AUTORE Barlaam Lorella

mer 19 nov 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[{Lunetta Savino a Cattolica con “Casa di bambola” di Ibsen e Leo Gullotta a San Marino con “Il piacere dell’onestà” di Pirandello} Quando il teatro porta in scena interpreti televisivi perché veri artisti e quando solo per richiamare pubblico] “Doveva passare per i pacchi televisivi per...

mer 19 nov 2008 - Notizia di Musica e cinema - scritto da Barlaam Lorella

[{Nel magazine di culto il ritratto di un nostro giovane artista} Il tatuaggio, arte scritta sul corpo] Il nostro è un territorio ricco di creatività emergenti, anche in un campo artistico “di nicchia” come è quello del tatuaggio. Il numero in edicola del bimestrale di culto Tattoo Italia...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Zenta ad Zìtà - scritto da Barlaam Lorella

[{Viaggio negli antichi mestieri} Antiqua Coppedè: l’anima dell’antiquariato Il segreto? Materiali originali e lavorazioni tradizionali] “Da 24 anni siamo in via Cairoli” racconta Nicoletta, anima di Antiqua Coppedè. Con alle spalle tre generazioni di antiquari e restauratori, Nicoletta...

mer 05 nov 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[{Il libro di Pier Luigi Nicolò “Da Cibele a Maometto - Storia della Pietra Nera della Mecca”} Lo studioso riminese avanza un’ipotesi affascinante ] E’ appena uscito per i tipi della società editrice “Il Ponte Vecchio” il libro di Pier Luigi Nicolò “Da Cibele a Maometto - Storia della pietra...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Borgo S. Andrea - scritto da Barlaam Lorella

[{Viaggio nelle botteghe artigiane} Veronica Zavoli, la passione per la ceramica] Veronica Zavoli si definisce “un’artigiana, più che un’artista”. Del suo laboratorio di ceramica in Via Soardi ha fatto una bottega creativa dove non solo realizza i suoi oggetti, ma accoglie anche corsi per...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

Montetiffi, paese delle “teglie”, custodisce il segreto di un mestiere fatto di terra e fuoco. Elementi con cui si misurava da maestra Katiuscia Capitani, la giovane ceramista scomparsa il tre giugno di quest’anno. Il 21 settembre, nell’ambito della manifestazione “Gli artigiani del fuoco”, è stata...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Riccione - scritto da Barlaam Lorella

[{“Wine and Chocolate” a Ciocopaese} Una degustazione guidata attraverso un insolito piacere] “Impariamo a degustare il vino con il cioccolato” è l’invito che Bruno Piccioni, membro dell’Associazione Italiana Sommeliers di Romagna, rivolge ai cultori del piacere dei sensi con “Wine and...

mer 08 ott 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[{Un racconto di Marco Missiroli nell’antologia pubblicata da Barbera editore} La condizione dei trentenni oggi tra precariato e disillusione] Marco Missiroli, nato a Rimini nel 1981, con il primo romanzo Senza coda (Fanucci) ha vinto il Campiello Giovani 2006 per l’opera prima. Il suo...

mer 24 set 2008 - Notizia di Benessere - scritto da Barlaam Lorella

[{Il Centro Antiginnastica di Rimini riapre le iscrizioni} La proposta di un percorso di vitalità e armonia tra l’anima e il corpo] Il Centro Antiginnastica, condotto dal 1988 da Fosco Matteini, formatosi con Therese Bertherat e per anni a sua volta formatore, e da Elvira Finato, è il primo...

mer 24 set 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[{Parte a novembre l’eterogeneo cartellone del teatro riminese} In scena anche Erri De Luca, il Teatro delle Albe e Ascanio Celestini] 30 titoli per 48 rappresentazioni: al Teatro Novelli comincia la “bella stagione”, che da novembre ad aprile porta a Rimini le migliori produzioni del teatro...

mer 10 set 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[Conferme e novità al Mulino di Amleto tra laboratori e nuove produzioni Intervista all’attore e regista Gianluca Reggiani] Il Mulino Di Amleto è lo spazio teatrale autogestito dall’associazione Banyan a Rimini dal maggio 2003. Una “zona franca” battezzata nel nome degli infiniti Amleti che...

mer 10 set 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[{Nel borgo San Giuliano i murales del pittore Italo Paolizzi} Nella sua arte l’amore per la città e per Fellini] E’ da poco terminata la XVI Festa dè Borg, l’appuntamento biennale che invita a riscoprire un angolo caratteristico della città, le sue vie, le piazzette e i muri delle case,...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

Il 31 agosto ouverture con l’Orchestra Filarmonica della Scala In questa edizione un’attenzione particolare alla Russia, con autorevoli interpreti come il pianista Denis Matzuev La 59° Sagra Musicale Malatestiana il 31 agosto entra nel vivo con i grandi concerti sinfonici (in scena...

mar 26 ago 2008 - Notizia di Borgo S. Giuliano - scritto da Barlaam Lorella

[{Intervista al Presidente dell’Associazione Commercianti di San Giuliano} Il 30 agosto l’anteprima della Festa De Borg] Aspettando la Festa dè Borg, l’Associazione Commercianti di San Giuliano ci regala un altro giorno di festa il 30 agosto. Protagonista il 6 e 7 settembre di un momento...

mer 17 dic 2008 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Per la rassegna "Riminesi venuti da lontano", la nuova proposta del Teatro Novelli di Rimini, il 20 dicembre alle 21 Nicoletta Magalotti alias NicoNote porterà al Teatro degli Atti la sua inconfondibile voce in "Rhapsody (o alfabeto in sogno)", drammaturgia sonora ispirata a "Glossolalia, Poema sul suono" del simbolista russo Andreyi Belyi, da lei ideata. La composizione del suono e performance live sono affidati a Mikael Plunian, con la consulenza letteraria di Luca Scarlini. "Lo spettacolo che presento - ci racconta NicoNote - è un work in progress.

mer 17 dic 2008 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

mer 17 dic 2008 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

mer 14 gen 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

"Non-Congelateci il sorriso", quest'anno alla sua seconda edizione, è un'iniziativa delle gelaterie artigianali per contrastare il fenomeno del bullismo. Il progetto, realizzato dalle gelaterie artigianali in collaborazione con CNA e BuonLavoro, l'Università di Bologna, l'Ufficio Scolastico provinciale e l'Assessorato al Servizi Sociali della Provincia di Rimini, con il sostegno della Fiera di Rimini, ha coinvolto quest'anno la scuola media Alighieri-Fermi di Rimini e la Manfroni-Pascoli-Cervi di Riccione.

mer 14 gen 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 14 gennaio a Rimini, al teatro Novelli, e il 14 febbraio presso il Teatro della Regina di Cattolica va in scena "Gomorra", lo spettacolo del Mercadante Teatro Stabile di Napoli - vincitore del premio E.T.I. 2008 per la novità italiana - nato in stretta collaborazione tra il regista Mario Gelardi e lo scrittore Roberto Saviano durante la stesura dell'omonimo romanzo-reportage. "Gomorra.

mer 23 lug 2008 - Notizia di Borgo S. Giovanni - scritto da Barlaam Lorella

[{Renato Gennini ha vissuto tutti i suoi 94 anni in via Cairoli} “Nessuno dei miei figli ha voluto fare il falegname come me”] Da casa al lavoro dieci minuti, otto se cammino veloce. Ci sono mattine che i minuti sono sette, e mentre percorro via Cairoli recitandomi il mantra del poco tempo e...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Musica e cinema - scritto da Barlaam Lorella

[{Dal 27 giugno inizia la rassegna} Morris, Bollani e Quintorigo tra i nomi] Percuotere la Mente, rassegna che la Sagra Musicale Malatestiana dedica alle nuove sonorità, apre a Rimini il 27 giugno con il pianista Stefano Bollani. Sei serate presso la Corte degli Agostiniani che contaminano...

mer 25 giu 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[{Dal 6 agosto al 30 novembre è tempo di Sagra Malatestiana} Tra le novità uno spazio dedicato ai linguaggi contemporanei con installazioni audiovisuali] Il programma della 59° Sagra Musicale Malatestiana è ricchissimo: dal 6 agosto al 30 novembre Rimini torna al centro della grande musica....

mer 28 gen 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

“Gusto bullo esaurito” è il titolo della campagna di comunicazione ideata dai ragazzi delle medie di Rimini (Alighieri-Fermi) e Riccione (Manfroni-Cervi-Pascoli) nell’ambito della seconda edizione del progetto “Non Con-Gelateci il sorriso”. Il progetto è stato  realizzato da alcune gelaterie artigianali in collaborazione con CNA e BuonLavoro, l’Università di Bologna, l’Ufficio Scolastico provinciale e l’Assessorato al Servizi Sociali della Provincia di Rimini, con il sostegno della Fiera di Rimini, che ha fatto sua l’iniziativa e si è offerta di ospitarne gli sviluppi. 

mer 28 gen 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

È appena uscito per Manni editori “A poca voce”, primo libro di poesie di Marco Pivato. Riminese, Pivato è chimico farmaceutico e giornalista scientifico, collaboratore de “La Stampa”. La prefazione è di Sergio Zavoli. «Sergio mi ha spinto a pubblicare», racconta Pivato. «Mi ha chiesto di allegerire il testo, e mi ha fornito le chiavi per parlare d'amore e di scienza in versi. Il poeta Ennio Cavalli, invece, mi ha insegnato di cosa parliamo quando parliamo di poesia.

mer 11 feb 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sabato 31 gennaio è stata inaugurata a Viserba Monte la “Casa del teatro e della danza”, in una chiesina sconsacrata del 1916 restaurata grazie ai finanziamenti della legge regionale n.21/96. Un nuovo spazio per i giovani che vuole rappresentare un centro di cultura e aggregazione in una zona della città sempre più antropizzata ma ancora priva di un suo baricentro sociale. La volontà delle istituzioni di impegnarsi sul territorio in progetti per le giovani generazioni ad alto valore formativo è stata ribadita dai partecipanti all’inaugurazione, tra gli altri Leonina Grossi, consigliera provinciale delegata alle pari opportunità, e Massimo Pironi, consigliere regionale. Le “chiavi di casa” sono state affidate a Riminiteatri, l’associazione che riunisce una ventina fra i gruppi più importanti della provincia. Il progetto mira a sviluppare un’attività di pedagogia e formazione attorno al teatro e alla danza nel periodo invernale a cura di Alcantara, gruppo “storico” di Rimini che da trent’anni si occupa di formazione teatrale come laboratorio per “essere nel mondo”, e di Claudio Gasparotto di Movimento Centrale, per “far parlare i corpi della gente” con il lavoro-preghiera del corpo danzante. Nel periodo estivo, la Casa si aprirà a un lavoro di sostegno alla ricerca ed alla creatività delle compagnie, gestito da Riminiteatri.

mer 25 feb 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 “Si può in un bicchiere vuoto/Bere il ricordo del vino?” domandava Giorgio Caproni. Così è raccontare uno spettacolo…

Domenica 8 marzo al teatro Bonci debutta “Lo spazio della quiete” del Teatro della Valdoca, compagnia fra le più attive e originali dell’attuale scena teatrale italiana, nata nel 1983 proprio a Cesena, ad opera del regista Cesare Ronconi e della drammaturga Mariangela Gualtieri. A 25 anni dalla prima assoluta a Modena torna in scena il primo, folgorante spettacolo della compagnia, con la regia di Ronconi e l’ideazione di Mariangela Gualtieri. Allora in scena c’erano la stessa Gualtieri e Paola Trombin, che aveva partecipato alla realizzazione. Oggi lo spettacolo ha nuove interpreti e la compagnia annuncia un finale diverso dalla laica “Pietà” del precedente. Uno spettacolo allora “accolto con entusiasmo, guardato con stupore, per quel suo stare a metà fra danza, teatro, performance, meditazione, paesaggio d’anima, natura, geometria, arte, preghiera”, come scrive Mariangela Gualtieri.

mer 11 mar 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Non sono ancora in libreria e già un editore francese ne ha comprato i diritti. Con le ali ai piedi, Kiss and cry, Crystal Circus, Ghiaccio d’estate, sono i quattro romanzi della serie Ice Magic che Lia Celi ha scritto per EL, la più grande casa editrice italiana specializzata in libri per ragazzi. Saranno presentati alla Fiera del libro di Bologna a fine marzo. Abbiamo chiesto a Lia Celi un’anteprima.

mer 11 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella


«L’arrivo della primavera non è vissuto con gioia da tutti», ci ha detto la direttrice della farmacia n. 4, dott.ssa Manuela Tamagnini. «Per qualcuno infatti la nuova stagione rappresenta il ritorno di un problema fastidioso e spesso invalidante: l’allergia».

mer 11 mar 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Sabato 14 marzo 2009 alle ore 17, nell’Aula magna della scuola media Manfroni Cervi Pascoli di Riccione, coordinati dal dirigente scolastico Carmelo Vita, insegnanti e genitori incontreranno Alessandro Meluzzi e padre Orazio Anselmi. Tema: “I padri. Ruolo delle regole e dell’affettività nell’educazione dei figli”. L’appuntamento conclude la seconda edizione di “Non Con-gelateci il sorriso”, realizzata da BuonLavoro/CNA per conto di alcune gelaterie artigianali - Matisse, Il Pellicano, La Piazzetta, Creme Caramel, La Romana, 3 Bis - in parte associate a CNA, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale, le Scuole elementari e medie, la Provincia e la Fiera di Rimini. Alessandro Meluzzi, psichiatra e giornalista, fondatore della comunità Agape, è docente di genetica del comportamento umano. Padre Orazio Anselmi, missionario della Consolata, è il padre spirituale delle comunità Agape.

mer 25 mar 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Ascanio Celestini, regista, attore e drammaturgo tra i più interessanti dell’attuale generazione, il 29 marzo al Teatro Novelli di Rimini è in concerto con “Parole sante” (ore 21), insieme a Roberto Boarini (violoncello), Gianluca Casadei (fisarmonica), Matteo D’Agostino (chitarra) e Andrea Pesce (suono). Nello spettacolo e nel cd omonimo, vincitore del Premio Ciampi 2007, ci sono le canzoni nate poco a poco all’interno del suo lavoro teatrale: quelle del documentario che racconta la lotta del collettivo precari del più grande call center italiano, l’Atesia, ma anche quelle che hanno accompagnato le “inchieste da fermo” della trasmissione televisiva “Parla con me”, oltre a unacover di un pezzo di Enzo Antinori, minatore di Perticara. Secondo la migliore tradizione della canzone popolare, sono racconti in musica, nati per dare voce a chi non ce l’ha. Ne parliamo con Ascanio Celestini.

mer 14 mag 2008 - Notizia di Cultura e Teatro - scritto da Barlaam Lorella

[{Agli Atti la tragedia greca resa contemporane dal Laboratorio Stabile Alcantara, con la regia di Enzo Toma}] [La rappresentazione parteciperà alla rassegna “Teatro e disabilità” di Rovigo] Il 23 maggio alle 21 va in scena al teatro degli Atti “Medea Circus”: teatro dell’handicap? Il...

mer 30 apr 2008 - Notizia di Attualità - scritto da Barlaam Lorella

[{Coriano è stato riconosciuto da poco comune turistico e Cerasolo è la sua città mercato} L’assessore alle Attività economiche Pier Giorgio Olivieri racconta una realtà in crescita ] {Come definirebbe l’area produttiva di Cerasolo?} “Cerasolo è una città-mercato, che si è evoluta nel...

mer 25 mar 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 18 aprile a Colli del Tronto (Ascoli Piceno), alla presenza di Tullio Pericoli, pittore e disegnatore originario del paese, e dell’attore Giobbe Covatta, verrà presentato “Terra e memoria”, il documentario realizzato dall’associazione ambientalistica Ermocolle sulle orme di "Bussavamo con i piedi", il libro di Pietroneno Capitani - editore riminese la cui famiglia è originaria di Montedinove, vicino Ascoli - sull'immigrazione ascolana dagli anni '40 e le lotte dei mezzadri contro i padroni per la questione delle “disdette”.

mer 25 mar 2009 - Notizia di Centro Storico - scritto da Barlaam Lorella

Venerdì 6 marzo si è tenuta la riunione dell’Associazione Celle.com. Promossa da alcuni imprenditori della zona in collaborazione con CNA.COM, l’Associazione si propone di valorizzare la zona Celle di Rimini. Operando concretamente attraverso l’accesso ai finanziamenti a fondo perduto della Legge regionale 41 e, dopo i recenti fatti criminosi accaduti nella zona, facendosi promotrice della richiesta di un’attenzione maggiore alla sicurezza. Ne parliamo con Stefano Dadi, presidente dell’Associazione, e con Ivano Panigalli, responsabile provinciale CNA.COM.

mer 08 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Il baghino è così buono… che mantiene sempre le sue promesse. Domenica 1 marzo 2009 il maiale, con la sua antica tradizione, si è ripreso la Vecchia Pescheria di Piazza Cavour, dove c’erano un tempo le macellerie più antiche di Rimini, con “E’ Baghin in tla piaza”, manifestazione organizzata dal Consorzio Macellerie Verde e Sole in collaborazione con Ondalibera SRL e CNA Alimentare, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Rimini.

mer 08 apr 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A sipario appena chiuso, proviamo a tracciare un bilancio della stagione 2008/2009 del teatro Novelli con Giampiero Piscaglia, direttore di Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini.
Davvero una "bella stagione", per qualità e varietà di proposte...
«Non tutto si può misurare a numeri e il resto appartiene alle rielaborazioni individuali, con suggestioni (provocazioni a volte) che riaffioreranno con imprevedibili positività. Ma dico chiaro e forte che è stata, come la precedente, una gran bella stagione, per i livelli di qualità e la ricchezza di spunti messi in circolo. La percentuale di gradimento pervenuto è decisamente alta, anche il tradizionale, sobrio "contegno" del pubblico riminese si è sciolto spesso in ben più caldi applausi. Sui numeri il segno è positivo in ogni sezione: un patrimonio prezioso di pubblico raccolto intorno al Novelli, agli Atti e all'Auditorium, vero antidoto alla crisi, non solo economica, incombente.»
Quali sono stati i percorsi più seguiti? Le belle e brutte sorprese?

mer 22 apr 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Domenica 19 marzo lo scrittore Marco Missiroli ha presentato “Tempi a confronto. Una famiglia proletaria riminese nella tragedia del ‘900”, il libro autobiografico di Ariodante Schiavoncini, classe ’22, edito per i vent’anni di Chiamami Città.  “Molti di noi parlano di memoria - così Missiroli ha introdotto l’opera - Ma è difficile mettere in pratica la memoria, ci vuole non solo dignità e coraggio, ci vuole anche l’istinto del recupero. Questo libro potente va fatto leggere alle persone, c’è una vita intera dentro, e Ariodante è un grande narratore.” A seguire, la testimonianza emozionante e arguta di Ariodante Schiavoncini, che ha sollecitato le domande e gli interventi dei presenti, un pubblico foltissimo e partecipe, di tutte le età. Perché, come ha scritto l’autore, il suo libro è dedicato “Ai giovani perché sappiano, agli anziani perché ricordino”.

mer 22 apr 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Fra le tante le iniziative per festeggiare il 25 aprile nella nostra provincia si segnala “Libera Rimini”, tre giorni promossi dall’Anpi. Mercoledì 22, alle 17, Patrizia Dogliani, presidente dell’Istituto storico di Forlì-Cesena presenta il suo libro “Il fascismo degli italiani. Una storia sociale”; Sala del Buonarrivo della Provincia di Rimini, corso d’Augusto, 231. Giovedì 23, alle 21, Alberto Pagliaro presenta le sue “Storie Partigiane” a fumetti nella libreria Interno4 - via di Duccio, 26, Rimini. Sabato 25 in piazza Cavour dalle 15.30 artisti di strada, cantanti, giochi e animazioni per i più piccoli, con stand gastronomico dell’osteria Harissa. Alle 20.30 concerto di “Araba Fenice”, alle 21.30 coro della Mondine di Novi di Modena.

mer 06 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

“Il corpo è un miracolo” (G. Hobart)

Claudio Gasparotto è l’anima di Movimento Centrale: “Movimento è un po’ la nostra parola chiave, Centrale è riferito all’incontro, ma anche all’equilibrio dei sistemi del corpo”. Un progetto che sostiene una cultura della danza come arte aperta a tutti. Dal 2008 la sede è nella “Casa della danza e del teatro” una chiesina di Viserba appositamente restaurata.

mer 06 mag 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Che ci sarà mai da ridere, in città? Ci sono due buoni motivi, invece. Il primo è “Tu rid or not tu rid?”, lo spettacolo che l’associazione Dr. Clown di Rimini, con il patrocinio del Comune, mette in scena giovedì 7 maggio alle 21, presso il Teatro degli Atti (via Cairoli, 42).

Un appuntamento da non perdere, che vedrà sul palcoscenico i clown dell’associazione insieme ai comici Andrea Vasumi, Sasà Spasiano, Elisa Manzaroli, Lorenzo Lanzoni, Enrico Zambianchi, Enzo e Ramon. Come dire: da Zelig Lab a Locomix passando per Comedy Central.

Il secondo è che l’incasso dello spettacolo servirà a concretizzare i progetti futuri di dr. Clown di Rimini, l’associazione ONLUS che si ispira alla “terapia del sorriso” di Hunter "Patch" Adams, il medico statunitense ideatore della clownterapia. Ovvero dell’arte di portare un sorriso a chi soffre, specie se è un bambino, per aiutarlo a star meglio. Base della clownterapia è l’approccio “olistico”, per cui scopo del medico non è solo curare le malattie, ma anche prendersi cura del malato.

mer 06 mag 2009 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Barlaam Lorella

Te lo sanno dire tutti, in via Derna, dove abita Olga Tamburini “la velaia”. Mario, fratello di Olga, dopo aver imparato a fabbricare barche negli storici cantieri Carlini, dagli anni ’30 si mette in proprio, diventa maestro d’ascia e comincia a costruire da solo barche da pesca e  batane. Si specializza nei “beccaccini”, agili barche in legno di 5 metri con un solo albero, randa e fiocco, facili da governare. Ne fabbrica anche sei o sette in un inverno: Olga gli cuce le vele. Nel dopoguerra, con Angelo Deitos, marito di Olga, che dà una mano in cantiere, riescono a costruire la casa dove lei abita ancor oggi, con il laboratorio annesso. Nel ’64 Mario muore. Angelo ha continuato fino al ’78 a costruire mosconi, Olga ha cucito e riparato vele fino a un paio di anni fa. Suono al cancello, il figlio mi apre. “Vediamo se è sveglia.” Dice. “Ha avuto problemi di salute, non so se vorrà raccontare.”

mer 20 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Verucchio non è solo la “culla dei Malatesta”, ma anche una realtà viva e pulsante nel panorama della cultura contemporanea, un borgo dal fascino antico che rinnova da venticinque anni l’appuntamento con la musica di qualità del Verucchio Festival, manifestazione ormai di livello europeo. Quest’anno la kermesse si svolgerà dal 15 al 25 luglio, sempre con la direzione artistica del pianista e compositore Ludovico Einaudi, che nel 2008 con il conferimento della cittadinanza onoraria è diventato un verucchiese a tutti gli effetti e definisce Verucchio un luogo “di grande musicalità, che favorisce la concentrazione”. Tanto da portarselo in tour: il diciassettenne violinista verucchiese Federico Mecozzi - che aveva dedicato al compositore una sua rilettura di un brano del cd “Divenire” restando impresso al Maestro per bravura e sensibilità musicale - accompagnerà infatti Einaudi nel prossimo tour europeo che partirà ad ottobre 2009.

mer 20 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Era il 1975. Noi liceali cominciavamo timidamente ad affacciarci ai collettivi femministi. Nella borsa di Tolfa c’era “Speculum: l’altra donna”, la tesi di dottorato della psicoanalista e filosofa Luce Irigaray, allora appartenente all’École Freudienne de Paris di Jacques Lacan. La Irigaray mostrava fino a che punto la psicologia e la filosofia classiche non fossero capaci di risolvere l’enigma della femminilità, “luogo abissale, sottratto alle indagini” secondo Freud. E ripercorreva i testi sacri della cultura occidentale, da Platone a Lacan in cerca delle metafore che veicolano il costituirsi della donna come altro rispetto al soggetto, ovviamente maschile. Esclusa dalla produzione del discorso, necessaria a garantirne il rilancio, la donna non poteva secondo questa cultura che essere lo specchio del maschio. E trovare rifugio nell’isteria dall’irrimediabile iato tra essere corpo ed essere parola. Quello che è ormai un classico le costò a suo tempo l’esclusione dall’École. Il pensiero della Irigaray, oggi direttrice di ricerca in filosofia presso il CNRS di Parigi, ha attraversato molti territori, dalla psicologia alla filosofia all’analisi del linguaggio, da “L’Etica della differenza sessuale” pubblicata negli anni ottanta, bibbia del pensiero della differenza, all’ultimo libro “Condividere il mondo” (Bollati Boringhieri, 2009), che affronta il tema del come costruire l’incontro con l’altro. Lunedì 18 maggio nel corso della benemerita rassegna “Manifesta” a Rimini ha tenuto una lectio magistralis nell’aula magna dell’Università, davanti a un pubblico per lo più di ragazze, giovani e vintage, parlando in italiano “perché il primo gesto di condivisione è parlare la lingua dell’altro.

mer 20 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Ad orientare i visitatori delle Cantine Aperte quest’anno ci sarà una freccia. Sarà così più facile trovare quelle che parteciperanno alla diciassettesima edizione della più grande festa del vino che si svolga in Italia. Il successo fa nascere spesso imitatori e anche in questo caso vi sono cantine che, pur non appartenendo al circuito di Cantine Aperte, domenica 31 maggio apriranno le loro porte. Da qui l’idea, anche quest’anno, della freccia. Una freccia semplice, colorata che gli enoturisti troveranno alle porte e ai cancelli delle cantine associate al Movimento Turismo del Vino, quelle che danno garanzie di vino ed accoglienza di qualità. Una edizione importante che, dalle richieste di informazioni giunte sinora alla Segreteria Organizzativa, dimostra come a dispetto del tempo che passa questa manifestazione entusiasmi sempre più. Ecco le principali novità di Cantine Aperte 2009 in Emilia Romagna.

mer 20 mag 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

“Il giardino delle petunie blu. Quasi una sceneggiatura”, primo libro di Norma Giacchero (Capitani editore, 2008, presentazione di Sergio Zavoli), ha il respiro dei grandi romanzi ottocenteschi. Racconta di una famiglia toscana con al centro una figura femminile, sensibile e forte: Evelina. Norma Giacchero è un vero archivio di ricordi sulla stagione d’oro del nostro cinema: è stata per trent’anni la segretaria di edizione di Federico Fellini. L’abbiamo intervistata.

Evelina somiglia a Giulietta Masina…

«Il libro nasce come una sceneggiatura: Giulietta Masina l’ha letta nel ’93, e anche se c’è qualcosa di mio in Evelina l’avevo pensata per lei. I produttori trovavano bella l’idea, ma per loro il film non avrebbe incassato, e così è rimasta nel cassetto. Ne ho parlato con Tonino Guerra che mi ha detto: “Ma se non riesce a girare film Francesco Rosi, figurati se ci riesci tu. Mettiti a scrivere e fanne un romanzo”. L’idea del film però non mi ha abbandonata, è un progetto che sto ancora seguendo. Come protagonista ho pensato a Milena Vukotic: tutti quelli che hanno lavorato con Fellini, almeno quelli che ci sono ancora, sono pronti ad aiutarmi.»

mer 20 mag 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

Martedì 5 maggio presso il Bio’s cafè di Rimini si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Ecoarea better living, innovativo progetto di comunicazione dall’interno dell’ecosostenibile. Simbolo del progetto un edificio di 2500 metri quadri, che sarà costruito secondo i criteri più moderni della bioarchitettura, completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Unthink tank, un contenitore di pensieri e insieme un progetto concreto pensato per il nostro paese. Ecoarea better living ha già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e sorgerà nelle adiacenze dell’autostrada Rimini-San Marino, in comune di Coriano. “Ecoarea vuol essere un progetto condiviso con le pubbliche amministrazioni”, ha dichiarato Romano Ugolini, ideatore di Ecoareabetter living nel corso della conferenza stampa, ed  è destinato ad essere un contenitore espositivo di materiali, idee e cultura bio, che ospiterà le aziende che progettano e propongono le soluzioni migliori e più innovative  nell’utilizzo delle risorse ed energie rinnovabili. L’edificio stesso, frutto di tre anni di progettazione, si propone come “dimostrativo e didattico”, come ha affermato l’architetto Giovagnoli dello studio Triarch. “Nel progetto convergono diverse tematiche che coniugano le pretese imprenditoriali con la necessità di creare un edificio moderno, funzionale e a basso impatto, sia per i consumi che per i materiali utilizzati”. Obiettivo di Ecoarea lo sviluppo di nuove opportunità economiche per i professionisti del settore in territorio romagnolo.

mer 03 giu 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

 “Di Rimini sono stato l’ultimo sindaco comunista”, così Zeno Zaffagnini si definisce nel suo terzo libro, appena uscito: ché dal 1944 al 1983 a Rimini i sindaci sono stati sempre uomini del PCI, una “dinastia” sui generis,espressione di una base assai forte. Quasi un’anomalia, in una città aperta al sistema turistico internazionale, in cui il boom economico aveva accelerato il passaggio del ceto contadino e operaio al  “ceto medio”. Ne “L’ultimo sindaco comunista di Rimini” (Edup), attraverso il racconto dei duemiladuecento giorni da Primo Cittadino c’è il bilancio di un’avventura politica e umana. Relativamente giovane al momento della sua elezione, nel 1977, Zaffagnini fu candidato perché aveva alle spalle una intensa militanza politica: era stato segretario della Federazione del PCI, veniva da un’esperienza nel Comitato regionale e alla Commissione nazionale di controllo del PCI. Un politico di professione, quando questa qualifica veniva avvertita ancora come un valore. In brevi capitoli Zaffagnini ripercorre le luci e le ombre del suo mandato attraverso le domande circostanziate e affettuosamente provocatorie di un’intervistatrice, dal “caso Valloni” alla realizzazione dell’attuale Museo della città, dal Center Gros, che ha permesso a Rimini di diventare un importante centro interregionale del commercio all’ingrosso, al palazzo dei Congressi, la prima struttura in Italia capace di diecimila posti. E il rapporto con i cittadini, il suo primo pensiero, e con le forze politiche, economiche religiose e sociali della città. “Scrivi sulla sabbia i torti e sul marmo le cose belle che ti succedono”.

mer 03 giu 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

E’ cominciato il conto alla rovescia per la Notte Rosa 2009. Al 4 luglio manca solo un mese e gli artisti di punta che animeranno l’appuntamento clou dell’estate riminese sono stati già individuati. Il programma di quest’anno non ha nulla da invidiare ai precedenti, per la ricchezza di proposte che promettono a tutti di divertirsi, come è nella filosofia di quello che è il Capodanno dell’estate. Nella consueta scenografia che vestirà la Riviera in Rosa, a partire dal tre luglio fioriranno iniziative che vanno dalla presentazione dell’ultimo libro di Vinicio Capossela “In Clandestinità” (3 luglio, Corte degli Agostiniani) alla Notte rosa dei bambini a Bellaria (3 luglio, dalle ore 20, in varie location). Gli appuntamenti con la musica sono una miriade, dal concerto a Cattolica della PFM che canta De Andrè (Arena della Regina, 3 luglio ore 21.30, a pagamento con agevolazioni rosa), alla Notte Rosa vera e propria in cui la prima parte della serata sarà dedicata a concerti gratuiti di grande richiamo, dislocati nelle varie location della riviera. Alle 21 a Rimini in Piazzale Fellini canterà Fiorella Mannoia, a Riccione in Piazzale Roma Franco Battiato in concerto.

mer 17 giu 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

La graphic novel comincia da Rimini. Nel 1967 il “nostro” Hugo Pratt pubblica “Una ballata del mare salato”, in cui l’attenzione al personaggio, alla creazione del segno, al montaggio aprono la strada a un nuovo raccontare per immagini: “letteratura disegnata”, secondo le sue parole. O graphic novel, come la chiama Will Eisner, con esponenti quali Jiro Taniguchi e Art Spiegelman. In Italia, attraverso disegnatori come Igort ha contagiato una nuova generazione di fumettisti. Come il riminese Giacomo Nanni.

Giacomo, raccontati in cento parole.

«Sono nato a Rimini, ho iniziato a pubblicare storie a fumetti circa otto anni fa su Black, una rivista diretta da Igort (autore fra le altre cose di “5 è il numero perfetto” e fondatore della casa editrice Coconino Press). Nel frattempo ho fondato assieme ad altri autori una rivista, “Canicola”, premiata al festival internazionale di Angouleme in Francia come migliore autoproduzione nel 2007. Ho pubblicato tre libri per Coconino Press in Italia, uno di questi è già uscito in Francia per l’editore Cornelius, che si prepara a pubblicare anche gli altri.»

 

mer 17 giu 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Al B&B “La Colombarina” di Villa Verucchio una rassegna su “La tradizione della cucina tra discorsi e immagini”. Il 25 giugno lo scrittore e saggista Piero Meldini racconterà “Il cibo nella tradizione riminese tra storia e miti”, il 2 luglio Gianfranco Miro Gori converserà su “Il cibo nelle immagini dei film: una piccola storia”. Agli incontri, su prenotazione, seguirà una degustazione di prodotti e vini locali.

Info: Marzia Matteoni, tel. 0541 670861 ore pasti – www.lacolombarina.it

mer 01 lug 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Finalmente Notte Rosa! Per il quarto anno arriva la festa mobile che coinvolge tutta la Riviera, con i suoi protagonisti. Che non sono solo gli artisti eccellenti del ricco programma di concerti e spettacoli, ma chiunque vi partecipa pensando in rosa. Ogni edizione infatti è un mosaico di iniziative ed eventi diffusi, con il Rosa, simbolo di una notte soft dedicata al sogno e al divertimento, declinato nell’abbigliamento dei partecipanti, nei creativi menù proposti dai ristoratori, nelle luci e nei fuochi artificiali che fanno da scenografia. A Rimini i monumenti della città saranno illuminati di rosa,  a Riccione Viale Ceccarini avrà un cielo di palloni rosa, a Cattolica le fontane danzeranno in rosa. San Giuliano Mare inaugurerà un percorso di murales a tema sulla sponda del Marecchia. E come colonna sonora, una serie di concerti da non perdere. 

mer 01 lug 2009 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Barlaam Lorella

Cento anni… e l’energia di un’atleta. La Polisportiva Stella San Giovanni quest’anno festeggia il suo centenario, con una serie di iniziative previste per i primi di settembre. Nata nel 1909 nel cortile di Via XX Settembre come oratorio parrocchiale della chiesa di san Giovanni Battista affinchè “nessun giovane rimanesse in strada”, pur con vari periodi di interruzione, è diventata un’importante realtà riminese. Oggi opera con circa 600 ragazze/i in varie discipline sportive, dal calcio alla pallavolo alla pallacanestro e impegna circa 50 tecnici e 40 dirigenti e accompagnatori, tutti volontari.

mer 01 lug 2009 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Barlaam Lorella

Durante la nona edizione della “sua” festa, il  Borgo San Giovanni di Rimini diventerà un vero e proprio museo, grazie alle numerose mostre che esporranno opere di artisti locali e non, dalla scultura alla pittura, e le mostre fotografiche di ricostruzione storica e di documentazione delle diverse realtà che compongono la comunità ecclesiale della nostra città.

Nel Chiostro dei Carmelitani della chiesa di San Giovanni Battista troverà posto la scultura, con opere di Fidenzio Basso, autore della pregevole acquasantiera della Chiesa, e di ceramisti locali.

mer 01 lug 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

La Pink Beauty per la Notte Rosa è a cura di CNA. Il 4 luglio dalle 21 alle 24, in varie postazioni della Riviera, estetiste e parrucchieri associati CNA offriranno la possibilità di truccarsi e acconciarsi a tema. Acconciatura e relax col baby parking il Nido della Cicogna presso le postazioni dell’Isola dei Platani a Bellaria, con Angela Ricci di Divi e Divine e Meris & Co di Meris Saponi e a p.le Santa Margherita a Igea Marina, con le parrucchiere Antonella Giovanardi e Michela Spinelli. A Marinagrande di Viserba c’è la parrucchiera Barbara. A Rimini musica dal vivo e acconciatura a tema a Marina Centro, al Coconuts Dreams, con Lauro Parrucchiere, e al pub The Old Bull & Bush con trucco e parrucco di Sabry Centro Estetico e Progetto Corpo di Simona Ghidini e Ramona Urbinati. A Miramare in Via Oliveti, con musica dal vivo, bellezza in rosa col parrucchiere Abbondanza, il parrucchiere Giò, e il Centro Estetico Sesel.

mer 01 lug 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Sono tante le iniziative per i bambini organizzate in Riviera per la Notte Rosa. E c’è una vera e propria Notte Rosa su misura per i piccoli che va in scena a Bellaria e Igea Marina venerdì 3 luglio: dalle 20 a mezzanotte le strade e le piazze si riempiranno di equilibristi, giocolieri, clown, burattini, con ludobus che arrivano da tutta Italia a proporre giochi, animazione e laboratori, con attività e spettacoli gratuiti. La prima edizione, nata da un’idea di Alex Gabellini della Compagnia dei Ciarlatani e di Massimo Celli della cooperativa sociale Tanaliberitutti, in collaborazione con il comune di Bellaria-Igea Marina, ha coinvolto circa 2 mila bambini, con mamme e papà. Ancora più ricco questo secondo appuntamento: 17 gli eventi negli 8 luoghi coinvolti. Dalle ore 20 animazione itinerante di giocolieri e mangiafuoco della Combriccola dei Lillipuziani nell’isola pedonale di Igea Marina, a Bellaria nell’isola pedonale parata di trampoli della Compagnia dei Folli di Ascoli Piceno. La zona Belverde di Igea Marina si trasformerà ne “La piazza in gioco” con tre ludobus che proporranno diverse attività.

mer 01 lug 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Finalmente Notte Rosa! Per il quarto anno arriva la festa mobile che coinvolge tutta la Riviera, con i suoi protagonisti. Che non sono solo gli artisti eccellenti del ricco programma di concerti e spettacoli, ma chiunque vi partecipa pensando in rosa. Ogni edizione infatti è un mosaico di iniziative ed eventi diffusi, con il Rosa, simbolo di una notte soft dedicata al sogno e al divertimento, declinato nell’abbigliamento dei partecipanti, nei creativi menù proposti dai ristoratori, nelle luci e nei fuochi artificiali che fanno da scenografia. A Rimini i monumenti della città saranno illuminati di rosa,  a Riccione Viale Ceccarini avrà un cielo di palloni rosa, a Cattolica le fontane danzeranno in rosa. San Giuliano Mare inaugurerà un percorso di murales a tema sulla sponda del Marecchia. E come colonna sonora, una serie di concerti da non perdere. Quest’anno si comincia il tre luglio, con la PFM che canta De Andrè (Cattolica, Arena della Regina, ore 21.30, a pagamento con agevolazioni rosa). Con un crescendo rossiniano dal tramonto del 4 luglio all’alba del 5: da Comacchio a Gabicce la Riviera diventerà un unico palcoscenico. 

mer 01 lug 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Quest’anno alla Notte Rosa portatevi dietro il costume. La novità di questa quarta edizione è infatti “Bagno di luna”, la possibilità di tuffarsi nel mare vellutato di mezzanotte. Suggestioni felliniane e l’amarcord delle estati di una voltahanno ispirato questo evento che rinnova la magia e l’emozione del bagno di mezzanotte con la persona amata o con gli amici. Un rito che ha emozionato intere generazioni, malinconicamente accantonato negli ultimi anni. Da quando le spiagge sono state chiuse al pubblico per ragioni di sicurezza nelle ore notturne e il buio felpato della notte cacciato via dalle mille luci della città che non dorme mai. Appena spenta la magia dei fuochi artificiali che illumineranno tutta la Riviera, alzate gli occhi al cielo: tre mongolfiere rosa illuminate vi indicheranno le zone dove è possibile immergersi sotto i raggi della luna. Che sono i bagni 21 e 58 di Rimini e il 144  a Miramare, da mezzanotte e mezza all’una e mezza.

mer 15 lug 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Rimini è un palcoscenico, si sa. E i riminesi accettano di buon grado di fare la loro parte di attori su un immaginario set felliniano. Ma il nostro territorio è fertile anche di molto teatro vero, che fa ricerca e porta le sue esperienze in Europa. E c’è chi risponde a tutt’e due le chiamate alla ribalta. Come Francesco Montanari, attore ristoratore e bagnino. Un riminese doc, perciò.

Francesco, come sei diventato attore?

«Ho studiato a Milano, alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi. Avevo accompagnato un amico ai provini e invece hanno preso me. Otto ore di lezione al giorno per quattro anni, il primo anno piangevo tutti i giorni. Avevo un insegnante giapponese che veniva dal NÔ, è stata durissima: lavoravamo sulla presenza del corpo. Per me il teatro è sudore, è fatica, è un lavoro da operaio, come quello di mio padre. Poi mi ha preso “L’impasto, comunità teatrale nomade”, e sono partito in tournèe con loro. Intanto avevo deciso di tornare a Rimini: mi mancava il mare, il mare d’inverno, mi mancava la mia città con i suoi legami. E poi la Romagna è una fucina di fatti teatrali.»

 

mer 15 lug 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

Isotta Frisoni, Sindaco onorario del Borgo Sant’Andrea, il sei luglio ha compiuto 80 anni. E’nata infatti nel 1929, l’anno del “nevone”, in una casa accanto alla Fornace Fabbri. La mamma era magliaia, il babbo Ettore, barbiere e scultore autodidatta, in età matura aveva allestito una bottega d’arte in via Saffi, “La Parisienne”. Isotta conserva del padre numerose opere e tante fotografie che lo ritraggono insieme a personaggi illustri, che lei espone durante le feste del borgo, pronta a raccontare. L’Isotta dal Borgo non si è mai mossa, fedele a un mondo alla cui tutela, attraverso la testimonianza di persone e modi di vita oggi scomparsi, dedica tempo e attenzione, anche partecipando attivamente all’organizzazione delle Feste. Perciò nel 2007 quei dè Borg a furor di popolo l’hanno eletta Sindaco onorario, con tanto di fascia tricolore. Lei ne è stata contenta e orgogliosa, come quando il giorno del suo ottantesimo compleanno, oltre alle tre figlie e ai nipoti, tantissimi borghigiani le hanno dimostrato il loro affetto, con auguri e regali. Isotta ha mantenuto un forte legame con le forze di Polizia anche dopo la scomparsa del marito poliziotto: nella foto è ritratta in occasione dell’inaugurazione della nuova sede della Questura.

mer 29 lug 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 “Io sono Mabel Morri, e sono una disegnatrice di fumetti.” E’ una lucertolina svelta con occhi intelligenti e mani sensibili, le ho chiesto di raccontare chi è in cento parole, e non ha esitazioni nel rispondere. Con tranquillità, senza spocchia. Si sente che è un’affermazione di identità costruita negli anni. L’intervista parte dal suo ultimo libro “Io e te su Naboo”, graphic novel appena uscita da Kappa editore e già in ristampa. Poi mette le ali. “Ho sempre disegnato, quando ho capito che poteva essere un lavoro, con tutte le difficoltà e sofferenze che avrebbe comportato, mi sono specializzata. Avere un piano B non importava, la verità è che la mia vita non avrebbe senso se non potessi scrivere o disegnare. È come l’aria da respirare.” Che evoluzione c’è stata? “Il racconto in me si genera dall’inizio come una cosa scritta e disegnata, e in questi dieci anni c’è stato un percorso personale e artistico in cui ho costruito delle cose importanti. La conferma di essere nel giusto me la danno le parole di quelli che seguono il mio lavoro e ci si ritrovano. Scrivo e disegno per arrivare al cuore delle persone, attraverso il mio mondo, in cui i miei personaggi vivono le loro vite, e ne regalo una parte a chi legge. Che è Rimini perché è la città che amo. Ma non solo. Nella vita di tutti i giorni c’è qualcosa di poetico e di magico, non c’è bisogno di spade laser. È giusto che io scriva quello che vivo adesso. 

mer 29 lug 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

www.placenta.x è il titolo dell’ultimo libro di poesie di Maria Grazia Zamparini, poetessa e giornalista riminese, appena uscito presso Tracce. Titolo che ha tutto l’aspetto di un indirizzo web, ma cliccandoci sopra la pagina risulta “non trovata”: il gioco rivela il suo artificio. Non ci sono password per accedere, e forse il sito non esiste. O forse è il libro nel suo insieme. Non è un caso che la raccolta si apra con una citazione di Pessoa, poeta plurale. E’ anche in questa mise en abyme di rimandi che sta il sapore dell’agile, giocosa raccolta di epigrammi della Zamparini, una tele-novela d’amorosi sensi che attraverso l’alias di una donna giovane e animosa - la “Voce narrante” della dedica -  alle prese con lo stereotipo maschile più bieco, un Gallo della Checca accessoriato di sguardo assassino odore ferino e catenone, percorre tutti gli stilemi dell’innamoramento tormento & estasi e abbandono. 

ven 07 ago 2009 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Patrizia Deitos, riminese, un metro e 82 di fascino biondo, si è classificata terza nel 1992 a Miss Italia, col titolo di Miss Sorriso. A guardarla capisci subito perché. A parlarle si sente che il suo è un sorriso interiore, da persona solare e positiva. Oggi, dopo la laurea in Storia Medievale, alterna le attività di cantante, presentatrice, indossatrice alla presenza in trasmissioni televisive nazionali. Voce grintosa e gran presenza scenica, sulla sua bellezza riesce persino a ironizzare: guardare, per credere, www.fessbuc.it, la prima sitcom sul web.

ven 07 ago 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A tre anni dalla scomparsa di Silvano Cardellini la moglie Anna ha donato alla Biblioteca Gambalunga l’archivio della “penna storica” del giornalismo riminese, censito e raccolto in un database interamente a sue spese. Un lavoro immenso che ha schedato fascicolo per fascicolo, anno per anno gli articoli pubblicati dal 1966 al 2006; 13.746 sono quelli scelti, fotografati e inseriti in 22 categorie tematiche. Il “Fondo Silvano Cardellini” è il racconto di quarant’anni di storia della nostra Riviera. Una testimonianza preziosa, oltre che un tributo alla memoria. Un Fondo accessibile a tutti con un clik, pensato non solo per chi ha nostalgia di quando il primo rito della mattina era andarsi a leggere gli articoli di Cardellini sul Carlino per capire che vento tirava in città, ma come strumento indispensabile per ragionare sulla nostra storia recente.

mer 26 ago 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Rock e demenziale. Punk e comicità surreale. Insomma, “Freak” Antoni e gli Skiantos. Quando è uscito il loro primo 45 giri Karabignieri era il ‘77, chiudeva “Carosello” e a Bologna si alzavano i segnali di fumo degli Indiani metropolitani e di fumetto di Andrea Pazienza. Erano gli “anni di piombo”, pardon, di Pongo, come dice “Freak” Antoni, in cui “siamo realisti, chiediamo l’impossibile” era il minimo. Le mezze stagioni non ci sono più, ma la stagione del rock demenziale è sempre verde. L’ultimo virgulto è Smiting®, prima edizione del Festival demenziale, a Rimini il 3 settembre presso il Turquoise. “Smiting® perché è lo ‘smitizzare’, è il ribaltamento di un meeting, in inglese ‘il percuotere’ la nostra terrena e umana quotidianità”. Il programma è impeccabile, dal djdemential set che apre alle 18 alla gara di scrittura non sense, dalla battaglia di cuscini al dj set olnaitlong che conclude. Deus ex machina Roberto “Freak” Antoni in persona.

mer 26 ago 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Fernanda Pivano il 18 agosto è stata sorpresa dai suoi novant'anni, e con la vita avrebbe ancora giocato. Come il suonatore Jones dell’Antologia di Spoon River. Un destino: il capolavoro di Edgar Lee Masters è stata la sua prima traduzione, nel 1943. E di De Andrè, che da maestro la interpretò, lei era diventata amica davvero. Col suo sorriso da elfo, la Nanda andava a cercare la poesia dovunque fosse, nelle parole di una canzone, nei classici della letteratura, con curiosità da eterna ragazza, aperta anche al cinema e alla letteratura “gialla”: nel 1988 e ’89 è stata ospite al Mystfest di Cattolica. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica, ci ha regalato la letteratura americana, dall’Hemingway di “Addio alle armi”, al battito di una generazione di poeti e scrittori, Kerouac fra tutti. Sue le ultime “dritte” su Chuck Palahniuk, David Foster Wallace, Jonathan Safran Foer… Grazie, Nanda!

mer 09 set 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

E’ uscito nell’ultimo weekend d’agosto, ma è già campione di incassi: niente male per una storia di 65 milioni di anni fa! Stiamo parlando de “L'Era Glaciale 3, l'alba dei Dinosauri" l’attesissima terza avventura di Scrat, in programmazione in questi giorni e per tutto settembre al Multisala Planet del Palacongressi di Riccione. Una volta usciti dal film di Carlos Saldanha e Mike Thurmeier, che stavolta gioca la carta del 3D, non buttate il biglietto e restate nell’atmosfera “jurassica”. A pochi passi dal Palas vi aspetta la mostra “Dinosauri, un'Estate Jurassica”, un percorso spettacolare allestito da “Riccione Cinema 2009” nelle sale del Palazzo del Turismo di Riccione in Piazzale Ceccarini. Presentando il biglietto del film è previsto l’ingresso gratuito per un bambino accompagnato da almeno un adulto pagante. 

mer 09 set 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Dal 19 settembre al 21 ottobre quest’anno un centinaio di insospettabili killer armati di stelle filanti in bomboletta spray si aggirerà guardinga per Rimini 24 ore al giorno sette giorni su sette, in attesa di colpire e rientrare nell’ombra. A casa o sul luogo di lavoro, nessun iscritto è al sicuro. Finché ne resterà solo uno: il vincitore. Ma niente paura: non è il set di “Highlander” o di una crime fiction, è il reality-thriller “Sicario”, un social game che dopo il successo della prima edizione, a giugno 2008, torna a svolgersi a Rimini. Basta contattare “La Triade”, che organizza il gioco, con una mail a info@sicario.org, per avere un appuntamento con un emissario che, una volta verificata la determinazione del partecipante, consegnerà foto e generalità dell’obiettivo da colpire con innocue, colorate stelle filanti. E saranno le doti di segugio a contare. Nato nei campus americani, il gioco è stato ripreso da studenti universitari milanesi, e si sta estendendo in modo virale in tutta Italia. 

mer 23 set 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

In piazzetta San Gregorio 9 a Rimini, la sera di venerdì 2 ottobre, Lou Pesaresi dedica una performance al ventennale di “Life is a pigsty” degli Smiths, che unisce il raffinato Noel Coward alla voce potente di Amy Winehouse passando per Morrissey. Il tutto filtrato da Lou Pesaresi, che unisce una raffinata cultura e sensibilità musicale ad un’anima di performer, intrecciando le suggestioni della musica di tendenza con veri e propri happening tra danza e arti visive. Canta Morrissey: “Puoi fermare il tempo, te ne prego? Puoi fermare il dolore?”. La risposta di Pesaresi è un messaggio di amore per la vita, intesa come coraggio e talento di esserci a tempo pieno.

mer 07 ott 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

"Nik Novecento" è il libro appena uscito per L'Epos in cui Michele Sancisi, riminese classe 1963, giornalista della redazione di Sky Cinema a Milano, racconta l'attore-simbolo del cinema degli Avati, scomparso nel 1987 a soli 23 anni. «Questo libro è costruito un po' come un'indagine tesa a ricostruire il caso-Novecento», ci ha raccontato Sancisi. «Frammenti di un caleidoscopico personaggio, a tratti misterioso e insondabile, come la sua convivenza con la malformazione congenita, forse trascurata, che all'improvviso gli fermò il cuore. Nel poco tempo che ha avuto a disposizione - appena 4 anni da quando Avati lo scoprì sull'Appennino bolognese con i provini di "Una gita scolastica" fino all'ultima partecipazione al "Maurizio Costanzo Show" come opinionista comico - è riuscito a entrare in profondità nel ricordo di un vasto pubblico, divenendo un'icona pop degli anni ‘80. Nik è stato definito in molti modi dalle persone che ho intervistato, ma la maggioranza dei testimoni lo paragona ad un angelo, a una creatura non di questo mondo. Per raccontarlo la forma migliore era quella corale, e così il libro, tra le altre, intreccia le voci di Antonio e Pupi Avati, Maurizio Costanzo, Diego Abatantuono, Fabio Fazio, Fabio De Luigi, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane. Nik, che amava essere sempre in mezzo a tavolate di amici e all'attenzione generale, avrebbe certamente gradito. »

mer 07 ott 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

Arnaldo Pedrazzi è un riminese DOC, che ha lungamente esercitato la professione di dentista, innamorato dell'arte e della storia. Nei suoi libri ha raccontato le antiche costruzioni pubbliche e private di Rimini scomparse nel polverone della storia recente, ormai affidate, come le generazioni che le abitarono, alle fonti storiche e alla memoria di pochi. Pedrazzi, partendo da un indizio - una foto, una cartina, una citazione - come un investigatore umanista ricostruisce gli strati del tempo, senza dimenticare che sunt lacrimae rerum.

mer 07 ott 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

«Il mio primo libro, "La Rimini che non c'è più" (2003), censiva le chiese perdute e alcuni palazzi gentilizi distrutti dalla guerra, poi sono passato ne "La Rimini che c'è ancora" (2007) a raccontare i molti palazzi rimasti dopo la guerra. Cercando e fotografando ne ho scoperti 52, con una loro storia alle spalle, di famiglie gentilizie ormai scomparse. "La Rimini che non c'è più-Le dimore gentilizie" (2008) completa il "censimento" ideale delle abitazioni demolite, molte dalla speculazione del dopoguerra. Ho voluto colmare qualche lacuna, ed è pronto il mio quarto libro, "Dalla città che non c'è più alla città che c'è ancora - Rimini e dintorni", che esplora anche il "forese" e chiude idealmente la mia ricerca della città perduta. Dovrebbe uscire nel 2010, con un ricco corredo iconografico, e molte mie foto a colori. Tutti i miei libri sono editi da Panozzo.»

mer 07 ott 2009 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

L'Istituto di San Giuseppe, che si trovava in via Bonsi 11, angolo via Isotta, fu demolito nel 1959 dopo varie vicissitudini. Sorto ai primi del ‘900 per volontà della pia riminese Giovanna Grilli, come scrive il Tonini nelle "Guide storiche e artistiche di Rimini", era stato sovvenzionato nel suo testamento come istituto per l'istruzione e «l'educazione cristiana delle giovanette». Ma chi era Giovanna Grilli? Una devotissima donna del popolo, che faceva dir messa ogni mattina nella cappellina dedicata a San Giuseppe, accanto al letto in cui giaceva paralizzata. Morì nel 1866, dopo un calvario durato 48 anni di «dolorosissima infermità», che l'aveva consegnata alla devozione popolare per la sua santa rassegnazione. Si vociferava che intorno a lei aleggiassero divini profumi e «spesso veniva visitata dai forestieri, frà quali anche qualche gran personaggio». Una santona da consultare, che però a volte, come ci informa Otello Pasolini ne "La contrada dei Magnani", «infastidita anziché superba di tanta fede... respingeva sgarbatamente gli interroganti. "Vò ca savi tòt, gim..." con un secco "Mè à so tòt e caz..."». Una foto dell'epoca la ritrae imperiosa, lo sguardo perso in una mistica visione nel volto paffuto, nelle mani un crocefisso e un rosario, impugnati con la familiarità di un'arzdora verso gli strumenti del suo ufficio casalingo.

mer 21 ott 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Tutto quello che vorreste sapere sul passato di Filippo Scòzzari, uno dei protagonisti della storia del fumetto europeo, l'ha già raccontato lui nell'autobiografia Prima Pagare Poi Ricordare, ri-edita nel 2008 da Coniglio editore. Perciò andatevi a leggere lì la "storia di un manipolo di ragazzi geniali" - Stefano Tamburini, Andrea Pazienza, Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Vincenzo Sparagna - che con lui alla fine degli anni Settanta re-inventarono il fumetto italiano e rifondarono "il gusto e l'immaginario di una nazione". Dando vita a riviste storiche come Cannibale e Frigidaire, su cui Scòzzari disegnava a puntate La Dalia Azzurra, Il dottor Gek, Primo Carnera, Il Mar delle Blatte. Mentre sulle pagine de Il Male nasceva Suor Dentona, uno dei suoi personaggi più celebri. Negli ultimi anni ha scritto il "romanzo di formazione" L'Isterico a Metano (Mondadori, 1999) e il saggio-diario-breviario Memorie dell'arte bimba (Coniglio ed., 2008), fatto mostre personali e tenuto pubbliche letture. Per quanto riguarda il presente, ecco cosa ci ha raccontato.

mer 21 ott 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Alessandro Gambalunga, giureconsulto riminese, nel 1617 lasciò alla città il suo palazzo e la biblioteca, con 300 scudi annui di dote. Nella sua storia secolare la Biblioteca Gambalunga si è nutrita di altre preziose donazioni. Sotto la direzione di Marcello Di Bella sono in corso di acquisizione le biblioteche di Giuseppe Bonura, Liliano Faenza e Vincenzo Mascia - presto consultabili dal pubblico - in cui è impresso il profilo di tre intellettuali che hanno segnato la vita culturale della città. "Uno dei migliori modi per far rivivere il pensiero d'un uomo: ricostruire la sua biblioteca" scrive la Yourcenar in Memorie di Adriano. Ne parliamo con Oriana Maroni, responsabile dei Fondi Moderni della Gambalunghiana.

mer 21 ott 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"La bambola dal vestito di seta" (la Stamperia, 2009), romanzo di Gino Valeriani e Giancarlo Frisoni, ci immerge sin dalle prime pagine nell'aspra bellezza del paesaggio collinare di Montescudo, tra le nebbie invernali e l'aleggiare degli spiriti evocati dai racconti popolari, insieme ad Elena, la protagonista, figlia del padrone del Monte dello Scudo. E' il 1901, Elena si sente inconsciamente prigioniera della claustrofobica agiatezza della sua classe, una "bambola col vestito di seta"; riuscirà a evadere attraverso l'amore per Mario, figlio di contadini, compiendo la sua educazione sentimentale e sociale. Intanto anche la Storia - il romanzo si conclude con la II guerra mondiale - s'incaricherà di rovesciare un mondo contadino che sembrava immutabile. Il tema dell'amore contrastato reca in filigrana l'affresco delle opere e giorni di una civiltà scomparsa, quella rurale del territorio di Montescudo, con la sua cultura tessuta di usanze, modi di dire e riti, che leggeva la terra e il cielo come palinsesti.

mer 04 nov 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Rimini fa bene alla musica. Dopo il concerto sold out del 21 ottobre con cui Eros Ramazzotti ha aperto il suo tour "Ali e Radici", e l'energia di Gianna Nannini che si scatenerà in "Giannadream" il 7 novembre, il 13 novembre al 105 Stadium andrà in scena un'altra première di grande richiamo: la data di apertura della seconda tranche di concerti del "Laura Pausini World Tour 2009" in Italia, unico appuntamento in Romagna di una serie di esibizioni che la vedranno impegnata fino al 7 dicembre. Le radio già dal 25 settembre stanno trasmettendo il nuovo singolo "Con la musica alla Radio", un anticipo del nuovo cd/dvd "Laura Live", che racconta il suo tour di un anno in giro per il mondo. Rivelatasi al Festival di Sanremo del 1993, quando vinse nella sezione "Nuove proposte" con "La solitudine", uno dei brani più famosi di tutta la musica leggera italiana, la cantante ravennate dalla voce unica non si è più fermata. Ha pubblicato 12 album, venduto oltre cinquanta milioni di copie in tutto il mondo e collezionato premi.

mer 04 nov 2009 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Miserere della mia grandezza, 

Miserere della mia stanchezza,

Miserere della misericordia di Dio.
(Alda Merini, da "Magnificat. Un incontro con Maria")

Alda Merini, Nostra Signora della poesia, è scomparsa il 1° novembre. Il 4 luglio dell'anno scorso era invitata a Rimini. "Assalti al Cuore" le aveva dedicato un doppio omaggio, con la lettura scenica del suo "Francesco, canto di una creatura" e la sera la divina Valentina Cortese nel "Magnificat".

 

mer 18 nov 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

A Rimini si riapre la caccia... alle tendenze. Dal 26 al 28 novembre si terrà la seconda edizione di "IndicativoPresente-Trendwatchers In Festival". L'occasione giusta per incontrare i "i guru e gli aruspici contemporanei", come Mara Maionchi. La produttrice musicale, giudice della trasmissione di culto X Factor su Rai2, sabato 28 alle 14.30 al Museo della Città presenterà la sua autobiografia "Non ho l'età" (ed. Rizzoli), primo libro della nota scopritrice di talenti. Ma non sarà il solo personaggio da tenere d'occhio della manifestazione, la prima in Italia dedicata alle tendenze in atto e a quelle che verranno, ai trendwatchers che le segnalano e ai trendmakers che le "costruiscono".

mer 02 dic 2009 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

Incontrare Thérèse Bertherat, a Rimini per uno stage di formazione, è un'emozione grande. Per quello che l'antiginnastica, da lei messa a punto a Parigi - dove vive e lavora - negli anni '70, significa per tantissime persone in tutto il mondo: una vera e propria rivoluzione nella percezione del proprio corpo. Thérèse Bertherat ha creato questo metodo attraverso l'incontro con il sistema di cura della chinesiterapeuta Françoise Mezières e l'analisi di diverse terapie del corpo, integrate da una profonda conoscenza dei grandi della psicanalisi, da Jung a Reich, e dal continuo lavoro su di sé e con i suoi pazienti. A Rimini le sue idee hanno trovato terreno fertile, tanto che la nostra provincia ospita il maggior numero di insegnanti in Italia: da noi sono undici, quando Roma ne ha quattro e Milano cinque. Thérèse, che è autrice di cinque libri, racconta: "Talvolta vedo delle persone giovanissime, appassionate, che mi dicono: "Questo tuo libro l'ho trovato nella biblioteca del nonno!" e io ne sorrido con loro." Ti aspetti una sacerdotessa e incontri una ragazza, dalla pelle liscia, gli occhi luminosi, con un delizioso senso dell'umorismo.

mer 02 dic 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

 

X- X Factor. “Qual è il mio? Restare sempre me stessa”.

A-Autori. “Oggi mancano bravi autori di canzoni, c’è una crisi di creatività generale Negli anni in cui ho cominciato c’era molto da dire e da fare. Questo è un momento di plastica.”

B- Bologna. “Sono nata e ho vissuto vent’anni a Bologna, venivo spesso a Rimini, dove nel ’59 per la prima volta ho sentito “La gatta” di Paoli. Mi colpì moltissimo, una canzone minimalista, diversa”.

CFattore “C”. “E’ la fortuna, l’essere al posto giusto nel momento giusto, che insieme all’X Factor e alla determinazione crea il grande artista”.

DDiscografica. “La mia fortuna è stata lavorare con dei geni, come Mogol, è così che poi diventata direttrice artistica ho capito talenti come Gianna Nannini, Mango, Tiziano Ferro.”

 

mer 16 dic 2009 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Anche quest’anno il conto alla rovescia per “L’anno che verrà” sarà lanciato da Rimini, durante la diretta televisiva del 31 dicembre su RaiUno, ormai tradizionale come le lenticchie. Al timone della trasmissione, che l’anno scorso ha totalizzato 50mila persone in piazzale Fellini e circa 6milioni di telespettatori in tutta Italia, Fabrizio Frizzi sostituirà Carlo Conti. Un Capodanno per tutta la famiglia, che alternerà momenti di musica, spettacolo e comicità a cominciare dalle 21. Sono centinaia le trasmissioni condotte da Fabrizio Frizzi, in televisione dal 1980 con “Il barattolo”. Dalla tv dei ragazzi con “Tandem”, ai “Fatti Vostri” alla prima serata di “Scommettiamo che”, fino alle quindici edizioni di Miss Italia. Un conduttore gentiluomo, nella linea di Corrado per intenderci, che con un’ironica bonomia maschera una professionalità a tutta prova. A Rimini per un primo sopralluogo in vista della trasmissione, Frizzi ha inaugurato l’Ice Village e il Presepe di Sabbia di p.le Boscovich. L’abbiamo intervistato.

mer 16 dic 2009 - Notizia di Zeinta de Borg - scritto da Barlaam Lorella

Natale con i tuoi, e va bene. Ma una volta spacchettati i regali e addentato il panettone, dove li porti? Ecco una guida ragionata e per forza parziale al tanto che c’è da fare dalle nostre parti, dove ogni località ha i suoi eventi a tema natalizio.

