AUTORE Agolanti Leonardo
"La cattedrale del mare" di Anna Migotto ("Terra", Mediaset) è il miglior reportage breve: la giornalista ha raccontato come il petrol-chimico di Gela si sia trasformato da speranza contro la disoccupazione a tremendo nemico della salute di chi ha lavorato.
Il 6 gennaio partite di solidarietà con Rimini Calcio, Torre Pedrera e 7°Vega
"Un Sorriso per Rimini" è l'iniziativa di solidarietà in programma a Rimini il 6 gennaio 2009. Consiste in un triangolare di calcio tra le rappresentative del 7° reggimento Vega, della Rimini Calcio e del Torre Pedrera Calcio, con la presenza di altri vip dello sport come Marco Simoncelli, Kristian Ghedina, Alex De Angelis.
[{Il 24 ottobre esce l’ultima fatica letteraria di Michele Marziani} Il racconto di un viaggio in barca e in bici guarnito da 30 ricette] Il Po è il rintocco ovattato di una campana nella nebbia, è un piatto di languide anguille in un’osteria lungo l’argine. Il Po è il riassunto di grandi...
[{“La quinta donna” di Luciano Sampaoli e Sergio Zavoli, con Luigi Lo Cascio, inaugura la stagione del Bonci di Cesena} In cartellone anche Albertazzi, Pippo Del Bono e Noa] Sarà la prima nazionale de “La quinta donna” di Luciano Sampaoli e Sergio Zavoli a inaugurare la stagione musicale del...
[{L’erborista Lalla Pippia spiega come rimediare prima dell’autunno agli “errori” commessi per combattere il caldo estivo} Alla base di tutto c’è un’alimentazione sana e la cura mirata ai problemi della pancia} L’estate impazza, ma quando si cerca di trovare un conforto dal caldo spesso si...
commenti ( 1 )Ultimi fuochi per Moby Cult, la rassegna di incontri con l’autore al Porto di Rimini Dal 27 al 29 agosto in successione Travaglio, Pansa e Allam Laggiù, soffia. Moby Cult, la balena che d’estate tocca il Porto Canale di Rimini nutrendosi di pagine scritte come fossero plancton, lancia in alto...
[{Sino al 4 settembre alla Pinacoteca San Francesco opere di Tiepolo, Pellegrini e Bassano} Una collaborazione con Vicenza nata da un’emissione filatelica] A volte dal piccolo (dal molto piccolo) può nascere qualcosa di importante. Piccolo in senso letterale, in questo caso: come un...
[{I vincitori della XIV edizione del Premio Ilaria Alpi} Il riconoscimento Miran Hrovatin a “Nero artico” di Bernardino Marco Tomei] La qualità dei partecipanti ha reso ardua la scelta delle giurie. Ma alla fine la XIV edizione del Premio Ilaria Alpi ha eletto i suoi vincitori. “La...
[{Al Festival del mondo antico Alberto Angela e Massimo Cacciari} Tra le novità di questa edizione i “Congedi di mezzanotte” alla Domus del Chirurgo] Il Festival del mondo antico – in scena dal 12 al 15 giugno a Rimini– torna coni suoi “Commenti magistrali”: momenti di riflessione, ma anche...
[{Documentari, conferenze e laboratori per bambini sono solo alcuni degli oltre 150 eventi del Festival del Mondo Antico} In piazza Cavour la simulazione di un processo penale romano con i magistrati Ingroia e Gengarelli] Il passato si avvicina sempre di più alle porte di Rimini, che dal 12...
