AUTORE Celi Lia

mer 03 dic 2008 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

E tu ce  l’hai già  la Social Card? La versione aggiornata della tessera annonaria del tempo  che  fu  si  profila  come  il  non-status-symbol  più  imbarazzante  dopo  la  palla  al  piede dei condannati ai lavori forzati: anonima come la Social Card, ma se ce l’hai addosso, è difficile dire che non è tua. Anzi,  la  Social Card  imbarazza  ancora  prima  di riceverla. Perché ti viene annunciata con una letterina  ministeriale,  suppongo  di  questo  tenore: «Cavo  amico  (bisogna  immaginarla  letta  con  la voce  del ministro Tremonti),  dai  dati  in  nostvo possesso ci visulta che tu sei un pezzente.

mer 19 nov 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Rimini come le Hawaii?} Sta crescendo fra i nostri figli e un giorno sarà Premier. Di quale Paese, lo vedremo] Obama è a Rimini. Nessuno se n'è accorto – e non c'è da meravigliarsi, con tutti gli «abbronzati», sia in senso proprio che berlusconiano, che circolano in città. Ma Obama c'è - o...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Tempi duri} Forse sarà la volta che diventiamo consumatori adulti] «L'esercente poveretto / non sa più che cosa far / e contempla quel cassetto / che riempiva di danar… ah, la crisi, ussignùr, la crisi…» Il resto potete sentirlo su Youtube, cercando «Ma cos'è questa crisi»: la leggendaria...

mer 22 ott 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{I bei tempi che mai furono} La realtà conta zero e la memoria ancor meno] Ormai si è capito che la realtà dei fatti non conta una fava. Le decisioni della politica, come gli eventi dell'economia sono dettati dalle percezioni. Non importa se vere o false, o semplicemente fuori posto. La...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Idee per combattere l’obesità infantile} Non c’è solo lo sport per mantenere in forma la prole] Mi sento un'ingrata. Di questi tempi nessuno regala nulla, specie gli enti locali, e quando il comune propone una bella iniziativa come «3, 2, 1… sport!», un genitore sensato dovrebbe buttarcisi...

mer 24 set 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Enigmistica per mamme: i misteri del corredo scolastico} Impazza la corsa alle cartolerie: ma ne vale la penna?] Può un paradiso trasformarsi per due mesi all'anno in un inferno? Chi entra in questi giorni alla cartolibreria «La Moderna» sa che la risposta è sì. Quello che da novembre ad...

mer 10 set 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Come curare l’insicurezza dei riminesi} Forse un’educazione al sorriso è più efficace delle divise] Rimini non rientra nel numero delle città in cui è previsto pattugliamento militare nelle strade. Pazienza: per alleviare il senso d’insicurezza che attanaglia i riminesi ormai ci vorrebbe...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Dove sono finite le marche della nostra infanzia?} L’offerta dei prodotti confezionati è ormai monomarca] Chiavacci, Toseroni, Besana, Tanara, Sanson… Non è la gloriosa formazione di qualche squadra padana degli anni Settanta. Sono le marche di gelato che deliziavano i bambini di trent'anni...

commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 17 dic 2008 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

La giostra carbonizzata in piazza Tre Martiri è sparita da qualche giorno. Peccato. Io ce l'avrei lasciata ancora un po'. Come installazione natalizia era molto più anticonvenzionale del presepe di sabbia, anche se puzzava un po' di bruciato, e avrebbe fatto pendant con il minimalismo dell'addobbo della piazza, che ricorda tanto dei tappetini da bagno stesi ad asciugare. 

mer 14 gen 2009 - Notizia di opinioni - scritto da Celi Lia

Archiviato il micragnoso Natale 2008, il consumatore può scegliere fra tre opzioni: malinconia imbarazzata e sgomento malinconico. La malinconia semplice è quella che si prova di fronte alle vetrine che smettono le decorazioni natalizie in tempi ragionevoli, diciamo entro il primo weekend dopo l'Epifania. Colpisce per lo più i sentimentali, quelli che non riescono a odiare le feste, e preferiscono quell'atmosfera febbrile, dolciastra e spendereccia al tetro grigiore del resto dell'anno. Quando gli addobbi sono ancora lì a metà gennaio, causa negligenza del negoziante o mancanza di personale, e restano a impolverarsi fino a Pasqua, la malinconia sfuma nell'imbarazzo, e può sconfinare nel fastidio, perché la scritta «buon Natale» in marzo sembra una presa per i fondelli. 