A partire da Sant’Agata Feltria, che in tutte le domeniche di dicembre si trasforma nel “Paese del Natale”, con tanto di elfi e renne. Un leit motiv di queste vacanze è l’ecologia: e così largo all’EcoPresepe del Bagno 26 di Rimini, costruito con materiali di recupero (dal 19/12 al 30/1), e all’EcoNatale di Santarcangelo, che illumina le porte della città clementina con installazioni realizzate con materiali di recupero dai Mutoid e da Manolo Benvenuti. Si sono accese anche le luci di “SplendiDaRiccione” in viale Ceccarini, firmate da divi e divine dello spettacolo.

mer 13 gen 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Dal 15 al 18 gennaio il 105 Stadium si trasformerà in un regno favoloso, grazie alla magia di "Mystery", il nuovo show di danza sul ghiaccio di "Holiday on Ice". Ghiaccio che riscalda la fantasia, in un viaggio nelle foreste incantate dell'immaginazione, evocato da coreografie mozzafiato, musica - dal rock and roll, al classico, al country fino alla new age - e ricchi costumi: 350, disegnati dal costumista francese Edward Piekny. Dall'Oriente misterioso, al paese delle meraviglie di Alice, dalla Danza Macabra al viaggio nello Zodiaco, dalla foresta dei Goblin a "The Wiz", una zingara chiromante guiderà gli spettatori attraverso i due atti fino al pirotecnico gran finale. Protagonista, un virtuosistico e acrobatico gruppo di pattinatori, proveniente da 17 nazioni, con la direzione artistica e la regia di Anthony van Laast, e le coreografie di Robin Cousin.

mer 27 gen 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Domenica 7 febbraio, dalle 10 alle 21, in piazza Cavour a Rimini torna “e’ baghin in tla piaza”, la seconda edizione della giornata dedicata a Sua maestà il Maiale, promossa dal Consorzio Macellerie Verde e Sole. Un Carnevale in anticipo, con ingresso gratuito e aperto a tutti: la scorsa edizione aveva riempito di profumi appetitosi e stuzzicanti e di un pubblico curioso la Vecchia Pescheria, dove una volta c’erano le macellerie storiche di Rimini. Quest’anno sarà tutta la piazza a trasformarsi in un’aia contadina, come quelle dove una volta ci si trovava per il rito della “smettitura” del maiale di casa. Per assistere in diretta alla produzione di braciole, salami, salsicce, cotechini e ciccioli, assaggiarli e magari comprarli, per portare a casa un prodotto preparato con una sapienza antica, che va all’allevamento dei maiali alla lavorazione della carne, alla preparazione dei salumi.

mer 27 gen 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Una nuova proposta che non si limita a dare uno spazio, a Rimini sempre più residuale, all'arte contemporanea, ma vuole essere un centro propulsore di riflessioni. E' la galleria d'arte Percorsi/Arte Contemporanea, in via Serpieri 17, inaugurata il 23 gennaio con il vernissage della mostra di Domenico Grenci, Andrea Mariconti ed Erich Turroni “Materia è memoria. Il ritratto come percezione della realtà”, a cura di Emanuela Agnoli (visitabile fino al 20febbraio dal lunedì al sabato, ore 10-12/17-19). Abbiamo intervistato la “padrona di casa”, la psicoanalista e studiosa d'arte Rosita Lappi, anima dell'associazione “PerCorsi EstraVaganti” e curatrice nel 2009 del ciclo di incontri “Arte perturbante”, promossa e organizzata dalla Biblioteca Gambalunga in collaborazione con l’International Association for Art and Psychology.

mer 27 gen 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Quale taglio di carne è consigliabile a chi ha carenze di ferro?

«Mangiare carne, nelle giuste proporzioni, consente comunque un apporto di ferro facilmente assimilabile dall’organismo. A chi ha bisogno di un’integrazione particolarmente ricca di questo minerale consigliamo la così detta “cartella”, che è il diaframma del bovino. Una carne molto scura d’aspetto perché molto vascolarizzata, ma tenera, poco costosa e dal buon sapore deciso: è uno dei tagli con il contenuto di ferro maggiore, consigliato dai medici per l’alimentazione di chi presenta carenze, ma anche per le gestanti. E così buona che, una volta provata, si torna a comprarla.»

Giampaolo Felici, Ai Sapori Felici

mer 10 feb 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Il 19 febbraio, presso la Cineteca di Rimini, si terrà il primo incontro di “Capire il cinema – Introduzione al linguaggio e alla tecnica cinematografici”, un corso condotto da Roberto Naccari. Sei gli appuntamenti, ogni venerdì fino al 26 marzo, dalle 16,30 alle 18,30.

Roberto Naccari, riminese, è stato direttore organizzativo del Festival di Santarcangelo dei Teatri dal 1995 al 2004. E’ tra i fondatori di Cinematica con Stefano Bisulli, con cui ha firmato la regia di “Una Storia Comune” (2008), "Fellini Oniricon" (2008), "Insulo della Rozoj" (2009). “Il corso non presuppone una formazione specialistica”, ci ha raccontato Naccari, “e analizza il linguaggio specifico del cinema come racconto per immagini, dagli aspetti tecnici e stilistici, agli elementi strutturali, come l’inquadratura, il movimento della macchina da presa, la fotografia, il montaggio, soprattutto attraverso la visione e l’analisi di moltissime scene e sequenze, dal cinema degli anni ’50 a quello contemporaneo. Non è un corso di storia del cinema, anche se questo aspetto è comunque presente”.

mer 10 feb 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Febbraio è il mese di San Valentino, avverte “The school of life”, casa-madre della Biblioterapia. Ma se non riuscite a partecipare al Love weekend in programma a Bloomsbury, 70 Marchmont Street, nel letteratissimo quartiere londinese dove ha sede, ecco qualche rimedio di pronto impiego per sopravvivere all’inflazione della parola “amore”.

La sindrome “Amore e Morte” chiede una cura d’urto, come quella offerta da Arthur Schnitzler nei racconti brevi de “La fine dell’amore”, o Patrick Suskind nel saggio “Sull’amore, sulla morte”. Nel caso si scatenasse l’irresistibile tentazione di chiudersi in casa senza rispondere nemmeno al telefono, ne uscirete rinforzati attraverso la ricostituente lettura della “Trilogia d’amore e di guerra”, che riunisce tre dei più intensi romanzi di Abraham Yeoshua, magari aggiungendo “Vedi alla voce: amore” di David Grossman, libro impervio e toccante. Mentre “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez allevia l’ipocondria, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Luis Sepulveda è un tonico corroborante per la terza età.

mer 24 feb 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Al centro Commerciale I Malatesta, tra carrelli della spesa e bambini col gelato, può capitare di incantarsi davanti a una vetrina, la “ReedoWindowTwo”, in cui due cigni di carta di giornale pieghettata navigano su un mare di specchi. All’interno, un mosaico di facce “vere” fronteggia il visitatore: è “Face’s Faces” di Chico De Luigi. Attraversato il sipario, ci si trova in una factory. In un calmo caos c’è chi dipinge cassetti, chi cuce stoffe colorate, chi scrive cartelli e scatta fotografie. Preparatissima, Marianna Balducci, tutor che si occupa della comunicazione, ci fa da guida: è il cantiere di “ReeDo. Riusare per piacere”, un luogo all’interno del “non-luogo”, lo spazio che I Malatesta hanno messo a disposizione dell’Università per allestire un concept store secondo la filosofia del re-design.

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mer 10 mar 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Leggere non è necessariamente un'attività solitaria, ma in genere è un'attività individuale" scrive G. Perec. Una buona sintesi di quello che succede nei Gruppi di lettura, realtà diffuse in diverse parti del mondo, specie in area angloamericana e ispanica, e sempre più attestate anche da noi, anche grazie ai contributi di bibliotecari-scrittori appassionati come Luca Ferrieri. Molti gruppi, infatti, nascono dall'input di una Biblioteca, ma ognuno poi fa storia a sé. In comune, l'essere una galassia di lettori che si ritrova intorno a pagine scelte di comune accordo, nella "stanza tutta per sé" di cui parlava Virginia Woolf, aperta anche agli altri. Non una lettura "collettiva", né un reading, né una lezione, ma un leggere condiviso. Come scrive Blanca Calvo: "un gruppo di lettura è un gruppo di persone che leggono nello stesso tempo un libro". 

mer 10 mar 2010 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Barlaam Lorella

Ne “La falce dell’ultimo quarto”, romanzo del 2004 che tra i tanti pregi ha quello di essere sottotraccia un almanacco di usi e tradizioni della nostra città, Piero Meldini, noto romanziere e saggista riminese, racconta in presa diretta le fogheracce del 18 marzo 1829. “Ho trovato traccia di questa tradizione già nell’ottocentesca Cronaca dei Giangi, Nicola e Filippo”, ci ha rivelato, “e l’ho usata in un gioco documentale nel romanzo”. E oggi? Ecco cosa ci ha raccontato.

mer 10 mar 2010 - Notizia di Borgo Marina - scritto da Barlaam Lorella

Al fugarèn ad san Jusèf resistono in tutta la Romagna” scrive Gianni Quondamatteo; un po’ meno la fugareina del 24 in onore della Madonna. E racconta: “Poiché di donna di scarso seno si dice che il falegname S. Giuseppe vi è passato con la pialla, ingraziarsi il santo vuol dire allontanare questo pericolo; di qui il curioso detto la fugaraza grosa la fa crès al tèti. In alcuni posti si dice (alla ragazza con poco seno): t’an è fat i fugh ad san Jusèf, e san Jusèf u te pass la piala. (…) Un particolare significato, lo ricorda Ovidio, era il salto dei falò da parte dei pastori, quando si celebravano in aprile le feste Palilie. E ancora oggi i giovani si cimentano saltando oltre le fiamme. All’inizio, invece, si forma un cerchio di bimbi con le mani a catena, ed una cantilena sale al cielo, facendo pensare a una misteriosa invocazione alla luna: “Lôna, lôna a mêrz/una spiga faza un bêrc/un bêrch e una barcheta/una gheba d’uva sèca.”

mer 24 mar 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

 

«Più la festa è grande, più è fastidiosa» ci ha detto al telefono Tonino Guerra, Maestro di vita e di poesia, a qualche giorno dal suo novantesimo compleanno, festeggiato tra Santarcangelo, Pennabilli e Rimini in un tourbillondi iniziative, premi, spettacoli ed eventi. E’ lievemente influenzato, ma la voce è inconfondibile. Riceve i nostri auguri di buon grado e accetta di rispondere, ma a una domanda sola: non vogliono che si stanchi troppo. Gli chiediamo come viva questa celebrazione: «Sembra quasi una cosa funerea, un saluto definitivo» dice, ritrovando però subito il senso vitale, ospitale della festa, «ma è l’occasione per rivedere amici grandi, che arrivano anche di lontano, soprattutto quelli che vengono da Mosca e San Pietroburgo, che devono fare un lungo volo per venire a fare un saluto».

 

mer 24 mar 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Per la rima volta il manifesto Per la prima volta, l'immagine di Rimini per il 2010 è donna. L' identikit della nostra città è stato affidato quest'anno alla bolognese Francesca Ghermandi, raffinata disegnatrice di fumetti e illustratrice, allieva di Andrea Pazienza, con un sontuoso curriculum di collaborazioni in Italia e all'estero per diverse testate e case editrici. E' dal 2000 che l'Assessorato al Turismo del Comune di Rimini sceglie ogni anno un artista per tracciare un manifesto che, riprodotto nelle cartoline, locandine e affiches della campagna di promozione, incarni e diffonda l'immagine della nostra città. Riprendendo una tradizione degli anni Venti del XX secolo - la ricca galleria di immagini balneari firmate Marcello Dudovich, Milton Glaser, René Gruau - la città è stata interpretata da ogni artista con occhi diversi e tecniche differenti. Dalle seducenti fanciulle di Manara ai calembour linguistici di Bergonzoni, dal ritratto postmoderno di Morosini ai colori "pop" di Jovanotti, Rimini è stata rappresentata in questi anni contaminando tradizione - anche la Ghermandi riprende suggestioni come la coda rossa del delfino di un famoso manifesto di Dudovich - e nuove visioni, costruendo un mosaico che racconta l'immaginario legato alla nostra città. Così nel manifesto 2010 sono rappresentati con grafica eleganza e colori radiosi il mare, il sole, la vocazione all'estate, insomma. Ma gli occhiali 3D indossati dalla sirena avvertono che Rimini è senz'altro "un luogo a più dimensioni".

mer 24 mar 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Rimini, Abruzzo. Quasi un’appartenenza onoraria, un doppio filo tra storia e memoria, che lega luoghi e persone nel nome della cultura. Con una distanza ancora più piccola degli ormai classici “sei gradi di separazione”. E’ appena uscito dall’editore riminese Raffaelli l’ultimo libro di poesie di Giuseppe Rosato, nato nel 1932 a Lanciano, uomo di lettere e critico d’arte tanto rilevante quanto schivo e appartato. Il titolo è Lu scure che s’attonne, “Il buio che si arrotonda”, come un cielo gravido di quella neve che tanta metaforica importanza ha per Rosato. Versi dedicati alla moglie scomparsa, Tonia Giansante, che nel cantabile dialetto abruzzese danno “respiro al cuore”, mentre l’intelligenza dell’autore, inesorabile, ne taglia le illusioni, come scrive nella bella prefazione Franco Loi. E’ stato il poeta stesso - racconta Raffaelli, creatore di curatissime e raffinate plaquettes - a proporgli di pubblicare i suoi versi, di una “musicalità rara”. Ma c‘è stato un altro abruzzese, altrettanto schivo e appartato, tra i protagonisti della cultura riminese: Ennio Flaiano, lo scrittore e sceneggiatore che ha collaborato con Federico Fellini a capolavori come “La dolce vita”, e di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, assai festeggiato a Pescara. 

mer 24 mar 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 25 e il 26 marzo al Bonci di Cesena il Teatro Valdoca, uno dei gruppi fondatori del teatro italiano contemporaneo, presenta il dittico "Nel silenzio dei fiori", di e con Mariangela Gualtieri, e "Notte trasfigurata", in cui le parole della poetessa sono incarnate da Danio Manfredini, già interprete dello storico "Parsifal" del 1999. Due "notturni" in reciproca tensione dialogica, uno "interiore", in cui la parola pronunciata dal poeta stesso è epifania di luce nel buio denso, e uno "esteriore", di trasfigurazione, in cui la scarna scenografia è attraversata da una presenza regale e profetica. La regia è di Cesare Ronconi, creatore di uno spazio scenico che avvolge di buio la traccia fosforica delle parole poetiche, e riverbera di rosso l'apparizione di Manfredini. Nero: Mariangela Gualtieri "Nel silenzio dei fiori" porta in scena versi inediti, in un canto che comprende tutte le creature, fino al silenzio di fiori e animali: forse ci siamo allontanati troppo da ciò che ci tiene in vita, e questo spettacolo rappresenta un ritorno. 

mer 24 mar 2010 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

Rimini, te v’lù la bizicleta? Arriva anche un aiuto per pedalare… Rimini è stata una delle prime città in Italia a esaurire il finanziamento Statale a fondo perduto per l’acquisto di biciclette. Il bike sharing RimininBici – attivato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Rimini nel 2008 con 6 postazioni e 50 biciclette – raccoglie circa 700 iscritti. Nel corso del 2010 ci sarà un potenziamento del numero delle postazioni, delle rastrelliere e delle biciclette disponibili. Nel P.U.M. (Piano Urbano della Mobilità) recentemente approvato è previsto un ulteriore incremento della già ragguardevole estensione delle piste ciclabili. Passi sulla strada giusta di una mobilità sostenibile e diversificata, che promuove l'utilizzo della bicicletta non solo nel tempo libero ma anche per gli spostamenti di tutti i giorni. Un’opzione che consente non solo un risparmio nelle emissioni di CO2, ma anche di tempo dell’utente, specie nei centri storici ormai congestionati delle nostre città, non sempre accessibili alle auto. Rimini può essere insomma un laboratorio naturale per studiare nuovi mezzi e modalità di spostamento. 

mer 24 mar 2010 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

Fino al 28 marzo nello spazio “ReeDo - riusare per piacere”, workshop in corso organizzato da ZoneModa, presso il Centro commerciale I Malatesta è possibile ammirare la “ReedoWindowFour: Ri_Ama Bag for ReeDo”. Protagoniste della vetrina sono le Ri_Ama Bag, borse di re-design realizzate a partire dal PVC dei grandi cartelloni pubblicitari, ideate da Rita Bellentani di Ondalibera srl. Tutte in mostra, tutte diverse per colori e immagini sembrano quasi un’installazione di pop art. E in occasione dell’inaugurazione, domenica 14 marzo, si è tenuto un vero e propriohappening creativo, nel corso del quale alcune Ri_Ama Bag sono state realizzate “in tempo reale” da Rita Bellentani, in un laboratorio allestito per l’occasione nel “ReeDo Shop”. Borse disegnate e tagliate sotto gli occhi dei presenti da un cartellone d’eccezione: quello della mostra “Il colore fa novanta”, che nel febbraio 2009 ha celebrato i novant’anni di Armido Della Bartola, noto e apprezzato pittore riminese, ospite d’onore dell’inaugurazione. 

RI_AMA BAG | REEDO | RIMINI commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 24 mar 2010 - Notizia di Borgo San Giovanni - scritto da Barlaam Lorella

Parlare con Guido Lucchini è aprire il sipario di un teatro che è Rimini, con i suoi personaggi e interpreti, le sue storie. Un teatro della memoria, che va in scena anche nelle prose di “Raconta Rèmin, raconta” e in raffinate poesie dialettali, raccolte in “Barafonda” e “Vecia palèda” (Capitani ed.). Un universo di parole macinate da sempre sulla macchina da scrivere, «che il computer non gli fa manco vento» ci ha raccontato, «prima però scrivo tutto a mano in grandi quaderni dove tiro giù gli appunti che ho in mente, mi vengono a volte le idee di notte, mi alzo e scarabocchio, ho tante di quelle carte…»

gio 08 apr 2010 - Notizia di Riccione - scritto da Barlaam Lorella

 

E’ dall’attenzione ai particolari che può nascere una governance migliore. Lo sanno bene a Riccione, in cui la nuova giunta del sindaco Massimo Pironi, insediatasi nel 2009, ha un “Assessorato alle Piccole Cose e al Decoro Urbano”, di cui è titolare Giuseppe Savoretti. Un’esperienza politica di lungo corso alle spalle, per un assessorato quasi unico nel panorama nazionale, che si occupa in modo “trasversale” dei problemi con cui il cittadino si trova a fare i conti ogni giorno: dalle buche nelle strade ai graffiti sui muri, alle deiezioni canine.

Assessore Savoretti, cos’è l’Assessorato alle “Piccole cose”?

«Siamo stati tra i primi in Italia a proporlo, per semplificare la vita al cittadino, con particolare riguardo ai problemi legati al decoro urbano. Faceva parte del nostro documento programmatico, frutto di un percorso preciso: i dieci anni della giunta precedente sono stati giustamente caratterizzati dalla realizzazione di grandi opere, adesso è importante focalizzare l’attenzione sulla manutenzione della cosa pubblica, intervenire sul decoro urbano, recuperare l’attenzione al particolare. Se il quadro urbano non è conforme, anche le grandi opere si trovano decontestualizzate.»

 

gio 08 apr 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Per passare dalla “Dolce Vita” alla Vita Dolce nella nostra Riviera ci vuole una Notte… Rosa. Che quest’anno, per la prima volta, si svolgerà di venerdì, il due luglio, inaugurando un weekend che ne sarà improntato. E che nella sua quinta edizione per la prima volta si è data un tema, che unisce sin dal manifesto – rielaborazione di un fotogramma emblematico de “La Dolce Vita”, opera di Chico de Luigi - la celebrazione dei cinquant’anni del film capolavoro di Federico Fellini, e la filosofia del divertimento e della vacanza “dolce” che è propria del nostro “Capodanno dell’Estate”. Tanti gli eventi previsti, tra mostre fotografiche, teatro, reading, arte contemporanea, per una kermesse che si articolerà sui 110 km della Riviera, da Comacchio a Cattolica, sul leit motiv della “Dolce vita”. La prima serata sarà dedicata alla musica, con artisti internazionali – tra cui il “nostro” Samuele Bersani, che canterà a Misano. Oltre a un arredo urbano ad hoc, ogni Comune sta preparando il “suo” programma: a Riccione salirà sul palco di piazzale Roma l’Evolution Dance Theatre di Anthony Heinl, ci sarà la mostra fotografica “Gli Anni della Dolce Vita”, e gli eventi del Festival del Sole, rassegna internazionale di ginnastica, s’intrecceranno con la “Notte Rosa”.

gio 08 apr 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Per raccontare Bruna Pagnutti, imprenditrice associata a CNA Impresa Donna, occorre raccontare almeno tre vite. La prima è quella dell’imprenditrice alla testa di Luce di Montescudo, che produce componenti di illuminotecnica. Una realtà aziendale dinamica, flessibile e socialmente responsabile, certificata ISO 9001: 2000, e cresciuta negli ultimi dieci anni sino a diventare una “micro-industria”, con un mercato che copre tutta Europa. Tra i prodotti, gli innovativi portalampada brevettati E 14 ed E 27, in un tecnopolimero a basso impatto ambientale che ne rende possibile la colorazione, inalterabili a luce e calore, creazione che ha fatto sì che Bruna Pagnutti fosse segnalata dall’associazione ITWIIN - Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici - tra i giovani talenti del 2009. E poi quella dell’Ambasciatrice delle donne imprenditrici dell’Emilia Romagna. Anzi: the woman ambassador, visto che Bruna Pagnutti è stata scelta per il progetto europeo “WAI, Women Ambassadors in Italy”, cofinanziato dalla Direzione generale impresa e industria della Commissione Europea, per il suo stile imprenditoriale capace di “creare valore nell’ambiente in cui opera”.

gio 08 apr 2010 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

«Bisognerebbe parlarne, di Giuseppe Valli - ci pungola Guido Lucchini – poeta nato nel 1894 e vissuto a San Donato, vicino a Sant’Agata Feltria, senza quasi mai allontanarsi da casa. Si vestiva come un “legionario”, sempre con un berretto bianco di cotone, per paura delle correnti d’aria, e un ombrello parasole: era un po’ ipocondriaco. Ma era un poeta vero, nel suo dialetto un po’ spurio, di cui quasi si vergognava. In vita ha pubblicato pochissimo, e quando è morto hanno trovato centinaia di versi, che aveva scritto per la donna di cui era innamorato, e che forse non l’ha mai saputo. Non ci sono molte cose su di lui, a parte un bel libro di Giancarlo Dall’Ara. E’ lui che mi ha fatto leggere le sue poesie.»

gio 08 apr 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Arturo Pane, patròn dell’osteria ”L’Angolodivino” in Borgo San Giuliano, è un inconfondibile ristoratore “storico” della nostra città, che riempie il locale con la sua contagiosa comunicativa e una profonda conoscenza dei vini e del buon mangiare. Friulano d’origine, da trent’anni in Romagna «alla ricerca di sole, amore e fantasia». L’amore l’ha trovato, il sole a tratti, e quanto alla fantasia non gli manca davvero: ha appena varato l’ultima iniziativa, il ristorante “Ponte di Tiberio” al Borgo San Giuliano.

mer 21 apr 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

«Cresciamo negli anni inventando e stabilendo primati. Nasce qui la prima discoteca che subentra al dancing. E' vicina al porto. E' il Whisky Juke Box di Carlo Alberto Rossi, l'autore di "E se domani?". Dice niente? Non c'è più l'orchestra nel Whisky Juke box, ma il disco.» Ce l'aveva raccontata Silvano Cardellini nel 2004, la "botta d'orgoglio" d'avere come concittadino Carlo Alberto Rossi, uno dei più importanti autori di musica leggera italiana, mancato a Milano il 12 aprile, a 89 anni. Chissà se sarebbe stato contento di essere definito un precursore delle discoteche: nel suo elegante locale - aperto tra il Porto e il Grand Hotel dal '58 al '68 - venivano a suonare le grandi orchestre, i Platters, Pupi Avati.

mer 21 apr 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Mariolina Venezia ha una voce sorridente, che si sgrana spesso in una risata divertita. Nessun clichè da scrittrice affermata: racconta cose profonde con leggerezza, come i suoi romanzi, che esigono una prima lettura d'un fiato per sapere "come va a finire", e concedono una rilettura lenta, per gustarne la sapienza d'intreccio e il saporito linguaggio. Il suo primo romanzo, "Mille anni che sto qui", saga centenaria di una famiglia lucana, i Falcone, ha vinto il premio Campiello 2007, ed è stato tradotto in 20 lingue. L'ultimo, "Come piante tra i sassi" (Einaudi, 2009), verrà a presentarlo a Riccione il 28 aprile, nell'ambito della rassegna "Scrittura: voce femminile", organizzata dalla Biblioteca di Riccione in collaborazione con la libreria Punto Einaudi di Rimini.

mer 21 apr 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

Che succedeva al cinema, nel 1983? Oscar al "Gandhi" di Richard Attemborough come miglior film, Leone d'oro a "Prénom Carmen" di Jean-Luc Godard. E a Bellaria-Igea Marina nasceva "Anteprima per il cinema indipendente italiano". Uno dei primi Festival dedicati in Italia al cinema indipendente, diretto da Morando Morandini, affiancato da Enrico Ghezzi e Gianni Volpi. Da allora, attraverso varie vicissitudini, l'odierno Bellaria Film Festival - Anteprima Doc è diventato una manifestazione autorevole, che ha lanciato registi come Silvio Soldini, Daniele Segre, Ciprì e Maresco, Roberta Torre e tanti altri.
Dal 3 al 6 giugno si svolgerà a Bellaria la 28° edizione del Festival, dedicato come da quattro anni a questa parte alla produzione documentaristica nazionale e internazionale. La direzione artistica è stata affidata a Emma Neri, giornalista e critico cinematografico, che succede a Fabrizio Grosoli, cui si deve la "svolta" documentaristica. Restano i concorsi Anteprima Doc, per documentari italiani inediti, Casa Rossa Doc per il regista del miglior documentario della precedente stagione cinematografica, e Corto Doc riservato a cortometraggi documentari a tema libero. Quest'anno si aggiungerà un nuovo concorso, Crossmedia Doc, dedicato al web documentario e ai nuovi linguaggi narrativi emersi nella Rete. 

mer 21 apr 2010 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

Il concetto di "decrescita felice" è una proposta solo apparentemente contraddittoria avanzata da Maurizio Pallante, a partire dalle idee dell'economista e filosofo francese Serge Latouche, da cui è nato il "Movimento per la decrescita felice", MDF, partendo dalla constatazione che il «perseguimento infinito della crescita è incompatibile con un pianeta "finito"». Se il processo di degrado dell'energia e delle risorse del nostro pianeta è irreversibile, tuttavia si può rallentare o addirittura fermare, pensando in una prospettiva a lungo termine, producendo meno e consumando meno, per non abusare delle risorse della terra e ridurre l'inquinamento. La decrescita è una soluzione che passa per una presa di coscienza politica ed economica, e un cambiamento di rotta collettivo. Una soluzione "felice" perché l'aumento esponenziale dei consumi, oltre a impoverire il pianeta delle risorse fondamentali, non porta certo al benessere individuale.

mer 21 apr 2010 - Notizia di Centro Storico - scritto da Barlaam Lorella

Il 16 aprile, nell'ambito della XII Settimana della Cultura 2010, l'Archivio di Stato di Rimini ha presentato presso il Museo della Città il libro di Angelo Turchini "Comune di Rimini e famiglia Malatesta. Gli Archivi antichi, il Liber instrumentorum del Comune e dei Malatesta, e scritture in Archivio Segreto Vaticano" (Il Ponte Vecchio, 2009), parte del progetto editoriale "La memoria di Rimini e del suo territorio".
Turchini è professore ordinario di Archivistica Generale presso l'Università di Bologna, sede di Ravenna, e nel corso della sua attività scientifica è stato autore, coautore e curatore di oltre sessanta volumi e di centinaia di pubblicazioni.
In questo libro lo studioso riminese, approfondendo il sapiente lavoro di ordinamento e descrizione archivistica già alla base della Mostra documentaria "L'Antico Archivio del Comune di Rimini e dei Malatesta" (Archivio di Stato 3-17 ottobre 2009), esplora il periodo dalle origini del libero Comune alla fine della Signoria malatestiana, in cui Rimini ebbe un ruolo rilevante nell'area adriatica "fra Romandiola e Marcha", e ricostruisce la storia dell'Archivio del Comune di Rimini, presentando per la prima volta il "regesto" completo dei cartulari del Comune e dei Malatesta, e pubblicando documenti custoditi nell'Archivio Segreto Vaticano. 

mer 21 apr 2010 - Notizia di Centro Storico - scritto da Barlaam Lorella

Secondo Raul Montanari esistono "narratori" e "scrittori": i narratori privilegiano il raccontare storie, e gli scrittori l'attenzione al linguaggio. La riminese Anna Rosa Balducci è senz'altro una narratrice: nei suoi libri prevale il tono lieve e sommesso di un'affabulazione in cui la testimonianza venata di pietas di vicende e personaggi passati, e la denuncia del nostro tempo "infelice" si stemperano in un sorriso pensoso. "La Storia con la S maiuscola è cosa di scrittori seri. Non credo di esserne all'altezza", scrive la Balducci nel suo primo libro, "La balena e altri racconti", uscito da Il Ponte Vecchio nel 2002, come le favole di "Pupazzi nonni e re e anche un tre" (2004), con le illustrazioni di Antonietta Bellini.

mer 05 mag 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Intervistando Fiorella Mannoia, ho avuto per un po' la sua voce tutta per me. La voce di "Sally", di "Quello che le donne non dicono". La voce dell'interprete più intensa nel nostro panorama musicale, e non solo: una donna bella, forte e impegnata, che adesso "ha imparato a sognare". Un'esperienza emozionante, da condividere andando ad ascoltare Fiorella Mannoia il 15 maggio, al Carisport di Cesena, accompagnata dalla sua band e da un quartetto d'archi. In scena, l'Acoustic tour dal nuovo album "Ho imparato a sognare" e dal suo repertorio sconfinato, con interpretazioni inedite. Per avere la sua Voce tutta per voi.

mer 05 mag 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Le parole efficaci di Mariangela Gualtieri danno voce al fango e alla luce che siamo. Dopo i versi del recente, intenso "Il silenzio dei fiori-Notte trasfigurata", in attesa di "Caino", spettacolo ancora in progress, la poetessa, fondatrice con Cesare Ronconi del Teatro Valdoca, ci regala "Bestia di gioia" (Einaudi), una raccolta di poesie in uscita il 18 maggio. E questa intervista.

Mariangela, lei ha scritto: «La poesia, dopo aver posto molte strazianti domande, rimanda l'interrogante a se stesso. Non chiedere a nessun altro che a te.»
«Sì, in realtà le parole che lei cita si riferivano al finale di ‘Paesaggio con fratello rotto', a ‘quella' poesia. Ma mi pare che la Poesia non dia risposte chiare, anche perché appunto non è dotata della sola componente razionale. Anzi, forse ciò che più parla al cuore di chi ascolta è la musica della poesia, la sua ritmica, la sua ombra, o tutto l'insieme, il corto circuito che essa crea. La Poesia parla a parti di noi che forse sono più sapienti della nostra ragione, rivela e commuove». 

 

mer 05 mag 2010 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Barlaam Lorella

"...bellissimo l'ultimo giorno/ e non volevamo toglierci di torno!". Così sul sito della scuola Media Bertola di Rimini scrive Matilde, una studentessa, raccontando l'esperienza vissuta a Bari grazie a "Conosci il tuo paese", un'iniziativa ministeriale che prevede gemellaggi e scambi culturali per far conoscere agli studenti la storia e le tradizioni d'Italia, che quest'anno ha coinvolto due seconde. "Siamo stati invitati a individuare una Scuola Media sul nostro territorio che ci somigliasse un po', per paesaggio e cultura" ci ha raccontato la preside, Giuseppina Martinini, "e abbiamo scelto la scuola secondaria di 1° grado "Giovanni Pascoli" di Bari. Con loro, condividiamo lo stesso mare, e un territorio ricco di castelli, i nostri malatestiani e i loro quelli legati a Federico II. 

mer 05 mag 2010 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Barlaam Lorella

Dopo il successo del musical "Chiara di Dio", al Teatro Leo Amici al Lago di Monte Colombo (Rimini) ogni sabato alle ore 21 fino al 29 maggio va in scena "Apocrifi del Terzo Millennio", spettacolo che fonde musica, prosa e danza basato sull'omonimo libretto di S.E.R. Mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini. A interpretare i protagonisti, da Maria di Magdala agli Evangelisti Marco, Matteo e Luca, Maria Vergine e Gesù sono gli artisti e allievi di Carlo Tedeschi, che ne firma la regia. Le musiche sono di Stefano Natale, la coreografia di Gianluca Raponi. Da vedere perché, come spiega Carlo Tedeschi, "La fede e le manifestazioni di Gesù ce lo fanno sentire vivo tra noi, ma l'arte, la pitttura, il teatro ci aiutano a colmare questo desiderio". 
Info 0541 985207- www.teatroleoamici.it

mer 05 mag 2010 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Barlaam Lorella

Sto consumando l’ultima casa” scrive Franca Fabbri, nella plaquette con questo titolo appena uscita da Fara Editore. E continua: “Dopo, una fresca pittura mi cancellerà”. Nel libro la poetessa-scrittrice riminese affida alla consueta tessitura di versi lievi e ironici un senso grave, che li rende profondi serbandone la trasparenza. E’ la morte, che affronta. Che non è una sola. Sono mille le impercettibili morti nel nostro quotidiano, dalla fine degli amori ai traslochi agli addii. C’è la morte di cui facciamo esperienza, la morte degli altri, cerimonia rito strazio spettacolo solitudine interrogativo. Mentre la Morte, la propria, è l’autentico inconoscibile e indicibile. Si può sospettarne l’essenza d’istantanea cesura, lo “svegliarsi/ al cadere di una foglia”, ma resta affidata all’immaginazione: un’epifania. I versi della prima parte di “Sto consumando l’ultima casa” appartengono al lato più “esterno” della morte, quello rivolto a chi resta. Su questa soglia, Franca Fabbri sgrana il suo rosario di piccole e grandi morti, pubbliche e private. Poi la attraversa. 

mer 19 mag 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 23 maggio, in occasione della "Prima giornata nazionale della promozione della lettura", nella Corte della Biblioteca Gambalunga alle 17.30 appuntamento con "Libri in scena - otto attori leggono per la città", un reading liberamente ispirato a "In corpore vili. Anatomia di una lettrice". A dar voce e anima ai testi, Damiana Bertozzi, Marco Bianchini, Maria Costantini, Gianni Iasimone, Daniela Lupparelli, Daniela Muratori, Enrico Rotelli, Stefania Tamburini, coordinati da G. Iasimone, con intermezzi musicali di Fabio Salvi e Michele La Paglia. Un percorso attraverso le pagine e gli autori più amati, per raccontare quell'attività creativa e avventurosa che può essere leggere. E del perché una lettura ricca e poliedrica "fa bene" anche alla letteratura. E se i dati Istat 2009 sulla lettura in Italia recentemente pubblicati dipingono un Paese che legge pochissimo, l'educazione al leggere va al di là dell'avvicinare il non-lettore al libro. Come fa da tempo la Biblioteca Gambalunga, che come "casa del lettore" si fa luogo di formazione e di salvaguardia di un modo di leggere che collabora alla ri-creazione del testo. Senza perdere di vista il piacere di quella che Virginia Woolf chiama la "lettura pura e disinteressata", praticata per puro diletto. L'ingresso è libero. 

mer 19 mag 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

"Marchio e logotipo Osservatorio Giovani di San Marino" è la mostra che espone, fino al 31 maggio, presso il Museo di Stato, gli elaborati grafici eseguiti dagli studenti del Corso in Disegno Industriale dell'Università di San Marino in occasione dell'omonimo concorso. Tra cui il marchio elaborato da Giulio Mancini e Lucia Del Zotto, scelto dalla Giuria il 30 marzo u.s. come simbolica "carta d'identità" dell'Osservatorio, realtà nata lo scorso anno dalla sinergia tra Authority Sociosanitaria, UOC Salute Mentale e il Dipartimento della Formazione. Che non si limiterà a monitorare statisticamente le giovani generazioni sanmarinesi, attraverso il rilevamento dei dati sensibili sulle potenzialità e le criticità, ma lancerà proposte operative, come la diffusione fra i giovani di questionari conoscitivi, per dare una mappa in tempo reale della situazione socio-ambientale, delle abitudini e dei disagi della popolazione giovanile sanmarinese alle agenzie educative, come la scuola, le famiglie, le istituzioni.

mer 19 mag 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Alberto Casadei è un giovane violoncellista riminese, figlio di musicisti, che ha rivelato uno straordinario talento fin dall'infanzia, e crescendo ha più che mantenuto le promesse: a ventitré anni calca da protagonista i palcoscenici dei teatri più prestigiosi, in Italia e al'estero. Niente personaggio fuori dal tempo, però: Alberto è un nostro contemporaneo, dalla sapienza nell'uso dei social network, alla recente epifania televisiva. Insieme al pianista Federico Colli, suo coetaneo e sodale, è stato la rivelazione della prima edizione di "Italia's got talent", con Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi, partecipando a due puntate e mancando di un "buzz" la finale. L'abbiamo intervistato.
Alberto, che effetto ha avuto l'esclusione del 3 maggio?
«Ne hanno parlato tantissimo, ci sono arrivate mail e messaggi a centinaia, sulle pagine di Facebook. Molti protestano per la nostra ingiusta esclusione, sono tantissimi i complimenti, da musicisti, da persone che ci hanno ringraziato dicendo che la musica non l'avevano mai ascoltata così. Si è creata una platea trasversale, dall'orchestra della Scala alla gente comune». 

mer 19 mag 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

Guido Lucchini ci ha regalato in aprile il ricordo di Giuseppe Valli, poeta nato a San Donato nel 1928, che lì è sempre vissuto, da eremita. Un uomo complesso e tormentato, dalla profonda cultura e religiosità, vissuto di lettere e dell'amore per una donna che forse non l'ha mai saputo, scrivendo centinaia di versi in italiano e dialetto e pubblicandone pochissimi in vita. Dopo la sua morte, nel 1983, le sue poesie sono state ritrovate e in parte edite da Giancarlo Dall'Ara, in un libro pubblicato nel 1994 dalle Edizioni di Chiamami Città. Come dice Guido, che ne ha curato i versi dialettali, Valli è stato un poeta vero. A tracciarne per noi un ritratto inedito è la nipote, Sonia, che ci è venuta a trovare in redazione dopo aver letto l'articolo, e ci ha portato due scritti autografi di Giuseppe Valli: un biglietto dedicatorio dalla grafia elegante e sottile, datato 24 dicembre 1954 e una lunga poesia in versi liberi, che con movenze pascoliane celebra la nascita di Sonia e l'amore di Albana, sua madre: "Non c'è, non c'è misura/ Ne l'amore materno;/Amore è de l'Eterno/ Non si misura." Anche se le sue visite allo zio risalgono all'infanzia, Sonia ci ha raccontato: «Giuseppe Valli era cugino dei miei nonni, dei suoi nipoti siamo rimasti in quattro. 

gio 03 giu 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"A mezz'aria", l'ultimo spettacolo del Laboratorio Psicosociale del gruppo Alcantara, comincia con Max che tiene sospesa col fiato una piuma rossa. Questo è il senso del prezioso lavoro di Alcantara negli ultimi dieci anni, uno spazio laboratoriale per il disagio mentale che ha generato una vera e propria "forma" espressiva, in cui l'individualità di ognuno degli attori è la cifra di un teatro potente e necessario. Che trasfigura il "corpo sociale" del disabile, con le sue limitazioni, nel corpo poetico dell'attore, creatore di significati. Da un teatro dell'Essere, che restituisce visibilità al disabile sulla scena del mondo, a un teatro degli Esseri, che della loro unicità si nutre e assume forma artistica. Perché, come spiegava Enzo Toma, uno dei registi che ha segnato il percorso permeabile alle intelligenze del Laboratorio, "loro sono dei".

gio 03 giu 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

Inaugurata il 23 aprile, la nuova Circonvallazione di Corpolò, percorso alternativo che devia il traffico pesante della S.P. 258 Marecchiese fuori dall'abitato, si propone di restituire unitarietà e vivibilità a questa frazione di Rimini. Un problema storico, quello del traffico che "taglia in due" Corpolò, la cui soluzione passa attraverso una "bretella" lunga 2 chilometri, con 4 rotatorie, realizzata a partire dal 2006 in due stralci, un'opera da oltre 6 milioni di euro, finanziata dalla Regione Emilia Romagna, dalla Provincia e dal Comune di Rimini. Ma l'apertura della Circonvallazione, almeno per ora, non sembra essere stata risolutiva. A poco più di un mese dall'inaugurazione, sono tante le proteste e le perplessità dei cittadini, espresse già nella petizione del 21 aprile, che denunciano come tale tracciato non venga utilizzato dai mezzi pesanti, e come di conseguenza la vita dei residenti non sia migliorata. Ne parliamo con Giovanna Zoffoli, presidente della Circoscrizione 4. 

mer 16 giu 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

A Soanne, vicino Pennabilli, dell'antico castrum le cui prime attestazioni risalgono al 962 non restano che poche tracce, testimoni della lunga vicenda storica del piccolo borgo del Montefeltro, spopolato dall'emigrazione del secondo dopoguerra, ma ricco di bellezze paesaggistiche e artistiche da rivalutare. Come il "tempio" di Santa Maria della Misericordia, del XV sec., ormai fatiscente, con il suo prezioso patrimonio di quadri e arredi immagazzinato da anni. Nella primavera scorsa il dott. Fernando Santucci, tra i primi cardiologi riminesi e nativo del borgo, si è chiesto come far tornare a pulsare questo scrigno di storia e memoria. E così ha avviato e sponsorizzato in collaborazione col dott. Roberto Valducci, titolare della Valpharma, un percorso di studio e ricerca che porterà al restauro dell'edificio e alla catalogazione e recupero conservativo delle opere in esso custodite. Progetto la cui prima fase è stata avviata, ma che ha bisogno per essere compiuto dell'aiuto delle istituzioni e di coloro che hanno a cuore Soanne e la sua identità e memoria. 

mer 16 giu 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 25 giugno Luciano Canfora, insigne filologo e storico, inaugurerà il Festival del Mondo Antico con una lectio magistralis su Etica e politica nel mondo classico (Museo della Città di Rimini, Sala del Giudizio ore 12). Canfora, che insegna Filologia greca e latina all’Università di Bari, unisce all’attività di eminente studioso dell’antichità classica un’attenzione sapiente per la storia e la società contemporanea.

Professor Canfora, sembra che l’etica sia abbastanza soccombente rispetto all’attività politica.

«Soccombente? No, dipende dai punti di vista. C’è chi dice che la politica ha una regola: che il fine giustifichi i mezzi, che se il fine è buono mezzi non buoni possano andare, e questo è un commento che ha avuto una certa diffusione. Attribuito a Machiavelli, e fatto proprio dai Gesuiti… solo Socrate è isolato. Berlusconi sta più dalla parte dei Gesuiti che di Socrate.»

mer 16 giu 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Che cos'hanno in comune due artisti come Danilo Rea, raffinato pianista jazz - che ha collaborato con Chet Baker, gli Avion Travel, Mina - e Gino Paoli, cantautore "senza fine", padre nobile della canzone d'autore di scuola genovese? L'amore per la musica, senz'altro, ma soprattutto per la musica "da film". Quella che costituisce la colonna sonora delle pellicole più amate e della nostra stessa vita, una musica che è cinema alla seconda. Peter Sellers senza Henry Mancini che Pantera rosa sarebbe? E i "cattivi" di Sergio Leone senza Morricone? E Casablanca senza "Play it again, Sam"? Per non parlare di Fellini senza Nino Rota...

mer 30 giu 2010 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

E' dolce la Notte Rosa. Rosa come il Martini rosato, main sponsor quest'anno, dolce come la Vita del film di Fellini, che compie cinquant'anni e ne costituisce il leit motiv (e per entrare nella parte, a Castel Sismondo si può visitare gratuitamente la mostra "La dolce vita raccontata dalla Fondazione Fellini"). La quinta edizione della Notte Rosa, venerdì due luglio, quest'anno inaugura un intero fine settimana dedicato alla "vita dolce", in un happening che, com'è nello stile dell'evento e dell'ospitalità romagnola coinvolgerà tutti, residenti e turisti. Dal pomeriggio del due luglio una nuvola rosa avvolgerà la Riviera, dal Grand Hotel di Rimini al Grattacielo di Cesenatico, dai Trepponti di Comacchio a Viale Ceccarini a Riccione. Rosa l'illuminazione di strade ed edifici, l'abbigliamento delle persone che parteciperanno alle mille feste e iniziative organizzate un po' dappertutto, rosa il colore delle degustazioni e dei menù a cura di comitati e associazioni. Le vetrine di Rimini ospiteranno la mostra itinerante "Fotografa la dolce vita in Rosato", promosso da Martini & Rossi, Dowtown Rimini e CNA.

mer 30 giu 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

L'anno accademico è in dirittura d'arrivo, come la Riforma Gelmini il cui DDL applicativo è all'esame del Senato. La manovra di Tremonti ha riservato, inoltre, altri "tagli"che possono mettere l'Università di Rimini di fronte a una sfida. Di cui parliamo con il prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente del Polo Scientifico-Didattico di Rimini.
Professor Cantelli Forti, il decreto legge Gelmini è molto discusso. Qual è il suo punto di vista al riguardo?
«E' un decreto legge che risponde all'esigenza di una riforma che adegui la nostra Università a canoni moderni, rendendola più funzionale. La cui necessità era sentita, nell'ottica di svolgere una selezione degli studenti, di incrementare la ricerca, di migliorare la qualità. Bisogna rivedere molti aspetti organizzativi: ad es. il 3 più 2 e i troppi corsi di laurea di "fantasia" sono stati comodi per l'Accademia, ma inutili per gli studenti. L' "autonomia" non credo ne venga toccata ed è possibile con la valutazione della "qualità" garantire la competizione virttuosa all'interno delle facoltà. L'Ateneo di Bologna col sistema Multicampus - unico in Italia - dovrà capire come regolamentarsi, innescando una sana competizione interna e scegliendo regole che sviluppino la qualità. 

mer 30 giu 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

Un intero paese dedicato ai bambini e al bambino che è in noi. E' Bellaria Igea-Marina, che venerdì 2 luglio, dalle ore 20.30 fino a tarda notte mette anche quest'anno in scena la Notte Rosa dei Bambini. In tante diverse postazioni (dall'Isola dei Platani, alla Biblioteca, alla Torre Saracena) si snoderà un percorso di giochi, spettacoli, giocoleria e narrazioni teatrali. Tutto a ingresso libero. Con animazioni itineranti ("Carillon", de I Talento dalle 20.30 all'Isola dei Platani e "Tra Nuvole", con i "trampolieri" della Baracca dei Buffoni, dalle 20.30 in Viale Ennio e Tibullo a Igea Marina) e Pompieropoli (nel parco del Comune di Bellaria), un vero campo di addestramento pompieri, a cura dei Vigili del Fuoco di Rimini (fino alle ore 23,00). Tutti da giocare i Ludobus, ben quattro, dalle 20.30 nel Parco del Comune di Bellaria e nel Piazzale Falcone-Borsellino di Igea Marina. Di alto livello gli spettacoli teatrali, come "Fagiolino Asino d'oro" del Teatro del Drago (p.le Perugia, Bellaria, 21.30) o "Le storie dello Zecchino", teatro di figura, di e con Tieffeu (Torre Saracena, 21.30). Giocoleria senza limiti in P.le Falcone-Borsellino di Igea Marina con "Volo?!.." di e con Eva Toccaceli (20.30), e illusionismo ed escapologia (avete presente Houdini?), davanti alla Biblioteca Panzini, con "Juggler illusionist" di e con Mattia Favaro (21.30).

mer 14 lug 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Si parte da lontano per arrivare al PalaCosta di Ravenna, dove il 27 giugno ci aspettano "I demòni" di Peter Stein. Dodici ore di spettacolo, Premio UBU 2009, repliche annunciate nei maggiori festival in giro per il mondo, un percorso di preparazione che, per rigore e ostacoli superati, è già un piccolo mito teatrale. Con un regista che è un'icona europea, e una messa in scena quasi integrale del romanzo di Dostoevskij (1871). "Io guardo all'opera originale", ha raccontato Stein. "Se richiede tempo, glielo concedo." Mentre andiamo, scopro che ognuno dei miei compagni d'avventura ha tessuto una sua rete di letture per catturare quanto più può di quello che andiamo a vedere. Io non ho preparato niente. Ho sul comodino la vecchia edizione BUR dei miei vent'anni, ma niente riletture: ho deciso che voglio solo esserci. Farmi sorprendere. Essere spettatore. In macchina, rimbalzano i titoli degli spettacoli di Stein: e ti ricordi il Principe di Homburg? E tu c'eri alla Pentesilea? Succederà con ogni nome che nel corso della giornata verrà fuori. Spettacoli di cui ho solo letto, che per me sono diventati macchine per pensare, tracce dei Maestri, che si incarnano in un incontro, semplicemente vita vissuta. Io ascolto e bevo ogni parola. Dal finestrino scorrono i girasoli, tutti disciplinatamente girati verso est.

mer 28 lug 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Raccolgaci un'unica bandiera, una speme: di fonderci insieme già l'ora suonò.» Parole che sembrano attendere ancora un compimento. Il 2011 è l'anno del 150nario dell'Unità d'Italia: un'occasione preziosa per rifondare il senso dell'appartenenza a una Patria comune, costata lotte e sangue. Perchè, racconta Giovanni Luisè, editore e libraio antiquario in Rimini, presidente del Comitato provinciale dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, «sta prevalendo un ignobilpensiero che degrada simboli e significati di un momento fondamentale della nostra storia: gli sberleffi alla bandiera, il "Va' pensiero" proposto come inno... L'identità nazionale è stata relegata a un teatrino, l'attuale classe politica sembra vivere in un deserto memoriale. 150 anni fa è stato unito politicamente un popolo che era già uno per letteratura, arte, lingua, stabilendo un'Italia che è sempre esistita. E' il momento di parlarne.»

mer 28 lug 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A leggere "Decalogo" vi vengono in mente "I dieci comandamenti" di Cecil B. De Mille (1956, con il roccioso Charlton Heston nei panni di Mosè) o "Dekalog" di Kieslowski, la raffinata serie di 10 film che impose il regista polacco all'attenzione europea nel 1988? Nell'un caso o nell'altro, se vittime di cinemini d'oratorio o di più tardi (e forse non meno penitenziali) cineforum d'essai, nella vostra coscienza profonda sin dal catechismo infantile allignano le "parole" di questa lista. Che è diventata l'enumerazione dei precetti per antonomasia. Basta cliccare su Google: Altromercato: il decalogo. Il decalogo del Bed&Breakfast. Il decalogo dell'allattamento e quello anti-zanzare. Eccetera eccetera. Così, la forma del "decalogo" spande la sua aura sacrale e prescrittiva in contesti disparati.

ven 06 ago 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

Si fa presto a dire: Valmarecchia, ma a cosa si pensa? A un territorio, da un anno entrato a far parte della nostra provincia, geologicamente antichissimo, ma proiettato nella modernità. A un crocevia di storia, dai borghi sorti su insediamenti villanoviani, ai monumenti romani riadattati nel Medioevo ai castelli Rinascimentali. A una terra di pellegrinaggi religiosi, di presenze sovrannaturali e di poeti. Comunque, a una terra che oggi "comincia" dal mar Adriatico e finisce all'Alpe della Luna, con le sue specificità e le sue problematiche, complessa, ricca e stratificata, che forse possiamo cogliere solo "in movimento". Ed è questa la chiave di lettura adottata da un'interessante pubblicazione appena uscita da Edizioni Lithos: "Valmarecchia: terra di mo(vi)menti speciali - flussi di storia, alimentazione, natura e fede", curata da Massimo Fucci. Al volume, edito nel primo anniversario del passaggio dei sette comuni della Valmarecchia dalle Marche alla Romagna, ideato da Handydandy, hanno collaborato per i testi Chiara Lazzaretti, Luisa Bartolotti per gli aspetti alimentari e Diego Galizzi per quelli storici.

VALMARECCHIA commenti a questo articolo commenti ( 1 )
mer 25 ago 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Dopo Percuotere la Mente e BWV-Bach, la Sagra Malatestiana entra nel vivo. Il poliedrico regista Denis Krief affronta una sfida drammaturgica densa di intrecci, con la prima esecuzione in forma scenica del "Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke" (31 agosto-1 settembre), continuando nel percorso inedito intrapreso cinque anni fa con il Diario di uno scomparso di Janacek, continuato con La Bellezza ravveduta di Handel, l'oratorio Water Passion di Tan Dun e i Kafka Fragmente di Gyorgy Kurtag. A Giampiero Piscaglia, direttore Musica, Teatro, Eventi del Comune di Rimini, chiediamo una guida all'ascolto. «Il "Canto d'amore e morte" - ci spiega - raccoglie in un solo spettacolo la musica che Viktor Ullmann e Frank Martin hanno dedicato durante il secondo conflitto mondiale a un celebre testo di R. M. Rilke, trasfigurazione del destino di un antenato del poeta, partito per la guerra nel 1666 come giovane alfiere e disperso in Ungheria. Senza sapere l'uno dell'altro, i due compositori hanno visto nell'opera di Rilke un'amara profezia delle speranze e degli orrori del ventesimo secolo. Al pianoforte, Francesco Libetta, mezzosoprano Brigitte Ravenel e voce recitante Hans Fleischmann.»

mer 25 ago 2010 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Barlaam Lorella

"Scrivere belle poesie significa far bene le valigie", scrive Ennio Cavalli. Concentrare in una forma chiusa un universo di parole e memorie. Così, la valigia del poeta finisce per somigliare alla valigia del migrante: summa circoscritta di una vita intera, che accompagna nelle partenze e nei ritorni. C'è tutto un mondo, nella valigia-simbolo della Festa de' Borg di quest'anno, e "La valigia del migrante: la geografia è destino" è lo spettacolo di ilotopie che ne aprirà la XVII edizione. La compagnia francese è ben conosciuta alla Festa de' Borg, dove nel 2006 aveva animato il bacino e il canale antistanti il ponte di Tiberio con "Fous de bassins", uno spettacolo in cui apparizioni surreali e fiabesche avevano lasciato a bocca aperta gli spettatori assiepati sulle rive. Mai visto niente del genere. Uno spazio della nostra città dalle grandi potenzialità, ma quasi abbandonato a se stesso tornava a rivivere come luogo d'utopia. Che è un po' quello che succede nel Borgo a ogni Festa, appuntamento amato dai riminesi, che ritrovano una città (forse solo) sognata. Lo spettacolo che andrà in scena quest'anno scaturisce dall'ultima produzione di ilotopie, "Les Oxymores d'eau", che ha debuttato a giugno in Francia, ed è una prima assoluta per l'Italia. 

mer 25 ago 2010 - Notizia di Borgo San Giuliano - scritto da Barlaam Lorella

Il manifesto della Festa de'Borg di quest'anno è opera di Agim Sulaj, pittore di origine albanese che vive a Rimini dal 1994. Famoso nel mondo per la sua pittura iperrealista, che avvolge di luci e d'ombre immagini d'infanzia ritrovata, e per le sue vignette, Sulaj è un esempio vivente di come una nuova terra possa aprire grandi possibilità a chi sa lavorare per coltivarle, mantenendo il contatto con le proprie radici come nutrimento artistico ed esistenziale. Anche il titolo della festa del Borgo di quest'anno, "Amarborg", viene da una sua intuizione, che mette insieme "Fellini, l'amore per il Borgo, il mare e l'amarezza di chi dal Borgo ha dovuto scegliere di emigrare", come ci ha spiegato.

mer 25 ago 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il Festival teatrale della Cittadinanza Democratica costituisce un importante momento di aggregazione culturale sul tema dell'esercizio di una cittadinanza attiva. Il festival si connota come evento di grande valenza etica e formativa capace di suscitare una riflessione concreta su cosa significhi oggi, nel tempo segnato dalle profonde trasformazioni indotte dalla globalizzazione, essere cittadini non solo del proprio stato di appartenenza ma del pianeta terra. La quarta edizione del festival, diretto e ideato da Laura Gobbi e Federica Zanetti, si snoderà nelle giornate fra il 28 e il 31 agosto e vedrà protagonisti alcuni dei più interessanti artisti della scena teatrale contemporanea. Giuliana Musso, il Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro e l’originale connubio fra Ginevra Di Marco e Margherita Hack. L’incontro tra la musicista Premio Tenco e l’astrofisica darà vita, lunedì 30 agosto al Teatro Concordia di Borgo Maggiore (ore 21.30) a L’Anima della Terra (vista dalle Stelle), uno spettacolo che indaga il rapporto tra noi e l’universo che ci accoglie.

ven 06 ago 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

Sabato 31 luglio al Teatro Mariani di Sant'Agata, prima festa di compleanno per la Val Marecchia targata RN: per l'occasione è stato indetto il convegno "Riforme e autonomie", organizzato dal Comune di Sant'Agata e dal comitato Unavalmarecchia. Il Comitato ha inoltre deciso di promuovere ogni anno, per almeno 7 anni e sempre in un comune diverso, la Festa della Valmarecchia Unita, con il titolo simbolico "Piazza 29 luglio 2009". "Riforme e autonomie" ha visto una nutrita partecipazione: in prima linea i Sindaci dei sette Comuni passati alla provincia di Rimini (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, San Leo e Talamello) e personalità della politica, della cultura e dell'economia del nostro territorio. Nel corso dell'incontro sono state ripercorse le tappe della lunga storia che dal Risorgimento ha portato al ritorno dell'Alta Valmarecchia in Romagna, documentando come dal 1816 questa esigenza si sia sempre manifestata a livello popolare, ed è stato fatto il punto sul cammino ancora da compiere. A conclusione dei lavori, è stata concessa la cittadinanza onoraria di Sant'Agata Feltria a Francesco Frattolin, architetto veneto fondatore dell'Unione Comuni Italiani per Cambiare Regione, che con il suo ricorso ha consentito l'effettuazione del Referendum.

mer 08 set 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Un intellettuale "del Novecento" singolare ma emblematico, che aveva scelto la solitudine e la "periferia" come luoghi del cuore, ma con la capacità di costruire ampie relazioni politiche e intellettuali, di misurarsi con le idee e i problemi centrali del suo e nostro tempo.» Così Oriana Maroni, curatrice del volume "Per Liliano Faenza, i libri, la vita, l'opera di un intellettuale in provincia" (Guaraldi), ci racconta questa figura centrale nella cultura di Rimini, tra i primi collaboratori di Chiamami Città. Il libro, alla cui pubblicazione hanno collaborato la Biblioteca Gambalunga e la Biblioteca Battarra di Coriano, sarà presentato sabato 18 settembre alle 17 presso il Museo della Città, con un'introduzione di Sergio Zavoli.
Oriana, come è nato questo progetto?
«A due anni dalla morte di Liliano Faenza, l'Istituto storico della Resistenza gli rende omaggio pubblicando due saggi inediti: Intellettuali, giornali e politica a Rimini nell'immediato dopoguerra, dedicato agli anni della Ricostruzione, con l'Introduzione di Sergio Zavoli, e Riminese in agonia?

mer 08 set 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Dall'affermazione di Schwartzenberg (L'etat spectacle, '77) che l'Italia "figura tra i paesi nella cui vita politica pare più povera la componente spettacolare" come si arriva al "doppio caso Veronica", che sancisce il principio che l'uomo politico deve rispondere del proprio privato "sulla scena" dei media? La risposta non può prescindere da un rigoroso percorso di analisi delle trasformazioni del nostro paese negli ultimi trent'anni, dalla metamorfosi dei rapporti tra sfera pubblica e privata alla "spettacolarizzazione" del vissuto individuale e collettivo. La prima ricostruzione storica è quella che compie Anna Tonelli nel suo saggio "Stato spettacolo. Pubblico e privato dagli anni '80 ad oggi" (Bruno Mondadori), pubblicato recentemente. Professore associato di Storia contemporanea all'università degli studi di Urbino, Anna Tonelli nelle sue pubblicazioni si è occupata di temi di storia politica e sociale, con particolare riferimento alla cultura popolare, alla storia della mentalità e del costume, al rapporto fra politica e società nell'Italia contemporanea

mer 08 set 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"In piedi, un passo dopo l'altro: percezioni in movimento" è il laboratorio condotto da Renata Molinari e Paola Bigatto dal 16 al 19 settembre all'Arboreto di Mondaino. A dieci anni da "Passi, laboratorio di drammaturgia itinerante" lungo la via Francigena, cammino di pellegrini che si riattivava attraverso la scrittura e il racconto, Renata Molinari, scrittrice, drammaturga e docente teatrale, e l'attrice Paola Bigatto tornano a lavorare sulla postura percettiva, con sette "movimenti" ritmati nello spazio, nel mettersi in relazione e nelle architetture dei testi. Parlando con Renata Molinari, dramaturg di Thierry Salmon, i cui scritti contagiano col senso vivo del "fare" teatro, viene da porle domande ultime. Ma lei, maestra del peso e valore delle parole, richiama al qui e ora, al fare di questo laboratorio.

mer 08 set 2010 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

L'Istituto San Giuseppe per l'Aiuto materno e infantile di Rimini compie cent'anni, e li festeggia con una serie di eventi, dal 21 al 27 settembre a Castel Sismondo. L'atto di nascita della storica istituzione cittadina, che opera nel campo del disagio giovanile e familiare, è in un articolo de "L'Ausa" del 9 settembre 1910, che dà notizia di "una istituzione che s'intitola Aiuto Materno per l'assistenza delle madri povere e la protezione della primissima infanzia". Un'iniziativa privata, con lo scopo di "togliere tanti piccoli esseri" da situazioni gravi di indigenza, maltrattamento o abbandono, perché "quasi sempre sono la miseria e l'ignoranza che fanno queste vittime e noi dobbiamo voler sollevata la miseria e dissipata l'ignoranza". Tra i fondatori, il pediatra Antonio Dal Piano e la "nobile Signora Isabella del fu Giacomo Soleri, Suora di Carità, che all'Istituto donò tutti i propri beni", compreso il Palazzo Soleri, in Corso d'Augusto, che ne fu la prima sede. Due figure che rappresentano bene "il connubio di due elementi: la beneficenza nel senso più alto del termine e la scienza, moderna medicina sociale", scrivono Antonella Chiadini e Paolo Freddi, autori dei volumi storici che ripercorrono personaggi e vicende del San Giuseppe.

mer 22 set 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Il teatro è uno specchio della vita. Uno specchio molto limpido". La citazione di Peter Brook in esergo alla nuova stagione del Novelli ne manifesta l'anima: un teatro che vuol essere specchio della città, e del singolo spettatore. Specchio della città per la volontà di portare avanti, anche in tempi di crisi, uno spazio culturale che ne arricchisca la civiltà, e strumento di riflessione, di conoscenza di sé per uno spettatore in ascolto. Fil rouge di quest'anno la contaminazione tra linguaggi teatrali e cinematografici, un crossover che crea nuove possibilità espressive, senza abdicare allo specifico teatrale. La consueta e collaudata struttura in tre turni d'abbonamento, volti a soddisfare domande differenti e premiati da un pubblico trasversale, dà conto del tanto che offre la scena teatrale d'oggi, vagliato con sapiente attenzione alla qualità. Così nel turno A.B.C. i "classici" e i "nomi" di richiamo sono nel segno di proposte teatrali non convenzionali. Dalla "Bisbetica domata" con Vanessa Gravina, che apre la stagione, al "Dona Flor e i suoi due mariti" con l'esordio in teatro di Caterina Murino, al metaforico "Malato immaginario" di Gabriele Lavia, al cinefilo "L'inganno-Sleuth" con Glauco Mauri.

mer 22 set 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La biblioteca Gambalunga dal 17 ottobre torna a proporre il ciclo di conversazioni "Biblioterapia: come curarsi (o ammalarsi) coi libri", la "diagnosi e terapia letteraria" che la "casa dei lettori", con la collaborazione dell'Istituto Musicale G. Lettimi, dedica al libro come "farmaco". Cura e veleno, in senso etimologico: entrambi gli aspetti saranno, a rigor di titolo, presentati dagli ospiti. Due quest'anno le novità: gli incontri si terranno nella sala del ‘700 della Gambalunga e all'Auditorium del Lettimi (dalle 17), e alle conversazioni (su iscrizione) si alterneranno due letture "ad alta voce", a ingresso libero. Mariangela Gualtieri, poetica voce del Teatro Valdoca, suggerirà il 24 ottobre come "mantenere il passo conquistato", mentre il reading dell'attrice (e scrittrice) Patrizia Zappa Mulas evocherà "Il messaggero. Un narratore senza nome", il 14 nov. Sarà lo scrittore (e critico) Emanuele Trevi a inaugurare, il 17 ottobre alla Gambalunga, il ciclo di conversazioni, inoculando "I veleni del romanzo", mentre l'enigmista e scrittore Stefano Bartezzaghi il 31 chiamerà in campo i "Lettori giocatori". Si passa all'Auditorium del Lettimi il 7 novembre, dove il letteratissimo Michele Mari immunizzerà dalla "Letteratura come infezione", seguito dall'invito al viaggio della saggista Gabriella Caramore: "Toccare il mondo.

mer 22 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Il 20 ottobre 2010 potrebbe essere una data "storica" per Rimini. Quella entro la quale si avvierà il primo stralcio dei lavori per la ricostruzione del Teatro Galli "com'era e dov'era". Come l'assessore alla cultura Antonella Beltrami e l'architetto Pier Luigi Foschi, direttore dei Musei comunali e responsabile dei lavori hanno comunicato nel corso della conferenza stampa di presentazione del cartellone del Teatro Novelli lunedì 20 settembre, una delle questioni più annose e controverse della nostra città sembra essere in drittura d'arrivo. 
Il primo stralcio comporta la ricostruzione del foyer, e dovrebbe essere completato entro un paio d'anni. Foschi ha spiegato che avrebbero aggiudicato nel corso della settimana l'appalto di questa tranche, per cui sono stati stanziati circa 4 milioni di fondi europei, alla ditta Lancia di Pergola, specializzata in restauro, la cui offerta, tra le 17 pervenute, si è dimostrata la più vantaggiosa sotto il profilo del ribasso e della qualità dell'intervento. "Dobbiamo iniziare i lavori entro il 20 ottobre", ha spiegato Foschi, "altrimenti perderemmo i finanziamenti"

mer 06 ott 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Piccole Donne" di Louisa May Alcott è correo due volte di "Piccole donne rompono", l'ultimo libro di Lia Celi, appena uscito da Feltrinelli. Per aver dato l'assist del titolo e perché una famiglia "plurale" era una delle aspirazioni della scrittrice da cucciola. I quattro figli di Lia Celi oggi incarnano un desiderio e un'incessante commedia umana da cui nasce il "Diario di una mamma imperfetta", rubrica tra le più lette e amate di "Insieme". Da cui questo libro. «Non è stata un'idea mia», si schermisce la Celi, «ma una proposta dell'editore. Mi fanno un po' specie i giornalisti che fanno libri "riciclando" quello che hanno scritto...»

mer 20 ott 2010 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

Dalla valle perduta a nord dell'Himalaya, dove ha girato il documentario "Tchadar, il sentiero di ghiaccio", presentato all'Internacia Jarfina Festivallo di Dusserldorf, alle sabbie del Sahara, "Granelli d'oro povero". E' il percorso di un videomaker di Santarcangelo, Andrea Torri, che da nove anni con la sua telecamera va per le strade del mondo. Con uno sguardo attento all'umanità, specie quella degli "ultimi". Dal primo viaggio a Cuba al Perù, Bolivia, Nepal, Africa, India. Sempre portando con sè un "terzo occhio", la videocamera, che Torri ha imparato a usare da autodidatta e ora è lo strumento del suo lavoro, insieme alla curiosità verso le altre culture e all'istinto del viaggiatore. In "Granelli d'oro povero" l'attraversamento del Sahara - 650 chilometri a bordo del treno più lungo del mondo, tre chilometri di vagoni merce con una sola vettura passeggeri - è animato dagli incontri con i compagni di viaggio, dalle loro voci e volti e ritmato dalle parole di Cesare Padovani. In un viaggio che ha portato l'autore, nel corso delle riprese durate tre mesi, lungo antiche vie di carovane, verso le miniere di ferro di Zouerat, attraverso l'antichissima città santa di Cinguetti, con le sue 24 biblioteche piene di manoscritti che l'avanzare del deserto ha vuotato di lettori e di senso. Diciannove minuti che raccontano non un reportage, ma un viaggio interiore. Senza andare in cerca di "belle immagini", ma dell'anima di persone e luoghi. E perciò, spesso, trovandole. 

mer 20 ott 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

C'è un cambiamento epocale in atto nell'idea stessa di libro, di cui cominciano ad accorgersi Fiere e Mercati. Che si prepara da decenni, e che ciò nonostante ci sorprende. Causando reazioni scomposte e letture superficiali. Chiediamo all'editore Mario Guaraldi - "e-ditor" scrive J.L. Nancy, "è colui che porta alla luce" - appena tornato da un viaggio negli States dove si è confrontato con i "guru" di colossi come Amazon, un'anteprima di cosa aspetta noi cartacei lettori nell'era digitale prossima ventura. «C'è un segmento di mercato nascente, frutto di un lungo lavoro sotterraneo, quasi di una gestazione», ci anticipa Guaraldi. «Quella che paventiamo è una situazione che è già avvenuta, che reca a sua volta in grembo quella che avverrà. Ecco: rispetto all'editoria, in America adesso si percepisce un nuovo "stato nascente", in cui questo "immaginare che cosa avverrà" significa l'opposto di quello che sta succedendo da noi adesso, dove i grandi gruppi sorpresi da questo "qualcosa che non sanno bene cos'è" stanno correndo dietro alla rivoluzione senza capire.»

gio 04 nov 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Presentato in anteprima a Lucca "Comics and Games" il 29 ottobre, è in uscita per Coconino Press "La vera storia di Laura Canepa", l'ultima graphic novel di Giacomo Nanni. Che così si raccontava a Chiamami Città nel giugno 2009, in occasione del secondo volume delle sue "Cronachette", vite raccontate... ad altezza di gatto. «Sono nato a Rimini, ho iniziato a pubblicare storie a fumetti su Black, una rivista diretta da Igort. Nel frattempo ho fondato assieme ad altri autori una rivista, "Canicola", premiata al festival internazionale di Angoulême. Ho pubblicato tre libri per Coconino Press, usciranno in Francia per l'editore Cornelius.»

gio 04 nov 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Appunti per un paesaggio" è la lettura a tre voci di e con Isabella Bordoni, Michele Marziani e Paolo Vachino che chiuderà AmbienteFestival, il 7 novembre alle 19, nella Sala dell'Arengo. «Il contesto del Festival» racconta Isabella, «ci è sembrato giusto per proporre un evento specifico dove la narrazione scritta di Michele incontra i ritmi vocali di Paolo Vachino e il mio, e il gesto grafico di Gianluca Costantini, che esprime la dinamica visiva, detta o implicita, in cui Michele ci introduce nelle sue narrazioni. A questi segni si aggiunge - grazie alla collaborazione con Caterina Boldrini, Jonathan Benatti e Federico Mecozzi del "Trio dell'Istituto Musicale Lettimi" - quello sonoro, altro elemento dominante nella sua descrizione del paesaggio, dove è anche racconto di una storia sociale».

mer 17 nov 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

E' la prima volta che Wu Ming 2, del collettivo Wu Ming Foundation, vede il centro storico di Rimini. Un luogo che associava al mare, di cui constata straniato che sembra una tipica piccola città sulla via Emilia. Un'osservazione su cui riflettere: per l'autore di "Il sentiero degli dei", appena uscito da Ediciclo, il paesaggio è un personaggio, di cui ascoltare le narrazioni, e insieme un soggetto politico, mai neutrale nelle sue trasformazioni. Wu Ming 2 ha partecipato alla stesura collettiva di Q, Manituana, Altai, ma mantiene, come gli altri Wu Ming, una sua voce autoriale singola, aperta alle sperimentazioni. Nel suo ultimo libro un viaggio a piedi lungo la "Via degli dei" che da Piazza Maggiore di Bologna porta a piazza della Signoria a Firenze, diventa un "oggetto narrativo" tessuto attraverso molteplici voci, generi e stili.

mer 17 nov 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

E' appena uscito da Bompiani il "Il trattato delle virtù" di Giorgio Gemisto Pletone, uno dei pensatori "più venerati ed esecrati del Rinascimento". La traduzione dal greco, la ponderosa introduzione e i rigorosi apparati testuali sono del riminese Moreno Neri, studioso della tradizione classica e umanistica dalla tarda antichità al Rinascimento - il 28 dicembre sarà ospite di Voyager per parlare dei misteri di Piero della Francesca - che ha già curato (tra le altre) alcune opere di Pletone e saggi sul Tempio Malatestiano, editi da Raffaelli. Per Bompiani sta attendendo, con un gruppo di valenti collaboratori, a un'edizione completa delle opere di Pletone.