È un genio incomparabile destinato a rivoluzionare la musica oppure “soltanto” un grande talento spinto in alto dalla sua forza mediatica? Di una cosa si può essere sicuri: Giovanni Allevi è un personaggio, un istrione capace di attirare le masse verso un certo tipo di musica (classica? Colta?), capace persino di infilarsi nell’ipod dei ragazzini tra un brano dei Finley, una hit di XFactor e, perché no, un classicone senza tempo dei Pink Floyd. Ascoltare per credere, anzi, vedere per credere. Perché Giovanni Allevi venerdì 27 febbraio (ore 21.15) sarà a San Marino, in concerto con l’Orchestra Sinfonica della Repubblica di San Marino. Che per inciso, malgrado le minuscole dimensioni statuali del Titano, è una realtà musicale di tutto rispetto.
Possono piacere a volte di più, a volte magari un po’ meno. Tuttavia una cosa è certa: i manifesti balneari di Rimini sono destinati a lasciare il segno. E sarà così anche per il 2009, con l’immagine della città affidata al talento e alla fantasia di Alessandro Bergonzoni.
Illustri artisti (citiamo i nostri preferiti: Gruau, Toccafondo, Manara) hanno apposto la propria firma sotto quello che di anno in anno vuole diventare l’icona di Rimini, anzi l’icona dello spirito della riminesità.
Uno sguardo sul passato, sulla storia, alle origini della nostra cultura. Tutto questo è il Festival del Mondo Antico, che anche quest’anno, per l’undicesima edizione, si rinnova e si arricchisce. Intanto è stata confermata la data (dal 18 al 21 giugno), con la conferma della tendenza ad avviluppare tutto il territorio della Provincia in questa ‘caccia all’antico’. Occorre partire da un dato, che è il record di presenze dello scorso ann o: ben 11 mila sono stati infatti gli spettatori tra convegni, mostre e seminari, oltre 2500 persone in più dell’edizione precedente. Un successo che per essere replicato richiede un programma altrettanto ricco e interessante.
[{Il Chirurgo, la nuova ‘anima' del Festival del Mondo Antico}] [Un'occasione anche per chi cerca un po' di semplice cultura prêt-à-porter] Per chi è abituato a pensare al passato di Rimini rivolgendo la mente, al massimo, a quando in Piazza Tre Martiri ancora si poteva girare in automobile,...
[{ Il romanzo della riminese Simona B. Lenic selezionato per il 51° Bancarellino}] [Nell’avventura di quattro ragazzi c'è quella della nostra società] La "nomination" per un prestigioso premio nazionale garantisce a un libro una sorta di marchio di qualità. E "Setalux", romanzo d'esordio...
[{Dal 20 al 22 giugno a Rimini c'è “Mare di libri”, primo festival di letteratura per adolescenti}] [Tra i tanti scrittori presenti anche Manfredi, Troisi e Moccia] Tra il mare di eventi organizzati a Rimini ce n'è anche qualcuno che ha la pretesa di fare cultura. Per fortuna. Tra questi...
Facendo zapping con il telecomando, ascoltando concentrati (una volta tanto) il testo e il sottotesto di qualche canzone, oppure navigando su internet tra un blog e un social forum - a meno di non essere già stati irrimediabilmente sedati dalla vita - può capitare di riflettere sul mondo dei più giovani. Categoria in cui, con un pizzico di buona volontà, potremmo rientrare un po’ tutti.
Allora può capitare anche di essere stufi delle banalizzazioni (“la generazione venuta dopo di noi è sempre peggiore”), delle generalizzazioni (il “popolo della Playstation”, come se anche i videogiochi con il tempo non fossero andati oltre la “Play”), del disfattismo fine a se stesso. E magari a questo punto può davvero venire voglia di riflettere su dove stanno andando, e soprattutto su dove vogliono andare, le nuove generazioni.
