra i magnifici ‘meloni turchi' per cui quella zona andava famosa. Sì, perché tutta l'area, ricchissima di acqua, era coltivata ad orto. Erano proprio buoni quei meloni, tanto che da piccolo mi sono costati anche qualche bastonata, quando mi sono azzardato a sgraffignarne qualcuno a un vicino.. ma questa è un'altra storia..".

mer 26 gen 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

F. è una donna di 41 anni che abita in una minuscola frazione. Lavora in una piccola cooperativa di pulizie di cui è socia. Tanta fatica, dalle 5 del mattino in poi, per un piccolo reddito. Ma per F. va bene così. Trova anche il tempo di fabbricarsi monili che tutte le amiche giudicano bellissimi. F. li regala, si rifiuta di venderli perché "sono cose mie". Eppure qualche euro in più le farebbe comodo. Soprattutto da un anno e mezzo a questa parte. Da quando è venuta a sapere il perché si senta sempre più stanca. Lei che non stava mai ferma, ora si deve fermare a riposare alla fine di ogni corsia del supermercato. E poi sempre peggio, così stanca da essere costretta per sei mesi a non uscire di casa. Il perché gliel'ha spiegato il neurologo: sclerosi multipla. Una malattia neppure rara, soprattutto fra le donne sotto i cinquant'anni. 
Certo, a F. è stata riconosciuta un'invalidità: 50 per cento, poche centinaia di euro. Per arrivare al 90 per cento dovrebbe stare sulla sedia a rotelle, eventualità del resto per nulla remota. I medici le dicono che intanto dovrebbe almeno smettere di alzarsi alle 5 per andare a dare lo straccio e togliere le ragnatele. Ma non può. La cooperativa ha bisogno di lei e ancora non è riuscita a trovarle una sistemazione meno gravosa. Certo, si sta facendo tutto il possibile, ma per il momento...

mer 09 feb 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"L'Europa aveva fissato come obiettivo per tutti i Paesi membri, un tasso di occupazione femminile al 60% entro il 2010", ricorda Primo Silvestri nel suo blog. Difficile che Rimini ce la faccia: nel 2009 ci eravamo fermati al 57,5%, ultimi in regione; la media dell'EmiliaRomagna è del 61,5. "E il tasso di disoccupazione femminile - aggiunge Silvestri- da noi è al 10%, il doppio della media regionale". A consolazione, siamo la seconda regione italiana dove le donne lavorano di più, dietro al solo Trentino Alto Adige. Ma secondo gli ultimi dati Istat la media di tutta la Penisola precipita al 46,4%: in Europa fa peggio di noi solo Malta.
Ma anche le donne che un lavoro ce l'hanno, quanto godono delle conclamate "pari opportunità"?
Una storia esemplare è quella di Sonia M., che ci scrive: "Da Rimini sono andata a studiare ingegneria al Politecnico di Milano. Dopo la laurea non ho avuto difficoltà a trovare lavoro in quella città. Da qualche anno sono alle dipendenze di una multinazionale. Si lavora duramente, ma fra grandi progetti, orizzonti internazionali e anche un profilo etico molto alto. Si pratica una formazione accurata anche sotto questo aspetto, con tanto di videoconferenze con gli Usa. Tutto bene dunque. Finché il capo del personale mi convoca per un discorsetto. In pratica, sono tutti soddisfatti di me al punto di prospettarmi un'allettante carriera dirigenziale. Però, considerati gli obiettivi del gruppo e la fiducia che ripone in me, ci si attende il mio impegno assoluto almeno fino al 2012...

mer 23 feb 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Qualcuno entrando in un bar ha mai consultato la "riproduzione degli articoli 96, 97, 101 TULPS e 173, 176 e 186 del Reg. di Esecuzione del TULPS"? La quale, attenzione, è distinta dal "Cartello con l'Estratto degli articoli del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS)". 
Eppure sono solo due dei trenta documenti che vanno esposti nei pubblici esercizi, pena relative sanzioni. La documentazione necessaria al gestore non finisce naturalmente qui, resta un'altra paccata di carta che va sì posseduta, ma non occorre esporla. 
Tutta - o quasi - questa pletora di burocrazia nasce da un motivo fondato. Eppure la farragine che ne risulta meriterebbe la penna di un Kafka. Per esempio, alla materia dei giochi sono dedicati ben tre distinti atti da incorniciare: la Tabella dei giochi proibiti, rilasciata dal Comune; l'eventuale "denuncia per giochi leciti: gioco delle carte, biliardo, calcetto, ping-pong, ecc." (ma se sono leciti, perché occorre denunciarli?); mentre nella sala biliardo "deve essere esposto in modo visibile il costo della singola partita ovvero quello orario". 
E ancora: l'autorizzazione comunale "all'esposizione delle eventuali insegne e tende" reclama un suo papiro ben in vista, distinto però da quello recante "l'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico per tavolini, sedie, ombrelloni ecc"; eppure l'ente che rilascia queste autorizzazioni è sempre lo stesso, il Comune. Invece, la licenza per avere internet bisogna richiederla al Questore. 

mer 09 mar 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Così va un po' meglio. La Sala degli Archi non è bastata per contenere la folla che domenica è accorsa per sentire i giudici Daniele Paci e Piergiorgio Morosini su "Romagna mafiosa?". Marco Lombardi, coordinatore provinciale del Pdl, chiede che i prossimi programmi elettorali mettano "al primo punto la lotta con ogni mezzo disponibile a questo pericolosissimo fenomeno, come precondizione a ogni altro programma amministrativo". 
L'assessore provinciale al turismo Fabio Galli vuole che gli hotel che si collegano alla questura per trasmettere i dati in tempo reale godano di precedenze nell'accesso ai finanziamenti regionali. Tutte le forze politiche e sociali si stanno mobilitando.
Sì, va un po' meglio, rispetto alla prime reazioni all'Operazione Vulcano di Ros e Dda di Bologna. Operazione che ha portato all'arresto di 10 persone facenti parte di tre diversi clan camorristici, in combutta per praticare estorsioni e prestiti a tassi usurari nei confronti di imprenditori del Riminese e di San Marino, con un interesse particolare per il Titano. Intanto la Guardia di Finanza di Pesaro sequestrava 22 milioni in beni di provenienza "riconducibile a interessi mafiosi".

mer 09 mar 2011 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Cicchetti Stefano

Sono tante le iniziative - di cui diamo conto nelle pagine della cultura - che Rimini dedica al 150° anniversario dell'Unità d'Italia e che dureranno almeno fino alla fine dell'anno. 
Fra esse, il 12 marzo il Rotary Club Rimini Riviera organizza la tavola rotonda "Rimini 1861. La città in quei giorni" con la presentazione di un facsimile di giornale dell'epoca (Sala degli Archi ore 17.30).
Il 25 marzo si svolgeranno poi le celebrazioni della Battaglia delle Celle del 1831: alle ore 16 la deposizione corone di alloro ai monumenti commemorativi della Battaglia che si trovano in via XXIII settembre, nei pressi del supermercato Coop. Alle ore 16.45 (Sala del quartiere 5, via XXIII settembre, palazzo I portici), a parlare della battaglia e del Risorgimento sarà il prof. Angelo Turchini, Direttore dell'Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea della provincia di Rimini. Alle 17.15 la presentazione del volume Storia dei fatti che provocarono l'Unità d'Italia, Editore Bruno Ghigi, a cura di Giancarlo e Marco Renzi. Dal 26 marzo al 31 dicembre sarà aperta la mostra "Una notte di Rimini nel 1831", con autografi, edizioni e cimeli, con Annullo Filatelico (Libreria Risorgimento di Luisè Editore, ore 14-19). Il 27 marzo, "Una melodia per l'Italia Unita nel suo 150° Anniversario", concerto per la cittadinanza al teatro Novelli (ore 17).
Ma perché la battaglia delle Celle merita tanto di essere ricordata? Perché mai prima di quel 25 marzo del 1831 le truppe dell'impero asburgico, il più grande e il più antico d'Europa, erano dovuti arretrare di fronte a soldati che si definivano "italiani". E i patrioti erano 1500, contro 5mila austriaci. 

mer 23 mar 2011 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Il povero Tamanti ne ha dovute vedere di tutti i colori prima di dover abbandonare l'incarico di sindaco. Normale dialettica politica, oppure c'è di peggio? Qualcosa che meriterebbe un'inchiesta di Voyager? Sta di fatto che proprio a Cattolica - e per giunta nello jellatissimo bus terminal - l'attore e regista egiziano Fathy El Gharbawy ha filmato quest'inverno "Viaggio a metà". Un kolossal, con star del calibro di Omar Sharif; fra i pochi attori italiani, il giovane Giuseppe Pisacane, proprio in questi giorni a Cattolica per girare il trailer. Un film prodotto niente meno che da Saadi Gheddafi, il figlio del Raiss libico nonché excalciatore del Perugia. A suo tempo, l'allora sindaco aveva salutato con entusiasmo la scelta della location, di certo poco usuale per un thriller-esoterico ambientato anche nel Sinai: "Un grande evento che potrà portare alla città di Cattolica una conoscenza a livello mondiale e rilanciare il settore turistico". Forse almeno questa profezia si avvererà, visto l'attuale appeal mediatico della Libia. Per il momento si può solo constatare, non senza inquietudine, quanti guai piovano addosso a chi frequenti la famiglia Gheddafi. Con o senza baciamano.

mer 06 apr 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Cicchetti Stefano

Sappiamo che palazzi comunali come li vediamo oggi si devono a Gaspare Rastelli, che fu incaricato delle opere di restauro e consolidamento dopo il terremoto del 1916. I lavori furono eseguiti fra il 1919 e il 1925. Seguendo la voga dell'epoca, si trattò di un restauro "creativo": accanto al recupero di originari elementi duecenteschi, i palazzi furono in gran parte ricostruiti di sana pianta, con tanto di merlatura ghibellina, ispirandosi soprattutto alle architetture medievali di Bologna e Piacenza.
La storia che nei testi ufficiali non si trova è quella delle persone che con le loro mani diedero corpo alle idee di Rastelli. Una di queste storie ce l'ha voluta raccontare Elena Wyssfrida, nata in Svizzera ma riminese da molti anni per aver sposato Febo Fanciaresi, divenendo così nuora di Salvatore, capomastro di Borgo Sant'Andrea: "Fu lui a rifare il Comune", spiega la signora mostrandoci le foto del "prima" e del "dopo". 
Ma non solo. Fanciaresi di quel lavoro ha lasciato una sua personalissima cronaca, scritta in dialetto e in rima: la riproduciamo nella pagina con una nostra approssimativa traduzione che non rende le suggestioni della parlata riminese.

mer 20 apr 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Tunisia e Lampedusa si incontrano a Rimini. Più precisamente sul porto, dove la marineria è composta ormai in prevalenza da pescatori che vengono proprio da là. 

Dall'isola siciliana si è staccata una comunità che ormai ammonta a circa 400 persone. Ogni 22 settembre portano in processione la loro patrona, la Madonna del Mare di Porto Salvo.
Michele Graziano è arrivato da Lampedusa nel 1960. E su quanto sta accadendo nel canale di Sicilia dice: "Finora ci è andata bene. E questo potrebbe essere solo l'inizio. L'Africa esplode, i regimi crollano, la gente vuole la libertà e il benessere che abbiamo noi. E come si fa a fermarli?".
Lassad Bayoudh è a Rimini da 25 anni. Spiega: "Finalmente è caduta la dittatura. Il regime ha rubato a man bassa, ora stanno uscendo tutte le prove. Ha distrutto il Paese, ma sta nascendo una democrazia. Quest'estate ci saranno elezioni libere, riapriranno le fabbriche, potrà tornare il turismo. Ma intanto la gente ha paura, non sa cosa fare. Chi scappa dalla Tunisia ha visto la televisione, ha visto i turisti italiani che spendono e spandono. Non sanno che in Italia non c'è più lavoro nemmeno per noi". I "noi" sono i circa 200 pescatori che con le loro famiglie vivono a Rimini. E che nel lavoro spesso dipendono proprio dai Lampedusani. Con quali rapporti? "Rapporti ottimi - risponde Graziano - sono brava gente che lavora, tutti in regola, mai nessun problema. Qualcuno di loro mi chiama papà, ed è vero, per me sono dei figli". 

