AUTORE Beu Makeliana

mer 05 mag 2010 - Notizia di attualità - scritto da Beu Makeliana

Ore 19.57. Sul regionale diretto da Ancona a Rimini si possono avere delle grandi sorprese. Intanto i viaggiatori sono pochi, c'è chi fa il pendolare avanti indietro, ma di solito, si è da soli sul vagone... Rifletto su tutta la giornata che ho appena passato... La mattina, un gran sole illuminava tutto, e il sole si sa porta il buon umore, ma quando hai di fronte a te anche un mare azzurro splendente, calmo, ti sembra davvero che tutti i problemi (tanti) siano passati con l'inverno ( e l'ora solare).
Cerco di distrarmi invano sulla lettura di un testo di economía. 

mer 08 set 2010 - Notizia di attualità - scritto da Beu Makeliana

Sembra sia una categoria poco numerosa quella dei laureati stranieri che tornano a casa dopo aver terminato gli studi. In Albania però questo è un numero in crescita. Dopo la laurea conseguita in Italia, gli albanesi, spesso e volentieri, tornano a casa propria (vuoi per nostalgia, vuoi per la crisi) a cercare un lavoro, riallacciare i legami con le proprie radici e costruirsi un futuro nella propria terra. Sicuramente le opportunità di lavoro non mancano, per chi ha un titolo di studio rilasciato da un'università italiana ottenuto con un percorso faticoso, pieno di sacrifici da studente, o studente-lavoratore; ci sono tante ottime chance di costruirsi la carriera e sfruttare la propria esperienza fatta all'estero. Dopo anni e anni di fenomeno di Brain Drain (fuga di cervelli) a cui l'Albania (come anche l'Italia) ha assistito (oltre alle ondate migratorie dovute ad altri motivi politici ed economici), sembra che qualcuno scelga di tornare a lavorare per l'economia del proprio paese. "D'altronde è un paese in via di sviluppo" - mi dice il mio amico d'università, che è tornato a Tirana da 5 mesi ormai dopo la laurea in Economia del Turismo all'Università di Bologna, qui nella sede di Rimini.

mer 06 apr 2011 - Notizia di attualità - scritto da Beu Makeliana

Il desiderio di democrazia e libertà è universale: le persone in tutto il mondo sono disposte a pagare un prezzo molto alto per la lotta per la democrazia quando le circostanze lo richiedono. Le recenti notizie di cronaca, sempre in primo piano, dimostrano la risposta del popolo arabo a questa esigenza di democrazia. Sono andate in frantumi tutte quelle teorie che ritenevano che la democrazia non fosse parte dei "valori culturali" degli arabi o dei musulmani.
Il vento della rivoluzione potrebbe a breve ridisegnare la geografia politica del mondo arabo inaugurando una nuova fase storica; dopo secoli di silenzio, il desiderio di libertà e di diritti, da sempre represso, si è risvegliato, e uomini e donne da tropo tempo oppressi hanno trovato il coraggio di alzare la testa e di rivendicare condizioni di vita migliori. I tempi moderni e la globalizzazione hanno fornito gli strumenti di lotta. Tutto il mondo ha visto le immagini della miseria e dell'arretratezza del mondo arabo. 
Sembra essere giunto il tempo del riscatto, quello del "diritto alla felicità", il sogno di una vita prospera e felice perché compiuta e libera. Il Medio Oriente è stato a lungo considerato tra i luoghi meno probabili in cui assistere a qualcosa di simile ad una rivoluzione popolare, invece è successo: il giovane tunisino che si è dato fuoco in segno di protesta era un laureato senza futuro, fruttivendolo che faceva fatica a vivere ogni mese con un lavoro onesto, dignitosamente nel suo paese. Sì la rivoluzione è stata laica e ha attraversato tutti i settori della società. Ora i popoli si stanno occupando di un mutamento democratico e questo è solo l'inizio di una lunga strada da fare. Si sa che le proteste di massa sono più forti laddove ci sono regimi dispotici. La dimensione globale di questa onda d'urto è attualmente legata più alla democrazia che alle richieste sociali. 

mer 09 nov 2011 - Notizia di - scritto da Beu Makeliana

L'Italia non punta più sui giovani. E i risultati si vedono. La disoccupazione giovanile è un fenomeno in crescita che non dobbiamo sottovalutare affatto, come spesso succede. Le ultime statistiche parlano chiaro, 1 giovane su 3 non studia e non lavora. Bisogna promuovere le iniziative dei giovani e favorire il loro ingresso nel mercato del lavoro, specialmente in queste condizioni difficili per l'economia, per riuscire ad andare avanti. Se vivi in una grande città come Roma o Milano, magari un po' di alternative ci sono, anche se di questi tempi sempre meno, ma se vivi a Rimini o comunque in una piccola media città, ti passa la vita davanti e ti ritrovi a 40/50 anni a fare il lavoratore stagionale o continuare a fare gli stessi lavoretti che facevi da studente per mantenerti (anche se ormai hai una laurea in tasca), perché in giro non si trova niente di meglio. Lavoretti che fanno comodo da studente ma ti distruggono probabilmente tutte le altre opportunità. E' strano come questa crisi globale economica/finanziaria ci abbia penalizzato su tutto; avendo ben presente la classica scaletta studio, università, laurea, lavoro "più o meno attinente" agli studi, matrimonio, famiglia, sembra piuttosto un sogno d'altri tempi. 

Oggi invece bisogna ingegnarsi per poter sopravvivere. Magari hai un lavoro da commessa anche se sei laureata in Economia e sai parlare l'inglese e il francese ma hai un contratto a tempo indeterminato e allora cosa vuoi di più dalla vita? 
Conoscono persone che si trovano intrappolate per lungo tempo in lavori che odiano e per i quali sono super-qualificati: quando poi si presentano a colloquio per proporsi per un impiego più vicino alle proprie aspettative e al proprio curriculum di studi, vengono presi per pazzi se sono disposti a lasciare un contratto a tempo indeterminato per un appredistato.

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