Quanto leggono i ragazzi, gli adolescenti? Sicuramente troppo poco; come gli adulti del resto. In fondo, nel mondo occidentale, l’Italia naviga desolatamente agli ultimi posti in questa classifica. Ma ciò non significa che non ci siano ragazzi che leggono. Anzi. Sono attenti, appassionati, spiriti battaglieri addirittura, nella loro crociata per la carta stampata. Conoscono gli scrittori, leggono e rileggono i libri fino a consumarsi. E senza ancora sognare di diventare scrittori a loro volta, si accontentano per il momento di poter incontrare i loro autori preferiti e confrontarsi con loro. Di ringraziarli per la magia che mettono nelle loro storie, di chiedergli perché “hanno fatto” questo o quello ai loro personaggi preferiti, magari per supplicare di dare un seguito a un romanzo perché non è mai abbastanza.
‘Fare mondi’. Un titolo ambizioso (per di più in due lingue, “Making Worlds”) perché la Biennale di Venezia necessariamente deve essere ambiziosa. D’altronde non sarebbe così grande, così ammirata, così ambita, se non lo fosse.
A questa Esposizione Internazionale d’Arte numero 53, che sarà inaugurata dal 2 al 6 giugno (con apertura al pubblico il 7 giugno e conclusione a settembre), una presenza che farà spicco, se non altro per i numeri, è curiosamente offerta dalla Repubblica di San Marino. Per essere un piccolo Stato (per di più nell’occhio del ciclone, ultimamente), il Titano sarà infatti una delle nazioni che, numericamente, faranno la parte del leone. Su una novantina di artisti presenti infatti ne schiererà ben dodici, più un progetto che vede in prima linea l’Università di Stato, facoltà di design. Una disparità davvero singolare: basti pensare che l’immensa Cina porta un solo artista, così come tante altre grandi nazioni, e anche la partecipazione italiana è come sempre selezionatissima.
Mai come oggi c’è la necessità di un’informazione coerente, onesta, profonda. Un’informazione figlia di un giornalismo capace ancora di consumare le suole delle scarpe per andare in giro a cercare storie da raccontare, eventi da comprendere. Un giornalismo all’instancabile ricerca della verità. Il Premio Ilaria Alpi, dedicato al giornalismo televisivo d’inchiesta, offre lo spunto per ragionare su dove sta andando questa professione. Lo facciamo con Roberto Morrione, membro della giuria del premio, già direttore di Rai News 24.
Il giornalismo d’inchiesta lo si può praticare come faceva Ilaria Alpi, lontano da casa, in mezzo ai pericoli, ma anche in Italia, affrontando temi sociali, comunque sempre sul campo. Non le chiediamo di quantificare la bontà dei servizi finalisti di quest’edizione del Premio – la risposta sarebbe scontata - piuttosto qual è, a suo parere, il livello medio del giornalismo italiano.
Quindici anni sono passati da quando Ilaria Alpi, inviata Rai, e l’operatore free lance Miran Hrovatin, furono uccisi in Somalia. A distanza di così tanto tempo ancora oggi non è stata fatta luce su questo barbaro duplice omicidio. E già questo è un motivo valido per cercare di promuovere il giornalismo d’inchiesta, come fa il premio intitolato appunto a Ilaria Alpi, la cui quindicesima edizione è in programma dal 18 al 20 giugno a Riccione.
Per tre giorni, insomma, la Perla Verde sarà il punto di riferimento del giornalismo televisivo impegnato sui temi della pace e della solidarietà.
Oltre all’assegnazione dei cinque riconoscimenti (miglior reportage italiano e internazionale, miglior servizio da tg, Miglior Servizio delle Tv Locali e Regionali e il premio internazionale dedicato a Hrovatin) sono previsti seminari, tavole rotonde, mostre e incontri pubblici, tutti a ingresso libero.
Per informazioni sul programma: www.ilariaalpi.it.