mer 06 ago 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Scienze di stagione} A quando una laurea in questa fondamentale materia?] Il master in Gestione e amministrazione domestica del cocomero non esiste ancora. Nemmeno nelle università private, che pure offrono specializzazioni ben più fantasiose come «Operatore ambientale per il tempo libero»,...

mer 23 lug 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Tendenze oversize} La donna se ne vergogna, l’uomo se ne infischia] Chissà se l'estate 2008 sarà ricordata come quella in cui venne reintrodotta l'immunità parlamentare. Ma basta guardarsi intorno per notare che un'immunità da tempo sospesa è già stata reintrodotta: quella per i panzoni....

mer 09 lug 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Celi Lia

[{L’abolizione del “per favore”} I clienti dei bar sono sempre più monoverbali] Poche cose urtano un barista riminese (e non solo) come i clienti monoverbali. Quelli, per intenderci, che ordinano la consumazione enunciando una parola sola, «caffé», «acqua», «toilette». Uomini e donne,...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Celi Lia

[{Tanto verde e cultura per tutti, nonostante qualche sbavatura} Forse ci vorrebbe un Rambaldi anche per quella vera] Tornare di tanto in tanto all'Italia in Miniatura è un balsamo per lo spirito. Per chi è sui quaranta, come me, scatta il riflesso "Anima mia", e sembra di entrare nelle...

mer 11 giu 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Celi Lia

[{Pensierini di fine scuola} Solo grazie a loro si crea la magia di un bambino che impara] E' rimbalzata sui giornali la vicenda della quarta elementare romana che si è rivolta a Napolitano per non perdere la bravissima maestra che li seguiva dalla prima elementare e che, giunta ai...

mer 28 gen 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Per la serie «I grandi nemici del riminese», oggi vi parleremo del marciapiede. Sembrerebbe impossibile vedere in questo umile dettaglio dell'arredo urbano una vera e propria minaccia alla quiete e all'incolumità pubblica. Eppure è quanto succede a Rimini.

mer 11 feb 2009 - Notizia di opinioni - scritto da Celi Lia

Ogni tanto faccio un incubo fantozziano. Sono una turista fanatica dello shopping che può trascorrere solo mezza giornata a Rimini ma - disgraziatamente - è un martedì pomeriggio. Mi aggiro fra due ali di saracinesche chiuse, salvo i negozi in franchising e i supermercati uguali dappertutto. Tutte quelle deliziose buticchine di cui mi hanno parlato le mie amiche sono sbarrate. Off limits la famosa gelateria, il fantastico negozio di casalinghi e la pizzicheria segnalata dai gourmet. Per fortuna sono aperte le farmacie, così se ho bisogno di un antidepressivo so dove trovarlo. 

mer 25 feb 2009 - Notizia di opinioni - scritto da Celi Lia

A Pechino c'è un giardino pubblico dove i genitori di giovani single, muniti di foto magari un filino ritoccate, si incontrano per combinare fidanzamenti: i figli sono così impegnati col lavoro che non hanno tempo di cercarsi un partner da soli. Qualcosa mi dice che il matrimonio combinato sta per conoscere un grande ritorno anche in Occidente. I nostri figli hanno il problema opposto dei loro colleghi cinesi, ma il risultato è lo stesso: occupati come sono a cercarsi un lavoro, non riescono a dedicarsi con impegno alla ricerca dell'anima gemella. E comunque, anche se la trovano, ci fanno di tutto tranne ciò che piacerebbe a noi genitori: metter su casa, darci dei nipoti. Dietro tanti sessantacinquenni riminesi con lo sguardo triste c'è un figlio o una figlia che sta mettendo i capelli bianchi senza aver ancora prodotto un fiocco rosa o azzurro. I genitori di maschi hanno qualche chance in più, perché prima o poi l'attempato rampollo dovrà rassegnarsi al fatto che la mamma non ce la fa più ad accudirlo e a conti fatti una moglie costa meno della lavasecco tutti i giorni.

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mer 11 mar 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Poche cose dànno a una strada più decoro e rispettabilità di una cascata di note che zampillano da una finestra aperta. Istintivamente il passante sorride, smette di inveire contro le cacche di cane e le buche nell’asfalto e alza gli occhi, cercando di indovinare dietro quali tendine si nasconde il misterioso esecutore. Come trasportato da una macchina del tempo, paff, dalla triste Rimini del 2009 si ritrova nel bel mezzo di un bozzetto alla Guido Gozzano, e la stradina del centro diventa un pittoresco vicolo della vecchia Torino o della Milano dei tempi d’oro di Casa Ricordi. Dietro quell’angolo potrebbe essere appena sparita una signora con l’ombrellino, da un momento all’altro una vezzosa sartina si affaccerà al balcone per innaffiare le pansé. Perfino il più acceso rifondarolo comincia a rivalutare certi aspetti della borghesia vecchio stampo, ed è colto dall’impulso di entrare nel primo bar (pardon, caffé), e ordinare un bicchierino di rosolio.