 

mer 04 mag 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il ministro Gemini continua a ripetere che la sua "riforma" scolastica non prevede tagli. Seguendo la vecchia regola secondo la quale una bugia ripetuta due volte è già una mezza verità, probabilmente ci sarà anche chi ancora le vuole credere. Basta però avere un figlio alunno per toccare con mano come stanno davvero le cose. Stando solo a Rimini, che non è certo la realtà più disastrata d'Italia, lo scorso anno alle elementari sono venuti meno 170 insegnanti, oltre a un buon numero di bidelli e assistenti vari. Quest'anno nella provincia i maestri in meno saranno altri 76. Si parla di lotta agli sprechi, si è detto che il tempo pieno non sarà toccato, ma nel concreto è il contrario: infatti, se è vero che per ora - il prossimo anno non si sa - le classi a tempo pieno resteranno 134, nel frattempo gli alunni cresceranno dell'1 per cento, toccando quota 46mila. Quindi, se a maggior richiesta corrisponde la medesima offerta, il conto è presto fatto. E il conto parla di 15 classi che il tempo pieno lo hanno chiesto, ma non l'otterranno.
Ciò significa che meno madri potranno lavorare. Oppure che quelle che lavorano, e che se lo possono permettere, dovranno pagare il tempo pieno presso scuole private. In entrambi i casi, un impoverimento economico per le famiglie. Ma non solo: una perdita anche per la formazione dei bambini, che nelle classi a tempo pieno possono svolgere più attività e meglio coordinate. Ma sarebbe più corretto dire "potevano". I salti mortali cui sono costretti i dirigenti scolastici per tappare falle che si aprono da tutte le parti prevedono situazioni paradossali

gio 19 mag 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Come da copione, saranno Andrea Gnassi e Gioenzo Renzi a giocarsi la partita per il sindaco di Rimini. Meno scontato il panorama uscito dal primo turno, sconvolto dall'effetto Grillo. Eppure il travolgente successo del Movimento 5 stelle si era già verificato un anno fa. Ma pochi credevano che il fenomeno si sarebbe ripetuto con palazzo Garampi in ballo. E invece non solo Grillo ha fatto il bis, ma ha anche rincarato la dose. A farne le spese sono stati per primi i partitini di quella che fu la sinistra "radicale", di fatto cancellata: Rifondazione e Comunisti Italiani pur insieme non arrivano al 2 per cento, i Verdi superano a stento l'1, Sinistra Critica praticamente non esiste. Ma anche il SEL, che doveva essere la novità e la spina nel fianco del Pd, non fa poi tanta strada. Il 5 per cento raccolto da Fabio Pazzaglia peserà eccome, ma resta ben lontano da pronostici che accreditavano perfino il doppio di quei consensi. Male Italia dei Valori sotto il 3 per cento, malissimo il Psi di Stefano Casadei precipitato allo zero virgola. Una buona mano a Gnassi l'ha data solo la lista civica Rimini per Rimini, con un sorprendente 2,5 per cento che vale la conferma in consiglio per l'inossidabile Bertino Astolfi. Gnassi può dire di aver recuperato una situazione a dir poco critica, ma il traguardo è ancora lontano. Dall'altra parte le delusioni sono state forse ancor più cocenti. 

mer 01 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Uno dei tormentoni in voga a Rimini recita che "il centro destra non vuole vincere". Mai come in queste elezioni la realtà è andata oltre la diceria. L'opposizione ce l'ha davvero messa tutta per restare tale. Dall'affannosa ricerca dei candidato "non politico" - 11-nomi-11, tutti finiti in nulla - al lancio ufficiale di Marco Lombardi, con tanto di manifesti affissi nelle vie. Poi arriva la Lega e impone Gioenzo Renzi. Lega che, nella persona dell'onorevole Pini, non perde occasione per azzuffarsi con gli "alleati" del Pdl.
Renzi aspettava - e meritava - questa occasione da una vita. Il suo schieramento gliel'ha servita nel peggiore dei modi possibile. Non hanno certo aiutato neppure le sortite governative sulle materie che stanno più a cuore da queste parti. Dal ministero del turismo da piazzare a Rimini, alle concessioni di spiaggia per 90 anni: più che promesse concrete sono state percepite come trovate estemporanee, specchietti da far luccicare in faccia a chi viene considerato con l'anello al naso. Non bastasse, il turno elettorale di Rimini è incappato nello tsunami che ha sferzato il centrodestra in tutto il Paese.
Da noi la riprova più evidente di una tendenza che superava le questioni locali si è avuta a Cattolica. Qui anche il centrosinistra si era messo di buona lena, e da tempo, per suicidarsi. E invece non ci è riuscito, portando Cecchini a una vittoria davvero imprevista, se non altro nelle dimension

mer 15 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

I più avvertiti fra gli esponenti del centro-destra lo stanno già rinascendo: il partito televisivo non funziona più. E proprio in tv si sono visti i segnali del declino, plasticamente rappresentato dalla mortificante catastrofe di Vittorio Sgarbi. Funziona ancora, invece, il partito di piazza, come si è visto con la manifestazione delle donne il 13 febbraio. E soprattutto funziona il partito delle piazze virtuali, con i network che affossano i telegiornali. La tornata amministrativa, sommata allo tsunami dei referendum, segnano la fine per una seconda repubblica mai nata. 

Troppo presto per dirlo? Molte ragioni inducono a ritenere di no. Innanzi tutto, il tramonto del leader con il quale la destra italiana si è identificata negli ultimi 17 anni. Tramonto che è innanzi tutto dell'uomo, e non solo per motivi anagrafici. E' impressionante notare che, secondo i sondaggi, ben un quarto degli elettori del Pdl che si è recato alle urne referendarie nonostante l'indicazione contraria di Berlusconi, lo ha fatto proprio con la motivazione di votare contro di lui. Una quota perfino superiore a quelle di chi fra gli elettori della Lega ha ragionato allo stesso modo. Ed è altrettanto esemplare la chiacchierata telefonica fra Flavio Briatore e Daniela Santanchè, finita sui giornali dopo essere stata intercettata dalla procura di Genova. I due, nonostante le pubbliche difese ad oltranza del loro capo, in privato la pensano esattamente come la gente "normale". 

 

mer 29 giu 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

"Benedetto XVI è giunto nella più antica repubblica del mondo, fondata 500 anni fa da un profugo croato". Così l'inviato del TG3 ha raccontato alla nazione la visita del Papa a San Marino. Il giornalista in un colpo solo ha mancato di 1200 anni la fondazione - seppur mitica - della Repubblica - e ha attribuito allo scalpellino dalmata la cittadinanza di uno stato che ha iniziato ad esistere 600 anni dopo quello del Titano. Anche volendo riconoscere che gli Slavi si affacciarono sull'Adriatico fin dal VI secolo, per fare di Marino da Arbe un "croato" resterebbe l'invalicabile muro di 200 anni. Senza considerare che il Regno di Croazia si impadronì di Arbe-Rab, e saltuariamente, solo nel XII secolo. 

A dire il vero, qualcuno si è già esercitato in spericolati scavalcamenti storici. Ma finora erano stati solo i depliant turistici dei nostri dirimpettai, che tutti impettiti inseriscono fra i croati celebri anche "Marin".
Il Papa a San Marino ha lanciato un forte messaggio sull'accoglienza agli immigrati. Per il cronista la tentazione del richiamo storico "brillante" dev'essere stato troppo forte. Più forte anche del più banale controllo dei dati. 
Questo episodio minimo denota un atteggiamento che non appartiene solo ai media. E' la sovrana indifferenza che il "centro" nutre verso la "periferia". Lo stato italiano è nato sul filo di una forzatura: creare una struttura fortemente centralizzata, sul modello francese, partendo da una nazione che più composita non si può. Genti di ogni origine, le "cento città" ciascuna con storia e cultura propria, gli staterelli pre-unitari

 

mer 13 lug 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Le fogne: come è finita Rimini in questa situazione? Semplice: c'è sempre stata. Le cose stanno così da almeno trent'anni, come hanno spiegato gli ex-sindaci sulle pagine del Corriere Romagna. Solo che fino a qualche tempo fa vigeva la congiura del silenzio: quando pioveva si aprivano le paratie degli scarichi a mare, ma tutti tacevano. Perfino fra i giornali locali c'era il patto non scritto di non toccare l'argomento. Poi la gente ha iniziato a non tacere più. Innanzi tutto il Pm Roberto Sapio, che denunciò la situazione già nel 1990. Poi l'attività del comitato "Basta merda in mare", che fece in tempo a divenire associazione senza poter chiudere la sua "ragione sociale". E solo in extremis la giunta Ravaioli ha riconosciuto il problema per quello che è, varando un piano ventennale che costerebbe 932 milioni di euro. Ora fioccano i "ma se avessimo pensato alle fogne invece di fare...": seguono gli "invece" più vari, dalla fiera al palacongressi, dalla nuova darsena al Caar, dal metrò di costa al Capodanno Rai e la Notte Rosa. Purtroppo, piaccia o no, ha ragione Massimo Conti: "Mettere i soldi sottoterra non rende"; in termini di voti, naturalmente. Fatto sta che a Riccione ai tempi dell'emergenza mucillagini i soldi arrivati per fronteggiarla furono usati proprio per sdoppiare le reti fognarie. D'accordo, Riccione non è Rimini, ha un territorio piccolissimo ed entrate molto alte, grazie soprattutto alla presenza di seconde case di pregio. Eppure là i sindaci non ebbero paura di perdere voti. Non per questo i soldi non sono stati spesi: miliardi e miliardi di lire, ma mai per arrivare a una soluzione definitiva. Ora come se ne esce? Le soluzioni-tampone, oltre che costose anch'esse e non di rapida realizzazione, non appaiono il massimo della vita.

mer 27 lug 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Con l'Islam il buonismo non paga. Norvegia sotto attacco: un massacro". Il 23 luglio scorso Maurizio Belpietro ha deciso di entrare nella storia del giornalismo con questo titolo epocale, quando già a fine giornata più nessuno al mondo scommetteva sulla pista islamica. I fatti separati dalle opinioni, si diceva un tempo. Dopo l'asettica notizia, ecco infatti che Libero ci regala anche il commento, affidato a Carlo Panella. Uno che se ne intende, come dice di se stesso: "avendo sbagliato tutto sulla rivoluzione di Khomeini nel 1978, quale inviato speciale di Lotta Continua in Iran, da 30 anni studia e frequenta l'Islam e i paesi mediorientali". Da tali studi e frequentazioni promana la seguente analisi: "Fine dell'illusione, rischia anche l'Italia". Certi giornali d'estate sono a corto di personale e anticipano la chiusura. Capita quindi di prendere "buchi", ovvero di non pubblicare notizie che invece i concorrenti più nottambuli possono riportare. Capita anche di prendere fischi per fiaschi; ma il giorno dopo, magari in un pudico trafiletto sepolto nella pagina delle lettere, l'usanza è che il direttore si scusi della cantonata. Niente di tutto questo meritano però i lettori di Belpietro & C. Come se fossero due giornali diversi, Libero del 24 luglio esibisce il biondo assassino - norvegese, di destra e "cristiano", dice lui - in prima pagina: "Ha ucciso 100 norvegesi perché odia gli islamici". Forse i lettori di Libero proprio questo invece meritano, perché questo chiedono

mer 10 ago 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Premessa: Chi scrive è di parte. Infatti, abito lungo il tracciato del Trc (nel primo progetto rientravo fra gli espropriandi). Inoltre, ho lavorato per sette estati nell'allora Atam, bigliettaio sulle linee 11 e 4. Poi per 15 anni ho fatto il pendolare fra Rimini e Riccione. Purtroppo ho anche l'età per ricordarmi un numero dell'Arengo del luglio 1972 - "Speciale piano particolareggiato" - con il progetto di monorotaia di Gian Carlo De Carlo. Il settimanale Panorama titolò: "A Rimini tutti in centro con il treno volante". E il Corriere della Sera: "Progetto avveniristico per Rimini".

Quello che nel 1972 era l'avvenire, è già passato da un pezzo. Ma noi siamo ancora qui a dibattere di un'opera che per molti è "inutile", "uno spreco" e di male in peggio. Il tutto dopo 16 anni dal primo progetto di Trc e alla vigilia dell'apertura dei cantieri. Com'è potuto succedere?
Innanzi tutto è successo quello che accadde alla monorotaia di De Carlo: gli amministratori firmavano, ma dandosi di gomito e ammiccando: tanto non si farà mai. Soprattutto a Riccione, si sono succedute quattro-giunte-quattro che mettevano il Trc nei loro programmi, firmavano gli atti, sottoscrivevano i lucidi, stanziavano i fondi, ma continuavano a sussurrare "tanto non si farà mai", piuttosto che spiegare perché intanto invece si andava avanti. E si spendevano soldi. 
Fra milioni buttati per rimediare a progetti fatti coi piedi, modificare tracciati, annullare espropri già effettuati (nel frattempo dimenticandosi di aeroporto e zona nord), la faccenda peggio di così non poteva essere gestita.
Ma il punto è un altro. E' che il Trc è opera "inutile e dannosa": un dogma, a sentire gli oppositori. Perchè? Costa troppo e lavorerà in passivo. 

 

mer 10 ago 2011 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Passeggiando fra la villette, osservando la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, poco lascia pensare che Cerasolo sia un centro antico. Solo una tabella stradale fa intuire che invece non è così: via Largo Castello. E infatti qui un castello esisteva, e da tempo immemorabile. Ed esisteva una pieve, citata in un documento del 1059. Si tratta di un atto con cui il vescovo di Rimini, Uberto, concedeva ai conti Everardo e Marozia diversi appezzamenti di terreno, tra i quali i fondi Paterno, Firmano e Falciano ubicati appunto "in plebe Sancti Iohannis qui vocatur in Cella Iovis". Una pieve, come si può presumere dalla denominazione, che probabilmente fu eretta su di un precedente tempio pagano.
Nel 1292 Cerasolo è definito "castelari", termine che indicava fortificazioni non più esistenti. Ma il 3 marzo 1321 dovevano essere state ricostruite, se venivano nuovamente distrutte da truppe ghibelline. In seguito il castello, appartenente al comune di Rimini, passò a Galeotto Malatesta, che consentì ai suoi abitanti di ricostruirlo un'altra volta. Lavori che dovettero andare per le lunghe, se nel censimento del Cardinal Anglico del 1371 figura ancora come "villa", che pagava un censo per 16 "fuochi". Nel 1380 si parla ancora di ricostruzioni, che questa volta dovettero andare in porto. Fatto sta che nel 1463 a un Sigismondo Malatesta ridotto allo stremo restano solo Rimini e, appunto, il castello di Cerasolo.

mer 31 ago 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Alla Procura di Rimini che ha aperto un'indagine sugli scarichi a mare, quei documenti non servirebbero. Ed evidentemente non servivano più a nessuno, se un ex dipendente dell'ex Ufficio Fognature del Comune di Rimini le trovò fra le cartacce destinate al macero. Ma quando ce le ha mostrate, è risultato evidente che qualche interesse comunque rivestono. Si tratta del "Progetto per la fognatura e regolazione idraulica urbana" redatto dalla S.I.A.F. di Milano - Società Italiana Acquedotti e Fognature - per conto del Comune di Rimini. I documenti risultano protocollati il 13 febbraio 1936, XIV dell'Era Fascista. Nelle mappe, la rete fognaria della città divisa per zone: scarichi separati a mare della ferrovia, sistema misto in quasi tutto il territorio restante. Cioè, più o meno quanto sarebbe poi stato realizzato, ma oltre 30 anni dopo. Era già previsto anche un impianto di depurazione, anche se piazzato a San Giuliano, fra via Madonna della Scala e la ferrovia.