L’attualità drammatica della situazione in Iran e il messaggio ufficiale del presidente della Camera Gianfranco Fini sull’etica del giornalismo vissuto come missione hanno posto il sigillo alla quindicesima edizione del Premio Ilaria Alpi, dedicato al giornalismo televisivo d’inchiesta. E il Premio Giornalistico Televisivo per la libertà di stampa intitolato proprio alla reporter della Rai uccisa in Somalia 15 anni fa assieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin – un caso giudiziario ancora aperto, è il caso di ricordarlo – è andato quest’anno a Roxana Saberi, la giornalista e regista irano-americana incarcerata con l’accusa di spionaggio in favore degli Usa: a Riccione per ritirare il premio è giunto il padre di Roxana, Reza Saberi, che ha letto le parole di gratitudine espresse della figlia.
Una commistione di musica colta e popolare, di suggestioni strappate da un sax o magari strapazzate da un mandolino. È la world music, ragazzi. È Percuotere la mente, una delle rassegne più interessanti che si sono sviluppate tra le vestigia romane e gli ombrelloni di Rimini. Dopo il Concerto della Penombra (inserito in Assalti al Cuore) che la sera del 2 luglio aprirà la rassegna, il 13 luglio spicca l’omaggio al Progressive Rock di Roberto Gatto, batterista, compositore, affezionato “cliente” dell’Umbria Jazz e di tutti i principali teatri e luoghi di musica europei. Prima di tutto vale la pena ricordare brevemente che il progressive (per gli amici Prog) ha influenzato in maniera determinante la musica degli anni Settanta (ma anche un po’ la fine dei fricchettoni Sessanta), arrivando oltre, là dove era difficile persino pensare di andare a finire: i tempi inusuali, le variazioni sul tema, virtuosismi al limite dell’ubriacatura, il prepotente ingresso di strumenti musicali completamente nuovi, dall’organo Hammond ai sintetizzatori, sino all’espansione delle canzoni dalla striminzita taglia della musica pop (i 2-3 minuti dell’era Beatles) sino ad un intero lato del buon vecchio 33 giri (talvolta anche fronte-retro). Poi tutto questo è andato via via scemando, ma l’influsso di gruppi come Genesis, Van Der Graaf Generator, Yes ha lasciato un segno profondo.
Un pastore errante nelle steppe dell’Asia ci ha dialogato, il Paladino Astolfo si è dovuto recare fin lassù per recuperare il senno perduto dall’amico Orlando; più prosaicamente Neil Armstrong la calpestò (esattamente quarant’anni or sono, ma sembra un secolo) con i suoi pesanti scarponi. Malgrado tutte queste vicissitudini, il fascino della luna è rimasto immutato. E Rocca di Luna è da ormai tre lustri una delle manifestazioni più suggestive (e stimolanti) della Provincia di Rimini. Nel week end del 24-26 luglio Montefiore Conca, uno dei borghi più belli a nostra disposizione, si animerà con una serie di eventi e degustazioni. Per tre giorni sarà possibile passeggiare lungo le contrade del Castello sino al bosco, ascoltare musica e ogni tanto lanciare uno sguardo lassù, alla silente ispiratrice di tutto questo.
Malgrado il fortunale della crisi stia imperversando da mesi anche sul mare dell’editoria, all’orizzonte si vede ancora uno zampillo. Laggiù – infatti – soffia ancora Moby Cult: un soffio rassicurante, perché garantisce che l’estate sul Porto Canale sarà ancora ricca di libri e di scrittori. Dopo le 25 mila presenze del 2008, la rassegna di incontri con gli autori organizzata da Cna.Com con la collaborazione del consorzio ‘Il libro nella città’ e la direzione artistica di Manola Lazzarini torna dal 1 al 30 agosto. Con “vecchi amici” di questa storica rassegna e gradite novità. “Tra le novità – afferma Manola Lazzarini – ci sono sicuramente belle sorprese come Roberto Vecchioni, Andrea Mingardi e Salvo Sottile. Anche nel cartellone di quest’anno spiccano tante firme autorevoli, dagli psicologi Crepet, Pasini e Parsi a Sergio Zavoli in veste di poeta, dalla criminologa Elena Attala Perazzini, riminese trapiantata a New York agli scrittori Marco Missiroli e Andrea Vitali. Senza dimenticare che il parterre è di alto livello anche tra i testimonial, con giornalisti e scrittori”. La settimana di Ferragosto poi sarà dedicata agli autori locali. “Mi piace definirlo il nostro scaffale romagnolo – prosegue Manola Lazzarini – da un’idea di mio padre di tanto tempo fa: scrittori che hanno qualcosa da dire in diversi campi, tutti rigorosamente a chilometri zero”.