mer 28 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Celi Lia

[{I fili diretti radiofonici}] [Come ce la caviamo quando vogliamo dire la nostra alla nazione] I fili diretti radiofonici come "Zapping" su Radiouno o "La zanzara" di Radio24 non sono esattamente programmi che ti fanno saltare sulla sedia. Al ventesimo Marco da Milano o Vincenzo da Napoli...

mer 14 mag 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Celi Lia

[{Terrori materni}] [La generazione post ddt ha paura dei parassiti ma non sa più riconoscerli] Le mamme riminesi sono intrepide. Basta vederle quando fendono il traffico con uno-due bambini in tenera età sui seggiolini della bici, o quando, con occhi più lampeggianti della doppia freccia...

mer 30 apr 2008 - Notizia di Opinioni - scritto da Celi Lia

[{Tempi duri per i bimbi riminesi} Ma ormai l’antitesi è superata: anche i cosmetici sono regalati come giocattoli] «Alla tua piccolina non compri mai balocchi, mamma, tu compri soltanto profumi per te!» Quando ero piccola io, «Balocchi e profumi», vecchio hit strappalacrime degli anni...

mer 25 mar 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Quando incroci i neo-laureati per le strade di Rimini, incoronati d’alloro come consoli di ritorno dalle Gallie o come feretri ambulanti, vieni colto da sentimenti ambivalenti. Non sai se essere contento per loro, o mettergli una mano sulla spalla e dirgli «Coraggio, figliolo, tutto deve finire, prima o poi». Anche gli sfottò di rito acquistano un sapore amaro. Una volta aveva senso umiliare il laureando che, dopo la dura naja accademica, vedeva aprirsi davanti a sé un futuro sicuro da professionista. Lo sberleffo era la tassa che i compagni ancora non affrancati dagli studi facevano pagare al neo-dottore che, col suo papiro sotto braccio, partiva alla conquista del mondo. Ma se ci laureassimo oggi, sarebbe molto difficile non interpretare il coro «dottoore, dottore del buco del *, vaffan*, vaffan*» come un’anticipazione di quello che ci diranno all’agenzia di lavoro interinale quando chiederemo un impiego adeguato al nostro titolo di studio, specie se è una laurea triennale. E ci chiederemmo se vale la pena di spendere l’equivalente di un anno di tasse universitarie (come notava Giampaolo Proni su queste pagine) per festeggiare la nostra entrata in una delle categorie più vittimizzate dalla crisi: i neolaureati.

mer 08 apr 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Per la serie «I grandi nemici del riminese», oggi parliamo dell’Autobus. Oppure, se preferite, per la serie «I grandi nemici dell’autobus», oggi parliamo del Riminese. Cambia solo l’ordine dei fattori, non il loro rapporto, all’insegna dell’incomprensione, della sfiducia reciproca e di un’ostilità tutt’altro che malcelata. E’ evidente che il riminese non si fida del mezzo pubblico. Forse perché il termine «mezzo» gli evoca qualcosa di incompiuto, di lasciato a metà, appunto, e anche perché, come romagnolo, viaggiare su un autoveicolo in cui al posto di guida non c’è lui gli procura un vero e proprio dolore fisico.

mer 22 apr 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Forse l’unico effetto non tragico del terremoto abruzzese è di averci fatto passare, per paradosso, una Pasqua più serena. Dopo giorni di maratona mediatica su cumuli di macerie, lutti, tendopoli fustigate dalle intemperie e moltitudini di sfollati privati di tutto, poterla trascorrere nel modo più banale, sotto il proprio tetto e insieme ai propri cari, ci è apparso per quello che è: un meraviglioso regalo del destino. Anche la gita di Pasquetta ha assunto un altro sapore. Nel senso che pranzare all’aperto seduti su una coperta, con un occhio agli eventuali capricci del tempo, è piacevole solo se sai che la sera cenerai con le gambe comodamente allungate sotto il tavolo del tinello di casa tua. Ma se non hai più una casa in cui tornare, la tua vita diventa un agghiacciante picnic a tempo indeterminato, e la prospettiva di riavere un’abitazione decente e un lavoro su cui reimbastire una routine quotidiana, ti appare allettante come una vacanza. Saggezza spicciola, ma non troppo in una città come Rimini, dove l’insoddisfazione si manifesta in un continuo sciame sismico di lamentele, senza mai sfociare nello scossone in grado di abbattere lo stato delle cose.

mer 06 mag 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Una volta tanto, spezziamo una lancia a favore delle automobili riminesi. Non sono cattive, anzi, hanno un’anima e un cervello spesso superiori a quelle dei loro conducenti. Stufe di essere solo oggetti, status symbol, nonché simbolo di una tecnologia e di uno stile di vita bocciati dalla crisi economica e dal degrado ambientale, i Suv malatestiani hanno deciso di farsi una cultura.