Ma le mappe sono interessanti soprattutto perché ritraggono la Rimini di quasi ottant'anni fa. Non solo la Rimini com'era, ma anche la città come la si immaginava. I disegni riportano infatti in tratteggio anche le opere in progetto. Le strade e i ponti. C'è via Coletti che deve ancora nascere, ed è già previsto il disgraziato ponte della Resistenza, ma senza riportare dettagli quali l'altezza delle arcate: già a quei tempi avranno pensato di farci passare sotto solo i mosconi? 

 

mer 28 set 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

"Come ogni consigliere, Pazzaglia esprime liberamente le proprie opinioni, pertanto le sue dichiarazioni sono correttamente attribuibili al Gruppo consiliare Sel-Fare Comune, liste che hanno portato all'elezione di Pazzaglia in Consiglio Comunale a Rimini e che lui rappresenta, ma non sono in alcun modo riconducibili a opinioni espresse dal partito Sinistra Ecologia e Libertà." Firmato: Federazione Provinciale SEL.
Che significa? Per i non addetti ai lavori, vuol dire che SEL appoggia il centrosinistra al governo di Rimini, ma in consiglio comunale il gruppo SEL-Fare Comune siede fra i banchi dell'opposizione. Chiaro adesso? Meno di prima, vero? Nel frattempo, qualcuno ci ha capito qualcosa sui malumori all'interno del centrosinistra riguardo le "mani libere" che il sindaco di Rimini Gnassi e il presidente della provincia Vitali vogliono tenersi? In particolare, riguardo le nomine nelle aziende partecipate che toccano alle pubbliche amministrazioni, quali Fiera e Convention Bureau. Mal di pancia poi sopiti da Emma Petitti, che si avvia a dirigere il Pd provinciale. Ma clamorosamente esternati con parole di fuoco da un altro partito in maggioranza con Gnassi e Vitali, Italia dei Valori: "Delirio dei satrapi della politica".
Questo delle nomine è un dente che duole non solo a Rimini. Bagarre simili si sono scatenate anche in altre città governate dal centrosinistra, come Arezzo e Modena. Fra questi fatti minimi si trovano forse risposte a "grandi" domande. Per esempio, chi si chiede cosa manchi all'opposizione per diventare un'alternativa credibile al più incredibile degli ultimi governi italiani, magari vi troverà qualche spunto di riflessione.

mer 12 ott 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Anche quest'estate il turismo della riviera ha bene o male tenuto. Il che di questi tempi non è poco. Ma come se la passa il resto, quello che sta "a monte della statale 16"? Sono le imprese che non campano di sole e accoglienza e che rappresentano la metà dell'economia locale. Per loro, poco sole e tante nuvole. "Interi settori - ha dichiarato Salvatore Bugli, Direttore Provinciale di CNA Rimini - come l'edilizia, sono in gravissima sofferenza. Ma conoscono forti affanni anche il terziario metalmeccanico, l'abbigliamento, l'arredamento. Tutto questo si accompagna a politiche del credito del tutto insufficienti da parte degli istituti, con le imprese che devono affrontare difficoltà inenarrabili per reperire risorse non solo per gli investimenti, ma addirittura per la liquidità ordinaria. Così non va: proprio in momenti come questi occorre un'iniezione di fiducia verso quegli imprenditori che continuano a crederci e che riescono a stare sul mercato anche in condizioni come quelle attuali". Stessa musica da Confindustria, che ha appena presentato i dati congiunturali del primo semestre 2011. Anzi, nel rapporto divulgato alla stampa queste cifre non sono neppure riportate, perché "sono superate dagli accadimenti che si sono 
verificati dal momento della rilevazione ad oggi". E cioè: i dati, già ben poco confortanti, fotografavano la situazione come era prima della bufera di quest'estate. E se le previsioni degli imprenditori prima di agosto erano cariche di pessimismo, facile immaginare a quale livello sia scesa oggi la loro fiducia. Anche il presidente degli industriali, Maurizio Focchi, si rivolge al mondo del credito quasi con un grido disperato: "Chiediamo ancora una volta alle banche di sostenere gli imprenditori e di tenere conto di tutti i fattori con cui le aziende devono misurarsi, come la difficoltà d'incassare i propri crediti. 

mer 12 ott 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Cicchetti Stefano

Non molti riminesi sanno che le reliquie di San Gaudenzo si trovano per la maggior parte a Ostra Vetere, presso Senigallia. A Rimini è rimasta solo la testa del Patrono, conservata in un reliquiario d'argento. Ma è ancor meno noto che San Gaudenzo non veglia solo su Rimini, ma pure su Garaguso, piccolo ma antichissimo centro di mille abitanti in provincia di Matera, nella diocesi di Tricarico. E che anche là si trovano alcune reliquie del "nostro" Santo. Ma come ci sono finite?
Secondo una tradizione piuttosto oscura, sarebbe stata Teodolinda, regina dei Longobardi fuggiasca a Ravenna, a nascondere il corpo di San Gaudenzo a Senigallia per preservarlo da non meglio precisate incursioni nemiche. Nel XVI secolo, notizie altrettanto confuse riferiscono del trasferimento (o trafugamento?) di queste reliquie a Montalboddo, l'odierna Ostra Vetere. 
Fu nel 1702 che il Cardinal Gaspare di Carpegna fece dono di un "osso sacro crurale" a don Giuseppe Del Mastro di Garaguso. Nel 1794 il vescovo di Tricarico, Fortunato Pinto, donò alla chiesa garagusana anche un braccio di San Gaudenzo. Questo è almeno quanto riferisce Giancarlo Barchiesi, che ha studiato le memorie di Ostra. Sul perché di queste donazioni, nulla emerge. 

mer 09 nov 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

La battaglia di Rimini fu combattuta a qualche miglio dalla nostra città nel 432 d.C. In campo, il governatore dell'Africa comes Bonifacio e il magister militum (generale) Flavio Ezio: i capi militari e politici più potenti di quegli anni, che stavano vedendo la dissoluzione dell'impero romano d'occidente. Intere province, come la Britannia, venivano abbandonate a se stesse. Altre si ribellavano, altre ancora erano già in mano a Goti, Vandali, Franchi, Burgundi. La corte imperiale stava asserragliata a Ravenna, con Galla Placidia a governare in nome del figlioletto Valentiniano III. Erano passati 22 anni da quando i Visigoti avevano devastato Roma. Non accadeva da otto secoli, ma nemmeno il sacco della Città Eterna era bastato per fermare le feroci lotte interne all'impero. Secondo la maggior parte dei media dell'epoca, fu Bonifacio a vincere la battaglia di Rimini. Il comes era un vero romano e fra i suoi amici contava perfi no Agostino da Ippona, futuro Santo e Doctor Gratiae. Mentre Ezio era di padre goto, o peggio ancora scita; aveva vissuto presso gli Unni e ne arruolava molti fra le sue truppe. Fatto sta che qualche mese dopo lo scontro, il "vincitore" Bonifacio morì per le ferite riportate. A quel punto i cronisti si ricordarono di molte cose. Per esempio di quando Bonifacio aveva praticamente consegnato la "sua" Africa ai Vandali come ripicca contro un noioso processo per apostasia: persa la testa per una giovinetta, certa Pelagia, visigota e ariana, aveva flirtato con la sua fede eretica. Senza il grano africano, l'Italia era alla fame e la fine dell'impero solo una questione di tempo. Eppure, in cambio di un aiuto contro Ezio, Galla Placidia non solo aveva derubricato le imprese di Bonifacio a marachelle, ma addirittura lo aveva creato patricius e fatto raffigurare nelle monete. Ma Bonifacio adesso era morto. In una guerra civile?

mer 23 nov 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

C'è quello spot che vediamo in questi giorni, quello del Marocco che è "pronto sotto ogni aspetto" ad accogliere gli investitori stranieri. Be' il Marocco non è l'unico ad essere così "pronto". Sono addirittura prontissime Mongolia, Zambia, Albania: tutte nazioni che risultano molto più attraenti dell'Italia agli occhi di un imprenditore.
A dirlo, purtroppo, non sono solo gli spot. Lo conferma la Banca Mondiale nel suo rapporto «Doing Business in a more transparent world - 2012» ("Fare affari in un mondo più trasparente"), che valuta le condizioni che trovano le imprese Paese per Paese. L'anno scorso l'Italia si era piazzata 83esima su 183 stati; nell'ultimo rapporto siamo scivolati all'87esimo posto. 
Si badi bene: la Banca Mondiale non valuta la competitività considerando fattori come i bassi salari, la flessibilità, la libertà di licenziare o altre "marchionnate". E nemmeno se vigono norme troppo occhiute sulla sicurezza, o se imperversano criminalità e corruzione. No. I dieci parametri che vengono utilizzati riguardano tempi, costi e burocrazia necessari per avviare un'impresa, accedere al credito, ottenere un allacciamento elettrico o i permessi per costruire, pagare le imposte, stabilire chi ha ragione o torto in una causa commerciale. Insomma, quelle classiche cose che oggi è di moda definire "né di destra né di sinistra". 
Ebbene, secondo questi criteri a vincere è Singapore, seguito da Honk Kong, Cina, Nuova Zelanda, Usa e Danimarca. In Europa, il Regno Unito è al settimo posto, la Germania al 19esimo, la Francia al 29esimo. Dietro di noi c'è solo la derelitta Grecia (il che forse spiega tante altre calamità).
Andare nel dettaglio è come rigirare il ferro nella piaga per chi fa impresa in Italia e ogni giorno deve chiedersi perché deve perdere tanto tempo in altre faccende. Una causa commerciale, che in Francia dura in media 330 giorni e 390 in Germania, da noi ne richiede di norma più di mille. In Germania dopo aver firmato il contratto si ottiene un allacciamento elettrico entro due settimane; in Italia, entro 6 mesi. Chi spedisce merci per nave, le saprà a destinazione dopo 20 giorni se si sono utilizzati porti italiani o ellenici, mentre in Germania e Inghilterra basta una settimana.

mer 07 dic 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il famoso bicchiere mezzo pieno ci dovrebbe spingere a vederla così: dopo il primo tempo del rigore, per l'equità e la crescita aspettiamo il secondo e il terzo. C'era l'urgenza di metterci a posto per non essere noi l'iceberg che rischia di affondare l'euro. In attesa di vedere se la moneta unica affonderà comunque, qualche considerazione su equità e crescita dovremo pur farla. Considerazioni piccine piccine, dal punto di vista di un residente nella provincia di Rimini. Equità: cioè chi ha di più deve dare di più. Stando alla classifica del Sole 24 Ore, cui facciamo cenno a lato, rientriamo proprio fra coloro che più hanno e dunque più devono contribuire. Ma per continuare a poter contribuire, dovremmo anche continuare a crescere. Fra Ici - pardon, Imu - e Iva, il salasso rischia invece di stenderci. Il turismo pagherà salato in un momento in cui la domanda interna, in piena recessione, non si dirige certo verso l'alto. In compenso per le imprese "a monte della statale" c'è qualche boccata d'ossigeno. E per le banche garanzie più che robuste. Anzi, tanto robuste che una restituzione verso l'utente diventa obbligatoria. Ma ci sono anche dettagli particolarmente irritanti, anche se non drammatici come è apparso in un primo momento. Sono le tasse sulle imbarcazioni, che contrariamente a certi annunci frettolosi pare che saranno graduate con un qualche ragionevole criterio. Resta il fatto che la fuga verso la Croazia è in atto da un pezzo, visto che il turismo nautico in Italia è da sempre considerato un vizio da nababbi. Senza considerare che per ogni yacht da mille e una notte ci sono migliaia di modesti gommonauti, velisti scalcagnati, pescatori della domenica. E che migliaia di famiglie campano sull'indotto. Non su costoro graverà direttamente la nuova imposta di stazionamento, però il "segnale" punitivo verso la passione per il mare è significativo, come se fosse l'unico "lusso" meritevole di sanzione, non solo fiscale ma "morale".

