AUTORE Berrima Fatima

mer 16 dic 2009 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

 

"La cittadinanza è una cosa seria, non un regalo da distribuire a tutti per Natale. Dieci anni, e non meno, sono un tempo ragionevole e necessario per poter acquisire e condividere pienamente valori, identità e principi fondamentali del nostro Paese".

Non può essere altro che la voce della Lega, rifiutando così la proposta della sinistra di ridurre i tempi di attesa da 10 a 5 anni. La proposta del Pdl mantiene invariati i termini attuali, anzi introduce nuove verifiche. Gli immigrati dovrebbero comunque risiedere regolarmente per almeno dieci anni in Italia prima di diventare cittadini, ma anche frequentare corsi obbligatori di storia e cultura italiana ed europea, educazione civica e Costituzione. I loro figli nati nel nostro Paese potrebbero ancora chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni, ma a patto di aver frequentato con profitto tutta la scuola dell’obbligo.

 

mer 23 feb 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

 

"La grave crisi sociale e politica dei Paesi del Maghreb crea il rischio di una vera emergenza umanitaria, le probabilità di fuga di clandestini in Italia sono altissime". Sono le parole di Maroni dopo le notizie giunte da Lampedusa. Il Ministro si riferiva alla Tunisia che ha vissuto il 14 gennaio la fine di una rivolta guidata dai giovani disoccupati costringendo Ben Ali a fuggire dal paese con la sua famiglia. 

In Egitto, invece, la lotta dei giovani per mandare Mubarak a casa ha impiegato circa tre settimana e finalmente ce l'hanno fatta.
I due paesi avevano stipulato con l'Italia accordi in materia d'immigrazione. Accordi che avevano impedito a tanti giovani di attraversare il Mediterraneo anche rischiando la propria vita. Mentre i tassi di disoccupazione nei due paesi erano il doppio di quelli dichiarati dai rispettivi governi. Una situazione sociale diventata ormai insopportabile che ha portato un giovane come El Bouazizi a bruciarsi, senza sapere che con il suo atto ha cambiato finora la storia di milioni di persone.
È importante sottoline

 

mer 12 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

Davanti ad una situazione ormai incontenibile c'è stata l'iniziativa organizzata dai commercianti del quartiere più nominato negli ultimi giorni: Borgo Marina, appunto. I piatti asiatici e nordafricani preparati dalle due comunità con lo scopo di creare un dialogo tra gli abitanti del quartiere sembrano non aver raggiunto il loro obiettivo. Durante la festa abbiamo intervistato diversi cittadini italiani e bengalesi abitanti del quartiere e l'impressione che emerge è che la situazione sia estremamente difficile. Alcuni hanno dichiarato che il problema non è in chi vive o ha attività nel quartiere, anzi, secondo una signora loro sono gentili e regolari con i pagamenti degli affitti e non creano seccature mentre il problema è quello della moschea, che non è più il luogo adatto per i musulmani. La rabbia di un'altra signora è tale che ha boicottato la festa considerandola uno "schifo", anche per gli spacciatori che rimangono nascosti negli angoli della via. Dall'altra parte gli organizzatori principali della festa l'hanno voluta per difendersi davanti alle accuse pesanti contro i commercianti asiatici. La festa ha visto la partecipazione del primo cittadino, il sindaco Gnassi, che ha voluto lanciare il messaggio che la questione del quartiere è nell'agenda politica della nostra città. Da parte sua Cavuoti (Responsabile del Centro Islamico) ha ripetuto che la moschea non c'entra niente con la malavita del quartiere e l'impegno della comunità sarà quello di trovare uno spazio più adatto e dignitoso alla preghiera dei fedeli.

mer 26 ott 2011 - Notizia di attualità - scritto da Berrima Fatima

Il 23 ottobre in Tunisia, erano migliaia le file per votare la prima volta dopo la caduta del regime di Ben Ali. Dopo nove mesi dall'inizio della rivolta che ha portato alla caduta del regime di Zine El Abidine Ben Ali, la prima tra i paesi coinvolti nella cosiddetta "Primavera araba", i tunisini sono chiamati ad eleggere i 217 membri di un'assemblea costituente che dovrà scrivere una nuova costituzione, nonché eleggere un presidente e un governo di transizione che rimarranno in carica lungo il periodo della stesura.
I cittadini tunisini all'estero hanno votato dal 20 al 22 per 18 membri dei 217 membri del Consiglio Costituente. 
A Rimini i cittadini tunisini hanno votato presso le Celle. Abbiamo intervistato alcuni di loro e queste sono state le loro dichiarazioni.
Zuhair che vive a Rimini da 28 anni segue attivamente tutto quello che accade nel paese d'origine e spera che queste elezioni cambino il paese per migliorare la qualità della vita e dare più opportunità ai giovani per non emigrare. Zuhair aggiunge che l'organizzazione è stata buona ma il fatto di non averlo saputo abbastanza tempo prima, non gli ha dato la possibilità di conoscere i partiti e i loro programmi.
Sig. H che vive a Rimini da 20 anni ha votato solo una volta in Tunisia e non si ricorda più come si vota. Si è recato alle urne dopo aver saputo dai suoi connazionali che c'era la possibilità di votare anche a Rimini. Augura tutto il bene alla Tunisia sperando in un futuro migliore per tutti.