Un bel mattino il macchinone si è guardato allo specchio e si è detto: «Vergogna, un bestione grande e grosso come te non è capace di leggere né di scrivere. Magari sai quanti chilometri puoi fare con un litro, ma se ti chiedono quanti ne fai con due, vai in panne. Avrai pure un motore da cinquecento cavalli, ma come cervello vali meno di un somaro.»

mer 20 mag 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

 

Lo ha certificato il Sole24Ore: a Rimini la spesa è la più cara d’Italia. Più che a Milano, più che a Cortina, perfino più che nella solita Venezia, dove tutto viene trasportato in barchetta. Non sappiamo se sentirci lusingati o imbarazzati. Sempre un primato è, in fondo. Non proprio quello che scriveresti sui cartelli all’ingresso della città - «Benvenuti a Rimini, la città con i generi alimentari più costosi d’Italia» -, ma è sempre qualcosa.

Però, a pensarci bene, l’idea del cartello non è male. Visto che come nuove attrazioni turistiche siamo un po’ scarsucci, vantare la spesa più cara d’Italia potrebbe attirare folle di visitatori, curiosi di sapere come mai qui pane e latte costano più che a Portorotondo. E siccome è effettivamente difficile capirne il motivo, e il mistero intriga sempre, ci torneranno nella speranza di scoprire l’arcano. Rimini potrebbe diventare una meta per i turisti dell’occulto, quelli che affollano le rive di Loch Ness o i castelli della Transilvania. Come mai in questa cittadina marittima da tempo non più sulla cresta dell’onda, soffocata dal cemento e dal traffico, e collocata in una delle zone agricole più produttive d’Italia, la roba da mangiare costa come se arrivasse a dorso di mulo da chissà dove? Che sia una maledizione lanciata da Francesca da Rimini, in punto di morte? O è l’inquieto fantasma di Sigismondo Malatesta che fa la cresta sulla spesa dei cittadini per mettere insieme il denaro necessario a completare il suo Tempio lasciato a metà? O il boom dei prezzi è solo l’eco dei troppi «boom» che squassarono Rimini nel 1944? Materia per una puntata di Voyager di Roberto Giacobbo, più che per un Report di Milena Gabanelli, che preferisce indagare sulle banche di San Marino piuttosto che sui banchi del Mercato coperto.

mer 03 giu 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Il traffico, enorme, efficientissimo tubo digerente, ingoia e metabolizza le sue tragedie in tempi rapidissimi, lasciandosi dietro rimorsi che durano lo spazio di un ruttino al monossido di carbonio. Quando queste righe verranno pubblicate, l’orrore per il pluriomicidio (questo è il suo nome) di via Euterpe si saranno già spenti. Centinaia e centinaia di automezzi saranno passati – ovviamente, senza rallentare – su quelle strisce pedonali insanguinate. E siccome è più facile che i pedoni imparino a volare che gli automobilisti imparino a rallentare, i due poveri nonni falciati davanti al Garden e il loro meno sfortunato nipotino non saranno certo le ultime vittime della Filibusta del volante che infesta le nostre strade.

Nella viabilità riminese, il cittadino appiedato riminese è abituato a sentirsi considerato alla stregua di un acaro della polvere sul tappeto di un salotto: un minuscolo, fastidioso parassita che provoca reazioni allergiche. Ma è davanti a un attraversamento pedonale che lo sventurato tocca con mano (e a volte, disgraziatamente, anche con parti vitali del corpo) la sua condizione di senza-diritti.

mer 17 giu 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Qual’è l’attrazione cittadina più fotografata dai turisti? Non l’Arco d’Augusto né il ponte di Tiberio, né tanto meno la Casa del Chirurgo, di cui i riminesi sono così gelosi da non aver predisposto in città nemmeno uno straccio di cartello che ne indichi l’ubicazione ai forestieri, molti dei quali ripartono senza sospettare di aver “bucato” uno dei siti archeologici più straordinari d’Italia.