mer 21 dic 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Anche da noi c'erano le "vedette", come nei Quartieri Spagnoli. Ma sorvegliavano i quartieri della Marina e non per avvistare le retate della polizia, ma quelle della "Sienda", intesa come Azienda di Soggiorno. Quando all'orizzonte si profilava l'uomo della Sienda, era il fuggi fuggi. Perché tutti in estate vivevamo come in Russia, applicando la formula della coabitazione: la famiglia si restringeva in metà della casa, per ospitare i "forestieri" nell'altra metà. Ma alcuni erano ancora più avanti: andavano a vivere nel garage - rigorosamente abusivo - o perfino nei capanni di legno recuperati dalla spiaggia e piazzati in giardino, riuscendo così a stipare in casa non una, ma due, tre famiglie in affitto. Allo squillare dell'allarme, scattava l'occultamento di tutti questi ospiti fantasma. L'uomo della Sienda non si accorgeva di niente, o fingeva di non accorgersene. E la maledetta tassa di soggiorno era ancora una volta scavidata, evitata. E scavidata per sempre, quando un bel giorno fu abolita. E invece, rieccola, la tassa. Il turismo non è più quello degli affittacamere in nero e si abbatterà quasi esclusivamente sugli alberghi. Come volevasi dimostrare, nessun sindaco della riviera - tranne quello di Bellaria - ha potuto farne a meno. A Rimini il via libera ufficiale è arrivato solo ieri, ma che la tassa di soggiorno sarebbe stata applicata era sicuro. Per togliersi gli ultimi dubbi, bastava guardare le cifre del bilancio comunale: 151 milioni di debito, che fanno più di mille euro ad abitante.  Il che ci colloca al 41mo posto in Italia e in una poco invidiabile terza posizione in regione dietro Forlì e Ferrara. L'imposta sarà applicata dal primo di aprile. Non graverà oltre i sette giorni di permanenza, ne saranno esentati i bambini sotto i 12 anni e sarà calibrata in base alla classificazione degli hotel: da 70 a 90 centesimi per quelli a una stella, da 1 euro a 1,50 per i due stelle, da 1,50 a 2,50 per i tre stelle, fino a 3 euro per i quattro stelle, fino a 4 per i cinque stelle.

gio 12 gen 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Riceviamo e pubblichiamo:

buonasera
noto che nel numero 677  manca il commento dell'arresto dei 18 tunisini spacciatori del 20.12, tunisini arrivati e accolti in Italia con il titolo di "liberatori".
Spero di leggerla nel prossimo numero.
Grazie per l'attenzione.
Paolo Rossi

Grazie a Lei per la segnalazione. Ma possiamo, per completezza dell'informazione, aggiungere qualche dettaglio? Per esempio, che l'operazione anti-spaccio si è svolta nel Borgo Marina di Rimini. Dove era stata vivacemente sollecitata prima, calorosamente applaudita poi, innanzi tutto da un comitato composto in gran parte da stranieri, in maggioranza Bengalesi. 
E proprio in questo giorni nel Borgo Marina sono partiti nuovi lavori per i marciapiedi e l'illuminazione, mentre altri sono previsti per piazzale Cesare Battisti e via San Nicolò. Opere sollecitate dai residenti, italiani e stranieri, anche durante una festa multi-etnica che aveva posto fine all'ennesima speculazione  a sfondo non certo universalista.
Ma torniamo al signor Rossi: non Le viene il dubbio che con un reato non c'entri un bel nulla sia dove è nata la vittima, sia da dove arriva il colpevole? 
Prendiamo l'orrendo delitto di Roma, l'uccisione di un padre e della sua figlioletta che teneva in braccio. Agghiacciante il fatto, ma le reazioni? Di ora in ora, secondo le piste imboccate dalle indagini, l'indignazione cambiava addirittura colore politico. "Gli assassini parlavano italiano, anzi romano": sdegno anti-razzista dalle parti della sinistra: vedete come ammazzano i cinesi solo perché stranieri? Ma appena trapela che la povera madre superstite avrebbe fatto cenno ad aggressori slavi, è dalle parti della destra che, tirato un sospiro di sollievo, si può dar via libera al l'esecrazione: vedete, siamo alle solite, dall'est importiamo solo delinquenti, Che si consolida quando viene spiccato il mandato di fermo verso due magrebini. 

 

mer 25 gen 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

A livello nazionale i temi impellenti sono ovviamente quelli della crisi: fisco, tagli, credito, liberalizzazioni, lotta ai privilegi, e soprattutto come tornare a far crescere le imprese. Abbiamo chiesto al sindaco di Rimini cosa e come si può fare a livello comunale, allargando il discorso agli altri temi che più premono ai cittadini. Signor Sindaco, per dirla alla riminese, "come butta"?

"Gli ultimi mesi ci hanno restituito un clima e parole d'ordine, così traumatiche e devastanti da farci rimbalzare indietro di 60 anni. Paghiamo, tutto in una volta, il conto salato per le pigrizie, le furbizie, il galleggiare. Paghiamo soprattutto l'incapacità strutturale di riconoscere e far crescere a sistema produttivo ed economico i nostri ineguagliabili talenti, paghiamo il non premiare merito e innovazioni ma rendita e corporazioni. La crisi assale i cittadini e gli Enti locali. Ma la crisi che si legge sui giornali si tocca con mano dentro e dietro casa. E' qui, dove di fatto poi abitiamo, che si stanno scaricando gli effetti reali della crisi".
Cosa si può fare per ambiente, welfare, scuole, cultura?
"In questo quadro i Comuni, e quindi il Comune di Rimini, diventano gli avamposti dei servizi, della coesione sociale e della tenuta di civiltà entro cui le famiglie, le imprese, i bambini, gli anziani cercheranno rifugio, sostegno, conforto. Esplodono i bisogni, aumentano le aspettative, diminuiscono radicalmente le risorse. Queste sono le nostre priorità, anche se a tutt'oggi, nonostante tre manovre e una legge di stabilità, il quadro normativo sulle risorse ha ancora punti oscuri. Per la serietà che dobbiamo ai riminesi, dato il quadro in evoluzione gli studi e le proiezioni sulle entrate, non abbiamo ancora deliberato lo schema di Bilancio in Giunta da sottoporre all'approvazione del Consiglio per poi magari modificarlo perché non studiati al millimetro tutte le entrate possibili con tutti gli strumenti a disposizione".

 

mer 25 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Cicchetti Stefano

Due anni di recessione per l'Italia, stagnazione ormai quasi certa anche per la nostra regione. E da noi? Salvatore Bugli, vice presidente della Camera di Commercio di Rimini e Direttore provinciale di CNA, invita al "calma e gesso": «In momenti come questi occorre la massima consapevolezza degli enormi problemi cui ci troviamo di fronte. Ma da qui dobbiamo ripartire con la piena coscienza anche delle nostre forze e delle nostre potenzialità».
Esiste una parola d'ordine, un concetto base cui poter affidarsi? «Sicuramente - risponde Bugli, ed è quello di fiducia. Intesa non come negazione della difficilissima realtà, ma fiducia nelle risorse di questo territorio, che non sono poche né dal punto di vista delle risorse umane che dei capitali. La botta è stata dura, la risalita sarà durissima, ma il cammino mi pare intrapreso. Certo occorre creare le condizioni per una ripresa, non basta star fermi in attesa che passi la bufera».
Quali condizioni? «Innanzi tutto, e non a caso, torna la parola "fiducia": in questo caso è quella che le banche devono tornare a concedere alle imprese. Che se messe in grado di farlo, hanno dimostrato di sapersela giocare su tutti i mercati. Basti guardare i risultati dell'export, anche per le medie e piccole imprese del nostro territorio. Occorre poi creare occasioni di lavoro e di fare impresa, spezzando le barriere di burocrazia, inefficienza, pressappochismo e sprechi che per tanti anni hanno ritardato la nostra crescita. Ma anche tornando a far circolare denaro, rimettendo in moto un minimo di lavori pubblici che, fra l'altro, se non eseguiti fra breve presenteranno il conto sia in termini di carenze infrastrutturali, peraltro già non indifferenti, sia di vera e propria sicurezza del territorio».
E' possibile anche a livello locale? «Intanto dallo Stato va riconosciuto ciò che a livello locale è strategico, vitale. 

mer 08 feb 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Alla fine il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, è sbottato così: "E' deprimente vedere come, di fronte ad una situazione di emergenza senza precedenti che ha colpito la Romagna in questi giorni, l'attenzione dei mezzi di comunicazione che non siano locali, enfatizzi soprattutto i problemi di Roma, che sarà la capitale, abitata da milioni di persone, ma che pure si trova a fronteggiare, in fin dei conti, una nevicata di qualche centimetro. Lo dico perchè credo meriterebbe almeno la stessa attenzione il disagio delle decine di famiglie isolate nelle nostre colline ed in altre zone d'Italia, e la straordinaria storia di volontà personale e solidarietà, costruita ora per ora dal prodigarsi delle tante persone che ormai da 5 giorni lottano ininterrottamente per far fronte a questa situazione gravissima". 

Una maggiore "attenzione dei mezzi di comunicazione" avrebbe aiutato non più di tanto Lucchi e tutti gli altri sindaci alle prese con l'emergenza neve. Eppure questa disattenzione fa male. E non c'è neppure da credere che Lucchi sia "invidioso" degli obiettivi puntati sul suo collega Alemanno.
Se non sei in televisione non esisti. Era capitato per le alluvioni in Veneto: dopo tre giorni durante i quali la notizia non stava nei primi titoli dei tg, gli alluvionati hanno cominciato a inveire. Non per avere più aiuti (che anzi la loro vanteria era di "cavarsela da soli", di non essere assistiti, anche quando era vero l'esatto contrario), ma solo perché nessuno parlava di loro.

 

mer 18 apr 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Carabinieri in via BellerioAbolire del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti «sarebbe un errore drammatico». Lo hanno detto in coro i tre leader dell'insolita e attuale maggioranza, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini.
 Il trio ABC, come viene affettuosamente abbreviato, pare non notare l'evidenza di un errore altrettanto "drammatico": il solo parlare di dare ancora soldi ai partiti. In barba al referendum del '93, ma soprattutto mentre abbiamo le orecchie piene di cosa i partiti abbiano fatto di quei soldi.
E' un dramma vero, quello di ABC. Perché in linea di principio quanto sostiene il trio è sacrosanto: «Cancellare i finanziamenti pubblici ai partiti, già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011, punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies». 

Ed è vero che i finanziamenti pubblici esistono praticamente dappertutto, a iniziare da Paesi virtuosi e democraticissimi. In Europa, gli unici Stati che non sganciano in centesimo sono Malta, Andorra, Svizzera, Bielorussia, e Ucraina. Tutti gli altri prevedono o il finanziamento diretto, o il rimborso delle spese elettorali, o addirittura entrambi, come Francia e Spagna.
Perfino negli Usa il finanziamento pubblico è contemplato. Ma solo durante le campagne per le elezioni presidenziali (primarie comprese); però i modesti finanziamenti dello Stato escludono per legge quelli privati, dunque la maggior parte dei candidati americani li rifiuta.

mer 22 feb 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Si può sparare sulla Croce Rossa? Si deve, se è la Croce Rossa a sparare per prima sui feriti. Dunque fuoco a volontà sulla cara vecchia Mamma Rai. Non bastassero le quotidiane polemiche sul perché e il per come del nostro "servizio pubblico", l'azienda si è inventata di rispolverare niente meno che un Regio Decreto del 1938, il n. 246 del 21 febbraio di 74 anni fa, che recita: «Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento».Ergo, nonostante sia quanto meno opinabile che Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re e Imperatore profetizzasse l'avvento di pc e telefonini, devono pagare un apposito canone (pardòn, "tributo") anche i possessori di computer con connessione internet e, a rigore, perfino di iPad. In più nel decreto "Salva Italia" secondo la Rai ci sarebbero anche le indicazioni sull'entità di questo "canone speciale", nonché l'obbligo di inserire nella dichiarazione dei redditi il possesso dell'apparecchio tv. Di qui i bollettini piovuti su esercizi commerciali, imprenditori e liberi professionisti, riportanti cifre da far strabuzzare gli occhi: «da 200 a 6000 euro», secondo Alessio Butti (Pdl). Con effetti paradossali, come quelli che riguardano i medici, in possesso di attrezzatura informatica fornita dalle Ausl e obbligati a farne uso dalla loro stessa funzione. Secondo quelli di Rete Imprese Italia, i primi a denunciare la sgradita sorpresa scrivendo direttamente a Mario Monti, «quella del canone speciale Rai è una richiesta assurda perché vengono "tassati" strumenti come i computer che gli imprenditori utilizzano per lavorare e non certo per guardare i programmi Rai. Tanto più se si considera che il Governo spinge proprio sull'informatizzazione per semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione. In questo momento di gravi difficoltà per i nostri imprenditori, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro onere così pesante e ingiustificato».

mer 07 mar 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Si dirà: che saranno mai due boiate per radio, quando un capo di partito, ministro fino a pochi mesi fa, arriva a preconizzare l'assassinio del presidente del consiglio? «Monti rischia la vita, perché il nord lo farà fuori», ha profetizzato Umberto Bossi, salvo poi farfugliare la smentita di rito.
Eppure quando le boiate diventano, quattro, otto, ottanta, perfino una radio, e perfino Radio Padania, merita di essere presa sul serio. Per seriamente dire: basta.
Succede che la sedicente emittente del nord, nel miglior stile dei bravacci di Don Rodrigo, decide di maramaldeggiare niente meno che sulla memoria di Lucio Dalla. Un artista che come pochi è riuscito a piacere, e per tanto tempo, alle persone più diverse, dagli intellettuali con la puzza sotto il naso ai ragazzi di periferia. A tutti, salvo che a Rognoni Andrea, cremonese e voce storica di Radio Padania, direttore della rivista "Idee per l'Europa dei popoli" (fondatore: Mario Borghezio) e del centro regionale di cultura lombarda a Busto Arsizio. Secondo Rognoni, Lucio Dalla sarebbe stato «simbolo di un'Italia che non vorremmo». E perché? Ma come, non si odono nelle sue canzoni «le esigenze e le richieste» della gente del Sud? Del resto non poteva essere diversamente: «Il babbo era padano, la madre no». Magnanimo, non nomina neppure le origini pugliesi di Iole Melotti, la mamma "impura" che avrebbe corrotto il piccolo Lucio con reiterate vacanze sul Gargano, fino a - sgomento - fargli mettere radici nelle isole Tremiti.
Ma non si pensi a Rognoni come a un Goebbels che "ragioni" solo per vie etniche, anche se in passato aveva tenuto a informare il mondo che per lui «Anna Frank non è una santa». Per carità, l'uomo è figlio di un deportato ed è persona di cultura, per chi non l'avesse ancora capito. Infatti la sua disaffezione è tutta culturale: a Rognoni non piace quell'«eclettismo un po' fazioso e calcolato» che finisce per «accontentare tutti i gusti del pubblico. Specialmente quelli del centro sud». 