Moreno Neri, chi è Pletone e perchè è sepolto a Rimini?
«Giorgio Gemisto Pletone (1355 ca.-1452 o 1454) fu una delle figure più importanti e prestigiose del crepuscolo di Bisanzio. Consigliere degli ultimi imperatori di Costantinopoli e dei despoti di Morea, a Mistrà, nel Peloponneso, creò un circolo esoterico, sul modello dell'antica Accademia di Platone, la cui opera fu di fondamentale importanza per il Rinascimento occidentale. Il fatto che Sigismondo abbia portato dalla Grecia le ossa di Gemisto Pletone per seppellirle in un sarcofago del Tempio ci fa supporre che seguisse la dottrina neoplatonica di quest'uomo enigmatico, che ha onorato da discepolo devoto con la scritta "principe dei filosofi del suo tempo".»

mer 17 nov 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Su Cannibale, nel '78, due leggende del fumetto italiano d'autore, Tanino Liberatore e Stefano Tamburini, decostruirono in "Tiamottì" la canzone d'amore per antonomasia, Ti amo di Umberto Tozzi. Oggi "Tiamottì!", undici + 1 canzoni a fumetti (appena uscito da Arcana) racconta il meglio della nuova generazione di disegnatori italiani, tra cui la "nostra" Mabel Morri. 
Mabel, cos'è "Tiamottì"?
«E' un'antologia musicale nella quale io e tanti altri bravissimi disegnatori (tra cui Alessandro Baronciani, Maurizio Ribichini, Andrea Bruno e Tanino Liberatore) interpretiamo con le nostre tavole alcune canzoni. Si va da De Andrè ai CCCP, da Tenco a Battiato, osando anche con i Marlene Kuntz e con gli Offlaga Disco Pax. Il risultato è sorprendente, c'è un mix di stili particolare, la stampa è eccellente e ben curata, e le storie provengono dal cuore, scritte e disegnate con una sensibilità unica (le mie poi sono - per la prima volta - anche a colori!)».

mer 17 nov 2010 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Giorgio Albertazzi e Vittorio Franceschi. Due attori poliedrici, i cui percorsi hanno intersecato la regia, la scrittura scenica e la poesia, due diverse ipotesi di teatro in un interessante confronto a distanza sul palcoscenico del Novelli. Giorgio Albertazzi è l'ultimo dei mattatori, ma riesce a rendere una carriera teatrale oggi senza pari ancora linfa e radice di un oltre, ad ogni spettacolo. Nel tempo, voce e presenza si sono affinate in segni essenziali, personaggi di cui diventa egli stesso traduzione, in un corpo a corpo emozionante. In questi ultimi tre anni è stato l'Adriano delle "Memorie" della Yourcenar e il titanico e inafferrabile Achab di Melville nella messa in scena di Antonio Latella. Ancora con lui affronta quest'anno il quarto Re Lear della sua carriera, forse il più emblematico della sua cifra interpretativa nell'essere uno e trino, Lear e Fool e Albertazzi insieme. E sarà il Padre in "La casa di Ramallah", al Novelli il 25 novembre,  con la regia di Calenda su testo di Antonio Tarantino, voce alta e aguzza della drammaturgia contemporanea. In scena, il martirio della Palestina nel dialogare metafisico di tre personaggi, una kamikaze che va a farsi esplodere e i suoi genitori, che in questo viaggio l'accompagnano.

mer 01 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Cambierà nome la storica Libreria Luisè di Corso d'Augusto: dal 2011 sarà Libreria Risorgimento. Un segno forte, nell'anno del 150° dell'Unità d'Italia. «Rimini è città d'arte, si sa», spiega Giovanni Luisè. «Ma anche città del Risorgimento. Sin dal lontano 1815, da quando il re di Napoli Gioacchino Murat lanciò dalla nostra città il Proclama di Rimini. Per la prima volta il sovrano di uno Stato italiano pronunciava la parola Indipendenza, da ogni dominio straniero». Luisè parla a nome dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano di Rimini, parte del Comitato che aggrega molte realtà culturali della nostra provincia, e si è già messo in moto: con una cerimonia per l'anniversario della breccia di Porta Pia, il 20 settembre del 1870, una tavola rotonda, "Verso il 150 anniversario dell'unità d'Italia", a ottobre, e una giornata di studi prevista per il 18 dicembre, dedicata a Enrico Serpieri, con gli storici Alessandro Serpieri, Alessandro Buda e Giovanni Rimondini, nella Sala del Buonarrivo della Provincia di Rimini, dalle ore 10, di cui saranno pubblicati gli Atti.

mer 01 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Rimini è un ossimoro: luogo "felliniano" nell'immaginario cinéphile di tutto il mondo, affamato di buon cinema - le proposte di qualità della Cineteca Comunale attirano un pubblico che eccede quasi sempre i 94 posti a disposizione - mentre nel centro storico una dopo l'altra le sale hanno chiuso, e la débâcle della nostra Fondazione Fellini non rende di certo onore al grande regista. La pars destruens si è svolta in questi mesi sotto gli occhi di tutti, della pars construens chiediamo a Gianfranco Miro Gori, Sindaco di San Mauro, poeta e narratore, che dirige la Cineteca, chiamato il 20 ottobre nel CDA della Fondazione Fellini per il Comune di Rimini.

Miro Gori, a ottobre si è delineato un nuovo organismo operativo, di cui lei fa parte: quali le priorità in agenda e gli obiettivi? 
«A nessuno sfugge che i conti della Fondazione Fellini siano da sistemare. Per un fatto economico, ovviamente, ma anche etico. Ciò premesso, poiché la Fondazione non parte da zero, occorrerà fondare il "nuovo corso" su ciò che di buono è stato fatto. Rafforzarlo. Rinverdirlo. E abbandonare il resto. Il buono è stato il materiale felliniano raccolto: libri, disegni (fino all'eccezionale acquisizione del "Libro dei sogni", nel quale Fellini disegnò per anni la sua attività onirica), costumi dei film, audiovisivi... Mi guardo bene dall'affermare che il resto - come i convegni, le mostre, la rivista ecc. - sia stato inutile.

mer 01 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"La festa" - in scena al teatro Novelli il 15 dicembre - è il primo testo scritto da Spiro Scimone in lingua italiana, dopo i due precedenti in dialetto messinese, "Nunzio" e "Bar". Ma è un italiano molto meridionale, il suo, nella costruzione della frase come nella cadenza impressa dai tre interpreti. Sono dialoghi brevissimi, fatti di battute di poche parole, spesso una sola. Con un uso molto musicale, quasi jazzistico, della frase e della parola, su un ritmo sincopato che mette in evidenza le frequenti ripetizioni e variazioni di un medesimo tema. In scena, una famiglia come tante, che intravede la possibilità di infrangere la routine festeggiando l'anniversario dei 30 anni di matrimonio dei genitori, tentativo che però si risolve semplicemente nella riconferma della stagnazione dei ruoli e del rancore reciproco.

Questo spettacolo ha riscosso molto successo anche all'estero...
«È un lavoro che mi ha dato e mi sta dando ancor moltissime soddisfazioni - racconta Scimone - tanto all'estero quanto in Italia. È comunque difficile andare a rappresentare gli spettacoli in luoghi più istituzionali. Ad ogni modo, la risposta del pubblico è sempre eccezionale. Nel 2007 "La festa" è stato prodotto e rappresentato in francese con successo al Théâtre du Vieux Colombier nel cartellone della Comédie Française.»

mer 01 dic 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Marino Niola è antropologo della contemporaneità, docente all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, editorialista di "La Repubblica". Un raro esempio di saggista italiano capace di amalgamare l'acribia dello studioso con l'alchimia di una scrittura sapida e croccante, che apre al lettore il backstage dei miti e riti contemporanei. Il suo libro "Si fa presto a dire cotto. Un antropologo in cucina" (Il Mulino) è una gourmandise letteraria, i cui ingredienti sono i sapori e i saperi dell'homo edens, ma la differenza vera la fa il cuoco. A raccontarne sarà lui stesso a Santarcangelo il 3 dicembre, per la VI edizione di "Cibo come cultura" (Sala del Lavatoio, h. 20.45). Intanto, per ingolosirvi, ecco un assaggio.

Professor Niola, cosa ci fa un antropologo in cucina?
«Fa il suo mestiere: la cucina è luogo dell'identità e delle differenze, in cui affiora quello che gli uomini nascondono con le parole. La cucina non mente, fotografa in profondità una cultura mostrandone gli atteggiamenti, le preferenze, le abitudini, i tabù, le passioni, il rapporto con la natura e con gli altri, di cui vengono alla luce organizzazione e gerarchie. Il cibo differenzia: un italiano "maccaroni" da un tedesco, ma anche chi può mangiare caviale da chi ha solo il pane. La cucina addensa simboli, basti pensare alle comunità migranti che ne accentuano le caratteristiche etniche, come segno d'identità. Un modo per fermare l'orologio e conservare dentro di sé la patria attraverso la cucina che, però, è madre. Dando così un corpo, un sapore, un profumo a quell'astrazione che noi chiamiamo madrepatria.»

mer 15 dic 2010 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«Il Natale da noi ha una sola tradizione gastronomica: il cappelletto». Così Piero Meldini, scrittore e sapido studioso della gastronomia del nostro territorio, insignito dell'artusiano Premio Marietta, icasticamente risponde alla domanda sul nostro tipico menù di Natale. «È nel 1811 che viene nominato "ufficialmente" per la prima volta, nel rapporto conclusivo dell'Inchiesta napoleonica. Scrive Leopoldo Staurenghi, allora prefetto di Forlì: "Il giorno di Natale presso ogni famiglia si fa una minestra di pasta col ripieno di ricotta, che chiamasi cappelletti. L'avidità di tale minestra è così generale che da tutti, e massime dai preti, si fanno delle scommesse di chi ne mangia una maggior quantità, e si arriva da alcuni fino al numero di 400 o 500, e questo costume produce ogni anno la morte di qualche individuo per forti indigestioni." Ma, per essere tradizione diffusa della festa principale del ciclo dell'anno - l'area del cappelletto va da Imola a Fano -, doveva essere molto più antico. Un piatto di lusso, laborioso, che ci si poteva concedere poche volte nel corso dell'anno, e per alcune famiglie poche volte nel corso della vita.» 

mer 15 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

E' dal 2004 che Rimini accoglie il nuovo anno con la grande Opera, dalla Traviata che inaugurò questa tradizione tutta "nostra" - Verdi è stato tra i più rappresentati (ben cinque le opere) in linea con quella che fu la programmazione dell' ottocentesco Teatro Vittorio Emanuele - alla Carmen che andrà in scena il primo e il tre gennaio 2011 nell'Auditorium di Via della Fiera. Una produzione inedita, che armonizza l'esperienza dell'associazione AttoPrimo e del Coro lirico A. Galli al contributo di diversi Teatri nazionali. Il ricavato netto, come sempre, sarà destinato allo IOR. «Le prime prove le abbiamo fatte a settembre» ci racconta il regista, Ivan Stefanutti. «Molte cose sono già pronte. Lavorare a Rimini mi piace, tra un panettone e una piadina, c'è leggerezza anche nel fare le cose difficili, arrivando col sorriso fino in fondo.»

mer 15 dic 2010 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

Un verde Natale chiede uno sguardo diverso sui gesti tradizionali. Si può trarre ispirazione dal decalogo del WWF (www.wwf.it), che invita a scegliere un albero "locale" (con alcuni accorgimenti resta vivo e verde2) o artificiale ‘di riciclo', con luminarie a basso consumo o a ricarica solare. Le decorazioni si realizzano con materiali di riciclo - come carta colorata o frutta secca - e tanta creatività, o magari con le "Coco Christmas" di Legambiente. Anche il Cenone è sostenibile senza usare piatti e bicchieri di carta e creando il centrotavola con frutta e ortaggi. Il menù sarà a base di ricette tradizionali, gli ingredienti a chilometro zero e di stagione, per ridurre le emissioni di CO2 guadagnando in gusto e freschezza. Sostenibilità fa rima con creatività anche per i regali da fare, coniugando l'affetto di un pensiero "su misura" alla sobrietà. A cominciare dalla stesura di una lista di regali personalizzati, realizzati con materiali non inquinanti e riciclabili. Da visitare, il Bazar online di Legambiente3, e il Greenmarket di Greenpeace4. Ai bambini, che vivono profondamente l'attesa del dono, si può regalare la voglia e il tempo di giocarci insieme. Puntando su Energie alternative5, un gioco di società che aiuta a scoprire le fonti di energia rinnovabile. Oppure regalando matite e colori lavabili e atossici, come quelli di Stubby Pencil Studio6, in soia e in materiali riciclati. O creando con loro mondi fantastici con la "pasta da modellare" fatta in casa, (su biodetersivi.blogspot.com la ricetta), o con l'Happy Mais, (www.happymais.it), o le costruzioni in legno di Kapla o Citiblocs.

mer 15 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

D'inverno - da queste parti - fioriscono libri. Tre i titoli che gettano uno sguardo approfondito sulla nostra città, appena usciti da Panozzo editore. A cominciare dalla riedizione ampliata del saggio "Vicende del patrimonio artistico riminese" di Pier Giorgio Pasini, il nostro maggior storico dell'arte, autore di centinaia di contributi importanti. Uscito nel '78 in "Storia di Rimini dal 1800 ai giorni nostri", il saggio ricostruisce la storia e le storie delle opere d'arte sul nostro territorio, dalle rapine e dispersioni dell'inizio dell'Ottocento alla ricostituzione del Museo Civico, con un nuovo capitolo sugli ultimi dieci anni, e un'appendice con un saggio breve sul trecentesco "Giudizio Universale". Un'opera fondamentale, che mette in scena in filigrana la storia culturale della nostra città, preziosa anche per bibliografia e note, fonte per innumerevoli ricerche a venire. Una Rimini d'antan, elegante e gaudente, è quella fotografata dalle pagine di "Kursaal e dintorni. Immagini di Rimini mondana e balneare tra le due guerre" di Alessandro Catrani, avvocato riminese già autore di "Anni '20, che passione" e appassionato collezionista d'immagini e documenti d'epoca.

mer 15 dic 2010 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Saranno le Fonderie Limone di Moncalieri a ospitare il debutto di "Caino" del Teatro Valdoca, dopo una gestazione durata due anni. Un raro evento teatrale, che con coraggio si interroga sull'umano, diretto al nostro cuore. La regia è di Cesare Ronconi, i versi, inediti, di Mariangela Gualtieri. In scena, con lei, Danio Manfredini, Raffaella Giordano e Leonardo Delogu, con un Coro di giovani attori-danzatori. Per questo alto viaggio, un viatico di parole.

Mariangela Gualtieri, da quali incontri è nato "Caino"? 
«Gli incontri sono stati davvero tanti, perché tanti sono i temi che ho dovuto attraversare: quella pagina di Genesi apre a tante tematiche che vanno indagate, anche se la maggior parte le ho poi accantonate. Il primo incontro è stato con la Bibbia, in particolare col Pentateuco. Poi mi sono avvicinata a vari filosofi, teologi, psicoanalisti, poeti. I più frequentati sono stati René Girard, Raimon Panikkar, Annick De Souzenelle, Platone, Umberto Galimberti, Luigi Zoja, James Hillman. Ma direi che gli incontri decisivi, intendo quelli più fatali, entusiasmanti e dirompenti, sono avvenuti verso la fine: il primo con Nelly Sachs, grande poeta e drammaturga che mi è parso abbia gli esatti colori e paesaggi di questo Caino. Poi il libro del Zohar, o Libro dello Splendore della tradizione ebraica, il cuore delle dottrine cabalistiche medievali, un testo abbagliante per luminosità e mistero.»

gio 13 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Ogni anno nel mondo si pubblicano oltre 26.000 libri sul cibo e sul vino. Che tutti, potenzialmente, concorrono al premio internazionale più prestigioso per l'editoria enogastronomica: il Gourmand World Cookbook Awards. A vincerlo per l'Italia quest'anno, per la categoria Best Cookbook Photography, è stato "Sovversivi del gusto 2. Secondo viaggio fotografico nel mondo dell'enogastronomia che resiste" (NdA press) di Michele Marziani e del fotografo piemontese Marco Salzotto. I Gourmand World Cookbook Awards, cui quest'anno hanno partecipato 154 paesi, vengono assegnati dal 1995 da una giuria internazionale di noti gastronomi e professionisti dell'editoria. «È stata l'organizzazione del Premio a contattare Marco e me e invitarci a inviare il nostro libro», racconta Marziani. «Di avere vinto abbiamo saputo per mail, a dicembre - una soddisfazione grande come il nostro stupore - e ci stiamo preparando per andare a Parigi, dove il 3 marzo concorreremo per l'Italia al Gourmand Best in the World, nel giorno inaugurale della Paris Cookbook Fair, la fiera internazionale più importante dell'editoria di settore. Sono i Premi che fanno più piacere, quelli per cui non hai fatto assolutamente niente, nessuna operazione di marketing o trattativa editoriale.» Il primo volume di "Sovversivi del gusto", nel 2008, attraverso i racconti di Marziani e le foto di Salzotto tracciava il diario di bordo di "un viaggio, azienda dopo azienda, vigneto dopo vigneto, di casa in casa" sulle orme di "agricoltori, olivicoltori, norcini, casari, affinatori, produttori di vini, ristoratori e osterie di tradizione e territorio sparsi per l'Italia". La "seconda puntata", con un'altra cinquantina di storie, è uscita nel dicembre 2009. 

gio 13 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Una pagina di grande interesse della storia di Rimini torna alla luce con la pubblicazione di "Papa Gregorio XII e Carlo Malatesti o sia la cessazione dello scisma durato mezzo secolo nella Chiesa di Roma", un saggio sinora inedito (anche se indagato da studiosi come A. Montanari) del maggior storico della nostra città, il prolifico Luigi Tonini (1807-1874). Trascritto dalle 532 pagine del manoscritto SC-MS-1344 della Gambalunghiana sotto la vigile cura di Oreste Delucca, il libro dà conto dell'importante ruolo di Carlo Malatesta nella composizione del Grande Scisma che tra il Tre e Quattrocento travagliò la Chiesa per 51 anni, concluso dal Concilio di Costanza. Edito da Guaraldi - sua la lungimirante nota introduttiva - è già disponibile in versione e-Book (www.amazon.com).

Oreste Delucca, come nasce questo libro?
«A promuovere l'edizione integrale del manoscritto è stato Stefano Cavallari, e il Lions Rimini Malatesta se n'è assunto l'onere, sostenuto anche dalla Fondazione Carim. Luigi Vendramin, appassionato esperto di paleografia, ne ha compiuto la trascrizione con paziente diligenza. Del libro sono stati tirati 150 esemplari, una trentina dei quali è stata messa a disposizione degli studiosi nelle maggiori Biblioteche. Alla Gambalunghiana abbiamo affidato l'edizione critica, che riporta tutti i dettagli del manoscritto.»

gio 13 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Incontriamo Gillian Hobart - la danzatrice e coreografa inglese che ha sublimato il suo prestigioso percorso artistico internazionale nella creazione del Metodo educativo di "movimento danzato" che porta il suo nome - a Viserba, nella Casa del Teatro e della Danza che ospiterà dal 22 gennaio il terzo triennio della Scuola di Formazione. Con lei Claudio Gasparotto, responsabile di "Movimento Centrale", nel cui progetto artistico e culturale il Metodo si inserisce naturalmente. Una chiave in grado di dischiudere la bellezza interiore del corpo, di farne affiorare la vita segreta, anche quando è ignoto a se stesso, in difficoltà, come quello delle persone disabili, a contatto delle quali il Metodo è nato.

Gillian, come è arrivata a ideare il Metodo Hobart®?
«Intraprendere questo percorso è stata una scelta coerente con la mia vita: la danza è parte del mio essere, e questo impegno ne è l'evoluzione. Lavorare con le persone disabili dà modo di leggere meglio anche la "normalità". La loro verità è nella possibilità di esprimere la "vita segreta del corpo", cercandola insieme. Ma perché si aprano bisogna essere empatici, creare contatto, avere rispetto.»

gio 13 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Inferno", il primo spettacolo di Emiliano Pellisari ispirato alla Divina Commedia, ci aveva traghettato l'anno scorso in un mondo onirico, sospendendo la nostra incredulità. Davanti agli occhi incantati dello spettatore, tableaux viventi e visionari sfidavano illusionisticamente la gravità creando un linguaggio unico, frutto di un'antica tradizione teatrale, dalle "macchine sceniche" del teatro barocco al Teatro Nero di Praga, fino alle esperienze di molta danza contemporanea. La seconda parte della trilogia dantesca, "Cantica II-Purgatorio", andrà in scena il 16 gennaio al Novelli, proseguendo il pellegrinaggio del "ghibellin fuggiasco". Ai corpi nudi che scolpivano eleganti emblemi in scorci di luce caravaggesca succederanno candide allegorie incentrate intorno al simbolo della Sfera, nel nome degli incubi geometrici di Escher. Il regista e demiurgo, Emiliano Pellisari - che si definisce «un autodidatta visionario che ha realizzato un sogno» - ci regala uno sguardo dietro le quinte.

gio 13 gen 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«Eh, quando ero piccola la soffitta d'inverno odorava di mele, quelle piccoline, raggrinzite. E di pere volpine, conservate nella paglia, che si mangiavano cotte, e di mele cotogne... l'uva restava appesa ai graticci fino a Natale, si piluccava per buon augurio, e le noci col pane? "Pan e nus l'è un magnè da spus", dicevano. Adesso chi lo fa più?». Così racconta la piacente signora che origlia la domanda "Cos'è che si trova da noi a gennaio?" al banco della frutta, e che mentre il fruttivendolo indica le piramidi traboccanti d'agrumi, ananas e kiwi si allontana scuotendo la testa con le sue sporte. Salutari e di stagione senz'altro, ma una volta lei mandarini e arance li trovava nella calza della Befana, seppure c'erano... «Mangiare, l'atto apparentemente più naturale ed elementare, è in realtà estremamente complesso, "condito" com'è da quelle funzioni e quei significati che ogni cultura connette all'atto "naturale" dell'alimentarsi», chioserebbe l'antropologo Marino Niola. E quando si vanno a cercare verdure, frutta e pesci "nostrani", prima ancora che all'ortodossia dello stagionale, del sostenibile e del km.0 è a una festa della memoria che si partecipa, a un calendario antico per cui c'è un tempo giusto per ogni cosa.

gio 13 gen 2011 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

E' stata recentemente approvata (6 dicembre) la delibera della Regione Emilia Romagna che precisa meglio, dopo una fase un po' incerta, le norme da rispettare per autorizzare e installare impianti fotovoltaici la cui realizzazione, insieme a quella di altri impianti alimentati da fonti rinnovabili come vento, biomasse, acqua è fondamentale per ridurre la dipendenza da tutte le tipologie di fonti energetiche destinate ad esaurirsi. E' l'Unione Europea che indica questa prospettiva, quando invita gli Stati membri ad incrementare del 20% la costruzione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, e a ridurre del 20% i consumi energetici (in particolare quelli che generano gas serra). Il fotovoltaico è un valido ausilio per produrre energia pulita: tuttavia il dibattito oggi verte su dove debbano essere posti gli impianti, e la delibera della Regione prende in esame proprio questo aspetto, che già a settembre un Decreto legge sul tema, in attuazione della Legge nazionale 387/2003, ha definito in modo più preciso. Un tema assai sensibile per aree di particolare interesse paesaggistico e ambientale, come le colline della Valmarecchia e della Valconca. Negli ultimi anni, infatti, gli impianti hanno avuto una notevole diffusione in varie aree del Paese, anche in funzione degli incentivi statali di cui il fotovoltaico beneficia, ponendo il problema dell'equilibrio tra gli impianti fotovoltaici e la tutela del valore e della bellezza del territorio, inteso nel significato più generale. 

gio 13 gen 2011 - Notizia di Santarcangelo - scritto da Barlaam Lorella

"Se il maiale volasse/ Non ci saria danar che lo pagasse", scrive l'Artusi ne "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" (1891). E continua: "In Romagna le famiglie benestanti e i contadini lo macellano in casa, circostanza in cui si sciala più dell'usato e i ragazzi fanno baldoria." Una festa, anzi, una fiera, come "La Fira de Bagoin", che la Pro Loco della malatestiana Verucchio ripropone il 15 e 16 gennaio prossimi. Quando la Piazza Europa di Villa Verucchio diventerà un paese di Bengodi in cui la "smettitura" del maiale e la preparazione "in diretta" di salsicce, costine, fegatelli, cotechini, ciccioli, testa e salami - che sarà possibile acquistare - si accompagnerà all'apertura di uno stand gastronomico riscaldato, da sabato sera a tutta domenica. Con un menù che alle specialità di maiale unisce piatti tipici invernali del territorio come lo "zavardone", la tipica pasta fresca di origine verucchiese di farina bianca e gialla, con abbondante ragù per condimento, la polenta e le minestre con ceci e fagioli, le erbe di campagna, i cavoli con la piada. Per finire con i dolci della tradizione: i fiocchetti e le cantarelle, un tempo addolcite con la "saba". Con la garanzia d'assaporare il gusto della cucina "come una volta": a tirare la sfoglia e preparare le pietanze sono le arzdore della zona.

mer 26 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Intervistare Dario Vergassola, sarcastico inquisitore di "Zelig" e "Parla con me", fa un certo effetto. E invece ti trovi a parlare con una persona disponibile e autoironica, e le maschere del "personaggio" comico che accoglie nella sua ombra il comedian, lo schlemiel e il fool si sparigliano nel raccontare le persone importanti, che non sono - necessariamente - quelle dentro lo schermo televisivo. Il 29 gennaio al Teatro del Mare di Riccione Vergassola porta "Sparla con me", hellzapoppin della sua comicità varia, e in attesa di andarlo a sentire ecco cosa ci ha detto.
Dario, mi racconta Vergassola in cento parole?
«Faccio parte di quei cazzari che sin dalle elementari cercano di rendersi simpatici con le battute, e che poi crescendo trovano al bar il regno meraviglioso della psicanalisi. Vengo da una famiglia povera che mi ha cresciuto con serenità, a parte gli attacchi di panico e di ansia ipocondriaca - noi comici non ci facciamo mancar niente - ho fatto l'operaio per 20 anni e poi, siccome cazzeggiavo anche con la chitarra, mia madre ha avuto un'illuminazione e mi ha detto: "In televisione è pieno di scemi, perché non provi anche tu?". E sono finito in un baretto che era lo Zelig. Arrivavo a Milano in 127 con gli anabbaglianti, armato di ansiolitico, e poi c'è stato Sanscemo nel '92, il Maurizio Costanzo Show... e adesso sono un miracolo che cammina.»

mer 26 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Una stagione del Liberty a Riccione" (Maggioli), di Andrea Speziali, giovane designer riminese residente a Riccione, nasce da un sogno fatto da bambino, una festa elegante in una dimora dalle linee insolite e sinuose che l'autore, ormai studente dell'Istituto d'Arte, riconosce per caso in Villa Antolini, a Riccione. Da qui a inoltrarsi da neofita appassionato nelle vicende dell'Art Noveau, di cui la Villa è un gioiello, non c'è che un passo: quello che porta Speziali a inseguire le orme dell'ignoto architetto disegnatore della Villa, che attraverso una minuziosa ricerca iconografica e documentale riesce a identificare con Mirko Vucetich, famoso architetto dalmata, che fu scrittore, scenografo e scultore raffinato. Nel libro Speziali documenta il suo percorso di ricerca intorno alla Villa Antolini e alla vita e carriera di Vucetich, con materiale anche inedito, e in filigrana quel periodo tra il XIX e XX secolo in cui le "ville" con i loro giardini segnano a Riccione una stagione architettonica che riflette uno stile di vita e di vacanza agiato ed elegante

mer 26 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Melozzo da Forlì - L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello" è la mostra-evento che dal 29 gennaio al 12 giugno porta al Museo San Domenico di Forlì la più completa esposizione che mai sia stata dedicata al pittore forlivese. Al San Domenico saranno riunite 14 delle 21 opere superstiti dell'artista, compresi gli affreschi per l'abside della Chiesa dei Santi Apostoli a Roma, dispersi tra Musei Vaticani e Quirinale. Il fil rouge temporale della mostra, curata da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, è la biografia del Maestro, quello concettuale il dimostrare che "senza Melozzo non avremmo avuto Raffaello", come ha affermato Paolucci in un'intervista a L'Espresso (6 genn.), e che la "bellezza perfetta" l'abbiamo inventata noi italiani, in quel torno di tempo "tra il 1450 e il 1520, tra Piero della Francesca e le Stanze di Raffaello". Con le opere del pittore forlivese in esposizione anche capolavori di Mantegna, Piero della Francesca, Paolo Uccello, Bramante e Raffaello. 

mer 26 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"I Maestri e il Tempo. Letture inedite di artisti e opere a Rimini dal Medioevo al Novecento" è il titolo del nuovo ciclo di incontri con studiosi e storici dell'arte promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini con il patrocinio dell'IBC Emilia-Romagna, a cura di Alessandro Giovanardi. Dal 21 gennaio al 29 aprile, otto appuntamenti quindicinali per fare il punto sul patrimonio artistico riminese, indagandolo diacronicamente, non senza dar conto delle diverse valutazioni critiche nel tempo, e sincronicamente, per rivelarne gli archetipi iconologici, così che ogni opera d'arte restituisca la molteplicità dei livelli di lettura possibili. Un viaggio appassionante e ricco di chiaroscuri, dal Trecento Riminese al Novecento, "attraverso le età in cui Rimini ospita maestri, scuole e botteghe di valore nazionale, ma spostando anche lo sguardo su zone d'ombra degne di essere illuminate", rivela il curatore. Protagoniste le opere della Collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, del Museo della Città e degli edifici sacri della Diocesi di Rimini. Con questo impegno la Fondazione continua il suo percorso di attenzione all'arte del territorio - la tessera più recente era stata la presentazione della "Crocifissione" di Bitino da Faenza nel 2009 - valorizzando i giacimenti culturali di Rimini e rivendicandone il potenziale di città d'arte. Ad animare il ciclo, una compagine di studiosi di primo piano, dallo Storico dell'Arte G. C. Federico Villa, dell'Università degli Studi di Bergamo, che con Giovanni Bellini e Piero Della Francesca: due capolavori per la Rimini del Quattrocento ha aperto il ciclo il 21 gennaio, ad Alessandro Giovanardi, Storico e Critico d'Arte dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Rimini, con Oltre Giotto.

mer 26 gen 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell'odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai.» Queste parole di Primo Levi racchiudono il senso della "Giornata della memoria", istituita da una legge nazionale nel 2000 il 27 gennaio - quando nel 1945 caddero i cancelli di Auschwitz - «al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte...». Solo in Italia furono circa 40.000 gli internati nei campi nazisti, tra il ‘43 e il ‘45, e solo uno su dieci ritornò. «Chi non conosce la storia è destinato a ripeterla», afferma E. Burke, e sulla lotta a ogni tipo di razzismo e discriminazione e la testimonianza e ricostruzione degli eventi storici contro dimenticanza e revisionismi sono incentrati gli eventi organizzati un po' dovunque in provincia. A Rimini, che promuove dal 1964 un percorso di Educazione alla memoria rivolto alle scuole, quest'anno sono in calendario, tra le altre iniziative, lo spettacolo teatrale "È bello vivere liberi!" di e con Marta Cuscunà (27 gen., Teatro degli Atti, ore 21), dall'autobiografia della staffetta partigiana Ondina Peteano, e, sempre il 27, "I libri e la memoria", alla Biblioteca Gambalunga - sezione ragazzi, con "La Shoah raccontata a bambini e ragazzi" (ore 16.30) dai volontari del Festival Mare di Libri; a seguire, Alice Bigli dell'Ass. Mare di Libri illustrerà la bibliografia sul tema in Cineteca, alle ore 17.30.

mer 26 gen 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Alla vigilia del Centenario di Pellegrino Artusi (1820-1911) - e non a caso nel 150esimo dell'Unità d'Italia - la sua opera principe "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" non ha ancora finito di metterci a tavola: una nuova edizione, a cura di Alberto Capatti per la collana "Radici" della BUR è da poco in libreria. E sarà presentata il 28 gennaio a Casa Artusi, a Forlimpopoli, dal curatore e da Massimo Montanari, l'eminente studioso di cultura gastronomica presidente del Comitato Scientifico di Casa Artusi (ore 20.00). 
Un libro che è davvero una radice della cultura italiana, e non solo per quello che riguarda la creazione di una koinè gastronomica che amalgama le "differenze" regionali, ma anche per il contributo nella creazione di una lingua nazionale. «Dopo l'Unità d'Italia», scrive Artusi, «mi sembrava logica conseguenza il pensare all'unità della lingua parlata, che pochi curano e molti osteggiano, forse per un falso amor proprio e forse anche per una lunga e inveterata consuetudine ai proprii dialetti». Creando un italiano familiare "parlato", in cui la rigidità scolastica dei manuali di economia domestica e il gergo fiorito di gallicismi delle opere di culinaria si stempera sul tono di una istruttiva conversazione, Artusi diede un modello di scrittura riconosciuto anche dal Panzini del "Dizionario moderno", che rendeva omaggio alla sua «grazia nostrana e alla purezza di lingua da far arrossire molti testi scolastici».

mer 26 gen 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

E' giunta alla XVI edizione "Rumàgna marzulèna", la rassegna di teatro dialettale curata dal poeta e scrittore Giovanni Martelli a Montefiore. Dal 5 febbraio al 27 marzo ogni sabato una compagnia diversa salirà sul palco del Teatro Malatesta, tutte unite dalla comune appartenenza al "bacino" del fiume Conca: filo rosso della rassegna è il dar ragione delle peculiarità dialettali della zona. Per tener vive le "voci" più autentiche della cultura e tradizione popolare, e rinnovare la centenaria passione teatrale che a Montefiore Conca può documentare la presenza di gruppi filodrammatici già dalla fine del 1800. "La filodrammatica" spiega Giovanni Martelli, "nasce come occasione per superare i campanili che dividono le frazioni di Montefiore nel nome del teatro, e oggi è uno strumento per preservare l'inestimabile ricchezza del nostro dialetto". Si parte il 5 febbraio con la "Compagnia San Lorenzo sotto le stelle" in La Vegia de Mort per proseguire il 12 con La fiola dla Casandra... della compagnia "I giovne amarcord"

mer 26 gen 2011 - Notizia di Borgo Sant'Andrea - scritto da Barlaam Lorella

"E' Teatre Rimnès" porterà in scena al Novelli il 29 gennaio un altro tassello dell'affresco dedicato da Guido Lucchini alla Rimini com'era, al suo dialetto e ai suoi personaggi. S'un fà e' s'ciòp e fà la rivultèla è il titolo dei tre atti comico-satirici dell'opera n.44 del drammaturgo e poeta "della Barafonda", stavolta sulle tracce di Giustiniano Villa, il poeta ciabattino di San Clemente. «"Vella" entra in scena» racconta Lucchini, «per declamare le sue zirudele, dai versi semplici e divertenti. I suoi contrasti tra padrone e contadino, i sogni e le discese all'inferno sono da noi assai conosciuti, tramandati di generazione in generazione e imparati a memoria, e trattano dei problemi e della vita dei contadini, di avvenimenti nazionali, di politica. Villa, che è morto a Rimini nel 1919, faceva davvero il ciabattino, e ha scritto centinaia di zirudele in versi ottonari, che declamava e vendeva a fogli sciolti nelle piazze, nelle fiere e mercati.»

mer 09 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Sembra di conoscerla, la grande Lella Costa... al telefono la sua voce è quella femminile e singolare che tante volte a teatro ci ha regalato motivi per sorridere e indignarci. Ma ti sorprende lo stesso con l'eleganza raffinata del pensiero, che inanella profondità e paradossi del nostro vivere, e il calore della sua ironia... l'11 e 12 febbraio al Teatro Petrella di Longiano debutterà il suo nuovo spettacolo, "Arie", un recital in cui respira la sua anima musicale...

Lella Costa, com'è nato "Arie"? 
«L'occasione è stata aver ricevuto il Premio "Una vita per la musica": io non canto e non suono, ma la musica è sempre presente nei miei spettacoli, come colonna sonora, attenzione ai ritmi, ai silenzi... Io penso ai copioni come a degli spartiti: la scrittura scenica ha molto a che fare con la musica. "Arie" è una produzione sobria, minimale ma molto curata, un'antologia di pezzi scelti dai miei spettacoli che diventano arie d'opera, madrigali. Con una piccola chicca del grande trombettista Paolo Fresu, "Passavamo sulla terra leggeri", una pagina di Sergio Atzeni di cui eseguirò dal vivo la parte parlata.»

 

mer 09 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

"La parola del teatro" scrive J. L. Nancy, "non si rivolge più agli dei, ma si scambia tra i mortali che sono ormai soli tra loro". Di questa parola necessaria si fa maieuta il Premio Riccione, che dal 1947 ha percorso una lunga strada in compagnia delle voci più rappresentative del nostro teatro, per diventare il Premio nazionale più importante per la drammaturgia. L'edizione 2011, presentata a Roma il 25 gennaio con grande attenzione da parte di media e istituzioni nazionali, apre una pagina nuova: giovane il neo-direttore, il demiurgo della rassegna "Assalti al Cuore" Simone Bruscia, inedita la giuria, con la riconferma di Umberto Orsini come presidente.

Simone Bruscia, che Premio Riccione sarà?
«È una macchina straordinaria - al centro di tutto c'è la scrittura, fondamento del teatro per me - e complessa. Un'eredità importante che sento di raccogliere da chi mi ha preceduto e introdotto in questa realtà, Fabio Bruschi. Il Premio Riccione è il più antico dedicato alla scrittura teatrale in Italia e il più prestigioso e ambìto, vincerlo ha un valore tangibile. I testi premiati diventano spettacoli in scena nei maggiori teatri italiani, un testo recente, "Happy family" di Genovesi, è divenuto un film di Salvatores: il Premio è un'incubatrice di storie in divenire. E poi è l'unico in Italia a giudicare un'opera ancora in nuce e a farla nascere sul palcoscenico, sostenendone la produzione.

 

mer 09 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Ai sommari cahiers de doléances sul nostro ritardo scientifico e tecnologico risponde l'acuta analisi del giornalista scientifico riminese Marco Pivato, che nel suo saggio "Il miracolo scippato. Le quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni sessanta", appena uscito da Donzelli, porta alla luce le radici dell'attuale declino. Identificandone, come in un giallo, circostanze e moventi. E colpevoli.

Il caso Olivetti, il caso Mattei, il caso Ippolito e il caso Marotta... le "quattro occasioni sprecate" del sottotitolo. Perché, Marco, queste vicende possono considerarsi emblematiche?

«Perché sono i primi esempi in cui l'emergere della necessità di alfabetizzarsi alla cultura scientifica è stata, con ricadute devastanti, rifiutata: gli italiani hanno inventato la radio (Marconi), il nucleare (Fermi e Ippolito), le plastiche (Natta) il primo computer a transistor commerciale della storia (Olivetti), ha cercato di rendersi energeticamente indipendente (Mattei) e preparato i Nobel che hanno fatto la farmacologia moderna (all'Istituto superiore di Sanità di Domenico Marotta). L'Italia è stata la culla di tutto quanto sopra poi tutto ci è stato scippato e smantellato dalla politica. In che modo? Leggere per credere.»

mer 09 feb 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Se i cinque sensi sono chiamati insieme a soddisfare gli appetiti, e il sesto, l'immaginazione, reclama la sua parte, a San Valentino, che degli amorosi sensi è una sorta di Carnevale, l'ordine gastronomico s'inverte: non si cerca cibo che sazi, ma che renda insaziabili. Di rigore in tavola per l'amato/a, tra rose e lume di candela, un menù afrodisiaco, che già nel nome convoca la Dea dell'amore, ritratta da Botticelli in equilibrio vezzoso su un Pecten jacobaeus, volgarmente noto come capasanta... un caso? «Sine Cerere et Libero friget Venus», affermava Terenzio (Eun. 4:732), "senza Cerere e Bacco Venere si raffredda", e la connessione tra i piaceri della tavola e del letto è stabilita dalla notte dei tempi, forse da "quel" morso condiviso della mela. Senza parlare dei filtri, elisir e pozioni da sempre sorbiti per esaltare e governare gli amorosi impulsi. Restando al cibo, almeno due i filoni esplicativi del presunto potere afrodisiaco di alcuni alimenti: un pensiero magico che associa forme evocative (dall'asparago al fico) all'aumento della potenza sessuale o suggerisce vivande improbabili come il corno di rinoceronte (con animistica fiducia nella legge di contiguità), e un pensare scientifico che analizza le proprietà degli alimenti considerati stimolanti, classificandoli tra quelli che causano vasodilatazione periferica (come il peperoncino o il pepe), sono euforizzanti (come il cioccolato), hanno azione disinibitoria, come l'alcol, o contengono ormoni (ginseng).

mer 09 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Gli esercizi di stile" di Raymond Queneau sono una formidabile macchina affabulatoria. In "Pierrot amico mio" respirano la malinconia comica di Buster Keaton e la grazia lunare di Marcel Marceau. Far dialogare i due capolavori del multiforme scrittore francese è la sfida di "Pierrot parisien", lo spettacolo che andrà in scena - in prima nazionale - agli Atti il 20 febbraio. "Riminesi venuti da lontano" è il titolo della rassegna, e racconta bene la compagine di talenti dietro le quinte di questa pièce. Di Queneau, chiosava pressappoco Umberto Eco, non è pensabile una traduzione quanto la riproposizione del gioco comprendendone le regole e giocando lo stesso numero di mosse. "Pierrot parisien" lo traduce attraverso il corpo e la storia d'attore del protagonista, Francesco "Checco" Tonti.

Francesco, cosa c'è dietro le quinte di questo spettacolo?
«Lo chiamerei piuttosto uno "studio", come non potrebbe essere diversamente trattandosi di uno scrittore così complesso. L'idea è partita da Simone Bruscia, ispirato da un mio lavoro che "contaminava" Achille Campanile con gli "Esercizi di stile". Mirco Depaoli, studioso di Queneau, ha accostato "Pierrot amico mio" agli "Esercizi". È sembrato loro che io avessi qualcosa di Pierrot, e da lì è iniziato il lavoro. A realizzare l'alchimia ci hanno aiutato Roberto Naccari per i testi, Marco Mantovani per le musiche, Nevio Cavina con le luci, Claudio Ballestracci per le scenografie, con Mario Cavallero aiuto regista, l'organizzazione di Mariagrazia Cavallo e una serie di voci fuori campo. Abbiamo messo a frutto talenti importanti e "nostri"...»

mer 23 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

All'Ebook Lab Italia, la prima fiera italiana dell'editoria digitale - che porterà a Rimini Fiera dal 3 al 5 marzo le novità di un settore in ebollizione - ci sarà un po' di Fellini. "Rimini nei sogni e negli incubi di Federico Fellini" (Guaraldi) è il primo di una serie di ebook che la Fondazione Fellini trarrà da "Il libro dei sogni" del grande regista. Che per trent'anni, su suggerimento del suo analista Ernst Bernhard, tracciò al risveglio un diario onirico in "segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati". Un'opera già ipertestuale per complessità di piani, straripante di spunti creativi che adesso, disincarnata, dal web raggiungerà studiosi e appassionati di tutto il mondo. A raccontarla, Paolo Fabbri, direttore della Fondazione Fellini.

Professor Fabbri, come è nato questo ebook?
«È venuto fuori da una semplice constatazione: la Rizzoli ha edito tre edizioni cartacee del "Libro dei sogni" - tra cui il fac simile consegnato quest'anno a Sorrentino in occasione del nostro Premio (che lo aveva quasi terrorizzato con la sua imponenza...) - ma ci siamo resi conto che nel loro contratto non erano compresi i diritti per la riproduzione in formato digitale. E io penso che Fellini debba avere una vita internazionale attraverso le nuove tecnologie, come il sito cui stiamo lavorando con Paolo Rosa di Studio Azzurro, che presenteremo a fine aprile. 

mer 23 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il ventesimo secolo è stato definito dallo storico Eric Hobsbawm, in un famoso saggio, "Il secolo breve" per l'accelerazione impressa agli eventi della storia e alle trasformazioni nella vita degli uomini. Un periodo in continuo movimento, caratterizzato da due guerre mondiali, genocidi e dittature, ma anche da rivoluzioni scientifiche e tecnologiche, sociali e culturali. A guidarci attraverso "l'epoca più violenta della storia dell'umanità" sarà il ciclo di incontri "Conversazioni in biblioteca: il Novecento", proposto dal Centro della Pesa di Riccione, che prosegue il percorso di riflessione del giovedì sera alle 21.00 in compagnia di storici e filosofi. Questo il calendario: il 3 marzo Nicola Labanca, Università di Siena: "Colonialismo e neocolonialismo"; il 10 marzo "La guerra fredda", con Marcello Flores dell'Università di Siena; il 24 marzo "La democrazia repubblicana e il processo di costruzione europeo" con Maurizio Ridolfi dell'Università di Viterbo; il 31 marzo "Il Concilio Vaticano II" con Alberto Melloni, Università Modena e Reggio Emilia; il 7 aprile "La globalizzazione: una storia lunga e ricca di conflitti", con Domenico Losurdo, Università di Urbino. Per chiudere con Patrizia Gabrielli, Università di Siena e Arezzo, con "Donne e cittadinanza nel Novecento", il 14 aprile.

Per info: tel. 0541 600504. Ingresso libero.

mer 23 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

In scena, un albero contorto, metallico, luci e ombre che riverberano spettri. A dare corpo e parole al regno in cui abitiamo tutti, dove è "Regina la paura", l'intensa presenza di Elena Bucci. Attrice, drammaturga e regista, una delle rarissime in Italia.

Elena, lo spettacolo viene da un lungo percorso...
«Non ci sono materiali che mi porto dietro, non riesco a ripetere il già fatto. Tutte le volte torno a metterci le mani, a modificare, trasformare... Quello attraverso la paura è un mio viaggio che dura da tanto, inquietante e affascinante. Che nasce poi da ciò che succede nel mondo, dal voler essere in contatto con la realtà. Dal sentire che invece è diffuso un non voler vedere, una forma di negazione. Sono partita dal diario di Ermellina Drei, una bibliotecaria che ha attraversato la storia difficile del Novecento costruendo forme di resistenza, capace di dire no. E questo coraggio bisogna averlo anche adesso, che sembra che le costrizioni non siano così evidenti».

Dei tuoi spettacoli sei anche regista...
«È una gran fatica trovare riconoscimento, spesso sono costretta a puntualizzare. Quello del regista è un ruolo "tecnico", ma anche una presa di responsabilità, un assumersi le difficoltà sino in fondo... io sono una ribelle nell'anima ma mi piace costruire compagnie, e questa mancanza di legittimazione un po' brucia dentro perché è giusto dare a ognuno il suo spazio».

mer 23 feb 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Se dici Scampia ti viene subito in mente Saviano, e la bellezza e l'inferno come poli da cui può scaturire una vitale energia di cambiamento. Quella che la compagnia di Punta Corsara porta al Teatro del Mare di Riccione il 26 febbraio con "Il Signor di Pourceaugnac", da Molière. Nata a Scampia dal progetto "Arrevuoto", che rimetteva il teatro al suo antico posto, al centro della polis, la compagnia di giovani attori e tecnici diretta da Emanuele Valenti percorre l'Italia in tournèe con una comédie-ballet da noi poco rappresentata. In scena, una vitalità prorompente, quasi minacciosa, idee drammaturgiche chiare e attori strepitosi che hanno meritato nel 2010 il Premio Speciale UBU e il Premio Hystrio. Ne parliamo col regista.

Emanuele Valenti, cos'è Punta Corsara?

«È un progetto pedagogico-teatrale della Fondazione Campania dei Festival, che prosegue "Arrevuoto", progetto dedicato al mondo degli adolescenti, per cui Marco Martinelli e gli attori del Teatro delle Albe di Ravenna avevano portato a Scampia la loro Non-Scuola, esperienza decennale di lavoro con gli adolescenti. Da lì il desiderio di non perdere l'energia dei tanti ragazzi cresciuti nel percorso, formando una compagnia e provando a muoverci su vari piani. E' stata avviata la ristrutturazione dell'Auditorium di Scampia come spazio di lavoro e rappresentazione, abbiamo promosso laboratori e ci siamo messi in rete con i teatri napoletani e realtà come Anticorpi XL. Invitando compagnie che apprezziamo, come i Motus, che qui hanno ideato la quarta tappa di ICS, il loro lavoro sulle periferie e i giovani, o Virgilio Sieni che con "L'oro di Scampia" ha coinvolto anziani e bambini. Sempre lavorando sul teatro e la formazione e senza perdere il contatto col territorio.»

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"(...)Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia (...). Torino, addì 17 marzo 1861". È la legge n. 4671 del Regno di Sardegna, proclamazione ufficiale del Regno d'Italia. 17 marzo 2011: da uno speciale annullo filatelico all'aquilonata tricolore, dalla presentazione di libri sul Risorgimento "dalle nostre parti" alle cerimonie di omaggio... sono tante le iniziative per il 150nario dell'Unità d'Italia. Difficile raccontarle tutte: ma si può provare a dare un percorso ragionato. A cominciare dall'antivigilia, il 15 marzo. In Cineteca a Rimini è già in corso, per proseguire fino al 29 marzo, la rassegna "Noi credevamo a La presa di Roma", incontri tra cinema e storia introdotti da Miro Gori, che il 15 propone "Senso", di Visconti, con commento di Piero Meldini (ore 21, ingresso libero). Due gli appuntamenti alla Biblioteca Gambalunga, con bibliografia e scaffali tematici: fino al 31 marzo, "Scrittrici d'Italia. Dal Risorgimento alla Repubblica. Libri in biblioteca da leggere, consultare, prendere a prestito" e dal 15 marzo al 2 aprile la mostra "Felice Italia, indipendente Italia", con cartoline ‘risorgimentali' per gli utenti. Il 15 marzo ci sarà anche l'inaugurazione della mostra "Francesca d'Italia - Rimini dalla Rivoluzione giacobina a Trieste liberata" (Museo della Città, ore 17). Il 16 marzo, a Santarcangelo, vigilia con "Segni, lapidi e letture. Un percorso nella Santarcangelo dell'Unità d'Italia", con partenza dall'ufficio IAT alle 20.30.

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Ancora inedito, "Il Divoratore" (Newton Compton) della riminese Lorenza Ghinelli è stato il più conteso all'ultima Fiera letteraria di Francoforte. Uscito il 20 gennaio, a fine mese era già al sesto posto della classifica dei romanzi italiani di La Repubblica. Una favola "nera", ambientata in una Rimini perturbante. Che l'autrice racconta così...

Lorenza, qual è il percorso dal precedente "Francis degli specchi"?
«In entrambi, un universo di adulti che non è in grado di guardare all'infanzia... Pit di "Francis degli specchi", disegnato da Mabel Morri, era una versione fiabesca e pulita del Divoratore, lato più abrasivo più autentico di un personaggio che appartiene ai miei sogni fin dall'infanzia. Una figura forte, senza contorni, con radici nell'ignoto anche metafisico. Che prende corpo nella fantasia e incarna le nostre paure... e ci fagocita.»

Il protagonista, Pietro, è un bambino con sindrome di Asperger...
«L'ho studiata per anni: è una sindrome che non si accompagna a ritardo mentale, e i bambini che ne sono affetti non hanno puntamento oculare. Eppure solo Pietro sa vedere l'Uomo dei sogni, è l'unico a puntare gli occhi dove servono. E solo Alice, l'educatrice di Pietro, gli crede, perché compie un viaggio dentro se stessa.»

 

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Une nuit de Rimini en 1831", il libello di Giuseppe Mazzini che invitava gli italiani a far da sé per liberarsi dagli oppressori italiani e stranieri, sancisce il ruolo della nostra città come "capitale del Risorgimento", che un drappello di libri in uscita esplora in maniera nuova. "Rimini 2011", numero unico ideato appositamente dall'editore antiquario Giovanni Luisè, presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato di Rimini, cui hanno collaborato 23 studiosi e appassionati della storia risorgimentale, propone 204 pagine di grande formato, ricche di illustrazioni e riproduzioni di documenti dell'epoca. La prima parte, "Non solo celebrazione", è un vasto affresco che va dalle date "fatidiche" del Risorgimento a Rimini, come il proclama di Murat (1815) o la battaglia delle Celle (1831), alle figure storiche che lo animarono, come Enrico Serpieri, all'analisi di aspetti come l'arte e la musica del tempo, con saggi di storia sociale ed economica ed excursus sulle vicende risorgimentali in Valmarecchia. La seconda parte, "Questa memoria posero", per la prima volta fa un censimento pressoché completo delle "Lapidi, Monumenti e Ricordi del Risorgimento italiano nella Provincia di Rimini (1797-1918)", da Bellaria a Verucchio. A completare l'approfondito lavoro, una grande carta topografica inedita con l'indicazione dei luoghi citati. Dopo la première del 17 marzo a Rimini, il volume sarà presentato a San Leo, culla dei "Cacciatori del Montefeltro", il primo maggio.

mer 09 mar 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«Mio padre mi diceva "An so se l'è nasù pròima al rósli o la pida"», scrive Roberto Giorgetti in "E' Magnè", e continua ricordando che "con l'arrivo della primavera la campagna si riempiva di ogni ben di Dio: erbe spontanee per cene serali, erbe aromatiche per minestre, intingoli e frittate". Rosole - la rosetta di foglioline e i germogli del papavero prima della fioritura - e cassoni: un connubio antico come il tempo. Come la raccolta competente e paziente delle erbe mangerecce: la prima menzione sistematica è nel trattatello cinquecentesco "De l'insalata e piante che in qualunque modo vengono per cibo de l'homo" del medico Carlo Felici, che ne elenca decine di varietà. Da risorsa in un'economia di sussistenza com'era quella contadina le erbe di campo sono state canonizzate in una vera e propria "cultura delle insalate". Altro che "piada e scarpegni tutte le sere", e per bisogno, come raccontava un contadino di San Lorenzo a Monte a Liliano Faenza, nel 1959. La conoscenza e la raccolta della misticaènza, misto di erbe selvatiche in fiore, oggi è una must per gourmand attenti al territorio. L'elenco ce lo dà Graziano Pozzetto ("Cucina di Romagna", Muzzio ed.), che le cita in dialetto secondo "il verbo del maestro Libero Ercolani": tarassaco (castracân, pèsa a cân, pèsa a lët) valerianella (mazaprit, mundsèn, amnadëla, caslèna), radicchi di campo (radècc ad câmp), rucola selvatica (ròcla sambêdga) rosolaccio (rösla et al.). E la vitalba, gli scarpigni, la borragine, l'ortica... Una tavolozza di sapori diversi, da accordare armonicamente: dolce quello della vitalba, amarognolo quello degli asparagi selvatici, appena piccante la borragine...