No, il soggetto più immortalato dagli obiettivi dei turisti sono le mamme riminesi in bicicletta. Mi riferisco a quelle donnine – in genere giovani e minute - che sfrecciano in città con due o più puponi sistemati su seggiolini anteriori e posteriori delle dimensioni di una poltrona Frau, più borse della spesa e borsoni da spiaggia. Al confronto, la madre peruviana che si inerpica sulla Cordigliera andina con il figlioletto legato sulla schiena è una scansafatiche, e il ciclotaxista di Hanoi è un pappamolle.

mer 01 lug 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

La cena in spiaggia è un rito che ci fa sentire più amici, più riminesi, più in vacanza. Ma bisogna arrivarci preparati. Ecco una piccola guida ai “topoi” del pasto consumato sotto l’ombrellone o sui tavoloni di legno.

PASTA FREDDA. Regina incontrastata del beach-food, nasce dalla leggenda metropolitana secondo cui d’estate una ciotola di maccheroni gelidi e unti è meglio di un bel piatto di lasagne fumanti. La ricetta è semplice: si cuoce troppo o troppo poco una carriolata di pasta, la si condisce con gli avanzi del frigo, la si stiva in un Tupperware grande come un silos e la si tira fuori in spiaggia quando i commensali sono così allupati che divorerebbero pure secchielli e palette. Da maggio a settembre inoltrato, intere famiglie riminesi non mangiano altro, e quando in autunno rivedono gli spaghetti caldi piangono di commozione. Misteriosa caratteristica della pasta fredda è che, a prescindere dal numero degli ospiti e dalla quantità, ne avanza sempre un casino. Ma «il giorno dopo migliora», e non è una bugia: peggio di così non può diventare.

mer 15 lug 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Rassegniamoci: la decadenza del secchiello e della paletta come giochi da spiaggia è irreversibile. Nei negozi l’offerta è decuplicata rispetto agli anni della nostra infanzia, fra i lettini si ammucchiano secchielli, palette e stampini di ogni foggia e colore, sulle passerelle sfilano rassegnati genitori-caddies oberati da sacche zeppe di giocattoli, ma è solo fumo negli occhi. Tutto l’armamentario serve solo a innescare litigi con gli amichetti, o a far venire il mal di schiena a nonna e a mamma che, a fine giornata, devono raccogliere tutte le carabattole. I bambini non sanno più che farsene di quella roba. Molta della quale, peraltro, era già inutile ai nostri tempi.

mer 29 lug 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

E’ di questi giorni la notizia che il comune di Gerenzano, provincia di Varese, di stretta osservanza leghista, invita ufficialmente i cittadini a non affittare le case agli extracomunitari. Vivo sollievo nel resto del mondo, dal Canada alla Nuova Zelanda, nell’apprendere che solo i membri dell’Ue rischiano di diventare inquilini di un gerenzanese. Ancora non si sa se i padroni di casa di Gerenzano hanno accolto l’invito delle loro autorità, o, nel loro foro interiore, hanno valutato che, anche se l’inquilino è straniero, i suoi euro sono comunitari purosangue, e hanno diritto di essere accolti nelle tasche dei locatari varesotti, sotto forma di canone. Il nostro Comune non scoraggia l’affitto agli stranieri; ci pensa già il governo, che nella nuova legge sulla sicurezza minaccia la confisca dell’immobile e addirittura la reclusione a chi affitta a stranieri irregolari. Chi conosce qualche straniero personalmente, e non solo attraverso gli articoli pulp di Libero o della Voce, sa che la vera fabbrica dell’irregolarità è la farraginosa burocrazia italiana. 

ven 07 ago 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Sapete cos’è una «torre del silenzio»? E’ una specie di palco sopraelevato in cui, nella tradizione zoroastriana, si depone il cadavere, perché sia smembrato dagli uccelli rapaci e non contamini la terra. Questa pratica era diffusissima nell’Iran pre-musulmano, e ora si conserva solo nelle comunità Parsi dell’India. Ma per vedere qualcosa di molto simile a una «torre del silenzio» senza spostarsi fino a Bombay, basta fare un salto alla Dimar.