Non c’è migliore pubblicità della cattiva pubblicità. Parola di Andy Warhol, non uno qualsiasi. Peccato allora che la mostra di Andy Warhol in programma fino al 13 settembre a San Marino (Palazzo Sums, proprio di fronte alla Porta del Paese) non sia affatto una cattiva pubblicità per il Titano: sarebbe un valore aggiunto per questa iniziativa che di fatto si propone come una delle più interessanti in assoluto sotto il profilo culturale, e non solo nella piccola Repubblica. Per quaranta giorni saranno infatti esposte un centinaio di opere del celeberrimo artista, compresi alcuni gioielli, come la celebre Marylin che campeggia sul manifesto e sui ricercatissimi flyers della mostra: solo lei vale oltre 500 mila euro, tanto per far felice chi l’arte la deve quantificare, per valutarne il vero valore (e comunque, complessivamente, le opere esposte a San Marino si aggirano sui 10-12 milioni di euro). Tra le altre opere – che provengono dalla “Collezione Rosini Gutman” - spiccano anche ben tre Michael Jackson, di cui un originale con tanto di firme del re del pop e dell’imperatore della pop art.
La conoscenza è sempre un avvenimento. Ce lo ricorda l’edizione del trentennale del Meeting per l’amicizia fra i Popoli, in programma dal 23 al 29 agosto alla Fiera di Rimini. Ma in una sorta di sillogismo aristotelico dobbiamo dedurre che la conoscenza è anche uno spettacolo, o qualcosa da mostrare con orgoglio. E infatti il tema ricorre nel nutrito cartellone di eventi del Meeting, sia per quanto riguarda le mostre statiche all’interno dei padiglioni fieristici, sia per gli spettacoli a pagamento. A partire proprio dallo spettacolo che aprirà la kermesse, il Miguel Mañara di Oscar Milosz, interpretato dall'attore Gigio Alberti, con la regia di Otello Cenci, musiche originali di Roberto Andreoni e Marina Valmaggi e opere pittoriche di Franco Vignazia (23 agosto).
Sarà Enzo Jannacci il mattatore "canoro" di questa edizione del Meeting per l'Amicizia Fra i Popoli, in programma sino al 29 agosto. Il celebre cantautore sarà sul palco dell'Arena D3 della Fiera di Rimini mercoledì 26 (inizio spettacolo ore 21.45) per presentare il suo nuovo doppio cd, "The best", raccolta dei più grandi successi di una lunghissima (e poliedrica) carriera, compresi alcuni brani inediti. Enzo Jannacci sarà accompagnato dal Paolo Jannacci Trio.
Scorrendo il programma degli spettacoli del Meeting non possiamo non citare il doppio appuntamento con "Etty Hillesum - Cercando un tetto a Dio", spettacolo teatrale previsto per mercoledì 26 e giovedì 27 Teatro D2) tratto dalla riduzione di Marina Corradi dei diari e delle lettere di Etty Hillesum, 26enne ragazza ebrea vissuta ad Amsterdam e morta ad Auschwitz nel 1943. Etty e il suo percorso di vita umano e spirituale - che poi è il tema ricorrente di quest'edizione del Meeting intitolata "La conoscenza è sempre un avvenimento" - sarà portata in scena da Angela Dematté, per la regia di Andrea Chiodi.
