PROVINCIAValmarecchia
Il nevone ha inghiottto la Valmarecchia
Non sarà il nevone del ‘29, ma anche i più anziani vanno dicendo di non ricordare nevicate così copiose da molti anni. Valmarecchia inghiottita dalla neve, capace di ostruire strade, prontamente ripulite, subito ricoperte di nuovo, vanificando il lavoro degli operai del Comune, della Protezione Civile e dei numerosi volontari. Per almeno tre giorni si è verificato un curioso fenomeno: le strade di Rimini pulite e scorrevoli, panorama lievemente imbiancato fino a Santa Giustina. Dal cartello di Santarcangelo, situazione completamente diversa, che andava peggiorando man mano che si risaliva la vallata. Poi la situazione è precipitata, comprendendo anche Rimini.
Fra le varie emergenze, i centri storici, già normalmente di non facile accesso, si sono trovati in poche ore con enormi quantità di neve ammucchiata da gestire. Il referente di vallata per la Protezione civile, Piegiorgio Bellucci, ha messo in campo due alternative: o si trovano i mezzi idonei per spostarla, oppure si polverizza con macchine apposite. Ma per spararla dove? "Non la possiamo mica togliere dalla strada pubblica e buttarla nei giardini privati", ha commentato il sindaco di Verucchio, Giorgio Pruccoli. Intanto nelle stradine medievali, rese ancora più strette dai cumuli bianchi, spesso non passavano nemmeno i bobcat.
Santarcangelo 42 comincia da febbraio
Un Festival lungo un Anno solare è la rivoluzione copernicana di Santarcangelo dei Teatri, ideata dalla neo-direttrice Silvia Bottiroli e dai co-direttori Cristina Ventrucci e Rodolfo Sacchettini. In calendario, quattro percorsi che sin da febbraio condurranno a "Santarcangelo '12 '13 '14. Festival Internazionale del Teatro in Piazza" - da considerare un Capodanno, nutrito di ricerca permanente - valicando i confini della città tra laboratori, residenze artistiche, incontri e "gite" teatrali. Che proseguiranno dopo il Festival. "È primavera! - Apertura pubblica di residenze di ricerca e creazione" porterà al Lavatoio prove e lavori in corso aperti al pubblico (ore 20.30, ingresso libero). Si comincia l'8 febbraio con The Dead di Città di Ebla, seguono Ane Lan col bergmaniano Persona (8 marzo), Strasse con Drive in (25 e 26 marzo) e Anna Amadori con Wonder woman si è trasferita, il 2 maggio. Mentre Pietro Babina indaga sulla scrittura drammaturgica con Eco Electronic Cooperation Online (www.pietrobabina.net/pietrobabina/eco.html).
E poi, laboratori: da quello di Ane Lan In absentia (informazioni e iscrizioni: workshop_anelan@dadaprod.net), alla non-scuola che il Teatro delle Albe, dopo Eresia della Felicità, dedica agli adolescenti, guidato da Alessandro Argnani e Anna Lisa Magnani (2 e 3 aprile, Lavatoio) a Santa pazienza. Aspettare sentire dire: incontri di scrittura verbale in collaborazione con L'Arboreto di Mondaino, condotto dal gruppo Quotidiana.com all'interno di una residenza creativa (dal 19 al 22 aprile e dal 17 al 20 maggio).
Ritratto dell'artista da ragazzo
«Sin dalla tenera età i bimbi hanno un'energia straordinaria e hanno doti e capacità che gli adulti spesso non riescono più a usare.» Così Luca Motisi, 14 anni e una penna di acerba grazia scrive nel suo "Che le ali del mio sogno mi portino via" (Il Violino), la sua prima raccolta di racconti. E sembra che parli di sé. «Mi sono appassionato alla scrittura da bambino» dice infatti il giovane scrittore, che vive a Santarcangelo. «Ciò che più mi ha spinto a scrivere è stato il desiderio di dar libero sfogo alla mia fantasia. Grazie alla lettura di molti libri fantasy ho iniziato a fantasticare sulle possibili avventure di alcuni personaggi da me inventati. Da qui ho iniziato a scrivere ed è stata un'esperienza speciale fin da subito. I miei racconti sono soprattutto storie per ragazzi e per gli appassionati del genere fantasy.» E hanno colpito Aldo Cazzullo, che su "Io donna" del 17 dicembre ne elogiava la sensibilità, la capacità di comunicare "la scoperta dei sentimenti". Ma Luca continua a sentirsi un ragazzo come gli altri: «Il rapporto con i coetanei è buono» spiega. «I miei amici sono rimasti stupiti e contenti della pubblicazione dei miei racconti.