Non sappiamo se i proprietari del negozio abbiano a che fare con Zoroastro, ma è evidente che hanno deciso di liquidare il glorioso emporio di dischi e spartiti in puro stile parsi: abbandonandolo all’amorosa rapacità dei musicofili. Sulla salma ancora calda sono calati rapidamente stormi di avvoltoi da tutto il Centro-Nord, pronti a spolpare la labirintica carcassa di Dimar fino all’ultima musicassetta di Toni Santagata e fino all’ultima partitura per ocarina e viola da gamba curata dal maestro Vattelapeskij.

mer 26 ago 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Un’auto imbocca contromano a tutta velocità l’angusta viuzza dove abiti, proprio mentre stai scendendo cautamente in strada con tuo figlio in passeggino. «Cosa fa? E’ senso unico,» dici al conducente. Dall’abitacolo si affaccia un energumeno brizzolato che, con marcato accento riminese, sbraita: «Mò dove vado, scignora? Dove vado, porcod…?» E, sempre bestemmiando, sparisce dietro l’angolo. La risposta più immediata sarebbe: chissenefrega dove va lei, buon uomo, ma ci vada rispettando il codice stradale e, possibilmente, anche la buona creanza. Ma poi ti rendi conto di aver appena avuto un faccia a faccia con uno dei maggiori pericoli pubblici della viabilità cittadina, e ringrazi il cielo di esserne uscita viva. E ti vengono in mente tutti gli incidenti mortali occorsi a pedoni, ciclisti e motociclisti, provocati da auto alla cui guida, registravano le cronache, c’era un riminese fra i sessanta o settant’anni. Che non ha rispettato lo stop, non si è fermato davanti alle strisce pedonali o ha infilato male la rotonda.

mer 09 set 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Qual è stato il tormentone sonoro dell’estate riminese 2009? Dipende dalle zone. La linea di demarcazione è, come al solito, la stazione ferroviaria: verso il mare, impazzavano Lady Gaga e Bob Sinclair. Verso monte, la colonna sonora delle notti d’estate erano soprattutto i vagiti di neonati insonni e i telefonisti da davanzale. Sound controversi, perturbanti, che dividono pubblico e critica su una delicata questione estetico-musicale: all’una di notte rompe più le balle un neonato che frigna a distesa o una tizia che litiga al cellulare in dialetto? Anche in questo caso conta molto la sensibilità personale. Chi non ha figli, ma ha un cellulare e/o parenti residenti nel Centro-Sud, può trovare più insopportabile il pianto del neonato, e giustificare la signora o signorina che, nelle ore notturne, telefona ai familiari lontani affacciata al davanzale. E’ un fatto che in molte zone del centro storico c’è pochissima copertura di rete nelle parti più interne delle abitazioni, e i cellulari funzionano solo in prossimità di porte e finestre, possibilmente spalancate.

mer 23 set 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Per uomo o donna da marciapiede si intende una persona che esercita una professione degradante (almeno nell’era pre-D’Addario), e nella forma più degradante. E se a toccare il fondo della degradazione è un marciapiede? Avremo un marciapiede da marciapiede, spettacolo indecente e scandaloso, sconsigliabile ai bambini e imbarazzante per i turisti. A differenza degli esseri umani della stessa risma, i marciapiedi da marciapiede non stazionano lungo gli stradoni di periferia: infestano soprattutto il centro storico, esibendo oscenamente ad ogni ora del giorno e della notte orifizi dei diametri più svariati, malamente coperti da qualche brandello d’asfalto. Ma i marciapiedi da marciapiede sono molto peggio delle donne da marciapiede, che si limitano a far cadere in tentazione i padri. I marciapiedi da marciapiede fanno cadere, e non in senso traslato, anche madri, nonni, figli piccoli, neonati, e qualunque creatura sia in grado di muoversi su gambe o su ruote. 

mer 07 ott 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Ho detto basta. Quella di ieri era proprio l'ultima. Ormai ero arrivata a una-due al giorno, dopo i pasti, e non mi davano più nemmeno tanto gusto, tant'è che a volte le lasciavo a metà. Erano un rito, un tic, un vizio da godere in solitudine, o da condividere al massimo con il mio figlio più piccolo, che ne va matto, e quando me ne vede una in mano strepita e allunga il braccino per prenderla. E io? Gliela cedo, naturalmente, e lo guardo compiaciuta mentre la consuma fino all'ultimo. 
Prima che mi denunciate per istigazione di minore al tabagismo, meglio chiarire che non sto parlando di sigarette, ma di pesche. Io le adoro. Primo, perché, come tutta la frutta, mi permettono di recitare uno dei ruoli più utili e nonviolenti previsti dal copione di Madre Natura, quello del bestione goloso che si sbafa la pesca e in cambio fa da tassista per il nocciolo. Secondo, perché le pesche romagnole sono in assoluto le migliori del mondo, con buona pace degli americani, i soli a produrne più di noi, ma quanto a sapore lasciamo perdere (e parlo per averle assaggiate sul posto). 

