RIMINI La radice quadrata della realtà
RIMINI - Notizie Cultura e Teatro - mer 19 nov 2008
di Beatrice Piva
[{La personale di Marco Neri alla Galleria Fabjbasaglia fino al 15 gennaio}
Originario di Forlì, l’artista è docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Ravenna]
La Galleria Fabjbasaglia di Rimini ospita fino al 15 di gennaio la mostra “Homelife”, personale di Marco Neri, pittore originario di Forlì, che vive e lavora tra Torriana e Ravenna, dove è docente di pittura all’Accademia di Belle Arti. I tratti di Neri sono essenziali, puliti e astratti ma nascondono diversi livelli di realtà e prospettive. Attraverso uno stile tecnicamente scarno, l’artista ricodifica il linguaggio classico, dischiudendo alla pittura figurativa contemporanea nuove possibilità. I puntini luminosi, le linee unite al gioco cromatico del nero, del grigio e del bianco, creano spazi, figure e persone. Luoghi anonimi, dove ciascuno può ritrovarsi: palazzi, lampioni, finestre che rivelano, all’occhio attento e curioso, momenti di calore e di vita quotidiana. Negli ultimi tre anni Neri ha esposto a Colonia, Milano e New York, mentre il suo “Quadro mondiale” - composto da 192 tele raffiguranti le bandiere di tutte le nazioni - campeggiava sulla facciata del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2001.
{Come nasce la personale “Homelife”?}
“È un progetto pensato e realizzato durante il mio ultimo soggiorno a New York. La precarietà dello studio in cui lavoravo, le esigenze di trasporto e i tempi compressi mi hanno richiesto una strategia di adattamento all’inedita situazione. A questi fattori sono dovute le piccole dimensioni delle opere “da viaggio” e l’utilizzo degli acrilici in luogo delle tempere, più flessibili e pratici. L’obiettivo del progetto era duplice. Da una parte realizzare una sorta di Boite-en-valise site specific: in luogo del tradizionale book d’artista, mi sono presentato ai visitatori del mio studio al lavoro sulle mie nuove opere. Il secondo obiettivo, più sottile, è stato quello di mettere alla prova la mia ricerca e il mio immaginario, al cospetto di nuovi stimoli e suggestioni, orizzonti e relazioni, Ecco che per ambientarmi ho portato parte di me in viaggio, parte dell’Italia, dei suoi paesaggi, Mirabilandia, la ruota panoramica, ma anche l’Italia in crisi, i suoi problemi e le sue difficoltà”.
{Qual è il senso della sua pittura, cosa vuole restituire allo spettatore?}
“Il mio è un gioco. Un gioco di relazioni con chi osserva le mie opere. Cerco si stuzzicare l’immaginario di chi osserva, suggerisco delle soglie, delle chiavi di lettura, predispongo un binario su cui ognuno può far scattare la propria emozione. Le mie opere sono rappresentazioni della realtà astratte, minime, sono delle radici quadrate, ed è lo spettatore che, seguendo le proprie intuizioni e il proprio vissuto crea e completa l’opera, ogni spettatore può entrare nel quadro come vuole. È un messaggio, un’immagine che dagli occhi arriva al cuore di ciascuno. La relazione che nasce tra l’opera e lo spettatore è ironico e divertente”.
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