Ascanio Celestini e Marco Paolini. Ovvero, le due punte di diamante del teatro sociale italiano. Sono loro i grandi protagonisti del Festival Teatrale della Cittadinanza Democratica, in programma da venerdì 28 a domenica 30 agosto a San Marino.
Prima di soffermarci sui rispettivi spettacoli, spendiamo volentieri due parole per spiegare in che contesto rientrano. Il Festival della Cittadinanza Democratica, giunto quest’anno alla terza edizione, è organizzato dal Dipartimento della Formazione dell’Università di San Marino (che detto per inciso mette in campo spesso iniziative di livello, e porta sul Titano personaggi di spicco in vari ambiti) in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna e l’UASC (Ufficio Attività Sociali e Culturali) di San Marino. Il Festival è inserito nel più ampio contesto della Summer School della Facoltà di Scienze della Formazione, che vuole partire dall’humus fertile del teatro per educare alla cittadinanza attiva. Teatro come scuola di vita, teatro sociale in particolare perché è in questo ambito che in Italia ci sono delle eccellenze (Paolini e Celestini appunto, ma anche Gigi Gherzi, e non solo loro) che hanno realmente qualcosa da dire. La Summer School prevede incontri, workshop e laboratori con gli artisti e i docenti, e poi appunto c’è il Festival della Cittadinanza Democratica, mini-rassegna teatrale che si innesta sul territorio e si apre ad un pubblico più ampio, di non soli addetti ai lavori.
C’è una manifestazione che pone per quasi due settimane la piccola San Marino al centro dell’universo della musica lirica. E’ il Concorso internazionale di canto intitolato alla memoria di Renata Tebaldi, il grande soprano scomparso alcuni anni or sono proprio sul Titano, dove aveva deciso di vivere gli ultimi anni della sua vita ricca di onori.
E a caccia di onore e gloria saranno ben 149 cantanti, in rappresentanza di tutti i continenti, che si sono dati appuntamento dal 16 al 27 settembre nella piccola Repubblica per un concorso di livello altissimo, sicuramente uno dei primi dieci più importanti al mondo.
Trentuno agosto, una piccola folla assiepata attorno alla tensostruttura sul porto canale, quella che ha ospitato gli incontri con gli autori targati Moby Cult. Ma la manifestazione non è terminata?
“Proprio così - racconta Manola Lazzarini, ideatrice e direttore artistico della rassegna organizzata da Cna.com in collaborazione con il Consorzio Il libro nella città - Erano gli aficionados della rassegna, tutti lì a lamentarsi che è finita anche quest’anno, e a chiedermi chi porteremo l’anno prossimo”. Una battuta che dice tutto sul peso specifico di questa manifestazione che anima uno dei luoghi più caratteristici di Rimini, il porto appunto, vissuto la sera dai riminesi e dai turisti grazie anche a questi incontri, gratuiti, con i principali autori dei romanzi e dei saggi che si vendono in Italia.
Vi è da riflettere seriamente su quanta attenzione sia da sempre dedicata ai pataca, alle patacate. Fellini ci ha vinto un Oscar, una delle principali compagnie telefoniche nazionali oggi gli fa ruotare attorno la propria campagna promozionale (mica invorniti, verrebbe da pensare). E poi c’è una ricca pubblicistica attorno a questo tema. Merita una segnalazione il libretto fresco di stampa di Tiziano Arlotti, consigliere comunale, ex assessore, amante di Rimini e dei suoi tesori, da un paio d’anni conduttore della storica trasmissione televisiva “In zir par la Rumagna”. L’opera s’intitola “L’ora de’ pataca” e sviscera in tutti i suoi aspetti questa parola, questo stile di vita, questo status simbol alla rovescia.
Largo ai giovani: il futuro è loro. Anche perché in fin dei conti a loro appartiene anche il presente, visto che se lo devono conquistare giorno per giorno, tra precarietà e falsi miti. I giovani sono una potenza nomade, anzi "La potenza nomade", come recita il titolo dell'edizione di quest'anno delle giornate di studio del centro Pio Manzù (23-25 ottobre, Rimini).