mer 21 ott 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

I residenti di via Brighenti sono come i bambini: gli dài un dito di carta stampata, e loro pretendono una mano. Da quando è uscito il pezzullo sulla Death Valley in miniatura (neanche tanto) rappresentata dal marciapiede davanti al Liceo Classico, quando esco di casa vengo spesso apostrofata da signore inviperite e gentiluomini sdegnati che mi invitano a denunciare altre emergenze limitrofe. «E di questa, quando parliamo?» mi interroga la vicina, indicandomi con aria di rimprovero la cacca davanti a casa sua, manco l'avessi fatta io. Caspita, saranno circa quarantatre anni che non defeco davanti a una casa, e anche allora non danneggiavo nessuno, perché portavo i pannolini. No, la mia vicina ce l'ha con i cani che scagazzano davanti alle nostre dimore, e ancora di più con me che, pur avendo in mano la leva del quarto potere non denuncio il malcostume canino-padronale. (In realtà ne ho parlato un paio d'anni fa, ma la signora si è trasferita in via Bertani solo di recente.) 

mer 04 nov 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Poche esperienze ti fanno conoscere la tua città come la ricerca di una casa da acquistare. Vedi Rimini da un'altra prospettiva. Il paesaggio urbano si ridisegna a seconda del prezzo per metro quadro, un indice impazzito che schizza o precipita da un quartiere all'altro, a volte da una strada all'altra. La tua Rimini mentale si rimodella in un plastico stravolto in cui l'altezza degli edifici corrisponde al loro costo in migliaia di euro: il villino svetta come un grattacielo, il Grattacielo è rasoterra. La vecchia casa nel centro storico, che evoca placidi quadretti stile Signorina Felicita di Gozzano, è in realtà un mostro vorace che ti indebiterà per sette generazioni; pochi chilometri più in là, oltre la Statale, i prezzi sprofondano, ma anche il tuo umore, all'idea di trasferirti da quelle parti. 
A te piacerebbe restare nel centro storico, e pazienza se ormai devi dire buongiorno ai vicini in russo o in cinese. Ma oggi centro storico è un termine un po' vago. Dalla cerchia delle mura è dilagato verso la Fiera vecchia, e oggi per "adiacenze centro storico" si intendono le Celle. Ancora qualche metro, e non si capirà più se sono le adiacenze del centro storico di Rimini o di quello di Santarcangelo. La nuova definizione di "centro storico" è: porzione di città in cui devi scegliere se avere un'auto o avere figli. Se vuoi tenere l'una e gli altri, devi uscire dal centro e indagare su ogni cartello «Vendesi». 

mer 18 nov 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Chi festeggerà il Natale più prospero degli ultimi anni? I produttori di disinfettanti spray, quelle bombolette che ci illudono di sterminare la subdola filibusta di germi, virus e batteri che tentano l'arrembaggio all'indifeso corpicino dei nostri fanciulli. 
A quanto pare, in Italia l'influenza suina è l'unica entità che se ne sbatte dell'anzianità e dà la giusta attenzione alle giovani generazioni, fin dai banchi di scuola. Tant'è che quando la becca uno di mezza età, si sente così lusingato che, invece di starsene a letto si imbottisce di tachipirina e va al lavoro lo stesso per farsi bello con i colleghi: se il virus mi ha scambiato per un ventisettenne, magari ci casca anche la nuova segretaria carina. E' proprio vero che del maiale non si butta via niente, nemmeno l'influenza. 

mer 16 dic 2009 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Prima di bollare la moda del cane da borsetta come l’ennesima prova che l’Occidente si è definitivamente bevuto il cervello, fermiamoci un attimo. Siamo sicuri che sia un’idea così balorda? E’ noto che le borse femminili sono talmente caotiche che per recuperare le chiavi o il portafoglio ci vuole un segugio. E siccome è difficile convincere un segugio in una borsetta, bisogna miniaturizzarlo. Il guaio è che a volte nella borsetta rischia di perdersi pure il cane (quindi, se vedete delle signore con la testa infilata nella borsetta che chiamano disperate Cicci o Puffi, non telefonate al 118 – probabilmente stanno solo cercando il cagnolino. In genere è rimasto intrappolato nella trousse da trucco, e quando riemerge è tutto sporco di rossetto).

