PROVINCIAValmarecchia
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Questa scuola non č un albergo
Ho letto l'articolo di Giaele Pedretti che dettagliatamente elenca tutti gli interventi urbanistici su Santarcangelo proposti nel programma 2030 ("La voce", 26-4-2012). Condivido tutte le osservazioni sui punti del progetto che prevede la ristrutturazione di diversi luoghi della città. Voglio qui approfondire l'aspetto del progetto di trasformazione dell'edificio delle scuole elementari "Maria Pascucci" di Piazza Ganganelli in una struttura alberghiera. Credo, infatti, che vada ricordato che la stessa proposta fu presentata dall'Amministrazione Comunale, una prima volta, alla fine degli anni '80, al Collegio dei docenti della scuola appositamente convocato per illustrare il progetto e chiedere l'approvazione degli insegnanti: l'assemblea (di cui io facevo parte perché allora in servizio) partecipò al completo. In quella riunione si sviluppò un'intensa e accesa discussione, e molti docenti, con motivate e convincenti obiezioni, respinsero in toto la proposta ottenendo il risultato di far desistere l'Amministrazione comunale dal progetto. Ora si ritorna sullo stesso argomento, cioè fare della scuola un albergo con varie strutture di ricezione. Di fronte a questa nuova proposta, l'obiezione che oggi sento di esporre con ancora maggiore convinzione e determinazione è la seguente: l'imponente edificio delle scuole elementari, su cui ancora si legge la scritta "Scuole comunali", rappresenta la testimonianza storica di quanto un'amministrazione laica, nell'Italia da poco costituitasi in Stato unitario (e sappiamo con quale prezzo pagato in giovani vite), ritenesse fondamentale e imprescindibile costruire la ‘casa' dell'educazione elementare su un intero lato della piazza principale della città, dove già insistevano il Palazzo del Comune e l'Ospedale.
Verucchio beve pių pulito
L'Italia detiene il primato europeo di consumo di acqua minerale in bottiglia: ogni anno ne consumiamo 194 litri a testa. La confezione, in bottiglie di plastica, e il trasporto, principalmente su gomma, hanno enormi ripercussioni sull'ambiente, in termini di emissioni di gas serra e di rifiuti prodotti. Eppure non viviamo affatto in paese arido, anzi è uno dei più ricchi di sorgenti. E la nostra rete di acquedotti, per quanto sprecona e obsoleta, nella maggior parte dei casi è in grado di fornire acqua ottima anche da bere. Controsensi. Cui finalmente si sta tentando di ovviare, grazie alla crescete consapevolezza che urgono comportamenti più responsabili.
Da queste premesse nasce anche a Verucchio la "Casa dell'Acqua": un distributore pubblico di acqua filtrata in forma liscia, refrigerata o gassata, dove il cittadino può riempire self - service le proprie bottiglie. La cerimonia inaugurale, che si è tenuta il 4 maggio scorso, ha visto la partecipazione del Sindaco di Verucchio Giorgio Pruccoli, l'assessore all'ambiente Alberto Ottaviani, il Vice Presidente di Romagna Acque Società delle Fonti Tonino Bernabè, il Direttore Hera - Area Territoriale di Rimini Tiziano Mazzoni, il Direttore di Amir SpA Francesco Ermeti e il direttore di Adriatica Acque Andrea Montanari.
Il mantello villanoviano in trasferta in Germania
"Etruskische Tebenna aus Verucchio": la Tebenna etrusca di Verucchio. Così il rarissimo reperto verucchiese è presentato ai visitatori della mostra "Die Macht der Toga - Mode im römischen Weltreich", che il 20 aprile è stata inaugurata a Hildesheim, in Germania, nel land della Bassa Sassonia.
Un ricco percorso espositivo dedicato alla moda durante l'epoca dell'impero romano, ma con importanti riferimenti anche al mondo preromano. Per spiegare ai visitatori gli "antenati" dei capi di abbigliamento tipicamente romani, vi sono anche i tessuti provenienti dal Museo di Verucchio: dalla "tebenna" etrusca, infatti, i romani derivarono la loro celeberrima toga.
L'esposizione resterà aperta fino all'8 settembre 2013, grazie alla concessione del Ministero per i Beni Culturali con la consueta e fattiva collaborazione della Soprintendenza archeologica Regionale, nelle persone del Soprintendente Dott. Filippo M. Gambari e del funzionario di zona Dott.ssa Annalisa Pozzi. Il prestito è stato reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione della ditta Robopac.
I cento anni di Margherita
Il 28 aprile la Clementi compie un secolo
Festeggiamenti e menù speciali per la fondatrice del ristorante "la Rocca"
Il 28 aprile 2013 Margherita Clementi compirà 100 anni. La signora Margherita è stata la fondatrice del primo ristorante di Verucchio, "La Rocca". "La speranza - detto il sindaco Pruccoli durante un'apposita conferenza stampa dove era presente anche la Pro Loco di Verucchio - è che altri seguano le orme di questa attività per continuare a dare vita al centro storico del Comune, nel segno della tradizione e della passione".
"Santoin, basta tota sta zenta at chèsa, quest un è mega un risturènt!". Con queste parole rivolte al marito Sante sarebbe iniziata l'avventura di Margherita nel mondo della ristorazione. Infatti Sante, per fare affari, portava ogni giorno a tavola qualcuno. Il marito prese sul serio l'intimazione della moglie la sistemò sulla terrazza adiacente alla casa. All'inizio fu solo piada, prosciutto e "pollo sotto al mattone". I clienti apprezzarono, tanto che dalla terrazza ci si spostò nella ex stalla. Negli anni '40 con ulteriori lavori il ristorante prese l'aspetto attuale, con la sua strepitosa vista dalla rupe di Verucchio.
Per i 100 anni di Margherita la cucina de "La Rocca" sarà aperta per i clienti più affezionati con due menù, "dell'Artusi" e "d'Epoca", mettendo a confronto diverse tradizioni. Intanto il segreto della longevità è stato svelato dal poeta Eugenio Pazzini, assiduo frequentatore della cucina di Margherita: "alla Rocca c'è l'elisir di lunga vita".
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