mer 21 mar 2012 - Notizia di - scritto da Berrima Fatima

ح. من أصول شمال افريقية وهي احدى القصص التي نتعرض لها كل يوم. حكايت مليئة بالاحلام التي تم تحقيقها و اخرى لازالت تنظر. ح.28 سنة متزوجة و لديها طفلين ادلت لنا بهذا التصريح اين تروي لنا تجربتها كاجنبية في ايطاليا.
كم سنة قضيت في ايطاليا و كيف اتيت الى هنا؟
من 15 سنة و انا في ايطاليا و قدمت هنا مع عائلتي.
كيف كانت هذه السنوات؟
عندما قدمت كان عمري 13 سنة و تم تسجيلي في المدرسة الاعدادية القريبة من البيت، ثم درست بالثانوية و اخيرا تسجلت في الجامعة لكني لم اكملها لاني فهمت فيما بعد انه ليس الاختصاص الذي كنت اريد. عندما تزوجت عملت لمدة سنة ثم حملت و بذلك دخات في فترة الامومة.
بعد المدرسة الثانوية دخلت الى فريق معرف لكرة القدم بريميني، كيف كانت هذه التجربة؟
تعرفت في المدرسة على فتاة تمارس كرة القدم في ذلك الفريق فكانت هي من شجعني على اللعب. لعبت معهم 5 سنوات. كانت تجربة جديدة سمحت لي بالتعرف على اصدقاء جدد. لعبت محجبة و قد تقبلوني لان الحجاب لم يكن عائقا امام اندماجي. بعد زواجي لم يكن من السهل التوفيق بين الالتزامات الاسرية و الكرة فاخترت ان اتركها.
بعد ولادة طفلك الاول قررتم العودة الى البلد الام رغم الحصول على الجنسية الايطالية، لماذا هذا الاختيار؟
احد الاسباب الرئيسية هو اننا كوالدين حريصون على ان يتعلم ابناؤنا لغتنا العربية و الدين الاسلامي.
لكن لولادة الابن الثاني قررتم العودة لايطاليا لماذا؟
كما هو معلوم، الرعاية الصحية ببلدي سيئة مقارنة بايطاليا. و اذا اردت ان احضى برعاية صحية كما يجب فلابد لي من التوجه الى مصحة خاصة تكون تكلفتها مرتفعة. اضافة الى اني

mer 13 giu 2012 - Notizia di - scritto da Berrima Fatima

Abbiamo incontrato Marina, colombiana d'origine e da alcuni anni in Italia.
Da quanti anni sei In Italia?
Sono arrivata tre anni fa. Da allora non sono più tornata nel mio paese, mentre sono stata in Spagna insieme a mio marito, a trovare una sorella che vive lì. Abbiamo pensato di andarci anche perché in Spagna la mia Laurea sarebbe riconosciuta.
Ci puoi dire qualcosa della tua vita in Colombia?
Sono laureata in Farmacia e ho lavorato per 11 anni, in questo ambito. Negli ultimi anni lavoravo come Diregente tecnico in un grande laboratorio. 
Perché hai deciso di lasciare il tuo paese e il tuo lavoro?
Perché mi sono sposata con un italiano e ho deciso di seguirlo. La scelta è dovuta al fatto che professionalmente avevo raggiunto livelli elevati ma non ero riuscita a costruirmi una famiglia perché non avevo tempo da dedicargli.
Come immaginavi l'Italia prima di trasferirti?
Ho conosciuto l'Italia da turista e ho visto i luoghi più belli del paese, però la realta è diversa. Quando sono venuta qui pensavo di poter lavorare in una parafarmacia però con il passare del tempo ho capito che non sarebbe stato semplice perché qua ci sono tanti laureati in farmacia e purtroppo il mio titolo di studio non veniva riconsciuto.

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