mer 13 gen 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Si può discutere del fatto che il Natale ci renda tutti più buoni. Ma una cosa è certa: le feste di fine anno ci rendono tutti più cinesi. Dopo ogni Epifania, ognuno di noi si ritrova in casa mezza tonnellata di Cina in più, fra giocattoli, piccoli elettrodomestici e chincaglieria varia. Del resto era cinese anche tutto l'apparato di decorazioni natalizie, dall'albero sintetico alle ghirlande luminose, per non parlare degli addobbi - ebbene sì, anche la stellina di legno in stile tirolese che abbiamo comprato al mercatino natalizio di Vipiteno da una graziosa Fraulein in costume tipico, anche quella è «made in Prc», che non significa «puro rovere carinziano», ma People's Republic of China. Pure il carillon con Babbo Natale che balla il Valzer delle candele con le renne, pure le statuine del presepe, e perfino la tovaglietta rossa ricamata con i fiocchi di neve. 

mer 27 gen 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Cosa significa «un ammasso ferroso»? Cari organi di stampa, non potete lasciarci nell’incertezza sulla natura dell’oggetto misterioso rinvenuto nel sottosuolo di Viserba. Okay, non era una bomba, e questa è già una notizia, visto che grazie al generoso impegno profuso da Alleati e alleati di Mussolini, noi riminesi camminiamo su una specie di panettone con ordigni bellici al posto di uvette e canditi, e basta scavare per trovare una Bella Addormentata esplosiva, pronta a svegliarsi al bacio troppo energico di una ruspa. Ma se non è una bomba, l’”ammasso ferroso” di via Morri cos’è?

mer 10 feb 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Essere donna comporta una quota inevitabile di sofferenze psicofisiche, per lo più autoinflitte – la ceretta, i tacchi alti, l’assurda competizione con figone chiaramente siliconate e fotoritoccate, il cappuccino alla soia, eccetera. Ma cosa spinge una donna ad aggravare la sua già pesante soma di tormenti trascinandosi dietro il partner quando va a fare compere? Perché rovinarsi quello squisito momento di autogratificazione che è lo shopping, e inserire un terzo incomodo nella coppia perfetta formata da una ragazza e dal suo bancomat?

Okay, passi per le signore anziane che si portano dietro il coniuge ingrugnato quando vanno a fare la spesa al Conad: in questo caso è un’opera buona, tanto per staccare il nonno dal televisore e impedirsi di sedersi a tavola già alle dieci di mattina col tovagliolo al collo reclamando il pranzo. «Vuoi il puré o le zucchine trifolate?» gli chiede pazientemente la moglie, davanti al banco dell’ortofrutta, tentando di destare il suo interesse. Ma cosa ne sa lui? Puré, zucchine, gli va bene qualunque cosa, purché se la ritrovi pronta nel piatto per mezzogiorno in punto davanti alla tivù accesa.

mer 24 feb 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Accusare i giovani di non aver più voglia di lavorare è un classico delle rimostranze degli anziani attestata fin dalle iscrizioni cuneiformi babilonesi. Ma che i vecchi non abbiamo più voglia di cucinare non è un’accusa, è una triste verità e un allarmante sintomo della crisi dei valori. Tutti quei cibi pronti che negli negli spot pubblicitari scaldano le serate di maliziose giovani coppiette o consolano autoironici single trentenni, al supermercato li vedi per lo più nei carrelli delle signore anziane. Proprio quelle che ti immagini chine sui fornelli a mescolare il ragù, con le mani odorose dell’aglio con cui hanno appena condito i sardoncini: sono loro le seguaci più fedeli dei «Quattro salti in padella» e le migliori clienti delle rosticcerie – e sì che sono care ammazzate.

mer 10 mar 2010 - Notizia di satira - scritto da Celi Lia

Smettere di fumare fa bene. Chi scrive ha interrotto da qualche settimana una quasi trentennale carriera da tabagista, e può testimoniare che ci si sente meglio da subito, a parte quei due o tre attacchi quotidiani di licantropia, rintuzzabili con chewingum e affini (di qui il «Mascellone dell'ex fumatore», una tipica ipertrofia dei muscoli coinvolti nella continua masticazione del chewingum, che dà a chi smette di fumare una vaga somiglianza con il compianto attore James Cagney). Oppure si può ricorrere alla «sigaretta elettronica», disponibile nelle farmacie più fornite: trattasi di un atomizzatore ricaricabile munito di filtro aromatico (con aromi alimentari, oppure con nicotina per chi non riesce a privarsene di colpo), e perfino di finta brace che si illumina ad ogni boccata. Invece della velenosa nuvoletta, aspiri ed emetti un vapore acqueo dall'odore vagamente tabaccoso. L'illusione è quasi perfetta, e il fumatore, come il fanciullo malato di cui parla il Tasso, «dall'inganno suo vita riceve». 

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