mer 21 mar 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

Falsa foto per falso articolo Violenta la figlia di 8 anni e il giudice lo assolve perchè musulmano

Eclatante caso di razzismo in Francia

Un giudice di Lilla, in Francia, ha assolto un uomo di origine giordana, Abd-el-Rahman Ayoub (foto), colpevole di aver violentato la figlia di 8 anni. La piccola ha raccontato di abusi paterni alla propria maestra e quest'ultima ha denunciato Ayoub. L'uomo era stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione, ma poi assolto perchè, secondo il giudice "essendo mussulmano praticante ed immigrato in Francia solo di recente non si può pretendere di applicare alla sua mentalità la nostra moralità visto che in Giordania, suo paese di origine, questo tipo di rapporti sessuali sono considerati, sulla base del Corano, come un importante rito di iniziazione". Peccato, che invece, il regno hashemita di Giordania punisca tali crimini con la morte. Certo, Maometto ha sposato Aisha quando era bambina e ciò viene usato spesso nel mondo islamico, come scusa per sposare delle bimbe e stuprarle, ma di sicuro da nessuna parte sta scritto che un padre possa abusare della figlia. 
Ha esultato naturalmente l'avvocato dell'imputato, il quale avvocato ha definito la sentenza "epocale" per il rispetto delle usanze musulmane. Ma chi è scevro da razzismo, buonismo, relativismo culturale, politicamente ed islamicamente (ma neanche!) corretto, non può ovviamente accettare in una sentenza simile, tanto più nella laicista Francia, che vieta il velo nei luoghi pubblici.


www.notizie.it pubblica questo articolo, postato da tale Alessandra Boga il 19 marzo alle 20.45. Nel giro di poche ore viene ripreso dai portali http://247.libero.it, www.informazione.it, www.youfeed.it. Finisce nel forum di politica di www.chatta.it, dove immediatamente divampano post dal tono "chi vuole l'integrazione sa di cosa sta parlando?", "il relativismo porta alla distruzione di ogni regola", "sono tentata di tornare all'epoca delle crociate", solo per riportare chi non si abbandona a ben altri linguaggi.

 

mer 21 mar 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Cicchetti Stefano

C'era una volta la Quaresima. A dire il vero, le prescrizioni alimentari di natura religiosa in Occidente non hanno mai assunto un carattere oltranzista. Fu la Controriforma, da metà ‘500 in poi, a ripristinare un rigore che si era andato affievolendo. Tornò allora l'obbligo tassativo di mangiare "di magro": oltre alla carne, si doveva rinunciare al lardo, allo strutto, alla maggior parte dei latticini e ai rossi delle uova, da sostituire con "li soli bianchi".
"Esci tu, porco ghiottone, entra tu sarda salata" diceva un proverbio umbro.
Restavano perciò: pane comune, polenta, ortaggi, minestroni, zuppe di magro fatte di sole erbe, farinate di fagioli bianchi e pasta. Anche se le rinunce culinarie erano tante, ci si consolava con le variazioni dei cosiddetti ravioli di magro, dai tortelloni emiliani e romagnoli a base di erbe, fino ai sardi culingionis.
Ma in Quaresima era ammesso il pesce fresco o salato, seccato, affumicato e marinato. Vero "companatico" della povera gente, era l'aringa. Doveva, come dice Bertolt Brecht, "solitamente bastarne una sola per tutta la famiglia, sia che toccasse affumicata o ravvivata ai ferri".
Forse nelle nostre case più povere non si conosceva l'artista tedesco, ma in compenso il suo concetto era fin troppo noto: si teneva la renga appesa penzoloni ai legni del soffitto, ad altezza d'uomo, per sfregarla sopra il pane perchè questo prendesse un po' di sapore. 
 
Contrariamente all'epoca romana, per tutto medio evo il pesce fu poco apprezzato e addirittura visto con sospetto dalla medicina, che ne stigmatizzava gli "umori freddi", quindi presumibilmente nocivi. Poi la medicina cambiò idea, contemporaneamente all'irrigidimento religioso. Nacque così il "boom" della pesca, di cui Rimini e i porti adriatici beneficiarono enormemente.

mer 04 apr 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Il sottovaso di via PortofinoOdissea, tela di Penelope, fatica di Sisifo. Quando a Rimini si parla di sottopassi ferroviari pare inevitabile che sia la mitologia ad avere il sopravvento. Perché la razionalità non sembra sufficiente per spiegare come mai non ne va dritta una. Deve pesare su di noi una qualche maledizione, se ogni volta che si tratta di passare sotto i binari sono guai. L'ultimo caso è quello di via Pascoli, ma l'elenco dei precedenti è lunghissimo.
E gli enigmi non finiscono qui. Un altro mistero che ai più resta inspiegabile è: ma chi sbaglia progetti, preventivi, contratti, non paga mai?
Secondo gli antichi, le divinità ctonie regnavano sul mondo sotterraneo. Facevano germogliare i semi, ma soprattutto accoglievano i morti. Dei oscuri e inquietanti, dunque, da tenere buoni in ogni modo. Erano Ade e Persefone presso i Greci, Osiride in Egitto, Plutone e Proserpina fra i Romani, Feronia per gli Etruschi, l'Angizia degli Umbri, la Mefite dei Sanniti. Anche i nostri progenitori certamente li tennero nel debito conto con riti appropriati.
Riti che oggi ci farebbero un gran comodo, visto quante sventure si abbattono ogni volta che dobbiamo scavare, specialmente per passare sotto una ferrovia.
L'ultima epopea narra del sottopasso di via Pascoli. Nato già male, dovendo scontare il peccato originale di tutte queste opere che rimpiazzano i passaggi a livello: arrivano troppo tardi. Quando ormai, e da decenni, intorno si è costruito a man bassa. Si fa quindi quel che si può, che difficilmente corrisponde a quel che servirebbe.
In via Pascoli non c'è spazio, altrimenti diverse abitazioni resterebbero "murate". Quindi si va un po' più in là, in via Poerio, con un tunnel a gomito, a senso unico, passando sotto anche a una piscina. Scomodi e pericolosi i collegamenti con la viabilità esistente.

gio 03 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

matteo renziDomenica 6 maggio e lunedì 7 maggio si vota in quasi mille comuni italiani di tutta la penisola; oltre 9 milioni e mezzo saranno gli elettori chiamati ad esprimersi per rinnovare i sindaci e i consigli comunali.
Da noi si va alle urne a Coriano, dopo il commissariamento seguito alle dimissioni del sindaco. In regione sono importanti le consultazioni di Parma, Piacenza, Comacchio e Budrio.
Da quando l'Italia è governata dai tecnici non eletti, per la prima volta la parola toccherà dunque agli elettori.
Per decidere cosa? Certamente chi amministrerà le loro città. Molto più difficilmente potranno però scegliere come le amministreranno.
Perché? Perché il margini di manovra di ogni sindaco, a qualsiasi schieramento appartenga, si restringono ogni giorno che passa. Al netto delle chiacchiere, non ci sono soldi. E se ci sono non si possono spendere. Nemmeno per pagare i fornitori, dicono i primi cittadini.
L'ultimo a gridarlo è stato Matteo Renzi: "Sono pronto a violare il patto di stabilità. Io lo chiamo da tempo patto di stupidità perché ad esempio il Comune di Firenze ha 92 milioni di euro in cassa e ne può spendere solo 9. Ne parleremo il prossimo 24 maggio a Venezia con gli altri sindaci dell'Anci, ma io annuncio fin da ora di esser pronto a violare le regole del patto. Renzi ammette che qualche rischio ci sarebbe: "Sono pronto a violare il patto pur in presenza di alcuni gravi rischi, non potremmo contrarre mutui l'anno successivo però su questo potremmo organizzarci.

mer 16 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

agenzieetrate.jpgLe tasse vanno pagate. Ogni violenza, piccola o grande che sia, contro chi le fa pagare non trova la minima giustificazione. Ogni appello all'evasione fiscale non è un atto politico, ma di inciviltà.
Premesso tutto ciò, ecco cosa ci scrive un lettore:
«Sono pensionato di una grossa azienda riminese che in passato aveva un proprio Fondo Pensioni, alimentato da contributi dell'azienda stessa e dei lavoratori. In particolare il Fondo erogava una integrazione della pensione INPS.
Alcuni anni fa, per ovviare a questa che cominciava ad apparire una "anomalia", l'azienda ha chiesto di eliminare il Fondo, utilizzandone gli accantonamenti per pagare ai singoli una somma una tantum, rapportata all'integrazione pensionistica spettante ed alle aspettative di vita di ciascuno».
continua a pagina 3
«Fatti i conti delle cifre attribuibili e delle ritenute fiscali, l'accordo è stato firmato con l'assenso dei sindacati.
A me, che ero uno dei pensionati più giovani, nel 2005 è toccata una indennità di euro 170.250, meno 41.864 di ritenute fiscali, netto a percepire euro 128.386 (che ho subito impiegato per chiudere alcuni debiti).
A distanza di vari anni, l'11 gennaio 2010 l'Agenzia delle Entrate mi ha notificato che entro 30 giorni (salvo rateazione) dovevo pagare euro 29.348 a titolo di conguaglio IRPEF; in caso contrario sarei incorso in una sanzione del 30% oltre ad interessi.
Potete capire come mi sono sentito: peggio di una mazzata in testa. Inoltre in casa è finita la pace: mia moglie mi ha accusato d'esser un incapace e di non curare gli affari di famiglia. Fortunatamente l'Ufficio Personale dell'azienda si è presa a cuore la faccenda (che riguardava anche alcuni altri colleghi) investendo della pratica un abile consulente fiscale. Costui si è attivato, mi diceva di stare tranquillo, ma sul piano ufficiale non avevo alcuna garanzia. Tant'è vero che il 29 maggio 2010 Equitalia mi notificava una cartella di pagamento maggiorata di sanzioni, interessi e compensi di riscossione, il cui totale era salito ad euro 40.211,72, il tutto da pagarsi entro 60 giorni.

mer 30 mag 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgNegli ultimi 20 anni in Italia la differenza fra ricchi e poveri è andata sempre aumentando. Oggi il 50% delle famiglie possiede solo il 10% della ricchezza, mentre c'è un 10% che da solo ne detiene il 45%. Il che ci fa andare nella direzione di alcuni Paesi dove le differenze sociali sono macroscopiche, come gli Stati Uniti. 

Sono nazioni democratiche, anche più di noi. Ma se nelle nostre società il denaro conta quello che conta, la democrazia reale si misura innanzi tutto dalla democrazia economica, cioè dalla distribuzione più o meno omogenea della ricchezza. In Italia e in particolare in regioni come la nostra, la democrazia economica si è realizzata attraverso la diffusione capillare dell'impresa. Il modello italiano, con i suoi pregi e i suoi limiti, dal dopoguerra in poi si è basato su quei dati impressionanti: il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti e impiega il 47% dell'occupazione totale; le imprese individuali sono circa 3 milioni e corrispondono al 65,2% del totale delle imprese attive. Ciò ha comportato e comporta problemi a non finire: di competitività con i colossi internazionali, di carenze di capitali e di risorse per la ricerca e l'innovazione. Ma è anche quel che ci ha fatto superare fin qui le prove più dure. E che ci ha reso unici, più nel bene che nel male. 

 

mer 13 giu 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

petitti-miserocchi.jpgLei 42 anni, lui 44: in due non fanno l'età di Giorgio Napolitano, eppure guidano i due maggiori partiti della provincia, Pd e Pdl. Ma proprio per questo Emma Petitti e Fabrizio Miserocchi si sentono ogni giorno definire "vecchi", "casta", "fuori dalla realtà". Cosa provano? Come reagiscono? Cos'hanno da dire ai loro rispettivi schieramenti, ma soprattutto a cittadini sempre più distanti, arrabbiati, sfiduciati?

Li abbiamo ascoltati durante una chiacchierata franca e cordiale, fuori dagli steccati dei rispettivi schieramenti, pur senza perdere di vista le idee e i valori che li separano.

Anche oggi i giornali definiscono Pd e Pdl ormai "fuori dalla realtà". Hanno ragione?

Emma Petitti: «Detto così, hanno ragione. Poi bisognerebbe aggiungere che è l'intero sistema a essere bloccato. E' vero: con il governo dei tecnici impegnato a risanare l'economia, ai partiti spetterebbe fare almeno le riforme, innanzi tutto quella elettorale e il taglio dei costi della politica. Fin qui, niente. Ma chi blocca le riforme? Il Pd ha presentato le sue proposte. Ma al di là delle responsabilità, ormai il tempo è pochissimo, si gioca tutto in questi mesi. Le scosse ci sono già state, se le risposte non arrivano ci sarà il tracollo. E sarà per tutti. Eppure non è facile da qui, dalla periferia, far capire ai vertici che siamo davvero al limite. Io, come Fabrizio, incontro la gente tutti i giorni, ci mettiamo la faccia perché abbiamo una passione e magari qualche idea. E non mi sento certo fuori dalla realtà. Dopo di che, i partiti hanno tutte le responsabilità possibili, ma le "caste" sono solo nella politica? A Rimini, fra Provincia e Comuni, il 90% degli eletti nel Pd è al primo mandato. Nella segreteria comunale appena insediata l'età media è di 35 anni e in quella Provinciale 40. La scelta delle primarie è chiara e netta. Se ricordiamo i nomi di 10 anni fa, non ne troviamo più uno. Si può dire lo stesso delle associazioni, delle banche, dei cda che "contano"?»