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Vent'anni fa, in un residence alla periferia di Milano, moriva Walter Chiari. Dimenticato da quel mondo dello spettacolo di cui era stato uno degli indiscussi protagonisti nel dopoguerra, con più di cento film girati e un ininterrotto successo teatrale e televisivo. Solo, dopo controverse vicende giudiziarie, e quasi in povertà, da dissipatore com'era, di fortune e di affetti. Una figura in bianco e nero, nella nostra memoria di telespettatori, cui un libro enciclopedico torna a restituire tutti i colori dell'uomo libero e dell'attore unico che fu. "Walter Chiari, un animale da palcoscenico" (Mediane) di Michele Sancisi contiene l'elegia dell'uomo, il panegirico dello showman, il minuzioso catalogo di opere e giorni e l'iconografia completa del Walter nazionale, che il giornalista riminese ha messo insieme con un paziente e appassionato lavoro. Il libro ha contributi di Maurizio Porro, Simone Annicchiarico, Tatti Sanguineti e sarà presentato a Milano, dove Sancisi vive e lavora, nel corso di un omaggio che la città meneghina dedicherà a Chiari nel ventennale della scomparsa. Mentre Cervia, dove l'attore trascorreva spesso le sue vacanze, prepara la ventesima edizione del concorso per giovani comici "Il Sarchiapone", dal tormentone di un suo celebre sketch.www.comune.milano.it/spettacolo

mer 09 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Non ci sono più parole potenti", lamenta Canetti in "La provincia dell'uomo". Un motivo per farlo ricredere potrebbero essere le due proposte messe in campo a Rimini e Misano: incontri di parole per condividere idee. A Misano l'11 marzo partirà la rassegna "Ritratti d'autore - Letture e commenti ad alta voce", a Rimini a fine marzo incontreremo il filosofo francese Jean Luc Nancy. "Ritratti d'autore", quarta edizione della rassegna promossa dalla Biblioteca Comunale di Misano, propone quest'anno sei appuntamenti del venerdì. L'11 marzo Eva Cantarella, docente di Istituzioni di diritto romano e Diritto greco antico all'Università di Milano, compirà il periplo di una delle opere fondamentali della civiltà occidentale, L'Odissea di Omero, luogo seminale dell'avventura umana della conoscenza. Il 18 marzo sarà la volta di Piergiorgio Odifreddi, matematico e filosofo, con l'"Introduzione alla filosofia matematica" di Bertrand Russel. Dai concetti alla base della matematica alle domande "ultime" sul senso e il fine di questa disciplina ingiustamente ostica ai più. A proseguire il percorso, lo scrittore Maurizio Maggiani con "I Miserabili" di Victor Hugo, il 25 marzo. Un libro colossale, "con la fraternità per base e il progresso per cima", come lo definì l'autore. Al filosofo Carlo Sini, il primo aprile, è affidata la "Genealogia della morale" di Friedrich Nietzsche, tre dissertazioni del 1887, unicum profetico nella produzione del filosofo tedesco.

mer 23 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Abele, o del silenzio agreste. Caino, o del frastuono tecnologico. Parte da lontano l'analisi critica di "Il secolo del rumore", l'ultimo libro di Stefano Pivato, Rettore dell'Università degli Studi di Urbino - dove insegna anche Storia contemporanea - appena uscito per le "Intersezioni" di il Mulino. Che indaga sull'asse rumore/silenzio ricostruendo il paesaggio sonoro che ci circonda, dal «secolo del silenzio» - l'Ottocento - fino a oggi, che «nulla accade ove non sia presente il rumore». Pagine necessarie per diventare consapevoli del rumore di fondo in cui siamo immersi. E della sordità etica che rischia di provocare. Ne parliamo con l'autore.

Prof. Stefano Pivato, nel suo saggio si va dal "lieto romore" di "Il sabato del villaggio" di Leopardi - "suoni di vita" oggi estinti come le lucciole pasoliniane - al rombo incessante e globale dei giorni nostri, che postula quasi una mutazione antropologica dell'uomo in uomo rumoroso. Quali i punti nodali di questa metamorfosi?
«Tutto parte della rivoluzione industriale. L'irrompere della locomotiva, il rumore della fabbrica, il rombo dell'automobile: sono solo alcuni dei rumori che squarciano i silenzi dell'Ottocento e aprono il nuovo secolo. Il Novecento è stato variamente definito: "secolo della violenza", "secolo breve"... credo possa essere definito anche come il secolo del rumore. 

 

mer 23 mar 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 28 marzo al Teatro Novelli va in scena "18 mila giorni - il Pitone". A salire sul palco, Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa, dietro le quinte la scrittura essenziale di Andrea Bajani e la regia visionaria di Alfonso Santagata. In platea, noi cinquantenni, nell'inverno della nostra precarietà di lavoro e vita, a specchiarci sulla scena. Gianmaria Testa, creatore di note e parole, che ha composto le canzoni inedite dello spettacolo, ne ha condiviso un po' con noi.

Gianmaria Testa, che spettacolo sarà?
«Non è un monologo né teatro canzone, ma teatro puro. Ho scritto le canzoni in empatia con Andrea Bajani, è stato un bell'incontro: lui ha una scrittura rapida, io sono lento. Mi ha aspettato e ci siamo influenzati a vicenda... sono in scena perché non volevamo canzoni registrate, Santagata mi ha affidato un ruolo quasi metafisico, da alter ego... d'altra parte lui saprebbe far recitare tutto... Giuseppe poi è un grande attore, capace di abitare dall'interno un testo, di rivelarne la sostanza con micromovimenti. Mi commuove ogni sera, mi fa ridere ogni sera. E' veramente una bellissima esperienza».

mer 06 apr 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Barlaam Lorella

Armido Della Bartola, il decano dei pittori riminesi, ha chiuso gli occhi. Da poco aveva compiuto 92 anni: fin quasi all'ultimo ha continuato a dipingere. Era nato a San Mauro nel 1919, ma dal ‘31 si era trasferito a Rimini, dove si era innamorato del mare, del suo azzurro riflesso nella luce glauca del cielo. Un pittore il cui talento "originario" si arricchiva della statura dell'uomo attento e partecipe alla vita vera delle persone, della città, polemico e critico quando lo reputava necessario. Ma sempre sfoderando l'arma dell'ironia, magari usando il dialetto come "lingua franca". Figlio di un calzolaio, con cui aveva collaborato nell'artigianato paziente del "fare a mano", e di una contadina della Torre, da cui veniva l'amore per il far crescere, come raccontano le sue viti e ulivi da cui traeva ottimi sangiovese e olio, nobilitando le bottiglie con etichette dipinte da lui. Che poi regalava agli amici: la generosità verso il prossimo è stata uno dei suoi tratti, dalla disponibilità all'ascolto e al racconto, al sostegno a iniziative benefiche. Come l'aver devoluto i ricavi della mostra "Mai più la guerra" all'Ospedale di Rimini. Ma se ne potrebbero citare tante. Nel dopoguerra Della Bartola era stato Capostazione a Savignano, aveva collaborato come disegnatore alla ricostruzione della stazione di Rimini, per poi lavorare per 18 anni alle Officine locomotive. Dipingere, una passione innata, un dàimon che si era rivelato da subito, dal "decorare" col carbone le pareti di una stanza all'asilo, dove le maestre pensavano di averlo messo in castigo. E durante la guerra, ha raccontato, se ne andava sul fiume a dipingere paesaggi.

mer 06 apr 2011 - Notizia di primo piano - scritto da Barlaam Lorella

E' verso il blu gli azzurri il verde del suo mare e dei suoi cieli che Armido della Bartola si è incamminato lunedì 4 aprile, varcando la soglia della sua pittura, che dava corpo attraverso la magia del colore e materiche pennellate a luoghi dell'anima. Nato nel 1919 a San Mauro, trasferitosi a Rimini da bambino, Della Bartola era il decano degli "Artisti riministi", figura di rilievo nel panorama artistico del dopoguerra non solo locale. Nel corso della sua lunga e prolifica attività pittorica Della Bartola è riuscito a cogliere la verità dei nostri paesaggi e stagioni, ricreandoli con mano e sguardo acuti, per testimoniare realtà. Che raccontasse la "disperata vitalità" della Rimini distrutta dalle bombe, il mare d'inverno, la fatica del lavoro, un solo albero, un nudo, sulla tela riusciva a schiudere il sorriso di una vita vissuta fino in fondo, con curiosità di bambino e sapienza d'artista.

mer 06 apr 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Mercoledì 20 aprile alle ore 21.00 nella Sala del Giudizio al Museo della Città di Rimini il prof. Federico Pagliara indagherà su "Federico Fellini tra cinema e architettura". Unendo l'esperienza di architetto e docente presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli con la sua passione per il cinema di Federico Fellini, il prof. Pagliara condurrà un confronto tra le due diverse forme di espressione artistica "dal momento che l'una e l'altra disciplina utilizzano gli stessi strumenti per progettare e soprattutto per costruire emozioni", tra le note della pianista Justyna Jakubowska. All'incontro, che ha il patrocinio della Fondazione Fellini, parteciperanno il Sen. Sergio Zavoli, Antonella Beltrami Assessore alla Cultura del Comune di Rimini, l'Assessore al Turismo Regionale Maurizio Melucci e Roberto Ricci, Presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Rimini, che ha collaborato con l'Assessorato alla Cultura del Comune nell'organizzare l'evento. "In Fellini, come in ogni artista che costruisce immagini", è la tesi di Pagliara, "il risultato tiene conto di principi comuni all'architettura: la forza del racconto; l'utilità della sua finalità narrativa; l'armonia e la capacità di trasmettere valori." A cura di Luca Melillo e dell'arch. Massimo Fraternali. Ingresso libero.

mer 06 apr 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Risorgimento editoriale" è la mostra che dal 23 aprile al primo maggio trasformerà la libreria Riminese in una via regia per entrare in quel periodo storico in cui "le iniziative editoriali, le riviste letterarie e politiche (...) sono modi essenziali per creare un dibattito pubblico, per definire linee e prospettive", come scrive Ferroni. In libreria saranno esposti opuscoli, riviste dell'epoca e prime edizioni. Dagli scritti di Mazzini su L'Indicatore livornese (1828) sino alla prima edizione di "Le avventure di Pinocchio", La storia di un burattino (1881) che, racconta l'ideatore della mostra Mirco Pecci, «uscita a puntate sul "Giornale per i bambini" terminava con l'impiccagione di Pinocchio. Una "favola nera" che le proteste dei giovani lettori del tempo costrinsero l'autore a trasformare nel libro che tutti conosciamo.» La mostra nasce, chiosa Mirco, «da un percorso "libridinoso" di collezionista e amante dell'oggetto-libro, con la sua corporeità fatta di texture di carta e inchiostri. Tramite un antiquario fiorentino, Stefano Salimbeni, mi sono trovato ad avere un centinaio di opuscoli dedicati al Risorgimento appartenuti a Gino Bandini, un letterato della fine dell'800, fra cui pezzi rari come la prima opera di G.C. Abba, un poema in versi dedicato al generale Francesco Nullo che, una volta finita l'epopea garibaldina, è andato a combattere in Polonia. Partendo da questo piccolo corpus e favorito dalle celebrazioni del 150simo ho concepito un percorso cronologico che si sviluppa attraverso autori come D'Azeglio, Gioberti e Tommaseo, Ippolito Nievo e Tarchetti presenti questi ultimi rispettivamente con le prime edizioni di Confessioni di un ottuagenario del 1867 e Fosca del 1869.

mer 06 apr 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

Aprile è "un mese come un altro" scrive Fabio Biondi dell'Arboreto. Che però quest'anno "ha portato con sé un pensiero intimo, da cui è nato il desiderio di riferire ad altri che cosa stiamo facendo." Non un'improbabile monografia, ma la traccia di pensieri e opere dell'Associazione culturale di Mondaino, "frammenti di ricerca, spettacoli appena imbastiti o già realizzati". In collaborazione con A.S.T.Ri. Serra Teatro, Cinematica e Comune di Santarcangelo, L'Arboreto propone al Teatro Il Lavatoio di Santarcangelo "Aprile è arrivato. Documenti di teatro, cinema, arte, letteratura", e presso la sede IAT una mostra dedicata a "La favola del pesce cambiato" di Emma Dante, con le illustrazioni di Gianluigi Toccafondo, presente il 9 aprile alle 17 all'inaugurazione. Dal 14 al 17 aprile, quattro giornate scandite dai "Racconti del mattino" alle 11.00, dalle "Visioni del pomeriggio" alle 17.00 e dalle "Parole della sera" alle 21.15, che il 17 saranno quelle del "Sermone ai cuccioli della mia specie" e di "Bestia di gioia" di e con Mariangela Gualtieri. Per chiudere ogni giorno con le "Storie dell'anno mille", racconti di Tonino Guerra e Luigi Malerba letti da Nicoletta Fabbri, con le musiche di M. Mantovani. Insomma, Aprile non è "il più crudele dei mesi", con buona pace di Eliot. Info e prenotazioni: A.S.T.Ri. - Serra Teatro tel. 345 0541942. Programma completo su: www.arboreto.org

mer 04 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Di norma le persone non sanno dire il momento preciso in cui hanno smesso di essere bambini e sono passati a un'altra età, diversa, più matura e difficile. Io invece lo so». Così Gigi, il ragazzo decenne protagonista di L'uomo nero e la bicicletta blu (Einaudi) l'ultimo romanzo di Eraldo Baldini, coglie il suo varcare la linea d'ombra. «L'intento era quello di scrivere un romanzo di formazione, il passaggio dall'infanzia a ciò che viene dopo» ci racconta Baldini. «Un percorso che può essere lungo e indefinibile, ma anche repentino e drammatico, come nel caso del mio protagonista, Gigi, nato nel dicembre del 1952 come me, quindi un po' mio alter ego. Nel romanzo, infatti, mi sono re-immerso nel contesto e nel mondo in cui sono cresciuto: un piccolo paese della campagna romagnola, teatro quotidiano di piccoli eventi resi significativi dal loro ingresso nell'epica paesana irradiata dalle chiacchiere nei bar e dai ricordi; di personaggi curiosi, picareschi e un po' folli ma anche di tensioni nascoste, di sospetti, di pregiudizi. Insomma, di autobiografico ci sono il climax ambientale, sociale e culturale che ho avuto intorno per tutta l'infanzia e adolescenza.» 

mer 04 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Fulvio Abbate è autore di poliedrica intelligenza: critico d'arte - si è occupato di avanguardie storiche e neo-avanguardie - romanziere e saggista, con un cotè patafisico, è stato opinionista de l'Unità, collabora con Il Fatto Quotidiano e Il Misfatto ma preferisce definirsi scrittore, non giornalista. "Manuale italiano di sopravvivenza. Come fare una televisione monolocale e vivere felici in un paese perduto" (Cooper, 2010), ovvero come resistere all'omologazione televisiva, è il suo ultimo libro. «Scrivo sui giornali come opinionista, fondamentalmente di televisione, da osservatore» chiosa Abbate. «E a mio modo la faccio, sono riuscito a diventare autosufficiente con la mia Teledurruti, una "tv monolocale" che nasce da un mio romanzo, la storia di un ex figurante televisivo che investe i suoi averi per dedicarsi una tv che ha lo scopo di rendere felice almeno un telespettatore.» Teledurruti, spazio d'anarchico ingegno di e con Fulvio Abbate, dedicata alla memoria del rivoluzionario spagnolo Buonaventura Durruti, è molto seguita sul web (www.teledurruti.it) «un oggetto d'attenzione soprattutto grazie al talento, alla "tipicità" di chi la fa.» Al Teatro Corte di Coriano per Assalti al Cuore OFF il 7 maggio Abbate porterà in scena Il Teatro degli oggetti, evento unico con la complicità musicale dal vivo di I Camillas.

mer 04 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Per restare coerenti con una tradizione come quella del Premio Riccione per il Teatro, che nel saper anticipare lo Zeitgeist ha sempre rivelato qualità rabdomantiche, occorre il coraggio della discontinuità, uno scatto d'orgoglio. Questa la direzione della 51° edizione che, chiuso il concorso, dà appuntamento in settembre per la premiazione. È stato con un pensiero rivolto al compianto Franco Quadri «che ha accompagnato il Premio alla rinascita» che il presidente Giorgio Galavotti ha aperto la conferenza stampa a Riccione, il 28 aprile, «forse più importante» di quella "ufficiale" di Roma in gennaio, come ha affermato il neo-direttore, Simone Bruscia, «perché ha presentato il Premio alla città» di cui costituisce una delle eccellenze culturali. Un ruolo sottolineato dagli interventi del sindaco di Riccione, Massimo Pironi, e del vicepresidente della Provincia Carlo Bulletti. Il Premio quest'anno affronta un nuovo corso, cominciando col ringraziare le persone che l'hanno reso il più autorevole riconoscimento per gli autori teatrali in Italia, consapevole del percorso compiuto. Ma è investendo sulle giovani generazioni che si apre la nuova stagione: a partire dal premio di produzione di 7000 euro che farà vivere sulla scena il testo vincitore della sezione under 30 del Premio, dedicata dal '93 a Pier Vittorio Tondelli. Un omaggio che nel ventennale della scomparsa dello scrittore ne incarna la vocazione di talent scout. 

gio 19 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«La quota più alta di lettori si riscontra tra la popolazione di 11-17enni (oltre il 58%), con un picco tra gli 11 e i 14 anni (64,7%), e decresce all'aumentare dell'età». Così l'Istat. A questa comunità di ragazzi che leggono è dedicato Mare di Libri, quarta edizione di un Festival piccolo solo nel budget e praticamente autofinanziato, animato da un'autentica passione per la letteratura che dal team organizzativo alla troupe di giovani volontari che lo rende possibile contagia sempre più giovani lettori. L'incipit ce lo racconta Beatrice Masini, editor della RCS, scrittrice di vaglia (la prima in finale allo Strega con un libro per ragazzi, "Bambini nel bosco", nel 2010) e traduttrice (sua la splendida versione italiana di Harry Potter). «Alice è venuta da me con l'idea del Festival, chiedendo la disponibilità della Rizzoli (Alice è LA libraia di Viale dei Ciliegi 17 ndr). Conoscevo la libreria e mi piaceva questo progetto. E lei si fidava della nostra casa editrice, che da anni ricerca il tanto di buono che si pubblica, anche all'estero, per adolescenti e giovani adulti. Fare libri per quei lettori veri ed esigenti che sono i ragazzi non è facile, ma è una bella sfida. Ovviamente mi sono accesa subito, ho portato l'idea ai superiori e c'è stata curiosità e apertura di fiducia. 

gio 19 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Ad aprire il Festival sarà "Un eroe del nostro tempo", dedicato al giudice Giovanni Falcone, con Maria Falcone (17 giugno, ore 15, Arengo). A seguire, un cartellone fitto di incontri con esperti (tra tutti, Antonio Faeti), scrittori e scrittrici come Anne Fine (19 giugno, ore 11.30, Arengo) o la nostra Lorenza Ghinelli, guida di un tour notturno e noir sulle tracce del suo bestseller Il Divoratore (18 giugno, ore 23; 19 giugno, ore 8; Ponte di Tiberio). Tra gli eventi speciali Stregati dalla luna, non stop di letture fantasy nel segno dei quattro elementi, (17 giugno, ore 22.30) e Ritorno a Hogwarts, sfida per super esperti lettori di Harry Potter, il 19 giugno alle 18 (Castel Sismondo). Non mancherà l'ormai tradizionale caccia al tesoro letteraria per le vie della città, che partirà il 17 giugno alle 20.30 da piazza Tre Martiri. Per i "lettori da grandi", da non mancare la tavola rotonda Ti racconto il presente con Anna Antoniazzi, Paola Capriolo, Fabio Geda e Beatrice Masini (17 giugno, ore 17, Arengo) e la conferenza spettacolo di Giorgio Scaramuzzino Come un romanzo dedicata a Daniel Pennac e ai suoi "diritti del lettore" (18 giugno, ore 21, agli Atti). Durante il Festival Castel Sismondo ospiterà la mostra di fumetti Garibaldi e i fratelli d'Italia. Il programma completo è su HYPERLINK "http://www.maredilibri.it" www.maredilibri.it. Info: Associazione culturale Mare di Libri, tel. 0541 25357.

gio 19 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«L'idea di raccogliere le antiche memorie dell'entroterra era da tempo nella mia mente» racconta Silvana Cerruti, autrice di "La guerra all'improvviso" (LiberEtà), «ma non riuscivo a darle forma. Poi, mentre assistevo alla ricostruzione storica del 60° anniversario del passaggio del fronte a Gemmano, la "Cassino dell'Adriatico" scelta dai Tedeschi per tenere il fronte nel '44, ho iniziato a parlare con la gente. Tutti uomini. Ma le donne - mi sono chiesta - come hanno vissuto tutto questo?» Da quell'interrogativo è nato il Progetto "Laboratorio delle memorie al femminile", e le voci raccolte risuonano in questo libro intenso e documentato. Dipingendo «un variegato affresco che, insieme ai ricordi di guerra, racconta della vita quotidiana e della civiltà contadina prima del fronte, fondamentale per conoscere le nostre radici. La memoria torna ai bombardamenti, ai morti, alla distruzione... ma dai racconti delle donne emergono anche i loro saperi, frutto di antiche memorie, esperienze di vita, legati alla lotta per la sopravvivenza quotidiana. Le immagini prendono forma: la valle, prima del passaggio del fronte, appare come un enorme laboratorio a cielo aperto: campi dorati di grano, vigne, ulivi, noci, castagni, distese di canapa, lino, gelsi, bachi da seta, panni sciorinati al sole, mulini, animali al pascolo, donne al fiume, donne che zappano, cucinano, filano, tessono, cuciono. C'è un grande senso di solidarietà, uno stile di vita quasi corale in cui il tempo aveva un valore diverso da quello attuale

gio 19 mag 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

L'alchemica mescolanza di passione, di intelligenza musicale, di grande storia e di incontri propizi anche quest'anno ha concertato un cartellone maiuscolo per la Sagra Musicale Malatestiana. Nonostante il difficile momento che il settore della musica e della cultura sta attraversando in Italia, la Sagra per antonomasia, una delle più antiche e prestigiose rassegne musicali italiane, nella 62° edizione proporrà un programma poliedrico e di gran livello come da tradizione. Dal 3 agosto al 24 settembre Rimini tornerà così al centro della grande musica, con compagini come l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia e l'Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e direttori e solisti di spicco internazionale del calibro di Antonio Pappano, Yuri Temirkanov - che dirigerà la Francesca da Rimini di Čajkovskij l'11 settembre - Juraj Valcuha, Hélène Grimaud, Evgeni Bozhanov, Cesare Picco, Francesco Libetta, Francesco Cera, Gemma Bertagnolli. Ad aprire la Sagra, il 3 agosto, il consueto ciclo BWV BACH dedicato al Kantor di Lipsia, mentre gli attesi appuntamenti con la musica sinfonica partiranno il 5 settembre con un evento unico, l'esecuzione della Sinfonia n. 8 in mi bemolle maggiore di Gustav Mahler che vede in scena 300 esecutori, con due orchestre - quella Sinfonica della Rai e quella del Regio di Torino - tre cori e nove solisti. Diretta da Gianandrea Noseda, è dedicata al compositore austriaco nel centenario della morte. Sarà ancora Mahler a chiudere la Sagra con la Sinfonia n. 5 affidata alla Israel Philarmonic Orchestra diretta da Zubin Mehta, il 24 settembre.

mer 01 giu 2011 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

Ambiente Festival 2010 ha portato nel centro storico di Rimini cento eventi per l'ambiente che hanno coinvolto più di dodicimila persone con i laboratori, mostre e convegni intorno ai temi centrali della Biodiversità e delle Energie Rinnovabili. Chiuso il sipario, non si è spento l'interesse intorno al Festival e all'originale scommessa di una manifestazione a tema ambientale rivolta alla società civile attraverso i linguaggi dell'arte e della divulgazione intelligente. E così un po' di AmbienteFestival andrà in Francia, ospite della manifestazione "Art & Eau" che dal 24 al 26 giugno si svolgerà a Périgueux, nella Regione dell'Aquitania. Facciamo un passo indietro: la scorsa edizione di AF ha ospitato, nell'ambito del progetto "Cooperazione regione Aquitania - Land di Hesse - Emilia Romagna", una delegazione proveniente da Périgueux, composta da Arnaud Le Guay, Assessore alla Cultura della città e da Philippe Cotten, scenografo e direttore artistico della manifestazione a tema ambientale "Art & Eau". L'obiettivo era quello di incontrare le Istituzioni promotrici di AmbienteFestival e progettare un lavoro comune. L'affinità delle tematiche di alcuni degli artisti espositori con quelle di Art & Eau sono state all'origine di un invito a partecipare all'evento francese. Che si è concretizzato in una collaborazione trasversale, che in giugno porterà in Aquitania alcuni artisti del Collettivo Dinamo Energia Creativa con "L'acqua è di tutti" / "L'eau est à tous", un'opera side specific che intreccerà dialoghi con le opere degli artisti europei ospiti di Art & Eau. 

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il sottotitolo di "La Formazione", il nuovo libro di Giuseppe Chicchi, è "Il lungo viaggio nella politica". Sindaco di Rimini negli anni Novanta per due legislature, Chicchi è stato Deputato nella XV legislatura ed ha ricoperto numerosi altri incarichi istituzionali. Ma non è un memoriale nostalgico o un puntiglioso bilancio: piuttosto una riflessione rapsodica su percorsi e incontri di una vita. Perché «c'è un passato che illumina il presente, e un presente che a sua volta illumina il passato, lo fa essere una cosa viva al di là della grande retorica del ricordo», come scrive Ezio Raimondi.

Giuseppe Chicchi, un consiglio al nuovo sindaco?
«Ascoltare tutti e decidere per tutti, questa è la "democrazia decidente" che serve oggi. Per il resto suggerisco di riflettere sulla massima di Confucio che cito nel libro: "...il saggio si preoccupa di ciò che lui pensa degli altri". Si tratta di un esercizio di autocontrollo contro le fantasie di onnipotenza, utile perché nell'attuale ordinamento il sindaco ha un potere enorme.»

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Suggestioni d'autore. Incontri con libri e autori" è il ciclo di appuntamenti organizzato da tre biblioteche della Valmarecchia, per aprire ai lettori uno spazio di riflessione in più. Anche quest'anno la Biblioteca Baldini di Santarcangelo, la Don Milani di Verucchio e la Pio Campidelli di Poggio Berni hanno concertato un calendario di appuntamenti non banale, che tra maggio e giugno spazia da valenti autori legati alla cultura del nostro territorio a penne intriganti e controverse come quella di Walter Siti, che il 9 giugno presso la Biblioteca di Poggio Berni (Mulino Sapignoli, ore 21) presenterà il suo "Autopsia dell'ossessione" (Mondadori, 2010). A dialogare con lui, Emiliano Visconti della libreria Punto Einaudi. «Siti» ha scritto Alfonso Berardinelli, «non è uno scrittore gradevole. Ma in compenso non è reticente.» Arrivato al romanzo a poco meno di cinquant'anni, è tra i maggiori studiosi di Pier Paolo Pasolini, delle cui opere ha curato l'edizione dei Meridiani Mondadori. Ed è diventato romanziere, sempre secondo Berardinelli, «rovesciando in sadismo il precedente masochismo di studioso e di allievo.»

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"I laboratori del Festival del Mondo Antico" il 24 e 25 giugno, dalle 9 alle 23.00, torneranno ad animare i luoghi storici più suggestivi di Rimini. Del ricchissimo programma - sono un centinaio gli eventi in cartellone - ci regalano un'anteprima Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti, le curatrici della manifestazione organizzata da Musei Comunali, Biblioteca Gambalunga e Istituzione Musica Teatro Eventi del Comune di Rimini. «Si tratta di un viaggio nel mondo antico, alle origini dei riti e dei miti del tempo presente, in compagnia di protagonisti della cultura contemporanea» anticipa Orietta. «Un laboratorio di attività ed esperienze. Protagonisti, i giovani e giovanissimi, custodi dell'eredità del passato, che si tufferanno nell'età antica, dalla preistoria all'età romana, cimentandosi in diverse forme di arte e artigianato, divertendosi con i giochi dei loro antenati, seguendo visite guidate animate e plurisensoriali, lasciandosi affascinare da narrazioni, film, musiche, danze... » «Anche i "sempre giovani" avranno il loro spazio» aggiunge Angela. «Momenti di ascolto e di riflessione sul tema del Festival, l'eredità dell'antico da consegnare al futuro. Come la tavola rotonda di venerdì 24: "Creare e conservare: un patto per il futuro", con Luigi Malnati, Direttore Generale per le Antichità del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Stefano Baia Curioni e Franco La Cecla, con Valeria Cicala nelle vesti di moderatrice.

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"La forza dell'immaginazione. La tecnica teatrale di Michail Cechov" è un progetto internazionale in tre mosse che il Mulino di Amleto propone a giugno in sinergia con il DAMS dell'Università di Bologna. Nel nome di Michail Cechov, l'allievo di Stanislavskij che ha aperto una nuova strada nella storia del teatro, sviluppando l'immaginazione creativa dell'attore. «Un'occasione preziosa di studio e di formazione per attori, ma anche per artisti della scena in genere» ci spiega Gianluca Reggiani, anima del Mulino, «di alto livello e con un respiro internazionale. Volevamo arricchire le proposte formative del Mulino nel periodo estivo. Abbiamo scelto di partire dall'alto, approfondendo lo studio sull'innovativo lavoro di uno dei grandi maestri del Novecento: l'attore russo Michail Cechov. Per questo, in collaborazione con Enrica dal Zio, che curerà uno stage introduttivo alla tecnica, e il Michael Chekhov Europe - l'Istituto tedesco che si occupa di diffondere la conoscenza di questo rivoluzionario metodo - abbiamo scelto tre insegnanti fra i più preparati al mondo, che in questo settore hanno sviluppato una personale e creativa ricerca: Marjolein Bars (Amsterdam), Lenard Petit (New York), Liz Shipman (San Diego).» Il progetto si articolerà in tre parti, frequentabili singolarmente, con l'approccio pratico di due workshop intensivi (al Mulino dal 10 al 12 giugno, e dal 20 al 25) e un convegno internazionale di studi a ingresso libero, "Percorsi di Michail Čechov. Vita e tecnica" a cura di Erica Faccioli e Marco De Marinis, che si terrà a Bologna presso il DAMS. «Siamo molto contenti: si sono già iscritti in tanti, dall'Italia e dall'Europa, e sarà un'esperienza davvero internazionale» prosegue Reggiani

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

L'Accademia della Follia, tra novembre e dicembre 2010, ha portato da Rio de Janeiro a Belo Horizonte, da Salvador a Fortaleza a Quixadà lo spettacolo Extravagância, la versione portoghese di "Stravaganza", testo teatrale di Dacia Maraini sulla follia da lei affidato per la prima volta a una compagnia di "matt-attori", che in Italia aveva avuto più di 50 repliche. Durante la tournée l'Accademia ha stabilito contatti e scambi con i principali operatori per l'assistenza al disagio psichico del Brasile, paese con cui Franco Basaglia, padre della legge 180, aveva stretto una fitta rete di rapporti. Il progetto "Extravagância - Tournée in Brasile" è stato insignito dalla Presidenza della Repubblica Italiana della medaglia al merito nel campo delle arti, della cultura e dello spettacolo. Ed è pronto a ripartire nel 2011, col patrocinio della Commissione Italiana per l'UNESCO. Così Claudio Misculin, fondatore dell'Accademia, sintetizza questa avventura umana e teatrale: "Quando il mio uomo di plastica ha già sotterrato tutta la sua vitalità e onestà, ecco che all'orizzonte appare un arcobaleno di possibilità: Mister Brasile. Salute, sogno, spazio, sensualità, sensibilità, simpatia, tecnica, bellezza. Materiali umani che nelle mie antiche e nobili latitudini europee sono scomparsi."

mer 01 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Gli "Universi Sensibili" sono la cosmogonia portatile di Antonio Catalano, artista/artigiano della casa degli Alfieri di Asti, cantiere aperto di esplorazioni tra teatro e arti visive. Una presenza singolare nel teatro italiano, che costruisce occasioni di poesia, trasfigurando storie e oggetti quotidiani. Dalla condivisione di questo sguardo è nato l'incontro con il Laboratorio Psicosociale Alcantara. E "Il villaggio delle case sensibili", evento unico che, in collaborazione con l'Istituzione Musica Teatro Eventi, l'11 giugno al tramonto nel Complesso degli Agostiniani darà momento e luogo al mondo "fragile" nato dal lavoro di un anno. «Una sorta di laboratorio, ma in un laboratorio c'è un maestro, ruolo cui non tengo» racconta Catalano. «Piuttosto un'esperienza, vissuta con ragazzi che hanno una particolare, diversa attenzione nei confronti della realtà. Fatta di silenzio, di riflessione, insieme interiore e superficiale. Che alternano alto e basso, dicono cose stupende nella banalità, creando cortocircuiti. Io ho portato loro la mia esperienza, cercando il più possibile di non fare psicodrammi esercizi ma di far succedere qualcosa sul momento. Arrivavo senza preconcetti, disarmato. Damiano Scarpa ha fatto il grosso del lavoro, io sono arrivato qui e là ho dato qualche idea, suggestioni, scarabocchi...» Come si è svolto il percorso? «Proviamo a immaginarlo come un aereo da pilotare: io do alcune regole e i passeggeri a volte sbilanciano l'assetto, mentre cerco di mantenere la rotta. Verso dove? E' un mistero, un viaggio strano: ognuno ha una sua rotta, non c'è strategia. Poi siamo atterrati in un "villaggio fragile", in cui la fragilità che siamo può diventare un atto poetico

mer 15 giu 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

Stavolta sì che è un evento: il conferimento a Umberto Eco della cittadinanza onoraria di San Leo, ospite Roberto Benigni. La Rocca è d'oro nel sole (poi si annuvolerà) ad attendere in fila un pot pourri d'umanità varia e rappresentanti delle istituzioni. Arriveranno Marco Paolini, Elisabetta Sgarbi, Nicoletta Braschi, Tonino Guerra... Come scenografia, un paesaggio da Piero della Francesca. Sul palco il sindaco di San Leo, Mauro Guerra, Umberto Eco che si appoggia con nonchalance a un bastone, Roberto Benigni in giacca nera e camicia bianca, la Sovrintendente di Ravenna, Antonella Ranaldi. La voce del sindaco trema un po', nel motivare il riconoscimento. Umberto Eco è di casa nella montefeltrana Monte Cerignone, ha definito San Leo - «una Rocca e due chiese» - la città più bella d'Italia, sul Venerdì di Repubblica... Il rituale è stringato, Eco si dice non solo «degno, ma degnissimo» di ricevere la cittadinanza onoraria. Sorride. «Da 36 anni ho casa qui vicino, ogni anno vengono a trovarmi amici stranieri, me li scarrozzo sempre sin qui... la Cella di Cagliostro l'ho visitata 180 volte, da domani voglio una percentuale. Ringrazio il sindaco, e Benigni di essere venuto per amicizia a leggere brani delle mie opere, scelti insieme. Così sono sicuro che almeno qualcuno ha letto i miei libri...». 

mer 15 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Se vi siete persi il concerto d'apertura del Ravenna Festival, il 7 giugno con Claudio Abbado e l'orchestra Mozart, o la Cinderella di Matthew Bourne è un vero peccato. Ma potete rimediare: la XXII edizione del Festival si protrarrà fino al nove luglio, ed ha ancora tante fiabe da raccontare. Tra musica, teatro e danza: "Fabula in Festival" è il titolo-tema di questa edizione, che s'intreccia con un'altra meta: l'Africa. Così un Singspiel enigmatico come "Il flauto magico" prende il passo danzante del musical nel Mozart's The Magic Flute - Impempe Yomlingo (Teatro Alighieri, dal 30 giugno al 3 luglio), con la regia di Mark Dornford-May, in un Sudafrica insieme moderno e tribale. E dal villaggio di Diol Kadd, in Senegal arriva "Nessuno può coprire l'ombra", re-interpretazione di un classico del Teatro delle Albe, con il Takku Ligey Théâtre di Mandiaye N'Diaye (C.I.S.I.M., dal 14 al 19 giugno). La sezione Scriptor in fabula prosegue i suoi viaggi di parole e musica con "Fantastiche frattaglie: Cibi favolosi per i tempi grami (Rocca Brancaleone, 20 giugno) insieme a Marcello Fois, mentre Paolo Rumiz, giornalista-viaggiatore, va in cerca di Gerusalemme perduta con la musica di Sasha Karlic (Teatro Rasi, 28 giugno). Grandi direttori per la sezione sinfonica del Festival, con Kent Nagano e i Münchner Philharmoniker (Palazzo de André, 19 giugno) e Zubin Mehta con l'Orquesta de la Comunitat Valenciana (Palazzo de André, 29 giugno). Singolare il programma proposto da Esa-Pekka Salonen, (Philharmonia Orchestra, Palazzo Mauro De André, 18 giugno), per la prima volta ospite, che spazia da Mozart a Bartok.

mer 15 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Edoardo Boncinelli oggi insegna Fondamenti biologici della conoscenza all'Università Vita-Salute San Raffaele. Genetista di fama e scienziato rigoroso, nei suoi libri ha affrontato, in dialogo con filosofi come Giulio Giorello o Emanuele Severino, anche i fondamenti dell'esistenza, il senso e le forme della vita, del tempo, del pensiero. A Misano, il 24 giugno, per "La biblioteca illuminata" presenterà la sua "Lettera a un bambino che vivrà 100 anni. Come la scienza ci renderà (quasi) immortali" (Rizzoli, 2010). «I bambini, e in particolare le bambine nate nei mesi scorsi hanno una probabilità su due di raggiungere i 100 anni» spiega il prof. Boncinelli. «È un dato impressionante. Ho pensato di raccontare indirizzandomi direttamente a loro cosa sta succedendo dal punto di vista biomedico. Certo, abbiamo individuato i geni che combattono l'invecchiamento, adesso bisognerebbe intervenire sul genoma, ma è un passo ancora lungo. La speranza di vita è raddoppiata nell'ultimo secolo anche perchè mangiamo meglio, abbiamo imparato a lavarci le mani col sapone, a usare gli antibiotici.

mer 15 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Continua il viaggio intorno al mondo di "Fellini, la grande parade", la mostra dedicata alle opere e ai sogni del grande regista riminese, che è approdata a Losanna presso il Musée de l'Elysée. Inaugurata il 7 giugno dal direttore della Fondazione Fellini, Paolo Fabbri, la mostra resterà aperta fino al 28 agosto. Dal 2009, dopo il vernissage a Parigi, la "grande parade" ha fatto tappa a Bologna, Roma, Barcellona, Madrid, Las Palmas, Mosca, Toronto. Più di trecento le "opportunità felliniane" in esposizione tra fotografie, disegni, manifesti, riviste, documenti, fotogrammi inediti, filmati d'epoca, interviste al Maestro. 

mer 15 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La "Biblioteca desidera...", l'invito ai lettori a "fare la propria parte" per la cultura della città donando un libro amato alla Gambalunghiana di Rimini in sole tre settimane ha raccolto 180 libri per adulti e 60 per ragazzi. Entrati in un loro scaffale, con le dediche "ai futuri lettori", sono quasi tutti già in prestito. Se si va a spulciare il catalogo per tracciare "a spannella" un sommario ritratto del riminese "Amico della Gambalunga" si fanno alcune scoperte. Che è generoso e dotato di senso civico (c'è chi di libri ne ha donati tre o quattro), attento alla saggistica, da quella "alta", con autori come Zagrebelsky, Burkert o Sofri a quella spicciola, dal parto in casa al computer, capace di apprezzare filosofiche meditazioni (da Maria Zambrano a Friedrich W. Nietzsche) e riletture dei classici in lingua originale (una quindicina, tra inglesi e francesi). Con uno spirito critico piuttosto aguzzo: il livello generale è alto, mancano i bestseller del personaggio televisivo di turno (con un cedimento culinario per la Clerici e botanico per la Dandini) e non c'è nessun non-libro: né Moccia né Fabio Volo, per intenderci. Un solo Camilleri, e senza Montalbano. Tra le note dolenti, la disaffezione verso la poesia: pervenuti solo Hikmet e il Pavese di "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi", mentre si segnala un'attenzione non banale per la narrativa contemporanea, con una decisa disaffezione per i racconti ("Voci dalla luna" di Dubus è piuttosto un romanzo breve). 

mer 15 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Farfalle Aforismi/Inchiostri Crisalidi, il libro che Cesare Padovani e Vittorio D'Augusta hanno appena licenziato per i tipi di "Il Vicolo" si costituisce per il lettore come una soglia. Nel suo essere bifronte come Giano/Ianua, con la possibilità di due diversi percorsi di lettura, e negli infiniti giochi combinatori tra le due facce. Un divertissement di doppi, tra il pittore e il pensatore, tra Dioniso e Apollo, tra l'oscurità disvelata dell'aforisma e l'enigma chiarificatore dell'immagine. Una faccia, Inchiostri Crisalidi, ha il tratto grafico intenso e tattile di Vittorio D'Augusta, l'altra, Farfalle Aforismi, la penna estravagante di Cesare Padovani. Farfalle uscite dal bozzolo della rubrica che Padovani teneva su Chiamami Città, tessendo un colloquio con i lettori e con i pensieri e le parole di filosofi, scrittori, poeti. Da Parmenide a Eraclito, da Platone a Leopardi, un antidoto al "menticidio" indotto dai falsi miti d'oggi e, in filigrana, il dialogo con il Mito le cui immagini sono ancora oggi nutrimento per l'anima - come le "magiche grafie" di Vittorio D'Augusta, "carte" disegnate per le Farfalle di Cesare Padovani -, anima che in greco è psychè, come la farfalla. Una contiguità che Lao Tze mette en abyme, chiamando in causa le nostre due soglie: "Ciò che per la crisalide è la fine del mondo, il mondo chiama farfalla".

mer 15 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Custodire il passato per [di]segnare il futuro" è il tema della prossima edizione di "I laboratori del Festival del Mondo Antico", a Rimini il 24 e 25 giugno. Un invito a più di cento appuntamenti, dedicati soprattutto ai bambini e ragazzi, custodi dell'eredità del passato. La manifestazione, organizzata da Musei Comunali, Biblioteca Gambalunga e Istituzione Musica Teatro Eventi del Comune di Rimini svilupperà nei luoghi storici più significativi della città un percorso di workshops, visite guidate, mostre, ricostruzioni storiche e laboratori di archeologia "sul campo" per fare esperienza viva del passato, dalla preistoria all'antica Ariminum. Con momenti di riflessione come la tavola rotonda "Perchè non crolli il patrimonio! Un patto per il futuro" (24 giugno, ore 21:30, Museo della Città) cui parteciperanno Luigi Malnati, Stefano Baia Curioni, Franco La Cecla, e Valeria Cicala.

mer 29 giu 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Il titolo/invito della Notte Rosa quest'anno è "Il Sogno è qui". Usciti dalle pagine del "Libro dei Sogni" di Federico Fellini, o sognati da Shakespeare in una notte di mezza estate, teatro nel teatro in cui tutti possono andare in scena, i sogni sono la stoffa di cui è fatta la sesta edizione dell'evento. Dal tramonto del primo luglio - quando si illumineranno di rosa strade, piazze e monumenti, all'alba in musica sulle spiagge, passando attraverso la Mezzanotte accesa dai sincronici fuochi d'artificio e poi ancora, fino a domenica tre luglio, lungo i 110 chilometri della Riviera Adriatica gli appuntamenti sono centinaia. Al tramonto del 1 luglio Cervia invita a visitare le Saline, alla ricerca del rosa dei fenicotteri. Appuntamento al Centro Visite, ore 19.30. La Notte Rosa a Ravenna risuona di The Magic Flute - Impempe Yomlingo, il capolavoro mozartiano da Singspiel si fa musical per il Ravenna Festival (Teatro Alighieri, ore 21.20). A Rimini, dove il primo luglio il lungomare sarà pedonalizzato tra il Porto Canale e Marebello dalle 20 fino alle 4, nel Centro storico la Fondazione Fellini e Assalti al Cuore propongono "Fellini... per caso", itinerario sulle tracce e attraverso i fotogrammi del regista riminese, guidato dall'ironico affabulatore Patrizio Roversi. Il ritrovo è a Borgo San Giuliano, ore 21.15, il gran finale al Chiostro della Biblioteca Gambalunga, con il concerto dell'orchestra del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara diretta dal Maestro Paolo Biagini. Sabato 2 luglio Assalti al Cuore, alla Corte degli Agostiniani (ore 21.15) presenta Tereza Salgueiro, voce dei Madredeus e musa di Wim Wenders, con lo struggente concerto Voltarei à Minha Terra; a seguire (agli Atti, ore 23) Claudio Santamaria leggerà Pier Paolo Pasolini, accompagnato da cinque musicisti. Opening act Essere morti o essere vivi è la stessa cosa, il cortometraggio dedicato al poeta da Gianluigi Toccafondo.

mer 29 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La scambieresti per un'installazione di Claes Oldenburg, la gigantesca macchina fotografica a rullino che guarda al mare accanto al Grand Hotel. Un monumento minimo, che pure è uno spazio identitario della città. Costruita nel 1948 dal fotografo Elio Guerra, per attirare lo sguardo dei passanti agli albori del boom turistico riminese, ne diventerà uno dei simboli. Da lì, Guerra distribuiva le sue foto, scattate ai turisti in villeggiatura, ben presto la Macchina stessa diventò lo sfondo delle foto di riminesi e ospiti. Per poi passare negli anni Sessanta ad Ario Rastelli e Laura Renzi, che nel 2002 la donarono al Comune di Rimini. Pur restaurata, era rimasta chiusa, un po' malinconica: adesso la concessione in usufrutto alla Fondazione Federico Fellini riapre quest'occhio. Battezzata "Fellinia" e inaugurata il 24 giugno, la macchina fotografica è diventata la sede estiva/front office della Fondazione. Ribattezzata "Fellinia" resterà aperta tutti i giorni, grazie alla collaborazione con il Consorzio Piccoli Alberghi di Qualità e il Consorzio dei Saperi, per dare informazioni sulle iniziative che dalla Macchina si irraggeranno per tutta l'estate - tra workshop di fotografia ed eventi felliniani - ma anche sulle attività culturali e turistiche di tutta la Riviera.

mer 29 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

L'estate sarà una bella stagione di cultura per il centro storico di Rimini, grazie al cartellone di iniziative appena varato dalla Fondazione Carim. Che, in controtendenza con il proliferare dell'effimero, punta su un'offerta variegata e di spessore. Questo il programma: si parte sabato 16 luglio con il "Concerto per Rimini" della Tallin Sinfonietta, sul sagrato del Tempio Malatestiano. Un evento unico, con l'incomparabile sfondo del capolavoro di Leon Battista Alberti. Il biglietto è gratuito e su richiesta, un migliaio i posti disponibili. L'altro polo sarà Castel Sismondo, in cui il 16 luglio aprirà i battenti "Progetto Scultura", mostra affidata al gusto e all'esperienza di Beatrice Buscaroli, storico e critico d'arte, docente all'Università di Bologna-Ravenna e all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Dedicata alla scultura contemporanea italiana, contagerà la città con le opere esposte anche all'esterno, e potrà avvalersi degli spazi d'eccezione del castello per ospitare gruppi scultorei di grandi dimensioni. "Idealmente l'ho ripartita in sezioni che spaziano dalla storia, alla figura, all'oggetto, l'astrazione, l'ironia e pubblicità" ha dichiarato la curatrice. "Ho scelto 21 artisti per offrire un panorama, certo parziale, ma credo stimolante della scultura italiana di oggi, personalità affermate e emergenti, visioni diverse e persino contrapposte del fare scultura nell'Italia del 2011."

mer 29 giu 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"La scoperta del mondo" (Nottetempo) di Luciana Castellina, giornalista e scrittrice ma soprattutto politica militante, comincia a Riccione. Ha quattordici anni, sta giocando a tennis con Anna Maria Mussolini, quando una guardia addetta alla sicurezza dei figli del Duce si avvicina, sussurra qualcosa. «Devo andare via subito» dice Anna Maria. E' il 25 luglio del 1943: «Capii solo a tarda notte cosa c'era dietro quell'inspiegabile, improvviso commiato.» Mussolini, messo in minoranza dalla seduta del Gran Consiglio del Fascismo, era stato arrestato. Il 26 luglio una giovanissima Castellina comincia quel "Diario politico" che redigerà fino al 1947, quando si iscrive al PCI. «L'iscrizione al partito era un impegno per la vita, un impegno morale ed etico che forse non appartiene più alla politica. Quello di cambiare il mondo per avvicinarlo all'idea di uguaglianza e libertà.» Così ci ha spiegato questa ragazza di 82 anni, bella e appassionata, durante la presentazione del suo libro appena entrato nella cinquina del Premio Strega, il 17 giugno. Il Diario ritrovato è stato il filo per ripercorrere, con calviniana leggerezza, anni fondamentali nella storia d'Italia, attraverso la Bildung di una ragazza di buona famiglia triestina, aperta, curiosa e intelligente. «Con i nipoti litigo in continuazione. Vedono il XX secolo come un periodo di orrori e di errori, ma è stato un secolo fantastico in cui si è osato pensare ciò che non era stato pensato, un secolo di grandi lotte e conquiste, di rivoluzioni. Per i giovani c'è solo il presente, del passato non hanno cognizione e così non vedono il futuro.

mer 29 giu 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

Si fa presto a dire "Rosa". Il colore della notte più lunga della Riviera dal primo luglio tingerà persino i prodotti tipici con la sua dolce nuance. E se sin dalla prima edizione la tradizionalissima piada è diventata rosa, quest'anno Rimini, capitale del gelato, festeggerà il primo luglio con un gusto tutto nuovo: "RiminOSA" è il nome del gelato della Notte Rosa che tanti gelatieri artigianali stanno preparando, a partire dalle Pesche nettarine IGP di Romagna, alle quali ognuno di loro aggiungerà un po' della sua creatività. Le "Gelaterie della Mezzaluna Rosa", riconoscibili dall'insegna esterna con il logo dell'iniziativa, sono a Bellaria-Igea Marina il Caffè Del Fauno, Faro e Gelato&Gelato, a Viserba La Romana, Matisse e Chocolat, a Rimini La Romana Fuori Porta e La Romana Centro, il Pellicano Beach, 3bis e Pellicano Summer, a Riccione Adler e Creme Caramel, a Misano la Gelateria Del Mare, Gelato Di Mezzanotte e Officina Del Gusto, a Cattolica Delizia, Il Pinguino, Gelatomania e Cremeria. Variazioni golose tutte da assaggiare, nel segno della bontà, della genuinità, del sogno di tornare un po' bambini. Come trovarle tutte? Basta seguire la mappa, in distribuzione presso tutti gli IAT e i punti info della Notte Rosa.

mer 29 giu 2011 - Notizia di spettacoli - scritto da Barlaam Lorella

La Notte Rosa dei bambini si accenderà sabato 2 luglio alle 20, quando le microluci di Vedorosa illumineranno i viali di Bellaria-IgeaMarina. E fino alle 24 si susseguiranno spettacoli, laboratori e Ludobus per giocare, con la Direzione artistica della Compagnia dei Ciarlatani e Formula Servizi. Il cartellone? Dalle 20.30 presso il Parco del Comune a Bellaria giochi grandi e piccoli coi Ludobus Ludobulss, Ludobussola e Ludoroulotte, mentre a Igea Marina la Piazza Falcone Borsellino ospiterà i Ludobus Scombussolo e Burubus, e le esibizioni di Fresbee freestyle dell'Acrobatic Frisbee Team di Rimini. Per gli spettacoli, c'è l'imbarazzo della scelta: da non perdere a Bellaria la Storia di Pinocchio della Compagnia Mattioli di Milano (ore 21.15; Torre Saracena) e Il Circo poetico della Compagnia Girovago e Rondella, una vera famiglia di versatili artisti (ore 22.15; Piazza Matteotti). E poi Etna, della Compagnia Il Drago Bianco di Palermo (ore 21,15 e 22.15; Parco Cervi), Viandanti a nozze della Compagnia Atestaingiù (ore 20.30; Isola dei Platani e Biblioteca, ore 21.30; Piazza Matteotti) e Le avventure di Pinocchio della Compagnia Pupi di Stac (ore 21.30; Piazzale Perugia). A Igea Marina, dopo il concerto dixieland di Der Spielkreis Haselünne (ore 18.00; Viale Ennio), una parata sui trampoli della Compagnia I Talento attraverserà Viale Ennio, Tibullo e Ovidio (ore 20.30). Per finire con il Processo alle verdure della Fondazione Aida, che riconcilierà anche il bambino più riottoso con il benefico alimento (ore 21.30; piazzale Santa Margherita). 

mer 13 lug 2011 - Notizia di Riccione - scritto da Barlaam Lorella

«Dovremo pur occuparci, quest'anno, del centenario della guerra italo-turca per il controllo di Tripolitania e Cirenaica, quella che noi chiamiamo "guerra di Libia", combattuta appunto tra 1911 e 1912 ("corsi e ricorsi"?)» asserisce lo storico Franco Cardini su Il Tempo (27/3). Dobbiamo, non senza segnalare una singolare liaison tra le vicende di una guerra che torna a deflagrare nel suo centenario, e Riccione. Dove lo stesso Cardini, uno dei nostri maggiori medievisti, e Sergio Valzania, storico e giornalista, il 16 luglio si confronteranno sulla Guerra di Libia presente e passata, di cui tante tracce restano nella nostra toponomastica. L'occasione è la presentazione del libro Tripoli bel suol d'amore. Testimonianze sulla guerra italo-libica (IsIAO) di Salvatore Bono, professore di Storia dei paesi afroasiatici all'Università di Perugia, in calendario per "Parole tra noi", in p.le Ceccarini alle 21.15. "A cento anni dalla guerra in Libia" i tre valenti studiosi ne ricostruiranno corsi e ricorsi. Partendo dal settembre 1911, quando tra il 4 e il 5 le truppe italiane, inviate da Giolitti contro l'Impero Ottomano con ambizioni coloniali, sbarcarono a Tobruk e Tripoli per impossessarsi della Tripolitania e della Cirenaica. La guerra fu combattuta con tecnologie d'avanguardia - ben nove gli aerei - e terminò nell'ottobre 1912, con l'assegnazione all'Italia del controllo della fascia costiera tra Zuara e Tobruk, e la nascita della Libia italiana. Quanto ai ricorsi, è storia di oggi l'appoggio italiano all'Odissea all'alba, l'intervento militare "umanitario" in Libia «che avrebbe lo scopo d'impedire pesanti ritorsioni aree delle truppe del rais Gheddafi sulla popolazione civile», contro il quale Cardini ha scritto in marzo un "appunto" veemente (www.francocardini.net/appunti.htm).

mer 13 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Pro-memoria a Liarosa (Marsilio), di Elio Pagliarani, «non è la storia di uno dei maggiori poeti del secondo Novecento. (...) Nell'autobiografia c'è il prima e il dopo della poesia, cioè i due tempi in cui prima che il poeta conta l'uomo.» Così Walter Pedullà, amico e critico autorevole di Pagliarani, introduce la prima opera in prosa del poeta viserbese. Il cui racconto prende le mosse proprio dalla Viserba degli anni Trenta perchè «del tutto inopinatamente, alcuni anni fa» scrive Pagliarani, «mi accorsi di sentirmi piuttosto compiaciuto delle mie origini romagnole». E che origini: nientemeno che i Pajarèn del ramo di S-ciupaz, "dello schioppo", cui Mariù Pascoli accollava l'omicidio del padre. L'incipit è legato alla nascita, nel '77, della figlia Liarosa, cui il poeta vuole «fornire un corredo di notizie che possano appagare sue curiosità future, senza che, beninteso, ne risulti alcunché di esemplare.» Germina così il godibilissimo racconto in prosa di un narratore che «lo è stato in versi: memorabilmente (La ragazza Carla; La ballata di Rudi)», come ha scritto Andrea Cortellessa. La prima parte è dedicata all'infanzia e adolescenza, «infiorata dalla meraviglia di mia figlia bambina: duplice o triplice meraviglia: di lei che scopriva il mondo, di me che scoprivo lei e con lei infante riscoprivo la mia infanzia.» Con una galleria di personaggi indimenticabili: la nonna che si accorge di stare per morire perché i pidocchi le scappano dai capelli, e allontana la figlia; il padre Giovanni fiacaresta, la madre Pasquina, «scatenata/andata avanti a urla fino alla fine, in ospedale/ e io non c'ero», in una Viserba regina di acque «freschissime, purissime, leggerissime» e di "bagnanti". 

mer 13 lug 2011 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Nella magica Notte Rosa, la pesca è diventata RiminOSA. Cinque i quintali di nettarine che il Consorzio pesche e nettarine di Romagna IGP ha messo a disposizione dei gelatieri artigianali della Riviera, per festeggiare con un gusto tutto nuovo la Notte più dolce e Rosa dell'anno. Le pesche sono state trasformate subito in 500 vaschette da tre chili di gelato, che tra venerdì 1 e sabato 2 luglio sono andate praticamente a ruba in tutte le Gelaterie della Mezzaluna Rosa. "Tra venerdì e sabato RiminOSA è andata tutta esaurita" racconta uno dei gelatieri che hanno abbracciato il progetto, realizzato in collaborazione con l'Agenzia Marketing turistico Riviera di Rimini e il Consorzio Pesca Nettarina IGP di Romagna, promosso da CNA Rimini e organizzato da OndaLibera Eventi. "Le persone dicevano che a mangiare il gelato si sentiva proprio la pesca". Aggiunge un'altra: "Il fatto che il gusto RiminOSA fosse stato realizzato con frutta del territorio, le nettarine IGP di Romagna, è stato un valore aggiunto importante per i clienti. Che ci hanno chiesto di preparare anche torte a base di gelato della Notte Rosa." "RiminOSA è stata un successo" dichiara Giovanni Bucci di CNA Alimentare, "tanto da farci ipotizzare di proseguirne la produzione su scala più vasta e di coinvolgere ancora più gelaterie per la prossima Notte Rosa." Anche Paolo Pari, Presidente del Consorzio della pesca e nettarina IGP di Romagna, che ha fornito la "materia prima" di RiminOSA, si dice soddisfatto del'iniziativa: "Abbiamo subito aderito a questa proposta perché rispondeva pienamente alla mission del nostro consorzio, quella di valorizzare la pesca nettarina IGP di Romagna, e siamo disponbili a collaborare se ne sarà avviata la produzione, naturalmente nel rispetto dei rigorosi disciplinari cui è legato ogni prodotto con Identità Geografica Protetta.

mer 13 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Il Risorgimento del romanzo dell'800. Parliamone con Dalmazio" è il titolo di due conversazioni che avranno luogo il 13 e il 27 luglio alle 17 nella Corte della Libreria Risorgimento di Luisè editore. A cominciare con le "Confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo, per proseguire con "I vicerè" di Federico De Roberto. Pagine indagate dal commento di Dalmazio Rossi, docente di storia e filosofia, raccontate dalle letture di Lucia Lombardi e di Chiara Luisè e chiosate dai versi del poeta Ivo Gigli, in un'edizione stampata apposta da Luisè in copie numerate, che sarà donata ai presenti. Per concludere con un piccolo rinfresco a base, naturalmente, di patriottico Marsala con savoiardi. Nella Libreria, in cui è ancora in corso la mostra "Una notte di Rimini nel 1831", che espone cimeli e memorialistica risorgimentale, sarà possibile sfogliare le prime edizioni originali dei due romanzi proposti. "Le confessioni di un italiano", scritto tra il 1857 e il '58 e uscito postumo nel 1867, dopo l'ancora controversa scomparsa dell'autore in un incidente navale, racconta la stagione Risorgimentale attraverso l'intreccio tra le vicende storiche e la formazione esistenziale e affettiva del protagonista, il patriota Carlino Altoviti, alter ego dell'autore. Libreria Risorgimento, corso d'Augusto 76, Rimini. Ingresso libero. Info: tel. 0541 28755.

mer 13 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

San Marino in luglio diventa una piccola capitale della musica, con due appuntamenti dedicati alla world music e al jazz. Fino al 16 luglio "Etnofestival. Ritmi dal deserto alle megalopoli" la XIV edizione della rassegna dedicata alla world music, invita ai suoi concerti nel centro storico, a ingresso libero. Mercoledì 13 luglio a salire sul palco della Cava dei Balestrieri saranno Baba Sissoko and Malian Tamani Revolution(Mali), giovedì 14 luglio sarà la volta di Macire Sylla (Guinea), 
venerdì 15 luglio si prosegue con la grande cantante andina Susana Baca (Perù), per chiudere sabato 16 luglio con la musica araba di Niyaz: tutti gruppi che si esibiscono per la prima volta nella penisola. Il San Marino Jazz Festival 2011, la seconda edizione della kermesse dedicata al "Jazz senza confini" sul Titano si svolgerà dal 22 al 24 luglio, ma sono già aperte le prevendite. Per assicurarsi l'ascolto di Billy Cobham, uno dei migliori batteristi del mondo, con la sua band il 22 luglio, di Stefano Bollani, che ha appena vinto il premio di Musicista dell'anno della rivista Musica Jazz, il 23 luglio, e per finire con Mike Stern, uno dei migliori chitarristi jazz-fusion e compositori della sua generazione, con la Mike Stern Band il 24 luglio.

mer 13 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

In una Santarcangelo percorsa da Cori, che dai suoi balconi lascia cadere voci poetiche e musicali, e apre stanze d'artista, prosegue il 41 Festival Internazionale del Teatro in piazza. Con appuntamenti quotidiani come quello con Etiquette di Rotozaza, al Caffè Commercio dalle 10 alle 17, gioco teatrale interattivo per due partecipanti, e un cartellone fittissimo. Il 13 luglio è il giorno adatto per scoprire liberamente la città del teatro, seguendo le note del coro Eresia della felicità delle Albe, allo Sferisterio dalle 18.30, o le installazioni e video del percorso Miniature, come Chorus (Count on us) di Marina Abramovic, al Monte di Pietà dalle 18 alle 23. Il 14 luglio ci si sposta a Villa Torlonia, dove avrà luogo in prima nazionale il Concerto di Iva Bittova, violinista, cantante e compositrice dall'anima tzigana, alle 22. Da non perdere. Venerdì 15 è densissimo: in piazza Ganganelli, dalle 18.30 alle 23, per Intersection esibizione del Touring Dance Teacher Dzerina Dace, con ingresso gratuito. Alle 19.30, presso la Sala Consiliare del Comune c'è Homo ridens_Santarcangelo, di Teatro Sotterraneo, e, dopo il Bello Mondo che Mariangela Gualtieri del Teatro Valdoca intonerà dalla Torre Civica alle 20.40, alle 21 al Lavatoio andranno in scena gli Orazi e Curiazi dell'Accademia degli Artefatti, da Brecht, e presso la Buzzi Unicem la prima nazionale di Frankenstein-Project Kornél Mundruczó, sempre alle 21. Si prosegue con la fiaba musicale L'uccello di Fuoco della Socìetas Raffaello Sanzio, al Monte di Pietà (ore 21:30). Sabato 16 da piazza Ganganelli andrà in onda Pantagruel di Radio 3, e alle 19 al Teatro Petrella di Longiano Lucia Calamaro della Compagnia Malebolge presenterà L'origine del mondo: ritratto di un interno. I e II parte.

mer 13 lug 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

E' stato il grande violinista Uto Ughi con i Filarmonici di Roma a inaugurare, con le "Quattro stagioni" di Vivaldi, l'edizione 2011 del San Leo Festival, la rassegna di grande musica e grandi interpreti ancora in corso nella città leontina, con appuntamenti fino al 28 luglio. Un Festival unico, per la qualità delle proposte - la manifestazione è ideata e curata dal M° Stefano Cucci, collaboratore di Ennio Morricone - e i luoghi dei concerti: dalla Pieve alla Cattedrale, dal Duomo al Forte, tutta San Leo diventa un auditorium. "La nostra manifestazione" ha infatti dichiarato Cucci, "vuole fondere la suggestione di un'antichissima città che fu capoluogo della contea di Montefeltro e teatro di battaglie civili e militari per due millenni fino a diventare (962-964) Capitale del Regno Italico con il suono che si perde e si esalta tra la Cattedrale, il Palazzo Mediceo ed il piazzale del Forte dove, imprigionato, morì Cagliostro. La musica classica è una parte fondamentale della nostra cultura, della nostra storia, della nostra identità." Da questa intenzione nasce un Festival "aperto" a un pubblico di ogni età e cultura. Altro filo che lega la musica al territorio è la presenza di grandi esecutori originari o comunque legati al Montefeltro. Come il pianista Marco Forgione e Nahuel Clerici, che il dodici luglio si sono esibiti nella "Maratona Liszt", in occasione del duecentenario della morte del compositore ungherese. Forgione è nativo del Montefeltro e si è diplomato con il massimo dei voti presso l'accademia di Santa Cecilia a Roma sotto la guida del Maestro Cucci, mentre il pianista argentino Nahuel Clerici, da vincitore del concorso organizzato dalla Fundaciòn El Sonido y El Tiempo, aveva partecipato nel 2002 a un corso di perfezionamento proprio a San Leo. 