Ma chi sono esattamente questi giovani? E dove vanno? "I giovani fondamentalmente interessano come consumatori - afferma Gerardo Filibe
rto Dasi, Segretario Generale del Centro internazionale che organizza queste giornate di studi - Della loro effettiva condizione esistenziale, di fatto, interessa poco. Rappresentano una potenza nomade perché interpretano l'atomizzazione della nostra società globale. Il Pio Manzù si interessa a loro senza pretendere di fornire alcuna ricetta miracolosa, cercando di andare oltre le banalità che ogni giorno vengono propinate da certa stampa e certa televisione. Parleremo di linguaggi, di stili di vita, di percorsi formativi, del mondo del lavoro ma anche di cultura". Con un pizzico di ammirazione, forse - si potrebbe aggiungere - per questi giovani in perenne cammino verso l'ignoto.
Il freddo? Si combatte con il sorriso. Così come la noia, nelle buie domeniche d’inverno. A San Marino il Festival Internazionale di Teatro per Ragazzi offre proprio questo: lo spunto per affrontare le giornate più lente della stagione fredda, con nuove forme teatrali innovative e, perché no, intriganti. Il tutto rivolto ai bambini e alle famiglie.
La Repubblica di San Marino si dedica nuovamente alla musica con i concerti della Rassegna Musicale d'Autunno, un appuntamento molto atteso da addetti ai lavori, appassionati ma anche da chi vuole avvicinarsi alla bellezza di brani eterni. Domenica 25 ottobre, alle 21, il teatro Titano ospiterà "Vienna, città dalle melodie divine": le musiche di Haydn, Mozart, Beethoven e Strauss saranno eseguite dall'Orchestra Camerata del Titano con la partecipazione di Daniela Uccello, soprano, e Angelo Cicillini, violino. L'Orchestra del Titano - sempre sotto la direzione del maestro Augusto Ciavatta - sarà protagonista anche dell'incontro di sabato 31 ottobre, ore 21, alla Basilica del Santo con "Musiche sacre. I grandi maestri al servizio della liturgia" accanto a alle voci di Monica Boschetti, Damiana Pinti e del Coro Pian di Carpine diretto da Daniela Rossi.
Accesso all'istruzione e al mondo del lavoro e pari opportunità: sono queste le sfide cruciali del nostro tempo, per consentire alle giovani generazioni di riuscire a ritagliarsi il proprio spazio. È così che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è addentrato nel tema di quest'anno delle Giornate Internazionali del Pio Manzù. Il Presidente Napolitano, nel suo messaggio di saluto, ha parlato della "potenza nomade" rappresentata dalla "gioventù errante" - questo il tema della 35esima edizione da poco conclusa - come di "una traccia di discussione che sintetizza emblematicamente le speranze, le paure, le illusioni dei giovani e la loro ricerca di valori autentici e di certezze per il futuro, in un contesto sociale in rapido cambiamento e in continua evoluzione". "Ai giovani - ha detto ancora il Presidente Napoletano - il dovere di agire responsabilmente nello sviluppo dei loro talenti e di sentirsi parti di una collettività, che può e deve essere migliorata con il contributo della loro freschezza, delle loro idee e dell'entusiasmo della partecipazione". Ci sarebbe bisogno di aggiungere altro? Probabilmente no, ma gli altri interventi illustri al Pio Manzù 2009 reclamano comunque un po' di spazio.
