L’anima marinara del Borgo
Opere di Giuliano Maroncelli sulle facciate delle case
I nomi dei vecchi pescatori in 75 piastrelle di ceramiche
San Giuliano in questi anni ha lavorato intensamente per far rinascere le sue tradizioni, i suoi valori; insomma la sua anima, che con il tempo e la scomparsa di molti dei suoi abitanti si stava sbiadendo. L’impegno non si è limitato alla sua sola area, ma ha coinvolto l’intera città. Ora sta aggiungendo un altro tassello per arricchire il mosaico delle storie e delle tradizioni borghigiane.
Con i lavori dell’invaso del Ponte Tiberio sono venute alla luce le vecchie strutture del antico porto, che mettono ancor più in relazione il mare con il Borgo, dove un tempo vivevano pescatori e marinai. Nel 1860, come si può leggere nel giornale e’ fòi de Bòrg, su 400 lavoratori lì residenti, 228 erano naviganti e pescatori. Il loro numero negli anni è progressivamente diminuito fino a scomparire. Questa presenza ha contribuito in modo determinante a formare l’anima e l’identità del luogo dove si sono consolidate pratiche di solidarietà ed aiuto reciproco come quando, causa il mare in tempesta, spesso qualche pescatore non tornava a casa lasciando la famiglia senza sostentamento. Per non disperdere il patrimonio di storie, tradizioni e valori, la Società de’ Borg ha recuperato con accurate indagini i nomi dei vecchi marinai e individuato le abitazioni dove vivevano ancora negli anni Cinquanta e Sessanta. Sulla facciata di queste abitazioni, con il permesso dei nuovi o degli originali residenti, verranno affisse piastrelle in ceramica dipinte da Giuliano Maroncelli con i nomi e i soprannomi e le barche dei pescatori. Prima dell’estate fra aprile e maggio ci sarà l’inaugurazione dove saranno illustrate la “filosofia”dell’iniziativa e la storia dei marinai.
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