 

mer 27 giu 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

 

grillini.jpgRimini è stata fra le primissime città a vedere l'esplosione del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (fra l'altro è riminese anche sua prima moglie, Sonia Toni). A un anno dall'ingresso di ben tre esponenti del M5S nel consiglio comunale, che bilancio si può trarre? Massimo Manduchi, Mirco Conti e Antonio Scarponi tengono a sottolinearlo: non parlano a nome del Movimento, ma sono semplici attivisti. Non per questo si tirano certo indietro da una chiacchierata con noi. Sul Movimento, sul lavoro svolto in città e ne consiglio comunale, soprattutto sui problemi di Rimini e le possibili soluzioni. 

 

Qual è il vostro bilancio del primo anno del M5S nel consiglio comunale riminese?

Massimo Manduchi: «Bilancio positivo. Consideriamo anche che il gruppo era completamente privo di esperienza politica e amministrativa.. Le nostre propose di delibere le abbiamo fatte, due o tre sono state approvate, le nostre osservazioni al bilancio le abbiamo avanzate. In particolare è passato l'utilizzo dell'open source come tecnologia per informare i cittadini in materia sanitari, sulla tutela dell'ambiente. E poi è passata la proposta di utilizzare i led per l'illuminazione pubblica, il che farebbe risparmiare veramente tanti soldi all'amministrazione pubblica. Dunque soddisfatti sì, ma non è facile, perché con la legge sull'elezione diretta del sindaco l'opposizione tutto sommato ha un ruolo veramente marginale. Poi però siamo in piazza tutte le mattine coi gazebo, adesso stiamo raccogliendo le firme contro il Trc. Abbiamo una presidenza di commissione molto importante, la stiamo convocando: per gli scarichi a mare, per la Aeradria. E qui avevamo visto lungo: già un anno fa avevamo denunciato le irregolarità contabili che oggi vengono fuori. Abbiamo spinto per avere consigli tematici, come sul Trc, Portando cifre su quanto sia inutile e poco voluta dai cittadini quell'opera. Ma purtroppo l'amministrazione è poco avvezza al confronto con la cittadinanza. Non sono proprio capaci».

 

mer 11 lug 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

stefano vitaliDunque, fine dalla Provincia di Rimini? E inizio della regione Romagna? Ne parliamo con Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini:
«Prima di iniziare una discussione seria è importante vedere cosa effettivamente verrà fuori da una legge. Perché è molto probabile che il governo torni indietro sulla cancellazione delle province. Probabilmente saranno di meno, ma non si sa né come né quando. Si brancola ancora una volta nel buio. Dovranno anche spiegare come faranno, per esempio in Toscana, a riunire province che sono divise da secoli di storia»
Ma intanto una proposta di legge per la provincia unica di Romagna c'è, quella dell'onorevole Mazzucca..
«Quella proposta secondo me è un errore: non è scontato che la nostra gente la accetti, quando ci ha messo anni per affermare la propria identità riminese. Occorre dunque un percorso serio, occorre spiegare. E tutti i percorsi vanno fatti aspettando anche quelli che camminano più lentamente. Le fughe al primo chilometro spesso finiscono in debito d'ossigeno. Noi dobbiamo essere tranquilli, aspettare cosa dirà il Governo e poi fare il percorso amministrativo e politico. Anche perché alcune cose importanti riguardo risparmi e razionalizzazioni le abbiamo già fatte: l'area vasta della sanità, l'azienda unica dei trasporti, Romagna Acque. Hanno richiesto tempo e condivisione. Certo, quando andremo verso una nuova entità, secondo me dovrà essere romagnola. Non potranno unirsi Ravenna e Ferrara da una parte, Forlì-Cesena e Rimini dall'altra. Però arrivandoci per gradi, non imponendolo dall'alto con una legge. Però secondo me il vero nodo politico è un altro».

mer 01 ago 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgIl turismo russo in riviera vale un miliardo di euro. Ma gli ex sovietici sono ancora ingenui in fatto di vacanze: a riprova, ancora ignorano dove sia l'Ombelico del Mondo. E invece di fiondarsi in Viale Ceccarini appena scesi dal Tupolev, in maggioranza si dirigono ignari dalla parte opposta, nella dozzinale Rimini, dove si può anche ricevere l'affronto di dover pagare una mezza pensione appena 35 euro.
Di qui l'iniziativa degli albergatori riccionesi per dirottare i flussi di rubli colà dove si conviene. 
Ma che siano davvero rubli, e non copechi: "Cerchiamo un turismo di qualità", avverte Stefano Giuliodori, presidente del Consorzio Riccione turismo.
A questo scopo la Perla Verde ha aperto un suo stand all'aeroporto di Miramare, ma nella vip luonge. E l'anno prossimo il Consorzio riccionese andrà al Mit di Mosca per conto suo, con proprio materiale promozionale ben distinto da quello riminese. Una nuova glasnost provvidenziale per Russi, che già faticano a distinguere la Romagna dalla Romania.

mer 29 ago 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

sistri.jpgVolete far arrabbiare, ma di brutto, un imprenditore? Basta una parola magica: SISTRI. Cioè il "Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti", già previsto dal governo Prodi, nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Sapere dove vanno i rifiuti (in Italia l'80% rientra nella categoria dei rifiuti speciali, di cui il 10% sono pericolosi) è fondamentale per l'ambiente, la salute, la legalità. Il monitoraggio, giustamente, viene dunque presentato come arma formidabile contro le varie mafie che prosperano sugli smaltimenti illegali, nonché contro le inefficienze delle pubbliche amministrazioni. La gestione del sistema viene quindi affidata al Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente.
Fin qui tutto bene. Se non che, il 12 luglio scorso il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha sospeso l'avvio del SISTRI fino al dicembre 2013 "per verifiche tecniche". Non è il primo, ma il nono rinvio in tre anni. Intanto, 300 mila imprese e 22 mila autotrasportatori hanno sborsato (secondo CNA) la bellezza di 70 milioni di euro. Per ricevere in cambio 500 mila chiavette Usb (a 75 euro più Iva l'una), 90mila black box (600 euro l'una, installabili solo presso officine specializzate con tecnici appositamente formati). Altre spese per formare il personale e aggiornare periodicamente il sistema. Peccato che tutto questo non funzioni. O almeno, finora gli svariati "click day" che avrebbero dovuto metterlo in moto si sono risolti in altrettanti fallimenti.

mer 12 set 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terza.jpgEcco dov'erano andati i tedeschi che dalle nostre parti non si vedono più: si sono messi a fare gli albergatori! Battute a parte, fa una certa impressione guardare i dati diffusi dall'Ente Nazionale Germanico per il Turismo (ENGT), l'ENIT tedesco: "Grazie ai dati sorprendenti dei primi cinque mesi dell'anno, la Germania riconferma la sua posizione tra le destinazioni più amate in Europa", informa Ernst Burgbacher, membro del parlamento tedesco, segretario presso Ministero dell'Economia e della Tecnologia e incaricato del governo tedesco per le piccole e medie imprese e per il turismo.
Dall'inizio dell'anno alla fine di maggio 2012, nelle strutture ricettive con più di dieci posti letto si sono registrati quasi 24 milioni di pernottamenti di visitatori provenienti dall'estero, cioè oltre il dieci per cento in più rispetto all'anno prima. Se i visitatori più fedeli dei lander restano gli olandesi, cresciuti "appena" del 9 per cento, gli svizzeri hanno segnato un più 16 per cento, per non parlare dei danesi che hanno toccato un aumento del 26 per cento. Sorpresa: un bel contributo alla marcia trionfale del turismo teutonico lo abbiamo dato anche noi: restiamo, sempre secondo l'ENGT, "il quinto mercato per il turismo internazionale verso la Germania, con uno share del 5,3 % di tutti i pernottamenti effettuati da stranieri entro i confini tedeschi (in strutture con più di 10 posti letto). Con un incremento del 5,9 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la presenza di turisti italiani è pertanto in costante aumento negli ultimi mesi soprattutto per l'ottimo rapporto qualità/prezzo e la raggiungibilità comoda ed economica. 

mer 12 set 2012 - Notizia di sport - scritto da Cicchetti Stefano

E' mutòr, il motore, solo in Romagna significa direttamente "la motocicletta". Una passione sconfinata, irrefrenabile, esplosa non appena le prime macchine a due ruote si affacciarono da queste parti, oltre un secolo fa. 
La prima gara in riviera si tiene a Rimini già il 15 agosto del 1903, sotto il patrocinio della Gazzetta dello Sport. Da allora la passione non si è mai arrestata. Bisogna però arrivare al 1972 perché sia convogliata in un grande impianto degno di tanto entusiamo. Ma come si arrivò a dotare Misano di un autodromo, e del più alto livello? Non fu facile e neppure scontato. E, come forse non tutti sanno, la realizzazione coinvolse i massimi personaggi del mondo motoristico, da Enzo Ferrari a Pietro Taruffi, il vincitore dell'ultima Mille Miglia (1957) nonché progettista della Rondine, considerata la prima moto moderna.
Ma andiamo con ordine. L'idea di un una pista in riviera aleggiava almeno fin dal dopoguerra. Ma è negli anni '60 che in gruppo di appassionati iniziano a pensarci sul serio. La scelta cade su Misano, dove allo spazio disponibile si somma la posizione favorevole dal punto di vista logistico. Misano è agli albori del suo boom turistico e non tutti comprendono appieno le valenze di un autodromo. Non manca chi teme che le folle di appassionati non si "sposino" bene con le famiglie in vacanza. Ma la maggioranza dei misanesi è a favore e il Comune (sindaco era Nicola Sebastiani) decide per l'approvazione dell'idea presentata dai privati. Il 22 febbraio del 1969 si costituisce pertanto la Santa Monica s.p.a. che presenta un progetto, redatto dagli architetti Emilio Isotta (figlio di Cesare, fondatore dell'Isotta-Fraschini) e Sampaolesi, approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale il 16 febbraio 1970. Ma subito sorgono problemi tecnici e burocratici che minacciano di impantanare tutto.

mer 12 set 2012 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Cicchetti Stefano

Ci scrive Nicola Gambetti, uno degli animatori di questo progetto:
«Rimini Sparita nasce "per scherzo" nell'aprile 2012, ma inizia la pubblicazione del poco materiale disponibile a fine giugno, attingendo principalmente dalla bibliografia su Rimini e dall'emeroteca gambalunghiana. Immediatamente riscuote un imprevedibile successo, "conquistando" decine di nuovi lettori al giorno e superando i 2.500 appassionati dopo neanche due mesi e mezzo di attività mai promossa al di fuori di Facebook né divulgata con i mezzi pubblicitari tradizionali (solo passaparola sul social network). Oggi buona parte del materiale iconografico si compone dei contributi e dell' aneddotica privata inviati spontaneamente da lettori "sconosciuti", ai quali si stanno aggiungendo con entusiasmo i discendenti dei personaggi che hanno fatto il Novecento riminese (uno su tutti Francesco Maioli, figlio del noto Giuseppe, geometra e fotografo) e che stanno portando la propria testimonianza tanto intima quanto preziosa.
La Redazione è oggi composta da sei persone di età e formazione eterogenea, che pubblicano i propri contributi in modo volontario e costante; ogni "redattore" offre la propria passione specifica (storia antica, balneare, monografie sui trasporti locali, cultura sportiva e motoristica, etc.) affinché la pagina venga assemblata in modo esaustivo e puntuale attraverso diverse competenze sì amatoriali ma perfettamente complementari tra loro. 

mer 26 set 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

waterloo.jpgCNA, Confartigianato, Banca di Rimini e Banca Malatestiana hanno firmato un protocollo d'intesa "per agevolare il superamento di una crisi economico-finanziaria che sta colpendo in profondità il tessuto delle piccole imprese, settore portante dell'economia riminese, minandone la stessa sopravvivenza". Si tratta di una serie di condizioni che le banche di credito cooperativo locali attueranno d'intesa con le due associazioni di categoria, che da sole rappresentano circa 10 mila imprese della provincia. Ma attenzione: prima ancora degli investimenti, il credito servirà per pagare gli stipendi. Perché oggi anche l'azienda più sana trova difficoltà perfino in questo.
Il presidente di CNA della provincia di Rimini, Renato Ioli, ha descritto così la situazione: "Il credito alle imprese è diminuito del 40 per cento in meno di un anno. Il timore diffuso è di un nuovo blocco totale, come già era accaduto alla fine del 2011. I consorzi fidi hanno svolto un ruolo importantissimo, garantendo il credito, fino al 50 per cento del finanziamento, a chi non era nella condizioni richieste dalla banche. Ma nemmeno questo sostegno basta più. E al nostro territorio non basta più nemmeno la ‘valvola di sicurezza' del turismo, che fino allo scorso anno ci aveva consentito di limitare i danni. I primi dati sulla stagione appena conclusa parlano di un 10 per cento in meno per la redditività degli alberghi, che arriva anche al 30 per cento per l'extra-alberghiero. D'altra parte, per la prima volta sono diminuiti anche gli sportelli bancari: da noi del 2,6 per cento". Quindi anche il balneare è in sofferenza, dopo le violente crisi che stanno facendo terra bruciata nell'edile, l'impiantistica, i servizi. Il manifatturiero tiene solo se esporta, ma da noi si tratta di una sparuta minoranza.