mer 27 lug 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

Sono davvero belli i numeri di Santarcangelo 41, appena concluso: 70 progetti artistici, 33 spazi coinvolti, circa 60mila le presenze totali di pubblico stimate... ma un Festival non si misura con i numeri. Forse nemmeno attraverso le dichiarazioni "ufficiali". È al "popolo di Santarcangelo", quello delle sedie allineate in piazza Ganganelli, messaggere di teatri, che chiediamo uno sguardo sul Festival. Elena Conti viene da Venezia, scrive di teatro sul web. «La prima volta che sono stata a Santarcangelo era notte» racconta. «Mi sono fermata solo poche ore non riuscendo a cogliere altro che il calore di un borgo che da decenni si è fatto casa per il teatro. Quest'anno ho raggiunto il festival di giorno, ho percorso strade circondate da campi e fabbriche; ho vissuto cambiamenti e passaggi, arrivi e partenze. Il mio olfatto (e non solo) si è nutrito di piadina romagnola. Santarcangelo è incontro, è paese teatrale che ogni volta si reinventa e apre i propri spazi agli artisti. C'è chi dirà che negli anni il festival ha perso la sua portata innovativa e chi sosterrà il contrario: ciò che importa è che si continui a farlo, non stancandosi mai di creare un dialogo tra la gente del posto e la "carovana-teatro", perché ci sarà sempre qualcuno che, come me, si troverà lì per la prima volta. Ermanna Montanari con la sua direzione artistica è riuscita a conservare questa tipicità del festival; ora ci si augura che nei restanti 355 giorni dell'anno i santarcangiolesi siano fieri della propria città, non riducendo il festival ad un teatrino in una "palla di neve", come accade ad altre realtà italiane.»

mer 27 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Festival. "Dal latino festum e dall'aggettivo sostantivo dies festus (giorno di festa), il termine indica "gioia pubblica, giubilo, baldoria". Così Wikipedia. Come da etimologia, due manifestazioni nella nostra provincia coinvolgono un intero paese: a Morciano "FU.MO. Futurismo morcianese" e l'"800 Festival" a Saludecio propongono una full immersion tra storia e cultura. Si ispirerà a Umberto Boccioni, pittore e scultore, teorico del movimento futurista, FU.MO. Futurismo Morcianese, dal 29 al 31 luglio. "È giusto e bello che Morciano lo consideri un suo concittadino perché lì ha avuto origini, perché lì sono nati i suoi genitori", scriveva sua sorella, Amelia. E Morciano celebra l'illustre concittadino come gli sarebbe piaciuto, non imbalsamandolo in un Museo ma dedicandogli una manifestazione dinamica all'insegna del celeberrimo Manifesto varato da F.T. Marinetti. "Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità", recita il quarto comandamento. E proprio alla velocità è intitolata questa seconda edizione, aperta da una ‘sfilata' con mezzi futuristi venerdì 29 luglio alle ore 20.30. A seguire, spettacoli, esposizioni en plein air di auto e moto d'epoca, live music e danza, Salotto futurista, ‘teatro aereo', mentre osterie e ristoranti propongono menù a tema. Da non perdere, l'esposizione dei Documenti originali futuristi della collezione Verardo - Venezia e gli Intonarumori di Luigi Russolo, ricostruzione di strumenti futuristi perduti e Nicola Bruni "L'uomo che vola nel cerchio". Mentre alla Biblioteca "G. Mariotti" sarà allestita la mostra "Umberto Boccioni: il pittore dalle origini morcianesi". La XXIX edizione dell'800 Festival di Saludecio è invece dedicata a "Il tricolore e i 150 anni di unità d'Italia - Emozioni che attraverso gli occhi e la mente raggiungono il cuore".

mer 27 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Al telefono la voce di Roberto Naccari, nuovo presidente di Santarcangelo dei Teatri, va e viene. Sta attraversando il passo di Viamaggio, racconta di panorami aperti e luminosi e avvisa della possibilità di improvvise assenze di campo. Un'immagine della transizione che gestirà? È finito un triennio che ha riportato il Festival di Santarcangelo al centro del teatro contemporaneo, in cui alla direzione artistica "a rotazione" si è affiancato un coordinamento critico-organizzativo stabile. Nato dall'emergenza, si è rivelato un progetto costruttore di nuova identità. Come sarà Santarcangelo 42? «Sto cominciando un giro d'orizzonte con i soci e il consiglio di amministrazione, con una mia idea del Festival che cercherò di condividere e far partecipare» risponde Naccari. «Anch'io do un giudizio ottimo del triennio appena trascorso, che ha fatto uscire il Festival dall'emergenza, l'ha rimesso in linea, ha aperto porte. Da qui dobbiamo muovere verso obiettivi più ambiziosi. Tenendo presente che il Festival è un oggetto fragilissimo, un fiore che ogni anno prende una sua forma. Non c'è garanzia su cosa sarà il teatro di domani. E al centro delle scelte da fare non ci deve essere un nome contro un altro, ma un progetto a lunga gittata, e poi bisogna trovare le persone giuste per interpretarlo, con la libertà artistica che Santarcangelo ha sempre difeso.»

mer 27 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Quest'anno tra i vincitori del prestigioso Compasso d'oro c'era il designer riminese Leonardo Sonnoli, che con Paolo Tassinari è stato premiato per l'identità visiva del Napoli Teatro Festival Italia. "Il Compasso d'Oro" ci spiega Sonnoli, "nasce nel 1954 da un'idea di Giò Ponti, nel pieno spirito di ricostruzione di un paese che usciva da un'esperienza bellica disastrosa, con l'intento di segnalare al pubblico i migliori prodotti dell'industria italiana da acquistare. Fino ad oggi sono stati premiati poco più di 300 prodotti in 22 edizioni e questo nucleo - esposto in questi giorni a Roma- rappresenta quello che ha fatto conoscere l'Italia nel mondo con la denominazione di Made in Italy oltre ad essere una positiva rappresentazione della società italiana dal dopoguerra ad oggi. Assieme a me sono stati premiati prodotti come la nuova Fiat 500 (anche la "vecchia" lo aveva ricevuto), aziende come Alessi, designer come Enzo Mari." Il progetto premiato si basa sul disegno del logotipo Napoli Teatro Festival Italia in cui le vocali - trascrizione grafica del suono e dunque della voce recitante - sono rappresentate dalle loro "controforme", ispirate ad alcuni alfabeti fonetici sperimentali del XX secolo. "Dei prodotti premiati negli anni" conclude Sonnoli, "pochi sono quelli che appartengono alla grafica, e questo rende ancor più prezioso l'oro di questo compasso."

mer 27 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La danza contemporanea, linguaggio ricco e multiforme, fatica a trovare spazi nella nostra provincia. Giunge perciò benemerita la terza edizione di C_A_P 03 Azioni di danza su strada, che quest'anno porterà a San Giovanni in Marignano e Montescudo performance dal vivo di coreografi e danzatori della scena nazionale e installazioni e proiezioni di videodanza dell'archivio del TTV di Riccione, che si alterneranno alle immagini fotografiche. A curare la direzione artistica della rassegna è il [collettivo] c_a_p, composto dalle coreografe e danzatrici Paola Bianchi, Valentina Buldrini, Chiara Girolomini e dalla fotografa Valentina Bianchi, motore di iniziative mirate a diffondere la cultura della danza nel territorio riminese. Come il laboratorio gratuito rivolto a giovani e adolescenti, "Il racconto dei segni #2| percorsi creativi per corpi in divenire" condotto dalla Compagnia Zerogrammi dal 25 al 30 luglio presso il teatro Rosaspina. 

mer 27 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Prende il via il 3 agosto la 62° edizione della Sagra Musicale Malatestiana, "splendida anomalia" tra le rassegne musicali italiane. E anche quest'anno, come ha sottolineato il direttore della Sagra Giampiero Piscaglia presentando il programma, «nonostante le evidenti difficoltà che il settore della cultura e della musica stanno attraversando in Italia, è riuscita a proporre al suo pubblico un cartellone vario e di alto livello». A cominciare dall'ormai tradizionale "anteprima" BWV-BACH, il ciclo di concerti di musica barocca che dal 3 al 23 agosto la Sagra dedica al Kantor di Lipsia. Con esecutori eccellenti come Cesare Picco, pianista, improvvisatore e sperimentatore, reduce dai successi internazionali del suo "Concerto al buio" che mercoledì 3 agosto (ore 21.30, Corte degli Agostiniani) inaugurerà la rassegna con un inedito viaggio musicale dal titolo "Calling-Bach-Spirits from BWV". 

mer 27 lug 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Walter Chiari lo vedevo in tv da bambino, come tutti negli anni '60, mi faceva simpatia. Ma a trascinarmi nel suo mondo è stato il figlio, Simone Annicchiarico, conosciuto anni fa: mangiammo insieme e venne fuori che incredibilmente Walter Chiari era l'unico grande attore del dopoguerra italiano al quale non era mai stata dedicata neppure una biografia...» E' così che Michele Sancisi ci racconta la "nascita" del suo "Walter Chiari: un animale da palcoscenico" (Mediane). Un libro che «non è una biografia vera e propria: piuttosto un percorso agile e diretto, come lo era Chiari sulla scena, attraverso la sua opera.» Per completarlo ci sono voluti un paio d'anni. «La cosa più complessa è stata ricostruire un elenco più possibile completo della sua filmografia, del suo lavoro teatrale e, sommariamente, delle sue apparizioni televisive: sterminate. Walter Chiari ha lavorato come un pazzo». Presentato in marzo a Milano, nel corso del primo omaggio «dopo 20 anni di oblio» dedicato all'attore scomparso nel 1991, il libro ne ripercorre luci ed ombre. «Chiari ha creato l'intrattenimento televisivo in Italia, a metà degli anni '50. Lui, che era già una star del palcoscenico, si adattò perfettamente alla tv grazie alla sua verve, alla padronanza della lingua italiana e di svariati dialetti e alla cultura da onnivoro lettore. Fu il primo a imporre il pubblico, da cui traeva la sua energia, nello studio televisivo. 

mer 10 ago 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

Il "Giornale del Francomuratore" nel 1786 così ritrae Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro: «piccolo (...) un po' di rughe, occhi rossi, curvo, naso largo e labbra gonfie... Questo è però il Mago, il Visionario, l'Esorcista ed il Medico di tutti gli uomini, che ha condotto una vita brillante senza che nessuno sapesse dove prendeva i fondi». La vita errabonda del controverso alchimista, spesa tra le varie corti europee, dopo la condanna per eresia della Chiesa cattolica terminò nella Fortezza di San Leo, il 23 agosto 1795. E l'antica capitale del Montefeltro lo ricorda con AlchimiAlchimie, festa esoterica e colorata, che dal 25 al 28 agosto anche quest'anno si riaccende di eventi: di giorno, conferenze e incontri, con temi diversi che spaziano da "I Castelli: magie e misteri" (palazzo Vitelleschi, a cura della Gran Loggia d'Italia), venerdì 26 agosto a "Le Pietre" sabato 27 agosto (a cura del Grande Oriente d'Italia Palazzo Giustiniani), a "Medicine e guarigione", domenica 28 agosto, a cura dell'Istituto di Medicina Naturale di Urbino. Le sere e le notti sono invece riservate agli spettacoli, dalla visita alla Fortezza condotta da Cagliostro in persona, proposta ogni giorno alle 18, 19.30 e 21 (ritrovo Ufficio IAT) dalla Compagnia del Serraglio con "Insolita San Leo" a "Farsette", spettacoli di burattini tradizionali, ogni giorno, alle 18.30 e 20 nel centro storico, mentre Teatrino di Carta presenterà "Lutka", alle 21.30. Alchimie di trampoli e fuochi pirotecnici, gli spettacoli del Teatro del Ramino si svolgeranno alle 18.30, 20 e 22.30 ogni sera (Piazza Dante). I titoli? "Virtus et Luxuria", il "Guerrin Meschino" e "La Sibilla", ispirata all'oracolo dell'Appennino. Durante i tre giorni della festa il cuore della città leontina diventerà dalle 11.00 un alchemico mercatino di sortilegi e magie, dai cristalli e pietre magiche all'astrologia e tarocchi, alle rune e talismani.

mer 10 ago 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

È come un magazine, la XXI edizione di MobyCult, impaginato scegliendo gli autori con attenzione a un pubblico trasversale. 18 appuntamenti, tra Rimini e Riccione, per sfogliare i temi più interessanti e attuali della società contemporanea. La rassegna, organizzata come di consueto da CNA Commercio e Turismo, con la collaborazione del CONSORZIO "IL LIBRO NELLA CITTÀ" e degli Assessorati al Turismo della Provincia e del Comune di Rimini, e nella Perla Verde in partnership col Comune di Riccione e l'Associazione Riccione Abissinia, ha la direzione artistica di Manola Lazzarini. A Rimini l'11 agosto il cantautore bolognese Andrea Mingardi torna a Moby in veste noir col legal thriller "Un biglietto per l'aldilà". A seguire, gli "scrittori dalle nostre parti" dello "Scaffale Romagnolo". Il 17 Giuseppe Chicchi, ex sindaco di Rimini e deputato nella XV legislatura rifletterà su "La formazione" politica ed esistenziale. Il 18 si prosegue con Gianluca Fantelli che in "Senza respiro" racconta come una spietata diagnosi possa segnare un positivo punto di svolta. Rosalba Corti, il 19, con "Le donne l'han sempre saputo" presenta 110 storie al femminile osservate da dietro la cassa di un centro commerciale di Rimini, e lo sguardo ironico di Giuliano Bonizzato con "Osta, te! Rimin'essenza" il 21 distilla il meglio delle sue "Cronache malatestiane".

mer 10 ago 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Tra il "Non ancora, eppure già!" del Virgilio in limine mortis di Hermann Broch, la musica di Jean Barraqué, compositore amico di Foucault che «ha camminato dove non ci sono cammini» e il Teatro Valdoca sembra tendersi un filo rosso. Che il 2 settembre, per la Sagra Musicale Malatestiana, porterà alla prima esecuzione assoluta in forma scenica di La morte di Virgilio - Chant aprés chant di Barraqué. Ma. «Confesso che non conoscevo la musica di Barraqué nè il romanzo di Broch» ci rivela Cesare Ronconi, che firma regia, luci, costumi e scene dell'allestimento, con la collaborazione drammaturgica di Mariangela Gualtieri. «La Sagra Malatestiana mi ha proposto attraverso il suo collaboratore Alessandro Taverna di allestire in forma scenica questa breve composizione.» Cosa l'ha spinto a questa prova? «Ho accettato perché arrivavo da un biennio dedicato interamente all'allestimento dello spettacolo Caino, ultima produzione del Teatro Valdoca presentato nella stagione 2011 e sentivo un forte bisogno di uscire per qualche tempo dallo "stretto" del teatro e di dedicarmi a cose più di confine. Ho pensato che il sogno su cui tanto ho riflettuto negli ultimi lavori facesse parte sostanziale di questa composizione, in più avevo tra le mani due attori molto giusti per lavorare su Virgilio e Lisania.

mer 31 ago 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Tra le rassegne di incontri con l'autore, MobyCult è un fenomeno a se stante. Anzitutto per la grande affluenza di pubblico, inusuale per un evento culturale "di nicchia" come può essere l'incontro tra scrittori e lettori, senza "effetti speciali". Marco Travaglio, che nel 2009 era venuto a presentare la sua scommessa di un nuovo quotidiano, in "Colti sul Fatto" l'ha appena raccontato « (...) poi serata con Padellaro al porto di Rimini, nella rassegna della libraia Manola Lazzarini: 2000, forse tremila persone.» E anche quest'anno, il 28 agosto, il noto editorialista si è trovato davanti la "sua" platea stracolma, attenta, reattiva. Ma il fenomeno MobyCult non sta solo nei grandi numeri: da Valerio Massimo Manfredi ad Andrea Mingardi, da Dario Franceschini a Vladimir Luxuria, da Marco Travaglio agli "scrittori da queste parti" dello Scaffale Romagnolo, il calibro degli ospiti è sempre alto.

mer 31 ago 2011 - Notizia di Riccione - scritto da Barlaam Lorella

La 51° edizione del Premio Riccione per il Teatro come Giano, dio della soglia, avrà un volto rivolto al passato e uno al futuro. Il nuovo direttore, Simone Bruscia, ci racconta che intende «rimettere il teatro al centro della polis, creando reti di sinergie sul territorio, valorizzando i giovani talenti e mettendo a disposizione della città una ribalta aperta sul mondo.» Onorando la lunga storia del Premio, nel nome di Franco Quadri, che ne è stato Presidente e demiurgo, della sua generosità e apertura all'avanguardia e di Pier Vittorio Tondelli, del quale «intendiamo raccogliere la vocazione di talent scout, un simbolo del nuovo corso del Premio» continua Bruscia. Tanti i partecipanti, quest'anno. «Ci sono pervenuti circa 450 copioni» rivela Bruscia. «Un elemento trainante è stato certamente la giuria, dal profilo alto, composta da Sonia Bergamasco, Elio De Capitani, Alessandro Gassman, Fabrizio Gifuni, Claudio Longhi, Fausto Paravidino, Isabella Ragonese, col presidente Umberto Orsini. E poi un nuovo modo di intendere la comunicazione, al di là dei circuiti teatrali. La qualità dei testi pervenuti è alta, e mi sembra che il meccanismo di lettura "in team" della giuria quest'anno abbia creato straordinarie complicità. E il numero dei partecipanti under 30 è altissimo» sorride Bruscia, «e questo dà un'ulteriore valore al Premio Tondelli, che per la prima volta, in collaborazione con ERT e Centro di Documentazione Tondelli, assegnerà una "borsa" per la messa in scena del testo vincitore.»

mer 31 ago 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Spente le ultime note di BWV Bach, tradizionale anteprima d'agosto della Sagra Musicale Malatestiana, la 62° edizione entra nel vivo con la prima esecuzione in forma scenica di "La morte di Virgilio - Chant après chant" che segna il debutto della Valdoca nel teatro musicale, con Cesare Ronconi che firma regia, luci, costumi e scene dell'allestimento, e la collaborazione drammaturgica di Mariangela Gualtieri (dal 2 al 4 settembre). E prende corpo un cartellone sinfonico maiuscolo, come da monito di Glauco Cosmi, anima della Sagra: per creare un evento culturale è necessario un incontro tra chi propone e chi partecipa, che a Rimini è un pubblico particolarmente esigente. E raggiunge oggi qualcosa come 1400 presenze paganti a concerto, una platea da grande metropoli, con una parte consistente e in crescita di pubblico giovane, grazie anche al propedeutico (e benemerito) Progetto Mentore. Come ogni anno, la Sagra tiene fede alla sua formula: uno spaccato della migliore produzione sinfonica europea, con lo "star system" delle orchestre, dei direttori e interpreti. Stelle che l'aura l'hanno conquistata con l'eccellenza raggiunta, e che hanno molto da raccontare a chi ha la fortuna di ascoltarle dal vivo, presenze possibili anche per la sincronicità della Sagra con MI.TO, il Festival internazionale che si tiene in settembre tra Milano e Torino. 

mer 28 set 2011 - Notizia di Riccione - scritto da Barlaam Lorella

«Il territorio è un'opera d'arte: forse la più alta, la più corale che l'umanità abbia espresso» scrive Alberto Magnaghi. «A differenza delle molte opere artistiche o tecniche che sono prodotte dall'uomo plasmando la materia inanimata, è prodotto attraverso un dialogo, una relazione tra entità viventi, l'uomo stesso e la natura, nel tempo lungo della storia.» Per rilanciare questo dialogo a Riccione è stato varato il progetto triennale del "Boulevard dei paesaggi" firmato dal paesaggista Andreas Kipar, «che valorizza cinque zone sensibili, collegate da piste ciclabili e mobilità lenta, creando una cintura verde intorno a Riccione» chiarisce l'arch. Danilo Drudi dell'associazione culturale RiQuadro. «Tre dei punti sono stati già messi in programma dall'amministrazione, e i lavori verosimilmente potranno partire nell'arco di questa legislatura. Il completamento sarà lungo e comporterà una notevole trasformazione. Ma restituirà luoghi che neanch'io, che sono nato e vivo a Riccione, conoscevo: Kipar ha "visto" bene il territorio, cogliendone le priorità.» Tra immagini e parole, "RiQuadro Ripensa Riccione" presenta il progetto alla comunità, focalizzandone il contesto. «Abbiamo scelto un racconto tra architettura e fotografia. Nella mostra "Urban Landscape" cinque sguardi differenti fotografano i luoghi come sono e come potrebbero essere, e due progetti architettonici suggeriscono possibilità altre, contigue al Boulevard riccionese.» In svolgimento, anche un ciclo di conferenze che convoca grandi nomi dell'urbanistica italiana, come Richard Ingersoll e Lorenzo Degli Esposti.

mer 28 set 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La stagione 2011/2012 del Novelli e degli Atti nasce sotto il segno dell'incontro. Quello tra i diversi linguaggi della drammaturgia contemporanea, e quello dello spettatore con se stesso, attraverso spettacoli mai banali che lo interrogano e indagano problematiche complesse, accogliendo la domanda di senso che affiora in questi tempi di "crisi della civiltà". Non senza aprire all'aspetto grottesco, tragicomico della vita, al sorriso pensoso. Una stagione teatrale che vuol essere un servizio culturale per la città, e propone come di consueto diversi percorsi, invitando a ibridarli: dal turno ABC dedicato alla prosa classica al D Altri percorsi, confine con proposte più curiose, alla sezione contigua al "teatro di ricerca" di Tracce D nuovo teatro. Con la novità di una piccola ma significativa rassegna di teatro-danza, e una presenza forte del territorio, nella scelta di artisti di queste parti, non più raccolti nella sezione "Riminesi venuti da lontano" ma a pieno titolo in cartellone, nella collaborazione avviata con altre realtà come il Festival di Santarcangelo e Voci dell'anima, nella presenza forte della "colonna romagnola" del teatro, come la Valdoca, le Albe e i Motus con Alexis. Si parte il 9 novembre, dall'anteprima nazionale di Per voce e ombra del teatro Valdoca, con Mariangela Gualtieri. A sondare il programma, il primo tema evidente è quello della rilettura contemporanea dei "classici": da Servo di scena di Harwood, con Franco Branciaroli, a I Rusteghi di Goldoni, con la regia di Vacis, Il racconto d'inverno di Shakespeare con la Compagnia Teatro dell'Elfo, Un tram che si chiama desiderio, di Tennessee Williams con Laura Marinoni, L'Avaro di Moliere del Teatro delle Albe. Senza dimenticare il Beckett di Finale di partita, con Vittorio Franceschi. 

mer 28 set 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Ciò che può guarire» scrive Luca Ferrieri intorno alla Biblioterapia, «è il potere della parola letta, è il dialogo tra testo e lettore, è l'interpretazione infinita che offre continui spunti per far agire omeopaticamente la lettura.» E la possibilità di dare una «risposta narrativa» alle grandi domande sull'esistenza. La terza edizione di "Biblioterapia. Come curarsi (o ammalarsi) coi libri - Le figure del male", ciclo di conversazioni e letture ad alta voce promosso dalla biblioteca Gambalunga di Rimini, verterà sul perché e la natura del male, uno dei temi su cui l'arte e la letteratura si sono interrogati più a fondo e che la contemporaneità rilancia con urgenza. Indagando personaggi e pagine divenuti immagini archetipiche per la nostra cultura, narrati a loro volta da autori che se ne sono occupati a vario titolo nel corso del loro lavoro. A cominciare da Le figure del male, magnifico saggio di Franco Rella, esploratore di percorsi fra filosofia e arte, che aprirà la rassegna il 15 ottobre, con letture di Giorgia Bondi, Matteo Castellucci, Luca Di Gregorio. La psicanalista junghiana Lella Ravasi Bellocchio, il 29 ott., sonderà poi il dolore profondo dell'anima con Il grido di Giobbe. L'enigma del male in analisi. Perché Dio permetta il male è domanda che da Sant'Agostino si ripete costantemente, ed Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, con ...liberaci dal male (5 nov.) raccoglierà «con timore e tremore» l'impossibilità e l'eterno tentativo dell'uomo di dare una risposta. Seguirà, intersecando per la prima volta le Tracce D Nuovo Teatro, l'anteprima nazionale di Per voce e ombra del Teatro Valdoca (9 nov.). Un trio per corpi recitanti e percussioni porterà in scena il tema cardine della Biblioterapia nella figura di Caino, nostro fratello d'ombra, cantato dai versi di Mariangela Gualtieri.

mer 28 set 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Può succedere che un Festival non voglia essere una "vetrina", ma si proponga di costruire negli anni inediti circuiti di diffusione e osservazione dei nuovi linguaggi del teatro. Questo è il DNA di Voci dell'Anima-incontri di teatro e danza, di cui dall'undici al 22 ottobre al Teatro degli Atti si svolgerà la nona edizione: "Actors & dance still living". Articolata come di consueto in tre sezioni: spettacoli, nuove produzioni e laboratori, cui quest'anno si aggiunge l'installazione fotografica di Guido Belli "ALTER ECO" e una performance della compagnia Fuori scena. «Siamo partiti da un pensiero di Artaud: "(...)del resto/ non si recita/ si agisce,/ il teatro in realtà è/ la genesi/ della creazione./ Questo si farà." E questo si intende fare al Vd'A.» Così Maurizio Argàn del Teatro della Centena, organizzatore del Festival insieme a Resextensa e Gruppo tre, in collaborazione con l'Arboreto, Lartes ed Ermo colle presenta questa edizione. «Da due anni il Vd'A parte dal teatro Traetta di Bitonto, grazie a Teatri abitati, rete del contemporaneo di Bari, e Resextensa. Il programma della "seconda tappa" a Rimini comprende undici spettacoli e cinque laboratori. Al di là del concorso, avremo ospiti Ilaria Drago, vincitrice della scorsa edizione, Elena Bucci e Fibre parallele - per la prima volta su questo territorio - e le produzioni di Teatro della Centena e Resextensa. 

mer 12 ott 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Le Giornate di studio del Centro Internazionale Ricerche Pio Manzù si sono svolte spesso sotto il segno di presenze femminili importanti, come Lady Diana Spencer, nel 1996, Rania di Giordania nel 2002 o Sharon Stone, nel 2005. Ma quest'anno saranno l'intera XLII edizione - e il secolo ventesimo primo - ad essere dedicati all'altra metà del cielo. "Eva. XXI Femminile. Dal secolo breve al secolo delle donne. Risposta del genere al futuro dell'umanità" è infatti il titolo di questa edizione: «Il XXI secolo - così recita la presentazione della tre giorni in calendario al teatro Novelli dal 21 al 23 ottobre prossimi - sarà "donna", perché nei decisori - uomini e donne - è presente la nuova consapevolezza dei diritti di genere.» Ma se «alle grandi sfide dell'umanità, la donna fornisce risposte alte, lungimiranti, alternative e sagge», mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione epocale, sulla «necessità di assicurare alle donne un ruolo maggiormente partecipativo nella risoluzione dei conflitti e negli sforzi di costruzione della pace», la parità di genere è ancora un'utopia. Su cui rifletteranno esperti di caratura internazionale, sotto l'egida del Segretario Generale del Centro Pio Manzù Gerardo Filiberto Dasi. Dal percorso attraverso le tappe del processo di emancipazione femminile, all'impulso innovatore e trasformatore delle donne nella società del XXI secolo, dalla riflessione sulla violenza verso le donne, una delle più diffuse e sistematiche violazioni dei diritti umani nel mondo, alla questione delle pari opportunità ancora di là da venire, per chiudere con le promesse disattese del trattato di Lisbona sulla piena occupazione femminile.

mer 12 ott 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

 

Se "E' bal l'è de dièval!", come ammonisce un detto romagnolo. Pure è una componente primaria della cultura, non solo popolare, del nostro territorio. Giunge perciò preziosa la "Storia della musica da ballo romagnola 1870 - 1980", di Franco Dell'Amore, che l'autore e Paola Sobrero, che ne firma la prefazione, giovedì 13 ottobre presenteranno alla Biblioteca Baldini di Santarcangelo. 

Sobrero è direttore dell'Istituzione Cultura del Comune di Savignano, che comprende fra le attività e i servizi Liscio@museuM, luogo virtuale di raccolta e studio dei materiali della tradizione della musica da ballo romagnola, editore del libro. Che propone un viaggio attraverso il tempo, dalle mode ottocentesche alla Bella Epoque, dai conflitti mondiali alla ricostruzione del dopoguerra, seguendo l'affermarsi di quello che si chiamerà "liscio romagnolo" con le sue orchestre, i personaggi, i suoi riti e miti. 
«Un fenomeno molto diffuso ma trascurato a livello editoriale» si rammarica Sobrero, «perché considerato marginale dalla musica colta, e non abbastanza studiato dagli etnomusicologi per la sua natura "ibrida". Da noi la tradizione, che non aveva aspetti particolari rispetto ad altre regioni, con i suoi balli "staccati" come il saltarello o la manfrina, si è nutrita precocemente di questa nuova musica e del ballo di coppia, soppiantando le precedenti consuetudini. Creando un genere vero e proprio, da ritenersi popolare per la capillare diffusione e per la dimensione coinvolgente e collettiva del fenomeno, certamente non "nato sulle aie", bensì dalla contaminazione con la tradizione mitteleuropea degli ambienti aristocratici e dell'alta borghesia. 

 

mer 12 ott 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Finisci di leggere "Barafonda", l'ultimo romanzo di Michele Marziani, e resti lì un altro po'. Eri entrato in punta di piedi, seguendo i pensieri alterni di Franco e Camilla, e hai respirato la distanza dura e malinconica tra due persone, impigliate nella vita che poteva essere e non è stata, ognuno la sua. Per sentire che un po' ti somiglia, forse per l'umana nudità di questo incontro, o la suggestione del titolo, quell'intraducibile "Barafonda" che solo da noi sprigionerà appieno il suo sentore liminale. Sinora il riminese Marziani aveva taciuto Rimini nelle sue pagine, ambientate lungo altre acque e terre. «Questa storia mi è venuta incontro mentre in bicicletta pedalavo lungo il deviatore del Marecchia» dice. «Come se questa gente, i personaggi, fosse venuta ad abitare a casa mia, chiedendo di essere raccontata. Prima della Barafonda c'è una casa un po' diroccata, sul fiume. Nel libro l'ho spostata un po' più in là, come serviva a Franco Botteghi, il protagonista. Avevo bisogno di un luogo che segnasse per lui una caduta, una casa alla fine del mondo, che per gli altri - i vicini di casa tunisini Habib, Zamira, i loro figli - fosse l'inizio di una vita nuova. L'idea di fondo è che quello che c'è di finito nel nostro mondo, è il futuro di altre persone. Come a Borgo Marina: io passo là tutti i giorni, a tutte le ore, vado a fare la spesa nei negozi etnici, dove ci sono i prodotti di marca che costano meno, la carne halal che è buona e mi piace incontrare la gente che ancora si ferma a parlare, sta seduta fuori dei negozi...» In "Barafonda" i personaggi che guardano la vita come un'opportunità vengono tutti "da fuori": come Jelena, che ama Franco com'è... «Lei, in questo mosaico di gente che viene da altri mondi, è l'altra faccia del nostro stesso mare: l'unico personaggio che non chiede di essere diverso da quello che è.

mer 26 ott 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

 

«Io credo che per capire il modello della democrazia noi dovremmo farci tutti ortolani di civiltà», ha detto Ermanno Olmi presentando il suo "Terra madre"(2009). Un tema che ha oggi l'urgenza di una conversione ma appartiene alle nostre radici, al mondo contadino permeato dal legame tra l'uomo e la madre terra. A Santarcangelo dal 9 all'11 novembre ne ragionerà "La memoria dei contadini. Musei, biodiversità e saperi della terra". «È una tre giorni di incontri, tavole rotonde e workshop che nasce da un'emergenza, quella dell'agricoltura, e non solo sul nostro territorio» ci racconta Mario Turci, direttore del Museo degli Usi e Costumi delle Genti di Romagna.

«Un Museo etnografico non può più essere solo un contenitore della "storia e memoria dei contadini", ma deve mettersi a servizio di un mondo che sta cambiando. Il passato - senza false mitizzazioni - ha molto da insegnarci, a cominciare da un diverso rapporto con la terra fatto di amore, di lentezza, del puntare sulla qualità della produzione rispetto a un eccesso di quantità, sulla tutela del terreno e della biodiversità. Un'etica che possiamo recuperare dai saperi contadini, che impariamo creando una banca delle pratiche, non tanto per riprodurle uguali ma per riflettere. C'è come un cortocircuito che lega l'emergenza agricola - il diminuire dello spazio coltivabile, l'impoverimento del terreno e delle biodiversità - al ruolo che possono avere i Musei come il nostro al tempo della crisi, anzitutto l'utilità. Attraverso questo convegno siamo riusciti a mettere insieme tante realtà, dai diversi comitati alle Associazioni di categoria del mondo agricolo, a Slow food, ai responsabili di musei dell'agricoltura, ai registi di "Terra Madre", al gruppo di Valliano di Montescudo che restaura oggetti del lavoro agricolo, al Rigas... per vedere come tessere una rete di alleanze, con l'obiettivo comune di riflettere sulla salvaguardia di quel bene comune che è la terra. E la conclusione del convegno vedrà un atto simbolico, la presentazione di un disegno di legge per dedicare in tutta Italia alla Memoria contadina l'11 novembre, il "giorno dei mezzadri".» 

 

mer 26 ott 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Nel logo di Fabbrica Arte Rimini vortica un mare circolare, ipnotico gioco di Diego Zuelli tra le Rotoreliefs di Duchamp e la computergrafica. Intorno, un esagono scuro: diaframma per mettere a fuoco? Al centro, un occhio di luce. La sigla-FAR contiene la fabbrica, il faro, il fare-poièin che è l'arte; il luogo-FAR sta nascendo dalla trasformazione dei palazzi dell'Arengo e del Podestà, per mettere al centro della città l'arte contemporanea. «Sarà un laboratorio di pensieri e di idee che abbraccia un contesto territoriale» ci racconta Massimo Pulini, assessore alla Cultura del Comune di Rimini, che ha promosso questa metamorfosi. «La mia aspirazione è una sorta di istituzione tenuta in piedi, dopo di me, da un direttore artistico che continui a curarne la responsabilità e lo sguardo. I lavori sono già cominciati, riadattando per quanto possibile il preesistente secondo economia ed ecologia, dando respiro a tutte le potenzialità del luogo, come il Giardino delle Mimose. Il cambiamento delle sale, che erano un po' delabrè, è già percepibile. L'idea è restituire un'identità ai diversi spazi espositivi dei due palazzi, sinora territorio indiscriminato di varie iniziative di per sé rispettabili ma casuali, non articolate, attraverso una programmazione caratterizzante.

mer 26 ott 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Quando si parla di una città medievale gli animali si trattano in modo incidentale, a mio parere invece è una presenza importante, che ha avuto una grossa influenza sulla struttura urbana, sul lavoro, sull'alimentazione, sull'igiene, sullo svago, perfino sull'immaginario collettivo, con una serie di conseguenze nella vita quotidiana ancora poco studiate.» Per colmare questa lacuna, con spirito francescano e rigore documentario lo studioso riminese Oreste Delucca ha appena dato alle stampe "Animali domestici e selvatici in una città medievale. La Rimini malatestiana" per Bookstones editore. Un catalogo ragionato - dagli animali "da mangiare" a quelli da lavoro e da compagnia, per finire con l'iconologia legata ai bestiari - che racconta in modo vivido e rigoroso la città antica. Una Rimini tra il Tre e Quattrocento in cui «basti pensare che nella struttura urbana si contavano centinaia di stalle» continua Delucca. «Gli animali da cortile venivano allevati per la carne e le uova nelle case di ogni ceto, si tendeva ad essere autosufficienti per la scarsa reperibilità delle risorse - quasi tutti avevano un orto, in un precedente lavoro ne ho documentati circa 700 all'interno delle mura - e c'era un gran numero di colombaie, con il riutilizzo delle torri delle mura romane; sono attestati parecchi alveari e ovini mentre l'allevamento delle capre era vietato nel centro e nel borgo San Giuliano, ma consentito al borgo San Giovanni. Tanti i maiali, la carne salata era in tutte le dispense, ma era vietato lasciarli liberi per le strade, fatta eccezione per quelli dell'ordine monastico di Sant'Antonio di Viennois.

mer 26 ott 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sarà una lunga e policroma stagione, quella del Teatro del Mare di Riccione, che dal 12 novembre al 2 giugno darà il benvenuto a un pubblico trasversale. Il sipario aprirà sulla nuova proposta Variety Circus, rassegna internazionale di varietà circense contemporaneo, con il debutto di MissMondo di Alessandra Casali, il 12 novembre, per proseguire col Circus Colombazzi, evergreen dei Fratelli di Taglia (3 dic.) e l'Ouverture des Saponettes, concerto per bolle di sapone di Michele Cafaggi (10 dic.) Da non perdere, l'anteprima mondiale del nuovo spettacolo dei belgi Hopla Circus, El bien contra el mal, il 31 marzo. Il sipario sulla Prosa si alzerà sabato 19 novembre con la rilettura di Cuore di de Amicis a cura del Teatro Due Mondi, ancora Risorgimento il 26 novembre con il debutto del nuovo spettacolo di Roberto Mercadini, Potenti d'ira e d'amore. Il 2 dicembre D'a me riva - Pensando a Faber controsole, l'omaggio a Fabrizio De Andrè di Artenovecento, con la voce recitante di Denio Derni. Il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare andrà in scena il 18 febbraio nella versione del Teatro Stabile d'Innovazione La Piccionaia, tra clowns, buskers e danzatori.

mer 09 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sarà un weekend "Tra teatro e musica" quello che il Teatro Petrella di Longiano proporrà il 26 e 27 novembre. Sabato 26 sul palco spirerà il soffio originale della rivoluzione basagliana con "La Luce di Dentro. Viva Franco Basaglia" dell'Accademia della Follia, con la regia di Giuliano Scabia in collaborazione con Claudio Misculin, mentre nel "Concerto del tè" di domenica 27 il chitarrista Pietro Nobile eseguirà le composizioni del suo ultimo album, "Indefinito Infinito", "anello di congiunzione tra la musica popolare e la musica colta". Con "La Luce di Dentro" Giuliano Scabia e Claudio Misculin tornano a raccontare una storica esperienza di liberazione: quella giornata gelida dell'inverno del '73 in cui Marco Cavallo, il grande animale azzurro/macchina teatrale costruito nel 1973 nel manicomio di Trieste appena preso in mano da Basaglia e dai suoi collaboratori, «fremendo, testa bassa, cominciò una corsa furibonda, come impazzito, verso la porta principale e, senza più esitazione, oramai a gran carriera, aggredì quel pezzo di azzurro e di verde oltre la porta. Saltarono gli infissi, i vetri. Caddero calcinacci e mattoni. Marco Cavallo arrestò la sua corsa nel prato, tra gli alberi, ferito e ansimante, confuso all'azzurro del cielo. Gli applausi, gli evviva, i pianti, la gioia guarirono in un baleno le sue ferite. Il muro, il primo muro era saltato.» Così scrive Giuseppe Dell'Acqua nel suo "Non ho l'arma che uccide il leone. Storie dal manicomio di Trieste". 

mer 09 nov 2011 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Coi primi freddi si sono già diffusi i virus parainfluenzali, con sintomi come tosse, gola irritata, raffreddore. L'influenza "vera" però, che quest'anno non ha ancora un nome comune ma ha forti componenti "australiane", arriverà tra dicembre e gennaio. Tra novembre e fine dicembre è il momento giusto per vaccinarsi, dato che la protezione si sviluppa circa due settimane dopo la somministrazione del vaccino e permane per tutta la stagione epidemica. "Io mi vaccino. Proteggi te, proteggi gli altri" è lo slogan della campagna regionale che ha preso il via anche a Rimini. Sono 64mila le dosi di vaccino acquistate, la cui composizione è determinata dall'OMS sulla base dei virus circolanti e contiene quest'anno anche il virus AH1N1. A carico del Servizio sanitario regionale per le persone "a rischio" di complicanze, come bambini e adulti con malattie croniche, anziani dai 65 anni e donne in gravidanza, e per gli operatori sanitari e socio-sanitari e addetti ai servizi di pubblica utilità, la vaccinazione si effettua presso l'ambulatorio del medico di famiglia o quelli aziendali sottoelencati. L'Azienda USL di Rimini offre, inoltre, la possibilità di effettuare insieme anche la vaccinazione antipneumococcica - efficace contro le infezioni polmonari e altre malattie - agli ultra 65enni istituzionalizzati o alle persone affette da patologie croniche. Le dosi di vaccino sono state distribuite ai medici di famiglia e partire dal 9 novembre saranno operativi anche gli ambulatori aziendali. Ambito territoriale di Rimini.

mer 09 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

I "Fili" del Teatro Moderno di Savignano
"Fili", titolo del programma 2011/2012 del Teatro Moderno di Savignano al Rubicone, si richiama alla "cultura dei legami", quelli tra i diversi generi teatrali e quelli tra il teatro e il territorio, della cui comunità il Teatro vuol tornare ad essere centro di aggregazione. Un'intenzione accolta dal "tutto esaurito" delle ultime due stagioni e rilanciata da un programma che "lega" memoria e presente, interpreti d'eccellenza e giovani promesse del teatro italiano. Venerdì 25 novembre aprirà il sipario Italiani! Orazione teatrale per il 150° dell'Unità d'Italia, con Ivano Marescotti; il secondo appuntamento è il 10 dicembre con Quisquilia, Viaggio per un Angelo ed un Clown di e con Olivia Ferraris e Milo Scotton. Mercoledì 11 gennaio 2012 andrà in scena Pro Patria- senza prigioni, senza processi di e con Ascanio Celestini, racconto teatrale che "ricuce" la storia recente del nostro paese e in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio, È bello vivere liberi! di e con Marta Cuscunà, spettacolo Premio Ustica 2009 ispirato alla biografia di Ondina Peteani, prima Staffetta Partigiana d'Italia deportata ad Auschwitz N. 81672. 

mer 09 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A inaugurare la stagione teatrale riminese, nel senso originario della consacrazione di un avvio sarà la prima nazionale di "Per voce e ombra" del Teatro Valdoca, il 9 novembre. Un "trio per corpi recitanti e percussioni" che «sarà soprattutto un'avventura dell'ascolto, e non solo dentro la parola» anticipa Mariangela Gualtieri, che di questa parola è poeta. «Riprendiamo i versi del Caino e diamo ad essi una diversa vitalità, una connotazione quasi narrativa, perché sia Leonardo Delogu sia io diamo voce a vari personaggi. Poi l'arte percussiva di Enrico Malatesta si intreccia con le nostre voci e col silenzio, creando paesaggi abissali e inquietanti, ombra densa e lampi, interni immensi, pareti verticali, precipizi e voli distesi. La forza evocativa del suono sosterrà il viaggio visionario dello spettatore.»

Dopo la raccolta dei tuoi versi e il vostro grande affresco teatrale dedicati a Caino perchè questa rilettura?
«Dopo anni di concentrazione su Caino, mi pare in realtà di essere appena all'inizio, di cominciare adesso a intravedere qualcosa in questa inafferrabile vicenda. Quello del male è certo un tema su cui nessuno potrà dire una parola definitiva, un tema impiantato su un mistero vicino al quale salta non solo la nostra ragione, ma anche la nostra morale. E forse dopo un lungo tempo di immersione nella zona d'ombra dell'umano, avevamo voglia e bisogno di un canto sereno, di elencare ciò che amiamo e seminarlo oserei dire, quasi spargerlo dall'alto. Per questo Cesare Ronconi ha voluto chiudere questo nostro spettacolo col lungo ringraziamento scritto per il Festival di Santarcangelo e di perfetto contrappunto ai temi del Caino.»

mer 09 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il secondo ciclo di conferenze "I Maestri e il Tempo" mantiene nel titolo la tensione dialogica del rapporto degli artisti con la propria epoca e con quelle passate, e dello sguardo degli studiosi che legge le opere dei secoli trascorsi, per restituirle vive all'oggi. La proposta della Fondazione Carim era stata accolta nella scorsa edizione da un successo al di sopra delle aspettative, a dimostrazione «che è sempre in errore chi pensa che al pubblico riminese vadano offerti solo argomenti "leggeri"» chiosa il curatore della rassegna, il critico e studioso d'arte Alessandro Giovanardi. «Quest'anno si è voluto mettere insieme veterani e giovani, interpreti radicati sul territorio e voci internazionali, accademici e indipendenti, sguardi storici ed estetico-filosofici. Il cammino comincia l'11 novembre 2011 con la lectio magistralis di Eleonora Frattarolo sulla crisi dell'arte contemporanea e si chiude tra il 13 e il 27 aprile 2012 con le riflessioni su Roberto Longhi e Bernard Berenson affidati a due sommi maestri, Bruno Toscano, discepolo e sodale di Longhi e di Francesco Arcangeli, e John Lindsay Opie, il raffinato bizantinista collega di Elémire Zolla e Cristina Campo che fu tra gli ultimi allievi di Berenson» racconta Giovanardi. «Il ciclo si apre e si chiude sul presente attraversando il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco. E l'anima resta il tempo. Il primo incontro affidato a una gran signora della critica d'arte, Eleonora Frattarolo, è dedicato alla tradizione, ai legami che stringono insieme arte antica e arte moderna, contro una visione frammentaria della storia. Il tempo è quello in cui fu realizzata l'opera, ma è anche il tempo a cui l'opera guarda (il passato, i posteri) ed è poi il tempo delle molte letture che storici, critici, restauratori svolgono sull'opera. Una riflessione sull'infinita interpretazione delle immagini artistiche che, nella loro ansia di eternità, superano le età e che tuttavia le singole epoche guardano sempre con rinnovata attenzione.»

mer 09 nov 2011 - Notizia di Valconca - scritto da Barlaam Lorella

Il 24 ottobre Marco Simoncelli «è entrato per sempre nel cuore di tutti». Dopo il crudele incidente di Sepang su questo campione dal sorriso di ragazzo è stato versato il pianto del mondo. E nella sua Coriano si è creata una comunità straordinaria, per accogliere le migliaia di persone che hanno partecipato al lutto collettivo. Racconta Roberto Righini, presidente della Fondazione CORTE Coriano Teatro: «Non ancora assorbito lo choc della notizia, Sky dice che la gente qui si sta radunando: ci siamo consultati, abbiamo aperto il Teatro e messo su un filmato con le immagini di Marco, per piangerlo insieme. E poi un ragazzo mi dice "Rigo, ci potrebbe essere la possibilità di tenere la salma in teatro..." Ci penso un attimo, ma era già sì. Qui dentro tutte le persone che vengono le accogliamo, penso. Ho messo a disposizione il mio know how organizzativo da ingegnere, si è creata una squadra di volontari con uno "zoccolo duro" di 25 persone che sono arrivate fino a 80. Ragazzi, persone anziane, amici di Marco e gente che appena lo conosceva. Ma c'era posto e da fare per tutti. Io l'ho chiamato Gruppo 58, tutti con la maglietta col 58 e su scritto Ciao Marco, abbiamo ragionato col cuore, prima che con la testa... Così il Teatro, intorno alla camera ardente, è diventato un centro operativo. Io non lo conoscevo, Marco, ma per dieci giorni non sono nemmeno mai andato in ufficio, era giusto così. Per capirlo, basta leggere le dediche, migliaia... un bambino di dieci anni, venuto da Modena con i genitori, ha lasciato scritto "ti sei spento ma la tua moto rimarrà sempre accesa". Toccante. Abbiamo accolto 40.000 persone, una cosa inimmaginabile. Non un'emergenza, perché non c'era la sensazione di un pericolo ma quella di una solidarietà pazzesca nella tragedia.

mer 23 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Il 25 novembre è stato scelto dall'ONU per celebrare la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in memoria delle tre sorelle Miraball, seviziate e uccise dai militari del dittatore Trujillo, nel 1960 a Santo Domingo. Ma la violenza, prima causa di morte per le donne nel mondo, ha molte facce: non ultima - e forse la più terribile - quella amata e familiare del proprio compagno. Una brutalità lacerante, perchè distrugge dall'interno, azzerando l'autostima e il rispetto per se stesse e troppo spesso resta silenziosa. Perchè se i lividi dell'anima restano invisibili, di quelli sul corpo si può sempre raccontare di esserseli procurati andando a sbattere in una porta. Fino al trafiletto in cronaca nera. A Rimini il 30 novembre, al Novelli, a dar voce alla Giornata contro la violenza sarà "La donna che sbatteva nelle porte", potente monologo di Marina Massironi tratto dal romanzo di Roddy Doyle, che percorre la via crucis di un rapporto che si trasforma in una discesa all'inferno: quella di Paula, che nell'amore per i figli trova la forza di reagire. A Marina Massironi, che in scena disegna con bravura grande d'attrice e fine sensibilità di donna la protagonista, abbiamo chiesto uno sguardo sullo spettacolo, che ha la regia di Giorgio Gallione.

Marina, "La donna che sbatteva nelle porte" è un viaggio "duro ma vitalissimo" nei gironi della violenza domestica. Come è nato questo spettacolo e come hai costruito il tuo personaggio?

«Non era possibile non accettare la proposta di Giorgio Gallione. L'offerta era ghiotta: la sua regia e un testo meraviglioso di Roddy Doyle. Una donna, Paula Spencer, racconta il percorso d'amore che l'ha portata a sopportare diciassette anni di violenze domestiche prima di riuscire a liberarsi del marito. Una vicenda drammatica, dolorosa, complicata, emozionante. A tratti amaramente divertente. Intrisa anche un po' di giallo e di azione. Narrata da Doyle con grande sensibilità e onestà, senza il bisogno di giudicare nè di compatire. Vicina a tante donne che subiscono e non hanno il coraggio di parlare. Come potevo rifiutare? Il personaggio era già perfettamente costruito da Doyle e dall'adattamento teatrale di Gallione. Ho solo cercato di rendere onore alle parole bellissime dell'autore e di non sovrapporre alcun giudizio morale o commiserazione.»

 

mer 23 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Quella di Franco Cerri è davvero una Vita INN Jazz, e per festeggiarne la carriera non poteva esserci Premio più appropriato di quello che gli sarà consegnato il 25 novembre, durante il concerto inaugurale dell'edizione 2011/2012 della rassegna riccionese. Chitarrista jazz italiano per antonomasia, Franco Cerri ha scritto un bel po' di storia della musica suonando insieme ai grandi, da Chet Baker a Dizzy Gillespie, accompagnando Billie Holiday e Mina, affacciandosi dai nostri teleschermi per raccontare e suonare il jazz. Ti aspetti un "mostro sacro" e ti trovi a conversare con una voce giovane, di una cortesia, quella sì, di tempi più garbati. Non si parte dagli amarcord del passato ma dai progetti in corso, come la Civica Scuola di Jazz che Cerri ha fondato a Milano nell'87 con Enrico Intra e che «sta andando molto bene, oggi abbiamo circa 180 allievi, non di più per occuparci bene di loro. Ragazzi che si danno da fare, coraggiosi: dalla scuola vengono fuori buoni musicisti... che faranno fatica a trovare lavoro. È una cosa triste, ma in Italia non è mai esistita un'educazione alla musica nelle scuole, che ne avrebbe favorito la comprensione, è mancata la voglia di far crescere la gente. Ma è comunque una fortuna fare questo lavoro. Io sono autodidatta, e in classe più che fare lezione parlo delle mie esperienze, in cui c'è lo strumento e quello che ho imparato dalla vita. La prima chitarra me l'ha regalata mio padre nel '43 - sorride Cerri - costava 78 lire e poi non c'era più una lira per pagare il maestro. 

mer 23 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Noi siamo stati abituati ai "giorni lunghi" quando era ancora più difficile riuscire a prendere un pezzo di pane sul sentiero delle lepri.» Così Elena e Mario, protagonisti di "Il sentiero delle lepri" di Gino Valeriani e Gianfranco Frisoni, ultima parte di una trilogia che ripercorre la nostra storia dal ‘900 ai giorni nostri, danno il loro viatico ai figli che hanno trovato lavoro fuori dal paese. Perché ora «tocca a loro.» Uscito di recente, questo romanzo nasce come i precedenti da una storia vera, di cui conserva la voce di viva testimonianza. La dedica è «a Gianfranco Iacobucci/25 anni dopo.» Chi sia stato Iacobucci ce lo racconta Andrea Canevaro, nella prefazione: "un Educatore". Proprio così, con la maiuscola. Come merita il successore di Margherita Zoebeli alla guida del CEIS, scomparso 25 anni fa. E così il libro, che accompagna i personaggi attraverso gli equilibri difficili tra la guerra e la pace, la città e la campagna, le regole e le eccezioni è «dunque lo sfondo per collocare la dedica riconoscente a Iacobucci.» «Perché un Educatore è anche un equilibrista» che però «deve dare un appuntamento verso il domani.» Ai primi di dicembre Gianfranco Iacobucci sarà ricordato anche nel "suo" CEIS, da Andrea Canevaro e dai collaboratori e amici di una vita, nelle loro parole e ricordi presenza ancora fertile e viva. Per info: tel. 0541 390396.

mer 23 nov 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Per aspera ad astra - temporary emporium of the arts" è il titolo della stagione teatrale di Bellaria - Igea Marina, curata da Simone Bruscia. Che mette intanto in cartellone per il 2011 due eventi unici. Si comincia il 7 dicembre con una live performance di Donatella Finocchiaro: "Il ritorno di Euridice", con le musiche di Gluck eseguite dal vivo dalla Scuola di Musica Glenn Gould, nell'adattamento di Marco Mantovani. Il 30 dicembre tocca a "Uyuni - e adesso dove ci troviamo?", concerto site-specific con il duo Uyuni - Nicola Lombardi e Marco Migani - insieme a Alice Berni, al Quintetto d'archi del Liceo Musicale Arturo Toscanini e alla Scuola di Musica Glenn Gould. In entrambi gli eventi, video di Daniele Quadrelli. A seguire, nell'anno nuovo, altri incontri, tra cui Dente, Alessio Boni, Cesare Malfatti, Luigi Lo Cascio e Stefano Pirrotta, Mauro Ermanno Giovanardi, Chiara Cicognani e Dany Greggio. Teatro Astra, ore 21.15. Info: tel. 3394355515 www.teatroastrabim.it

mer 07 dic 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sabato 17 dicembre alle 18.00 aprirà la Fabbrica Arte Rimini, nuovo centro di diffusione e produzione delle arti nato dalla trasformazione del pianterreno dei palazzi dell'Arengo e del Podestà promossa dall'assessore alla cultura del comune di Rimini Massimo Pulini per mettere al centro di Rimini l'arte contemporanea. Uno spazio aperto allo sguardo della città, inaugurato dai cento sguardi di "Alcuni di noi", i ritratti fotografici realizzati nel corso degli ultimi quattro anni da Flavio Marchetti, «nati con l'intento di fotografare alcuni di noi, dai personaggi riminesi più significativi alle persone meno conosciute, ma che hanno saputo consolidare l'immagine di Rimini nello spazio collettivo contemporaneo, che va dall'ambito locale fino all'estero» scrive l'autore. Ogni ritratto abita un paesaggio che tratteggia un carattere, un ruolo, una vocazione. E il dialogo con i soggetti fotografati, cominciato al momento dello scatto nella scelta dell'inquadratura e della scenografia, si completa con il testo che ognuno di loro ha composto per contestualizzare la foto, che sia una poesia, una citazione, un piccolo racconto autobiografico... una galleria in cui l'accurata "messa in posa" trasforma ogni scatto in un piccolo teatro, in cui va in scena il gioco tra immagine pubblica e privata. Mentre nella tensione tra figura e didascalia danza il senso del ri-trarre come portar fuori ciò che di significativo il fotografo ha intravisto in ciascun volto, in ogni postura. Sempre con l'intenzione affettuosa del testimone di un'epifania di senso e del suggeritore di un'identità collettiva e composita per la nostra città, non del predatore d'anime.

mer 07 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Il 13 giugno di quest'anno nella Kos di Ippocrate (V a.C.), padre del giuramento considerato il primo testo deontologico della storia della medicina, è stata ratificata la Carta Europea dei principi di Etica Medica, in sedici articoli. Un compendio del corpus attuale dell'etica condivisa, sottoscritto dalle delegazioni di 14 paesi europei, traccia per il futuro codice di deontologia medica. In linea con questo documento e dall'esigenza «di approfondire le questioni etiche e deontologiche legate all'evoluzione tecnica e culturale della professione medica e al rapporto medico/paziente» spiega il dott. Melchisede Bartolomei, consigliere dell'Ordine dei Medici della provincia di Rimini, «abbiamo promosso, nell'ambito dell'Ordine, una "Scuola di Etica medica". Un laboratorio aperto di idee e pensieri che, attraverso corsi e seminari di approfondimento in materia etica e deontologica, dia al medico strumenti di lavoro e di studio per i diversi e concreti problemi che insorgono nell'agire quotidiano della professione.» Il "battesimo" si è tenuto il tre dicembre con il convegno "La professione medica tra etica, bioetica e deontologia". Tra i relatori, il dott. Amedeo Bianco, Presidente FNOMCEO e tra i patrocinatori della Carta di Kos, il bioeticista prof. Sandro Spinsanti e il Prof. Sergio Stefoni, Preside della facoltà di medicina dell'Università di Bologna. 

mer 07 dic 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Negli scacchi, si arriva al "finale di partita" se i due giocatori sono di pari bravura. I pezzi rimasti sulla scacchiera sono pochi, e anche il re diventa una figura d'attacco. In "Finale di partita" di Samuel Beckett in scena restano Hamm, cieco e paralizzato sulla sua sedia a rotelle, e Clov, il suo servitore. In due bidoni della spazzatura vegetano i genitori di Hamm. Tra Hamm e Clov, le mosse e contromosse di un dialogo senza sbocchi, tra gli ordini assurdi e subito ritrattati di Hamm, l'obbedienza e le minacce d'abbandono di Clov. Inesauribili le letture di questo capolavoro di Samuel Beckett, di cui lui diceva: «Hamm è il re in questa partita a scacchi persa fin dall'inizio. Sta soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile.» "Finale di partita", in scena al Novelli il 14 dicembre, è il primo Beckett del regista Massimo Castri, che non poteva scegliere Hamm migliore di Vittorio Franceschi, attore, autore e regista teatrale tra i più intelligenti della nostra scena. Lui che in "A corpo morto" ha sfidato la contrainte della maschera, affidando i personaggi al corpo e alla voce, con Hamm arriva alla sottrazione del corpo. «"Finale di partita" - spiega Franceschi - è stato scritto negli anni '50: era in corso la guerra fredda, c'era il pericolo di una guerra nucleare. Suggerisce quel clima. Per questo testo messo in scena infinite volte sentivamo la necessità di una lettura lontana dal "beckettismo" di maniera, e così abbiamo fatto.

mer 21 dic 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Sono stato colto di sorpresa, innanzitutto, felicemente di sorpresa direi» così Paolo Rosa, riminese di nascita e milanese per vita e lavoro, racconta la prima emozione del Sigismondo d'oro che gli sarà conferito il 20 dicembre, insieme allo chef "delle stelle" Gino Angelini. «Certo sono molto contento di essere riconosciuto dalla mia città natale con tanto onore... è una bella sensazione essere un po' profeta in patria» continua Rosa, che con il suo Studio Azzurro da vent'anni indaga le possibilità poetiche ed espressive delle nuove tecnologie nelle arti visive. «Anche se la mia patria è duplice, e come Studio lavoriamo in tutto il mondo. A Torino è appena terminata (ma riaprirà in marzo) "Fare gli Italiani", l'esposizione per i 150 anni dell'Unità d'Italia da noi progettata e realizzata di cui sono stato direttore artistico, che ha avuto un forte riscontro, molto apprezzata dai visitatori. Un allestimento multimediale di 12.000 metri quadrati, complesso, laborioso e delicato.» Quanto si sente ancora riminese? «Sono andato via da piccolo, avevo cinque anni. Ci siamo trasferiti a Milano per il lavoro di mio padre, ma abbiamo conservato un legame forte con Rimini. Io torno spesso, ci ho fatto nascere due dei miei tre figli. Mi piace il clima di questa città, il rapporto con le persone sempre interessante e aperto, il grande senso di convivialità e di accoglienza. A Rimini poi adesso sto collaborando con la Fondazione Fellini nella costruzione del nuovo sito, che mi fa molto piacere seguire. Come tutti i siti è in continua evoluzione, non avrà un vero compimento. Lo stiamo rivedendo e arricchendo e man mano, con il contributo di tanti altri, sta prendendo la sua fisionomia.

mer 21 dic 2011 - Notizia di Centro Storico - scritto da Barlaam Lorella

L'11 gennaio 2012 Ariodante Schiavoncini, ex partigiano, uomo di passioni politiche, scrittore e poeta compie 90 anni. E ci regala un altro dei suoi libri, "Il segreto di Danilo" (edizioni Chiamami Città) in cui «l'etica dei suoi personaggi rispecchia la persona che li scrive, e non è scontato. C'è la curiosità dei bambini, la ribellione degli offesi, lo sguardo lucido di chi ha negli anni l'esperienza delle lotte, lo stupore di chi è testimone» come ha scritto Marco Missiroli nella prefazione. A fargli gli auguri, sarà Rimini intera, attraverso il sindaco Andrea Gnassi che lo riceverà in Comune, in segno di riconoscimento per questo «riminese DOC, proletario figlio di proletari», come si definisce Schiavoncini. Che per noi ricorda: «Fin da ragazzo componevo canzoni e poesie, gli amici mi chiedevano anche lettere per le loro ragazzine. Ho cominciato a scrivere qualche racconto, e Luciano Nigro, che collaborava col giornale del partito "Sette più" e oggi con "La Repubblica", mi dice "Scrivono tutti di atti eroici, tu devi scrivere un racconto dove c'è anche la paura". Ed è nato "Paura e coraggio". Poi Giuliano Ghirardelli mi ha proposto di raccogliere i racconti in un libro... ho scritto tanto, i racconti hanno avuto successo e mia moglie diceva sempre "Dante è di là che fa i compiti!". Parto sempre da situazioni che ho vissuto: in "Il segreto di Danilo" "Ragazze di vita " si rifà al periodo in cui prestavo servizio nelle case di tolleranza, alle confidenze delle giovani che ci lavoravano. "Per una banana. Di cattiveria e razzismo si può morire" nasce da un incontro fatto anni fa, con un nomade e sua figlia ragazzina accampati vicino all'INA Casa. 

mer 21 dic 2011 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Ascolti Marco Missiroli e pensi al suo ultimo, potente romanzo, a quel «...bianco che non è un colore, ma il vortice che si mangia tutti i colori. Come la morte, il vortice che si mangia le cose fatte in una vita...» Sono tre anni che è uscito, "Bianco", dopo la rivelazione di "Senza coda", Campiello opera prima del 2006, e la favola dolceamara di "Il buio addosso", del 2007, e intanto leggevamo le recensioni di Marco sul Corriere della Sera, un bell'incontro ogni volta. Mentre lui, a Milano, scriveva e riscriveva quel romanzo che, ci aveva promesso, avrebbe avuto dentro un po' di Rimini. Uscirà il 23 febbraio prossimo, per i tipi di Guanda. Il titolo è "Il senso dell'elefante". «Questo è il mio quarto libro, e quattro libri sono molti se ci penso bene» sorride Marco Missiroli. «Però è forse il mio romanzo più necessario, parla di alcune vite che ho incontrato in questi anni e che ho fuso in un'unica storia: il senso dell'elefante è l'istinto dei pachidermi di proteggere nel branco i figli degli altri, al di là dei legami di sangue. Questa potenza di legami, questa tendenza al sacrificio nonostante un rapporto "ufficiale" è stata la molla di scrittura. La devozione verso tutti i figli, è questo il tema del libro. Nelle minuzie dei rapporti umani, e davanti alla possibilità dei sacrifici. È un libro che ha anche Rimini come centro della narrazione» continua Marco.

