AUTORE Fabbri Franca

mer 24 mar 2010 - Notizia di cultura - scritto da Fabbri Franca

 

Delle numerose donne dei Malatesti, poche sono note; tante, invece, quelle di cui non si sa quasi nulla. Gli storici e i cronisti del tempo, dediti a narrare lotte, alleanze politiche, truci soppressioni compiute dai potenti Signori, non si occupavano di loro. Vengono citate, per fama, solo Francesca da Rimini, Parisina, Isotta.

Io voglio ricordare, invece, alcune donne "minori", vissute nell'ombra o scomode e quindi eliminate, quelle curiose, originali, che hanno comunque dato il proprio contributo.

Chi ha mai sentito parlare, ad esempio, di una certa "Alubursa", riminese, bella, alta, bruna e "arrendevole", ritenuta la prima matrona della stirpe? Eppure fu la prima a compiere la "fuitina" per amore! Attorno al 1150, stanca di aspettare le incerte e difficili trattavive per il matrimonio, si fece rapire dal suo innamorato, tal Giovanni II da Pennabilli, e "consumò" le nozze in un fienile.

 

mer 21 dic 2011 - Notizia di attualità - scritto da Fabbri Franca

Poco tempo fa ho scritto di una ragazza che, nel suo negozio appena aperto, munita di ago e filo si era messa a cucire orli, ad accorciare, stringere gonne e pantaloni, traendo da questa attività successo e compenso.
La cosa ha destato sorpresa, poiché ago e filo sono strumenti quasi caduti in disuso. Oggi, infatti, non c'è più tempo neanche per attaccare un bottone e così si eliminano in fretta capi di vestiario sostituendoli con dei nuovi. Figurarsi quanto può stupire l'attività del ricamo!
Eppure da qualche anno esiste una volenterosa associazione, "Rimini Ricama" che si occupa di quest'arte e ogni anno organizza corsi per insegnarla e non solo, ogni anno, in sedi prestigiose della nostra città, allestisce la mostra degli incantevoli lavori realizzati, come quelli visti qualche settimana fa nel Palazzo dell'Arengo.
Non mi aspettavo di vedere cose così preziose, raffinate, originali, poggiate su mobili, strumenti, suppellettili d'antiquariato, un allestimento scenico di grande fascino ed eleganza, che nel magnifico salone medioevale faceva una gran figura. Alle pareti "vedute" di paesi della Valmarecchia che davano colore e calore d'unione, poi lo sguardo gaudente si poteva poggiare su tavole apparecchiate con preziose argenterie, cristalli e tovaglie ricamate, su sedie sospese in fila alla pareti munite di ricchi cuscini; non mancava, al centro del salone, sotto il trecentesco crocifisso, l'altra tavola, quella religiosa, sacra: l' altare, coperto da una bianca "tovaglia" dall'impalpabile ricamo, leggero come un soffio, a lungo rimirato anche da una suorina.

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