mer 10 ott 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Ponte_Ausa.jpgQuando ci chiediamo "come ha fatto l'Italia a ridursi così", il pensiero vola ai vari Belsito, Lusi, Fiorito & C. che ci hanno allietato il 2102. Ma saremmo davvero miopi e ingenui a prendercela solo con i ladri da pollaio e solo con quelli di oggi. Ciò che stiamo scontando non ci è piovuto dal cielo. Non da oggi intendiamo lo Stato come mangiatoia a ufo a disposizione dei detentori di un qualche privilegio. Non è da oggi l'indifferenza, se non il disprezzo, verso il merito, sia delle persone che delle cose. Pertanto le persone di merito, quando possono, se ne vanno: fra studenti, ricercatori e imprenditori ormai è un'emorragia. Che ci costa, ha calcolato qualcuno, 1,2 miliardi di dollari all'anno solo in mancati brevetti.
Non potendo scappare, le cose devono invece restare qui a godere del più fenomenale masochismo del pianeta: abbiamo la più grande concentrazione di beni storici e artistici del mondo, e ce ne freghiamo.
Una delle tante vicende che riescono a coniugare sia lo Stato-mangiatoia che il disprezzo per i nostri beni, è quella della ferrovia Rimini - Novafeltria. 
Fin dalla sua costruzione, nel 1916, si rasentano anfiteatro romano e quasi tutte le mura malatestiane superstiti. Ma soprattutto si piazza un passaggio a livello in faccia al monumento simbolo della città, l'Arco d'Augusto. Non erano tempi da badare a queste piccolezze. Era però forse epoca di capacità manageriale e rigore amministrativo? Non si direbbe, visto che la proprietà, Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane, andò in crisi negli anni '30, fino a fallire. Ma in Italia c'è fallimento e fallimento. Nel 1933, prima ancora che fosse dichiarata l'insolvenza, "la gestione delle ferrovie Ferrara-Codigoro e Rimini-Novafeltria - si legge nelle cronache ufficiali - dovette essere assunta in via provvisoria dall'amministrazione governativa". 

mer 24 ott 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

salvatorebugli.jpgE' sotto gli occhi di tutti: la situazione economica corre verso un deterioramento sempre più rapido. La crisi sta assumendo proporzioni drammatiche, che mettono in forse la stessa sopravvivenza delle imprese.
La stretta è micidiale. Da una parte, il credito alla piccola media impresa e alle famiglie non arriva quasi più; e se, e quando, arriva, ha costi insostenibili. Dall'altro, i fatturati sono in caduta libera, mentre nel panorama di recessione generalizzata non si intravede ancora via d'uscita. Non bastasse, quando anche si lavora, gli insoluti raggiungono quote preoccupanti. Da parte sua, lo Stato non attenua la pressione fiscale, ma nemmeno riduce la burocrazia, gli adempimenti, i costi fissi dei suoi ritardi e delle sue inefficienze.
Stefano Cicchetti 
Secondo Salvatore Bugli, Direttore provinciale di CNA Rimini, "La sopravvivenza delle imprese è una questione vitale che non riguarda solo loro, ma tutto il Paese. E' in discussione il nostro stesso modo di essere. E non ho paura di affermare che si tratta di salvare la democrazia, quella economica, sostanziale".
Ma perché? "Se i luoghi dove si produce ricchezza di spengono - spiega Bugli - è tutto il sistema che salta. In Italia, seconda nazione manifatturiera dell'Unione Europea, il sistema che abbiamo è quello della media, piccola e piccolissima impresa. Solo la Germania ha una rete di PMI paragonabile alla nostra, senza tuttavia arrivare al 92% di imprese sotto i 10 addetti. Questo sistema va preservato non solo perché ci ha resi competitivi nel mondo. Se la produzione della ricchezza è affidata a un sistema di ‘impresa diffusa' come il nostro, sarà più facile tutelare un interesse più generale invece di privilegiare pochi ‘padroni del vapore'. 

mer 07 nov 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

fellini.jpg"Il rapporto tra Federico Fellini e l'Italia è di disaffezione profonda. Lo stesso, purtroppo, che c'è tra i giovani e il nostro cinema classico. Ormai per molti dei nostri grandi cineasti con la morte è arrivato anche l'oblio e le nuove generazioni non hanno quasi più rapporti con i classici". Non è un commento alla serata con il regista Matteo Garrone, organizzata dal Comune di Rimini al Teatro degli Atti in occasione del 19° anniversario della morte di Fellini e omaggiata dalla presenza di ben trenta persone. Lo diceva già nel 2008 Pupi Avati, allora presidente della Fondazione Fellini.
E Avati proseguiva: "Fellini si allontana in campo lungo, in dissolvenza, verso lo sbiadimento. All'estero è amato e stimato. E' addirittura un simbolo del cinema come lo sono in altri settori la Ferrari, la moda, Pavarotti. Da noi, purtroppo, l'interesse dei giovani per il cinema classico sta scomparendo. E' triste, ma è un dato di fatto. L'unica fortuna di Fellini è l'esistenza di una Fondazione che ne tiene viva la memoria".
Una fortuna non delle più sfacciate, viste le vicissitudini della Fondazione. Intanto, rispetto a quel 31 ottobre di 4 anni fa, lo "sbiadimento" ha proceduto inesorabile. Come allora, nemmeno quest'anno quale tv lo ha ricordato in prima serata e nessuna commemorazione pubblica è stata fatta fuori da Rimini. In compenso, niente più Premio Fellini e tempi sempre più agri per la Fondazione.

mer 21 nov 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

entroterra-rimini.pngProvate a chiedere per strada. Abolire le province? Sìììììì! Abolire la tua provincia? Ehi, un attimo. Ciascuno troverà i suoi bravi perché e per come che gli fanno schiacciare il piede sul freno. E non sono solo motivi di campanile, non è solo folclore. Se l'Italia spiccava in Europa per essere la nazione "delle cento città", quando le altre ne contavano sulle dita di una mano, vorrà pur dire che l'ordinamento in province un qualche suo senso ce l'ha.
Sia come sia, il governo in carica ha deciso non l'abolizione vera e propria, ma la "devitalizzazione" più l'accorpamento: niente più organi eletti dal popolo, ma un presidente eletto dai sindaci, e criteri inflessibili per passare da 86 a 51 province. Di queste,10 si chiameranno "aree metropolitane" e corrispondono più o meno alle province dei maggiori capoluoghi di regione.
L'operazione taglia-campanili era già stata tentata in passato nelle parole, mentre nei fatti continuavano a proliferare. Conquistavano così l'alloro di capoluogo provinciale Fermo (36 mila abitanti), Verbania (31 mila), Vibo Valentia (34 mila), Lanusei (5 mila), eccetera eccetera. Poi i morsi della crisi e le campagne anti-casta hanno spazzato via ogni remora, o quasi. Tutti soffrono i tagli, il più vago degli enti amministrativi non poteva cavarsela. Evviva.
Però, intanto, se l'obbiettivo è risparmiare, alla fine di quanto sarà questo risparmio? Il governo non ha fornito cifre ufficiali. Secondo chi al governo c'è stato, l'ex ministro Giulio Tremonti, nella casse dello stato resterebbero 200 milioni in più. L'immancabile Bortolussi della CGIA di Mestre ne ha calcolati 510. Secondo i più furibondi fustigatori della casta, si potrebbe arrivare anche a 2 miliardi.

mer 21 nov 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Cicchetti Stefano

Era nato a Rimini il 21 febbraio 1919, ci ha lasciati il 3 settembre scorso, a 93 anni. E 70 anni fa, Nelson Cenci era nelle nevi di Russia, sottotenente della Divisione Alpina Tridentina, comandante di plotone nella compagnia "Vestone". Insomma, era lui il "tenente Cenci" più volte citato da Mario Rigoni Stern ne "Il sergente nella neve". Fra i due era nata un'amicizia fraterna che non sarebbe mai venuta meno, "nonostante le idee politiche praticamente opposte". Anche lui raccontò la tragedia russa in diversi libri e soprattutto in "Ritorno" (Rizzoli, 1981; Mursia, 2008), di cui Rigoni Stern scrisse l'introduzione.
Cenci, volontario negli Alpini, in Montenegro conobbe Don Gnocchi, cui restò sempre legato. In Russia si imbatté anche nel sottotenente Giuseppe Prisco, divenuto poi avvocato nonché leggendario dirigente dell'Inter: "Siamo rimasti molto amici, Peppino e io. L'unica cosa che ci divideva, se così si può dire, era il tifo, perché io sono sempre stato milanista".
Ferito a Nikolajevka, medaglia d'argento al valor militare, Cenci nel dopoguerra si laureò in medicina, divenne primario a Varese e libero docente. Si ritirò poi a Cologne, nella Franciacorta: dopo tante sofferenze condivise con gli Alpini di quelle terre, si sentiva ormai "bresciano onorario". 

mer 05 dic 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Se esistono gli universi paralleli, ce n'è uno dove è andata così. Fine novembre 2011, Berlusconi non si dimette; oppure sì e si va a votare. In ambedue i casi, il 21 gennaio 2012, all'asta dei titoli di stato italiani, l'interesse è sopra l'8%, oltre la ragionevole soglia della solvibilità. E nemmeno i titoli si riescono a piazzare tutti. 
Un minuto dopo, alleluja, siamo fuori dall'euro. 
Un minuto dopo, il poco o il molto che abbiamo in tasca, vale la metà. 
Il 27 gennaio 2012, non c'è il contante per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni. Nemmeno in lire svalutate, perché lo stato che non vende i suoi titoli è uno stato senza liquidi. Oltre che senza credito, perché nessuno è disposto a prestarci un centesimo.
Un anno dopo, con in mano la cartella dell'Imu da pagare, la prima cosa che viene in mente non è certo un grazie di cuore a Mario Monti e i suoi "tecnici". Però cerchiamo di non dimenticarlo, quello scenario. Era il quadro esaminato, in tutta serietà, nelle cancellerie di mezzo modo. I tedeschi, bontà loro, ci davano a 50 e 50. Per altri, mica pochi, eravamo bell'e spacciati, con tanto di tabulati sui futuri vantaggi e svantaggi di avere a che fare con l'Europa di serie B: Grecia, Portogallo, Spagna, e noi.
In un anno i tecnici hanno cercato di rimediare a falle che quella rimediata da Schettino a confronto era un foro di spillo. Sono andati in Europa a mettere le loro facce, visto che di spendibili non ne avevano più nessun'altra. Assieme a un altro dei pochi italiani presentabili, Mario Draghi, hanno cercato di convincere il mondo che l'Europa aveva un senso, e quale. E che noi ne facevamo parte, non solo nell'interesse nostro, ma anche di quelli che ci guardavano con sufficienza. O che addirittura riassumevano Portogallo, Italia, Grecia e Spagna con l'affettuoso acronimo di PIGS (=maiali).

mer 19 dic 2012 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

sergiozavoli.jpgLa Rete è libertà, partecipazione diretta, democrazia. Nella Rete le bugie hanno le gambe corte. In Rete si può votare, snellire la burocrazia, imparare a distanza. E soprattutto comunicare. Una comunicazione dal basso, non imposta dai Grandi Poteri. Evviva. E che uso ne facciamo della grande opportunità offerta da internet?
Il 3 dicembre scorso Sergio Zavoli è stato assalito in casa sua, duramente malmenato, minacciato di morte, rapinato. Il fatto ha suscitato grande commozione non solo, ovviamente, nella sua Rimini. Tantissimi, anche fra i comuni cittadini, hanno ritenuto di dover esprimere a Zavoli la propria solidarietà. Tantissimi, ma non tutti.
Già sul sito de Il Fatto Quotidiano si iniziano a trarre alcune conclusioni. "Ropalmie" scrive: "Il buonismo è terreno fertile per le bestie che ci sono in giro oggi... bisogna usare il pugno di ferro, altro che perdonare". Sul Corriere della Sera on line molti commenti sono del tenore di quello inviato da DiegoB: "Si muovono solo quando viene toccata qualche nome importante (vedi caso Pantani, furti in casa di personaggi noti come Lapo e altri, ecc.) questa è l'italia (con la i minuscola) purtroppo". Sull'Huffington Post, meno post ma stessa musica: "Chissà se adesso che hanno menato un pezzo grosso finalmente tolgono l'eccesso di legittima difesa tra le mura di casa" si domanda Andrea Da Fino. E perfino nelle rosate pagine on line di Donna Moderna, Glicine non trova di meglio da dire: "Mi dispiace per lui, sinceramente, anche perchè ha una certa età, 89 anni, ma forse capire cosa si prova quando hai davanti persone senza scrupoli, pronte a tutto anche alla violenza più estrema... gli hanno fatto la roulette russa per ben tre volte, fa si che le parole e i proclami sono una cosa, la realtà dura e cruda è un'altra".
Insomma l'uomo anziano - e che uomo - alla mercè di selvaggi delinquenti è bell'e dimenticato. Cova invece l'astio dei Signor Nessuno verso i "vip".