mer 21 dic 2011 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

Il 23 dicembre con La balèda dal puesì di Lorenzo Scarponi il dialetto romagnolo si farà poesia e musica, accompagnato dal violino di Emanuela Grassetto e dalla fisarmonica di Fabrizio Flisi. Attore già "lucchiniano" dalla fortissima ‘presa' scenica, Lorenzo Scarponi ha attraversato l'esperienza de La Butega, officina dialettal/teatrale di Francesco Gabellini e del Serraglio. Da poeta, in dialèt ad Burdouncia, dentro quel "triangolo del dittongo" che unisce San Vito, San Mauro e Santarcangelo, si è forgiato la lingua con cui, con felice incoscienza, ritenta l'assalto a Dante, di cui ha già tradotto il canto di Ulisse. Un cortocircuito tra la poesia alta e quella dialettale non così eccentrico, dato l'amore popolare che da noi si porta da sempre ai versi del Sommo Poeta. In La balèda dal puesì' Scarponi reciterà versi dal suo L'ultmi sòul e dalla nuova traduzione in dialetto bordonchiese del canto del Conte Ugolino. Dove il celeberrimo "La bocca sollevò dal fiero pasto" diventa La bòca è tòira su da che magnè ché féva stòngh. Perché col dialetto, come scrive nella sua introduzione, "non si fa solo ridere". Bellaria, Teatro Astra, ore 21.30. Info: 340 8003638.

gio 12 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Paolo Poli è Paolo Poli. E basta. L'artefice di un paradigma teatrale unico che ibrida i generi in un divertissement coltissimo e dissacratorio. Un magnifico ottantenne dalla giovane voce, che di Rimini ama il Tempio Malatestiano e Fellini, inventore di figure come la Saraghina e la Volpina, «ma quando mi propose una parte in "Otto e mezzo" ero molto impegnato in teatro, non ho potuto» si rammarica. E racconta la volta che con Emanuele Luzzati avrebbero voluto circondare l'Arco di bambini vestiti da Paolo e Francesca... Dal 20 al 22 gennaio Paolo Poli sarà al Novelli con "Il mare", dalle pagine di Anna Maria Ortese. «Se mi sono rivolto a questa scrittrice» spiega, «è per la sua bella lingua. La capisci se hai letto Kafka e Joyce. Ne ho molto apprezzato i romanzi, bellissimi, e le sue novelline brevi e curiose mi hanno commosso. Ho ripreso quelle di "Angelici dolori": 12 quadri, sei per raccontarne la biografia, la morte della nonna, una nevicata spaventosa a Milano con un albero di ghiaccio che la insegue, una bellissima, luminosa descrizione di Napoli prima che disfacessero il quartiere del porto, il fratello marinaio che morì senza tornare, un viaggio in treno in terza classe per restare tra le persone "per bene", il ricordo delle sue peregrinazioni tra camere in affitto e di un amore giovane che se ne va. Negli altri sono i miei collaboratori che fanno vivere i personaggi. E poi ci sono le canzoni, cui mi affido per spiegare il periodo storico.» Paolo Poli - che firma testo e regia - in scena en travesti ha la consueta, magnetica presenza. «Bisogna esercitare la voce, la memoria e le gambe che si afflosciano sempre di più, ma pensa però alla noia del Padreterno, che non invecchia... ho sempre avuto un mio teatro, nessuno avrebbe investito su di me all'epoca, ma per fortuna grazie alla pubblicità del Campari ho potuto comprare fari, bauli, un tappeto... non ho mai avuto barche o mogli di primo letto e così tutti i proventi li ho messi nel lavoro. "Eredi" miei non ne vedo, ma non vado molto a teatro

gio 12 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A Rimini, come in tutta la Romagna e a San Marino, la Biblioteca diventa digitale e mette a disposizione degli utenti un vero "tesoro" di parole, musica e immagini, scaricabili gratuitamente. Dal 14 gennaio la Gambalunghiana permetterà ai suoi iscritti di accedere alla piattaforma MediaLibraryOnLine, usando lo stesso account adoprato per entrare nel front office di Sebina e Scoprirete. Dalla fine di gennaio saranno scaricabili gli e-book gratuiti in MLOL, mentre bisognerà aspettare febbraio per il prestito di quelli acquistati dalla Biblioteca. MLOL contiene un immenso archivio di "oggetti digitali" - video, e-books, audiolibri, banche dati, quotidiani e periodici, oggetti di e-learning, collezioni iconografiche - tra cui circa 1.500 riviste da 80 paesi in 40 lingue, 50.000 album musicali di tutti i generi in streaming e 500 video di opera e danza. E grazie al servizio MP3 Download, inoltre, permette di scaricare più di 3.500.000 tracce musicali, tre alla settimana per ogni utente, da conservare nei dispositivi di riproduzione personali. Sabato 21 gennaio presso la Sala del Settecento della Biblioteca Gambalunga di Rimini, dalle 10.00 alle 12.30, i nuovi servizi offerti dalla "rivoluzione digitale" saranno introdotti dall'editore Mario Guaraldi (Radici di carta, foglie digitali. Come si trasmette di generazione in generazione la linfa della cultura), presentati da Andrea Bondi e Valentina Ginepri (Le Biblioteche di Romagna si fanno digitali. 

gio 12 gen 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Babbo Natale quest'anno ci ha portato un cane o un gattino? Certo entrerà a far parte della famiglia a tutti gli effetti, regalando affetto disinteressato e benessere mentale e fisico. In cambio, andrà trattato con rispetto e attenzione per tutelarne la salute e renderne sicura la coabitazione con gli amici umani. «Innanzitutto» ci spiega la dott.ssa Rita Tonelli della Farmacia Comunale n. 2, «la scelta dell'animale da portare a casa andrebbe sempre fatta in relazione agli spazi e alle situazioni familiari. E curando l'igiene e l'alimentazione dei nostri amici a quattro zampe (evitando ad esempio il consumo di carne cruda) si può tranquillamente convivere, godendo della loro compagnia e del benefico effetto soprattutto per i bambini - che andrebbero educati sin da piccoli alla presenza e al rispetto degli animali - e per gli anziani; a questo proposito i cardiologi raccomandano la passeggiata quotidiana con il cane come prevenzione delle patologie cardiovascolari. Personalmente ho avuto sempre la compagnia dei gatti fin dall'infanzia e non saprei vivere felicemente senza di loro!» Qualche "istruzione per l'uso"? «Tenendoci alle specie più comuni, per quanto riguarda i cuccioli di cane e gatto occorre un'attenzione particolare ad integrarne l'alimentazione con prodotti specifici per la crescita e lo sviluppo, per prevenire ad esempio problemi di rachitismo o alle articolazioni. Sotto il profilo della prevenzione è necessaria una visita veterinaria preliminare per la profilassi delle parassitosi intestinali, cui seguiranno le vaccinazioni consigliate. Per i gatti si tratterà di vaccini unici per leucopenia e forme respiratorie ed eventualmente per leucemia in caso di animali con contatti esterni, per i cani dei vaccini contro cimurro, epatite e leptospirosi.

mer 25 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Ci deve essere qualcosa nella storia del Serpieri che dorme e poi si risveglia, al di là dei tempi e delle contingenze. E' il logos, quello che proviene dagli inizi degli anni '70» scrive Domenico Pazzini in "Storia di un liceo", appena uscito per Pazzini editore. Un libro anomalo, che mescola l'ermeneutica testuale dei documenti usciti dalle assemblee degli studenti del Liceo Scientifico Serpieri negli anni '70 al memoir di chi da docente è stato partecipe protagonista di quella stagione alla riflessione storica e filosofica. Senza cercare una sistematizzazione o risposte definitive ma quasi lavorando per "sintomi", come sembra mostrare l'indice dei termini in calce al libro, tra i più citati alternativa, assemblea, collettivo, massa, movimento, gruppo di studio, politica, programma, rappresentanza... Ma che forse proprio per questo riesce a dare un ritratto in movimento della stagione che vide il Liceo Serpieri di Rimini farsi laboratorio politico nel senso più alto del termine. E che forse è bene interrogare, proprio qui ed ora. «Non ci sono motivi "esterni" ma solo "interni"" nel fatto che il libro esca adesso» si schermisce Domenico Pazzini, che è stato per anni docente nei licei e fa parte adesso del gruppo italiano di ricerca su "Origene e la tradizione alessandrina". «Ho lavorato per anni ad un libro pubblicato nel 2009: "Lingua e teologia in Origene". Mi sono voluto prendere una vacanza di qualche mese. E quella vacanza è stata il ritorno al Liceo! Un ritorno comunque presentito da tempo: perchè ho trovato che il materiale, da me conservato, in parte era già stato organizzato e sistemato.» Quali sono i "cuori" del libro? «Gli anni che vanno dal ‘72 al '74, con la grande assemblea del 74, i gruppi di studio, la vita delle classi... e sono cuori pulsanti ancora oggi. Sì ancora pulsanti. L'idea di una globalità che si costruiva e non si subiva.

mer 25 gen 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

«Sin dalla tenera età i bimbi hanno un'energia straordinaria e hanno doti e capacità che gli adulti spesso non riescono più a usare.» Così Luca Motisi, 14 anni e una penna di acerba grazia scrive nel suo "Che le ali del mio sogno mi portino via" (Il Violino), la sua prima raccolta di racconti. E sembra che parli di sé. «Mi sono appassionato alla scrittura da bambino» dice infatti il giovane scrittore, che vive a Santarcangelo. «Ciò che più mi ha spinto a scrivere è stato il desiderio di dar libero sfogo alla mia fantasia. Grazie alla lettura di molti libri fantasy ho iniziato a fantasticare sulle possibili avventure di alcuni personaggi da me inventati. Da qui ho iniziato a scrivere ed è stata un'esperienza speciale fin da subito. I miei racconti sono soprattutto storie per ragazzi e per gli appassionati del genere fantasy.» E hanno colpito Aldo Cazzullo, che su "Io donna" del 17 dicembre ne elogiava la sensibilità, la capacità di comunicare "la scoperta dei sentimenti". Ma Luca continua a sentirsi un ragazzo come gli altri: «Il rapporto con i coetanei è buono» spiega. «I miei amici sono rimasti stupiti e contenti della pubblicazione dei miei racconti.

mer 25 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 29 gennaio al Novelli da non perdere "Due lupi", ispirato a "Il grande quaderno", prima parte di "Trilogia della città di K." di Agota Kristof. Regia, coreografia e spazio sono di Virgilio Sieni, uno dei protagonisti della danza contemporanea italiana, vincitore quest'anno del Premio UBU Speciale e del premio "Lo Straniero". Sul palco, a dare corpo e voce ai gemelli Lucas e Claus e ai loro duri esercizi di sopravvivenza al disamore e alla crudeltà della guerra sono le gemelle Luisa e Silvia Pasello. Quattro le scene, all'ombra incombente di un carrarmato, con una partitura gestuale e vocale che dà piena ragione della scabra scrittura dell'autrice ungherese. Quello che affiora è "una fiaba fatta di esercizi sulla pelle, nel cuore tenebroso della guerra. Un grumo di azioni curate insieme all'emissione della voce, sempre all'unisono; questa, a sua volta, è accompagnata dalla similarità di un gesto che, in una forma dislessica, si perde nell'universo fiabesco, tra lentezza e sospensioni, attese e presagi" ha scritto Sieni. Info: tel. 0541 793811 - www.teatroermetenovelli.it

mer 25 gen 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Tre incontri, tre mostre e un laboratorio. E nove spettacoli. Questo il cartellone di Oltremisura 2012 di L'Attoscuro, al Teatro Rosaspina di Montescudo. Aperto il 22 dalla danza contemporanea con C_A_P 04 CoAZIONE, il 29 gennaio alle ore 18 dedica un appuntamento al teatro ragazzi, "L'ombra rubata" della Compagnia Ossobuchi (ingresso libero). L'11 e il 12 febbraio sono nel segno di Fanny e Alexander: due giorni di laboratorio condotto da Chiara Lagani (info: cell. 349.7767662), e il 12 alle 18 "West", protagonista Francesca Mazza, Premio Ubu 2010 come Miglior attrice protagonista. Il 26 febbraio (alle 18) "Il regno profondo", sermone drammatico di e con Claudia Castellucci della Compagnia Socìetas Raffaello Sanzio. Il 4 marzo va in scena lo spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2011, "Due passi sono" di Il Castello di Sancio Panza. L'8 marzo alle 21 "Rosamunda", con Liana Mussoni accompagnata da Fabrizio Flisi al pianoforte e fisarmonica (ingresso libero). Il 18 marzo alle 16:30 ancora teatro ragazzi con "Volare a tutti i costi, forse" della Compagnia Serra Teatro. In scena, Nicoletta Fabbri e Pier Paolo Paolizzi. Si chiude il primo aprile, alle 18, con "Corpo estraneo" teatro-danza della compagnia Artikoinè. Info e prenotazioni: Simona Matteini 347 5267727 - www.lattoscuro.blogspot.com

mer 25 gen 2012 - Notizia di Zeinta de Borg - scritto da Barlaam Lorella

«Quale futuro per il teatro romagnolo in dialetto?» si chiedeva "La ludla" del primo gennaio 2011, e lì vi rimando, per l'indagine dotta su un genere che riscuote sempre più attenzione: se sono sempre meno le persone che lo parlano, il dialetto in teatro riempie le sale, e quasi ogni comune della nostra provincia ha una sua compagnia e spesso in quelli più grandi, più d'una. Sarà perché «siamo forse nella paradossale situazione in cui la nostra lingua madre, in parte morta, possa, reinventandosi, diventare strumento per creare confronto e dialogo proprio perchè incarnata in un territorio», come scrive Luigi Dadina. 
Di questo teatro in cui la parola si fa gesto, e racconta un'appartenenza, il decano da noi è senz'altro Guido Lucchini, allievo di maestri quali il Liliano Faenza di S'tal mami e di Gianni Quondamatteo, che ne commentava i primi copioni. «Nelle mie commedie ho raccontato la mia vita e la città» ci raccontava, «con i suoi personaggi realmente esistiti, e modi di dire altrimenti perduti.» 
Lucchini, classe 1925, voce dolce e penna arguta è arrivato alla commedia n. 45 (più il monologo E me zètt), quel Do' marid e mèz che andrà in scena al Novelli il 28 gennaio con la "sua" compagnia E' teatre rimnès, nata nel 1973. «E' la storia di una famiglia di albergatori, i do' marid del titolo sono scomparsi entrambi, uno in Russia e uno svanito per due anni con la scusa di andare in villeggiatura» racconta il nostro drammaturgo, narratore e poeta "della Barafonda". Ma che significa e mèz? «Diciamo che può riferirsi alla bassa statura, come quando diciamo una mèza cartòcia, o anche ad altre, penalizzanti, caratteristiche fisiche di un "mezzo" marito. Ma non voglio raccontare altro, sta al pubblico venire a scoprire "la morale della favola."» 

mer 08 feb 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

Un Festival lungo un Anno solare è la rivoluzione copernicana di Santarcangelo dei Teatri, ideata dalla neo-direttrice Silvia Bottiroli e dai co-direttori Cristina Ventrucci e Rodolfo Sacchettini. In calendario, quattro percorsi che sin da febbraio condurranno a "Santarcangelo '12 '13 '14. Festival Internazionale del Teatro in Piazza" - da considerare un Capodanno, nutrito di ricerca permanente - valicando i confini della città tra laboratori, residenze artistiche, incontri e "gite" teatrali. Che proseguiranno dopo il Festival. "È primavera! - Apertura pubblica di residenze di ricerca e creazione" porterà al Lavatoio prove e lavori in corso aperti al pubblico (ore 20.30, ingresso libero). Si comincia l'8 febbraio con The Dead di Città di Ebla, seguono Ane Lan col bergmaniano Persona (8 marzo), Strasse con Drive in (25 e 26 marzo) e Anna Amadori con Wonder woman si è trasferita, il 2 maggio. Mentre Pietro Babina indaga sulla scrittura drammaturgica con Eco Electronic Cooperation Online (www.pietrobabina.net/pietrobabina/eco.html). 
E poi, laboratori: da quello di Ane Lan In absentia (informazioni e iscrizioni: workshop_anelan@dadaprod.net), alla non-scuola che il Teatro delle Albe, dopo Eresia della Felicità, dedica agli adolescenti, guidato da Alessandro Argnani e Anna Lisa Magnani (2 e 3 aprile, Lavatoio) a Santa pazienza. Aspettare sentire dire: incontri di scrittura verbale in collaborazione con L'Arboreto di Mondaino, condotto dal gruppo Quotidiana.com all'interno di una residenza creativa (dal 19 al 22 aprile e dal 17 al 20 maggio).

mer 08 feb 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Che persona sarà adesso Lorenza Ghinelli, dopo che "Il Divoratore", il suo primo romanzo, è stato il caso editoriale del 2011? «Senz'altro sono più rilassata e consapevole» sorride. «L'anno scorso è stato un po' come essere lanciata su un treno in corsa; vivevo a Roma con ritmi di lavoro serratissimi, e non ero minimamente preparata a gestire il successo che Il Divoratore ha ottenuto. Oggi la cosa più difficile è non farsi sviare dall'attenzione che a volte mi pesa addosso, e mantenere la capacità di ascoltarmi e assecondare quello che desidero davvero, anche quando questo significa non fare quello che il pubblico o il mercato si aspettano. Senz'altro, Lorenza Ghinelli, dopo il Divoratore, ha un anno di più.» Anche "La colpa", appena uscito da Newton Compton, si legge in una notte... non riesci a smettere. Ma la scrittura, potente, è diversa. La voce, è la tua. «Hai detto bene, è mia. E' più matura rispetto a quella che ho usato nel Divoratore, ma è giusto che sia così. La scrittura è prima di tutto disciplina, l'unica disciplina che accetto. La Colpa è una storia che portavo dentro di me da tanto tempo, era semplicemente giunto il momento di farci i conti. Credo che abbia a che fare con la possibilità di reinventarsi un destino scrollandosi di dosso sensi di colpa che non hanno diritto di esistere. E liberarsi di pesi che ci abbrutiscono e che ci costringono a recitare ruoli non nostri.» Martino ed Estefan, i ragazzi protagonisti, stavolta affrontano un orrore "umano, troppo umano"... «L'anno scorso lo dichiarai subito: non sono una scrittrice di genere, e non amo le etichette. Con questo nuovo romanzo, La Colpa, credo di averlo dimostrato. I mostri sono sempre umani, e la cronaca nera è sempre banale. La Colpa non si limita a raccontare storie d'orrore quotidiano, sarebbe facile e poco interessante. La Colpa vuole indagare strade possibili per dare un senso al dolore.

mer 08 feb 2012 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

«La gravidanza non è una malattia, è una condizione naturale che però può far sentire fragili, dubbiose. E sole. A volte è fondamentale un po' di sostegno psicologico. E poi spesso ci si sente un po' sballottate da un parere all'altro, tra un'eccessiva medicalizzazione e una serie di prescrizioni tradizionali non sempre basate su corrette informazioni. E qui l'ascolto della farmacista può essere utile» riflette la dott.ssa Francesca Fabbri della Farmacia Comunale n.7, quando le chiediamo quale può essere il supporto che la farmacista può offrire alle donne in gravidanza. «Io cerco di consigliarle basandomi sulle mie conoscenze professionali, ma le ascolto da madre di una bambina di due anni: punto molto sulla forza che si riesce a dare quando si è vissuta questa esperienza. Perciò direi che la prima cosa è la serenità: la gravidanza è un'esperienza unica e gioiosa, da vivere con la tranquillità che ci vuole, e che il nascituro assorbirà. Poi, certo occorre seguire i controlli adeguati, scegliendo un buon ginecologo che prescriverà le analisi e le ecografie che ci vogliono, ma senza esagerare. Da evitare, certamente l'alcol e il fumo, stando attente ai farmaci, anche a quelli "naturali"» Da cosa cominciare? «Da un'attenzione diversa all'alimentazione, che deve essere corretta e bilanciata, senza credere al "bisogna mangiare per due" delle nonne. Stare attente a non prendere troppo peso aiuterà anche durante il parto e renderà più facile riprendere la propria forma fisica. Ci vuole un giusto apporto di vitamine, ferro, minerali - aiuta un giusto consumo di frutta secca e anche qualche integratore ad hoc.» Precauzioni? «Se non si deve vivere sotto una campana di vetro, qualche accortezza nell'evitare luoghi chiusi e affollati in questi mesi va messa in conto, così come lavarsi le mani con cura, per evitare virus e batteri.

mer 22 feb 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Arriva sempre da lontano, César Brie. Un Ulisse del teatro, di quello politico nel senso alto del termine, testimone del presente, voce delle sue vittime, invito a un guardare differente. Dall'Argentina della Comuna Baires al collettivo Tupac Amaru nella Milano degli anni '70, dalla rigorosa lezione dell'Odin di Eugenio Barba al Teatro di los Andes, con cui realizza in Bolivia l'utopia di una ricerca di teatro e vita per poi riprendere il viaggio con altri compagni, Brie ha dato vita a spettacoli esemplari come Talabot, Dentro un sole giallo, L'Iliade e Odissea, Albero senz'ombra... Il 28 febbraio sarà al Novelli con Karamazov, è il suo primo Dostoevskij. «Ho scelto "I fratelli Karamazov"» racconta «perché nel periodo in cui cercavo l'argomento sul quale avrei lavorato l'ho riletto, e mi ha sconvolto. Toccava temi importantissimi per me, sociali e personali. Avevo in mente l'impianto scenico sin dall'inizio: panche ai lati, corde, un tappeto che fosse un giardino abbandonato, grucce per i vestiti che diventassero croci, pupazzi di bambini e musiche suonate da noi. Il tappeto è stato realizzato magistralmente da Giancarlo Gentilucci, i pupazzi sono usciti dalla maestria di Tiziano Fario e le musiche di scena sono state quasi tutte composte da Pablo Brie e altre due da Pietro Traldi.» Qual è la direzione di questo allestimento, della sua regia? «In ogni lavoro mi propongo di creare commozione. Commozione è un luogo in noi dove riso, pianto, riflessione, stupore si mischiano.

mer 22 feb 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Italo Calvino l'ha scritto, "Perché leggere i classici". Spiegando, tra le altre cose, che «un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire». Ma il tempo per leggere è assediato e residuale, e almeno per assaggiare le pagine che dovrebbero far parte della nostra biblioteca interiore ci si può affidare a "Ritratti d'autore. Letture e commenti ad alta voce", l'incursione che la Biblioteca di Misano compie ogni anno tra gli scaffali dei "fondamentali", affidandoli a lettori eccellenti. La quinta edizione parte dal 2 marzo, quando il filosofo Carlo Sini rileggerà "Il Capitale" di Karl Marx, per ragionare sul senso che questo monumento più citato che letto può avere per l'epoca nostra. Il 9 marzo il filosofo Umberto Galimberti si misurerà con il "Simposio" di Platone, grande "lezione d'amore" del pensiero occidentale che insegna come l'Eros sia la forza che guida all'autentica ascesa conoscitiva. Michele Mari, che ha appena pubblicato "Fantasmagonia" (Einaudi), il 16 marzo contagerà una delle sue passioni, "Moby Dick", il capolavoro di Herman Melville pubblicato nel 1851, tra i più noti, e ancora enigmatici, romanzi della letteratura americana. Venerdì 23 marzo il poeta e filosofo Marco Guzzi ci porterà in "Une saison en enfer" di Arthur Rimbaud, visionaria e allucinata biografia del poeta francese, mentre il 30 marzo toccherà al filosofo Massimo Cacciari, che interrogherà da par suo l'"Antigone" di Sofocle, tragedia la cui presenza, come scrive George Steiner, «nel repertorio poetico occidentale è letteralmente ininterrotta" mentre i personaggi "suscitano, esemplificano e polarizzano gli elementi primari del discorso sull'uomo e sulla società com'è stato affrontato in Occidente.» L'ultimo appuntamento, il 13 aprile, è col musicologo Quirino Principe e il "Faust" di Goethe, per rispondere alla domanda di cosa rappresenti, oggi, per noi, questo simbolo dell'anima umana lacerata dall'eterno conflitto tra il bene e il male.

mer 22 feb 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Il Paese dei Ghiottoni ha un nome, Frusaglia. «Un posto che c'è e non c'è», avverte Michele Marziani. Frequentato da personaggi come il barone Cipriano di Rondò - gastronomo passato alla storia come astronomo per un refuso - e i "Cavalieri di Re Artusi". 

Tutti usciti dalla penna dello scrittore marchignolo Fabio Tombari, nato a Fano nel 1899 e morto a Rio Salso, accanto a Mondaino, nel 1989. L'autore di "Le cronache di Frusaglia" e "I ghiottoni". È sua la mappa che stavolta Marziani ricalca in "Il paese dei Ghiottoni. Il Montefeltro, Frusaglia, il Mare", appena uscito da Guido Tommasi editore, nel senso proprio di "usarne i libri come scarpe" e ripercorrerne le orme. 
«Il mio è un omaggio a Tombari, un libro di viaggio e di cucina in un mondo sul confine - ci racconta. - Che comincia nel Montefeltro e termina al mare, attraversando quella Frusaglia che Tombari descrive come "un paesotto immaginario con riferimenti reali rintracciabili non tanto tra Fano e Pesaro, quanto nelle campagne tra i fiumi Metauro e Marecchia, dal mare al Montefeltro". Si è scritto quasi da solo, questo libro inusuale, con gli appunti presi in viaggio su taccuini che si sono riempiti di cartine, indirizzi, schizzi, incontri, ricette... un viaggio interiore, anche. C'è una mia foto da piccolo, in braccio ai miei a San Leo, i luoghi di Tombari sono i miei luoghi. Andare a cercarli ha dato struttura e senso: è stata un'emozione ritrovare a Casepio, una frazioncina vicino a Villagrande, la scuola elementare in cui lui insegnava. Un luogo totemico». 

mer 22 feb 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Barlaam Lorella

«L'etimologia ci rivela che Ariodante significa nobile giudice.» Così Giuseppe Chicchi ha esordito presentando "IlCopertina-Libro Schiavoncini.jpgsegreto di Danilo. Novant'anni di pagine", l'ultimo libro di Ariodante Schiavoncini, appena uscito nelle edizioni Chiamami Città con la prefazione di Marco Missiroli. Una definizione avvalorata - secondo Chicchi, sindaco di Rimini negli anni ‘90 - dall'equilibrio dei giudizi in quella «lontana stagione della politica riminese» da entrambi condivisa e dalla laica capacità narrativa di Dante, sottratta ai facili moralismi. Tante le persone che il 17 febbraio hanno partecipato non solo alla presentazione del bel libro di «un artigiano» della scrittura «che azzarda» come lo definisce Missiroli, ma anche a un momento di riflessione sul valore politico della memoria di chi ha costruito l'Italia libera e democratica. La memoria di una generazione che è riuscita a ripartire da zero dopo la guerra, come ha sottolineato il sindaco Andrea Gnassi, che mette in prospettiva quello che viviamo oggi, una città fluida capace di essere metropoli restando borgo, e rende più forte il nostro essere cittadini. La memoria dei padri, ha aggiunto Stefano Cicchetti, direttore di Chiamami Città, che c'erano quando noi non c'eravamo ancora e ci permette di ricostruire le nostre radici identitarie. Una memoria da tutelare e far riscoprire, secondo Daniele Susini, presidente provinciale ANPI, che accompagna Ariodante nelle scuole a raccontare una lotta «che non è ancora finita.»

mer 07 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«La temperatura sentimentale e stilistica di Moby Dick, la sua grandiosa visionarietà sono quelle della Bibbia» ha scritto Michele Mari, che presenterà il capolavoro di Herman Melville a Misano, il 16 marzo, per "Ritratti d'autore". Un libro che definisce "il più impuro" della storia del romanzo. A Melville Mari ha dedicato pagine folgoranti in "I demòni e la pasta sfoglia". Non poteva che parlar di lui, penso. «Non l'ho tirato fuori da tutta la letteratura possibile...» si schermisce Mari. «L'ho scelto tra alcuni nomi proposti. D'altra parte è noto che se c'è da parlare di Melville o Jack London allora io ci sono. Quanto alla definizione che ne ho dato è abbastanza vulgato che Moby Dick è un romanzo impuro dal punto di vista del genere: ci sono parti liriche, ballate, saggi, le famose pagine iniziali con la classificazione enciclopedica dei capodogli, scene quasi teatrali... Melville ha scritto questo libro in modo febbrile, concitato, lasciandosi prendere dall'ossessione. In un mio racconto parto da "Otto scrittori" di storie marinaresche e infine ne restano solo due, Melville e Stevenson, che corrispondono a un mio canone affettivo, e continuando a seguire questa logica mi sembra che il romanzo più salmastro e ventoso sia Moby Dick, sarei venuto a parlare di ognuno degli otto però...» Quasi un'ossessione, per gli scrittori, il "Mare monstrum"... «Ovviamente bisogna considerare le diverse sensibilità, il mare per alcuni scrittori è solo un contesto in cui collocare avventure, per altri qualcosa di corporeo, enigmatico. In Conrad incarna "il senso di mistero che circonda le nostre vite", e a volte nei suoi romanzi quel poco che succede è di carattere ossessivo, accade solo nella testa del personaggio. Come in Lord Jim, devastato dai sensi di colpa.» Il 17 marzo, poi, lei presenterà alla Libreria Einaudi di Rimini il suo ultimo libro: "Fantasmagonia".

mer 07 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 15 marzo al Teatro Sociale di Novafeltria Ascanio Celestini porta in scena "Pro patria. Senza prigioni, senza processi". Sul palco, una struttura di due metri per due. Una cella. 
«Il detenuto protagonista del mio racconto è finito in prigione per piccoli reati probabilmente alla fine degli anni '70 del '900» spiega Celestini. «Lì ha avuto una formazione politica passata attraverso le letture di testi scritti nell'800. Testi che raccontano di una rivoluzione fallita tra ideali repubblicani e anarchici completamente cancellati in un'Italia che aveva raggiunto l'unità, ma non la democrazia. Legge quei testi perché Marx o Gramsci sono censurati, e vive quotidianamente la violenza dello stato che, invece di aiutarlo a riconciliarsi con la società, lo tiene chiuso in cella. La violenza di una giustizia, quella italiana soprattutto, che identifica il detenuto con il reato che ha compiuto come se un individuo fosse completamente assorbito da un atto e non fosse, invece, un essere umano con tutta la sua complessità. Il legame tra un detenuto di oggi e Mazzini, ma anche Pisacane e molti altri, è proprio nella detenzione. Questi personaggi che hanno dato il nome a molte delle strade nelle nostre città e che nel corso dei decenni si sono trasformati in monumenti di bronzo, durante la loro vita erano spesso considerati pericolosi terroristi e ne hanno vissuto buona parte in esilio, in clandestinità o in galera». 
"Senza prigioni, senza processi" è la citazione mazziniana che lega i due piani narrativi dell'allora e dell'oggi, al tempo dell'emergenza carceri: un'utopia o una possibilità percorribile? «È indispensabile lavorare per il superamento della pena detentiva. Così come la legge 180 del 1978 ha messo in moto un meccanismo che ha portato al superamento di buona parte dei manicomi pubblici italiani, alla stessa maniera dobbiamo incominciare a pensare che tra venti o trent'anni nel nostro paese ci saranno poche centinaia di detenuti e non oltre sessantamila. Il carcere è un fallimento. Nelle nostre carceri ci sono 144 detenuti ogni cento posti. È il dato peggiore in Europa dopo la Serbia. Ma il numero che fa più paura è un altro. In Germania, Francia e Spagna ci sono oltre centomila condannati che scontano pene alternative al carcere. In Gran Bretagna sono oltre duecentomila. In Italia superano di poco i diecimila. Il problema non è solo nel sistema carcerario, ma nella giustizia che è fondata esclusivamente sulla galera. È il nostro concetto di giustizia che deve cambiare e poi riusciremo a superare anche il carcere». 

mer 07 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Nel segno di Atena: politico femminile plurale" è il titolo della conversazione che Monica Centanni, Professoressa di Letteratura greca, Università IUAV di Venezia, terrà a Rimini il 10 marzo, parte del progetto Aspasia che si propone "una Scuola di formazione rivolta alle donne" per "creare ambiti di confronto riguardo ai linguaggi e ai processi partecipativi" in politica. Ma la condizione e l'immagine delle donne nell'antichità greca e romana resta quella di un "ambiguo malanno", la cui discriminazione politica e giuridica è quasi "naturale". In questo, che contributo può dare uno sguardo sulla storia delle donne? «Più che sulla storia delle donne - la storia, questa grande invenzione greca, è storia di tutti, altrimenti non è degna di essere considerata tale - può essere illuminante uno sguardo sulle figure femminili che si stagliano in evidenza dalle vicende storiche antiche, ma anche e soprattutto delle grandi protagoniste della storia del pensiero» chiarisce la Centanni. «Solo due nomi agli albori e sul crepuscolo della filosofia antica: Diotima e Ipazia. Su un altro piano sono da considerare i grandi personaggi femminili del mito e della tragedia, anche perché possono entrare nel gioco di definizione di un nuovo profilo del femminile nella nostra contemporaneità.» Perché ha messo il "politico, femminile, plurale" sotto il segno di Atena? «Perché Atena è prima di tutto Signora della tessitura, dell'ordito e della trama; e poi, per traslato, Signora della polis - di ogni città, non solo di Atene: ogni città ha un palladion come talismano protettivo. Atena è in armi, non per attaccare ma per difendere la città da ogni aggressione.

mer 07 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Tutte le domeniche dal 4 marzo al 1 aprile 2012 Il Mulino di Amleto macina teatro per bambini... dai 3 ai 99 anni. Spettacoli inediti che partono da favole e racconti meno noti al grande pubblico e uniscono alla narrazione disegni, musica dal vivo e poesia. L'apertura del 4 marzo è stata dedicata all'immaginario favoloso dell'illustratrice Eva Montanari, con lettura animata di Maria Costantini. Per proseguire l'11 marzo con "A viva voce. I suoni delle fiabe", di e con Gianluca Reggiani, il 18 con "Il meraviglioso mondo di Pippin" di e con Claudia Delucca - al violino Teresa Tondolo - il 25 con "Mirtella" di Francesca Sancisi. Per chiudere il 1 aprile con "Comicops- Liberiamo i clown" della Combriccola dei Lillipuziani. E dopo ogni spettacolo si fa merenda con Cooperativa Poco di Buono. Mulino di Amleto, via del Castoro 7 - zona Grotta Rossa. Ore 17. Info e prenotazioni: 0541/752056 - www.banyanteatro.com

mer 07 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Dal 12 al 18 marzo tra Rimini e San Marino si svolgerà la terza edizione di AltreMenti Festival, ideato dall'Associazione Don Chisciotte di San Marino. Il tema 2012 è "Diversità. Il potere della scelta". Tra gli appuntamenti, il 12 marzo a Rimini (Teatro degli Atti, ore 21.15) "Benvenuti a Teheran" di e con Farian Sabahi; il 15 a San Marino "Dubbio e diversità", lectio magistralis di Giulio Giorello (Cinema Turismo, ore 21.30); il 18 al Teatro degli Atti (ore 11.00) "La crisi dell'Occidente e le risposte della decrescita", lectio magistralis di Serge Latouche. Alle 15.00, "Il ratto degli sguardi", con Marc Augé e Gianni Sinni, alle ore 16.45 "La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG)", lectio magistralis di Ignazio Marino, per chiudere alle 21.15 con "Non luogo a procedere", spettacolo/dibattito con David Riondino e Marc Augé, con il lancio del tema del festival 2013. Tutte le altre iniziative in programma su: www.altrementifestival.org

mer 07 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Nel segno di Atena: politico femminile plurale" è il titolo della conversazione che Monica Centanni, Professoressa di Letteratura greca, Università IUAV di Venezia, terrà a Rimini il 10 marzo, parte del progetto Aspasia che si propone "una Scuola di formazione rivolta alle donne" per "creare ambiti di confronto riguardo ai linguaggi e ai processi partecipativi" in politica. Ma la condizione e l'immagine delle donne nell'antichità greca e romana resta quella di un "ambiguo malanno", la cui discriminazione politica e giuridica è quasi "naturale". In questo, che contributo può dare uno sguardo sulla storia delle donne? «Più che sulla storia delle donne - la storia, questa grande invenzione greca, è storia di tutti, altrimenti non è degna di essere considerata tale - può essere illuminante uno sguardo sulle figure femminili che si stagliano in evidenza dalle vicende storiche antiche, ma anche e soprattutto delle grandi protagoniste della storia del pensiero» chiarisce la Centanni. «Solo due nomi agli albori e sul crepuscolo della filosofia antica: Diotima e Ipazia. Su un altro piano sono da considerare i grandi personaggi femminili del mito e della tragedia, anche perché possono entrare nel gioco di definizione di un nuovo profilo del femminile nella nostra contemporaneità.» Perché ha messo il "politico, femminile, plurale" sotto il segno di Atena? «Perché Atena è prima di tutto Signora della tessitura, dell'ordito e della trama; e poi, per traslato, Signora della polis - di ogni città, non solo di Atene: ogni città ha un palladion come talismano protettivo. Atena è in armi, non per attaccare ma per difendere la città da ogni aggressione.

mer 21 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Se n'è andato l'otto marzo, Elio Pagliarani, che «più di ogni altro poeta italiano del dopoguerra ha dato voce memorabile al disagio della civiltà industriale», come recita la motivazione del Sigismondo d'oro attribuitogli nel 1995. Era stato ricoverato a Roma quest'estate, due giorni prima del "grazie" che Viserba e Assalti al Cuore gli avevano preparato. Sarebbe stato bello, salutarlo. L'occasione era il suo "Pro-memoria a Liarosa", racconto che prende le mosse dalla Viserba degli anni Trenta perchè «del tutto inopinatamente, alcuni anni fa» scrive Pagliarani, «mi accorsi di sentirmi piuttosto compiaciuto delle mie origini romagnole.» Il suo primo libro in prosa è un viatico per la figlia, Liarosa, riscoperta della sua infanzia «infiorata dalla meraviglia di mia figlia bambina». E di una Viserba d'acque e persone care. Che prosegue ripercorrendo le opere e i giorni della maturità artistica, e gli incontri a Milano e Roma, dove il poeta si era trasferito: «grandi persone, grandi personaggi (che non è sempre la stessa cosa) ho avuto la fortuna di conoscere» annota.

mer 21 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Inizia con un minuto di rivoluzione, "ITIS Galileo", che Marco Paolini porterà in scena al Novelli il 24 marzo. Con uno sguardo alla rotazione della terra intorno al sole - fulcro della teoria galileiana - e un altro al ribaltamento dello spettatore a protagonista. Forse una delle chiavi dello spettacolo, che sarà trasmesso in diretta (e senza interruzioni pubblicitarie) su La7 il 25 aprile, dai laboratori di ricerca del Gran Sasso, in una versione riscritta per il pubblico "da lontano". Più che una rappresentazione, un coinvolgente "gruppo di studio", come da introduzione, scandito dall'intreccio tra biografia e scoperte galileiane. Che vuol far ragionare, non solo narrare, cercando la stessa chiarezza delle lezioni di Galileo ai suoi allievi. Viene subito da chiedere a Marco Paolini quale sia il percorso che lega i suoi spettacoli di denuncia civile sui misteri di Ustica e del Vajont, su Marghera o la Thatcher e il recente "Ausmerzen" a uno scienziato del Seicento... « Direi che parto dal pensiero» ci spiega. «Galileo - nella nostra testa, quando siamo partiti - come simbolo di un pensiero che fa "resistenza" all'omologazione. E in questo senso ci induce a riflettere sul presente tanto quanto un teatro civile basato sui fatti della storia contemporanea. È sempre facile irridere le teorie del passato. È più difficile metterle in discussione mentre ci si vive dentro. Ecco, Galileo è stato un maestro di ironia e in questo senso cerchiamo le sue tracce nel contemporaneo.» Questo spettacolo ha avuto un lungo percorso "di maturazione" nelle scuole... «Galileo si studia a scuola, è un pezzo di storia e quasi un mito. È il nome tipicamente ispiratore di un istituto tecnico, perché quel vecchio con la barba che ci mostra l'iconografia tradizionale è uno dei padri della modernità scientifica. Anche per questo quell'ITIS segnala una chiave particolare che abbiamo scelto per approcciare il personaggio protagonista.»

mer 21 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Visto che l'educazione all'ascolto della musica classica in Italia è una... nota dolente, e sempre più residuale lo spazio per i giovani esecutori è davvero una buona notizia la prima edizione del Premio Scolca Rimini, concorso nazionale di violino per giovani musicisti che si terrà dal 23 al 25 marzo prossimi. Organizzato dall'Abbazia di Scolca e dalla "Cappella Strumentale di Scolca", in collaborazione con l'Istituto di Alta Formazione Artistica e Musicale AFAM "G. Lettimi" di Rimini - che ne ospiterà le selezioni - ha la direzione artistica di Annalisa Ciacci. In giuria, maestri di fama internazionale, dal Presidente Maestro Piero Toso, primo violino/solista dell'orchestra di Padova e del Veneto, ai Maestri Marco Fornaciari, Cristiano Rossi, Maurizio Sciarretta e Domenico Colaci. La premiazione dei tre finalisti si terrà alle ore 16.30 di domenica 25 marzo all'interno dell'Abbazia di Scolca, sul colle di Covignano. Un'occasione per godere di uno dei luoghi d'arte più suggestivi di Rimini: l'Abbazia, nata nel 1418 da una donazione di Carlo Malatesta, conserva anche una tavola del trittico dell'Adorazione dei Magi dipinto dal Vasari. I finalisti del Premio parteciperanno poi alla terza edizione della Maratona Barocca, che il 25 marzo vedrà avvicendarsi, dalle ore 12 alle 24, una settantina di musicisti in brani per solisti, da camera e per orchestra. Info: Istituto Lettimi, tel. 0541 786385.

mer 21 mar 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 30 marzo Massimo Cacciari, tra i più acuti interpreti del dibattito filosofico e politico in Italia e non solo, per "Ritratti d'autore" si misurerà con l'Antigone di Sofocle. Una tragedia i cui protagonisti, come scrive George Steiner, «suscitano, esemplificano e polarizzano gli elementi primari del discorso sull'uomo e sulla società com'è stato affrontato in Occidente». Fulcro del dràn, il cadavere di Polinice - ucciso dal fratello Eteocle che difendeva Tebe dal suo assalto - lasciato a marcire su "legge scritta" del re, Creonte. E gli onori funebri che, a costo della sua vita, gli tributa la sorella, Antigone, adempiendo alle leggi "non scritte" che «sempre vivono, nessuno sa quando apparvero.» Steiner aggiunge che nella contrapposizione tra Antigone e Creonte si è vista «l'alternativa tra i valori dello Stato e quelli della famiglia, tra la politica e la religione, tra il mondo degli uomini e quello guidato e ordinato dagli dei, tra la ragione di Stato e la coscienza individuale.» Massimo Cacciari, nell'introduzione alla sua essenziale traduzione di Antigone, scrive che «se si interpreta il conflitto tra i due come interno alla sfera del diritto, dell'etica, della politica si manca completamente il bersaglio.» Gli chiediamo perché. «Perché Antigone non si oppone a Creonte come un indignado si oppone al governo Monti o un no global agli Stati Uniti, alla potenza economico-finanziaria» ci spiega il filosofo. «Antigone si oppone in generale prima che a Creonte a ogni primato delle "leggi scritte" della polis a favore del suo Zeus, quello della stirpe, dell'oikos. Perché l'oikos si regge sui Lari e sui Penati, il suo Zeus è uno Zeus infero, è Ade, come lei dice espressamente.

mer 04 apr 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

"La bella stagione (dei luoghi ignoranti)" all'Arboreto - Teatro Dimora di Mondaino comincia con la prima parte di "Santa pazienza. Aspettare sentire dire: incontri di scrittura verbale", il laboratorio di drammaturgia condotto da Paola Vannoni e Roberto Scappin di Quotidiana.com, in residenza per produrre il nuovo spettacolo dopo la "Trilogia dell'inesistente". Il laboratorio della compagnia riminese si svolgerà dal 19 al 22 aprile, per dieci partecipanti che abbiano, preferibilmente, già intrapreso un percorso nella scena contemporanea, e sarà concluso da una prova aperta al pubblico. Per info e iscrizioni: L'arboreto - Teatro Dimora. Tel. e fax 0541.25777 - www.arboreto.org

 

mer 04 apr 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Come il «nodo o groviglio, o garbuglio, o gnommero» di Gadda, «verso cui hanno cospirato tutta una molteplicità di causali convergenti», il pasticciaccio della Fondazione Fellini si ingarbuglia ancor più dopo le dimissioni di Pierluigi Celli, prossimo presidente Enit. Il 21 dicembre, durante la presentazione del Bilancio 2011, l'assessore provinciale Carlo Bulletti aveva dato il timing della "vera" Fondazione: 23 dicembre, nuovo Statuto; fine gennaio, istituzione ufficiale. Ma fino all'uscita di Celli «non si è mosso nulla e non si è saputo nulla» come sintetizza il semiologo Paolo Fabbri, che da direttore ha riportato la Fondazione al suo ruolo di ambasciatrice di Fellini nel mondo. Mentre «in questi mesi sono continuate ad arrivare proposte nazionali e internazionali di collaborazione a pubblicazioni, festival, mostre e convegni, da Bilbao a Buenos Aires» continua Fabbri. «Le ho inoltrate ai due assessori alla cultura di Comune e Provincia: ottime persone, certo, ma che non hanno ancora risposto nel merito. Che altro avrei potuto fare, col mandato chiusosi nello scorso giugno?» Ora qualcosa si muoverà... «Adesso che Celli ha scelto di andarsene, per correttezza e forse anche per una sorta di delusione per il mancato sostegno della città, leggo che il presidente della Carim, Pasquinelli, invoca una neo-Fondazione "all'altezza di Fellini". Che altrimenti va "sciolta", che non resti cosa "provvisoria, piccola e meschina". Ma la Fondazione è già stata liquidata, mentre rimane comunque il problema del suo patrimonio, di cui abbiamo fatto noi l'inventario, che è passato al Comune. Gran parte delle proprietà erano state acquisite e date alla Fondazione dalla regione Emilia Romagna, che è piuttosto preoccupata che finiscano in un sottoscala.

mer 04 apr 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«O êlta o bassa, l'è inveran infena a Pasqua», recita un proverbio riportato da Luciano De Nardis in "La Piê" (15; 1946), che sancisce lo status di Pasqua come festa «dell'avvenuta rinascita della primavera e della vegetazione, il "ricominciamento" che libera dal buio e dalla stasi invernale», come Eraldo Baldini spiega questo momento del "tempo circolare", col suo "margine" di purificazione liturgica e di temperanza alimentare, la Quaresima. Che poteva portare a manifestazioni estreme, poco gradite alla Chiesa. «Fanno alcuni nella settimana santa», scrive il parroco di Collina nel 1811, «la cosidetta trapassata. Mangiano essi al fermarsi delle campane il giovedì santo, né più si cibano o bevono sino al segno della gloria nel sabato santo». 

Sempre nella cornice della purificazione collettiva, dalle nostre parti esisteva la tradizione di una sorta di "capro espiatorio". Scrive il De Nardis: «Nei giorni della settimana santa - e più spesso la mattina del lunedì o mercoledì, per la consuetudine dei mercati - viene condotto per le strade del borgo il bue grasso di Pasqua». Decorato da fasce rosse e infiorato come una vittima sacrificale, l'animale "raccoglieva" le impurità collettive, prima di essere macellato. 
I riti della settimana santa prescrivevano inoltre la rituale visita ai "sepolcri" del giovedì santo, poi il venerdì «si legano le campane, si inizia il digiuno ristretto che termina al mezzodì del sabato. (...) Il venerdì santo governa nel mondo Barabba. In tal giorno si imbottiglia il vino perché abbia poi a spumare». 

mer 04 apr 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Per celebrare il centenario della morte di Giovanni Pascoli, avvenuta a Bologna il 6 aprile 1912, l'editore Giovanni Luisè ci porta "dentro" il funerale del poeta. Attraverso "Giovanni Pascoli. L'ultimo viaggio", una mostra di nitide foto d'epoca e la presentazione del catalogo da lui edito che le raccoglie e contestualizza. Le immagini appartengono all'Archivio "Arca del Montefeltro" di Pierluigi Sacchini, lo studioso autore del catalogo stampato da Botticelli. Sarà lui stesso, insieme allo stampatore e a Giovanni Luisè, che il 7 aprile racconterà come la pubblicazione voglia essere un primo contributo per la storia della fotografia pascoliana. A dare voce alle pagine del poeta sanmaurese sarà Lucia Lombardi, mentre la proiezione delle foto darà modo di leggerne la ricchezza di dettagli storici. «Le immagini raccolte da Sacchini sono molto rare e, per quanto scattate da un Pirazzoli fotografo dilettante in Bologna, di straordinaria qualità» spiega Giovanni Luisè. «Tanto da poter distinguere, nella folla dei dolenti che circondavano il feretro, personaggi come Aldo Spallicci, con il gonfalone di Bertinoro, l'editore Zanichelli, che organizzò il funerale, Rino Alessi e un giovane Benito Mussolini.»

mer 04 apr 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A Bologna un Convegno Internazione di studi ha fatto il punto su "Pascoli nell'immaginario degli Italiani", risarcendo dal birignao del fanciullino il suo essere poeta della modernità. Ma sottolineando anche il "ruolo popolare" che ha avuto nella cultura italiana. Che nella sua San Mauro Pascoli è un po' la chiave di lettura delle iniziative appena varate per il Centenario dalla morte. «Più che una celebrazione abbiamo in mente un "anno pascoliano", lavorando su un Pascoli - termine che uso con precauzione - nazionalpopolare» conferma Gianfranco Miro Gori, sindaco di San Mauro. «E sulla sua dimensione identitaria a livello nazionale. Tanto è vero che Carlo Ossola ha inserito la sua antologia "Fior da fiore" tra i 12 libri che "hanno fatto" l'Italia, insieme ad Artusi. E poi ci scrivono da tutta Italia: c'è un fiorire di iniziative, è una celebrazione molto sentita "dal basso", forse un po' meno a livello ufficiale. La nostra idea è quella di un racconto, non di un'esegesi - il ruolo di un Comune dev'essere quello di divulgare e promuovere il patrimonio culturale - e non a caso siamo partiti con la mostra "Il Complotto. Delitto Pascoli, un mistero da svelare", il punto zero della vita del poeta. Nuove ricerche d'archivio documentano il coinvolgimento di persone dell'ambiente "di sinistra" repubblicano. Se il presunto mandante, Pietro Cacciaguerra, voleva subentrargli nell'amministrazione della tenuta Torlonia, i nomi di quelli che sono noti come suoi sicari sono iscritti nell'elenco dei garibaldini stilato dai carabinieri... d'altronde la storia del Risorgimento l'han fatta anche gli avventurieri. 

mer 04 apr 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

"Andare è come venire" è uno dei più bei racconti dell'ultimo libro di Tonino Guerra, "Polvere di sole". Leggetelo. È uscito per il suo 92simo compleanno, il 16 marzo. 

Volevo sfogliarlo in fretta, in libreria, per farmene un'idea. Sono rimasta lì, in piedi, una pagina via l'altra. Quasi ogni riga, una porta. 
Scriveva: «Sono convinto che nell'altra vita ci sarà una nostra presenza dentro a questa leggerezza di movimenti, in un profumo d'aria inconsistente». 
Sapevo che stava molto male. Ho amato questo sguardo di poeta sul "di là". Gli auguri di compleanno glieli abbiamo fatti raccontando il suo libro. E l'articolo è uscito il 21 marzo. Il primo giorno di Primavera. La Giornata mondiale della poesia. 
La mattina che Tonino Guerra è passato da una stanza all'altra. E si è fatto silenzio. Di nuovo: andare è come venire, in ogni partenza è nascosto il ritorno. Oppure "di là" è come ce l'ha raccontato il "doppio" dello sguardo tutta poesia di Tonino Guerra? Quel nonno perso nella nebbia, in Amarcord, che si chiede: «Ma dov'è che sono? Mi sembra di non stare in nessun posto. Mo se la morte è così... non è mica un bel lavoro. Sparito tutto: la gente, gli alberi, gli uccellini per aria, il vino. Tè cul!» 

mer 04 apr 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

"Come si conviene ad una delle maggiori solennità liturgiche, erano numerosi gli usi della tradizione popolare che caratterizzavano un tempo il periodo pasquale" così "La Ludla" di aprile 2011. E se oggi è difficile sentire il suono gracchiante della scarabatola che sostituiva le campane "legate" dal Giovedì al Sabato Santo, è possibile ancora calcare le orme del sacro partecipando alle suggestive commemorazioni notturne della Passione e morte di Gesù, il Venerdì Santo.
Come la storica "Processione dei Giudei", di Pennabilli, le cui le prime testimonianze risalgono al XIII secolo. Una rievocazione profondamente sentita dai Pennesi, con un corteo di 70 figuranti in costumi d'epoca che scortano al lume delle fiaccole il gruppo in cartapesta policroma della Madonna e del Cristo morto, del 1631. Sulle note di un antichissimo Stabat Mater affidato alle voci femminili e al rullo dei tamburi percorrono tutto il centro storico medievale, dalla Chiesa della Misericordia, aperta solo di Venerdì Santo, fino al Golgota, al monastero delle Suore Agostiniane. Tra i personaggi, il Cireneo che alleviò Cristo dal peso della Croce e gli incappucciati che recano i simboli della Passione. Quest'anno l'appuntamento è per il 6 aprile, con partenza alle 21 dalla Misericordia. 

mer 18 apr 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

«Ho cominciato a interrogarmi sull'eccidio di Fragheto da ragazzo. Con la scuola, nel 1974, ho visitato il paese e intervistato Domenica Burioni, una delle sopravvissute. E questo interesse m'è sempre rimasto.» Così l'avvocato Lorenzo Valenti racconta dove nasce la sua ricerca di giustizia per una strage rimasta senza colpevoli sessant'anni. La "rappresaglia" nazifascista che il 7 aprile del '44, un Venerdì Santo, decimò la piccola comunità montana vicina a Casteldelci. Il pretesto, le vittime tedesche di uno scontro tra i partigiani dell'ottava Brigata Garibaldi e le truppe tedesche, a Calanco. Le conseguenze, spietate. Leggiamo in un telegramma del Questore di Pesaro, all'indomani della strage: «Militari germanici mediante raffiche di mitragliatrici, bombe a mano e colpi di pistola freddavano donne, vecchi e bambini et ammalati; (...) In tale azione di rappresaglia rimanevano uccisi otto uomini dai 20 ai 72 anni; 15 donne età dai 20 ai 71; 6 bambini età da mesi 1 et anni 6... Tra la popolazione di Fragheto non risultato vi fossero ribelli, renitenti e disertori.» Il primo processo, tenutosi a Pesaro tra il 1947 e il 1950 a carico dei collaborazionisti fascisti finì con l'insufficienza di prove. Erano ancora forti il timore di raccontare come si erano svolti i fatti e i dubbi, testimoniati anche dal documentario di Florestano Vancini "Fragheto, una strage, perché?" «Certo, c'è sempre chi dice "se i partigiani non avessero attaccato..." Ma le rappresaglie contro la popolazione civile sono sempre un crimine contro l'umanità. La colpa è dei tedeschi» commenta Valenti. 

mer 18 apr 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«La scena è accorgersi che, ad ogni variare delle condizioni in cui il cammino si adempie, si generano simboli. (...) Il passo li genera e l'inventa.» A sentire Duccio Demetrio, camminando si può creare uno spazio che è già teatro. È questo il respiro del progetto sperimentale di sviluppo locale "A passo d'uomo. Sentieri naturali e culturali in Valconca", che sarà presentato a Morciano il 19 aprile (ex Lavatoio, ore 20.30). Un disegno "plurale" promosso dall'Unione Valconca, sostenuto dal Dipartimento della Gioventù - Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani e dalla Provincia di Rimini, che «vuole intrecciare una rete tra soggetti non sempre abituati a lavorare insieme sul territorio, pubbliche amministrazioni, associazioni, artisti e compagnie teatrali» come ci spiegano gli architetti Marialuisa Cipriani ed Elena Farnè di IntercityLAB. «"A passo d'uomo" è l'esito di un lungo processo di valorizzazione della Valconca, avviato dal 2006 con il "Progetto Conca", con una serie di incontri partecipati (OST) che hanno prodotto l'idea del "Grande Anello Verde" del Conca. Un circuito di sentieri - oltre 40 percorsi di lunghezza e difficoltà variabile - che connette tutti i comuni dell'Unione Valconca, attraversando centri storici, aree protette, boschi, calanchi, geositi... Un tesoro che non solo va presidiato e mantenuto, ma che può essere condiviso e reso attrattivo ponendo la natura con l'arte al centro di un modello nuovo di sviluppo economico. Così, insieme a Fabio Biondi de l'Arboreto e a Francesca Airaudo della Compagnia del Serraglio ci siamo trovati a pensare al GAV come spazio naturalmente teatrale, in cui ambientare percorsi di formazione professionale e di produzione artistica. 

mer 18 apr 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

La carta d'identità del Gruppo Hera SOT è senz'altro il Bilancio di Sostenibilità, lo "strumento" attraverso il quale HERA comunica il "come" della sua attività. «Il Bilancio di sostenibilità è un documento trasparente e rigoroso in cui riportiamo le informazioni rispetto ai nostri impegni e agli obiettivi, dei quali si dà nell'anno seguente il puntuale rendiconto. Nel Bilancio sono riportati i valori e i principi che guidano il Gruppo, le attività e i risultati del coinvolgimento degli stakeholder, le performance raggiunte e gli obiettivi di miglioramento che riguardano le tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale e ambientale» ci spiega Filippo Bocchi, Direttore Corporate Social Responsibility di HERA. E nel Bilancio di Sostenibilità un posto importante è riservato alla formazione delle giovani generazioni. «Sono cinquantamila gli studenti coinvolti nei nostri percorsi in Emilia Romagna, pensati per diffondere nelle nuove generazioni la cultura del rispetto dell'ambiente e di un uso responsabile delle risorse. Dalle scuole primarie alle secondarie superiori proponiamo ogni anno un ventaglio di progetti - a costo zero per le scuole - tra cui scegliere: "Hera per le scuole". Proposte strutturate in laboratori, visite didattico esperienziali e giochi educativi come "Un pozzo di scienza", per le scuole superiori, che a Rimini ha appena concluso la VI edizione, o "La grande macchina del mondo", con attività per la scuola dell'infanzia, le primarie e secondarie di primo e secondo grado.» Quest'anno sostenete anche il progetto "Porte aperte green" di BuonLavoro CNA e Uni.Rimini... «Porte aperte Green rientra nelle nostre politiche aziendali da due lati; quello della collaborazione con l'Università e quello dell'appoggio a progetti gestiti dalle sedi locali che coinvolgono associazioni di categoria e amministrazioni, con cui collaboriamo nell'ambito della CSR.

mer 18 apr 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 3 maggio a Palermo si svolgerà la V Giornata della Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Da www.unionecronisti.it/memoria/libro si scarica la Spoon River dei caduti in nome della libertà d'informazione, da Tullio De Mauro a Giuseppe Fava. Un'emergenza che "Voce alle parole", progetto di teatro-giornale, porterà in scena al Teatro Corte Coriano il 22 aprile, in prima nazionale e nel nome di Ilaria Alpi. «Dare voce alle parole significa utilizzare il teatro di narrazione per diffondere scritti che i lettori guardano distrattamente, o che magari non hanno mai avuto la possibilità di leggere» spiega la protagonista, l'attrice Tiziana Di Masi. «Durante la serata del 22 gli interventi di tre giornalisti "in prima linea" si alterneranno alle mie letture dei loro testi. Il pubblico di Coriano avrà la possibiltà di ascoltare ciò che Arnaldo Capezzuto, che quando lavorava a NapoliPiù è stato minacciato direttamente di morte dalla famiglia dei Giuliano, ha scritto della camorra. E di ciò che Michele Albanese del "Quotidiano della Calabria", minacciato per i fatti di cronaca da lui raccontati sul territorio di Rosarno e le cosche che operano nella piana, ha scritto sulla 'ndrangheta. E di come è cambiata la loro vita. Per riflettere insieme su quella che è la funzione originaria del giornalismo d'inchiesta: controllare il territorio e raccontare a chi lo vive ciò che accade quotidianamente, senza censure e senza condizionamenti. Così da un lato il teatro sostiene il vero giornalismo d'inchiesta, dall'altro permette - me lo auguro di cuore - alle persone di stringersi attorno a questi testimoni del nostro tempo, alleggerendoli dal peso delle minacce e delle intimidazioni.

mer 18 apr 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

"Leggere" in profondità il paesaggio e tornare ad ascoltare i "geni" che lo abitano: è l'invito del ciclo di incontri dedicato a "La cultura del paesaggio: tre giornate incontro sulla Valmarecchia" dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Rimini, con i patrocini della Provincia e dei tre Comuni rappresentati. Una riflessione in tre giornate per promuovere la cultura del paesaggio, cominciando dai luoghi più significativi della vallata. Il 14 aprile si è "letto" il paesaggio urbano di Rimini, il prossimo appuntamento è a San Leo con "Icone: il paesaggio nell'arte e nella storia" (5 maggio ore 9.30, Forte Rinascimentale, sala Torre piccola) mentre a Novafeltria il 19 maggio (ore 9.30, Teatro Comunale) si parlerà di "Paesaggi ritrovati", quelli dei luoghi del recupero. Ogni giornata si compone di più iniziative complementari, dai sopralluoghi per un avvicinamento esperienziale al tema, ai racconti di esperienze di lettura e interpretazione del paesaggio e testimonianze e di tecnici operativi nel settore. Mentre "Sguardi sul paesaggio" chiama categorie di persone rappresentative a interpretare i diversi landscapes della vallata. Per informazioni: tel. 0541 709399 - www.architettirimini.it

gio 03 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Per scoprire un giovane Pascoli "Tra sogni e rivolte", il 12 maggio a Rimini si farà il punto su "Pascoli anarchico e la cultura riformista dalla Romagna alla Bologna carducciana". Antonio Montanari parlerà di Le cattive compagnie riminesi di Zvanì, Elisabetta Graziosi di Pascoli a Bologna. Goliardo o cattivo soggetto? mentre su Carducci, la scuola bolognese, la giovane sinistra interverrà Umberto Carpi, per finire con La morte laica del poeta socialista di Dino Mengozzi. «"Tra sogni e rivolte" è il primo appuntamento di un ciclo che si svilupperà lungo tutto l'anno pascoliano, in un moto pendolare tra Bologna e la Romagna» spiega il curatore, l'italianista Marco Veglia. «Il nostro percorso chiedeva di partire da un luogo emblematico com'è Rimini perché i rapporti di Pascoli col mondo dell'anarchia hanno radici qui in Romagna, e si estendono a Bologna attraverso la cerchia di socialisti anarchici della prima ora come Andrea Costa.

gio 03 mag 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

 

Il "Parco marchigiano-Romagnolo delle miniere" è in drittura d'arrivo. Il 21 marzo la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge n° 4258 che modifica l'art. 15 della L. 93/2001 trasformando il "Parco dello Zolfo delle Marche" nell'interregionale "Parco museo delle miniere di zolfo delle Marche e dell'Emilia Romagna". Alle miniere di Cabernardi, Percozzone, Perticara e Marazzana, all'ex raffineria di Bellisio Solfare e ai due Musei di Perticara e Cabernardi si aggiungono le ex miniere di zolfo sui territori di Urbino (San Lorenzo in Solfinelli) e di Cesena (Formignano). 

In attesa del definitivo imprimatur delle Camere Carlo Evangelisti, presidente del Parco, si dice «soddisfatto per l'imminente uscita dalla situazione di stallo seguita al passaggio alla provincia di Rimini dei comuni della Valmarecchia, con un mutamento dell'assetto territoriale che - ci spiega - ha come unica soluzione un nuovo decreto istitutivo». 
«La proposta di Parco Interregionale è stata votata in Commissione Ambiente all'unanimità - aggiunge il Sindaco di Sant'Agata Feltria, Guglielmino Cerbara - e questo è di buon auspicio per il raggiungimento dell'obiettivo perseguito. Speriamo in un forte impegno di tutti i parlamentari dei territori interessati. Nell'occasione, come Comune di Sant'Agata Feltria abbiamo avanzato la richiesta di una nuova perimetrazione, che includa all'interno del fututo Parco Interregionale aree di grande valore storico minerario come Maiano e Sapigno, attestate da documenti storici risalenti al 1600 quando la famiglia Fregoso finanziò l'apertura di miniere nelle località citate. Riteniamo che sia l'occasione giusta per dare il meritato riconoscimento a questi territori».