Siamo entrati nel "palazzo della cultura"
Ancora nessuna data per l'inaugurazione
Ecco la nuova biblioteca nell'ex-ospedale di Santarcangelo
Ancora non se ne conosce il nome, al momento viene chiamato Palazzo della Cultura. Inaugurazione? E' un obiettivo di mandato, ma tutto dipende dai fondi Fas, sbloccati ma solo virtualmente. "Vorrei che fosse un importante luogo d'incontro, mi piacerebbe che diventasse un prolungamento della piazza, in linea con le teorie sulle Piazze del Sapere, di Antonella Agnoli, dove le Biblioteche sono viste come luogo di libertà e di creatività per ogni cittadino". E' la nuova biblioteca secondo il desiderio del direttore, Pierangelo Fontana. Che ripone grandi aspettative nel caffé letterario, una formula molto "cittadina" ma che tuttavia a Santarcangelo potrebbe funzionare. Uno spazio con ingresso separato dal resto della struttura, che possa avere orari e fruizioni differenti: prendere da bere, sfogliare riviste, magari comprare un libro appena presentato dal suo autore. Lo spazio c'è già, così come ci sarà il giardino attiguo, per ospitare una ricca programmazione culturale estiva.
Del resto l'ex-ospedale possedeva già elementi che si prestavano ad altri usi. Si legge infatti nella relazione storica dello studio Agates: "Si tratta di una struttura in muratura portante, dalle caratteristiche atipiche per essere stato un ospedale, quasi privo di eccessi decorativi, ma con chiari interventi dal valore simbolico; l'ingegnere comunale Nazzareno Zavagli fu costretto a recuperare nel prospetto principale il ritmo fra vuoti e pieni, dovuto all'avvenuta costruzione di una porzione di facciata di un edificio commerciale, disegnato da Benedetto Sancisi; ciò impose un aspetto tutt'altro che tipico per un edificio ospedaliero, in quanto si seguirono regole compositive che più si addicono ad architetture civili". Infatti lo stabile doveva contenere quelli che oggi sono chiamati negozi, allora detti fabbriche per la compravendita di merci, nello specifico di canape. Ricordiamo che si affacciava sulla piazza delle Canape. Esterno di grande fascino, interni che non ricordano affatto una struttura ospedaliera, pur avendone mantenuti rigorosamente gli spazi.
Il cantiere è ancora aperto, malgrado i lavori di carattere strutturale siano terminati. La Soprintendenza vigila e l'architetto Bruno Agates, così come la ditta Pipponzi, devono attenersi scrupolosamente alle indicazioni. Al momento gli occhi sono puntati sulla ringhiera della maestosa scalinata che porta ai piani, troppo bella per toccarla secondo le Belle Arti, troppo bassa per le nuove normative; probabilmente, ci confida l'assessore Roberto Moretti, si procederà ad un affiancamento, il meno invasivo possibile, dell'altezza consentita. Il problema non si è curiosamente posto sul parapetto delle lunette del secondo piano, anch'esse molto basse. L'ingresso si apre su un lungo corridoio, ingentilito da volte a crociera. Questo spazio, detto La Galleria, sarà occupato da esposizioni e happening di vario genere. La galleria dà sul futuro giardino, sul caffé letterario e sulla scalinata. Il primo piano sarà quello di maggior fruizione, composto da svariate sale per la consultazione, in cui prenderanno posto la sala multimediale e la sala conferenze. Grandi finestroni dai suggestivi infissi di legno rendono gli spazi molto luminosi e adatti alla lettura. L'ultimo livello mostra una luce appena più soffusa, dovuta alle suggestive lunette di coronamento superiore delle finestre del piano sottostante. A coronare l'effetto di grande pregio, il soffitto con travi a vista. Le sale che lo compongono sono destinate ad avventori interessati ad approfondire temi specifici. Infatti lì prenderanno posto i fondi speciali, ad eccezione del fondo Baldini che sarà al primo piano. Ci sarebbe un altro piano, con uno stanzino molto intimo adatto a studiosi accaniti, ma purtroppo per via della scala di accesso, in metallo e molto ripida, le normative sono risultate ineludibili.
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