mer 16 gen 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

Brasini.jpgSuper-Imu per i negozi sfitti? Sembrerebbe logico, facile e soprattutto equo. Oggi quasi tutti i Comuni hanno fissato le aliquote massime per l'Imu sulle abitazioni sfitte (a Rimini è dell'1,06 per cento), mentre gli esercizi commerciali sono tutti soggetti alla stessa aliquota, che siano affittati a qualcuno o no. Inoltre vi sono leggi nazionali che avvantaggiano chi affitta a canoni agevolati una casa, mentre non esistono distinzioni di sorta fra chi riscuote o non riscuote i canoni delle attività commerciali. Per questo i centri storici "stanno morendo"? O gli affitti esosi sono solo il colpo di grazia dopo le bastonate della crisi?
A Rimini come ovunque, una supertassa immobiliare è la prima risposta che viene in mente, vedendo tante attività costrette alla chiusura o al trasferimento a causa di richieste di affitto perfino raddoppiate da parte dei proprietari. "Ma non è così facile intervenire in questo campo", spiega Gianluca Brasini, assessore al bilancio del Comune di Rimini.
Perché? "Perché, innanzi tutto, le tipologie dei locali commerciali e produttivi sono molto differenziate, mentre una casa è sempre una casa. E se di case da abitare c'è sempre bisogno ed è facile intravedere una speculazione dietro il rifiuto di metterle sul mercato, non è così per tutti gli esercizi. Un capannone può restare sfitto semplicemente perché nessuno lo vuole, in conseguenza di un'infinità di ragioni: per il luogo dove si trova, per il venir meno di certe sue caratteristiche che un tempo lo rendevano appetibile, per il mutamento di certe logiche commerciali, cui un determinato locale non si adatta più. Dunque, se si volessero differenziare le aliquote, bisognerebbe prevedere un'infinità di variabili. Altrimenti si corre il rischio che chi non riesce ad affittare solo perché non trova affittuari diventa cornuto e mazziato: non percepisce alcun canone e per giunta paga la tassa al massimo".

mer 30 gen 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

terremotorimini 1916.jpgIl 29 gennaio si è tenuta a Rimini la Giornata della Protezione Civile. Fra le iniziative, una mostra fotografica a cura dell'associazione "Io non tremo" dal titolo "Liberi di conoscere e convivere con il rischio sismico".
La giornata si è svolta a Castel Sismondo: un luogo fortemente simbolico, perché proprio in piazza Malatesta fu allestita la tendopoli per accogliere gli sfollati del terremoto che nel 1916 colpì Rimini. Altre tende erano state montate in piazza Ferrari. Il sisma, con due grosse scosse in maggio e agosto e uno sciame che si prolungò per mesi, causò da noi un numero di vittime relativamente basso (19 in tutto) ma danni gravissimi in tutta la Romagna e nelle Marche. 
Nella sola Rimini dovettero essere abbattuti ben 600 edifici, mentre quelli lesionati, compreso il teatro "Galli", superarono il migliaio. Andò anche peggio a Riccione, Coriano, Santarcangelo, Savignano, Gatteo: quasi la totalità delle case danneggiate, strage di campanili e ciminiere.
Quello del '16 fu l'ultimo di una serie lunghissima di terremoti che avevano colpito questa parte d'Italia a cadenza più o meno secolare. Eppure, per una quarantina d'anni del ‘900 Rimini e circondario (con l'eccezione, chissà perché, di Morciano) furono "declassificati": da rischio sismico medio a nessun rischio. Con il risultato che il 70 per cento degli edifici oggi esistenti non risponde agli attuali criteri di sicurezza.
Abbiamo quindi un immenso patrimonio immobiliare che avrebbe urgente bisogno almeno di un'occhiatina da parte di un esperto, per vedere come stanno le cose. E gran parte di quei fabbricati, privati e pubblici, produttivi e turistici, probabilmente avrebbero bisogno di essere messi in sicurezza.

mer 13 feb 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

benedettoXVI.jpg"È una scelta, la sua, da cui traspare un alto senso di responsabilità e nella quale si ravvisa la stessa umiltà e disponibilità con cui quasi otto anni fa intraprese il Pontificato. Qualche ora dopo la sua elezione, dichiarò alla folla riunita in piazza San Pietro, di sentirsi come «un semplice e umile servitore della vigna del Signore». Con questi atteggiamenti Benedetto XVI ha guidato giorno dopo giorno la barca di Pietro e con questi sentimenti conclude il suo servizio pontificale.
Tutta questa vicenda ci invita a grande preghiera per rendere grazie al Signore per avercelo dato come Pontefice, sicuri che Benedetto XVI continuerà a servire la Chiesa con il suo sacrificio e la sua grande preghiera"». Così scrive il nostro Vescovo, Monsignor Francesco Lambiasi.
Riflessioni e sentimenti che pervadono tutto il mondo, attonito di fronte a un gesto che era stato compiuto per l'ultima volta nel 1415.
Fra l'altro, quasi 600 anni fa, Rimini ebbe una parte non piccola durante la drammatica crisi passata alla storia come "Scisma di Occidente", che per quasi quarant'anni lacerò la Chiesa con la contrapposizione fra diversi Pontefici, fino ad averne perfino quattro contemporaneamente.
Proprio nella nostra città, infatti, il legittimo Papa Gregorio XII si era dovuto rifugiare, protetto dai fedeli Malatesta. E fu Carlo Malatesta in persona, quale delegato di Gregorio al Concilio di Costanza, a pronunciare la sua rinuncia all'ufficio di romano Pontefice.
Ma la scelta di allora fu dettata da motivi politici. Quella di oggi - e per favore, non chiamiamole "dimissioni" - con la commovente confessione di Benedetto - "Sento la fatica dell'età" - costituisce un atto inaudito nella bimillenaria storia del cattolicesimo, di cui tutti i successori al Soglio di Pietro dovranno tenere conto.
Un gesto epocale, appunto. Di fronte al quale risaltano per contrasto tutte le miserie di un mondo che certo la Chiesa fa sempre più fatica a interpretare. Un mondo che da parte sua si dimostra desolatamente incapace di guardare oltre i suoi angustissimi limiti.

mer 13 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Cicchetti Stefano

"T'è la voipa!"; "Quel chi lè l'ha na voipa m'adoss...". Avere la "volpe", nel riminese si dice allo scansafatiche, a chi non ha voglia di lavorare. Ci sono anche dei modi dire in proposito: "Voipa vot è brod? Sè, se tal me port!": "Volpe vuoi il brodo? Sì, se me lo porti!". Oppure, in Valconca: "La voipa veneranda la vin tre volte al di, la sera la mattina e pure te mizz'dì", cioè: "La volpe veneranda viene tre volte al giorno, la sera la mattina e pure a mezzogiorno".
Però, a quanto ci risulta, nessuno si è preso mai la briga di spiegare come mai la volpe da noi, e solo da noi, sia considerata pigra. In tutto il mondo, invece, nelle tradizioni popolari come nelle fiabe, la volpe è furba, infingarda, perfino lussuriosa, se non addirittura incarnazione di Satana. Ma come il diavolo non dorme mai, alla volpe non è mai mancata la voglia di darsi da fare. E allora?
Gianni Quondamatteo, nel suo "Dizionario Romagnolo (ragionato)", lascia intendere che la pigrizia della volpe sia quella del furbacchione che scarica sugli altri i lavori più pesanti: ".. e volponi di questa specie ne abbiamo tanti ancora oggi". Ma la spiegazione non convince del tutto. Innanzi tutto perché non si comprende come mai solo qui la "volpaggine" equivalga all'indolenza, quando invece ovunque significa scaltrezza. E poi noi al fannullone non diciamo "sei una volpe", ma "hai la volpe".
Ora, quell'avere ci spinge a suggestioni forse fantasiose, ma che qualcuno più qualificato di chi scrive potrebbe approfondire.

mer 27 feb 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

bersani(2).jpgGli italiani non ne possono più? Più che altro, gli italiani non ne hanno mai abbastanza. Sono state le prime elezioni politiche consumate d'inverno. Non solo quello meteorologico, ma soprattutto quello economico e sociale: nel bel mezzo della crisi più tragica che il Paese abbia conosciuto dal dopoguerra. Con la differenza - in peggio - che nessuna ricostruzione è in vista. La risposta degli elettori è stata univoca: non vogliamo essere governati. Chi ha avuto la temerarietà di proporsi a farlo - Bersani e Monti - è stato ridotto a più miti consigli. Premiato invece chi a governare non ci pensava affatto: Grillo e Berlusconi.
Il Movimento 5 Stelle consiste in tanti "no!", dai più sacrosanti ai più inquietanti: no ai condannati in parlamento, agli sprechi, alle ruberie, alle caste, agli scempi ambientali, all'annichilimento della scuola pubblica, al fisco forte coi deboli e debole coi forti, a partiti più sordi dei sassi. E ci voleva un comico perché divenissero priorità: il che la dice lunga sugli altri concorrenti, specie se di sinistra. E poi, però, no all'euro; no - O nì? Non si è capito - al voto agli immigrati; no, a prescindere, alle grandi opere.
Giusto o sbagliato che sia tutto ciò, siamo di molto al di sotto di un programma di governo. Ma proprio qui si annida qui la mossa decisiva: "governo" da noi è diventata una parolaccia e molto prima che lo diventasse "politica". Merito, senza dubbio dei governi e della politica: che però non sono calati da Marte, bensì pervicacemente, per decenni, sono stati voluti da noi medesimi.
Berlusconi ha vinto due volte: primo, perché è vivo e vegeto nonostante un salasso, fra lui e la Lega, che gli costa otto milioni di voti. Secondo, proprio perché non ha vinto abbastanza da dover governare. Ergo, ci sono ancora quasi dieci milioni di italiani disposti a seguirlo ovunque, purché sia raggiunto l'unico obiettivo che conti davvero: che perdano gli altri. E se "ovunque", come annunciato da Berlusconi in persona a scrutini ancora in corso, significa fare un governissimo proprio con gli odiati "altri", nessuno fa una piega. Del resto a ben altre incoerenti enormità sono abituate le pance della destra italiana.
Mario Monti in realtà un po' di voti li ha presi: chi è scomparso, invece, è stato quel centro che nascondendosi dietro il nuovismo bocconiano incarnava il vecchio che più vecchio non si può.

mer 13 mar 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

santagiustina.jpgLa "società civile" da una parte, la "casta" dell'altra. I cittadini vessati da una politica incapace, sorda e per giunta ladrona. Questa rappresentazione della società non è solo italiana e non solo di oggi. Né qualcuno può dubitare che non sia vera. Eppure, c'è qualcosa che non torna. Prendiamo a esempio il fenomeno dei comitati. Il loro dilagare è la prova più clamorosa del distacco fra la politica e i cittadini. I quali non si sentono rappresentati dagli organi previsti dalla democrazia, anche se sono stati eletti dalla maggioranza dei cittadini stessi. Ma i comitati, a loro volta, quanto e chi rappresentano?
Siccome siamo sempre un po' più avanti degli altri, Rimini è da tempo terra fertile di comitati. Di conseguenza, è stata anche una delle prime roccaforti del Movimento 5 Stelle, unico che sia riuscito a commutare le firme nelle petizioni in voti sonanti. Ma proprio grazie alla nostra attitudine ad anticipare la storia, da noi si è verificato anche un ulteriore, interessante fenomeno. Quello del comitato e dell'anti-comitato.
E' quanto si sta consumando a Santa Giustina. L'antica e nobile frazione è nata un paio di millenni fa sulla via Emilia. La nostra innata modestia ci impedisce di gridarlo ai quattro venti, magari valorizzando la pietra miliare romana che giace semi-nascosta accanto alla chiesa, che a sua volta fu antichissima pieve. Pertanto ci siamo limitati a lasciare Santa Giustina al destino comune a tanti paesi che furono di campagna e ora sono ingabbiati dall'urbanizzazione: in altre parole, dal traffico più opprimente.

mer 27 mar 2013 - Notizia di primo piano - scritto da Cicchetti Stefano

euro2.jpgIl Rapporto annuale della Camera di Commercio certifica con i numeri quello che imprese e famiglie avvertono ogni giorno: crisi, recessione, sempre meno soldi in circolazione. Rispetto al resto della Regione, a Rimini le cose vanno anche un po' peggio, soprattutto sul fronte del credito e dell'occupazione. Le sofferenze bancarie da noi sono aumentate del 23,3%. Di qui una diminuzione degli impieghi del 5,8%, che però diventa -8,5% quando si parla di imprese e addirittura -14,3% dei finanziamenti per cassa, cioè non quelli che servono agli investimenti, ma per la normale sopravvivenza delle aziende. E i Consorzi fidi, che hanno svolto un ruolo fondamentale, sono drammaticamente a corto di liquidi. Eppure, c'è anche qualche motivo di fiducia.
Le previsioni dicono che il fondo del barile dovremmo averlo ormai raschiato. Dopo aver fatto peggio di tutti, con una caduta del Pil più rovinosa perfino rispetto alla Spagna, verso la fine del 2013 la tendenza dovrebbe finalmente invertirsi. E nel biennio 2014-2015 la crescita in Italia è prevista fra le più alte d'Europa, seconda solo a quella tedesca. Crescita modesta, ma sempre meglio che niente. Da dove arriva questo refolo di fiducia? Dal fatto che, sempre secondo gli esperti, i sacrifici non sono stati vani. I conti dello Stato sono al sicuro. Il tessuto produttivo non è compromesso e anzi nell'export è decisamente all'offensiva.
Beppe Grillo dice che l'Italia è un Paese già fallito. Fra tante cose discutibili che va gridando, questa è la sciocchezza più grossa. La ricchezza patrimoniale degli italiani è superiore perfino a quella dei tedeschi, la nostra manifattura batte di gran lunga quella inglese e francese. E allora, come mai ci troviamo in braghe di tela?

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