 

gio 03 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

O/Z, il lungo viaggio teatrale di Fanny & Alexander intorno al capolavoro di L. Frank Baum - con tanto di Atlante edito da Ubulibri - ha appena avuto la sua consacrazione al MAMbo. Un crossover tra teatro e arte contemporanea, come da DNA del gruppo ravennate. «Traguardo di questo viaggio tra i punti cardinali» ha scritto Franco Quadri, è «il mirabile WEST, prepotente assolo di una grande Francesca Mazza.» E se il personaggio uno e trino di Dorothy è per i Fanny & Alexander un "avatar" dello spettatore, «la mia Dorothy - ci spiega Francesca Mazza - governata da un dispositivo di eterodirezione lo è più che mai. Vado in scena senza copione, e ogni sera gesti e parole cambiano, sempre in diretta. È una strana condizione: nel momento in cui mi siedo al mio tavolino sono in condizione di svuotamento, pronta ad essere attraversata, disponibile ad eseguire gli ordini. Insieme, una gran componente autobiografica ha nutrito la drammaturgia. C'è come uno svuotarsi e riempirsi di qualcosa di mio, che nel modo in cui viene frantumato e proposto al pubblico quasi non mi appartiene più. Penso che rappresenti una condizione paradigmatica dell'essere attore, il mettersi al servizio di una visione...» In scena da sola, come sul ring, due auricolari discordi che intimano cosa dire e come muoversi, Francesca ogni sera arriva a sfiorare l'originario mysterium del teatro, la discesa e possessione del dio. Leo De Berardinis diceva che «la tecnica la devi sempre possedere a un punto tale che la puoi dimenticare.» 

gio 03 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 15 maggio alle 21.00 al Teatro degli Atti il Laboratorio Stabile Alcantara porta in scena "Il silenzio di Antigone". Uno studio teatrale in tre movimenti che, partendo dal seminale testo di Sofocle, indaga il "conflitto indecidibile" tra Creonte e Antigone, personaggi che "suscitano, esemplificano e polarizzano gli elementi primari del discorso sull'uomo e sulla società com'è stato affrontato in Occidente" (Steiner). Più che "teatro della diversità", un esperimento di creazione in progress: la compagnia ormai rodata del Laboratorio Psicosociale ha lavorato facendo esperienza diretta delle ragioni dei personaggi. E dalle parole e gesti dei partecipanti al laboratorio è nato "Il silenzio di Antigone", la "loro" versione dei fatti. Con la regia di Damiano Scarpa e le coreografie di Claudio Gasparotto. Per info: 0541 727773

mer 16 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Spero di essere riuscito a dimostrare» scrive Calvino nelle Lezioni americane, «che esiste una leggerezza della pensosità.» Un'altra prova? Il "Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi" di Lia Celi, appena uscito da Laterza. «Nelle librerie non sanno bene dove collocarlo» si schermisce lei, «è stato avvistato nella Narrativa, tra i manuali di Self help...» ma meriterebbe un inedito scaffale, quello dei "libri che risollevano lo spirito". Specie oggi. Così Lia Celi racconta la genesi di questa Umana Commedia del "consumo, dunque sono": «mi aveva fatto saltare i nervi l'articolo di Serra sull'inaugurazione del negozio Trony a Roma, con un ingorgo tale da bloccare il traffico, e il cicaleccio che ne è seguito on line... quell'infastidito "tutta questa gentucola che si compra l'iPhone" che ritirava fuori l'immagine oleografica di un mondo preconsumista, cui dobbiamo stare attente. La "decrescita felice" per le donne rischia di diventare un boomerang, ci sono cose che davvero hanno cambiato la nostra vita domestica. Come la lavatrice. O il centro commerciale, dove si trova tutto senza dover girare per cento posti. E a guardar bene le cose contro sono scritte da uomini... che odiano le donne che fanno la spesa. Eppure forse gli antichi greci erano così sapienti perché la spesa andavano a farla loro, e al mercato chiacchierando si sviluppava la capacità speculativa, si faceva filosofia e politica comprando il pesce... Sono sicura che Socrate ai banchi nell'agorà non ci mandava Santippe: ci andava lui.»

mer 16 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Al telefono, da Firenze, Laura Catrani ha la voce giovane e un po' trafelata di chi si divide tra figlio piccolo e spartiti, trovando il tempo per far tutto e farlo bene. Il soprano riminese sta preparando il Concerto al Quirinale del 13 maggio, e interpreterà a breve la sorella di Gregor Samsa ne "La Metamorfosi" di Silvia Colasanti, prima volta di una compositrice al Maggio Musicale Fiorentino. Sulla scena, Laura ha la voce versatile e intelligente che ne fa l'interprete d'elezione di molti compositori contemporanei. Cui aggiunge una presenza scenica carismatica, plasmata alla Paolo Grassi di Milano. Ma non solo: «la padronanza della scena - spiega lei - si acquisisce anche con il tempo...» Da Rimini, dopo il liceo, si è trasferita a Cremona per studiare Musicologia. Poi la decisione di dar fiducia e respiro alle sue doti vocali, il salto al Conservatorio, a Milano, dove si è diplomata. Per poi affrontare repertori e stili diversi, dall'opera barocca e settecentesca fino alla musica contemporanea, diretta da bacchette come quella di Gianandrea Noseda. Le chiediamo quanto si studi, per arrivare al suo livello. «Molte ore al giorno, tutti i giorni» sorride lei. «Ancora di più per le cose nuove, non ancora in repertorio. Alle prove si arriva a spartito memorizzato, in teatro si mettono a punto movimenti, regia. E se c'è un testo di riferimento lo leggo, io sono curiosa, vado ad approfondire, a cercare. Accettare la sfida del repertorio contemporaneo vuole coraggio combattivo e guerriero, non staccare mai, portarsi "i compiti" a casa... Ma in Italia comunque se si vuole studiare musica bisogna essere molto determinati: è un percorso accidentato e difficile che però ripaga chi tiene duro... e poi ci vuole tanta fortuna.» Quali tra i compositori del Novecento e contemporanei senti più "tuoi"? «Nella musica mi sento a casa dappertutto. Perché entrare nella musica di un autore significa entrare nel mondo di un altro e farlo tuo. Mi sento a casa in teatro, sul palco...» Hai cantato alla Scala, al Regio di Torino, alla Biennale di Venezia... e a Rimini? «Io sono stata cresciuta dalla Sagra Musicale Malatestiana. 

mer 16 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Nei miei romanzi si incontra sempre una porta aperta, che non so dove conduca» ci raccontava Lorenza Ghinelli in febbraio. Parlava di "La Colpa", il suo secondo, potente romanzo. E stavolta la porta dava sul Premio Strega: c'è la "nostra" Lorenza tra i dodici candidati alla 66° edizione del premio, che negli anni ha insignito scrittori come Cesare Pavese, Elsa Morante, Umberto Eco... Le chiediamo di raccontare della sua candidatura. «Innanzitutto sono grata alla Newton Compton per avermi scelta» sorride lei. «Ogni casa editrice ha un unico autore su cui puntare, e sono davvero orgogliosa che abbiano scelto me. Il fatto che la mia candidatura poi sia stata accettata dalla Fondazione del Premio non può che rendermi euforica. Ma ho i piedi ben piantati a terra, raggiungere la cinquina sarà molto, molto difficile. Una mia caratteristica però è quella di spingere i sogni oltre l'ostacolo, quindi per ora continuo a sognare.» Come vivi questa "vigilia", in attesa del 13 giugno, con l'annuncio della cinquina dei finalisti (e del 5 luglio, con la proclamazione del vincitore)? «Sono reduce da un'esperienza splendida, la presentazione dei 12 candidati a Benevento.

mer 16 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sta tra la vetrina e la biblioteca virtuali, "Patrimonio culturale a Rimini e in Romagna. Archivi storici per il fashion e la moda tra Ottocento e Novecento", il work in progress dell'Archivio di Stato e del dipartimento di "Scienze per la qualità della vita" del Polo di Rimini. «L'intenzione del progetto è quella di costituire una banca dati che potrebbe sfociare nella costruzione di un portale, ispirato a quello del Sistema Archivistico Generale con i suoi portali tematici della moda e del fashion, partendo dai documenti e immagini raccolti negli archivi pubblici e privati del nostro territorio" ci spiega Gianluca Braschi, direttore dell'Archivio di Stato di Rimini. «Un patrimonio da tutelare, studiare e valorizzare, così come è nella mission dell'Archivio di Stato, e da mettere on line a disposizione di studiosi e appassionati. Grazie a una rete che comprende Biblioteca Gambalunga, IBC ed Istituto Storico, per cui stiamo vagliando altre collaborazioni.

mer 16 mag 2012 - Notizia di Centro Storico - scritto da Barlaam Lorella

La toponomastica è "l'insieme dei nomi attribuiti alle entità geografiche (toponimi), ed il loro studio storico-linguistico" recita Wikipedia. 
Franco La Cecla sembra farci riflettere sulla sua importanza, quando scrive che "sono i luoghi, al pari di chi li occupa, a parlare e ad esigere risposte". E il Comune di Rimini si è appena dotato di una nuova "Commissione consultiva per la toponomastica", che convoca gli studiosi Oreste Delucca e Ferruccio Farina, l'editore Giovanni Luisè e la storica Francesca Panozzo. «Compito della commissione - chiarisce Francesca, che ha appena conseguito il dottorato di ricerca in libertà fondamentali e formazioni sociali - sarà proporre e valutare, con puro valore consultivo, e senza compensi di sorta, nuove intitolazioni per aree di circolazioni e aree verdi al fine di "preservare la componente storico-culturale che identifica la città, attuarne l'impronta futura ed evitare scelte derivanti da considerazioni non strettamente pertinenti alle logiche onomastiche". La decisione credo sia scaturita anche da diverse sollecitazioni pervenute da associazioni quali "Toponomastica femminile", che ha fatto di Facebook uno strumento di ricerca e raccolta di informazioni sulle vie dedicate alle donne nelle varie città d'Italia. Effettivamente ho riscontrato che anche a Rimini le vie intestate a donne sono molto poche, soprattutto se si escludono Maria e i nomi di sante. Penso che la mia presenza all'interno della commissione sia dovuto anche a questo...». 

mer 30 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

È l'unità di tempo, luogo e argomento culturale il modello della galassia di festival tematici che hanno registrato una crescita esponenziale negli ultimi 15 anni, a partire dallo "storico" FestivaLetteratura di Mantova. Senza contare i "decani" dedicati a musica e teatro. Oggi, secondo diverse stime, sono oltre 1200 i festival organizzati ogni anno in Italia. Appuntamenti in cui il pubblico cerca l'approfondimento assieme al valore esperienziale e, perché no? un diverso contatto con la bellezza e i sapori dei luoghi. Che in estate può diventare il fil rouge di una vacanza davvero "intelligente", per cui proveremo a tracciare una "mappa" secondo le diverse inclinazioni. I lettori appassionati sbarcheranno su "L'isola delle storie" a Gavoi, in Sardegna, per un fine settimana ricco di appuntamenti con ospiti illustri del mondo letterario, della musica e dello spettacolo e un'incredibile partecipazione di tutto il paese (29 giugno/1 luglio www.isoladellestorie.it). Ci si inerpica sulle montagne intorno al Lago Maggiore, invece, per la VI edizione del Festival LetterAltura: più di 60 voci, da Luis Sepulveda a Paolo Rumiz, per riportare l'attenzione sulla montagna come priorità globale dell'umanità (28 giugno/22 luglio www.letteraltura.it). Mentre tutta Mantova col Festivaletteratura, come di consueto, si farà palcoscenico di incontri con l'autore, reading, spettacoli e concerti (5/9 settembre www.festivaletteratura.it). Per proseguire con la XIII edizione di Pordenonelegge, dove si torneranno ad annodare capolavori antichi con novità editoriali, a proporre prospettive insolite e nuove (19/23 settembre www.pordenonelegge.it).

mer 30 mag 2012 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

"Un posto dove trovi te stesso" così Tonino Guerra descriveva la sua Pennabilli. E dove trovi anche "Artisti in piazza", uno dei festival più importanti del teatro così detto "di strada", forma nobile che risale alla Commedia dell'Arte. Che dal 7 al 9 giugno, per la XVI edizione, trasformerà vie e piazze pennesi nel palcoscenico di spettacoli mai uguali, che dipendono dal luogo, dall'umore del pubblico, dal feeling dell'artista. Sono attese oltre 50 compagnie internazionali, per un totale di più di 200 artisti, con 100 repliche giornaliere per le migliaia di spettatori in arrivo da tutta Europa. In cartellone, teatro, musica, giocoleria, magia, nouveau cirque, danza, face painting, walking act, mimo, con "buskers" da tutto il mondo. Rigorosamente en plein air nei venti punti dislocati per le vie del paese, al Palacirco e al Teatro Vittoria, dal primo pomeriggio a tarda notte. Mentre "I racconti della lumaca" itineranti presenteranno i luoghi dell'anima di Pennabilli con animazioni, quadri scenici, stimoli sensoriali. 

mer 30 mag 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Prendiamo un reputato studioso di storia politica e amministrativa e facciamolo diventare sindaco... » recita la bandella di "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" di Roberto Balzani, appena uscito da Il Mulino. Quello che ne rende preziosa la lettura è proprio il doppio sguardo dell'autore: quello dello studioso e quello dell'uomo pubblico. Balzani, docente universitario, è sindaco di Forlì dal 2009. «La convivenza delle due nature è obbligata, benché faticosa» ci spiega. «Se la prassi della politica - nei suoi aspetti negoziali e relazionali - resta improntata ad una "naturalità" spesso solo quasi ferina, perché gli attori - come dicono i politologi - riescono a comunicare bene a questo livello basico, che è loro più congeniale, d'altro canto, per decidere correttamente, il livello delle informazioni "organizzate" dovrebbe essere alto. Ho cercato, in questi anni, di iniettare razionalità e dosi di "tecnicalità facilitate" là dove avevo la possibilità di decidere o codecidere le regole del gioco. Naturalmente, là dove sono stato protagonista secondario, mi sono adattato alla condizione prevalente.» Mi sembra nel segno di Giano, il sindaco che lei tratteggia. Dotato di superpoteri agli occhi dei cittadini, costretto a vivere invece «una condizione liminare, di frontiera, ultimo anello del cittadino partecipe e militante e il primo del ceto politico», in cui si sente «in trappola». E' una figura ancora necessaria? «Sì, perché le comunità hanno bisogno di un contatto fisico con la "prima linea" dei decisori pubblici. Il problema sta nelle aspettative. Le campagne elettorali sono normalmente condotte su terreni assai distanti dalla prassi amministrativa. 

mer 13 giu 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

All'alba di tutto c'è un silenzio. "Non riuscì a pronunciare per intero il suo nome. All'impiegato che glielo chiedeva riuscì a dire solo: Vincenzo". Solo dopo viene il cognome, l'appartenenza. L'avevamo già intravisto, quest'uomo solo: nell'ultimo capitolo di "Stirpe" tornava in Sardegna a far rifiorire la famiglia Chironi. In "Nel tempo di mezzo" (Einaudi) ci accompagna fino alla soglia dell'oggi. È proprio sul filo di questo tempo di mezzo che intervistiamo l'autore, Marcello Fois. Infiniti altri se ne intrecciano, nel suo libro/mondo dalla perfetta tessitura. Da dipanare a Misano, dove Fois presenterà il 20 giugno "Nel tempo di mezzo", finalista a Strega e Campiello, per la "Biblioteca Illuminata". 
Tempo di mezzo, allora... quello del nòstos, quello che ci vuole per Vincenzo a mettere insieme il nome e il cognome, ad abbracciare la sua identità... 
«Più che la sua identità la sua appartenenza. L'identità è fattore sotto certi aspetti casuale; un dato anagrafico; una lotteria genetica che ci fa nascere a Nuoro piuttosto che a Palermo. Ma l'appartenenza si sceglie e dunque bisogna pensarci bene, ragionare, muoversi quando si è pronti. A Vincenzo occorrono quindici anni.»
Ancora: il tempo d'eternità prima dell'invasione di cavallette che è la storia, con il passaggio dall'Età del ferro di Michele Angelo, patriarca di "Stirpe", alla presunta Età dell'oro di Vincenzo, che si rivela un tempo "esiguo"...

mer 13 giu 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Scriveva Jean Daniélou: "La civiltà ha fatto un passo decisivo, forse il passo decisivo, il giorno in cui lo straniero, da nemico (hostis) è divenuto ospite (hospes)"» Così Enzo Bianchi, in una nota del 2010 sul Sole 24 Ore, già tracciava quello che sarà il leit motiv del XIV Festival del Mondo Antico: "Hospes/hostis - I volti dell'ospite". E sarà proprio il Priore di Bose ad aprirlo idealmente, con un'anteprima che il 19 giugno convoca anche Sergio Valzania a un dialogo su L'amore del prossimo (21.30; Corte degli Agostiniani). A seguire, dal 22 al 24 giugno, nel centro storico di Rimini - città dell'ospitalità per antonomasia - con appuntamenti anche a Cattolica, Riccione, Santarcangelo e Verucchio, saranno indagati i diversi volti del rapporto con l'altro nel tempo, di volta in volta amico (hospes) o nemico (hostis), in una dialettica generatrice di identità. Il cartellone è, come di consueto, ricco di approfondimenti, dialoghi, presentazioni di novità editoriali, spettacoli, film, visite guidate e tavole rotonde. Ad iniziare da "Ospitiamo la cultura!", promossa dall'IBC, che farà il punto sull'economia della cultura e del turismo in Emilia Romagna. Per proseguire poi il dialogo vivo tra antico e presente, nucleo delle diverse edizioni, attraverso voci come quelle di Andrea Augenti, Maciej Bielawski, Lia Celi, Umberto Curi, Stefano Mazzotti, Boris Pahor, Donatella Puliga... 

mer 27 giu 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Leonardo Sonnoli, da dove cominciamo a raccontare John Cage? «A caso, visto che si tratta di lui...» Forse dall'essere stato centrale nella cultura del Novecento... «Sicuramente l'importanza di Cage è sull'approccio, sul metodo da usare nel produrre arte. Che non è tutto, ovviamente, ma assieme a Marcel Duchamp ha scardinato le certezze dell'arte contemporanea. E con i suoi amici Merce Cunningham e Robert Rauschenberg ha integrato la musica sperimentale con la pittura e la danza.» E se cominciassimo da Everydayjohncage, il vostro progetto "virale" in corso? «L'occasione è il centenario della nascita. In tutto il mondo si celebra con diverse iniziative, le più notevoli registrate dal sito della John Cage Foundation www.johncage.org; qui a Rimini, un po' per caso, Roberto Paci Dalò, musicista, ha proposto a un altro musicista - Andrea Felli - e a me che mi occupo di comunicazione visiva, tutti e tre estimatori del compositore americano, una sfida: celebrare in una piccola città di provincia, senza budget e ogni giorno dell'anno il centenario. Missione impossibile, poteva sembrare, ma la sfida di creare con poco è propria di Cage. La fortuna è stata trovare l'entusiasta collaborazione del Corriere Romagna, che pubblica giornalmente una frase di Cage, e di Radio Icaro, che trasmette estratti di sue composizioni.» In che senso Rimini è un luogo "di Cage"? «Perchè a Rimini si possono fare le cose in modo serio ma senza prendersi troppo sul serio e perchè esiste ancora uno spirito visionario. È importante l'approccio ludico, ma solo se si ha una solida professionalità.

mer 11 lug 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

La grande musica è di casa, in Valmarecchia a luglio. A cominciare dal Montefeltro Festival, incentrato sulla "voce cantata", nato per avvicinare a forme d'arte complesse come l'opera o il concerto lirico un pubblico trasversale - con una sezione, progettOperinfanzia, dedicata ai bambini - portando le rappresentazioni anche in luoghi inconsueti, con compagnie formate da giovani talenti. Per restare nella nostra provincia, l'11 e il 14 luglio al Teatro Sociale di Novafeltria andrà in scena "La Bohème" di Giacomo Puccini, Venerdì 13 "Scene d'Opera", il 15 "L'incoronazione di Poppea" di Claudio Monteverdi, mentre il 16 luglio sarà la Sala dell'Agrumaia di Palazzo Viviani, nel Castello di Montegridolfo, a ospitare "Il Barbiere di Siviglia". Per concludere il 20 con la replica gratuita di "Scene d'opera" a Novafeltria (Ore 21.00, info tel. 0541 922113. www.vocinemontefeltro.org). Coglie le suggestioni dell'antico Borgo dei Montefeltro il San Leo Festival, quest'anno aperto da Luis Bacalov. Mentre il 18 luglio alle 21.00, nella Cattedrale, si esibirà il duo pianistico formato da Marco Forgione e Nahuel Clerici, con musiche di Mozart, Saint Saens, Poulenc, Milhaud, mentre il 27 alla Pieve l'Imaginarium Ensemble - Enrico Onofri violino, Alessandro Palmeri violoncello, Riccardo Doni Clavicembalo - proporrà "Il trillo del Diavolo", per proseguire con i concerti d'agosto.

mer 11 lug 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

 

Ce n'è un po' per tutti nel calendario degli eventi di luglio, nella Perla Verde e dintorni. Nel salotto "buono" di Riccione '90, davanti al Palazzo del Turismo, "Parole tra noi" propone reading e conversazioni con personaggi come Claudio Bisio (12 luglio), Folco Quilici (28 luglio), Alessandro Cattelan (15 luglio), Flavio Insinna (27 luglio), Ivan Zazzaroni e Eraldo Pecci (31 luglio). Mentre all'incontro del 24 luglio con il giornalista Saverio Lodato, dedicato alla lotta alla mafia, seguirà un recital dell'attrice Lucia Sardo: "La madre dei ragazzi - La vita e la lotta di Felicia Impastato", in collaborazione col Premio Ilaria Alpi e Riccione Teatro (Ore 21.15; info: 0541 426050). Lo stardom della danza classica, invece, dà appuntamento a Piazzale Roma dal 17 al 22 luglio. "Riccione sulle punte" è il titolo della rassegna che vedrà in scena stelle come la divina Carla Fracci, con un omaggio al centenario del balletto "Il Fauno", ed Eleonora Abbagnato, accompagnata da etoiles dell'Opéra di Parigi e di Berlino (ore 21.15; info e prenotazioni: 0541 426050). Da segnare in agenda, inoltre, la terza edizione di Fu.Mo. - Futurismo morcianese, che dal 27 al 29 luglio coinvolgerà tutto il paese di Umberto Boccioni, dedicato quest'anno alla "visione simultanea" della cinematografia. Tra sfilate e menù a tema futurista, l'anteprima nazionale di "Kirkos Opera", cross over tra musica e arti circensi (dalle ore 18.30. Info: Creattiva tel. 0541 709792).

 

mer 11 lug 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Sono convinto che la tradizione non sia nella radice delle piante ma nelle ultime foglie nate che si protendono con forza verso la luce.» Così Cesare Ronconi introduce l'omaggio a John Cage che il Teatro Valdoca dedica al musicista statunitense dal 16 al 22 luglio. E' il viatico migliore per questo SANTARCANGELO • 12, che riconosce radice e cerca nuova foglia, e l'intenzione del percorso intorno alla "mente cava" di Cage che Ronconi conduce nel centenario della nascita. «Ho deciso di rendere omaggio a John Cage per diversi semplici motivi» ci spiega il regista. «Ad esempio perché in lui l'aspetto "performativo" del suono è sempre stato centrale, poi perché è stato artista capace di collaborazioni con discipline diverse (danza, pittura, scultura e arti figurative in generale). Infine, per la sua caparbietà nell'imporre il concetto di "suono" a quello di "musica". Dovrei anche aggiungere che da due anni mi occupo in teatro con i miei collaboratori di suono acustico, elettroacustico ed elettronico e dunque può anche essere naturale concentrarmi su una figura così pertinente a questo tipo di ricerca.»

mer 01 ago 2012 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

L'estate è un'amica per la pelle? Sì, ma attenzione alle tre "S": sole, sudore e stress. Al di là dei giochi di parole, la bella stagione può riservare qualche problema dermatologico in più. Che richiede alcune attenzioni. «In estate patologie cutanee come la psoriasi migliorano, grazie all'esposizione ai raggi solari» ci spiega la dott.ssa Genny Sapigni della Farmacia Comunale n. 6. «D'altra parte il caldo, l'umidità corporea e la maggiore frequenza di luoghi "pubblici" come possono essere le spiagge o gli spogliatoi di palestre e piscine possono favorire le micosi della pelle, causate da funghi che si annidano soprattutto nei luoghi umidi. Il contagio avviene attraverso il contatto con le spore, specie quando la barriera cutanea ha perso la sua integrità, magari perchè ci si è sottoposti a cure protratte con farmaci, la pelle è molto disidratata o per l'aumentata sudorazione. Le patologie causate dai funghi sono diverse, e colpiscono molte parti del corpo con effetti antiestetici e se non curate danni per l'organismo, visto che si moltiplicano dando origine a vere e proprie colonie sulla pelle.» Come ci si difende? «Per evitare le "onicomicosi", le infezioni fungine delle unghie, meglio non camminare scalzi nelle docce al mare o in piscina, una precauzione utile anche contro il così detto "piede d'atleta" che comporta una fastidiosa desquamazione tra le dita. Occorre lavare e asciugare i piedi con cura e non calzare a lungo scarpe con la suola di gomma. In generale, prima di stendersi in spiaggia, meglio coprire con un asciugamano la brandina, lavarsi con detergenti che non alterino il ph della pelle, adoperare biancheria in fibre naturali...»

mer 01 ago 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Torno all'Aquila dopo trent'anni, il 7 luglio, per i "Fuochi dell'Aquila" di "Stella d'Italia", utopia realizzata di un mettersi in cammino dai quattro angoli del Paese per ricucirlo. A tre anni dal sisma devastante del 6 aprile 2009, si resta senza fiato. Sulle transenne che chiudono la zona rossa, ancora presidiata militarmente, si aggrappano patchwork colorati. Al di là, l'agonia di palazzi ingabbiati d'acciaio, rovine su cui crescono piante, mentre la pioggia ha scolorito oggetti quotidiani, vomitati dalle case. Come dirne il silenzio? «Almeno 26.787 persone non hanno ancora fatto ritorno alle proprie case (più della metà dei 45mila sfollati iniziali» così wired.it, il 7/4/12. Che continua: «Fermi ancora alla messa in sicurezza i cantieri nel centro storico (circondati da tonnellate di macerie) in cui da ricostruire sono circa 177 ettari oltre ai 403 delle frazioni.» Questo aprile il Comune ha approvato il piano con le linee guida per il recupero degli edifici, ispirato al "com'era, dov'era", su cui piovono critiche. Quando «già il vecchio Piano regolatore della città, approvato nel 1975, conteneva le norme che avrebbero consentito da subito di avviare restauri e ristrutturazioni», si indigna Francesco Erbani di repubblica.it. Ma per sapere dell'Aquila tocca scansare la comunicazione ufficiale, e andare sulla miriade di blog che danno voce ai comitati e collettivi sbocciati sull'onda del sisma, per una ricostruzione partecipata e dal basso. 

mer 01 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A Rimini e Riccione agosto sarà sotto il segno della balena. Quella di MobyCult, la prima e più longeva rassegna di incontri con l'autore nella nostra provincia. Un mese di appuntamenti a fil di pagina, per ascoltare gli scrittori più amati e sfogliarne di nuovi, dialogando faccia a faccia, senza filtri. «È una forma di resistenza civile all'imbarbarimento e alla regressione anche MobyCult» commenta Oliviero Beha, atteso l'11 e 12 agosto, «dove la sagra è del pensiero e dei sentimenti invece che quella pur nobilissima del cocomero.» E anche quest'anno il programma è imbastito col filo rosso dell'attenzione al presente, perché per capire tempi come il nostro l'informazione non basta. La novità è che a Rimini MobyCult trasloca dalla storica tensostruttura sulla palata del porto a un altro "cuore" della città: il centro storico, la Vecchia Pescheria di Piazza Cavour, per raccontare un volto diverso della metropoli balneare e arricchirne l'offerta culturale per i residenti e turisti, in un contesto più raccolto. Mentre Riccione - che ha accolto con calore le scorse edizioni - dà appuntamento in piazzetta San Martino. Ad aprire la rassegna a Rimini sarà John P. Sloan, il maestro dell'instant english, che il 4 agosto presenterà il suo ultimo libro, "Lost in Italy. Impara l'inglese ridendo" (Mondadori). Si prosegue il 5 con Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, che con "Liberi tutti" (Sperling & Kupfer) ha scritto una "lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia". Il 6 toccherà a Michele Marziani e al suo "Barafonda" (Barbès), ritratto di una Rimini inedita attraverso le storie di vita di chi resta "al margine". Spazio al futuro prossimo con "2029" di Alessandro Goldoni (Mursia) il 7 agosto, e con Roberto Pinotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale che il 9 racconterà di "Ufo e extraterrestri "(De Vecchi-Giunti). 

mer 01 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore" intitolava il Meeting dell'amicizia tra i popoli 2010, sulle orme del Caligola di Camus. Lo spazio d'indagine si allarga ancora nel titolo della XXXIII edizione, una citazione di Don Giussani: "La natura dell'uomo è rapporto con l'infinito". «Infatti - ha detto il presidente Emilia Guarnieri - solo questo rapporto con l'infinito legittima un desiderio che porta scritto in fronte "più in là"». Un'esperienza che sarà documentata attraverso convegni, mostre, rassegne di cinema, spettacoli e attraverso l'incontro tra persone di fede e cultura diverse. Sarà il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ad aprire il 19 agosto con un incontro su "I giovani e la crescita". Il calendario continuerà ad essere fitto di presenze istituzionali, come Paola Severino ed Elsa Fornero, che parteciperanno al convegno "Homo religiosus", cui interverranno il cardinale Julien Ries e il monaco buddista Shodo Habukawa, abate del Tempio Muryoko-in. Oltre cento gli eventi, al cui centro sta l'invito alla riflessione profonda e a "spingere lontano il proprio sguardo". Lo spettacolo inaugurale è affidato alla compagnia libanese Caracalla Dance Theatre, con la rappresentazione di "The Villager's Opera" (21.45 - Arena D3), che coniuga le discipline della danza di Martha Graham con l'eredità araba per raccontare un tema universale come quello dell'amore tra due giovani e del conflitto tra le loro famiglie. 

mer 01 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Un Ferragosto alternativo al clichè del "divertimentificio" è quello che propone Riccione. Il 15 agosto "Palcobaleno in party" con "Lux at lumen" del Circo Sociale - Il Tappeto di Iqbal. LXLM è un lavoro sulle ombre, tra clown, giocoleria, marionette, che indaga sui concetti di economia comunitaria e ritorno all'essenziale. Una finestra sul lavoro di un gruppo che rappresenta una delle poche possibilità di aggregazione e "formazione positiva" per i minori del quartiere periferico di Barra, a Napoli. Coinvolgendo bambini e adolescenti attraverso la pedagogia circense, per allontanarli dalla vita in strada. (Ore 21.30, info: www.palcobaleno.it). Venerdì 17 e sabato 18 agosto invece al Castello degli Agolanti tornano i Tafuzzy Days, decima edizione del Festival di musica, arte e cultura indipendente organizzato dal Collettivo Tafuzzy. Tra bancarelle ricche di autoproduzioni, mostre, installazioni e ovviamente concerti e dj set esclusivi, cibi sani e fresche bevande a prezzi popolari. Il 17 agosto Ronin Above The Tree & The E-Side, Versailles, Be Forest, Pornography, Ed e il 18 Cosmetic, Maria Antonietta, Chewingum, Gli Ebrei, Delay House, Matteo Costa. Info: www.tafuzzy.com

mer 01 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Una "splendida anomalia", la Sagra Musicale Malatestiana, che Glauco Cosmi - «il più generoso e disinteressato fra quanti ho conosciuto nel mondo della musica», come da definizione di A. Benedetti Michelangeli - ha regalato alla sua Rimini. Per la storia vi rimando a "Glauco, la Sagra e dintorni" di Giulia Vannoni, uscito da Guaraldi nel ‘92. Della Sagra prossima ventura, la 63°, chiediamo a Giampiero Piscaglia, direttore Musica Teatro Eventi. Cominciando dalle difficoltà nel comporre e varare il programma incontrate quest'anno... «Che dire? Le difficoltà ci sono sempre e mai come in questi tempi. Ma le difficoltà si vincono con le idee. E qui non deve esserci crisi.» E poi le novità: ouverture con il ciclo "K. Scarlatti", prima esecuzione scenica di Harawi di Messiaen affidata ai Santasangre, nuovo Auditorium al Palacongressi... «Il ciclo dedicato al genio di Domenico Scarlatti rilancia la rassegna di musica barocca nata sei anni fa nel nome di Bach, che è stata capace di inventare un pubblico che fino all'anno prima a Rimini non c'era, un pubblico appassionato. In quanto all'episodio di teatro musicale, un collettivo teatrale in apparenza lontanissimo dal mondo.

mer 01 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

L'occasione di "Giuliano e Diamante", la prima opera narrativa di Oreste Delucca, fa da cornice al libro. Scartabellando nel fondo dell'agronomo Calesini di San Leone salta fuori un fascicolo, "Della triste historia de madonna Diamanta, fiola che fo de maestro Pasqualino cerdone da Mondayno", che si rivela la trascrizione di un testo quattrocentesco. Qualche sistematico appunto preso in fretta, col batticuore, pensando di tornarci su. Mentre la sorte provvede diversamente, e ad Oreste non rimane che un puzzle da completare di archivio in archivio. Sarà il desiderio scaturito dalla perdita che ha messo in moto la narrazione, modalità inedita del nostro, ben altrimenti conosciuto per la messe di saggi sul Medioevo? Fatto sta che, quattro anni dopo, Oreste riprende a narrare partendo da un altro fascicolo del fondo, indagato allora. Fogli sciolti, in una coperta di cartone grigio, con l'annotazione "San Michele, 29 settembre 1801- G.V.". Raccolti dall'arciprete Giacomo Venturi, ripercorrono le vicende di Antonio Rosa, sacerdote impegnato in prima persona nell'aiuto agli ultimi nelle terre tribolate di Mondaino, costretto ad abbandonare la canonica e processato per concubinaggio. Nasce così, "La fèmina del prete", appena uscito da Panozzo. Ora, la scrittura intorno alla Storia può prendere. Quella dei "nodi" in cui si è deciso il procedere delle umane vicende, quella che, in una sorta di "viaggio organizzato" nel passato, porta il lettore senza suo sforzo nella sfera immaginativa che nutre il lavoro dell'archivista (e senza la quale il lavorìo intorno alle fonti perderebbe la sua urgenza e il suo piacere). E l'altra ancora, che scava l'interiorità di persone a noi lontane per forma mentis più ancora che per il tempo trascorso. E a volte permette di intravedere le "grandi categorie" dell'agire umano, di sentire fraterne persone davvero altre.

mer 01 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Momenti di crisi come questo chiedono alle pubbliche amministrazioni di essere formiche, non cicale. Ma il trentennale dell'800 Festival è una ricorrenza troppo importante!» Così Gigliola Fronzoni, Assessore alla cultura del comune di Saludecio, presenta la "macchina del tempo" che anche quest'anno ci trasporterà con l'intero paese nel XIX secolo. L'anno scorso il tema è stato il 150° dell'unità d'Italia, quest'anno «non c'è un tema prestabilito» sorride la Fronzoni. «D'altra parte a Saludecio la cultura si respira tutto l'anno... sarà una festa allegra, un grazie per le persone che per trent'anni ci hanno dato la soddisfazione di essere presenti. Perciò quest'anno abbiamo voluto regalare la prima serata del festival e dimezzare il biglietto d'entrata per le altre.» Un assaggio del programma? «Entrando dalla porta "nuova" dove c'è la storica osteria del Duca, si incontrerà la Cooperativa Jesina di Teatro di strada, in tutto il centro saranno esposte le immagini delle edizioni precedenti, un "Ottocento remember". Sul grande palco in piazza si alterneranno due spettacoli a sera, alle 21.15 e alle 23.30. Ad aprire il Festival, il 3 agosto, sarà la compagnia Armonda con "Servi e padroni", commedia inedita di un riscoperto scrittore saludecese, Luigi Gualtieri, su cui ci sarà un convegno quest'inverno. Tra gli artisti, il Mario De Luca Quartet con la rivisitazione delle canzoni napoletane dell'800 in chiave blues e jazz, "Da Partenope al Blues", e poi compagnie di balletto come l'Arabesque. 

mer 29 ago 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Una prima esecuzione in forma scenica di raffinate (e altrimenti poco frequentate) pagine concertistiche è da qualche anno tra i segnali più alti di vitalità della Sagra Malatestiana. Quest'anno la nuova produzione è "Harawi" (1945) di Olivier Messiaen, ciclo per voce di soprano e pianoforte, affidato al collettivo romano Santasangre. L'incontro tra una delle compagini più innovative e visionarie della scena italiana e l'opera di uno dei grandi sperimentatori del ‘900. Un cortocircuito. L'ideazione di "Harawi" è di Diana Arbib, Luca Brinchi, Dario Salvagnini e Roberta Zanardo. «Abbiamo accolto questa proposta con molta curiosità» ci racconta Roberta, in scena "corpo" dei Santasangre. «E ci è sembrata una grandissima sfida, considerando che questo implicava l'esecuzione fedele all'originale dei 12 canti di Messiaen. All'inizio questo ci ha un po' spiazzato. La musica, nella nostra poetica, è un linguaggio che ha lo stesso valore del video e del corpo in scena ed è sempre nostra, originale. Per prepararci ci siamo immersi poco per volta nel mondo di Messiaen. Ascoltandolo, leggendo abbiamo cercato di capirne la personalità artistica. Un compositore di grande sensibilità culturale, con un senso della ricerca trasversale, né accademica né routinaria. Con una costellazione di riferimenti che va dall'ornitologia alla poesia: Rimbaud, il surrealismo... 

mer 12 set 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«L'aspetto più profondo e inquietante della mistica di Francesco» secondo Massimo Cacciari, è «quello che sposa in sé amore, secondo una misura impossibile di dono e per-dono, e letizia, autentica letizia, anche nel corpo che danza e nella voce che canta. E' l'aspetto femminile, materno di questa santità.» Che ha la sua anima in Santa Chiara d'Assisi. Colgono radici profonde, gli organizzatori della quarta edizione del Festival Francescano che si svolgerà a Rimini dal 28 al 30 settembre, intitolandolo al "femminile, plurale". «Quest'anno ricorre l'ottavo centenario della consacrazione di Santa Chiara» ci racconta Padre Giordano Ferri, frate cappuccino, coordinatore generale del Festival. «Da questo abbiamo preso spunto per illuminare l'altra dimensione del francescanesimo, un carisma portato avanti da San Francesco e Santa Chiara. Con l'intento di approfondirne la figura e interrogarci sul ruolo della donna nella cultura, nella società e nella Chiesa oggi. In questi anni è stato fatto molto, ma molto resta da fare: viviamo ancora in una cultura maschilista, anche nella Chiesa. Ma è tempo di iniziare un cammino diverso, che dia più spazio alle donne. E si può cominciare dal lavoro, da una maggiore presa di responsabilità e da una migliore tutela legislativa, ad esempio. Su questo, in una tavola rotonda, rifletteranno il ministro Elsa Fornero e Susanna Camusso.» 

mer 12 set 2012 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

«Utòbar che e' ven, cavel ch'i va». E' proverbiale, un certo diradarsi delle chiome all'inizio d'autunno. Eppure, in questi tempi votati alla perfezione estetica, può diventare un assillo... «Al ritorno delle vacanze estive spesso si manifesta una caduta dei capelli più intensa del solito» ci rassicura la dott.ssa Cristiana Bianchini della Farmacia Comunale n. 2. «In estate l'esposizione ai raggi solari sottopone il cuoio capelluto a un intenso stress ossidativo; a ciò si sovrappone il ricambio fisiologico dei capelli al passaggio di stagione, detto "effluvio". Se il bulbo pilifero è sano la caduta è nell'ordine dei 100 capelli al giorno e rientra nel giro di un mese.» Cosa "fa male" ai capelli? «La caduta è influenzata da vari fattori, tra cui l'età, l'intensità della secrezione sebacea e gli ormoni, e può essere più accentuata in situazioni di stress, malattia, gravidanza, allattamento ecc., ma una volta rimossa la causa il problema scompare. Altri fattori che possono determinarla sono il fumo, lo smog, trattamenti aggressivi, bagni ripetuti in piscina o al mare... ma anche lavaggi troppo frequenti con prodotti non idonei e l'acqua del rubinetto ricca di calcare, il phon e il casco del parrucchiere troppo caldi.» Quali, i rimedi? «Nella nostra esperienza, ormai pluriennale, di farmacisti abbiamo riscontrato che la caduta dei capelli, insieme alla forfora e ai capelli "grassi", è un problema molto comune che spesso viene vissuto con apprensione eccessiva rispetto alla reale gravità. Noi consigliamo lozioni o shampoo con formule mirate, che aiutino a contenere la caduta, associati a validi integratori per irrobustire la fibra capillare, contenenti vitamine del gruppo B ed E, minerali come zinco, ferro, rame, aminoacidi solforati, fondamentali per la struttura della cheratina, e sostanze di derivazione vegetale come Serenoa repens o miglio. Ricordiamo sempre che l'impiego di questi prodotti non deve essere disgiunto da una dieta corretta, varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura. Se la salute è buona, stanno bene anche i capelli! 

mer 12 set 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Dal 14 al 16 settembre (ma la possibilità di visitare le mostre si estende a tutti i sabati e domeniche fino al 7 ottobre) Savignano torna a farsi dimora della fotografia, di cui indaga quest'anno la specificità del linguaggio attraverso esposizioni, conferenze, presentazione di libri, lezioni. Un tema "polifonico" e necessario, di cui le diverse mostre si fanno specchio: da quella dedicata ad Ando Gilardi nell'anno della sua scomparsa, "L'immagine di una immagine è sempre immagine", che ne indaga l'archivio, a "Compagnia di stile popolare" che espone le foto di Alfa Castaldi messe a disposizione del SiFest da un collezionista appassionato, alla sperimentazione di Hans-Christian Schink, "1h", ai linguaggi della contemporaneità, dalle "Monalisen der Vorstädte" dei tedeschi Ute e Werner Mahler, a "The sound of two songs" del fotografo Magnum Mark Power, a "Deutschland" di Gerry Johansson, a "Life After Zero Hour" dei Mastodon, dedicata a Fukushima.

mer 12 set 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Piazza Cavour che diventa un'agorà, la Vecchia Pescheria di Rimini e piazzetta San Martino a Riccione trasformate in un salotto. E' quello che è successo con la XXII edizione di MobyCult, appena conclusa. Grazie alle persone, migliaia, che hanno accolto l'invito all'ascolto e alla discussione, faccia a faccia, con gli autori ospiti, com'è tradizione della rassegna. A Rimini il 28 agosto per Marco Travaglio c'è stato un vero "bagno di folla", 2500 le presenze stimate, piazza piena anche per l'appuntamento con Pietro Grasso e Giuseppe Ayala, che ha chiuso la rassegna il 30 agosto. Pubblico delle grandi occasioni anche nella Vecchia Pescheria per l'ironia anglosassone di John Peter Sloan - che ha aperto il sipario il 4 agosto -, la narrativa contemporanea di Marco Missiroli e Michele Marziani, il futuro prossimo di Alessandro Goldoni e Roberto Pinotti, le presentazioni di Alessandro Meluzzi e Fabio Tomasetti.

mer 26 set 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Come in uno specchio. Leggere sé, narrare l'altro / leggere l'altro, narrare sé" è il tema della quarta edizione di "Biblioterapia. Come curarsi (o ammalarsi) coi libri", il ciclo di conversazioni e letture promosso dalla Biblioteca Gambalunga. Sette incontri, che si svolgeranno tra ottobre e dicembre, con un appuntamento teatrale e una "drammaturgia sul doppio" in parole e musica dedicata a tutti i lettori. La metafora originaria dello specchio, nella cultura occidentale è fin dall'antichità associata all'invito socratico del conosci te stesso, e per Lacan lo "stadio dello specchio" è formatore della funzione dell'Io. Ma lo specchio è anche il dispositivo perturbante in cui vedersi come un Altro. E la figura del doppio, messa in crisi dell'idea unitaria dell'Io, ossessiona da sempre la letteratura. Ma lo sdoppiamento non è forse anche il procedimento principe della lettura e della scrittura? Scrivere come crearsi un altro Io. Leggere come identificarsi in soggettività altre. "Come in uno specchio", la riflessione della Biblioterapia di quest'anno interrogherà i diversi linguaggi della filosofia, del mito, della narrativa, della psicoanalisi, della poesia, del teatro. Ad aprire la riflessione sarà il filosofo Franco Rella (20 ottobre) con L'enigma nello specchio, mentre Giulio Guidorizzi, grecista e filologo italiano, il 27 ci guiderà Nello specchio del mito. Lo specchio della scrittura sarà il tema dell'anglista Roberto Bertinetti con C'est moi? Lettura e scrittura in Jane Austen e Virginia Woolf (3 novembre), per proseguire con "La grande festa". Nello specchio della scrittura insieme a Dacia Maraini, la scrittrice italiana più tradotta nel mondo, il 17 novembre. A seguire (24 novembre) il filosofo e psicanalista Romano Màdera ci introdurrà al Labirinto del riconoscimento a partire dal "Libro rosso" di Carl Gustav Jung, mentre Valerio Magrelli, poeta e scrittore, l'1 dicembre guiderà il nostro sguardo su Paul Valéry.

mer 26 set 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Italia, Osservatorio internazionale sul Bel Paese, incubatore della crisi sistemica è il titolo della 43° edizione delle Giornate internazionali di studio del Centro Pio Manzù, a Rimini dal 12 al 14 ottobre. L'obiettivo è tracciare una via di risalita per l'Italia, ‘riveder le stelle' dopo che Il Bel Paese è diventato, nel 2011, agli occhi del mondo uno specchio dei mali del nuovo secolo, dalla crisi dell'economia a quella politica. A confronto, le analisi e le letture di osservatori, studiosi, esperti, uomini politici e di cultura di livello mondiale. Cinque i workshop: si comincia venerdì 12, alle ore 9, con Social netjob: emigrazione e immigrazione intellettuale, tra gli ospiti il giuslavorista Pietro Ichino. Alle 15 La spina dorsale: scenari e destini delle piccole e medie aziende italiane può contare su Daniel J. Isenberg, il guru della rivoluzione imprenditoriale per la prima volta in Italia. Sabato 13 alle ore 9 in programma Il vaso di coccio. Tra spread e fixing, lezioni sul governo delle emergenze e alle 15 C'era una volta il Mediterraneo. Le relazioni tra Italia e mondo arabo, in cui Staffan de Mistura, Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, dialogherà con illustri esponenti di Qatar, Oman, Kuwait e Marocco. Domenica 14, alle ore 10 Seduta plenaria trasmessa in diretta da Rai 2, nel corso della quale verranno consegnate le onorificenze del Presidente della Repubblica italiana e del Centro Pio Manzù. Tra gli italiani premiati, l'architetto Massimiliano Fuksas, Santo Versace, Membro della Camera dei Deputati, ed Ezio Raimondi, Presidente Onorario dell'IBC Emilia Romagna.

mer 26 set 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Dal Decalogo, le dieci parole fondamentali delle religioni rivelate, scaturiscono sempre nuove letture, e nella coscienza occidentale ciclicamente ne riaffiora l'attualità e la problematicità. Che non è solo teologica, ma filologica e filosofica, e chiede di investigare sulle sue interpretazioni. Questo spirito del tempo lo coglie la rassegna "I Comandamenti. parola di Dio o parola dell'uomo?", della Biblioteca di Misano.

mer 10 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il nuovo libro di Piero Meldini, Italia. Una storia d'amore, appena pubblicato nelle "Libellule" Mondadori, è una "macchina narrativa" perfetta. Che ha il "nulla di troppo" del racconto e l'orizzonte vasto del romanzo. Che si legge d'un soffio, per sapere "come va a finire" e si rilegge, subito, centellinando la bravura dell'autore. L'incipit è una carrellata attraverso Bologna, nitida nella luce primaverile. È l'aprile del 1915, vigilia di quei «giorni radiosi di maggio» di dannunziana memoria in cui l'Italia entrò nella Grande Guerra. L'inquadratura stringe su «due distinti signori fra i sessantacinque e i settant'anni» che siedono «a uno dei tavolini d'angolo fra via Rizzoli e via dell'Indipendenza.» L'uno, Domenico, «ha la stazza del granatiere e la pinguedine di una buona forchetta», l'altro, Achille, più piccolo e magro, dal volto incavato, è vestito elegantemente di lino bianco. Tra loro, un silenzio che ha l'agio delle amicizie di lunga data. Un lapsus - una giovane donna che Achille crede di riconoscere, disingannandosi subito - ne accende la memoria, poi il racconto. «Sono passati quarant'anni. Un'era geologica e un battito di ciglia. Pensavo, allora, che un giorno potesse valere un secolo». Il giorno (e la notte) che vale una vita e che Achille ripercorrerà comincia con un viaggio in treno da Bologna a Rimini, intorno al 1875, segnato dall'apparizione della bellissima e misteriosa Elvira. 

mer 10 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 14 ottobre al Teatro degli Atti di Rimini la giornata "Utopie del corpo", progetto speciale per decennale del Festival Vd'A, a cura di Isabella Bordoni, narra e immagina alcune visioni del mondo capaci di riflettere e risemantizzare i rapporti tra corpo umano e corpo urbano. Invitando a Rimini gli interpreti di due progetti milanesi che tessono da tempo questa relazione: Bert Theis, attivista, artista ed Erika Lazzarino, antropologa. "Sguardi sulla città. Forme di vita - forme dell'abitare" il titolo dell'incontro, che sarà seguito dalla proiezione del docufilm "Entroterra Giambellino" del collettivo Immaginariesplorazioni e dal concerto dei RONIN, alle 22.30. A partire da queste esperienze, che stanno tra la progettazione artistica e la progettazione urbana, radicate nella gestione partecipata dei territori, nell'osservazione e indagine creativa, "Utopie del corpo" convoca chi pianifica e immagina la forma urbana di Rimini e i cittadini tutti a una riflessione sulle attese e le visioni, i sogni e le prospettive della nostra città, "che con urgenza oggi affronta la dismissione di uno scheletro che l'ha voluta capitale del consumo di massa, per farsi corpo vivo e provincia sensibile e pensante, del mondo" come ha scritto Isabella Bordoni. L'ingresso è libero per incontro e proiezione; biglietto a 10 euro per concerto Ronin. Info: www.teatriabitati.it/rassegna_vd'a _24.html

mer 10 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Un ricco pranzo a misura del gusto di commensali diversi - invitati anche a ‘spizzicare' dagli altri piatti - con scelta accurata della qualità degli ingredienti; una cucina ‘di alta tradizione' con un occhio alla nouvelle cuisine. In sintesi, il cartellone che sarà imbandito da novembre ad aprile al Novelli e Teatro degli Atti, che riesce anche in questi tempi quaresimali ad essere appetitoso. Per i turni A, B e C si va dall'Oscar Wilde di Un marito ideale al Luigi Pirandello di Così è se vi pare, diretto da Michele Placido; dal musical dei record Grease a crossover cinematografici come L'apparenza inganna, con Tullio Solenghi e Maurizio Micheli, e Rain Man della Compagnia della Rancia. Torna Lunetta Savino con Due di noi, insieme a Emilio Solfrizzi, doppio appuntamento con l'ottimo Maurizio Scaparro, regista di La governante di Vitaliano Brancati e di La coscienza di Zeno, con Giuseppe Pambieri. Altri percorsi - e qualche spezia in più - per il turno D, inaugurati dal monologo La belle joyeuse con Anna Bonaiuto; tornano la brava Maria Paiato in Anna Cappelli di Annibale Ruccello e Natalino Balasso con Aspettando Godot di Beckett, mentre la danzatrice e coreografa Monica Casadei presenta Traviata. Da non perdere il "fenomeno" The History Boys di Alan Bennett, firmato da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani e il Paradiso che chiude la visionaria trilogia dantesca di Emiliano Pelissari.

mer 10 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Italia, Osservatorio internazionale sul Bel Paese, incubatore della crisi sistemica è il titolo della 43° edizione delle Giornate internazionali di studio del Centro Pio Manzù, a Rimini dal 12 al 14 ottobre, che ‘punta' l'obiettivo sulle possibili letture e soluzioni della crisi attuale. Tra i workshop, a ingresso libero, sembra mirato allo specifico tessuto economico del nostro territorio "La spina dorsale: scenari e destini delle piccole e medie aziende italiane", venerdì 12 ottobre alle 15.00. Tra i temi, "Internazionalizzazione o delocalizzazione?", relatore Roberto Luongo, Direttore Generale dell'Agenzia ICE, "Il piccolo è ancora bello?", con Frank Ferrante jr., Socio fondatore dello Studio Legale Ferrante a New York, "I nuovi strumenti finanziari per l'impresa", relatrice Donatella Visconti, Presidente di Banca Impresa Lazio e "Come promuovere un ecosistema per l'imprenditorialità". A parlarne, il ‘guru' americano della rivoluzione imprenditoriale Daniel J. Isemberg, tra i più influenti esperti mondiali di gestione aziendale. Teatro Novelli. Ingresso libero. Info e programma: www.piomanzu.it

mer 24 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Per la Treccani: "Butor, Michel. - Romanziere francese (n. Monsen-Baroeul 1926). Nella sua opera la "poetica dell'oggetto", che è al fondo delle teorie dell'école du regard e del cosiddetto nouveau roman, trova la più convincente estrinsecazione."
E per Isabella Bordoni, che gli dedica À propos de. Entre littérature et art, le paysage véritable? «Il lavoro e la presenza di Butor sono arrivati tardi nella mia vita» racconta Isabella. «L'ho conosciuto già adulta e fuori da apparati accademici. Devo questo incontro a Fondazione Balestra, che nel 2007 mi chiese di collaborare a un progetto già ben delineato che prevedeva la presenza di Butor lungo un itinerario con tappe in varie città italiane e fulcro a Longiano, "In viaggio con Michel Butor", con Flaminio e Massimo Balestra, il fotografo Daniele Ferroni e studiosi del calibro di Carlo Ossola, Antonio Ria, Paolo Fabbri. Quello fu l'inizio e il mio primo affondo nella scrittura di Butor, che avevo solo sfiorato. Il progetto si è quindi aperto alla conoscenza reale tale che insieme alla scrittura e all'opera, ho conosciuto l'uomo. E' diverso fare un incontro del genere a vent'anni o a quaranta. A venti lo puoi considerare un maestro, entra a far parte di una formazione in corso alla quale chiedi anche un portato di nozioni culturali, a quaranta ti colpisce l'insieme di un'avventura umana e di ciò che successivamente, pensando a Butor, ho chiamato "esemplarità". Direi che Butor non è per me un maestro, in senso classico, ma un esempio. Della sua ampia opera e della sua persona mi interessa la profonda apertura, il coraggio della ricerca e il superamento delle affiliazioni e delle tendenze, che mi mettono in una sorta di ascolto e di personale benché tangenziale risonanza con il suo lavoro.»

mer 24 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Con l'autunno, si aprono i sipari. Intensa la stagione del Teatro del Mare di Riccione, curata dai Fratelli di Taglia, che fino al primo giugno 2013 spazierà dalla prosa al comico, dalla musica alla letteratura, alla danza al dialetto. Con nomi come Lella Costa, il 17 novembre con Femminile e singolare. Vedi alla voce poetessa, Ascanio Celestini, il 30 gennaio, in scena con la sua nuova creazione Discorsi alla Nazione. Studio per uno Spettacolo Presidenziale, Ivano Marescotti, con La Fondazione del poeta santarcangiolese Raffaello Baldini, il 17 febbraio. Torna Lingua madre, dedicato al dialetto, con un dittico di Francesco Gabellini, La custode il 12 gennaio e il debutto di Iper, il 20 gennaio, e in marzo le domeniche pomeriggio dedicate alla nuova scena letteraria romagnola. Programma su: www.teatrodelmare.org.

mer 24 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Che anno tutto da dedicare a Fellini sarebbe il 2013, a Rimini, col ricorrere del ventennale della morte del regista, del cinquantenario di "8½" e del quarantennale di "Amarcord"! Ma il condizionale è d'obbligo, vista l'attesa ormai beckettiana di una nuova "Fondazione Fellini", e la sospensione della progettualità. Mentre nel mondo ci si organizza per celebrare l'amatissimo Maestro. Tanto più preziosa giunge la prossima pubblicazione su Amazon (31 ottobre) della versione digitale edita da Guaraldi di "Il libro dei miei sogni" di Federico Fellini a cura di Paolo Fabbri e Mario Guaraldi. Tre eBook, che raccolgono l'insieme dei "segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati" - così definiva Fellini il "Librone" - di un trentennio di sogni del regista. La versione digitale - nei formati PDF, EPUB e MOBI - rende navigabile questo "libro di narrazione dell'inconscio" (humus d'una creatività visionaria) in disegni e parole, e lo riorganizza in tre grandi tappe creative di riferimento (1960/1964, 1965/1970, 1973/1990), tra echi e rimandi con i suoi film.

mer 24 ott 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Affinché ci sia scambio, occorre che l'altro ci tocchi, specialmente con le parole" ha scritto Luce Irigaray, psicanalista, linguista e filosofa belga naturalizzata francese, tra le più influenti pensatrici degli ultimi decenni. Due le preziose occasioni di condividere il respiro del suo pensiero. Domenica 28 a Cesena, per "Ciò che ci rende umani" Luce Irigaray insegnerà come "Incrociare una cultura del respiro con una cultura dell'amore" (Palazzo del Ridotto, ore 18.00), mentre lunedì 29 sarà a Rimini l'ospite inattesa della Biblioterapia (Sala del Giudizio, ore 17.00), con una conferenza su "Oltre lo specchio: l'altro". Due fuochi del suo pensiero in movimento, quello dell'altro e quello della coltivazione e umanizzazione dell'energia vitale attraverso il respiro. La riflessione della Irigaray, sin da Speculum, l'altra donna del 1974, ha decostruito lo specchio della filosofia e della psicanalisi occidentali, mostrando come la donna ne restasse fuori, "specchio invertito" dell'uomo. Mai soggetto, mai davvero l'altra di un mettersi in relazione, ma il negativo di un'opposizione binaria. Che "assoggetta il corpo allo spirito, e il femminile - assimilato a natura e corpo - al maschile, unico creatore e attore a livello culturale e spirituale". Per aprirci lo sguardo al due fecondo della differenza sessuata. Gli scritti successivi hanno definito mediazioni per la costruzione di un'identità femminile autonoma, ristabilendo genealogie e parole per dirsi oltre la gabbia del linguaggio "fallocentrico".

mer 07 nov 2012 - Notizia di Riccione - scritto da Barlaam Lorella

«Che dire di questo TTV? Il titolo è un verso di una famosa canzone di Lou Reed, ripreso nella meravigliosa "Born to die" di Lana Del Rey: take a walk on the wild side. Un attraversamento nel lato selvaggio dell'arte.» Così Simone Bruscia, che ne ha curato il programma, racconta la XXI edizione dell'appuntamento dedicato al rapporto tra arti sceniche e video, nato nel 1985 da un'idea di Franco Quadri. «Ho in mente il "pensiero selvaggio" di Claude Lévi-Strauss, in particolare» riflette Bruscia. «Le parti dedicate al bricolage: forma di quel conoscere-mitico che il grande antropologo definiva "primario" più che "primitivo". Come il bricolage sul piano tecnico, la riflessione artistica può ottenere sul piano intellettuale risultati davvero preziosi e imprevedibili. Nasce così lo studio su un programma articolato che alterna in modo originale sguardo e gesto, performance e visual, suono e fotografia. In questo 2012 ho cercato di tradurre il mio TTV in tutte le sue declinazioni. Un "TTV diffuso", possiamo definirlo. L'acronimo del resto (Teatro Televisione Video) mi consente di spaziare molto, di attraversare le arti mettendo a fuoco un progetto opera aperta che intende non solo mettere in vetrina, ma anche produrre e proporre. Così a maggio è nato TTV-Armonica una interazione tra cinema ed elettronica con un ospite internazionale come Christian Fennesz e a settembre la collaborazione con il Premio Ilaria Alpi ci ha portati a produrre "Lo schifo", una indimenticabile mise en espace con Isabella Ragonese». 

mer 07 nov 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Venerdì 13 luglio, Santarcangelo Festival. 34 gradi, umidità percepita 49%. Supercinema senz'aria condizionata, tra moquette e velluti. Il colmo: la compagnia si chiama Menoventi... Eppure, quando comincia L'uomo della sabbia. Capriccio alla maniera di Hoffmann, ci si dimentica persino di sventolarsi col foglio di sala. Si resta lì a occhioni sgranati, catturati in una 'macchina' teatrale dai perturbanti, progressivi slittamenti. Un labirinto. Come Minotauro, L'estrazione della pietra della follia di Bosch e il ghigno del Romantik che si rivela luciferino. Tra i -20 gradi della temperatura etico/estetica dichiarata su www.menoventi.com il - 16 recita «I temi ricorrenti ci rincorrono; non siamo noi a cercarli.» A Gianni Farina, che con Consuelo Battiston e Alessandro Miele è Menoventi, chiediamo perchè Hoffmann. «L'uomo della sabbia è partito da altri lidi, molto distanti. Dal desiderio di portare avanti un'indagine formale nata con Postilla, dove abbiamo scoperto le potenzialità del lavoro sui contesti della rappresentazione, sulle cornici che inquadrano un'opera (e il mondo).
Volevamo andare a fondo, perchè abbiamo intuito che quella ricerca apparentemente estetica genera una riflessione tematica a noi molto cara, sulla percezione della realtà. Abbiamo scavato molto - quasi due anni - prima di trovare in Hoffmann l'autore che meglio si sposa al labirinto di contesti che volevamo costruire. In principio si è pensato molto a Dick, al suo Ubik, poi l'incontro con l'autore tedesco. Il romanzo Gli elisir del diavolo è forse la sua opera che più si avvicina al caleidoscopio infernale, ma il plot e le situazioni si prestano poco alla messa in scena, per cui ne abbiamo mantenuto i giochi strutturali e i meccanismi narrativi, innestandoli nel tessuto de L'uomo della sabbia, un racconto decisamente più abbordabile scenicamente. In Hoffmann ritroviamo gli scarti contestuali, i giochi con le convenzioni dell'arte dello scrivere, i time shift e tutti gli altri cunicoli del labirinto. Si trattava di trovare un modo per tradurli e portarli sul palco, utilizzando gli strumenti che abbiamo a disposizione, quelli del teatro.»

mer 21 nov 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Il mio vero nome é Duemilionitrecentosettantaduemilaquattrocentocinquantadue perché noi formiche ci chiamiamo con un numero progressivo. In questo racconto, per comodità, mi denominerò Venti, tanto la vera formica numero venti è morta da un pezzo.» Così, nell'incipit di "Formiche. Noti i colpevoli, ma nessuno fu innocente" si presenta la protagonista, "storica della Memoria" alla ricerca della verità sulle vicende del suo formicaio. In uscita a metà dicembre per l'editore Capitani, il nuovo libro di Giuseppe Chicchi, Sindaco di Rimini negli anni Novanta per due legislature e Deputato nella XV legislatura, racconta «una storia che ha come protagoniste le abitanti di un formicaio, che si sono indebitate con le banche per acquistare afidi da cui spremere melata, un dolce latte che ha sostituito nel formicaio l'antica attitudine alla raccolta» ci anticipa l'autore. «Un esempio di "feticismo delle merci", ma anche un apologo apertamente riferito alla crisi dei mutui subprime e alle colpe del sistema finanziario. Però, come recita il sottotitolo, nessuno fu innocente perché se le banche hanno potuto speculare fu anche perché le formiche si fecero sedurre dalla dolce melata nell'illusione di una facile emancipazione sociale.» Nel 2011 con "La Formazione. Il lungo viaggio nella politica" avevi dato alle stampe una riflessione ‘rapsodica' sui percorsi e incontri di una vita. Stavolta racconti un apologo. La narrazione è modalità più "persuasiva" e magistra della saggistica? «Di certo la crisi finanziaria in corso meriterebbe assai più di un apologo, se non altro perché ci ha fatto finalmente capire che la nostra libertà è inversamente proporzionale ai nostri debiti», riflette Chicchi.

mer 21 nov 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

La buona notizia è che a Santarcangelo dal 24 novembre torna "Cibo come cultura". Quella golosa è che il 7 dicembre a conversare su storia, mito e cultura dell'olio, "Tra Vergini e extravergini", con l'esperto Stefano Cerni ci sarà l'antropologo della contemporaneità Marino Niola, di cui è appena uscito presso il Mulino il pirotecnico "Non tutto fa brodo". Per Niola, direttore del Centro Studi sulla Dieta Mediterranea del Suor Orsola Benincasa di Napoli ed editorialista di "La Repubblica", tre sono gli alimenti mitici, "a denominazione di origine consacrata": il vino di Dioniso, i cereali di Cerere e l'olio. Perché «c'è un mito all'origine dell'olio. Che lo lega alla democrazia» ci spiega Niola. «Nella disputa tra gli dei per il patronato dell'Attica, alla fine delle ‘eliminatorie' sull'Acropoli restarono Atena e Posidone. Il dio del mare fece scaturire una polla d'acqua salata, emblema del dominio sui mari, la vergine dea fece spuntare un ulivo. Vinse lei, e la città si chiamò Atene. Così l'ulivo, pianta sacra su cui gli efebi giuravano fedeltà alla pòlis, è il simbolo della democrazia occidentale. Anche l'olio ha una forte valenza simbolica, è il ‘crisma' del Cattolicesimo, protagonista di molti riti perchè ‘conserva', promessa di immortalità, e ‘fa scivolare', quindi facilita il passaggio, anche da una vita all'altra. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Continua il nostro viaggio di cartellone teatrale in cartellone teatrale. Il Teatro Moderno di Savignano al Rubicone intitola "Piume" il programma 2012/2013, che all'insegna del "pensiero positivo" inaugura la stagione col Dario Vergassola di Sparla con me il 7 dicembre, per proseguire con La locandiera di Carlo Goldoni, con Jurij Ferrini il 21, e proseguire nell'anno nuovo con Giobbe Covatta, l'omaggio a Giorgio Gaber di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda degli Oblivion, Sposami! di e con Alessandra Casali e Sketch and Soda con Lillo & Greg. Info tel. 0541 943960 - www.teatromoderno.org. A San Marino, invece, una stagione per due teatri, tra prosa e "Racconti in musica": il 30 novembre al Titano andrà in scena Dignità Autonome di Prostituzione, uno spettacolo di Luciano Melchionna e Betta Cianchini, per proseguire con A piedi nudi nel parco di Neil Simon il 10 dicembre al Teatro Nuovo. Appuntamento a gennaio 2013 con Luca Barbareschi e Il discorso del re e i Kataklò con Puzzle, mentre in febbraio al concerto di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Musica nuda seguirà Il fu Mattia Pascal di Tato Russo. 

mer 21 nov 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Tra un Festival e l'altro "far crescere, nella città e nel territorio, una cultura teatrale che metta al centro la ricerca e la creazione artistica" è l'impegno di Anno Solare, il programma che accompagna le tre edizioni del Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo. Così ripartono, da novembre a giugno, È primavera!, residenze artistiche e di creazione al Lavatoio, accompagnate da degustazioni enogastronomiche, Compagnia di giro, in cui sono gli spettatori a muoversi da una "piazza" teatrale all'altra e la Non-scuola del Teatro delle Albe, mentre si progettano nuove iniziative. Quattro gli spettacoli per la Compagnia di giro, con l'organizzazione di un pullman dal parcheggio Francolini di Santarcangelo verso i teatri del territorio. Si parte il 30 novembre, quando al Teatro Rasi di Ravenna debutterà Pantani, la nuova produzione del Teatro delle Albe (il costo del biglietto comprensivo del viaggio è di 15 euro, 50 euro l'abbonamento a tutto il ciclo), mentre E' primavera esordisce il 21 novembre con Topo degli Aidoru (ingresso gratuito).

mer 05 dic 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il teatro a noi necessario non è rappresentazione, è epifania d'una presenza. Così raro, oggi, da non perdere. Come Il principe Amleto di Danio Manfredini. È la prima volta che questo ‘maestro invisibile' della scena contemporanea affronta un testo canonico. E proprio quell'Amleto su cui più incrosta la storia e il rischio del teatro ‘mortale'. Ma questo suo principe colto in limine mortis, ‘segnato' dal male e crocifisso è un nostro doppio d'ombra e luce. Questa scelta è «nata dai seminari con gli allievi, in cui propongo pezzi selezionati di repertorio come pratica di allenamento» ci racconta Manfredini. «E Amleto è, culturalmente, il più complicato. Man mano che mi addentravo nel testo la difficoltà cresceva... all'inizio pensavo di metterlo in scena integralmente, ma faticavo per la ripetizione continua delle parole nella bocca degli attori, che oscura i temi. Il linguaggio di Shakespeare è pensato sull'approccio al teatro di allora, quando durante la rappresentazione si entrava e si usciva, si mangiava... oggi il linguaggio è diverso, più rapido, immediato. Ho lavorato su vari piani, cercato un punto di contatto. Dopo 100 giorni di prove ho capito cosa non volevo fare. Da lì si è aperta un'altra strada drammaturgica e compositiva, raccontare la storia dal punto di vista della coscienza di Amleto, cercandone la teatralità. Amleto si trova in un girone di ingiustizia, di marcio. Ma i valori imposti dalla morale della vendetta sono contro la sua natura. E poi entra nel marcio e si sporca anche lui, di tutto il male che ha intorno.