Il 22 novembre si chiude a Venezia la 53esima Biennale d'Arte. Un nutrito drappello di artisti sammarinesi ha esposto le proprie opere in quella che può essere considerata la più importante vetrina in Italia per chi dipinge o esprime la propria arte con sculture. A Venezia ha esposto anche Antonio Lengua, pittore neofuturista, per quanto possano valere le definizioni in campo artistico, che dal 20 al 25 celebra il "Rientro dalla Biennale" con una esposizione-blitz (meno di una settimana, appunto) alla Galleria Mart Arte di Dogana, praticamente un centinaio di metri dopo il confine di Stato. "La Biennale è stata una bellissima esperienza - racconta Antonio Lengua - mi ha dato l'opportunità di confrontarmi con l'esterno e di capire tante cose della mia arte".
C'è qualcosa di più prezioso, importante, inalienabile della libertà? Prendetevi tutto il tempo che vi serve per rispondere.
Oppure fidatevi di chi ci ha già riflettuto a lungo su questo tema: la risposta è no. La libertà è il bene supremo. In Italia e in tutto il resto del mondo, anche e soprattutto nei luoghi più "caldi" del pianeta, come quella polveriera che è il Medio Oriente, e in particolare quella cicatrice non rimarginata che è il confine tra Israele e Palestina.
Dal 3 al 5 dicembre al Teatro Corte di Coriano è in programma un workshop decisamente costruttivo con l'israeliano Eyan Sivan, autore e regista di documentari, produttore e saggista. Lo diciamo appena in tempo, perché lunedì 23 novembre si chiudono le iscrizioni (gratuite, per studenti e non studenti) a questo workshop sulla costruzione del lavoro documentario intitolato "Elogio alla disobbedienza". Che è a sua volta inserito all'interno dell'evento "Libertà come bene supremo" curato dall'artista riminese Isabella Bordoni.
L’acqua è il filo conduttore dello spettacolo teatrale “Nato da donna” che farà il debutto assoluto sabato 19 dicembre al Mulino di Amleto di Rimini (ore 21, con replica domenica 20 dicembre ore 16 e ore 21), all’interno della rassegna “La nube di Oort”. L’acqua come principio femminile, che sgorga dal mito, che scorre e non si lascia afferrare, che non oppone resistenza ma può essere irresistibile. Uno spettacolo che è il culmine di un lungo lavoro sulla simbologia e sulla poesia. Che proietta ai giorni nostri quattro archetipi di donna dell’antichità.
“Nato da donna” è ideato e diretto da Stefania Succitti, con un cast interamente al femminile: in scena ci saranno la stessa Stefania Succitti (a reinterpretare Penelope), Julia Alimasi (Polissena), Emanuela Neri (Cassandra) e Simona Bisacchi (Teti) con il contraltare di Lara Balducci a simboleggiare la società.
Il loro profilo è inconfondibile e spicca come quello del Monte Titano, il loro inimitabile senso del ritmo avrebbe finanche meritato la platea di Sanremo. E invece i Le Barnos - al secolo Aleksandra Di Capua, Giovanni Bardi, Andrea Tamagnini e Marco Tamagnini, praticamente l’Olimpo della risata targata Rsm – non solo non saranno a Sanremo, ma per ora non calcano neanche il palco dell’Arcimboldi di Milano, l’arena dello storico Zelig. Per il dispiacere del pubblico, che rideva a goccioloni quando erano in scena i Le Barnos, malgrado lo sketch dei ‘Peruviani’ non fosse più una sorpresa, malgrado tutti sapessero che i tre baldi giovani in costume semi-adamitico avrebbero finito per prendersi a schiaffoni sulle pance a tempo di musica (perché si sa, in questi casi l’unico limite è la fantasia, e qui ce n’è da vendere). Però non si può passare la vita a pancia all’aria, arriva il momento di cambiare, di evolversi. Intanto anticipiamo, per i tanti fans che li seguono, che i Le Barnos torneranno in tv a maggio, con un nuovo sketch a Zelig Off (che li ha di fatto lanciati nel 2007). E poi, per ora, sono completamente assorbiti dal debutto con il nuovo spettacolo, Può contenere tracce di sedano, la cui prima assoluta è prevista martedì 16 febbraio al Teatro Titano di San Marino.
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