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

«Tradizioni, ritualità, simbolismi hanno sempre riguardato i cibi e il modo di consumarli» scrive l'antropologo e scrittore Eraldo Baldini in La tavola sacra (Pendragon). Secondo un calendario che legava la tavola al "ciclo dell'anno", quello dei lavori agricoli e delle festività religiose. Un tempo circolare e ciclico di vita-morte-rinascita, che noi avvertiamo invece oggi come una fuga "in avanti" di giorni, mesi, anni. Anche se ne percepiamo ancora la potenza simbolica (o la nostalgia...) in festività come il Natale, tradizionalmente legato alla ‘rinascita' dal buio. Ma tutte le ‘dodici notti' che vanno dal Natale all'Epifania erano considerate, nella cultura contadina in cui abbiamo radice, come uno spartiacque, un periodo ‘fuori del tempo' di passaggio al nuovo ciclo dell'anno. Giorni densi di «magia, di pericoli e particolarità» perciò, in cui occorreva ingraziarsi il futuro: tutto il periodo era dedicato a pratiche propiziatorie e divinatorie, dall'indossare un indumento nuovo al versare un poco di vino ai piedi della vite, al far ardere e zöch d'Nadèl, il gran ciocco di Natale, che alla Vigilia prima della Messa di mezzanotte si poneva sul focolare e bruciava per tutta la notte e il giorno seguente, e dalla cui combustione si traevano auspici. La stessa ritualità permeava le usanze alimentari, destinate anzitutto ad assicurarsi l'abbondanza a venire con la ricchezza inusuale delle imbandigioni. Re della tavola natalizia romagnola, anche «ne più miserabili» come annota il parroco di Savarna (che magari ne assaggiavano in quella sola occasione), il caplét. Conferma Piero Meldini, scrittore e studioso della gastronomia del nostro territorio, insignito dell'artusiano Premio Marietta: «Il Natale da noi ha una sola tradizione gastronomica: il cappelletto.» È ignoto l'atto di nascita di questa luveria diffusa un po' dappertutto in Romagna secondo varie declinazioni; la prima pubblica menzione è del 1811, nel Rapporto conclusivo dell'inchiesta napoleonica. 

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Nella notte del 24 dicembre 1223 a Greccio il Beato Francesco «in memoria del Natale di Cristo, ordinò che si apprestasse il presepe, che si portasse il fieno, che si conducessero il bue e l'asino; e predicò sulla natività del Re povero; e, mentre il santo uomo teneva la sua orazione, un cavaliere scorse il Gesù Bambino in luogo di quello che il santo aveva portato.» Così la Legenda maior di San Francesco racconta il presepe originario, tangibile memoriale dell'umanità di Gesù, che Giotto raffigurò nella Basilica di Assisi. Non molto diverso da quello che si preparava un po' in tutte le case, in Romagna, la sera della Vigilia, con il Bambin Gesù benedicente dalla mangiatoia. Sarà per questo che ancora oggi, ottocento anni dopo, si vanno a visitare i Presepi - monumentali, a tema o animati - allestiti un po' dappertutto, in un pellegrinaggio collettivo alla ricerca dello spirito del Natale. La messa in scena varia, secondo creatività ed estro. Da quelli ‘tradizionali' nelle chiese, come il Presepe di Santa Maria delle Grazie a Covignano, sulle orme di San Francesco, o quello dei Salesiani, in piazza Marvelli a Rimini, a quelli domestici ma aperti ai visitatori, frutto di un lavoro che dura tutto l'anno. Come il Presepe artigianale ‘meccanico' opera del riminese Alberto Minelli (per appuntamento, tel. 0541 390693). Mentre fino al 6 gennaio, nel Palazzo del Podestà in piazza Cavour la Caritas espone i multietnici "Presepi dal mondo" (info: 0541/26040). D'ambientazione ‘marina' gli allestimenti più scenografici: inaugurano l'8 dicembre i monumentali presepi di sabbia a Rimini, in p.le Boscovich, a Torre Pedrera, presso i bagni 64 e 65 e a Bellaria ai bagni 78 e 78 bis, mentre il 2 dicembre s'illumina il Presepe della Marineria di Cesenatico, rievocazione della Natività su antiche barche da pesca, nel leonardesco porto canale. 

mer 05 dic 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Una figura unica, quella del santarcangiolese Augusto Campana (1906-1995), che iniziò la sua carriera come bibliotecario e la concluse come docente all'Università degli Studi di Roma. Quella di un personaggio di rilievo internazionale nel campo degli studi eruditi, versatile - spaziò dalla filologia all'epigrafia, dalla biblioteconomia all'archivistica, dalla toponomastica alla paleografia, dalla dialettologia alla storia dell'arte -, che non spezzò mai il legame con la sua terra, restandole «costantemente vicino con l'anima e con gli studi», come scriveva nel 1979. Il Fondo a lui intitolato, acquistato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Rimini nel 1998 e depositato in Gambalunga tra il 2011 e il 2012, va adesso a costituire una preziosa "Biblioteca per Rimini". «Il Fondo "Augusto Campana" - ci spiega Paola Delbianco, Responsabile Fondi Antichi della Biblioteca Gambalunga, - è costituito dalla biblioteca, dalle carte di studio e dalla corrispondenza dell'eminente studioso. La biblioteca si trovava suddivisa tra la casa di Roma e la casa di Santarcangelo. La parte romana è stimata in 17.900 volumi moderni e 1000 antichi; quella santarcangiolese in 8500 volumi moderni e 500 antichi. Ad essi si aggiungono circa 15.000 opuscoli, su cui a breve si dovrà fare un'operazione di cernita essendo spesso in più copie, nonché le carte di studio, che ammontano al momento a 161 buste e sono corredate da un inventario redatto a cura di Enzo Pruccoli. Quanto infine ai carteggi, per ora è difficile quantificarli perché non hanno ancora ricevuto alcuna forma di trattamento.» Quale il valore per gli studiosi? «La sezione di gran lunga più ricca è quella inerente alla Romagna: storia, storiografia, cultura, editoria.

mer 05 dic 2012 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Natale è alle porte, con le sue tavole apparecchiate che radunano intorno tutta la famiglia; un'opportunità per condividere tutto il buono della tradizione, anche per chi soffre di patologie che implicano restrizioni alimentari, come celiaci e diabetici. Il vademecum per un Natale ‘sostenibile' ce lo fornisce, con tanti auguri, lo staff della Farmacia Comunale n. 6. Cominciando dalla celiachia. Una malattia sempre più diffusa, caratterizzata da un'intolleranza permanente al glutine - proteina contenuta in alcuni cereali come frumento, segale ed orzo - che altera la mucosa dell'intestino tenue, danneggiando i villi e determinando un malassorbimento delle sostanze nutritive. L'unica cura certa, sinora, è «un'alimentazione assolutamente priva di glutine » ci spiega la dott.ssa Antonella Agostini. «La dieta, se seguita rigorosamente (e per tutta la vita), permette la guarigione della mucosa intestinale, con la ricostituzione dei villi. La cosa più difficile spesso, per chi si scopre celiaco, è accettare psicologicamente il cambiamento delle abitudini alimentari: mangiare è anche un fatto culturale!» Specie durante le feste... «Ma, come ripetiamo ai nostri tanti clienti celiaci, è comunque possibile un'alimentazione completa dal punto di vista nutritivo, ricorrendo a carni, verdure, pesce e legumi; e poi c'è una gamma completa di prodotti privi di glutine, qui in farmacia, dalle farine al pane, dalla pasta ai dolci. Così basterà qualche accorgimento per mettere a tavola tutta la famiglia, senza rinunce: con i cappelletti, il torrone, il panettone senza glutine... e se serve qualche consiglio per il menù, basta chiedere! Anche l'Associazione Italiana Celiachia (AIC) fornisce agli iscritti, oltre ad informazioni sempre aggiornate, un prontuario dei cibi che non contengono il glutine neppure come additivo, e dei prodotti specificamente dedicati.»

mer 05 dic 2012 - Notizia di attualità - scritto da Barlaam Lorella

Solidarietà è «il rapporto di fratellanza e di reciproco sostegno che collega gli uomini, consapevoli di appartenere alla stessa società e di avere interessi comuni.» Un agire eticamente orientato da praticare non solo durante le feste, quando "siamo tutti più buoni". Non per niente nell'etimologia del lemma ‘solidarietà' c'è in solidum, espressione del latino giuridico che indica l'obbligazione di pagare integralmente un debito. Ma forse si può cominciare proprio da un Natale sostenibile e solidale. Tra le proposte che si alimentano di questo pensiero c'è la "Festa di solidarietà" con cui il 9 dicembre il Borgo San Giuliano inaugura "Borgo Natale 2012", con un calendario di iniziative a cura della Società de Borg e dell'Associazione dei Commercianti di San Giuliano, mentre sul Ponte di Tiberio e lungo viale Tiberio sarà allestito un mercatino delle associazioni no-profit; il ricavato delle vendite andrà ad autofinanziarne le attività (info: cell. 335 1431980). Dal 6 dicembre a Rimini e Riccione torna "Equamente 2012", la manifestazione promossa da diverse associazioni di volontariato in collaborazione con Volontarimini, la Provincia di Rimini e la Regione Emilia Romagna che si articola in diversi appuntamenti tra mostre, eventi ed incontri di approfondimento dedicati alle tematiche del commercio equo, della cooperazione internazionale e della conoscenza delle diverse culture del Sud del mondo. 

mer 19 dic 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Nel 2011, da poco nominato assessore alla cultura, Massimo Pulini ci aveva raccontato di aver pensato il FAR - la Fabbrica che ha posto l'arte contemporanea al centro di Rimini - nello «spirito del dialogo tra le arti.» Una scommessa vinta: «Tra le cose più evidenti del mio mandato è aver consolidato un settore espositivo che quasi prima non esisteva» sorride Pulini, «mettendo in rete attraverso il FAR tutti gli spazi della città, con una programmazione diversificata che ha avuto una buona risposta di pubblico. E quasi solo col passaparola... E il mio lavoro va avanti, anche se sento come una volontà di polemica preventiva sulle due questioni del Teatro Galli e della Fondazione Fellini» riflette. «Forse bisognerebbe stare più attenti alle cose realizzate, come il recente Fellinianno... in questo 2013 denso di anniversari cercheremo di inanellare gli eventi creando costellazioni di senso legate ai film di Federico Fellini, in vista del Museo ‘virtuale' all'Arengo. Il cantiere del Fulgor, intanto, è ripartito (i lavori dovrebbero durare un paio d'anni) e darà modo di restituire due sale di proiezione al centro storico, una sede alla Cineteca e all'organismo deputato allo studio e alla riflessione su Fellini. Per il Galli c'è stata la riconferma dei fondi europei e regionali che coprono il grosso della spesa del cantiere. I tempi? Quelli lunghi richiesti da un'opera importante. Ma apriremo spesso le porte del teatro in progress alla città; già durante le feste, in Sala Ressi, esponiamo il Masterplan strategico della Rimini che verrà.»

mer 19 dic 2012 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Glielo consegneranno al Teatro Galli, il "Sigismondo d'oro" a Guido Lucchini. Il 18 dicembre, insieme al visionario creatore di motociclette da culto Massimo Tamburini. E non potrebbe esserci luogo più giusto, per il fondatore della compagnia E' teatre rimnès, «il poeta della "Barafonda", ultimo e più autentico interprete dei suoni del dialetto dei riminesi, che ha raccontato con la sua narrazione poetica e affabulatoria luoghi e genti della sua città», come il Sindaco Andrea Gnassi motiva le ragioni del riconoscimento. Che viene assegnato ogni anno a due «cittadini riminesi che abbiano onorato, con la propria attività, la città di Rimini.»
«È stata un'improvvisata bella, ma mi ha fatto dormire poco...» così Guido Lucchini ci racconta come ha vissuto la notizia. Commuovendosi, un poco. «Un premio così grosso, così prestigioso non me l'aspettavo...» Ma riprende subito il suo tratto ironico: «Adesso quasi ho paura che la gente dica: Lucchini, ma s'al fat? Perché c'è questo merito? Ecco: ho scritto 45 commedie, pubblicato quattro libri di poesie... in tutti i miei scritti e le mie commedie racconto la mia città, gente di mare, uomini dei campi, dei borghi, i tipi caratteristici della vecchia Rimini, così piacevoli da conoscere. È un premio a chi ha cercato di conservare la memoria della città, a teatro, con le poesie dialettali...» E adesso, cosa sta scrivendo? «Mi son fermato lì, mi sento la testa vuota... Io scrivo quando vedo un fatto, una storia che mi prende, adesso non ci sono cose che mi spingono. Alla mia compagnia ho proposto una commedia, inedita, che spero siano d'accordo di fare... è ambientata nel 1867, quando Napoleone liberò la Romagna e San Marino dal Papa, e San Marino gli donò quattro cannoni.

mer 16 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Infinite possibilità di lettura legano Rimini e la Romagna, la loro storia, il loro paesaggio spirituale alla grande cultura nazionale e internazionale, offrendo molte occasioni di pensiero, spesso ben rappresentate dalle opere d'arte. Questo è il senso della terza edizione de "I Maestri e il Tempo" dedicati ai rapporti che la nostra terra, dal Medioevo al Novecento ha intessuto con l'Europa e l'Oriente.» Così lo storico dell'arte Alessandro Giovanardi, che ne è curatore, introduce la nuova edizione del ciclo di lezioni promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Premiati dal favore del pubblico, rigorosi nella concezione, sono veri incontri, da non perdere. Undici gli appuntamenti «che prendono le mosse venerdì 18 gennaio dalla lectio magistralis di Tomaso Montanari, giovane e già famosissimo storico dell'arte, raffinato polemista, dedicata alle figure dell'estasi nel Barocco, in un confronto serrato tra il "nostro" Guido Cagnacci e Gian Lorenzo Bernini» continua Giovanardi. «Il percorso si concluderà venerdì 10 maggio con la conferenza di Andrea Emiliani su Federico Barocci e il Francescanesimo nella Controriforma, alla vigilia della grande mostra urbinate dedicata al pittore. Nel tragitto incontreremo molti altri nobili interpreti: Massimo Pulini leggerà Guercino (1 febbraio), Angelo Mazza si occuperà di Paolo Piazza, predicatore francescano e visionario mistico (15 febbraio), Pier Giorgio Pasini reinterpreterà il riminese Arrigoni, delicato epigono del Barocci. 

mer 16 gen 2013 - Notizia di healthness - scritto da Barlaam Lorella

«In Farmacia ci capita sempre più spesso di vedere bambini con un peso sproporzionato rispetto all'età e all'altezza. L'equazione "bambino grasso, bambino in salute" sembra ancora valida, nonostante sia ormai noto che l'accumulo di grasso in età infantile sia difficile da smaltire e che predisponga a diversi fattori di rischio da adulti, dalla maggiore incidenza del diabete ai problemi articolari e cardiovascolari...» ci raccontano le farmaciste della Comunale n. 7 "Ghetto Turco". «E spesso le mamme ci chiedono qualche consiglio, sull'alimentazione soprattutto...» Per affrontare questo tema, il 17 gennaio le Farmacie Alliance hanno organizzato l'incontro "I bambini e il cibo. Aspetti psicologici e nutrizionali", con l'intervento dello psicologo dott. Stefano Zucchi e della dietista Sara Biondi, presso la sala Ghetto Turco sopra il Bar Amico, in via Tommaseo /angolo via Rosmini, ore 20.30. «L'obesità è un fenomeno complesso, di origine bio-psico-sociale» ci spiega il dott. Zucchi. «Oltre a una predisposizione genetica e cause biologiche, sono determinanti le cause ambientali, sulle quali possiamo e dobbiamo intervenire, come l'eccessivo apporto calorico (grassi e zuccheri), la sedentarietà (televisione e videogiochi), le strategie di marketing alimentare che promuovono il cosiddetto junk-food (cibo-spazzatura), l'assenza di un'educazione alimentare equilibrata in famiglia, alcune dinamiche familiari problematiche.

mer 16 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sarà il filosofo Remo Bodei con "La passione amorosa" la guest star di "Il linguaggio delle passioni", ciclo di seminari proposto dal Gruppo di Ricerca psicoanalitica di Rimini in collaborazione con l'Istituto G. Lettimi, durante i quali giovani musicisti dell'Istituto suoneranno brani a tema con gli argomenti proposti. Un viaggio attraverso "la complessità dei vissuti umani e della loro forza ed energia espressiva" che Natalia Campana e Ilaria Prosperi inaugureranno il 19 gennaio con "La gola: non solo un peccato". A seguire, appuntamenti a cadenza mensile attraverso il linguaggio talora oscuro, confuso, angosciante, irrazionale di quelle passioni che Aristotele chiamò "abiti del male", per coglierne anche l'aspetto positivo e vitale. Il 16 febbraio tocca a "Vergogna e colpa", nella lettura di Pier Venanzio Bandieri e Franco Brighi, il 16 marzo a "Lavorare con l'invidia. Dall'invidia alla gratitudine", relatori Natalia Campana e Carla Montanari; il 20 aprile Rosita Lappi e Roberto Vanucci indagheranno "I volti della superbia". L'11 maggio Claudio Roncarati e Lia Sternini rifletteranno su "Rabbia e Accidia", per concludere il 19 ottobre con "Dell'odio e dell'amore. Genesi della gelosia", svelata da Carla Montanari e Sonia Saponi. Tutti gli incontri, a ingresso libero, si svolgeranno presso l'Istituto Lettimi, dalle ore 15.00. www.istitutolettimi.it

mer 16 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

A Montescudo c'è un settecentesco teatrino-gioiello arrampicato sulla collina e affacciato sul mare: il Rosaspina, piccino picciò ma con tutto quello che "fa" un teatro vero, spazio per la creazione di una comunità di spettatori. Una "figura" del lavoro paziente e tenace dell'Attoscuro Teatro, che stagione dopo stagione nonostante il "poco" dei tempi grami riesce a intrecciare percorsi per cui vale la pena mettersi in viaggio, di domenica, per buoni incontri. Quest'anno OLTREMISURA 2013 è sotto il segno della "straziante, meravigliosa bellezza del creato!": il sipario si apre domenica 27 gennaio alle ore 18.00 con "SPIC & SPAN" di foscarini:nardin:agosti, vincitore della segnalazione speciale Premio Scenario 2011. Il 17 febbraio va in scena "Aldo Morto-Tragedia" di e con Daniele Timpano spettacolo vincitore Premio Rete Critica 2012. A seguire, il 3 marzo torna Martà Cuscunà con "La semplicità ingannata", satira per attrice e pupazze sul lusso d'esser donne. Altro ritorno importante, quello dei Fanny & Alexander col loro "Discorso Grigio", in programma il 17 marzo, mentre Chiara Lagani, il 2 e 3 febbraio, proporrà anche un laboratorio per attori. A concludere il viaggio, "La serva Padrona" di Giovanni Pergolesi, il 21 aprile, e il 12 maggio "120 kg di jazz" di e con Cesar Briè.

mer 30 gen 2013 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«"Piada" dicono Pascoli, Panzini, "piadena" il Morri, "piê", "pij" l'Ercolani, "pieda" Francolini e Quondamatteo. Il Prati suppone che "piê" derivi dal romagnolo "pié", "pies" rappigliare, assodarsi (...) oppure dal latino medievale "pladēna"...» così argomenta Enzo Fiorentini in Mo cus'ela sta pieda! (Pazzini). E si potrebbe continuare. 
Insomma, nomi ed etimologie dell'alimento più identitario della gastronomia ‘povera' del nostro territorio sono tanti quanti i diametri, gli spessori e gli ingredienti "aggiunti" alla farina/sale/acqua/strutto tradizionali. 
Anche per questo è ‘storica' la data del 16 gennaio 2013, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto Ministeriale di protezione transitoria della piadina romagnola IGP. Una carta d'identità della ‘vera' piada romagnola, ormai diffusa in tutto il mondo ma non sempre commercializzata in versione genuina, che la accompagnerà sui mercati, rigorosamente fresca e rispondente a un severo disciplinare.
«Una bella soddisfazione, dopo un decennio di battaglie» ci racconta Giovanni Bucci, responsabile CNA Alimentare Rimini, che in questi anni è stato in prima linea. «La procedura di approvazione è tortuosa, dal territorio alla Regione al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Per poi approdare a Bruxelles. E il percorso per arrivarci è stato irto di difficoltà, dalla definizione di un unico disciplinare alla creazione di un Consorzio di promozione che come CNA Rimini e Confartigianato Rimini abbiamo messo insieme con un paziente lavoro... di impasto delle diverse istanze.

mer 30 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Da febbraio il MUSAS di Santarcangelo diventa "La casa dei burattini". Dove il MET invita i Piccoli Amici del Museo a una rassegna annuale curata dalla Compagnia Vladimiro Strinati di Cervia, per incontrare un modo 'originario' del teatro, quello "di figura". «Un termine che tenta di racchiudere gli spettacoli di burattini, marionette, ombre, pupazzi, raggruppando sotto un'unica immagine le diverse tecniche e tradizioni» ci spiega Vladimiro Strinati. «Mentre il teatro "tradizionale" di burattini si rifà alle maschere e caratteri d'ogni regione. In Emilia-Romagna abbiamo il dottor Balanzone, maschera proveniente dalla Commedia dell'Arte, e caratteri come Fagiolino e sua moglie Brisabela, Sganapino, Sandrone, Pulonia... all'inizio i burattini o meglio fantocci varii venivano usati nelle piazze come imbonimento dai ciarlatani per invogliare i curiosi a comprare i prodotti in vendita. Poi con la Commedia dell'Arte nascono maschere e personaggi che continueranno nel teatro dei burattini, con una connotazione sempre più locale. Dall'800 fino ad oggi in Emilia vi sono state - e alcune continuano il mestiere - importanti e numerose famiglie di burattinai: Cuccoli, Campogalliani, Preti, Ferarri, Maletti...» E lei come è diventato burattinaio? «Ho cominciato andando a "bottega", limitandomi all'inizio a piccoli ruoli di animazione di figure e oggetti per poi progredire in una narrazione autonoma di storie attinte dal repertorio fiabistico emiliano-romagnolo o da leggende e racconti più moderni. 

mer 30 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Comincia da lontano, il viaggio di REFUGEE STATI D'ESILIO/ EPIFANIE (2011-2014) ARCHIVIO 1 di Isabella Bordoni, libro d'artista che adesso fa sosta e invita alla sosta su un tavolino nella Libreria Riminese, fino al 16 febbraio. Per poi riprendere il suo viaggio di lettore in lettore, che lo inscrive e riscrive nelle vite che attraversa.

Comincia da qui.
«Nell'estate e nell'autunno 2011 Luca Berardi, Isabella Bordoni, Antonio Cipriani, Davide Dutto, Luca Francesco Garibaldo, Erika Lazzarino e Maria Nadotti muovendosi tra Rimini, Milano, Alta Val Susa, Valle Tanaro, in presenza e in assenza hanno dato tempo e luogo a una comunità in transito alla quale questo libro oggetto rende testimonianza. (...) Un cammino fatto di incontri e soste, lungo le dorsali della montagna italiana, Appennini e poi Alpi, per dire con le poetiche dell'accoglienza e dell'ospitalità. Le politiche dell'abitare e del congedo», dedicato «agli assenti. Ai presenti. Alla comunità dei passanti. Al pensiero e alla parola che fanno del mondo, mondo, vita e cosa immensa.» 
Pensieri e parole che sono, in apertura, quelli di Hannah Arendt, un filo che lega il progetto precedente di Isabella, "Contro la purezza", i cui passi guidava con "L'Umanità ai tempi bui", e apre REFUGEE con il suo "Quaderni e diari". Cui si aggiungono altre voci, di filosofo, di poeta, di scrittore, tutte contemporanee per affinità e urgenza. Frammenti, illuminazioni.
«Mi interessa capire cosa è un corpo» scrive lei. «Mi interessa capire l'alterazione dei due spazi - corpo e paesaggio - nel loro incontro.»

mer 30 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione del "Premio Stefano Benassi" «dedicato a gente che scrive per il piacere di scrivere, non necessariamente perché pensa di intraprendere la "carriera" di scrittore. La nostra idea è quella della scrittura per tutti», spiega Michele Marziani, presidente della Giuria. Promosso da Università Aperta di Rimini, il concorso è aperto a tutte le persone maggiorenni, che possono inviare a Università Aperta un racconto inedito a tema libero della lunghezza massima di 5.000 battute. La quota di partecipazione è di 10 euro, la scadenza il 20 aprile 2013. In Giuria anche l'agente letteraria imolese Carla Casazza, lo scrittore lombardo Angelo Ricci, le insegnanti riminesi Giovanna Gazzoni e Angela Grossi. I premi, 500 euro al primo classificato, 300 al secondo, 200 al terzo, con un Premio speciale in buoni libro al miglior Autore della provincia di Rimini, saranno assegnati in settembre, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2013/2014 di Università Aperta. Info: tel. 0541 28568 / 0541 22323, www.uniaperta.it

mer 30 gen 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«È importante cogliere quanto la gioia nutra quotidianamente la divinità che abita in noi. Il suo farsi parte integrante del teatro che arricchisce costantemente l'universo in cui viviamo.
Gli artisti ci fanno intuire che il sogno che abbiamo dentro, non solo è possibile, ma davvero presente e puro.» Così Cesare Ronconi, regista del Teatro Valdoca, inaugurava il viaggio della "Trilogia della gioia", percorso accanto a giovani artisti. Perché, aggiungeva: «vorrei ricominciare a lavorare con persone molto giovani sulla unicità, il coraggio e la verità.» Nella prima parte, "O tu reale, scontrosa felicità", due movimenti in un gioco di specchi, c'era Muna Mussie. In "Ora non hai più paura", in prima assoluta al Bonci il primo febbraio, direttore del progetto sonoro è il musicista e compositore Enrico Malatesta. In scena, le tre performer Silvia Mai, Chiara Orefice e Sveva Scognamiglio, corpi androgini che tessono «relazioni umane al di fuori della dualità bello/brutto, bene/male» dentro la materia/flusso del suono. In dialogo vivo con le percussioni di Malatesta e l'elettroacustico di Attila Faravelli, temperati da Luca Fusconi. 

mer 13 feb 2013 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«L'autarchia torna in tavola dove con la crisi è crescita boom negli acquisti degli ingredienti base come farina, uova, zucchero e burro che non è mai stata registrata prima nel dopoguerra.» In decisa controtendenza rispetto «al calo complessivo dell'1,5 per cento degli alimentari registrato nella grande distribuzione, con un taglio della spesa di 1,1 miliardi di euro sui prodotti confezionati.» Così una ricerca Coldiretti/Censis fotografa l'anno appena trascorso. Aggiungendo che «con la crisi si torna in cucina, ai fornelli dove in media gli italiani trascorrono 56 minuti al giorno nei giorni feriali che salgono ad oltre 69 minuti nei giorni festivi.» Più che una spending review, una "decrescita felice" a base di fragrante ciambella casalinga e tagliatelle dell'arzdora. 
Sapore, convivialità e risparmio, come promette anche il nuovo libro di Cinzia Bauzone, appena uscito da Raffaelli editore: "In cucina contro la crisi - dalla Romagna ricette per piatti semplici, economici e ricchi di soddisfazione". Altro indice del ritorno alla sobrietà, il proliferare di consigli su come riciclare con gusto avanzi e "scarti". Sul web, nei blog come ecocucina.org di Lisa Casali, nei giornali e in libreria, con titoli che rinnovano i fasti di "L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa" del romagnolo Olindo Guerrini, che su invito di Pellegrino Artusi compose un saporito e virtuoso "sillabo" di ricette, uscito postumo nel 1918. 

mer 13 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Raffaello Baldini sarebbe da considerare, semplicemente, uno dei tre o quattro poeti più importanti d'Italia, «se non restasse ancora vivo il pregiudizio pigro per il quale un poeta in dialetto è un "minore"», scriveva Pier Vincenzo Mengaldo. Ma «ci sono cose che sono accadute e continuano ad accadere in dialetto» sembra rispondere Baldini. Con la sua lingua madre creatrice di un universo poetico, che s'incarna in Ivano Marescotti. Adesso l'attore romagnolo porta in scena La Fondazione, il testo che Baldini gli affidò prima di morire, nel 2004, dicendogli «fanne quello che vuoi.» La regia è di Valerio Binasco, e il 17 febbraio sarà al Teatro del Mare, a Riccione, e poi a Rimini, al Novelli, il 26. Chiediamo a Marescotti se è vero che Raffaello Baldini ha cominciato a scrivere per il teatro dietro suo suggerimento... «In effetti sono andato a Milano per incontrarlo e chiederglielo - ogni sua poesia era già teatro! - e ne sono nati tre monologhi: Carta canta, Zitti tutti! e In fondo a destra. Invece di La Fondazione non mi aveva detto nulla, ha sorpreso anche me. È come un testamento culturale e artistico, una summa della sua opera. E in fondo parla della morte, del non accettarla, tema sempre presente nelle sue poesie. Intercity, l'ultima raccolta, è proprio di questo viaggio che racconta. La Fondazione ha parti in italiano, ma si sente che il personaggio è ‘nato' in dialetto, è come certe vecchie signore col loro italiano pensato in dialetto...» Il protagonista è un uomo senza nome che accumula gli oggetti di una vita, in una sorta di pietas verso le cose e i pensieri che svaniscono: «non è solo della roba, sono delle creature...» 

mer 13 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Che si tratti del giornale o di Proust, il testo ha significato solo attraverso i suoi lettori (...) in un gioco di implicazioni e di astuzie tra due tipi di aspettative combinate: quella che organizza uno spazio leggibile (una letteralità) e quella che organizza un percorso necessario all'effettuazione dell'opera (una lettura).» Potrebbe partire da questo assunto di Michel de Certeau la rassegna "I lettori invitano gli autori", che prenderà il via il primo marzo nella Sala del Settecento della Biblioteca Gambalunga. Un confronto al quale, forse per la prima volta nella nostra provincia, sono stati i lettori stessi ad aver invitato gli autori, promosso da una Biblioteca che vuol essere una ‘casa' degli utenti, e per questo si è aperta ai diversi Gruppi di lettura che qui s'incontrano per condividere le pagine più amate. L'iniziativa, varata tre anni fa, ha avuto tanto successo che i Gruppi nel tempo sono diventati quattro, e si muovono tra narrativa, poesia, saggistica, filosofia e spiritualità. Nasce proprio dai desiderata dei partecipanti il ‘cartellone' della rassegna.

mer 13 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Per certi lettori, il piacere della lettura è un piacere di intimità» scrive Alberto Manguel. «Ma ci sono lettori per i quali l'esperienza condivisa prolunga e approfondisce il piacere dell'intimità.»

Ad entrambi si rivolge la VI edizione di "Ritratti d'autore. Letture e commenti ad alta voce" della Biblioteca di Misano, a cura di Gustavo Cecchini, invitando a condividere pagine ormai classiche con lettori che sono tra i Maestri della cultura contemporanea. Ne risulta anche quest'anno una "biblioteca ideale", tra antico e moderno. Si comincia il primo marzo con il romanziere Marcello Fois, che si misurerà con "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, opera seminale della nostra letteratura. L'8 marzo Nadia Fusini, da anglista raffinata qual è, converserà su "La tempesta" di Shakespeare, enigmatica summa dell'arte del Bardo. Quattro gli appuntamenti con i filosofi.

mer 13 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Mabel Morri ha gli occhi luminosi dell'artista soddisfatta del suo lavoro: oggi va in stampa per Kappalab la sua nuova graphic novel, "Cinquecento milioni di stelle". Proprio quelle che le protagoniste, Rebecca e Caterina, guardano sdraiate in terrazza nell'ultima tavola. Poi le mani si intrecciano. Desiderare, d'altra parte, è proprio nelle stelle che ha radice. «Sono molto orgogliosa di questo libro - sorride Mabel - che ha avuto una gestazione lunga, difficile, ma è venuto come me lo immaginavo... e non è una cosa che dico facilmente. C'è stata una crescita di livello nell'uso del colore, che ho usato negli ‘studi' per i personaggi, e che nel libro si traduce in bei mezzi toni di grigio. Per la prima volta ho fatto uno studio preliminare dell'ambiente - una Rimini riconoscibile, anche se un po' trasfigurata - immaginandone gli angoli, le varie prospettive. E mi ha portata a migliorare molto. Anche il disegno è più curato, con grande attenzione per i personaggi secondari, corpi contemporanei, con una loro storia. E per la prima volta non ci sono didascalie, solo dialoghi. Pochi, al posto giusto, con tantissime tavole ‘mute' per dare leggerezza di respiro. Il libro è nato in maniera quasi magica... quando lo stavo scrivendo ho perso tutti gli appunti. Ricostruiti alcuni snodi narrativi essenziali, mi sono lasciata andare al disegno... e quando li ho ritrovati ho scoperto che erano tutti diversi. 

mer 13 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Aldo Morto. Tragedia", di e con Daniele Timpano, il 17 febbraio è al Rosaspina di Montescudo. Non è solo che ha vinto il premio Rete Critica 2012, è stato finalista all'Ubu o che Palazzi lo definisce "uno spettacolo geniale". È che il 9 maggio 1978 me lo ricordo bene. Quando hanno trovato il cadavere di Moro in via Caetani. Il silenzio che c'era. Le facce scure dei compagni del Liceo. Ma cosa abbiamo capito? «È successo quando avevo quattro anni» dice Daniele, la voce di chi va di corsa, generosa di racconti. «Allora non mi è arrivato nulla, un certo uomo era morto... Moro l'ho poi scoperto nel film di Ferrara, per me ha la faccia e la voce di Volonté. Ho deciso di farne un personaggio teatrale in continuità con i miei lavori precedenti, Dux in scatola e Risorgimento pop. Mi sono accorto che i miei interessi da autore convergono verso il macabro - per un'ossessione personale verso la morte e la perdita - e la storia e l'identità del mio paese, che mi sembra un po' in dismissione, in progressivo e peggiorativo sbiadimento. Potrei definirlo un frugare nell'identità nazionale, attraverso la sua storia, con alcuni suoi morti importanti collocati in punti di snodo. La mummia di Mazzini, metafora della Repubblica, il cadavere di Mussolini, con le storie del ventennio legate all'esperienza di nonni e bisnonni, al loro qui ed ora... adesso il corpo morto "buono" di Moro.»

mer 27 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Venerdì 1 marzo per "I maestri e il tempo" Pier Giorgio Pasini terrà una lectio su "Giovanni Laurentini detto l'Arrigoni. Pittura e devozione al tramonto del Manierismo". Nel 2004 l'Arrigoni era stato uno dei protagonisti della mostra "Seicento inquieto. Arte e cultura a Rimini", curata da Pasini. «Ma bisogna tornare a parlarne» spiega il nostro più grande storico dell'arte, «perchè è stato un pittore importante ed a Rimini è quasi sconosciuto. Della sua biografia - riflette - conosciamo pochissimo, sappiamo che era nato a sant'Agata Feltria intorno al 1550, che è morto nel 1663, a 83 anni. La sua prima opera conosciuta è il San Michele Arcangelo che vince il demonio nella chiesa dei santi Bartolomeo e Marino detta di Santa Rita, del 1570 o 1579 - la data è parzialmente nascosta dalla cornice - che ci permette di stabilirne l'educazione. L'influenza sembra marchigiana, più da parte degli Zuccari che del Barocci, con manierismi di gusto romano... poi non abbiamo più sue notizie fino alla fine del secolo, quando la sua pittura si rivela diversa, influenzata sempre da pittori marchigiani come Picchi o Barocci, ma capace di mescolarne le caratteristiche in un mix originale.» Che Rimini era, quella del tempo? «Essere nato a metà del ‘500 voleva dire crescere in una città depressa, che aveva perso il suo ruolo di capitale, con una nobiltà che si dava molte arie ma aveva pochi soldi, senza industria e con traffici poco vivaci. Dalla morte dell'ultimo dei Coda fino al Carracci c'è stato un momento di vuoto assoluto per quanto riguarda gli artisti locali. Da qui, l'importanza di Arrigoni, che ha lavorato moltissimo anche fuori Rimini, piaceva al clero, alla nobiltà, al potere laico che gli hanno dato un grande credito. Forse anche perché aveva sposato una nobile, donna Porzia Olfi. Una cosa eccezionale per quel tempo, in cui i pittori erano ancora considerati semplici artigiani. Del suo lavoro la guerra ha poi fatto scempio, e resta pochissimo. A Rimini c'è un san Giacinto nella sagrestia della Chiesa dei Servi (1594), in san Bernardino San Bernardino presenta al papa il monogramma del nome di Gesù (1600), al Suffragio - ma in canonica - una Fuga in Egitto del 1605, alle Grazie un Presepio del 1606, mentre al Museo della Città è esposto il Cristo che consegna le chiavi a san Pietro, del 1600.

mer 27 feb 2013 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Il segreto di Pulcinella per meravigliosi piatti di pesce è quello che Piero Meldini svela a pag. 87 di "La cucina riminese di terra e mare" (Panozzo): «pesce nostrano scelto, freschissimo e possibilmente di stagione (già, perché c'è una stagione anche per il pesce, oltre che per la frutta e la verdura).» Sta parlando della rostita di pesce e del suo novecentesco "inventore", Bruno Barosi, ma dà anche una ‘bussola' più generale. Fresco, infatti, non basta: ogni pesce ha la sua stagione, cioè il periodo in cui è più buono e saporito. Questo avviene generalmente «nel periodo della riproduzione (quando ha le uova) o è novello», come spiega "Purazi... doni!" (Panozzo), che nel pescato di marzo annovera bianchetti (omni nud), calamaretti (calamèri), la gallinella (mazòla), vari molluschi, sardoni piccoli, sogliola (sfuiatela)... e il nome in dialetto non è un vezzo, perché il miglio zero fa la sua buona differenza. Ne ha fatto il suo core business Mattia Sferlazzo, classe 1991 e ‘figlio d'arte', che vende quello che pesca col suo Erika direttamente sul Porto Canale, al pomeriggio (clima permettendo), e tutte le mattine presso il Mercato Coperto di Rimini. E si racconta sul web c/o www.riminipescefresco.it. «Adesso peschiamo soprattutto mazzancolle, che sono belle grandi, code di rospo, sogliole e moli, ce n'è stata una passata eccezionale, qualche rombo e tra un po' dovrebbero esserci gli scampi, e poi seppie...» mi spiega invece Adamo, patron del motopeschereccio A. Riboty, che incontro ogni mattina mentre porta il suo pescato fresco al Canevone. «Le seppie in inverno si cucinano anche coi fagioli. Di stagione anche il fritto di paranza, le ‘canocie' crude... adesso hanno ancora la ‘cera', le uova, e sono ancora più buone. Tra i molluschi, cominciano anche le ostriche ‘concave' di Cattolica, più buone della Belon francese, ce n'è un banco naturale tra Cattolica e Rimini e si trovano anche al mercato, ma bisogna controllare che abbiano il certificato.

mer 27 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il Teatro Giustiniano Villa di san Clemente ha riaperto il sipario il 22 febbraio, con la festa di benvenuto della nuova "padrona di casa", la cooperativa Città Teatro. Fondata dalla Compagnia del Serraglio, Compagnia dei Ciarlatani e Maan ricerca e spettacolo - realtà attive nel nostro territorio - Città Teatro ne unisce le forze artistiche per la crescita di questo spazio teatrale.
Il cartellone teatrale si inaugura l'8 marzo con Il circo capovolto, con Andrea Lupo, il 22 Teatro in Viaggio - lungo la rotta dei migranti, di e con Pietro Floridia, in una produzione della Compagnia del Teatro dell'Argine, il 5 aprile Smascherata, spettacolo sulla Commedia dell'Arte di Davide Schinaia e Giorgia Penzo, per chiudere il 12 aprile con un longform di Daniele Marcori: Microstorie, improvvisazione con gli attori della QFC. Sotto il segno del cinema comico il ciclo "Così ridevano": il 12 marzo Mon Oncle di Jacques Tati, il 26 Il senso della vita dei Monty Python e il 9 aprile Vacanze di Natale 2000 dei fratelli Vanzina. Continua il progetto Dialetto D'Autore e il Teatro Villa ospita il quarto anno di La Butega, incontri sul dialetto romagnolo come lingua di scena, aperto ad attori e appassionati. Quattro giovedì, ad ingresso gratuito: 28 febbraio, 14 marzo, 28 marzo e 11 aprile (dalle 21.00 alle 23.00). E ci sarà anche uno spazio per la musica, con i concerti dei Comaneci il 18 aprile, e di Filippo Graziani il 25 aprile, e per l'arte, con le mostre del pittore Elvis Spadoni, dal 22 febbraio al 14 aprile, e del fotografo Stefano Zamagni, dal 15 aprile al 28 maggio. Info: Tel. 0541.604972 - info@cittateatro.it - www.cittateatro.it

mer 27 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Il 3 marzo si terrà in tutta Italia la VI Giornata delle Ferrovie Dimenticate, che ogni anno fa il punto sul recupero dei vecchi tracciati ferroviari dismessi, ancora utili e preziosi se riutilizzati per percorsi ciclo pedonali o per corsie preferenziali protette per tram e filobus. Sono tre le ferrovie ‘dimenticate' sul nostro territorio, la Rimini - San Marino, la Rimini - Novafeltria e la mai inaugurata Santarcangelo - San Leo e la Provincia di Rimini aderisce alla Giornata nella convinzione che meritino di essere valorizzate. Due gli appuntamenti: alla biblioteca Baldini di Santarcangelo, giovedì 28 febbraio alle 21.00 saranno presentati da Massimo Bottini i due volumi Traversine. 50 chilometri a piedi da Fano a Urbino lungo la ferrovia Metaurense ( Aras, 2011) di Massimo Conti e In treno al mare. 150 anni di ferrovia a Rimini (ETR, 2011) di Roberto Renzi e Gian Guido Turchi. L'incontro sarà l'occasione per dibattere sul passato e sul futuro del sistema ferroviario, tra linee e corse soppresse e l'arrivo dell'Alta Velocità. Mentre il 3 marzo, a Novafeltria, nel pomeriggio si discuterà presso l'Istituto Einaudi dello stato dell'arte del recupero dei vecchi tracciati. Amministratori locali, saggisti ed esperti interverranno per illustrare la situazione e i progetti in corso, intervallati da testimonianze, filmati d'epoca e qualche lettura. Info: labo.bottini@awn.it - Tel. 339 8967408.

mer 27 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

"Ma allora non è un Documentario!" è il titolo del ciclo d'incontri che per quattro venerdì, dal 29 marzo al 19 aprile, Marco Bertozzi, documentarista e docente di Cinema allo IUAV di Venezia, condurrà in Cineteca. Ma potrebbe essere l'illuminante scoperta di chi si iscriverà. «Troppo spesso - riflette Bertozzi - al termine ‘documentario' si associa un'idea di polveroso ‘cortometraggio', o di reportage televisivo, mentre negli ultimi anni il documentario di creazione è diventato il luogo di maggiore sperimentazione del cinema. Basti pensare alla modalità della camera in spalla, adottata nel cinema di finzione ma tipica del cosiddetto Cinéma verité; oppure, al fatto che in Italia il colore è utilizzato nei documentari già alla fine degli anni '40, mentre nel cinema di finzione arriva solo nei '60... Oggi poi c'è una ‘nuova scuola' di documentaristi italiani, autori che realizzano film originali e vincono premi in Festival Internazionali, nonostante il fatto che né lo Stato né la RAI investano su questa forma d'arte. E difficile resta anche la distribuzione fuori dai circuiti dedicati, come quello di "Doc in tour", che quest'anno porterà in giro anche il mio "Profughi a Cinecittà" nelle principali sale d'essai dell'Emilia Romagna. Mentre si dovrebbe arrivare a poter vedere un bel documentario in una multisala...» Su cosa verterà il tuo corso? «L'idea è quella di riflettere sul ‘cinema del reale' come luogo di un punto di vista autoriale, con una sua cifra estetica, per film inseriti nel dibattito sociale, capaci di rievocare storie o memorie dimenticate...

mer 27 feb 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

«Sono partito cristiano, mi sono scoperto hindu e ritorno buddhista, senza aver mai cessato di essere cristiano» scriveva Raimon Panikkar, il "figlio di due mondi". Le sue sono parole che aprono. Forse perché «in Panikkar c'erano tanti Panikkar, una vera folla: un filosofo e un teologo, un mistico e un buddista...» come scrive Maciej Bielawski nel suo "Panikkar. Un uomo e il suo pensiero", appena uscito da Fazi editore. Una biografia? Piuttosto un viaggio attraverso cui l'autore, anche lui "uomo plurale", prova a distillare l'uomo-Panikkar «dal "mito" raccontandone la vita e presentando il suo pensiero». Bielawski sarà alla Gambalunga per "I lettori invitano gli autori", il primo marzo, in dialogo con Mariolina Tentoni. «Questo libro l'ho scritto soprattutto per me stesso» mi racconta. «Come una guida per capire Panikkar, che incarna in modo armonioso e profondo l'incontro tra Oriente e Occidente, a livello culturale, religioso, filosofico, linguistico, nei suoi scritti come nella sua vita. Riuscendo a immergersi nelle altre religioni senza perdere l'ispirazione cristiana in sé, entrando in dialogo. Perché - come ha scritto - l'uomo non può essere se non religioso, ma le religioni troppo spesso portano al conflitto. Così introduce un concetto nuovo: non bisogna convertire l'altro e non basta rispettarlo, ma occorre imparare da lui, dalla sua religione, entrare in contatto profondo così che possa avvenire una fecondazione reciproca. L'umanità oggi si trova in un vicolo cieco, e nessuna delle tradizioni culturali, filosofiche, religiose che abbiamo è in grado in se stessa di risolvere il problema. Panikkar in qualche modo ha cercato un'armonia nella ricchezza plurale del mondo, senza ridurla a un'unica prospettiva.» Lei ha scritto diversi libri, è teologo... come ha incontrato Panikkar? «Nel mio percorso ho avuto tanti interessi, e mi ha sempre aiutato camminare in compagnia di qualcuno più grande. Con Panikkar è stato così.

mer 13 mar 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Sapere che oggi gli si attribuisce il motto «il fine giustifica i mezzi» susciterebbe l'enigmatico sorriso di Niccolò Machiavelli. Che non l'ha mai scritto. Per fortuna a decostruire la vulgata ‘machiavellica' e a restituire al Segretario della Repubblica fiorentina il profilo del «più influente scrittore politico repubblicano moderno» da anni lavora il filosofo Maurizio Viroli, uno degli studiosi italiani più apprezzati nella comunità scientifica internazionale, docente di Teoria politica all'Università di Princeton. A Misano, per Ritratti d'autore, ne commenterà Il Principe, l'opera più famosa. E famigerata. «Machiavelli in Italia lo considerano come l'autore del Principe, quindi come consigliere di principi o, secondo l'opinione comune, come il sostenitore dell'idea che la politica è autonoma dalla morale» chiarisce disponibile Viroli, inseguito al telefono tra i suoi mille impegni. «Meno noto è il Machiavelli autore dei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, che è stato storicamente l'ideale punto di riferimento politico del pensiero e dell'azione di chi voleva dar vita a delle buone repubbliche moderne. Noi italiani ci siamo privati del Machiavelli che è maestro di libertà per fermarci soprattutto sul Machiavelli consigliere di principi, col risultato che da secoli abbiamo scarsissima coscienza repubblicana e non sappiamo cosa significhi essere cittadini liberi.
I risultati di questa poca attenzione li vediamo ogni giorno, ed è un problema che Machiavelli aveva visto, il fatto che gli italiani hanno una debolezza interiore, morale, non hanno la forza di carattere o la determinazione assoluta che ci vuole a combattere tirannide e corruzione.

mer 13 mar 2013 - Notizia di Valmarecchia - scritto da Barlaam Lorella

"Nessuna nuova, buona nuova" ma non per il Parco Archeologico Multimediale di Verucchio, che sulla carta è una delle realtà storico-archeologiche più importanti della nostra regione, di cui sono stati già decisi l'area e il progetto, scaturito da un concorso di idee da cui «è uscita vincitrice l'architetto verucchiese Giovanna Giuccioli, per la sua particolare conoscenza del territorio» ci spiega Patrizia von Eles, direttore scientifico del Museo Civico Archeologico e Responsabile del "progetto Verucchio" per la Soprintendenza. Il futuro PAM permetterà una full immersion nella straordinaria ricchezza archeologica del territorio, con la sua "città dei morti", la necropoli villanoviana che sarà dotata di un apparato multimediale complesso e la "città dei vivi", con la ricostruzione di abitazioni del tempo inserite in percorsi didattici, il tutto tra Rocca, zona della Necropoli e un terreno più a valle. Per sostenere il PAM, oltre ad una ‘chiamata alle armi' dei privati tramite un project financing, ci sono già 800 mila euro stanziati grazie ai fondi Fas per le aree sottoutilizzate e 600 mila euro dalla Provincia... che non si possono toccare per non violare il Patto di Stabilità. A giugno per segnalare al Ministero competente questa situazione e sbloccare i fondi erano scesi a Roma Lisetta Bernardi, Assessore alla cultura di Verucchio, il Sindaco Giorgio Pruccoli, l'Assessore provinciale alla cultura Carlo Bulletti e l'onorevole Elisa Marchioni. L'accoglienza aveva fatto ben sperare, ma «Novità? Nessuna» risponde la von Eles se le chiediamo dello ‘stato dell'arte'... «Ci troviamo ancora in un momento di impasse, in cui non ci sono soldi anche per cose improcrastinabili, figurarsi per progetti bellissimi ma di non immediata necessità come questo.

mer 13 mar 2013 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

Vuol essere una "botta d'orgoglio" per il nostro territorio, la vetrina delle buone cose di ottimo gusto che Enrico Santini ha appena inaugurato al Palacongressi: Palato. «Uno spazio vivo e in evoluzione tra enogastronomia, cultura e design, dedicato alla divulgazione, promozione e tutela del nostro patrimonio enogastronomico.» Così recita il sito www.palatorimini.it, uno degli strumenti per realizzarne la scommessa. Quella di diventare un portale concreto e virtuale (tra e-commerce e social network) delle nostre eccellenze, in un luogo che per l'ospite è la soglia della Riviera. «Ho sempre pensato che Rimini potesse essere la vetrina più bella del prodotto enogastronomico, da quello locale al nazionale» riflette Santini. «È un'idea che nasce dalle potenzialità di un turismo che nel tempo è profondamente cambiato. Al punto che oggi rischiamo di perdere il nostro primato, se non immaginiamo un collegamento tra cultura, enogastronomia e ambiente. Partendo da questi dati, con l'apertura di Palato ho cercato di fare la mia parte. Io muovo da una conoscenza dell'enogastronomia collegata al mondo agricolo, ma godo dell'amicizia di imprenditori che sono il Made in Italy, come la famiglia Ferrarini che ha dimostrato come il prosciutto cotto non sia inferiore al crudo, o i Benetton che hanno l'azienda agricola più importante d'Italia. E per l'aspetto culturale ho la fortuna di potermi avvalere del mio professore Piero Meldini, della sua capacità di collegare cibo e cultura - il nome ‘Palato' nasce dalla sua intelligenza, così come quelli dei vini della Tenuta Santini.

mer 13 mar 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Dal 22 al 24 marzo in vari luoghi del centro storico di Rimini si terrà la IV edizione del Festival culturale AltreMenti, che si rivolge a tutta la cittadinanza attraverso dibattiti, conferenze e spettacoli, per ragionare e divertirsi insieme favorendo la crescita di una cittadinanza attiva, attraverso una socializzazione e progettualità "dal basso". Il tema di quest'anno sono le Trasformazioni, ovvero come leggere e volgere in forma positiva il periodo di transizione che stiamo attraversando, dando alla parola crisi anche la sua valenza di "opportunità". Tra gli appuntamenti, il 22 marzo la proiezione del film "N.P. Il Segreto" di e con Silvano Agosti, il 23 Seminario trasformativo di e con Silvano Agosti, lectio magistralis di Alberto Bagnai e di Nino Galloni, spettacolo teatrale "Lu Santo Jullare Francesco" di Dario Fo, il 24 Forum delle Associazioni, Canto degli Emarginati e saluti finali. Tra le attività collaterali, AltreIdee, incursioni filosofiche col bicchiere in mano. Caffè Filosofici a cura di Loris Falconi; AltriScambi, il dono e il baratto come forme di scambio e relazionalità; AltriGusti, aperitivi e degustazioni vegan; AltriTesti, libreria ambulante del festival. A cura di Libreria Riminese.
Info e programma completo su www.altrementifestival.org/

mer 13 mar 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Anno Solare è l'utopia di un teatro che continua da un Festival all'altro, «esplorazione di forme, modi e contenuti e strumento di una domanda più ampia», come prometteva la direzione artistica di Santarcangelo 12/13/14. Un impegno mantenuto anche quest'anno, che ha dato vita a residenze artistiche, pulmann teatrali, laboratori e che il 15 marzo inaugura la seconda parte, quasi un ‘vivaio' del Festival che sarà. «Aver mantenuto la nostra promessa - riuscire a tenere vive le attività legate al teatro per tutto l'anno - non è poco, perché è una promessa che richiede tanto lavoro e guarda in "alto"» sorride Rodolfo Sacchettini, condirettore del Festival. «Ci teniamo molto ed è stata una bella soddisfazione l'attenta, numerosa partecipazione del pubblico alla prima parte. Che proseguirà nelle grandi linee, con progetti però che vanno verso il Festival.» Qualche anticipazione? «Per È Primavera presenteremo pathosformel con T.E.R.R.Y., il 7 aprile, Strasse con King il 16 maggio e il 31 maggio I Sottaceti di Zöe Poluch, Valentina Desideri, Paula Caspão e Stefan Tiron. Progetti che in forme compiute e articolate vedremo al Festival. Quello di pathosformel, incentrato sulla ‘competizione', inizierà con una semina nell'Arena dei Cappuccini, King invece è legato al percorso che la compagnia Strasse sta compiendo con Leonardo Delogu, "Camminare nella frana", di cui Santarcangelo sarà il luogo d'arrivo. Parte da una conferenza di Roland Barthes Pickles- I Sottaceti, l'incontro di quattro artisti di nazionalità diverse sul vivere insieme.»

mer 27 mar 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

In "mi chiedete di parlare..." Monica Guerritore è ‘la Fallaci'. Ma anche la sua ombra, Oriana. Più che raccontare la più famosa (e famigerata) delle scrittrici e giornaliste italiane, la Guerritore ne riprende il respiro. Da grandissima interprete di donne assolute qual è. «Lo spettacolo è nato dall'imbarazzo di pensare a un talento come la Fallaci catturato sotto un cappello politico che non le appartiene» mi dice la Guerritore, che ne è drammaturga, interprete e regista. «Raccontare la libertà, la grandezza dell'artista era la cosa più importante, fuori dalla sciatteria con cui per "La rabbia e l'orgoglio" è stata letta da personaggi come Calderoli. L'urlo contro il micidiale attentato dell'11 settembre per lei non è una bandiera politica, ma una specie di urlo di Munch, un urlo di rabbia, che solo dopo diventa ragionamento. La sua è una scelta di vita contro una cultura di morte.» Come l'ha concepita? «Il personaggio si fa vivere partendo dagli inferi, come scrive Hillman... Per entrare nel suo respiro, nella pelle ci sono voluti sette, otto mesi. Leggo moltissimo e lascio sedimentare, fino a un materiale magmatico, alla costituzione di un ‘fantasma' che si compone dei brani che scelgo... c'è come un processo alchemico, poi ogni cosa va al suo posto e in una decina di giorni scrivo il testo».

mer 27 mar 2013 - Notizia di il taccuino della tavola - scritto da Barlaam Lorella

«Graziano Pozzetto è la memoria. È la saggezza dei contadini della Romagna» ha scritto Alfredo Antonaros. «A vederlo assomiglia allo yeti, l'uomo delle nevi, ma appena comincia a parlare, è subito chiaro che è quanto di meglio sia rimasto della sapienza e della saggezza della Romagna».
È lo stesso Pozzetto a citarlo, si sente che ne è orgoglioso. Che in quel ritratto di uno che ha dedicato la vita «alla ricerca, per difendere la cucina tradizionale, quella povera, sommersa, contadina e domestica e i suoi prodotti e per evitare che le omologazioni uccidano la cultura di un territorio e la memoria della sua gente» si riconosce in pieno. Il pretesto dell'intervista è il suo ultimo libro, "I grandi mangiatori di Romagna", da poco uscito per Panozzo, per cui ha scritto di tutto un po', dal Fossa allo scalogno, ma con lui si finisce per circumnavigare un mondo... «Con Panozzo ho pubblicato una dozzina di libri» spiega Pozzetto, croce e delizia degli editori perché scrive solo a mano... «In questi anni ho fatto un lavoro di codificazione e divulgazione della cultura enogastronomica della Romagna, con quasi 10.000 pagine edite, 50 incontri l'anno, 3/400 copie di ogni titolo spedite a studiosi, giornalisti, scrittori italiani. L'ho fatto entrare in letteratura, il nostro territorio, per questo sono orgoglioso di aver vinto due anni fa il premio alla carriera "Baldassarre Molossi" al Bancarella. E questo continuo a fare.
Con Muzzio editore sto preparando la riedizione dei miei libri sulla cucina regionale, quello sulla Romagna uscirà a giugno. Dalla prima edizione del '95 sono cambiate molte cose, e il mio è un lavoro continuamente aggiornato per contrastare la devastazione della cultura identitaria, che continua anche grazie all'ignoranza della nomenclatura locale.

mer 27 mar 2013 - Notizia di cultura - scritto da Barlaam Lorella

Nasce dai desiderata dei disabili, la nuova guida interattiva della Domus del Chirurgo che sarà presentata al Museo della Città il 5 aprile alle 16.30. Un format rivolto all'handicap mentale ideato nell'ambito del Progetto Europeo C.L.E.A.R., che potrebbe trovare applicazione in tutti i luoghi culturali, per ‘gestirne' la visita in autonomia. "Quattro sassi" il nome del progetto, di cui è stato promotore il Centro Zavatta di Rimini, l'output è un video interattivo su tablet che, passo passo, permetterà di vivere la storia e i personaggi della Domus del Chirurgo.
«Era necessario mettere a punto uno strumento che non chiedesse modifiche agli spazi né li invadesse, autonomo nell'uso, e il nostro lavoro si è concentrato sull'audiovideoguida» mi spiega Anna Pizzioli del Gruppo Alcantara, che ne ha curato la ‘drammaturgia', mentre Zaffiria ha tradotto il tutto in forma multimediale. «Per realizzarla c'è voluto un anno e mezzo. Nella prima fase abbiamo coinvolto in percorsi di sperimentazione all'interno di Domus e Museo gruppi di persone di età diversa e con disabilità cognitive differenti, per rilevare gli elementi che destavano maggior interesse. E sicuramente le cose che li colpivano di più erano i riferimenti alla vita quotidiana dell'epoca, che li emozionava e in cui si identificavano, il discorso della morte... anche il titolo, "Quattro sassi", è ispirato alla battuta di un disabile che, entrato nella Domus, ha detto: "ma ci avete portato qui per vedere quattro sassi?". Per fortuna - sorride Anna - poi si è ricreduto.

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